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Perché Io Credo in Dio

 

 Rev. Cornelius Van Til, Ph.D.

 

Avete notato, vero, che in tempi recenti certi scienziati come il Dr. James Jeans e Sir Arthur Eddington, come pure alcuni prominenti filosofi come il Dr. C.E.M. Joad hanno avuto parecchio da dire riguardo alla religione e a Dio? Gli scienziati Jeans ed Eddington sono pronti ad ammettere che può esserci del vero nelle dichiarazioni di persone che dicono di aver avuto un’esperienza di Dio, mentre il filosofo Joad dice che “l’invadenza del male” lo ha virtualmente costretto a considerare di nuovo la questione dell’esistenza di Dio. In modo piuttosto simile al teologo modernista Dr. Reinhold Niebuhr il quale  parla di peccato originale, il filosofo Joad parla del male come di cosa non sradicabile dalla mente umana.

 

Poi, oltre a questo, occasionalmente vi siete chiesti se la morte è la fine di tutto. Vi è ritornato in mente, forse, come Socrate, il grande filosofo Greco, combatté con questo problema il giorno prima di bere il calice di cicuta. Che possa esserci qualcosa, vi chiedete, nell’idea di un giudizio dopo la morte? Vi dite: sono proprio sicuro che non c’è? Come faccio a sapere che Dio non esiste?

 

In breve, da persone intelligenti, con senso di responsabilità, vi siete, di quanto in quanto, fatti alcune domande riguardo al fondamento del vostro pensare e del vostro agire. Avete contemplato, o almeno vi siete interessati di ciò che i filosofi chiamano la vostra teoria della realtà. Così, se vi suggerisco di trascorrere con me una domenica pomeriggio discutendo le mie ragioni per credere in Dio, ho la sensazione che siate fondamentalmente interessati in ciò che sto proponendo come discussione.

 

Per rendere più interessante la nostra conversazione, cominciamo comparando le note sul nostro passato. Questo si adatterà bene al nostro piano, perché il dibattito concernente ereditarietà e ambiente (culturale, economico e sociale) è prominente ai nostri giorni. Forse voi credete che la sola vera ragione che ho per credere in Dio è il fatto che mi è stato insegnato fin da bambino. Ovviamente io non credo sia realmente così. Non nego che mi sia stato insegnato a credere in Dio quando ero bambino, ma affermo che da quando sono cresciuto ho udito una ben completa esposizione dell’argomento contro il credere in Dio. Ed è dopo aver ascoltato quell’argomentazione che sono ancor più che mai pronto a credere in Dio. Ora, infatti, ho il sentimento che l’insieme della storia e della civiltà non mi sarebbe intelligibile se non fosse per il mio credere in Dio. Questo è talmente vero, che io propongo di dibattere che a meno che Dio sia dietro ad ogni cosa, voi non potete trovare significato in cosa alcuna. Non posso neppure discutere in favore del credere in Lui, senza averLo già dato per certo. E similmente io contendo che voi non potete discutere contro il credere in Lui a meno che anche voi non lo diate prima per certo. Io sostengo che discutere dell’esistenza di Dio è come discutere dell’aria. Voi potete affermare che l’aria esiste ed io che non esiste. Ma mentre stiamo discutendo la questione, stiamo entrambi respirando aria continuamente. O, per usare un’altra illustrazione, Dio è come la postazione su cui devono poggiare quegli stessi cannoni che dovrebbero bombardarLo fuori dall’esistenza. Tuttavia se, dopo aver ascoltato la mia storia brevemente, pensate ancora che sia una questione di ereditarietà o di ambiente, non dissentirò da voi troppo violentemente. L’intero mio punto sarà che c’è perfetta armonia tra il mio credere da bambino ed il mio credere da uomo, semplicemente perché Dio è Egli stesso l’ambiente da cui la mia giovane vita agli inizi fu diretta e la mia vita susseguente divenne intellegibile per me.

 

                                       L’ “Incidente della Nascita”

 

Ci viene detto frequentemente che molto della nostra vita dipende dall’ “incidente della nascita”. Nell’antichità era detto che alcuni uomini scaturissero già perfettamente cresciuti dalla fronte degli dei. Quello, in ogni modo, non è vero oggi. Ma capisco che a voi è capitata la cosa migliore dopo questa. Voi siate nati, mi è stato detto, a Washington, D.C., sotto l’ombra della Casa Bianca. Ebbene, io sono nato in una piccola casa col tetto di paglia con annessa una stalla, in Olanda. Voi portavate “ciabattine d’argento,” io zoccoletti di legno.

 

Tutto questo conta qualcosa per il nostro scopo? Non particolarmente, ma è importante che nessuno di noi sia nato a Guadalcanal o a Timbuktu. Entrambi, voglio dire, siamo nati nel mezzo e sotto l’influenza della “civiltà cristiana”. Limiteremo la nostra discussione, quindi, al “Dio del Cristianesimo”. Io credo, mentre voi non credete, o quantomeno non siate sicuri di credere, in questo particolare tipo di Dio. Questo darà scopo alla nostra discussione, poiché non c’è sicuramente senso nel parlare dell’esistenza di Dio senza sapere che tipo di Dio sia quello che può o può non esistere.

 

Tanto di guadagnato. Almeno sappiamo in generale di che tipo di Dio stiamo per fare il soggetto della nostra conversazione. Se ora potremo giungere ad un accordo preliminare riguardo al criterio o al test col quale provare o smentire l’esistenza di Dio, possiamo procedere. Voi, naturalmente, non vi aspettate che io porti Dio dentro a questa stanza in modo che voi Lo possiate vedere. Se fossi capace di farlo, Egli non sarebbe il Dio del cristianesimo. Tutto ciò che vi aspettate da me è che renda ragionevole per voi credere in Dio. E dovrebbe essere mio piacere rispondere rapidamente dicendo che è esattamente ciò che sto cercando di fare. Ma un pensiero appena balenato mi fa esitare. Se voi realmente non credete in Dio, allora, naturalmente non credete di essere sue creature. Io dall’altra parte, che effettivamente credo in Dio credo anche, naturalmente, che sia ragionevole per la creatura di Dio credere in Dio. Così, io posso incaricarmi solo di mostrare che, anche se a voi non sembra ragionevole, è ragionevole per voi, credere in Dio.

