INDICE:

06. L’emergere di popoli distinti

Genesi 11:1-9

Apri il video di questo episodio

Fu la paura a portare alla costruzione della torre di Babele. Le persone sulla terra avevano il timore di essere sparse e cercarono la sicurezza concentrando le forze. Temevano che la razza umana potesse essere spazzata via. Sembra che non credessero più alla promessa data nel patto noachide, la promessa che Dio avrebbe preservato la razza umana sulla terra e avrebbe un giorno provveduto una perfetta salvezza. Protezione da uomini e bestie era in effetti stata promessa da Dio. In fede la gente avrebbe dovuto avere il coraggio di spargersi su tutta la terra e soggiogarla. Quella era la loro vocazione nel patto.

Anche come popolo sparso avrebbero potuto rimanere uno in spirito. La fede può reggere la formazione di separate comunità umane che si sarebbero  formate in modo naturale se l’umanità si fosse sparpagliata sulla terra come inteso da Dio. L’incredulità ha paura di disperdersi perché i non-credenti non sono legati spiritualmente insieme l’uno all’altro o a Dio. Questa è la ragione per cui le persone non-credenti cercano sempre un’unità esteriore che esprima il potere umano.

Dio utilizzò la confusione delle lingue a Babele per costringere l’umanità a sparpagliarsi su tutta la terra. Dopo Babele ci furono molte comunità umane ma quelle comunità non erano una in spirito. Anziché solidarietà ci fu estraniamento e solitudine.

Vero è che questo sparpagliamento dell’umanità, questa frantumazione della comunità umana, rese possibile che venissero alla luce le molteplici  sfaccettature delle capacità della razza umana e che la terra venisse soggiogata. In questo modo lo sparpagliamento dei popoli implicò sia una maledizione che una benedizione. Gridava per a venuta del Cristo e per l’effusione dello Spirito santo. Solo allora avrebbe potuto essere creata una unità tra le separate comunità, un’unità nella quale la benedizione sarebbe stata preservata e la maledizione vinta.

Mediante la confusione delle lingue Dio spezzò la falsa unità per fare spazio per la vera unità in Cristo. Pertanto ci fu grazia nella dispersione dei popoli.

Poiché Cristo è venuto e lo Spirito santo è stato sparso, i popoli separati oggi possono cercare di nuovo vera unità gli uni con gli altri in fede. Infatti lo devono fare. Tuttavia, questa libertà e questa vocazione sono di nuovo abusate in una ricerca per una falsa unità esteriore. Questo movimento verso l’unità è in definitiva una ricerca di potere. Lo sviluppo della storia sta portando al regno dell’Anticristo da un lato e al regno di Cristo dall’altro.

Il resoconto biblico della storia della torre di Babele include una frase curiosa che non dovrebbe sfuggire alla nostra attenzione: leggiamo che il Signore “discese” (Genesi 11:5). Apparentemente Dio aveva abitato sulla terra fino al tempo del diluvio. (Che possa essere che la sua dimora sia stata in paradiso?) Dopo il diluvio, Dio cercò nuovamente una dimora sulla terra. La prima prova del suo desiderio di vivere di nuovo sulla terra fu nella sua “apparizione” ad Abramo. Per Abramo, almeno, Dio era di nuovo vicino. Al tempo opportuno il tabernacolo divenne la dimora di Dio e successivamente ancora il tempio. Oggi c’è ancora una volta un luogo di dimora in Cristo e nella sua chiesa mediante lo Spirito.

Fu come se Dio stesse aspettando il suo tempo dopo il diluvio. La vita era divorata dal peccato e la gente si stava spargendo su tutta la terra. Dio infine scelse Abramo perché godesse la sua piena amicizia. Nel grande Figlio di Abramo l’unità e la comunione con Dio furono restaurate.

          Concetto principale: L’unità esteriore viene frantumata
per far posto
alla vera unità in Cristo.

          Disobbedienza nata dalla paura. Nel territorio montagnoso di Ararat, dove l’arca si era posata, la razza umana si espanse. La gente si sparpagliò di montagna in montagna ma le persone non si allontanarono di molto l’una dall’altra. Finché le montagne le racchiudevano non avevano paura di perdere il contatto tra di loro.

Ad un certo punto, però, la gente sentì la necessità di alzare le tende e di migrare. Forse le montagne non riuscivano più a provvedere sufficiente cibo per tutti. In ogni caso, essi migrarono assieme verso Est. Trovarono una pianura nella terra di Shinar, e lì si fermarono. Impararono a costruire case di mattoni e si sparsero gradualmente attraverso la pianura. Nelle montagne avevano utilizzato pietre per costruire; qui trovarono della creta che cuocendo potevano trasformare in mattoni. Trovarono anche del bitume, un tipo di asfalto che potevano utilizzare come malta. La presenza di questi materiali rendeva la loro vita più facile.

