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42: Fiamma e stoppia

II Re 9-10

Il Signore purificò il regno d’Israele ancora una volta, questa volta per mezzo di Jehu. Dobbiamo ricordare che dietro a tutto lo spargimento di sangue c’è la grazia del Signore che va in cerca del suo popolo. Ad ogni modo, della casa di Achab non viene lasciata né radice né ramo.

In tutto questo Jehu ha da essere lo strumento del Signore. In quanto quello chiamato, deve essere di servizio alla grazia di Dio in fede. Dal momento della sua chiamata si trova in una posizione di crisi. Il discepolo di profeta che lo unge scappa immediatamente dopo averlo unto. Poi Jehu deve fare i conti con se stesso. Si metterà a disposizione della grazia di Dio richiedendo la Parola del Signore e aspettando direzioni da Dio, o la sua natura di peccatore si getterà su quella chiamata? Jehu scelse quest’ultima via.

Quella decisione determinerà anche le sue azioni future. Indipendentemente da quanto bene esegua le cose assegnate dal Signore esternamente, internamente è mosso da motivi diversi dall’obbedienza di fede. Nella purificazione di Israele è un tipo del Cristo da un lato e un anti-tipo dall’altro.

          Concetto principale: Dio purifica il suo popolo consumando
gli
empi come stoppia.

          Chiamato ad essere lo strumento di Dio. C’era una missione data dal Signore ad Elia sul Monte Horeb che aspettava ancora di essere completata. Eliseo si rese conto che era giunta l’ora di prendersene cura.

Il Signore aveva dimostrato particolare misericordia al figlio di Achab Joram. Lo aveva continuamente chiamato a credere. Ma Joram s’era indurito. Ora la pazienza di Dio era giunta al termine. Avrebbe consumato Joram e la casa di Achab come stoppia. Quella casa sarebbe stata distrutta radice e rami.

Joram era a Jezreel a rimettersi dalle ferite che aveva subito nelle guerre contro Hazael e i siri vicino a Ramoth in Galaad. La stessa Ramoth era ancora nelle mani degli Israeliti. I soldati e i loro comandanti erano accampati lì. Eliseo mandò segretamente uno dei discepoli dei profeti a Ramoth per ungere Jehu a re d’Israele. Doveva tornare senza indugio.

Questo discepolo di profeta trovò Jehu che sedeva tra gli ufficiali. Lo chiamò da parte e gli disse che il Signore lo aveva scelto perché fosse re d’Israele con lo scopo specifico di eseguire l’ira divina sulla casa di Achab. Subito dopo il discepolo di profeta  se ne andò. Jehu non ebbe l’opportunità di chiedergli nulla riguardo la sua chiamata.

Jehu rimase lì. Era appena stato chiamato dal Signore. Siccome il discepolo di profeta se n’era andato subito, Jehu fu immediatamente messo alla prova. Avrebbe avuto la pazienza di attendere ulteriori istruzioni dal Signore, o si sarebbe immediatamente costituito re e  avrebbe fatto a modo suo? La chiamata di Dio ci mette sempre alla prova.

Ancora incerto, Jehu ritornò dai suoi compagni. Essi gli chiesero cosa quel pazzo avesse voluto da lui. Questo è il nome che i comandanti dell’esercito d’Israele davano a un discepolo di profeta! Quanto rispetto per la Parola del Signore era rimasto ancora?

Dapprima Jehu si tenne per sé la notizia della sua chiamata. Voleva il tempo di rifletterci prima di dire qualsiasi cosa. Jehu fece un’alzata di spalle e rispose: “Cosa pensate che volesse quel pazzo”. Ma i suoi colleghi ufficiali s’accorsero che c’era qualcosa nella sua mente e continuarono a fare domande. Poiché non lo lasciavano in pace, Jehu infine disse loro ciò che era accaduto.

I capitani si dichiararono immediatamente favorevoli a Jehu come re. Jehu era un uomo che di solito decideva rapidamente e comprendeva le conseguenze di azioni e decisioni. Perciò si aspettavano qualcosa di speciale da lui come re. In mancanza di un trono, gli ufficiali si tolsero le loro uniformi militari le distesero sopra i gradini, posero Jehu su quel trono improvvisato, fecero suonare la tromba e gridarono: “Jehu è diventato re!”. E Jehu lasciò fare.