 

Vedo che vi state scaldando. Vi sentite un po’ come un uomo che sta per sottoporsi ad una importante operazione. Vi rendete conto che se dovete cambiare la vostra convinzione riguardo a Dio, dovrete cambiare anche quella di voi stessi. E non siete proprio pronti per questo. Bene, potete andarvene se lo desiderate. Certamente non intendo essere maleducato. Ho pensato solamente che come persone intelligenti sareste stati disposti ad ascoltare l’ “altra campana” della questione. E, dopo tutto, non vi sto chiedendo di essere d’accordo con ciò che dico. Non ci siamo veramente accordati su ciò che vogliamo significare con ‘Dio’ se non in una forma generica e formale. Altrettanto, quindi non sarà necessario a questo punto accordarci sul criterio o sul test se non in modo generico e formale. Potete seguire la mia causa, anche solo per la causa stessa.

 

                                                            Infanzia

 

Per procedere, dunque, posso ricordarmi che da bambino giocavo in un quadrato di sabbia costruito in un angolo del fienile. Dal fienile potevo andare dentro casa attraversando la stalla. Anch’esso ricavato nel fienile, ma con porte rivolte verso la stalla, c’era un letto per lo stalliere. Quanto intensamente ho desiderato il permesso di dormire in quel letto per una notte! Finalmente il permesso fu dato. Freud mi era ancora completamente sconosciuto, ma avevo sentito parlare di fantasmi e di “messaggeri di morte”. Quella notte udii le mucche far tintinnare le loro catene. Io sapevo che c’erano le mucche e che facevano parecchio tintinnio con le loro catene, ma dopo un po’ non ero proprio sicuro che fossero solo le mucche a fare tutti i rumori che sentivo. Non era che ci fosse  qualcuno che stava camminando nel corridoio dietro le mucche, e non si stesse proprio avvicinando al mio letto? Mi era già stato insegnato a dire le mie preghiere serali. Alcune delle parole di quelle preghiere furono di questo tono: “Signore convertimi affinché io possa essere convertito”. Inconscio del paradosso, quella notte pregai quella preghiera come non avevo mai pregato prima.

 

Non ricordo di aver parlato né a mio padre né a mia madre della mia angoscia. Sarebbero stati incapaci di provvedere il rimedio moderno. Psycology non arrivava al tavolo della loro biblioteca, e nemmeno il The Ladies Home Journal! Ma sapevo lo stesso cosa avrebbero detto. Naturalmente i fantasmi non esistevano, e certamente non avrei dovuto avere paura comunque, visto che corpo ed anima appartenevo al mio salvatore che morì per me sulla Croce e resuscitò affinché il suo popolo fosse salvato dall’inferno e potesse andare in cielo! Avrei dovuto pregare onestamente e sovente che lo Spirito Santo mi desse un  cuore nuovo affinché potessi veramente amare Dio anziché il peccato e me stesso.

 

Come faccio a sapere che questo è il genere di cose che mi avrebbero detto? Beh, quello era il genere di cose di cui parlavano di tanto in tanto. O meglio, quello era il genere di cosa che costituiva l’atmosfera della nostra vita quotidiana. La nostra non era in nessun senso una famiglia pietista. Non c’erano grandi esplosioni emotive in alcuna occasione che io possa ricordare. C’era molto trambusto intorno al fare fieno d’estate e alla cura delle mucche e delle pecore d’inverno, ma intorno a tutto ciò c’era un’atmosfera profondamente condizionante. Benché non ci fossero le piogge tropicali dei risvegli, l’umidità relativa era molto alta. Ad ogni pasto tutta la famiglia era presente. C’erano una preghiera di apertura e una di chiusura, e un capitolo della Bibbia veniva letto ogni volta. La Bibbia veniva letta da Genesi a Rivelazione. A colazione o a pranzo, secondo la circostanza, si sarebbe udito del Nuovo Testamento, o dei “figli di Gad secondo le loro famiglie, o di Sofonia o di Aggeo o di Shuni e  Ozni, e di Eri ed Areli”. Io non dico di aver sempre compreso il pieno significato di tutto ciò, ma del risultato finale non ci può essere dubbio. La Bibbia divenne per me, in tutte le sue parti, in ogni sillaba, la vera e propria parola di Dio. Imparai che dovevo credere la storia della Scrittura, e che la “fede” era un dono di Dio. Ciò che era accaduto nel passato, e particolarmente ciò che era accaduto nel passato in Palestina, fu della più grande importanza per me.  In breve, fui allevato in ciò che il Dr. Joad chiamerebbe “parrocchialismo topografico e temporale”. Sono stato “condizionato” nel modo più completo. Non potevo che credere in Dio, nel Dio del cristianesimo, nel Dio di tutta la Bibbia!

 

Vivendo vicini alla Biblioteca del Parlamento, voi non siete stati così limitati. I vostri genitori furono molto illuminati nelle loro vedute religiose. Vi hanno letto da qualche Bibbia del Mondo anziché dalla Bibbia della Palestina. No, di certo, voi mi correggete, non fecero affatto una cosa del genere. Non vollero turbarvi con questioni religiose nella vostra infanzia. Cercarono di coltivare nei loro figli la “mente aperta.”

 

Diremo dunque che nella mia vita infantile fui condizionato a credere in Dio, mentre voi siete stati lasciati liberi di sviluppare il vostro proprio giudizio a vostro piacimento? Ma non è proprio così. Voi sapete bene quanto me che ogni bambino è condizionato dal proprio ambiente. Voi siate stati completamente condizionati a non credere in Dio quanto io sono stato condizionato a credere in Dio. Perciò non insultiamoci a vicenda. Se volete dire che il credere mi è stato forzatamente  imboccato, restituirò il torto dicendo che l’incredulità vi è stata forzatamente imboccata. Questo ci preparerà per il nostro argomento.

 

                                                 Inizia la Scuola

 

All’argomento dobbiamo presto arrivare, Solo un’altra parola, comunque, riguardo alla mia frequentazione scolastica. Ciò porterà tutti i fattori dentro al quadro.

 

Non avevo ancora cinque anni quando qualcuno, fortunatamente non ricordo chi, mi condusse a scuola. Il primo giorno fui vaccinato e mi fece male. Posso ancora sentire il dolore. Io ero già stato in chiesa. Mi ricordo in modo nitido perché a volte indossavo le mie lucide scarpe di cuoio.  Al mio battesimo fu letta sopra di me una formula che asseriva solennemente che io ero stato concepito ed ero nato nel peccato. L’idea era che i miei genitori, come tutte le persone, hanno ereditato il peccato da Adamo, il primo uomo e il rappresentante della razza umana. La formula asseriva inoltre che, benché fossi in questo modo condizionato dal peccato ineludibile, quale figlio del Patto, io ero redento in Cristo. E alla cerimonia i miei genitori promisero solennemente che non appena fossi stato in grado di comprendere mi avrebbero istruito in tutte queste cose con tutti i mezzi a loro disposizione.

