Genesi 1—2:3

Nella prima sezione di Genesi non ci è detto solamente che Dio ha creato tutte le cose, ciò che ci è rivelato primo e principalmente è il regno di Dio. A questo punto non possiamo parlare di questo regno come il regno della grazia di Dio perché per grazia usualmente intendiamo il favore al quale abbiamo perso qualsiasi diritto, ad esempio il favore del perdono dei nostri peccati. Per evitare confusione, perciò, parleremo qui del regno del favore di Dio [1].

L’istituzione del regno di Dio è centrale in questo capitolo. Nel preparare la terra in sei giorni, Dio ripetutamente porta in esistenza il superiore dall’inferiore e rende l’inferiore subordinato al superiore. Infine crea l’uomo e lo fa re (Genesi 1:26-28). Con la creazione di quello che era inteso come re della terra Dio raggiunge il culmine della sua opera. Noi udiamo un qualcosa del suo gioire quando dice: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza, ed abbia dominio”. Queste parole ci danno l’impressione che Dio stia dicendo: “facciamo l’uomo, ora abbiamo raggiunto l’apice della nostra opera”.

Quando narriamo la storia in questo modo, dobbiamo non glorificare l’uomo com’è in se stesso. È stato Dio a creare l’uomo. Inoltre, Egli fece l’uomo a sua immagine in modo che l’uomo potesse esercitare il dominio. L’uomo rimane completamente dipendente da Dio in ogni cosa e in ogni cosa lo deve servire. Il regno di Dio può dunque essere descritto come quel regno in cui tutte le cose sono state sottoposte all’uomo mentre l’uomo è sottoposto a Dio in volontaria obbedienza.

Non è sufficiente, dunque, dire ai ragazzi che il mondo fu creato da Dio. Devono imparare più che questo. Se il cuore di un ragazzo è stato toccato dallo Spirito del Signore, anelerà a sentire di più; vorrà sentire di Dio che vive in costante comunione con l’intera creazione. Questa comunione era presente nel regno di Dio: l’uomo, esercitando il dominio, serviva Dio.

Dio diede all’uomo il giorno di riposo come segno di quella comunione nel suo regno. Nel primo capitolo della Genesi leggiamo ripetutamente che Dio vide tutto quello che aveva fatto e lo dichiarò molto buono. Inoltre, che il compiacimento di Dio si estendeva a tutta la creazione. In Genesi 2, che continua la narrazione, leggiamo del sabato. Dio benedì e santificò il giorno di riposo e con esso benedì e santificò tutto ciò che aveva fatto. Egli si diede al mondo che aveva creato perché servisse la sua gloria. La serenità che Dio impartì al suo regno giunse a speciale espressione nel giorno del riposo.

Al centro di questa sezione, perciò, c’è l’istituzione del regno di Dio. Il contesto che circonda e supporta questo punto centrale è la rivelazione che tutte le cose sono da Dio, per mezzo di Dio e a Dio. Questa è l’esatta ragione per cui Dio poté istituire il suo regno perfetto. L’uomo, come re, doveva indirizzare tutte le cose a Dio, vale a dire alla gloria di Dio. L’uomo lo poteva fare solamente perché tutte le cose, lui incluso, sono da e per mezzo di Dio.

C’è un altro punto che non dobbiamo trascurare. Dio prende diretto piacere nelle opere delle sue mani perché la sua gloria vi è riflessa. Ci sono così tante cose che l’occhio umano non ha mai visto, cose per le quali l’uomo non ha mai offerto lode a Dio. Con tutto ciò, anche queste cose esistono per glorificare Dio. Ciò che Dio ha creato è semplicemente troppo meraviglioso e profondo perché possa mai essere afferrato dalla mente dell’uomo. Dobbiamo ricordarci di parlare anche del diretto piacere che Dio prende nella gloria di queste opere della creazione.

Ma la fondazione del regno di Dio è il punto centrale. Di conseguenza, possiamo già parlare di Cristo mentre narriamo questa storia. Il regno di Dio sulla terra fu rovinato dalla caduta del primo Adamo, ma è stato ripristinato dal secondo Adamo: Gesù Cristo.

