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6: Il Redentore

Ruth 1-4

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La storia di Ruth avvenne al tempo in cui “governavano i giudici”, più che probabilmente al tempo delle invasioni dei madianiti. Finché non furono scacciati da Gedeone, i madianiti invadevano Israele durante la stagione del raccolto e occupavano la Valle di Jezreel e le pianure costiere. Facevano anche raid regolari in Giuda. Questa oppressione durò sette anni e probabilmente spiega la carestia che convinse Elimelek a lasciare il paese.

Solo dopo che erano trascorsi dieci anni Naomi venne a sapere che il Signore aveva visitato il suo popolo e aveva dato loro del pane. Molto probabilmente aspettò di vedere se la piaga se n’ere andata per davvero e se Israele si sarebbe ripreso.

La storia registrata nel libro di Ruth è in realtà la storia di Boaz, il redentore [1]. La linea di Elimelek stava correndo il pericolo di estinguersi in Israele. Se ciò fosse avvenuto, il suo nome sarebbe stato rimosso dal suo popolo. In più, la sua eredità in Israele era perduta: Naomi fu infatti costretta a vendere la sua parte di terra dopo il suo ritorno in Giuda (Ruth 4:3). Pertanto Boaz fu il redentore in due sensi. Per mezzo del levirato (matrimonio) con Ruth, il nome e la posterità di Elimelek furono preservati in Israele. Il primogenito di Boaz e Ruth fu calcolato come un figlio della linea di Elimelek. Oltre a ciò, Boaz redense la porzione di terra venduta da Naomi e la restituì alla linea di Elimelek. In questo duplice senso Boaz fu un tipo del Cristo.

A causa del nostro peccato, il nostro nome perisce insieme a noi. Per amore di Cristo, però, il Signore nel suo patto preserva il nostro nome e quello della nostra famiglia. E non possiamo nemmeno rivendicare alcun posto sulla terra. Ma il Cristo ci dà un eredità tra i santi nella nuova terra. Ciò che un credente possiede sulla terra è un pegno della sua eredità eterna quanto una profezia che la preconizza.

Il Cristo è il vero Redentore. Boaz fu sia un antenato che un tipo del Cristo.

          Concetto principale: Il redentore preserva il nome di quelli che
                                                  appartengono alla sua famiglia e riacquista la loro eredità.

          Un nome e un’eredità perduti. Sotto la guida di Giosuè, la terra di Canaan era stata divisa tra le dodici tribù. Ogni famiglia aveva la propria eredità. Questo era l’orgoglio e la gioia d’Israele. I credenti speravano che le loro famiglie avrebbero continuato a vivere nella loro propria terra fino alla venuta del Messia. Allora avrebbero condiviso con lui la gloria che era stata promessa. Pertanto, nessuno doveva arrendere il proprio diritto a una porzione del paese. Sarebbe stata una garanzia della propria partecipazione nella gloria a venire del Cristo.

A volte, quando la fede degli israeliti si affievoliva, il loro collegamento col paese si rompeva. È ciò che avvenne a una certa famiglia al tempo dei giudici. Ci fu una grande carestia nel paese, probabilmente come risultato delle invasioni dei madianiti. Elimelek, un uomo della regione di Betlemme- Efrata, divenne debole di fede e scelse di rompere temporaneamente il proprio legame con la santa eredità. Accompagnato da sua moglie Naomi e dai suoi figli Mahlon e Kilion, ruppe i suoi legami col paese di Giuda e andò a vivere in quello di Moab. Questa fu incredulità da parte sua, una mancanza di perseveranza, un rifiuto di piegarsi sotto il giudizio che stava subendo il paese dei suoi padri e di attendere il tempo della liberazione.

Elimelek morì in Moab. I suoi figli sposarono donne moabite, Orpah e Ruth, e continuarono a vivere in Moab. Nell’arco di dieci anni ambedue i figli morirono e Naomi rimase con le sue due nuore.