Sembrava non esserci limite alla pianura; potevano facilmente spargersi sempre più lontano. Ma la gente aveva paura di essere dispersa sulla terra e di perdere contatto l’uno con l’altro. Non sarebbero stati maggiormente in pericolo di sparire dalla terra se si fossero dispersi? Se fossero divenuti estranei l’uno all’altro non avrebbero finito per combattersi e uccidersi? E il mondo animale non li avrebbe sopraffatti? Non sarebbero stati colpiti da ogni sorta di calamità di fronte alle quali sarebbero stati troppo deboli separatamente ma che avrebbero invece potuto affrontare  se fossero stati uniti e forti?

Queste erano le loro paure. Spinti da queste paure, decisero di costruire una città con mura dentro la quale avrebbero potuto ritirarsi per protezione. Decisero pure di costruire una grandissima torre in quella città, una torre che avrebbe raggiunto le nubi. Quella torre sarebbe divenuta il punto di riferimento di tutta la pianura e il loro luogo di raccolta. La torre li avrebbe aiutati a rimanere insieme senza mai divenire estranei l’uno all’altro. Allora non sarebbero mai scomparsi dalla terra!

Che stupidaggine! Perché credettero che l’unità avrebbe loro provveduto forza e protezione? Perché temevano che l’umanità potesse scomparire dalla faccia della terra? Dio non aveva forse promesso nel patto con Noè che non avrebbe permesso che l’umanità scomparisse prima che venisse la fine? Non aveva Dio protetto la vita dell’uomo dagli altri uomini e dagli animali? Ma la gente non credeva più la Parola e le promesse del Signore. E quando gli uomini non credono più la Parola del Signore diventano paurosi. Allora dimenticano che l’aiuto del Signore è la loro sola sicura protezione.

Costruire quella torre enorme per potersi mantenere uniti fu un diretto atto di disobbedienza contro il comando del Signore. Il Signore aveva ordinato di spandersi, di riempire la terra, e di sottometterla. Tutto ciò che Dio aveva messo nella terra doveva essere scoperto e sviluppato dall’uomo.

Se la gente avesse creduto la Parola del Signore avrebbe osato esplorare la terra e sottometterla. Si sarebbero allora potuti avventurare su tutta la terra sotto la protezione del Signore e sarebbero rimasti uniti spiritualmente attraverso la loro fede nella parola di Dio e nella loro attesa del Redentore promesso. Ma preferirono confidare nell’unità esteriore, proponendosi di fondare un impero mondiale basato sulla forza umana.

          La discesa del Signore. Avrebbe il Signore dovuto lasciarli continuare a costruire? L’intero proponimento e lo scopo di questo progetto era direttamente opposto a ciò che il Signore voleva compiere nella sua grazia. Per questo leggiamo nella Bibbia che il Signore “discese” per vedere la città e la torre che i figli degli uomini stavano costruendo.

La Bibbia usa qui un’espressione peculiare. Sicuramente il Signore è presente ovunque, in cielo come in terra, e non ha bisogno di “scendere” giù per vedere ciò che gli uomini stanno facendo. Eppure non dovremmo leggere questa frase in modo affrettato come se non aggiungesse nulla alla storia, perché contiene invece un messaggio ben definito.

Nella sua grazia, favore ed amore, il Signore aveva mantenuto una certa distanza dall’uomo dopo il diluvio e non aveva permesso loro immediatamente il privilegio di una piena comunione con lui. L’umanità doveva prima imparare a desiderare il Redentore, attraverso il quale la gente avrebbe nuovamente goduto la piena comunione con Dio. Ma, anziché desiderare il Redentore, la gente rigettò l’idea stessa della fede e proseguì a modo proprio. Il Signore dovette dunque fare qualcosa per arrestare il crescere dell’incredulità, perché era ancora suo proposito preservare e redimere l’umanità per mezzo di Cristo. Affermò questo proposito opponendosi alla crescita della forza e del potere umano simboleggiato dalla città e dalla torre di Babele. Questo è ciò che la Bibbia vuole significare quando dice che il Signore “discese”. Egli considerò la colossale costruzione alla luce del proprio proposito di grazia. Divenne quindi ovvio che il corso d’azione dell’uomo era completamente opposto ai suoi piani.

Cosa avrebbe dovuto fare il Signore? Non poteva permettere alla gente di continuare questo programma costruttivo, perché allora la terra non sarebbe mai stata riempita e sottomessa. Peggio ancora, la gente sarebbe divenuta completamente estraniata dal Redentore e non avrebbe più atteso la sua venuta. Le loro vite sarebbero divenute così contaminate col peccato che il Signore avrebbe dovuto nuovamente annichilirli completamente, come aveva fatto col diluvio.