 

Fu in conformità a questo giuramento che mi mandarono ad una scuola elementare Cristiana. Lì imparai che la mia salvezza e la mia appartenenza a Dio contraddistingueva tutto ciò che sapevo o facevo. Io vidi la potenza di Dio nella natura e la Sua provvidenza nel corso della storia. Ciò diede alla mia salvezza, che avevo in Cristo, la cornice appropriata. In breve, l’intero immenso mondo che gradualmente si apriva davanti a me attraverso la scuola, fu considerato come funzionante in ogni suo aspetto sotto la direzione dell’onnipotente e onnisciente Dio del quale io ero figlio per mezzo di Gesù Cristo. Io dovevo imparare a pensare i pensieri di Dio dopo di Lui (analogicamente ovvero dentro la sua cornice di pensiero) in ogni materia di apprendimento.

 

Naturalmente c’erano delle zuffe nel cortile della scuola e io fui coinvolto in alcune  di esse, benché non in tutte. Gli zoccoli di legno erano stupende armi di guerra. Eppure ci era severamente proibito d’usarle, anche a scopi difensivi. C’erano sempre lezioni sia da parte degli insegnanti sia da parte dei genitori riguardo al peccato e al male connessi alle nostre imprese marziali. Fu particolarmente così quando un nostro reggimento uscì per combattere coi pupilli della scuola pubblica. Noi non piacevamo ai bambini della scuola pubblica. Avevano un esteso vocabolario di vituperi. Chi credevamo di essere in ogni caso?  Noi eravamo i santarelli, troppo bravi per andare alla scuola pubblica! “Prendi questo e portalo a casa!” replicavamo noi a tono. Nel frattempo il nostro senso di distinzione crebbe con assalti e ferite. La sera ci veniva detto che dobbiamo imparare a sopportare pazientemente la derisione del “mondo”. Non ha il mondo sempre odiato la chiesa, dai tempi di Caino?

 

Come sono stati diversi i vostri anni di scuola! Voi avete frequentato una scuola “neutrale” Come avevano fatto i vostri genitori a casa così ora facevano i vostri insegnanti a scuola. Vi hanno insegnato ad avere una “mente aperta”. Dio non fu portato in connessione con i vostri studi della natura e della storia. Voi siete stati allevati senza pregiudizi lungo tutto il percorso.

 

Oh certo, adesso voi sapete meglio come stanno le cose. Vi rendete conto che tutto ciò era puramente immaginario. Essere “senza pregiudizi” è solo avere un genere particolare di pregiudizi. L’idea di “neutralità” è semplicemente un abito senza colore che copre un’attitudine negativa verso Dio. Come minimo deve essere chiaro che chi non è per il Dio del Cristianesimo è contro di Lui. Vedete, il mondo Gli appartiene, e voi siete Sue creature, e come tali dovete ammettere questo fatto onorando Dio sia che mangiate sia che beviate o che facciate qualsiasi altra cosa. Dio dice che vivete, per così dire, nella Sua proprietà. E la sua proprietà ha grandi cartelli di proprietà piazzati dappertutto, cosicché chi vi passa anche a centocinquanta chilometri all’ora non può fare ameno di leggerli. Il Dio della Bibbia dichiara che ogni fatto in questo mondo ha il Suo marchio indelebilmente inciso sopra. Come dunque potreste essere neutrali nei confronti di un tale Dio? Passeggiate forse tranquillamente il Quattro Luglio a Washington chiedendovi se il viale intitolato a Lincoln appartiene a qualcuno?1 Guardate forse alla “Vecchia Gloria” che sventola da un alto pennone e vi chiedete se è lì per qualche motivo? Chiede essa qualcosa da voi, che siete nati cittadini Americani? Voi meritereste di soffrire il destino dell’ “uomo senza patria” se da Americani foste neutrali all’America. Bene, in un senso ancor più profondo voi meritate di vivere per sempre senza Dio se non lo possedete e glorificate come vostro Creatore. Voi non osate manipolare la parola di Dio e meno ancora voi stessi quali portatori della Sua immagine, per vostri propri scopi finali. Quando Eva divenne neutrale riguardo a Dio e al Diavolo, soppesando le affermazioni di entrambi come se fossero in sé dello stesso apparentemente eguale valore, ella era in realtà già dalla parte del diavolo!

 

Ecco che vi state nuovamente scaldando. Sedetevi e calmatevi. Voi siete di mente aperta e neutrali, no? E avete imparato a pensare che qualsiasi ipotesi ha, come teoria di vita, eguale diritto di essere ascoltata assieme a qualunque altra, non è così? Dopo tutto vi sto solo chiedendo di vedere cosa sia implicato nella concezione Cristiana di Dio. Se il Dio del Cristianesimo esiste, l’evidenza della Sua esistenza è abbondante e chiara tanto che non credere in Lui è sia non scientifico sia peccaminoso. Quando il Dr. Joad, per esempio dice: “L’evidenza a favore di Dio è lontano dall’essere chiara” sul fondamento che se fosse chiara ognuno crederebbe in Lui, sta dando la cosa per scontata. Se il Dio del Cristianesimo deve esistere, l’evidenza in favore deve essere chiara. E la ragione, perciò, per cui “ognuno” non crede in Lui deve essere che “ognuno” è accecato dal peccato. Ognuno indossa occhiali da nerissimi. Voi avete sentito la storia della valle dei ciechi. Un giovane uomo che era uscito a caccia cadde da un precipizio dentro la valle dei ciechi. Non c’era via d’uscita. I ciechi non lo capivano quando parlava di vedere il sole e i colori dell’arcobaleno, ma una giovane donna lo capì quand’egli parlò il linguaggio dell’amore. Il padre della ragazza non voleva acconsentire al matrimonio della figlia con un lunatico che parlava così spesso di cose che non esistevano. Ma il grande psicologo dell’università dei ciechi si offrì di curarlo della sua pazzia cucendo le sue palpebre. Dopo, lo assicurarono, sarebbe stato normale come “ognuno”di loro. Ma il semplice vedente continuò a protestare che egli vedeva il sole.

 

Così, mentre sorseggiamo il nostro tè, io propongo di operare il vostro cuore in modo da cambiare la vostra volontà, ma anche sui vostri occhi per cambiare la vostra prospettiva. Ma, aspetta un attimo. No, non propongo di operare affatto. Io da me non posso fare nulla del genere. Sto giusto suggerendo delicatamente che voi forse siete morti, e forse ciechi e lascio che rimurginiate la cosa da voi stessi. Se un’intervento deve essere eseguito deve esser eseguito da Dio Stesso.