Dopo quei dieci anni, Naomi decise di ritornare in Giuda perché aveva udito che il Signore aveva concesso liberazione e pane al suo popolo. Le nuore l’accompagnarono nel suo viaggio. Mentre stavano camminando, cercò di convincerle a tornare indietro. Forse il Signore avrebbe dato loro un futuro con una famiglia loro in mezzo al popolo cui appartenevano.

Al principio nessuna delle due le diede retta perché ambedue si sentivano legate a Naomi e alla famiglia in cui si erano sposate. Allora Naomi chiese loro: “Che aspettative potete ancora avere da questa famiglia? È destinata a estinguersi. Ciò mi causa un’amarezza maggiore della vostra. La mano del Signore è stesa contro di me”.

Queste parole persuasero Orpah a tornare indietro. Non vide alcun  futuro per sé in quella famiglia. Ma Ruth era legata, non solo alla famiglia di suo marito, ma anche alla nazione da cui quella famiglia era scaturita: il popolo d’Israele. Ed era legata a Israele perché era legata al Dio d’Israele. Il suo cuore era stato aperto al patto in cui il Signore desidera vivere col suo popolo. Questa è la ragione per cui disse che voleva vivere e morire dove Naomi sarebbe vissuta e morta perché il popolo di Naomi era il suo popolo e il Dio di Naomi era il suo Dio.

Proseguirono insieme. Quando giunsero a Betlemme, l’intera città fu in agitazione e uscì ad incontrale. Le donne esclamarono: “Davvero questa è Naomi?” Naomi disse loro di chiamarla Mara, spiegando che Dio l’aveva trattata aspramente. Quando era partita la sua famiglia stava sbocciando, ma ora non aveva nulla da sperare. La sua famiglia era scomparsa e il nome di suo marito sarebbe scomparso dagli elenchi del suo popolo. In più, aveva dovuto vendere il campo che ancora possedeva a Betlemme perché era povera. Era rimasta senza terra e senza nome, una vagabonda in mezzo al suo popolo.

Se a motivo dell’incredulità di Elimelek il Signore avesse abbandonato questa famiglia, questa sarebbe stata cancellata.

Ma il Signore, nella sua grazia, la volle ripristinare, usando la legge del suo patto.

A causa dei nostri peccati, i nomi di noi tutti dovrebbero scomparire per sempre e noi dovremmo perdere la nostra porzione su questa terra per sempre. Che ne sarebbe di noi se non ci fosse misericordia in Dio? Invece, nel suo patto, egli desidera ripristinare i nomi degli appartenenti al suo popolo e dare loro una porzione sulla terra.

          Un redentore trovato. Quando Naomi ritornò era l’inizio della mietitura dell’orzo. Ruth propose di andare nei campi dei ricchi a raccogliere i chicchi caduti ai mietitori. Quello era il modo che Dio aveva ordinato per prendersi cura dei poveri; c’era una legge in Israele a questo scopo (vedi Deuteronomio 24:19). Ma non tutti aderivano a quella legge. Come sarebbe andata con Ruth? Naomi concordò col suo piano e Ruth finì nei campi di Boaz, un uomo molto ricco.

Mentre Ruth stava raccogliendo chicchi d’orzo, lo stesso Boaz giunse nel campo. Il padrone e i suoi operai si salutarono nel Signore. Il patto del Signore, che Boaz onorava, favoriva anche questa relazione.

Boaz chiese della giovane che era occupata a raccogliere spighe e  chicchi. Gli fu riferito che si trattava di Ruth, la nuora di Naomi. Il fatto che questa donna avesse scelto il patto del Signore commosse quest’uomo che risolse ancor di più di onorarlo egli stesso. Perciò le parlò e le promise libertà e protezione nei suoi campi. Quando Ruth si dimostrò sorpresa di tale amicizia da parte di uno straniero egli le rispose di essere stato toccato dalla sua scelta per il popolo del Signore col quale non aveva futuro. La invitò pure a mangiare con lui a mezzogiorno e le diede del grano arrostito, più di quanto ella potesse mangiare. Comandò ai suoi servi di lasciarla spigolare anche vicino ai covoni e di lasciar cadere dell’orzo di proposito in modo che ne avesse in abbondanza.