Ma il Signore non voleva mandare un altro diluvio. Anzi, aveva promesso di non farlo mai più. Dio dunque annunciò la propria intenzione di sparpagliare la gente su tutta la terra. Sarebbero così stati costretti a riempire la terra e non sarebbero cresciuti forti insieme nel male. Qualche persona o qualche popolo qui e la avrebbero potuto dover morire per aver concesso al peccato troppo posto nelle loro vite, ma l’umanità non sarebbe mai più stata distrutta. Il corso d’azione deciso dal Signore gli avrebbe permesso di mandare il Redentore nel tempo stabilito.

Così quando il Signore “discende”, lo fa per esporre le azioni dell’uomo alla luce del suo proposito di grazia. Allora egli fa piazza pulita delle intenzioni dell’uomo. Che fortuna per l’umanità che Egli faccia così! Il nostro proprio intendimento servirebbe solamente a rovinare le nostre vite. Fortunatamente il Signore porta avanti le proprie intenzioni con in mente un solo obbiettivo. Dio spesso opera ancora in questo modo, permettendo che le opere degli uomini falliscano per mostrare loro la sua grazia.

          L’emergere di popoli distinti. A quel tempo tutti gli esseri umani parlavano ancora una sola lingua. (Non sappiamo quale). Il Signore ora frantumò quell’unità linguistica. Le persone cominciarono a pensare in modo diverso e ad esprimere le loro idee in parole diverse, col risultato che non si capivano più. Divenivano estranei l’uno all’altro sempre più. Infine, i vari gruppi e famiglie furono costretti a prendere ciascuno una strada separata. Il Signore porta sempre a compimento le sue intenzioni. L’uomo lo imparerà mai?

Ora la varie razze di uomini finalmente si sparsero sulla terra. L’opera di riempire la terra ebbe inizio. Col tempo i diversi popoli persero la conoscenza che avevano l’uno dell’altro e non si ricordarono più di essere stati un solo popolo. Cercarono perfino di distruggersi a vicenda con delle guerre. Fortunatamente il Signore mantenne la sua promessa e prevenne i popoli dal distruggere la razza umana in una grande guerra.

C’erano tante varietà tra gli uomini! Si stava rivelando sempre più della ricchezza della creazione di Dio. Rossi e gialli, neri e bianchi, tutti erano stati fatti ad immagine di Dio. Che diversità nello sviluppo dei popoli sparsi sulla terra! Dio aveva ottenuto uno dei suoi obbiettivi. Ma il suo obbiettivo primario era ancora da venire: voleva redimere l’uomo.

Sì, la razza umana si sviluppò e riempì la terra, ma nel mezzo di questo sviluppo, c’era una profonda povertà spirituale e una fame per una vera felicità, un vero amore e una vera comunione. Il Signore aveva forse sparpagliato i popoli affinché rimassero estraniati l’uno all’altro per sempre? No, Egli spezzò l’unità esteriore dell’incredulità per mostrare all’umanità la vera unità che proviene dalla fede nel Redentore.

Ora il Redentore è venuto ed ha mandato lo Spirito Santo in modo che i popoli possano nuovamente essere uniti. Questo non significa che adesso tutte le differenze devano essere cancellate. Al contrario, i vari popoli devono conservare le loro caratteristiche, ma non c’è più nessuna necessità che i popoli siano stranieri l’uno per l’altro. Ora possono conoscersi ed amarsi attraverso la fede nel Signore Gesù Cristo.

I popoli della terra hanno fatto questo passo? Si stanno nuovamente cercando? Stanno cercando di capirsi e di amarsi? Che sta succedendo? Ci stiamo amando l’un l’altro nonostante le nostre differenze per amore di Gesù? Troppo spesso non è così. E se gli uomini non trovano quella vera unità per amore di Cristo, non cercheranno invece l’apparenza dell’unità che ricercarono a Babele?

Il Signore ci dice nella sua Parola che nel futuro ci sarà un’altra situazione come quella di Babele. Un giorno l’impero mondiale dell’Anticristo, il grande nemico di Cristo, sarà stabilito sulle basi dell’incredulità e dell’inimicizia nei confronti di Dio.

Finirà forse che tutti gli sforzi di Dio, incluso l’aver mandato il Redentore, furono vani? Certo che no! Ora c’è un popolo veramente unito nella fede: il popolo di Dio, la Chiesa del Signore. Benché le persone del popolo del Signore non siano interamente libere dal peccato, esse sono credenti e sono unite nei loro cuori. Nel popolo di Dio ci sono persone umane tratte da ogni nazione e razza, e tutte stanno vivendo insieme per la fede in Cristo. Un giorno il popolo di Dio vincerà.

Certo, il regno dell’Anticristo verrà sicuramente, ma sarà distrutto quando il Signore Gesù ritornerà. Allora il Regno del Signore Gesù verrà stabilito nella gloria. In quel Regno, quelli che egli ha comperato da ogni razza e popolo e lingua e nazione saranno veramente uno.


Altri Studi che potrebbero interessarti