 

                                               Le Scuole Superiori

 

Intanto cerchiamo di finire la nostra storia. A dieci anni venni in questo paese e dopo qualche anno decisi di studiare per il ministero. Ciò richiese un’istruzione preliminare in una scuola superiore ed un college Cristiani. Tutti i miei insegnanti erano dedicati ad insegnare le loro materie dal punto di vista Cristiano. Immaginate insegnare non solo Religione ma anche Algebra da una prospettiva Cristiana! Ma fu fatto! Ci venne insegnato che tutti i fatti in tutte le loro relazioni, tanto quelle numeriche quanto le altre, sono ciò che sono in ragione dell’onni-comprensivo piano di Dio per loro. Perciò la stessa definizione delle cose non sarebbe stata solo incompleta ma basilarmente errata se Dio fosse stato lasciato fuori dalla descrizione. Non fummo informati riguardo alle prospettive di altri? Non udimmo dell’evoluzione e di Immanuel Kant, il grande filosofo moderno che ha dimostrato in modo definitivo che tutti gli argomenti a favore dell’esistenza di Dio non erano validi? Oh, sì, abbiamo sentito di queste cose, ma furono date delle confutazioni e queste confutazioni sembrarono risposte adeguate al caso.

 

Nei seminari che ho frequentato, vale a dire Calvin, e Princeton prima della sua riorganizzazione lungo linee semi-moderniste nel 1929, la situazione fu piuttosto simile. Così, per esempio il Dr. Robert Dick Wilson soleva dirci, e, per quanto potevamo comprendere le lingue, mostrarci dai documenti, che  “il metodo Storico-Critico” non aveva fatto nulla che potesse giustamente danneggiare la nostra semplice (fanciullesca) fede nel vecchio Testamento come parola di Dio. Similmente il Dr. Gresham  Machen ed altri documentarono la loro asserzione che il cristianesimo del Nuovo Testamento è difendibile intellettualmente e che la Bibbia è corretta nelle sue dichiarazioni. Potete giudicare i loro argomenti leggendoveli da voi stessi. In breve, ho udito la storia del cristianesimo storico e la dottrina di Dio su cui è costruito, ripetutamente da ogni angolazione, da coloro che l’avevano creduta ed erano i più capaci di interpretare il suo significato.

 

Il raccontare questa storia è servito, io confido, a rendere la questione fondamentale semplice e chiara. Voi ora sapete piuttosto chiaramente che tipo di Dio sia quello di cui vi sto parlando. Se il mio Dio esiste fu Lui che fu dietro ai miei genitori e ai miei insegnanti. Fu Egli che condizionò ogni cosa che condizionò me nella mia giovane vita. Ma d’altra parte fu Lui anche che condizionò ogni cosa che condizionò voi nella vostra giovane vita. Dio, il Dio del cristianesimo, è l’ Onni-condizionatore!

 

Come ‘Onnicondizionatore’, Dio è l’Onnicosciente. Un Dio che debba dirigere tutte le cose deve dirigerle “per mezzo del Consiglio della sua volontà” Se non facesse questo, sarebbe Egli stesso condizionato. Perciò dunque, io sostengo che il mio credere in Lui e il vostro non credere in Lui sono ugualmente senza significato se non  per Lui.

 

                                               Obiezioni Sollevate

 

A questo punto vi state probabilmente chiedendo se ho veramente mai udito le obiezioni che sono state sollevate contro il credere in tale Dio. Bene, credo di si. Le ho sentite dai miei insegnanti che cercarono di dare ad esse delle soluzioni. Le ho udite anche da insegnanti che credevano che non avessero soluzione. Mentre ero uno studente al Seminario di Princeton ho partecipato a dei corsi estivi nella Chicago Divinity School. Naturalmente ho ascoltato la concezione delle scritture moderna o liberale lì presentata completamente. E dopo la laurea del seminario trascorsi due anni all’Università di Princeton per un dottorato in filosofia. Lì le teorie della moderna filosofia venivano esposte e difese da uomini molto capaci. In breve mi fu presentata una formulazione delle ragioni per non credere piena almeno quanto quella che mi era stata presentata con le ragioni per credere. Ho ascoltato entrambe le parti da persone che credevano ciò che insegnavano.

 

Mi avete costretto a dirvi questo con i vostri sguardi. Le vostre smorfie suggeriscono che non potete comprendere come chiunque sia informato dei fatti e degli argomenti presentati dalle moderne scienza e filosofia possa credere in un Dio che abbia realmente creato il mondo, che realmente dirige tutte le cose nel mondo con un piano per i fini che Egli ha in vista per esso. Bene, sono solo uno tra molti che mantiene la vecchia fede in piena considerazione di ciò che viene detto dalla moderna scienza, dalla moderna filosofia, e dal moderno metodo storico-critico.

 

Ovviamente non posso entrare in discussione su tutti i fatti e tutte le ragioni pressati contro il credere in Dio. Ci sono quelli che hanno fatto del Vecchio Testamento, come quelli che hanno fatto del Nuovo Testamento lo studio di tutta la loro vita. Sono le loro opere che dovete leggere per una dettagliata confutazione dei punti del metodo storico-critico di esaminare la Biblica. Altri si sono specializzati in fisica e biologia. Ad essi devo rivolgervi per una discussione dei molti punti connessi a materie quali l’evoluzione. Ma c’è qualcosa di implicito in tutte queste discussioni. Ed è di quel qualcosa che ora desidero trattare.

 

Voi potrete pensare che mi sono esposto terribilmente. Anziché parlare di Dio come di qualcosa di vago e di indefinito, secondo la moda dei modernisti, dei Barthiani, e dei mistici, un dio talmente vuoto di contenuto e remoto dall’esperienza da non avere sull’uomo alcuna pretesa, ho caricato l’idea di Dio con scienza “antiquata” e logica “contraddittoria”. Sembra quasi io abbia aggiunto al danno la beffa presentando il tipo di Dio più obbiettabile che potessi trovare. Vi dovrebbe essere molto facile far scoppiare la mia bolla. Io vedo che voi siete pronti a leggere, fino a sommergermi,  montagne di fatti presi dagli abituali testi di Liceo su fisica, biologia, antropologia, e psicologia, o a schiacciarmi col vostro carro armato di sessanta tonnellate preso dal famoso libro di Kant: Critica della Ragion Pura. Ma io sono stato in queste padelle già molte volte. Prima che vi prendiate la pena di accendere nuovamente i fornelli c’è un punto preliminare che voglio sostenere. Mi sono già riferito ad esso quando stavamo discutendo la questione del test o del criterio.

