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Marcionismo

Marcione di Sinope fu un eretico della metà del secondo Secolo. Pochi uomini hanno lasciato nella chiesa un’influsso più letale e duraturo. Marcione aveva un retroterra di Stoicismo e di Gnosticismo. Il suo insegnante decisivo fu Cerdon, uno Gnostico.

A grandi linee, il pensiero di Marcione fu questo: il Vecchio Testamento era il prodotto di un Dio ampiamente malvagio. Questo Creatore Dio è la scaturigine di legge, giustizia e odio. Il Messia che questo Dio aveva promesso non venne, ma un altro e buon Dio mandò suo Figlio, Gesù Cristo, nel mondo. Il proposito di questo figlio fu di liberare gli uomini dal mondo della materia e dalla legge; di fatto, per liberarli dalla creazione. Poiché il mondo materiale è malvagio, per Marcione era malvagio compromettere col mondo. Il matrimonio è una di tali forme di compromissione, e Marcione rifiutò di battezzare persone sposate perché sosteneva fosse peccato propagare una razza che è in soggezione al cattivo Creatore Dio. Naturalmente i Marcioniti negavano la resurrezione del corpo.

Dato il suo odio per la legge, Marcione vide i nemici del Creatore Dio e della sua legge come i veri santi del Vecchio Testamento. Secondo Marcione, Gesù discese agli inferi per recuperare i prigionieri di Dio, uomini come Caino, Esaù, Kore, Dathan e Abiram.

Oltre a rigettare il Vecchio Testamento, Marcione rigettava anche molto del Nuovo perché rivelava il vecchio Dio e la sua legge. Egli permise solo un vangelo: Luca, in una versione corretta che, tra le altre cose, escludeva i primi quattro capitoli. Permise solo alcune delle epistole di Paolo dopo che le ebbe corrette e purgate per concedere solo quei testi che si adattavano alla sua nuova dispensazione.

Per Marcione, l’aggressione di Gesù da parte dei Giudei fu motivata dal  Dio malvagio della legge. Come risultato, le due dispensazioni dovevano essere totalmente separate.

Il padre di Marcione, un vescovo, scomunicò il figlio e rifiutò di vederlo per tutta la vita.

Fondamentale alla posizione di Marcione fu la separazione della legge dal vangelo e dalla grazia. Su questo punto Marcione fu più logico di molti dei suoi seguaci. Egli vide chiaramente che se legge e grazia provenivano dallo stesso Dio non poteva esserci contraddizione tra di esse. Tutto ciò che un Dio perfetto esprime deve essere in perfetta armonia: legge, giustizia, misericordia, grazia, amore, perdono, e ira di Dio non potevano essere divise nel Dio perfetto. Di qui, la legge doveva essere il prodotto di un Dio malvagio perché i presupposti di Marcione vedevano legge e materia come malvagie. Marcione trovava che il mondo fosse repulsivo. Può un buon Dio creare rettili e insetti? Marcione trovava particolarmente repulsiva l’impurità del sesso e del parto, e un Dio buono avrebbe cercato di liberare un uomo da una tale creazione. Marcione applicò Luca 6:43 a Dio, il Dio del Vecchio Testamento: “poiché non c’è albero buono che faccia frutto cattivo, né albero cattivo che faccia frutto buono.” Il Creatore Dio del Vecchio Testamento aveva dato vita a materia, legge e sesso. Per Marcione questo faceva di Lui un albero cattivo, un Dio malvagio, e la salvezza doveva essere salvezza dal mondo e dalla legge di questo Dio malvagio. Marcione provava solo ostilità verso il Dio “giusto” e “giudiziale”.

Marcione fu estremamente  anti-giudaico; usò Paolo come mezzo per attaccare la fede del Vecchio Testamento. Nel processo del suo stravolgimento di Paolo, egli lasciò nella chiesa idee che hanno da allora colorato e falsificato negli uomini la prospettiva di Paolo. Nella sua Antitesi, Marcione raccolse versetti dalla bibbia per dimostrare quanto “orrendo” fosse il Dio dei Giudei. Usò anche la parole di Gesù in Matteo 5:17 e fece loro dire esattamente l’opposto di ciò che nostro Signore dichiara. Per Marcione, Gesù disse: “Io non sono venuto per compiere la legge e i profeti, ma per distruggerli.” Da allora, la perversione di Marcione  è diventata la “verità dispensazionalista.” Nel creare una divisione nella bibbia, Marcione fu il padre sia dei critici modernisti che del dispensazionalismo. 