          Concetto principale: Il regno di Dio viene istituito.

Il primo giorno. C’era un tempo in cui non c’era nulla di ciò che ora vediamo intorno a noi, niente di niente. C’era solo Dio. Pure, Egli non era solo, Egli non bramava qualcosa da amare e tenere caro, perché Dio ha eternamente il suo Figlio, che ama nello Spirito Santo.
Dio non aveva bisogno di questo mondo, ma decise di crearlo lo stesso. Questa fu una decisione libera da parte sua (Apocalisse 4:11), avrebbe anche potuto decidere di non farlo, perché non è servito da mani d’uomini come se avesse bisogno di qualcosa, essendo lui che dà a tutti la vita, il respiro e ogni cosa (Atti 17:25). Egli non aveva bisogno di noi allora e non ha bisogno di noi adesso.
Comunque, quando decise di creare il mondo, lo fece perché volle glorificare se stesso nel mondo, perché volle vedere la sua gloria riflessa nel mondo come in uno specchio. Inoltre, volle che l’uomo condividesse nella sua benedizione: che l’uomo partecipasse della sua gioia.

Una volta, all’inizio del tempo in cui noi viviamo, Dio produsse cielo e terra dalla sua pienezza, il Cielo è il suo trono e l’abitazione degli angeli che Egli creò nello stesso periodo. (Giobbe 38: 4-7). È in cielo che la sua gloria si rivela più apertamente. Egli creò pure la terra, facendola dipendere dalla benedizione del cielo. Il cielo e la terra furono fatti l’uno per l’altra. Oggi molte persone si accontentano solo della terra. Perdono di vista il cielo e per questo sfuggono loro anche i veri tesori della terra.

All’inizio, la terra e tutto ciò che c’era sotto il cielo era una massa confusa che mancava di ordine e di forma. Giaceva nelle tenebre. Pure, Dio era all’opera lì; il suo Spirito si muoveva sulle acque. Sotto la coltre di tenebre Dio stava preparando ciò che stava per portare alla luce. Sì, Dio opera anche al buio e in segreto, il frutto del suo lavoro diventa visibile più avanti. Allo stesso modo Dio sta lavorando in questo momento nelle profondità nascoste di molti cuori umani. Forse sta lavorando nel tuo cuore, insegnandoti ad avere fede.

Poi Dio chiamò in esistenza la luce. Egli chiama cose che non sono come se fossero, ed improvvisamente esistono! Questo è il modo in cui creò la luce. In quella luce avrebbe coccolato la terra col suo favore. Com’è meravigliosa la luce. È un segno che ci ricorda giornalmente del favore di Dio e del suo interesse per questo mondo. Dio separò pure la luce dalle tenebre, chiamando la luce giorno e le tenebre notte. Ciascuno ha il suo valore. C’è molto di nascosto in Dio e nella sua opera. Anche questa è una ragione per adorarlo e per osservare quello che fa. Ma c’è anche molto che Egli porta alla luce e anche per questo lo lodiamo.

Un tempo di tenebre e un tempo di luce era trascorso. Quello fu il primo giorno.

Il secondo giorno. Di nuovo venne un periodo di tenebre. Allora cominciò il secondo giorno. Nelle tenebre Dio stava preparando ciò voleva introdurre in quel secondo giorno. Creando un’atmosfera intorno alla terra, Dio fece una divisione tra la terra e il resto di ciò che aveva creato sotto il cielo. Poi fece il cielo sopra la terra, dove sono sospese le nuvole. Quando guardiamo il cielo di notte, vediamo anche le stelle. Dio chiamò tutto quello che abbiamo sopra la testa: cielo. Ci ricorda di quel primo cielo in cui gli angeli adorarono Dio. Quando guardiamo su nel cielo, siamo colpiti dall’immensità dello spazio al di la della terra. Quanto deve essere lontana la casa degli angeli. Quanto sommamente esaltato deve essere Dio! Questa atmosfera include l’aria che respiriamo per vivere. Dio ha sicuramente creato distanze immense, ma allo stesso tempo è molto vicino a noi col suo Spirito. Egli è la forza della nostra vita.