Quella sera Ruth batté l’orzo che aveva raccolto e tornò a casa con un secchio pieno. Portò anche a Naomi quanto aveva avanzato del suo pranzo. Quando Naomi espresse la sua sorpresa Ruth le disse nel campo di chi aveva raccolto tutto quell’orzo. Le raccontò anche della gentilezza che aveva incontrato lì. A quel punto Naomi fu ancor più sorpresa perché Boaz era uno dei suoi parenti più prossimi e perciò un potenziale redentore. Cominciò a vedere che era stato il Signore a guidare Ruth nel campo di Boaz. Dentro di lei cominciò a farsi strada la meravigliosa speranza che Dio avrebbe potuto ancora provvedere un futuro per la sua famiglia. Pertanto non mosse obiezioni quando Ruth propose di continuare a spigolare nei campi di Boaz.

Quando aveva preso la decisione di tornare a Betlemme, Naomi credeva che tutte le speranze fossero esaurite. Ora la luce cominciava a sorgere di nuovo per lei, ed ella si appoggiò al Signore, il quale può sempre dare nuova speranza.

          La promessa del redentore. Di fatto, c’era molto che Naomi cominciò a vedere. Secondo il decreto del patto, il dovere del redentore non sarebbe terminato quando avesse riacquistato il campo che lei era stata costretta a vendere. Se costui avesse agito in accordo con la legge di Dio, avrebbe dovuto prendere anche Ruth in moglie. Il primogenito di Ruth sarebbe stato calcolato come un figlio della linea di Elimelek. In quel modo il nome di Elimelek sarebbe stato preservato dentro al suo popolo. La famiglia di Elimelek (Naomi inclusa) avrebbe allora avuto un futuro malgrado tutto. Il Signore avrebbe voluto concederlo?

Naomi si rifece al Signore in questa faccenda. Tuttavia sapeva di non poter rimanere inattiva. Bisognava chiedere al redentore di esercitare il suo diritto di riscatto. Ma ciò doveva essere fatto con grande tatto. Che sarebbe accaduto se, per una ragione o un’altra, avesse rifiutato? Avrebbe significato disonore per Ruth, e anche per lo stesso Boaz, che lei aveva imparato a rispettare. L’uomo avrebbe dovuto essere libero in questa decisione che sarebbe stata di cruciale importanza per la famiglia di Naomi.

Quando la mietitura fu terminata, Naomi suggerì a Ruth di andare nel campo la sera. Boaz avrebbe passato la notte nell’aia perché i suoi uomini avrebbero vagliato l’orzo raccolto alla brezza della sera e del mattino. Ruth sarebbe dovuta andare la quella notte e mettere la faccenda davanti a Boaz. Se avesse rifiutato, nessuno in Israele avrebbe saputo ciò che era accaduto e Boaz avrebbe quindi potuto prendere la sua decisione in completa libertà.

Ruth andò quella sera e si coricò ai piedi di Boaz. Durante la notte, quand’egli si svegliò e notò la presenza di Ruth, lei gli chiese di diventare il redentore della famiglia di Elimelek sposando lei e ricomprando la proprietà per Naomi. Di nuovo Boaz fu colpito e deliziato delle fedeltà di Ruth alla famiglia di Elimelek e alle leggi del patto del Signore. Le disse che sarebbe stato felice di svolgere il dovere del parente più prossimo. Ma, in quanto uomo fedele a tutti i decreti del patto, indicò che c’era un altro uomo nella vicenda, un uomo che aveva la priorità nel diritto e dovere di servire come redentore. Bisognava prima consultare quell’uomo. Se avesse rifiutato, Boaz sarebbe stato il redentore. Boaz lo giurò.

Ruth rimase nell’aia finché fu quasi giorno. Ma Boaz la mandò a casa prima dell’alba in modo che nessuno avrebbe saputo ciò che era avvenuto. Come pegno del suo giuramento, le mise sei misure di orzo nel mantello.

