Riformare Halloween
Nonostante ciò che molti hanno cercato di sostenere, Halloween, il 31 ottobre, non era originariamente una festività pagana, ma una ricorrenza pienamente cristiana. Persino il nome deriva semplicemente dalla celebrazione che Martin Lutero osservava. — P. Andrew Sandlin
Ogni anno, quasi immancabilmente, qualcuno solleva la questione: «I cristiani dovrebbero celebrare Halloween oppure tenersene alla larga?». È una questione importante per molte persone e numerose famiglie faticano a trovare una risposta adeguata. Dopotutto, se questa giornata è intrinsecamente malvagia, dovremmo starne alla larga proprio come faremmo con qualsiasi altra festa idolatrica. Se invece la giornata non è malvagia, il nostro modo di rispondere e di affrontarla come cristiani cambia radicalmente.
La mia risposta si fonda su tre convinzioni.
1. Cristo regna già sulle nazioni e il suo Regno è destinato a crescere.
Credo fermamente che Gesù, proprio in questo momento, stia governando le nazioni e che il Padre stia contemporaneamente ponendo ogni cosa sotto i suoi piedi come sgabello. Credo che questo avverrà in modo analogo a quanto accade con il granello di senape, che comincia piccolo ma cresce fino a diventare un albero gigantesco (Matteo 13:31-32). In altre parole, il Vangelo si diffonderà e il Regno si estenderà e crescerà progressivamente, finché il mondo non sarà interamente cristianizzato. A quel punto Cristo ritornerà.
2. Non credo che esista una neutralità possibile quando si parla di festività e celebrazioni.
Il termine stesso «festività» [holyday in inglese, lingua originale del presente articolo] rimanda a giorni consacrati, a giorni santi. Ogni giorno dovrebbe essere santo al Signore. Eppure, sembrerebbe che molti laicisti preferiscano rivendicare il 31 ottobre per sé e per i propri programmi satanici. Molti cristiani, invece, sono talmente spaventati dalla possibilità che ciò accada davvero da sembrare disposti a chiudere la porta, sprangare le serrature, tirare le tende e nascondersi al buio mentre i nemici di Cristo imperversano liberamente.
Questo semplicemente non è possibile: Satana sta perdendo terreno e la Chiesa militante continua ad avanzare.
Anche se fosse possibile per gli umanisti secolari o per i satanisti appropriarsi di una giornata, ciò costituirebbe un motivo in più per combatterli. Non credo che un solo giorno dell’anno debba appartenere ai pagani o ai laicisti. Tutto appartiene a Cristo.
3. Dio ci ha dato anche la comunione fraterna e la convivialità come strumenti per combattere i regni pagani, umanisti e satanici di questo mondo.
Uno degli strumenti che Dio ci ha dato per combattere i regni pagani, umanisti e satanici di questo mondo è il semplice atto di riunirci in comunione e condividere un banchetto con i nostri fratelli e le nostre sorelle in Cristo, per celebrare la vittoria di Gesù su ogni cosa.
Questo avviene ogni domenica, quando il popolo di Dio si riunisce per nutrirsi di Cristo, rivelato a noi tanto attraverso la predicazione della Parola di Dio quanto mediante la partecipazione alla Cena del Signore.
Ma avviene anche quando il popolo di Dio semplicemente trascorre del tempo insieme, pratica l’ospitalità gli uni verso gli altri e verso gli stranieri e vive in comunione fraterna.
In questa comunione, la condivisione della vita conduce naturalmente al piacere di stare insieme, al buonumore e alle risate fragorose.
Perciò, quando ci dedichiamo a queste attività, sia la domenica mattina sia in un altro giorno della settimana, anche se siamo circondati da nemici da ogni parte, il Signore prepara davanti a noi una mensa imbandita, unge il nostro capo con olio e riversa su di noi le sue molteplici benedizioni (Salmo 23:5).
Mettendo insieme questi tre concetti teologici, sono fermamente convinto che i cristiani abbiano il dovere di combattere per riconquistare il 31 ottobre e rivendicarlo per Cristo.
Si noti, tuttavia, la parola utilizzata: riconquistare. Halloween, lungi dall’essere una festa pagana o celtica dedicata alla morte, è stata ed è, nella sua vera origine, una ricorrenza pienamente cristiana.