Il terzo giorno. Di nuovo ci fu notte. Dio stava preparando la sua opera creativa nel terzo giorno. La terra stessa era ancora informe. Dio aveva già separato la luce dalle tenebre e fatta una separazione tra tra la terra e il resto della creazione. Il terzo giorno diede ordine alla terra stessa e separò l’acqua dalla terra. Allora apparvero i mari profondi e le alte montagne. Dio rivelò se stesso nella creazione dei mari e delle montagne: i suoi pensieri sono imperscrutabili, e le sue intenzioni e la sua fedeltà sono ferme come le montagne.
Quel terzo giorno accadde una seconda meraviglia. Dalla terra spuntarono piante ed alberi. Da dove provenivano? Nessun seme era ancora stato piantato nella terra. In questa occasione Dio causò che la terra stessa producesse queste cose che crescevano. Come Onnipotente, fare questo risiedeva all’interno delle sue capacità. Queste piante particolari avrebbero dovuto morire, naturalmente, ma dentro di esse c’erano i semi dai quali sarebbero cresciute nuove piante. In questo modo Dio rimane fedele all’opera delle sue mani perché provvede per la vita meravigliosa che ha creato, una vita così debole, eppure così forte perché Egli la sostiene.
In quel terzo giorno Dio adornò la faccia della terra. Che meraviglioso spiegamento di fiori fece! Ci sono così tanti fiori che nessun occhio umano ha mai visto, fiori per i quali nessun uomo o donna ha mai lodato Dio. Eppure non sono sbocciati invano, perché Dio li ha visti e ha visto riflessa in essi la sua gloria. Che luogo delizioso per l’uomo stava diventando la terra. Allo stesso tempo, per mezzo di queste piante Dio provvide cibo per l’uomo e le bestie.

Il quarto giorno. Nelle tenebre che nuovamente seguirono Dio preparò ciò che intendeva presentare nel quarto giorno. Egli volle legare la luce a delle leggi stabili e a delle forme che avrebbero dominato la vita dell’uomo. Perciò creò il sole, la luna e le stelle per dare e riflettere luce. Ora giorno e notte si susseguono con precisa regolarità. Nessuno può sfuggire a quest’ordine, il che ci insegna a tenere da conto i nostri giorni.
Nessuno può fissare gli occhi sul sole perché la sua intensità è come il risplendere della faccia di Dio. Che conforto e tranquillità può darci uno sguardo alle stelle! Guardate mai al cielo stellato? A volte bisognerebbe dare un’occhiata a tutti questi mondi grandi e lontani. Come sembriamo piccoli a noi stessi. Il Dio che si prende cura di tutti questi mondi non si prenderà anche cura delle nostre cose e dei nostri problemi?

Il quinto giorno. Lì giacevano le acque della terra, senza alcunché che si muovesse in esse. Nelle foreste non c’era il canto degli uccelli a rompere il silenzio. Nelle tenebre del del quinto giorno, Dio stava preparando una nuova meraviglia.
Proprio come fece spuntar fuori le piante col suo straordinario potere, ora fece apparire pesci negli stagni, nei ruscelli, nei laghi, nei fiumi e negli oceani. I grandi pesci si muovevano lentamente attraverso l’acqua e quelli piccoli luccicavano mentre guizzavano in tutte le direzioni. Quando visitiamo un acquario, rimaniamo stupefatti di quante varietà di pesci vediamo per la prima volta. È una varietà quasi infinita! Quanto grande deve essere Dio! Quanto ricchi e variegati sono i modi e i mezzi del Creatore di tutte quelle specie di pesci e di tutti i differenti tipi di uccelli ciascun tipo con il proprio distinto modo di cantare!
Dio vede tutto ciò e si delizia nella pienezza di vita nella sua creazione. Quella pienezza di vita è una delizia anche per noi.