Ruth ritornò da sua suocera, le raccontò tutto l’accaduto, e le mostrò il segno del giuramento di Boaz. Allora Naomi credette al Signore, e insieme attesero di vedere cosa avrebbe fatto l’altro potenziale redentore. Naomi vide la luce alzarsi di nuovo sulla sua famiglia. Vide anche come Boaz e Ruth, nella loro fedeltà al patto del Signore, si erano trovati.

          Restituzione. Il mattino successivo Boaz andò a sedersi alla porta della città. Interpellò l’uomo che era primo nella linea per svolgere la funzione di redentore. Chiamò anche dieci degli anziani della città a testimoniare la trattativa. Poi chiese all’uomo se era disposto a ricomprare il campo di Naomi per restituirglielo. L’uomo dichiarò di essere disposto a farlo. L’uomo aveva fatto un suo progetto: benché stesse per comprare il campo per Naomi, sarebbe sicuramente tornato a lui alla morte di Naomi. Boaz rispose che avrebbe dovuto anche prendere in moglie Ruth. Questo l’uomo rifiutò di fare perché si rese conto che a quel punto il campo sarebbe finito nella mani della famiglia di Elimelek che sarebbe scaturita dal primo figlio che Ruth avrebbe partorito. Se avesse sposato Ruth ed ella gli avesse partorito un figlio, quel pezzo di terra sarebbe andato perso. Per questo potenziale redentore, la faccenda che aveva davanti era semplicemente una questione da dirimere sulla base di considerazioni economiche. Amore per il patto e la preservazione di una famiglia in quel patto non avevano alcun peso nei suoi calcoli.

Seguendo la tradizione prevalente in Israele, Boaz chiese quindi all’uomo di togliersi un sandalo, il sandalo col quale avrebbe in caso contrario calpestato (un simbolo di presa di possesso) il campo da redimersi. Lo scalzarsi era un segno che rinunciava al suo diritto su quel pezzo di terreno e al suo diritto di fare la funzione di redentore. Alla presenza degli anziani e del popolo che stava alla porta, Boaz accettò solennemente l’obbligo di servire come redentore della famiglia di Elimelek sposando Ruth e restituendo il campo ai proprietari originali. Il popolo e gli anziani allora invocarono il Signore che benedicesse Boaz e Ruth.

E il Signore li benedì per la loro fedeltà al suo patto. Diede loro un figlio. Allora, gli abitanti del villaggio andarono di nuovo da Naomi ed espressero la loro meraviglia per la luce che il Signore aveva fatto alzare sopra la sua famiglia. Questo figlio sarebbe stato considerato un discendente di Elimelk, la cui famiglia avrebbe avuto di nuovo un nome e un posto in Israele. Le donne del vicinato chiamarono il bambino Obed, che significa servitore, perché serviva a salvare la linea di Elimelek.

Obed fu uno degli antenati di Davide e pertanto anche del Cristo. In questo modo lo stesso Boaz fu uno degli antenati di Cristo, del quale fu similmente un tipo (figura). Proprio come il redentore Boaz preservò il nome e il posto di Elimelek in Israele, il Cristo ripristina i nomi dei suoi per sempre e dà loro un’eredità eterna. La grazia che esibisce loro, insieme con tutto ciò che ricevono ora sulla terra, è una garanzia della loro eterna porzione e una profezia che la preconizza.

Note: 1 La  parola ebraica per redentore è goel. Significa “uno che agisce da parente” o “uno che esegue il dovere del parente più prossimo”. Questo dovere poteva essere eseguito prendendo in moglie la vedova del parente per poter dare al defunto dei figli mediante la sua vedova, o redimendo (ricomprare) il campo di un parente dopo che costui era stato costretto a venderlo per pagare un debito. La legge de goel mirava a impedire che la terra andasse persa dalla famiglia cui era stata affidata e impedire che la famiglia si estinguesse. La parola goel è usata anche il connessione con la liberazione d’Israele dall’ esilio in Egitto. Il Dio pattizio è definito come il goel.


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