 

Il punto è questo. Non credendo in Dio, abbiamo visto, che non pensate di essere Sue creature. E non credendo in Dio voi non pensate che l’universo sia stato creato da Dio. Ciò vale a dire che voi pensate che voi stessi e il mondo semplicemente ‘esistite’. Ora, se in realtà voi siete creature di Dio, il vostro presente atteggiamento è ingiusto nei suoi confronti. In questo caso è perfino un insulto verso di Lui. E, avendo insultato Dio, Egli è dispiaciuto di voi. Voi e Dio non siete in buoni rapporti. E voi avete molte buone ragioni per cercare di provare che Egli non esiste. Se esiste, vi punirà per la vostra indifferenza nei Suoi confronti. Perciò voi state indossando occhiali scuri. E questo determina qualsiasi cosa diciate riguardo ai fatti e alle ragioni per non credere in Lui. Voi avete fatto le vostra gite in campagna e le vostra battute di caccia nel Suo podere senza chiedergli il permesso. Avete preso i grappoli d’uva dalla vigna di Dio senza pagagli alcun affitto e avete insultato i suoi rappresentanti che ve l’hanno chiesto.

 

Io devo chiedervi scusa a questo punto. Noi che crediamo in Dio non siamo sempre stati così chiari su questo punto. Fin troppo spesso abbiamo parlato con voi riguardo a fatti e a buone ragioni come se fossimo d’accordo con voi su ciò che esse sono veramente. Nei nostri argomenti a favore dell’esistenza di Dio abbiamo frequentemente assunto che voi e noi insieme avessimo un’area di conoscenza sulla quale siamo d’accordo. Ma veramente noi non concediamo che voi vediate in modo veritiero alcun fatto in alcuna dimensione della vita. In realtà noi pensiamo che voi abbiate gli occhiali scuri a cavallo del vostro naso anche quando parlate di polli e di mucche proprio come quando parlate della vita a venire.  Noi avremmo dovuto dirvi questo più chiaramente. Ma in realtà noi ci siamo vergognati un po’ di quella che vi sarebbe parsa come una posizione molto strana o da estremisti. Eravamo così preoccupati di non offendervi che abbiamo offeso il nostro Dio. Ma noi non avremo più il coraggio di presentare il nostro Dio più piccolo o meno esigente di quanto non sia veramente. Dio vuole essere presentato come l’Onni-condizionatore, come la piattaforma su cui anche coloro che lo negano devono collocarsi.

 

Ora, nel presentarmi tutti i vostri fatti e le vostre ragioni, voi avete presunto che tale Dio non esista. Avete dato per scontato di non aver bisogno di una piattaforma di qualsiasi tipo fuorché voi stessi. Avete assunto l’autonomia della vostra esperienza. Di conseguenza siete incapaci, o meglio, non volete, accettare come fatto qualsiasi fatto che metta in discussione la vostra autosufficienza. E voi siete costretti a chiamare contraddittorio ciò che non rientra nella portata delle vostre capacità intellettive. Vi ricordate ciò che faceva il vecchio Procruste. Se quelli che costringeva nel suo letto erano troppo lunghi egli ne amputava un pezzo da entrambi i lati e se erano troppo corti li stirava. È questo genere di cosa che io percepisco che voi avete imposto ad ogni fatto dell’esperienza umana. E io vi sto chiedendo di essere critici proprio di questo, il vostro postulato più fondamentale. Non andrete nello scantinato della vostra esperienza a vedere cosa si sia ammucchiato lì mentre eravate indaffarati a destra e a manca con l’ispezione superficiale della vita? Potreste essere piuttosto sorpresi di ciò che vi trovereste.

 

Per rendere più chiaro ciò che voglio significare, illustrerò ciò che ho detto indicando come i filosofi moderni e gli scienziati maneggiano i fatti e le dottrine del cristianesimo.

 

Fondamentale a tutti i fatti e le dottrine del cristianesimo e perciò implicita nel credere in Dio, è la dottrina della creazione. Ora, i filosofi moderni e gli scienziati nel loro insieme dicono che sostenere tale dottrina o credere in un fatto del genere è un negare la nostra esperienza. Intendono ciò non meramente nel senso che nessuno era là per vedere che veniva fatto, ma nel più basilare senso che è logicamente impossibile. Affermano che infrangerebbe le leggi fondamentali della logica.

 

L’argomento attuale contro la dottrina della creazione deriva da Kant. Si può esprimere correttamente nelle parole di un filosofo più recente, James Ward: “Se cerchiamo di concepire Dio separatamente dal mondo, non c’è nulla che ci conduca alla creazione” (Realm of Ends, p. 397). Ciò vale a dire: se Dio deve proprio essere connesso all’universo deve essere soggetto alle sue condizioni. Qui c’è  la vecchia dottrina della creazione. Dice che Dio ha causato la venuta in esistenza del mondo. Ma cosa vogliamo dire con la parola “causa”? Nella nostra esperienza, è ciò che è logicamente collegato alla parola “effetto”. Se si ha un effetto si deve avere una causa e se si ha una causa si deve avere un effetto. Se Dio ha causato il mondo, deve perciò essere stato perché Dio non era in grado di produrre un effetto. E quindi si può realmente dire dell’effetto che esso è la causa della causa. La nostra esperienza non può perciò ammettere alcun Dio se non uno che sia dipendente dal mondo tanto quanto il mondo è dipendente da Lui.

 

 
Il Dio del cristianesimo non può soddisfare le richieste dell’uomo autonomo. Egli dichiara la Sua aseità: di essere onni-sufficiente. Egli dichiara di aver creato il mondo, non per necessità ma nella sua libera volontà. Egli dichiara di non aver avuto cambiamenti in Se stesso quando ha creato il mondo. Per l’uomo la Sua esistenza deve perciò essere dichiarata impossibile e la dottrina della creazione deve essere considerata un’assurdità.

 

Anche della dottrina della provvidenza si dice che non si accordi con l’esperienza. È naturale. Chi rifiuta la creazione deve logicamente rifiutare anche la provvidenza. Se tutte le cose sono dirette dalla provvidenza di Dio, ci viene detto, non può esserci niente di nuovo e la storia non è che una danza di marionette.

 

Voi vedete dunque che io potrei presentarvi un gran numero di fatti per provare l’esistenza di Dio. Potrei dire che ogni effetto necessita una causa. Potrei indicare la meravigliosa struttura dell’occhio quale evidenza del proposito di Dio in natura. Potrei richiamare alla storia dell’umanità attraverso il passato per mostrarvi che è stata diretta e controllata da Dio. Tutte queste evidenze non influirebbero su di voi. Voi direste semplicemente che in qualsiasi altro modo potessimo spiegare la realtà non possiamo farvi entrare Dio. Causa e proposito, continuate a ripetere, sono parole che noi esseri umani utilizziamo con riferimento alle cose intorno a noi perché sembrano agire come noi stessi agiamo, ma più in là non possiamo andare.