Così i capitani presero la decisione per Jehu. Jehu si lasciò trasportare benché fosse di solito comunque un uomo di rapide decisioni. Si lasciò trasportare questa volta perché non vedeva l’ora di essere re.

Ora che Jehu aveva scelto di fare di testa sua non poteva essere il servo della grazia di Dio per il suo popolo. La natura peccaminosa di Jehu si era gettata capofitto su questa chiamata. L’avrebbe sfruttata al massimo per il proprio interesse. Il Signore avrebbe certamente distrutto la casa di Achab e purificato il suo popolo per mano di Jehu, ma Jehu non sarebbe stato interiormente dedicato alla causa del Signore in fede mentre eseguiva il suo compito. Anche il Signore Gesù Cristo un giorno darà adito all’ira di Dio, ma lo farà in completa sottomissione al Padre, in modo che la grazia possa trionfare.

          La purificazione di Jezreel. Benché Jehu abbia esitato un momento nel prendere la decisione che determinò il corso di tutta la sua vita, fu risoluto non appena la sua mente ebbe deciso. Fece circondare la città in modo che la notizia di ciò che era avvenuto non potesse uscire. Poi andò a Jezreel. Cavalcava nel suo modo caratteristico. La sentinella di Jezreel si accorse che quello che stava arrivando era Jehu dalla velocità del suo carro. Due messaggeri gli furono mandati incontro da re Joram, ma egli li aggiunse ai suoi ranghi quando scelsero in suo favore.

Infine uscì a incontrarlo Joram, accompagnato da Achaziah, re di Giuda. Jehu rifiutò la pace a causa dell’idolatria e della magia introdotta nel paese da Jezebel. Scoccò una freccia nella schiena di Joram mentre tentava di fuggire. La freccia gli trapassò il cuore e Jehu fece gettare il cadavere fuori dal carro.  Ciò avvenne nella parte del giardino del re che era stata la vigna di Naboth. In quell’istante, Jehu rammentò le parole di Elia ad Achab , che egli stesso aveva udito quando camminava dietro ad Achab come suo servitore.

Achaziah riuscì a sfuggire, ma Jehu lo inseguì e successivamente i suoi uomini ferirono mortalmente Achaziah. Achaziah morì mentre cercava di raggiungere Gerusalemme, dove fu sepolto. Da parte di madre, Achaziah era della casa di Achab. Il giudizio lo incluse perché aveva camminato nelle vie peccaminose di quella casa.

Nel frattempo, Jezebel, la madre di Joram, udì ciò che era accaduto. Si mise il belletto perché voleva morire come una regina. Jezebel ne aveva avuto abbastanza. Era vissuta per se stessa e voleva anche morire in quel modo. Com’era orribile!

Quando Jehu entrò a Jezreel, lei si affacciò alla finestra e gli gridò dietro: “Rechi pace, o Zimri, uccisore del tuo padrone?”. Lo chiamò Zimri perché anche Zimri si era rivoltato contro il suo padrone.

Jehu giudicò che non meritasse una risposta. La fece gettare dalla finestra e le passò sopra con carro e cavalli. Dopo di che si attardò a mangiare e bere mandò qualcuno a vedere cose ne fosse stato di lei. La maggior parte del suo corpo era stato lacerato dai cani sulla strada. La Parola di giudizio pronunciata su Jezebel da Elia fu compiuta. Non si poteva più dire: “Questa è Jezebel”. Il suo nome sarebbe perito con lei per sempre.

          La purificazione di Samaria. In Samaria vivevano 70 figli e nipoti di Achab. Jehu fece scegliere ai capi di Samaria se stare con lui o contro di lui. Scelsero di stare dalla sua parte e gli mandarono le 70 teste in cesti. Jehu  ne fece fare due mucchi alla porta della città. Il mattino seguente si rivolse alla gente proprio da lì. “Io ho ucciso Joram, ma chi ha ucciso questi?” Era ovvio che si trattasse di un giudizio divino. Ciò che non menzionò fu che era stato lui a richiedere questa strage. Questa fu la sua maniera di dimostrare che Dio era dalla sua parte. Per mezzo di questa tattica sperava di guadagnarsi il sostegno del popolo.