Martin Lutero affisse notoriamente le sue Novantacinque tesi alla porta della chiesa del Castello di Wittenberg il 31 ottobre 1517. La data non fu scelta casualmente, ma intenzionalmente, perché Lutero sapeva che il mattino seguente, il 1° novembre 1517, molte persone sarebbero accorse alla celebrazione della Messa per la festa di Ognissanti.
Ebbene sì: nonostante ciò che molti hanno cercato di sostenere, Halloween, il 31 ottobre, non era originariamente una festività pagana, bensì una ricorrenza pienamente cristiana. Persino il nome deriva semplicemente dalla celebrazione che Martin Lutero osservava nel 1517.
«Halloween» è soltanto un altro modo per dire All Hallows’ Eve, cioè la vigilia di Ognissanti. Proprio come la vigilia di Natale precede il giorno di Natale, così la vigilia di Ognissanti precede il giorno di Ognissanti.
In effetti, la vigilia di Ognissanti segna l’inizio di una celebrazione cristiana di tre giorni chiamata Allhallowtide.
Questa celebrazione di tre giorni aveva una duplice finalità:
Alcuni hanno cercato di sostenere che si trattasse originariamente di una festività cattolica romana e che, di conseguenza, i protestanti dovrebbero considerarla abominevole. Ma questa ricostruzione non è corretta.
L’Allhallowtide fu ufficialmente riconosciuta nell’VIII secolo, ma la celebrazione risale al IV secolo, all’incirca all’epoca di Costantino, quando i cristiani commemoravano la vita dei martiri.
Se celebrate il Giorno della Riforma e ricordate l’eredità di uomini come Martin Lutero, Giovanni Calvino e John Knox, state già facendo, nella sostanza, qualcosa di molto simile a ciò che i vostri antenati cristiani facevano durante l’Allhallowtide.
Mantenendo un calendario pienamente cristiano, restituiamo al tempo liturgico il suo significato per tutta la creazione di Dio. E, che piaccia o meno ai pagani, i nostri stessi giorni diventano atti di guerra contro il laicismo ateo della nostra epoca, perché proclamiamo le vittorie di Cristo.
Altri sostengono che l’Allhallowtide fosse un espediente cristiano per mascherare il Samhain, una festività gaelica che segnava la fine del raccolto.
Il Samhain, tuttavia, è semplicemente la parola gaelica per novembre, che significa «fine dell’estate».
I primi testi irlandesi menzionano effettivamente raduni e banchetti in questo periodo dell’anno. Tuttavia, l’immagine dei druidi che accendono grandi falò per mettere in comunicazione il mondo dei vivi con quello dei morti deve molto più agli antiquari del XIX secolo che alle testimonianze dell’antichità.
Anche la cronologia contraddice la teoria dell’appropriazione cristiana. Già nell’VIII secolo, infatti, la Chiesa celebrava Ognissanti il 1° novembre, molto prima che prendesse forma la narrazione di Halloween come festività originariamente pagana.
In sostanza, la teoria secondo cui la Chiesa avrebbe coperto una festa pagana con una celebrazione cristiana è una menzogna umanista che distoglie l’attenzione dalla straordinaria opera di Dio nel salvare i peccatori e santificarli come santi, spostando invece l’attenzione sui demoni e sugli spiriti maligni.
Purtroppo, molti hanno creduto a questa menzogna.
Halloween non è l’unica ricorrenza sulla quale sono state sovrapposte invenzioni di stampo pagano, a detrimento della cristianità.
Anche il Natale ha subito lo stesso destino. Molti studiosi umanisti hanno cercato di sovvertire il significato storico e l’importanza del 25 dicembre come celebrazione della nascita di Cristo, trasformandolo in un’altra festività pagana destinata a celebrare il solstizio d’inverno.
Ancora una volta emergono gli stessi problemi. Basta una ricerca anche minima per scoprire che coloro che hanno sollevato le maggiori obiezioni sono stati spesso non credenti animati da pregiudizi, mentre le principali vittime sono stati cristiani sinceri che hanno creduto a queste menzogne senza riserve.
Ogni volta che i cristiani si lasciano convincere dai loro rivali umanisti e pagani a rinunciare a un giorno santo e a una festa celebrativa, relegandoli nelle pagine di una storia inventata, consegnano un’altra arma sul campo di battaglia e, di fatto, la mettono nelle mani dei propri nemici.