 

E quando vi vengono presentate le evidenze a favore del cristianesimo propriamente detto, la procedura non cambia. Se vi indico che le profezie delle Scritture sono state adempiute, replichereste semplicemente che ciò sembra così in modo piuttosto naturale a me e ad altri, ma che in realtà non è possibile per qualsiasi mente predire il futuro dal passato. Se così fosse, tutto sarebbe nuovamente fissato e la storia sarebbe senza novità e libertà.

 

Se poi io indico i molti miracoli, la storia è ancora una volta la stessa. Per illustrare questo punto citerò dal compianto Dr. William Adams Brown, un prominente teologo modernista. “Prendi qualcuno dei miracoli del passato” dice Brown, “La nascita verginale, la resurrezione di Lazzaro, la resurrezione di Gesù Cristo. Supponi di poter provare che questi eventi siano avvenuti proprio come è dichiarato che siano avvenuti. Cosa hai ottenuto? Hai dimostrato che il nostro precedente concetto dei limiti del possibile ha bisogno di essere allargato; che le nostre precedenti generalizzazioni erano troppo ristrette e hanno bisogno di essere riviste; che  intorno all’origine della vita e al suo rinnovamento si accavallano problemi di cui siamo stati fino a questo momento inconsapevoli. Ma la cosa che non hai mostrato, che certamente non puoi mostrare, è che un miracolo è accaduto, perché ciò sarebbe confessare che questi problemi sono in se stessi insolubili, cosa che non può essere determinata finche non siano stati fatti tutti i test possibili” (God at Work, New York. 1933, p. 169). Voi vedete con quale confidenza Brown usa quest’arma dell’impossibilità logica contro l’dea di miracolo. Molti dei critici delle Scritture che l’hanno preceduto sfidarono l’evidenza a favore del miracolo su questo o su quel punto. Essi fecero, per così dire, uno dopo l’altro un lenta invasione dell’isola del cristianesimo. Brown invece, sistema la questione in un sol colpo con un esercito di Stuka dal cielo. Qualsiasi scatoletta di pillole che non potrà distruggere la rastrellerà successivamente. Prima vuole ottenere un rapido controllo dell’intero campo. E questo lo fa applicando direttamente la legge di non-contraddizione. Brown in effetti sta dicendo, che è possibile solamente ciò che io posso dimostrare essere logicamente correlati secondo le mie leggi della logica. Se dunque i miracoli vogliono avere statuto scientifico, cioè essere riconosciuti come genuinamente dei fatti devono fare domanda di ammissione al porto d’ingresso del territorio della ricerca scientifica. E l’ammissione sarà concessa non appena si saranno sottomessi al piccolo processo di generalizzazione che li priverà della loro unicità. I miracoli devono richiedere documenti di naturalizzazione se desiderano votare nella repubblica della scienza ed avervi qualsiasi influenza.

 

Prendete ora i quattro punti che ho menzionato. Creazione, provvidenza, profezia e miracoli. Insieme essi rappresentano l’insieme del teismo cristiano. Insieme essi includono ciò che è in questione nell’idea di Dio e di ciò che ha fatto attorno a noi e per noi. Le evidenze per tutti questi sono state presentate molte volte e in molte maniere. Ma voi avete sempre  sotto mano una risposta disponibile ed efficace: È impossibile! È impossibile! Agite come il direttore di un ufficio postale il quale ha ricevuto un mucchio di lettere indirizzate in lingue straniere. Egli dice che le consegnerà non appena saranno indirizzate  in inglese puro dalle persone che le hanno mandate. Fino ad allora dovranno attendere nell’archivio lettere morte. Basilare a tutte le obiezioni che il comune filosofo o scienziato solleva contro le evidenze a favore dell’esistenza di Dio è l’asserzione o l’assunto che accettare tale evidenza significherebbe infrangere le leggi della logica.

 

Vedo che state sbadigliando. Fermiamoci adesso e ceniamo. Poiché in questa connessione c’è ancora un punto che devo fare. Senza dubbio a qualche punto della vostra vita siete stati da un dentista. Un dentista trapana un po’ più a fondo e ancora un po’ più a fondo e finalmente giunge al nervo della questione.

 

Ora, prima ch’io trapani fino al nervo della questione, devo nuovamente chiedere scusa. Il fatto che così tante persone siano poste di fronte ad una completa esposizione delle evidenze dell’esistenza di Dio ma lo stesso non credano in Lui ci ha grandemente scoraggiati. Abbiamo perciò adottato misure disperate. Ansiosi di conquistare la vostra simpatia, abbiamo nuovamente compromesso il nostro Dio. Notando il fatto che le persone non vedono, abbiamo concesso che ciò che dovrebbero vedere sia difficile da vedere. Nel nostro grande interesse di vincere delle persone abbiamo concesso che l’evidenza  a favore dell’esistenza di Dio sia solo probabilmente convincente. E da quella fatale confessione abbiamo fatto un ulteriore passo indietro al punto in cui abbiamo ammesso o virtualmente ammesso che non fosse convincente affatto. E così ricadiamo indietro a poggiarci sulla testimonianza anziché poggiarci sull’argomento. Dopo tutto, diciamo, Dio non si trova alla fine di un argomentazione; Egli si trova nei nostri cuori. Così noi semplicemente testimoniamo agli uomini che una volta eravamo morti e che ora siamo vivi, che una volta eravamo ciechi e che ora vediamo, e arrendiamo tutti gli argomenti intellettuali.

 

Supponete che Dio approvi quest’attitudine dei suoi seguaci? Non credo. Il Dio che asserisce di aver creato tutti i fatti e di aver impresso il Suo timbro su di essi non permetterà che ci sia veramente qualche scusante per coloro che rifiutano di vedere. Inoltre, questo è il modo per sconfiggersi da sé. Se qualcuno nella vostra città di Washington negasse che esista qualcosa come il Governo degli Stati Uniti d’America, lo condurreste lontano dalla Casa Bianca, giù lungo il Potomac (il fiume che bagna Washington, N.d.T.) per testificargli che il governo c’è? Così l’esperienza e la testimonianza della vostra rigenerazione non avrebbero significato se non per la verità oggettiva e i fatti oggettivi che sono da essa presupposti. Una testimonianza che non sia un argomento non è neppure un argomento, proprio come un argomento che non sia una testimonianza non è neppure un argomento.

