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36: Ascensione

II Re 2

Non dobbiamo considerare l’ascensione in cielo di Elia primariamente come un’esaltazione e un conforto personali. Mai nessuno fu come Elia così interamente unito alla Parola di Dio. Fu la parola di Dio, quindi, ad essere esaltata nella sua ascensione.

Quell’ascensione ebbe anche lo scopo di rafforzare quelli che rimasero indietro coinvolti nella lotta. Questa è la ragione per cui la notizia dell’imminente dipartita di Elia fu rivelata in anticipo non solo a Eliseo ma anche ai discepoli dei profeti.

Poiché Elia era così completamente unito alla Parola di Dio, potè essere un tipo di Colui che è la Parola di Dio. La sua ascensione, di conseguenza, fu una profezia che indicava avanti all’ascensione di Cristo. Nell’ascensione di Elia vediamo il trionfo della Parola di Dio sui suoi nemici. Questo è il motivo per cui Elia ascese al cielo in un carro di fuoco trainato da cavalli di fuoco. Secondo Eliseo, Elia era egli stesso il carro e la cavalleria d’Israele. Egli aveva combattuto contro i nemici d’Israele, non solo i nemici stranieri ma specialmente i peccati d’Israele e dei suoi re. In quella lotta, gli angeli servirono la Parola di Dio. Ora queste schiere di angeli portarono Elia  su in cielo.

Con un turbine Elia fu portato in cielo dal Signore, il quale stava ancora rivelandosi in modo grandioso in questo mondo di peccato. Elia era al sicuro in cielo. Per mezzo del Cristo poteva contemplare il Dio santo.

I giovani di Bethel erano la gioventù del luogo dove avveniva il culto del vitello. Devono aver riconosciuto Eliseo come discepolo di Elia. Il loro scherno rivelava il disprezzo e l’odio di Bethel per il profeta del Signore. I giovani furono puniti non per aver mostrato disprezzo per un adulto ma per aver deriso la Parola del Signore. Nella loro morte fu punita Bethel. Qui il falso culto fu confrontato con quello vero secondo la Parola del Signore.

          Concetto principale: Il Signore esalta il portatore della Parola di Dio.

          La profezia dell’esaltazione. La fine delle fatiche di Elia sulla terra era giunta: il Signore stava per portarlo via. Ma Elia non sarebbe morto come ogni altro essere umano. Poiché era stato il portatore della Parola di Dio e poiché aveva dato inizio al combattimento spirituale in Israele, il Signore decise di esaltare il suo servo Elia e con ciò mostrare che La Parola di Dio trionferà.

Ma come se la sarebbe cavata Israele una volta che Elia sarebbe stato rimosso dalla scena? La Parola e lo Spirito del Signore sarebbero dunque dipartiti completamente da Israele? Eliseo e gli studenti della scuola dei profeti devono essersi fatta questa domanda. Il Signore aveva rivelato non solo ad Elia ma anche a Eliseo e ai discepoli dei profeti che Elia sarebbe stato portato via. Voleva che loro si concernessero con questa domanda e guardassero avanti a ciò che il Signore avrebbe fatto.

Elia non sapeva che il Signore aveva rivelato l’imminente esaltazione anche a Eliseo e ai profeti. Per questo aveva detto a Eliseo di rimanere a Ghilgal, spiegando che il Signore lo aveva mandato a Bethel. A Bethel c’era una scuola di profeti. Elia sentì che avrebbe dovuto ammonire ancora una volta i discepoli dei profeti di essere fedeli alla Parola del Signore. Non voleva che Eliseo andasse con lui perché non era sicuro se fosse permesso a qualcuno essere testimone della sua ascensione. Ma Eliseo giurò che non lo avrebbe lasciato. Da questo Elia deve aver capito che Eliseo aveva qualche idea di ciò che stava per accadere. Elia decise di attendere sviluppi.

Andarono a Bethel insieme. Lì i discepoli dei profeti uscirono ad incontrarli e dissero a Eliseo: “Sai che l’Eterno quest’oggi porterà via il tuo signore al di sopra di te?” Eliseo rispose: “Sì, lo so, non parlatene”. Eliseo non voleva discuterne; era ancora troppo per lui da comprendere. In più, vedeva che neppure Elia ne voleva parlare. Dovevano tutti lottare con la questione della partenza di Elia e aspettare il Signore. Lo Spirito del Signore sarebbe rimasto con loro?