È nostro dovere, in quanto cristiani, rivendicare ogni singolo giorno per Cristo, ma soprattutto riconquistare queste ricorrenze consacrate, trasformandole in celebrazioni gioiose all’interno del calendario cristiano.
Mantenendo un calendario pienamente cristiano, restituiamo al tempo liturgico il suo significato per tutta la creazione di Dio. E, che piaccia o meno ai pagani, i nostri stessi giorni diventano atti di guerra contro il laicismo ateo della nostra epoca, perché proclamiamo le vittorie di Cristo.
A proposito delle pratiche associate ad Halloween, potreste chiedervi: da dove deriva la tradizione di travestirsi?
La risposta è semplice.
Poiché la Chiesa celebrava la vittoria di Cristo sul peccato, sulla morte e sul diavolo, e poiché i cristiani comprendevano che uno degli strumenti più potenti di cui Cristo ci ha equipaggiati è la gioia, sapevano anche che nulla disarma i nostri nemici più rapidamente della risata.
Per questo i cristiani si vestivano in modo da rappresentare caricature del diavolo, prendendosi gioco di lui.
Non facevano altro che seguire il principio espresso nel Salmo 2:4. Proprio come il Signore deride i suoi nemici attraverso lo scherno e la risata, anche noi possiamo fare lo stesso.
La distribuzione di dolci era collegata ai travestimenti e sembra essere stata semplicemente un gesto di ospitalità e di festa.
La comunità si riuniva per celebrare la vittoria di Cristo, i bambini si travestivano e gli adulti, nella gioia della celebrazione, distribuivano liberamente dolci ai più piccoli.
Quale forma di ospitalità potrebbe essere più bella, all’interno della comunità pattizia, che ridere insieme ai figli dell’alleanza e distribuire loro liberamente dolciumi come doni?
Per i cristiani di oggi è essenziale riconquistare ciò che appartiene a Cristo.
Anche se fosse vero che Halloween fosse originariamente una giornata pagana, cosa che non è, la giornata apparterrebbe comunque a Cristo. Sarebbe nostro dovere abbattere ogni filosofia che si oppone a Cristo e al suo Regno (2 Corinzi 10:3-5).
Anche queste pratiche possono essere recuperate e orientate alla gloria di Cristo.
L’ospitalità, i banchetti, le celebrazioni e il buonumore sono tutti comportamenti pienamente cristiani.
Alcuni continueranno a obiettare perché hanno sentito dire che Anton LaVey, fondatore della Chiesa di Satana, avrebbe affermato una volta di amare Halloween perché sarebbe uno dei pochi giorni dell’anno in cui i genitori permettono ai propri figli di adorare il diavolo.
Non soltanto questa citazione è fortemente contestata, ma, anche se LaVey l’avesse pronunciata, semplicemente non corrisponderebbe alla realtà.
Halloween non appartiene a Satana.
Appartiene a Cristo.
Se noi cristiani vogliamo recuperare Halloween, dobbiamo tornare a celebrare l’Allhallowtide.
Per prima cosa, dobbiamo ricordare i santi che ci hanno preceduto.
Hanno corso bene la loro corsa per Cristo, hanno tagliato il traguardo e noi ci troviamo sulle loro spalle.
Non dobbiamo però adorarli. Dobbiamo imparare dai loro esempi ed essere così condotti ad adorare soltanto Cristo, che li ha salvati, santificati e, infine, preservati. Un giorno li risusciterà insieme a noi nella gloriosa risurrezione dei morti.
Dobbiamo inoltre ricordare la morte.
Moriremo. Questa vita, prima o poi, finirà.
Non dobbiamo temere la morte, perché Cristo l’ha sconfitta. Ma il modo in cui viviamo la nostra vita terrena è importante.
Stiamo vivendo per Cristo?
Stiamo riscattando il tempo, perché i giorni sono malvagi (Efesini 5:15-17)?
Oppure ci siamo abbandonati alla pigrizia?
Halloween, se celebrato nel modo giusto, produce uomini come Lutero e Calvino.
Celebriamo dunque come i cristiani dovrebbero celebrare le feste.
Pratichiamo l’ospitalità verso gli altri. Facciamo loro doni graditi, spezziamo il pane con i nostri fratelli e le nostre sorelle e ridiamo insieme ai nostri compagni di fede.