Il sesto giorno. Dio non aveva ancora raggiunto il culmine della sua opera come Creatore. Per la sesta volta vennero le tenebre mentre Dio si preparava a fare il coronamento della sua creazione.
Alla luce del sesto giorno riempì la terra con ogni sorta di animali selvatici e di animali striscianti, animali enormemente grandi e altri impercettibilmente piccoli. A ciascun animale fu data una propria natura e uno scopo distinto per la propria esistenza. In ciascuno di essi è rivelato un un distinto pensiero di Dio. Noi non sappiamo quale animale ammirare di più, se il leone per la sua maestà, il toro per la sua forza, il cavallo per il suo spirito, il capriolo per la sua agilità, o la volpe per la sua astuzia. La creazione di questi animali fu l’ultimo passo prima della creazione dell’uomo.

Allora Dio si consigliò con se stesso per fare l’uomo. Egli voleva dare all’uomo il dominio su tutto ciò che aveva creato. L’uomo avrebbe dovuto governare il mondo in nome di Dio e glorificare Dio nel farlo. Nel bene o nel male, il mondo era stato posto nelle mani dell’uomo. Se l’uomo avesse continuato ad adorare Dio, il mondo sarebbe stato benedetto attraverso di lui. Poiché l’uomo avrebbe dovuto governare il mondo in un modo che glorificasse Dio, il Creatore lo fece a propria immagine, dandogli sapienza, un cuore ripieno d’amore, e una volontà per fare ciò che è giusto. L’uomo fu creato a somiglianza del suo Padre celeste.

Inoltre, Dio diede all’uomo la Creazione da usare. Non c’era nulla che l’uomo potesse chiamare sua proprietà privata, ogni cosa apparteneva a Dio che l’aveva creata. Diciamo che l’uomo non aveva diritti naturali ricevuti con la sua natura. Dio diede all’uomo perfino il cibo che mangiava. Proprio come aveva dato agli animali l’erba da mangiare, Egli designò i frutti come cibo per l’uomo.

Il settimo giorno. Così Dio aveva fondato sulla terra un regno nel quale tutte le cose erano sottoposte all’uomo, il quale esercitava il dominio su di esse in nome di Dio. Questo regno era un regno di Pace. Il mondo era come un grande tempio che Dio scelse di abitare e di favorire con la sua benedizione.

Dio volle dimostrarlo in un modo speciale. Perciò portò la settimana della creazione a concludersi col settimo giorno. In quel giorno non creò più. Invece di creare si riposò dal suo lavoro, ciò vale a dire che si deliziò in ciò che aveva fatto e mandò fuori nel mondo il proprio compiacimento e la propria benedizione. In quel settimo giorno egli istituì il giorno di riposo e benedì il mondo per mezzo di esso. Il giorno di riposo è divenuto un segno duraturo del fatto che Dio ricorda e mantiene questo mondo nel suo favore. Il mondo sbocciò ed esultò dinanzi alla faccia di Dio. Il suo futuro, nel bene o nel male, era nelle mani dell’uomo. Che onore, e che responsabilità! L’uomo aveva ricevuto doni ricchissimi da Dio affinché fosse in grado di governare il mondo in nome di Dio. Ma poiché era uomo, era anche capace di resistere la volontà di Dio. Ed è esattamente ciò che fece. Quando cadde egli trascinò giù con sé tutto il mondo. La creazione di Dio fu rovinata.

Ma non fu rovinata per sempre. Venne un altro uomo, l’uomo Gesù Cristo, il quale è anche Dio. Egli restaurò il mondo dalla sua caduta e fu obbediente perfino fino alla morte. Il futuro del mondo ora è nelle sue mani. Nelle sue mani è al sicuro. Il giorno del riposo da allora è divenuto un segno del favore di Dio, un favore che non finirà mai.

 

Note:

1 È necessario fare una distinzione tra un favore che in origine procedeva da Dio alla sua intera creazione e un favore perso dalla caduta dell’uomo ma ora donato sulla base dell’opera di riconciliazione di Cristo. Quest’ultimo è chiamato grazia.


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