A Bethel Elia disse a Eliseo di fermarsi lì spiegando che il Signore lo mandava a Gerico. A Gerico c’era un’altra scuola di profeti. Di nuovo Eliseo rifiutò. A Gerico avvenne la stessa cosa di Bethel.

A Gerico Elia esortò di nuovo Eliseo a rimanere indietro perché il Signore lo aveva mandato al fiume Giordano. Eliseo nuovamente rifiutò, questa volta con un giuramento. Allora Elia deve aver compreso che il Signore aveva rivelato tutto a Eliseo. Acconsentì che Eliseo accompagnasse il suo maestro fino alla fine. Il Signore avrebbe sicuramente reso chiaro come tutto sarebbe dovuto accadere.

          Un carro di fuoco e cavalli di fuoco. Da Gerico Elia ed Eliseo procedettero verso il Giordano. Cinquanta dei discepoli dei profeti seguirono a una certa distanza. Il Giordano era in piena; era troppo profondo per guadarlo.  Elia prese il suo mantello, lo arrotolò, e colpì l’acqua. Le acque si divisero e i due passarono sull’asciutto. Quando il fiume si richiuse dietro a loro, furono separati dai discepoli dei profeti, ma Elia era anche separato dalle sue fatiche in Israele che ora si trovavano alle sue spalle. Lo Spirito, che aveva miracolosamente preparato una via attraverso il Giordano, aveva preparato per lui anche una via al trono di Dio.

Una volta che ebbero attraversato il fiume, Elia chiese a Eliseo cosa desiderasse prima che si separassero. A quel punto la motivazioni più profonde della vita di Eliseo si manifestarono: chiese una porzione doppia dell’eredità di suo padre, la porzione del primogenito. (Il primogenito riceveva due parti dell’eredità del padre) [1]. Infatti Elia era il padre spirituale di Eliseo.

Elia trovò che questa fosse una richiesta difficile. Lo Spirito del Signore non era suo da poterlo dare a Eliseo. Avrebbe dovuto lasciare quella decisione al Signore. Se Eliseo fosse riuscito a vedere Elia quando fosse stato portato via, quello sarebbe stato il segno che il Signore aveva scelto lui per condividere nella vittoria di Elia. Allora la sua richiesta sarebbe sicuramente stata concessa.

Improvvisamente ci fu un poderoso turbine e fuoco dal cielo. Questo era il terrore del Signore sulla terra. Eliseo vide in quel fuoco un carro di fuoco e cavalli di fuoco che lo separarono da Elia. Subito Elia fu portato in cielo.

Non ci fu terrore per Elia in quel vento e fuoco celeste. I peccati di Elia erano coperti perché sarebbero stati un giorno riconciliati per mezzo del sangue del Cristo. In aggiunta, Elia era santificato mediante lo Spirito. Pertanto, fu posto davanti al trono di Dio a contemplare il Dio nel cui nome aveva parlato e combattuto sulla terra. Fu il beneplacito di Dio a risparmiare Elia dalla morte; Elia fu glorificato nel corpo e assunto in cielo.

Comunque, quello non fu solo un grande conforto e un onore per Elia. La Parola di Dio, di cui era stato chiamato ad essere il portatore, fu glorificata in questo evento che rivelò che la Parola sarebbe sicuramente stata vittoriosa, malgrado l’opposizione che aveva in Israele. Quella Parola era la Parola della grazia, che sarebbe stata adempiuta nel Cristo che è egli stesso chiamato la Parola di Dio. Di conseguenza, l’ascensione di Elia è una profezia che preconizzava l’ascensione del Cristo. Cristo è il conquistatore. Gli angeli lo servono nel suo regno, proprio come gli angeli servirono Elia nella sua ascensione.

          Lo Spirito dimorante. Nel momento dell’ascensione di Elia, Eliseo gridò: “Padre mio, padre mio, carro d’Israele e sua cavalleria!”. Il suo cuore era con Elia. Vide nella Parola di Dio in Elia la potenza che aveva combattuto per Israele contro tutti i nemici, specialmente incredulità e peccato. La Parola e lo Spirito erano adesso stati tolti da Israele? Eliseo si stracciò le vesti in due pezzi.