Convinto che ora aveva abbastanza potere, Jehu uccise tutti quelli che restavano della casa di Achab insieme ai loro amici e i loro sacerdoti in Jezreel. Poi andò di nuovo a Samaria. Sulla via uccise qualsiasi fratello e nipote di Achaziah re di Giuda, che gli capitasse d’incontrare. Anche loro erano discendenti di Achab, tramite sua figlia Athaliah.

Più avanti sulla trada incontrò Jehonadab, un Keneo e pertanto un discendente del suocero di Mosè. A motivo della sua giustizia e degli alti standard per i quali la sua gente viveva, questo keneo era tenuto in grande stima dal popolo d’Israele. Egli scelse di stare dalla parte di Jehu e Jehu lo face salire sul suo carro. Questo rafforzò la posizione di Jehu. Dopo tutto, quest’uomo retto stava dalla sua parte. Ciò voleva dire che era vocazione di Jehu giudicare correttamente e in obbedienza al Signore. Jehu, visse all’altezza di quella chiamata?

In Samaria egli uccise i membri della famiglia di Achab che erano rimasti. Per mezzo di un trucco riuscì a uccidere tutti i sacerdoti di Baal di tutto il paese. L’uccisione dei sacerdoti di Baal era in accordo con la volontà del Signore, ma per Jehu stesso, la considerazione che questi sacerdoti di Baal fossero leali alla casa di Achab fu la cosa più importante. Poi il tempio di Baal e gli idoli in Samaria furono distrutti.

In questo giudizio sulla casa di Achab, Jehu non fu il servo fedele della grazia del Signore. Più tardi questo sarebbe diventato ancor più chiaro. Ciò nonostante, nell’amore nel quale sta continuamente andando in cerca del suo popolo, il Signore usò Jehu per purificare Israele dall’idolatria e dall’idolatrica casa reale.

Israele ebbe un’altra possibilità. Si sarebbe ora arreso alla grazia del Signore con un cuore perfetto, o re e popolo avrebbero continuato ad allontanarsi in volontaria ribellione? In Israele tutti quelli che temevano veramente il Signore devono aver atteso i risultati di questa purificazione col fiato sospeso. Qualcosa dello Spirito del Cristo era ancora vivo in Israele. Quale sarebbe stato l’esito?

          Continuare nel peccato. Poiché Jehu aveva eseguito la vendetta del Signore sulla casa di Achab, il Signore gli promise che i suoi discendenti avrebbero occupato il trono d’Israele per quattro generazioni. Questo certamente non fu un premio che Jehu avesse meritato. Nella distruzione che aveva effettuato, il suo cuore non era stato retto verso il Signore.

Nel suo benedire la casa di Jehu il Signore stava mettendo il suo sigillo di approvazione sullo stermini della casa di Achab. Quanto il Signore odiasse quella casa per amore del suo popolo fu chiaramente evidente in questa benedizione su Jehu.

Jehu aveva rimosso molta idolatria da Israele, ma favorì il culto idolatrico di Dan e Bethel. Il re e il popolo ancora non tornarono al Signore e agli obblighi del suo patto. Per questo il Signore castigò Israele.

Hazael, re di Siria, conquistò tutto il Transgiordano. La parola che Eliseo aveva detto ad Hazael nel momento della sua unzione si stava già compiendo. La sventura venne su Israele. Dov’erano l’onore e la sicurezza del popolo del Signore?

Mentre Israele stava gemendo nell’afflizione, Jehu morì. Non era riuscito a liberare la nazione. La speranza intrattenuta dal popolo quando  aveva preso il potere come re non era stata realizzata. Nel suo cuore non aveva dato ascolto alla chiamata del Signore.

In contrasto con la vita di Jehu brilla la gloria del Cristo che fu fedele a Dio in tutte le cose. Un giorno, Egli sarà come una fiamma che consuma gli empi come stoppia. Il Cristo eseguirà il giudizio della grazia di Dio. E quelli che gli appartengono giudicheranno insieme a lui.

Non fu così con Jehu e il popolo a quel tempo. Eppure, il Signore continuò a cercare Israele per lungo tempo.


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