In effetti, il semplice dono dell’ospitalità ha contribuito a formare soldati di Cristo e a scacciare demoni più di molti altri sforzi messi insieme.
Invitate una famiglia a casa vostra, spezzate il pane con loro e vivete insieme un momento di comunione, fondato sulla vostra comune unione in Cristo. I diavoli saranno messi in fuga.
E, naturalmente, nel mezzo dell’ospitalità e della comunione fraterna, spesso ci accompagnano le risate e la gioia. Queste due ancelle sono tra gli strumenti più efficaci per disarmare e sconfiggere il male che ci circonda.
Caro cristiano, puoi vestire in maschera i tuoi figli oppure no. Puoi distribuire dolci oppure no. Puoi celebrare i santi che ci hanno preceduto oppure no.
Non intendo vincolare la tua coscienza.
Paolo afferma esplicitamente che puoi osservare i «giorni di festa» oppure non osservarli. È una tua scelta e non devi permettere ad altri di vincolare la tua coscienza (Colossesi 2:16).
Agisci secondo ciò a cui ti conducono le Scritture.
Devi però continuare a celebrare la morte, la sepoltura e la risurrezione di Gesù Cristo, attraverso le quali egli ha ottenuto la vittoria su ogni cosa e ci ha resi partecipi della sua vittoria.
Nel celebrare la vittoria di Cristo e la sconfitta dei nostri nemici, dobbiamo riconoscere la grande verità espressa da Atanasio nella sua meravigliosa opera Sull’incarnazione del Verbo:
«E quel diavolo che un tempo esultava malignamente nella morte, ora che le sue sofferenze sono state sciolte, è rimasto l’unico veramente morto. Una prova di ciò è che, prima di credere in Cristo, gli uomini vedono nella morte qualcosa di terrificante e si comportano da codardi davanti a essa. Ma quando abbracciano la fede e l’insegnamento di Cristo, il loro disprezzo per la morte diventa così grande che arrivano persino ad affrontarla con entusiasmo e diventano testimoni della Risurrezione che il Salvatore ha compiuto contro di essa.
Infatti, mentre sono ancora giovani e delicati, si affrettano a morire; e non soltanto gli uomini, ma anche le donne si esercitano a vincerla mediante la disciplina del corpo.
Tanto debole è diventato il diavolo, che persino le donne, un tempo da lui ingannate, ora si prendono gioco di lui come di qualcuno morto e paralizzato.
Come quando un tiranno viene sconfitto da un vero re e legato mani e piedi, tutti coloro che gli passano accanto lo deridono, lo schiaffeggiano e lo insultano, senza più temere la sua furia e la sua crudeltà, perché il re lo ha sconfitto; così anche la morte, essendo stata sconfitta ed esposta dal Salvatore sulla croce e legata mani e piedi, viene calpestata da tutti coloro che sono in Cristo mentre le passano accanto.
Essi rendono testimonianza a Cristo, scherniscono la morte, si prendono gioco di lei e pronunciano le parole che da tempo erano state scritte contro di essa: “O morte, dov’è la tua vittoria? O morte, dov’è il tuo pungiglione?”»
Non permettete che la vostra coscienza sia vincolata. Ma non permettete neppure che gli umanisti laicisti, gli atei militanti e gli adoratori di Satana vi inducano a temere una giornata che appartiene a Cristo.
Nulla può sconfiggerlo e, se siete in Cristo, nulla può sconfiggere voi.
Perciò, invece di consegnare il 31 ottobre alle tenebre della notte, assicuratevi che la luce di Cristo permei ogni cosa.
E ricordate Romani 8:37:
«Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati.»
Jacob Tanner è pastore della Christ Keystone Church di Mifflinburg, in Pennsylvania. Ha conseguito una laurea triennale in Studi biblici presso lo Spurgeon College e un Master of Divinity presso il Midwestern Baptist Theological Seminary. Attualmente sta lavorando al suo dottorato di ricerca.
Nota bibliografica
[1] Atanasio, Sull’incarnazione del Verbo, 27.3-4, traduzione inglese di Archibald Robertson, in Nicene and Post-Nicene Fathers, seconda serie, vol. 4, a cura di Philip Schaff e Henry Wace (Buffalo, NY: Christian Literature Publishing Co., 1892), revisione di Kevin Knight per New Advent.