Marcione non fu solo contrario al matrimonio ma anche al mangiare carne (eccetto il pesce), e contro il vino. Pertanto, nel suo rito della comunione veniva servito solo il pane. A volte era praticato il battesimo per i morti e le donne potevano amministrare il battesimo. I Marcioniti furono alquanto numerosi per alcuni secoli, e furono più tardi assorbiti dal movimento dei Pauliciani,  e a occidente dai Catari. 

Il Gesù di Marcione fu una persona spirituale, non veramente uomo. Egli considerava politico il Messia Giudeo a motivo dell’interesse messianico per il Regno di Dio. Per lui, il vero Messia non poteva avere interessi materiali e politici. Per Marcione non ci fu una reale incarnazione, perché per lui ciò avrebbe posto fine alla divinità di Gesù. L’uomo aveva bisogno di essere liberato dal corpo, non di un Dio che s’incarnava.

Del tutto logicamente, Marcione vedeva la legge con orrore. Come poteva un Dio buono interessarsi di leggi alimentari, leggi che governavano il sesso, la proprietà, e così via? Come potevano uomini buoni leggere quella legge senza provare imbarazzo?

Fino a Marcione, i cristiani videro la bibbia come un unico libro. La predicazione e gli scritti apostolici rendono chiaro che ciò che chiamiamo Vecchio Testamento fu utilizzato come totalmente rilevante e dimostrato pervenire alla propria attuazione in Cristo. Nel difendere gli scritti apostolici da Marcione, la chiesa ebbe la tendenza di appartarli. Poiché Marcione aveva creato un falso Nuovo Testamento, la chiesa, nel difendere il vero canone apostolico lo secluse. Per noi, leggere la bibbia come due libri anziché come una, compatta parola di Dio è cadere sotto l’influenza di Marcione.

Sotto Apelle, una guida Marcionita, gli estremi del pensiero di Marcione furono alterati. Per Apelle c’era un solo Dio, ma questo Dio aveva due dispensazioni diverse per giudei e gentili. Il VT era pertanto una parola inferiore, più grezza per i Giudei, e c’era ora una parola migliore per i gentili. Questo sviluppo allargò l’influenza di Marcione, che continua fino ai nostri giorni. È interessante notare, e Jaroslav Pelikan, in The Christian Tradition, vol. I, The Emergence of the Catholic Tradition (100-600) richiama l’attenzione sul fatto, che Karl Barth vide “notevoli paralleli” tra se stesso e Marcione.

Le radici elleniche di così tanti capi nella prima chiesa li rese suscettibili a un modificato Marcionismo. La filosofia greca degradava il mondo della materia in favore del mondo delle idee. Ne risultò che, ecclesiastici che condannavano duramente Marcione fossero però inclinia concordare con un Marcionismo modificato. Origene, in Su Primi Principi, ridicolizzò l’idea di prendere Genesi 1 e molto altro, troppo letteralmente; Dio ovviamente voleva intendere qualcosa di più spirituale di ciò che indicava il testo ebraico. Gregorio Nisseno allegorizzò la legge perché non poteva credere che la legge di Dio potesse realmente essere seria nel dirci come mangiare (Gregorio Nisseno: Vita di Mosè, II, 105).

Il risultato di tutto ciò fu che, mentre Marcione fu condannato, il suo pensiero, in forma modificata, guadagnò stabilmente terreno nella chiesa. Questo pensiero Marcionista modificato, dispensazionale, sosteneva che ci fosse un solo Dio, ma che avesse differenti dispensazioni, una per quegli Ebrei primitivi, e una più elevata per i cristiani!

Un chiaro risultato dell’influenza di Marcione è stato il limitare l’efficacia dei cristiani e della chiesa. Ai profeti del Vecchio Testamento non sarebbe mai passato per la testa che avrebbero dovuto essere non-politici! Essi affrontarono e accusarono governanti e re, come fece nostro Signore ai suoi giorni. Essi sostennero che la parola del Signore parla a tutti gli uomini di ogni condizione, e non ultimo a quelli nella sfera politica. La bibbia è un libro intensamente rilevante per chiesa, stato, scuola, famiglie e ogni altro ambito di vita. (Marcione sosteneva che la famiglia fosse fuori di Dio, a meno che marito e moglie promettessero di astenersi dal sesso per sempre!) Il presupposto  basilare  dei profeti e degli apostoli è che il mondo deve essere sotto la legge di Dio, e sotto Cristo come re.