Nella sua ascensione, il mantello di Elia gli era caduto. Eliseo lo raccolse. Aveva visto Elia nella sua esaltazione. Ora la promessa di Elia si sarebbe certamente avverata. In fede Eliseo raccolse il mantello come segno che la promessa si era veramente avverata.

Tornando al Giordano, prese il mantello, percosse le acque e disse: “Dov’è l’Eterno, il Dio di Elia?” Lo disse in fede, aspettandosi che il Signore dimostrasse ora che lo Spirito era anche in lui. E vide accadere il miracolo: le acque si aprirono.

Non è avvenuta la stessa cosa all’ascensione di Cristo? Vero è che Elia non aveva lo Spirito a propria disposizione, ma il Cristo sì. E non ci ha lasciati soli ma ci ha mandato il suo Spirito dal cielo. Da quella volta lo Spirito non ha lasciato la sua chiesa.

Camminando in mezzo alle acque divise, Eliseo ritornò dai discepoli dei profeti e al suo lavoro in Israele. I cieli erano stati aperti per un momento in modo che potè vedere il trionfo della Parola di Dio. Ora era di nuovo di fronte al combattimento.

I discepoli dei profeti suggerirono la possibilità che Elia non fosse asceso al cielo corporalmente. Forse lo Spirito aveva gettato il suo corpo qui o là sulla terra. Vollero andare a sincerarsene in modo da poter seppellire Elia.

Per Eliseo questo era sciocco. Aveva visto la vittoria totale di Elia. Quella vittoria non è completa finché non siamo glorificati anche nei nostri corpi. Ma poiché insistevano, alla fine li lasciò andare. Ritornarono a mani vuote. Insieme a Eliseo avrebbero dovuto misurarsi in fede col fatto che la vittoria è dovuta alla Parola del Signore.

          Lo Spirito datore di vita. Mentre Eliseo era a Gerico, gli uomini di quella città vennero da lui e gli fecero notare che la loro città era sicuramente un buon posto da viverci ma che l’acqua era cattiva. Come risultato la terra non era fertile. Eliseo chiese del sale in un piatto nuovo. Gettò il sale nella sorgente e disse: “Così dice l’Eterno: ‘Io rendo sane queste acque’”

Per fede Eliseo comprese che il Signore voleva ora mostrare che lo Spirito del Signore dà vita e fertilità sulla terra. La gente doveva volgersi allo Spirito e alla Parola del Signore. Il sale era solo un simbolo del potere dello Spirito di preservare, e il piatto nuovo era un simbolo della novità che lo Spirito opera. Alla parola di Eliseo, l’acqua fu sanata.

Pertanto lo Spirito del Signore non solo ci dà cuori rinnovati ma manda anche la sua benedizione sulla terra e sulla nostra vita sulla terra. Quella vita non sarà sterile.

          Il giudizio dello Spirito. Da Gerico Eliseo andò a Bethel. Mentre stava giungendo a destinazione alcuni giovani della città gli andarono incontro  e lo schernirono dicendo: “Sali, testa pelata! Sali, testa pelata!” Questi erano ragazzi della città in cui Geroboamo aveva istituito il culto del vitello d’oro. L’atteggiamento della città era ostile verso il profeta del Signore, che era stato riconosciuto dai giovani.

L’irrisione dei ragazzi esprimeva l’odio del popolo di Bethel per la Parola e lo Spirito del Signore. Per questo Eliseo li maledì. Immediatamente dal bosco uscirono due orse che fecero a pezzi 42 di quei ragazzi.

Il giudizio del Signore su quei giovani fu terribile e — mediante la loro morte — sulla città di Bethel. Poiché i figli camminavano nella via dei padri, figli e genitori furono puniti insieme.

Dio voleva portare la gente sotto il terrore della Parola del Signore In modo che lo temessero e credessero in lui. Quando si sarebbe Israele finalmente sottomesso alla sua Parola? Quelli che oggi rigettano la Parola del Signore non sono puniti nello stessa maniera dei ragazzi di Bethel, ma il giudizio è in arrivo. La Parola della grazia di Dio vincerà anche in quel giudizio.

Note:

1  Vedi Deuteronomio 21:17. Eliseo non stava chiedendo di essere più grande di Elia; voleva esserne un degno successore.


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