 

Abbandonando tutto questo per un momento, vediamo cosa il moderno psicologo della religione, che poggia sullo stesso fondamento col filosofo, farà alla nostra testimonianza. Egli fa una distinzione tra il dato grezzo e la sua causa, concedendomi il dato grezzo ma riservando a se stesso la spiegazione della causa. Il Professor James H. Leuba, un grande psicologo di Bryn Mawr (Pensylvania), ha una procedura che è tipica. Egli dice: “La realtà di qualsiasi dato ammesso, di un’ immediata esperienza nel senso in cui il termine è qui usato, non può essere impugnato: Quando io sento freddo o caldo, tristezza o gioia, scoraggiamento o baldanza, io ho freddo, sono triste, scoraggiato ecc., ed ogni argomento che possa essere portato avanti per provarmi che non ho freddo è, nella natura del caso, assurdo; un’immediata esperienza non può essere controvertita; non può essere sbagliata”. Superficialmente, tutto questo sembra essere incoraggiante. L’immigrante comincia a sperare in una veloce accettazione. Ma, Ellis Island deve ancora essere superata. “Ma se i dati grezzi dell’esperienza non sono soggetti a critica, lo sono le cause loro ascritte. Se io dico che la mia sensazione di freddo è dovuta ad una finestra aperta, o il mio stato di esultanza ad una droga, o il mio rinnovato coraggio è dovuto a Dio, la mia affermazione va al di la della mia immediata esperienza; ho dato ad essa una causa, e quella causa può essere quella giusta o quella sbagliata”. (God or Man, New York, 1933, p. 243.) In questo modo l’immigrante deve attendere a Ellis Island un milione di anni. Questo è per dire: Come credente in Dio per mezzo di Gesù Cristo io affermo di essere nato di nuovo per mezzo dello Spirito Santo. Lo psicologo dice che quello è il dato grezzo dell’esperienza e perciò è incontrovertibile. Egli dice: noi non lo neghiamo. Ma per noi non significa nulla. Se vuoi che abbia qualche significato devi ascrivere una causa alla tua esperienza. Noi esamineremo la causa. La tua esperienza è stata causata dall’oppio o da Dio? Tu dici: da Dio. Bene, ciò è impossibile poiché come filosofi noi abbiamo dimostrato che è logicamente contraddittorio credere in Dio. Puoi ritornare quando vuoi non appena hai cambiato idea riguardo alla causa della rigenerazione. Noi saremo felici di averti con noi e ti accoglieremo come cittadino del nostro reame, devi solo rifare la domanda sui tuoi documenti di naturalizzazione!

 

Sembra che siamo arrivati ora ad un buon punto. Eravamo d’accordo fin dall’inizio di dirci tutta la verità. Se vi ho offesi è stato perché  io non oso, neanche nell’interesse di guadagnarvi alla causa, offendere il mio Dio. E, se non vi ho offesi, non ho parlato del mio Dio. Perché ciò che voi avete fatto veramente, nel manipolare l’evidenza in favore dell’esistenza di Dio, è pretendere di essere Dio voi stessi. Avete innalzato la portata del vostro intelletto a criterio di ciò che è possibile e di ciò che non è possibile. Voi avete con ciò virtualmente determinato che non intendete riconoscere un fatto che indichi Dio. I fatti, per essere tali, fatti, cioè, con una decente reputazione scientifica e filosofica, devono portare impresso il vostro timbro come loro creatori virtuali anziché il timbro di Dio.

 

Ovviamente, mi rendo conto perfettamente che voi non pretendete di creare sequoie ed elefanti. Ma voi virtualmente asserite che sequoie ed elefanti non possono essere creati da Dio. Voi avete udito dell’uomo che non voleva essere una mucca viola*. Beh, voi avete virtualmente determinato che non vedrete né sarete un fatto creato. Per così dire, assieme a Sir Arthur Eddington voi dite: “Quel che la mia rete non può pescare non è pesce”.

 

Neppure pretendo, naturalmente, che una volta che siete stati confrontati con questa condizione possiate cambiare atteggiamento. Voi non potete cambiare il vostro atteggiamento più di  quanto l’Etiope possa cambiare il colore della sua pelle e il leopardo le sue macchie. Vi siete incollati sulla faccia i vostri occhiali scuri così solidamente che non potete toglierveli neppure quando andate a dormire. Freud non ha avuto neppure un barlume della peccaminosità del peccato nel suo controllo del cuore umano. Solo il grande Medico per mezzo della sua espiazione col suo sangue sulla croce e per il dono dello Suo Spirito  può togliervi questi occhiali scuri e farvi vedere i fatti come sono, fatti come evidenza, come evidenza in sé stessa convincente dell’esistenza di Dio.

 

Dovrebbe essere piuttosto chiaro ormai in che tipo di Dio io creda. È Dio l’ Onni-condizionatore. È il Dio che ha creato tutte le cose, Colui che con la sua provvidenza ha condizionato la mia gioventù, mi ha fatto credere in Lui, e che successivamente nella mia vita per la Sua grazia fa sì che io voglia ancora credere in Lui. È il Dio che ha controllato pure la vostra giovinezza e che finora apparentemente non vi ha dato la sua grazia affinché possiate credere il Lui.

 

A ciò potreste replicare: “E allora qual è lo scopo di argomentare e ragionare con me?”  Beh, c’è un bel po’ di motivo per farlo. Vedete, se voi siete  realmente creature di Dio, gli siete sempre accessibili. Quando Lazzaro fu nella tomba fu ancora accessibile a Cristo che lo chiamò nuovamente in vita. È su questo che fanno affidamento i veri predicatori. Il figliol prodigo pensò di essere sfuggito completamente all’influenza del padre. In realtà il padre controllava il “paese lontano” in cui il figlio era andato. È lo stesso col ragionamento. Il vero ragionare riguardo a Dio è tale quando poggia su Dio quale posizione che sola da significato a qualsiasi tipo di argomento umano. E abbiamo il diritto di aspettarci che tale ragionare verrà utilizzato da Dio per fermare il giro in giostra dell’autonomia dell’uomo.