Il Marcionismo è ancora molto presente. La chiesa in Cristo non può isolarsi dai problemi della vita ma deve applicare la parola-legge di Dio ad ogni ambito di vita e di pensiero. Proprio perché sono sotto la grazia i cristiani sono sotto la legge come loro modello di vita, con la grazia, è la loro via alla santificazione.

Le conseguenze del Marcionismo sono state mortali. Prima di tutto, un’importante conseguenza del Marcionismo è stata la separazione della fede dal mondo. Il Marcionismo  è sempre controproducente perché nega che la propria religione abbia qualche applicazione ai problemi reali della vita. Il fascino del Marcionismo è nelle sue facili risposte. Le chiese Marcionite crescono con facilità e prontezza. Negando la validità della legge di Dio, resero facile la loro fede. Separandosi dalla politica e dalla famiglia, si separarono da due prolifiche fonti di problemi umani. La vita famigliare, per esempio, è una successione di responsabilità e problemi, ma la beatitudine della vita in Cristo proviene dall’affrontare i problemi nei termini della parola-legge e lo spirito di Dio e conquistandone la vittoria.

Il Marcionismo, con la sua falsa prospettiva di separazione, ripone se stesso sullo scaffale, o nel limbo. La fede biblica è una fede profetica, non una di ritirata. Paolo, nel parlare della necessità di una separazione disciplinare (previa scomunica), aggiunge che questa separazione non può essere da tutti gli uomini che sono peccatori “Perché allora dovreste uscire dal mondo” (1 Co. 5:10). Il Marcionismo invece, ricercò esattamente quello: togliere le persone dal mondo.

C’era pertanto un radicale separazionismo nella fede Marcionista. I credenti si dovevano separare dal Dio di legge e di giustizia, dal matrimonio, dalle carni, dalla politica, e da tutti gli altri interessi materialistici. Il loro dispensazionalismo li lasciò con una bibbia molto frammentaria talché la loro fonte di guida non era la parola-legge di Dio ma interessi vagamente spirituali. Essi erano troppo spirituali per farsi istruire da Mosè o perché i profeti potessero parlare loro. Il risultato fu che questa separazione dispensazionale li portò a un grande orgoglio spirituale. Negare la legge di Dio significa che l’uomo ora vive secondo la propria legge, la legge della chiesa, o qualche altra forma di legge umanistica. Il fatto che questa via antinomista fosse chiamata “spirituale” accrebbe solo il suo peccato e la sua malvagità.

Secondo, com’è già evidente, il Marcionismo cambiò la salvezza in una forma di escapismo. Come ho evidenziato in Salvation and Godly Rule, salvezza significa liberazione in vittoria, salute e dominio. [1]  Gesù Cristo ci ha dato la salvezza mediante la sua potente vittoria sul peccato e sulla morte. La sua espiazione ci ripristina nel patto di Dio come i suoi fedeli facitori della legge, uomini da dominio ai quali è ora dato il potere di essere “Più che vincitori in virtù di colui che ci ha amati” (Ro. 8:37).

Il Marcionismo separa gli uomini da Dio perché li separa dalla legge pattizia di Dio. In fedeltà verso quel patto e la sua legge, Gesù Cristo venne come vero uomo di vero uomo per pagare la pena di morte per le nostre trasgressioni della legge, e con la sua morte espiatoria e la sua potenza rigenerante, ripristinarci alla fedeltà, all’obbedienza di quel patto e della sua legge.

Col suo dispensazionalismo, Marcione separò gli uomini dal Cristo del patto per legarli al proprio Cristo immaginario. Egli non voleva un Cristo il cui ufficio fosse d’essere Re della creazione, il dominatore su uomini e nazioni. Come risultato, il suo Cristo “spirituale” non era affatto un Cristo.

Terzo, il Marcionismo distrusse l’unità della rivelazione di Dio. Il Vecchio Testamento non è una rivelazione obsoleta, meno importante, o inferiore. La parola di Dio è una parola; la bibbia è una unità e, nella misura in cui sia negata la sua unità e la sua rilevanza, la potenza delle fede viene diminuita e danneggiata.

Le correnti di Marcionismo modificato che ci sono dentro la chiesa devono essere espunte per riportare la chiesa alla potenza. Lo Spirito santo opera mediante la sua parola, tutta la parola. Ascolterete?

R. J. Rushdoony Dicembre 1984

[1] Così anche il Glossario della Nuova Diodati definisce la  parola Salvezza con: “Questo termine comporta l’idea di salvezza, liberazione, perdono dei peccati, sicurezza, guarigione, conservazione, buona salute, aiuto, vittoria, prosperità.”  N. d. T.


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