 

Ma ora vedo che volete andare a casa. E non vi biasimo; l’ultimo autobus passa a mezzanotte. Mi piacerebbe parlare con voi un’altra volta. Vi invito a pranzo domenica prossima. Ma ho smascherato la vostra impostura perciò forse non tornerete. E forse tornerete. Dipende dalla volontà del Padre. Nel profondo del vostro cuore voi sapete molto bene che ciò che vi ho detto di voi è vero. Sapete che non c’è unità nella vostra vita. Voi non volete nessun Dio che col suo piano provveda l’unità di cui avete bisogno. Tale Dio, voi dite, non permetterebbe nulla di nuovo. Così voi vi provvedete da voi la vostra unità. Ma questa unità deve, per vostra stessa definizione, non uccidere ciò che è completamente nuovo. Perciò deve sussistere in contrapposizione al completamente nuovo e non venirne mai in contatto. Così, con la vostra logica voi parlate di cose possibili e di cose impossibili, ma tutto ciò è parlare nel vento. Per il criterio che voi usate non potrà mai avere nulla a che fare con la realtà. La vostra logica dichiara di trattare con questioni eterne, e i vostri fatti sono cose in totale cambiamento; e “i due non si incontreranno mai”.3  Così voi avete fatto nonsenso della vostra stessa esperienza. Assieme al figlio prodigo siete alla mangiatoia dei porci, ma potrebbe succedere che, diversamente dal prodigo, voi vi rifiuterete di tornare alla casa del padre.

 

Al contrario, col mio credere in Dio io posseggo unità nella mia esperienza. Certamente non il tipo di unità che voi volete. Non un’unità che è il risultato della mia autonoma determinazione di ciò che è possibile. Ma un’unità che è più alta della mia e che precede la mia. Sul fondamento del Consiglio di Dio io posso cercare i fatti e trovarli senza prima distruggerli. Sul fondamento del Consiglio di Dio io posso essere un buon medico, un buon biologo, un buon psicologo o un buon filosofo. In tutti questi campi io uso i miei poteri logici di ordinamento (classificazione) per essere in grado di vedere dell’ordine nell’universo di Dio quanto sia concesso vedere ad una creatura . Le unità o sistemi che faccio sono veri perché sono genuini indicatori verso l’unità basilare o originale che si trova nel Consiglio di Dio.

 

Guardando attorno a me io vedo sia ordine che disordine in ogni dimensione di vita. Ma guardo ad entrambi alla luce del Grande Ordinatore il Quale sta dietro ad esse. Non ho bisogno di negare l’uno o l’altro nell’interesse dell’ottimismo o in quello del pessimismo. Io vedo i paladini della biologia cercare diligentemente per monti e valli per provare che la dottrina della creazione non è vera riguardo al corpo umano,  ritornare solo per ammettere che l’anello mancante è ancora mancante. Vedo i paladini della psicologia cercare profondo e lontano nel subcosciente, nel conscio di bambini e di animali, per poter provare che le dottrine della creazione e della provvidenza non sono vere per quel che riguarda l’anima umana, li vedo ritornare solo per ammettere che il golfo tra l’intelligenza umana e quella animale è più grande che mai. Vedo i paladini della metodologia logica e scientifica cercare profondamente nel trascendentale per un valore che non sarà spazzato via dalla sempre cangiante marea del completamente nuovo, ritornare solo per dire che non possono trovare ponte tra la logica e la realtà o dalla realtà alla logica. Eppure trovo che tutti costoro, benché sottosopra, in piedi sulle loro teste, riportano molto che è vero. Ho bisogno solamente di rovesciare sottosopra le loro relazioni, facendo di Dio e non dell’uomo il centro di tutto, ed ho una meravigliosa esposizione dei fatti come Dio ha inteso che io li vedessi.

 

E se la mia unità è sufficientemente comprensiva da includere  gli sforzi di coloro che la rigettano, è sufficientemente larga perfino da includere quegli sforzi che coloro che sono stati rimessi dritti dalla rigenerazione non riescono a vedere. La mia unità è quella di un bambino che cammina con suo padre attraverso il bosco. Il bambino non ha paura perché suo padre sa il fatto suo ed è capace di affrontare qualsiasi situazione. Così io concedo facilmente che ci siano alcune “difficoltà” riguardo al credere in Dio e alla Sua rivelazione nella natura e nelle Scritture che io non posso risolvere. In effetti c’è del mistero in ogni relazione che riguarda ogni fatto che mi confronta, per la ragione che tutti i fatti hanno la loro spiegazione finale in Dio i cui pensieri sono più alti dei miei pensieri e le cui vie sono più alte delle mie vie. Ed è esattamente quel tipo di Dio di cui ho bisogno. Senza tale Dio, senza il Dio della Bibbia, il Dio dell’autorità, il Dio che è ‘a sé’ e perciò incomprensibile all’uomo, non ci sarebbe ragione in cosa alcuna. Nessun essere umano può spiegare nel senso di vedere attraverso tutte le cose, ma solo colui che crede in Dio ha il diritto di sostenere che ci possa essere una spiegazione.

 

Così vedete che quando ero giovane fui condizionato da tutti i lati, non potevo fare a meno di credere in Dio. Ora che sono più vecchio ancora non posso fare a meno di credere in Dio. Io credo in Dio ora perché a meno che io non Lo abbia quale Onni-Condizionatore, la vita è Caos.

 

Io non vi avrò convertiti alla fine del mio argomento. Io credo che l’argomento sia valido. Io sostengo che credere in Dio non è solamente ragionevole quanto altri credi, e neppure un po’ più o infinitamente più probabilmente valido di altri credi. Io sostengo piuttosto che a meno che si creda in Dio non si possa logicamente credere in null’altro. Ma poiché io credo in tale Dio, un Dio che ha condizionato tanto voi quanto me, io so che voi potete, per rimanere della vostra convinzione, con l’aiuto dei biologi, degli psicologi, dei logici, e dei critici della Bibbia ridurre tutto ciò che ho detto questo pomeriggio e questa sera ai meandri circolari di un autoritario senza speranza. Bene, i miei meandri sono stati sicuramente circolari, hanno fatto girare tutto intorno a Dio. Così adesso vi lascio con Lui, e con la Sua misericordia.

 

                                                        FINE

 

 

Tr. G.M. 06/2009. C. Van Til, Why I Believe in God, Pamphlet.

 

 

 

1. L’A si riferisce alla festa nazionale Americana con abbondante esposizione di bandiere.

2. N.d.T. Purple Cow, la mucca viola è il nome di un noto poema di Gelett Burgess, scritto nel 1895, cui hanno fatto seguito risposte poetiche di altri.

I never saw a purple cow;
I never hope to see one;
but I can tell you anyhow;
I’d rather see than be one![1]

 

3. V.T. utilizza un detto letterario di Kipling in  Barrack-room ballads, 1892: “Oh, East is East, and West is West, and never the twain shall meet.” Il pensiero di Van Til in questo paragrafo necessita di una spiegazione che vada oltre la traduzione. Credo che l’A. stia dicendo che il “completamente nuovo” che i suoi ascoltatori pretendono è un impossibilità poiché tutto ciò che può avvenire è esisto prima nel consiglio di Dio nell’eternità. Ma essi vorrebbero qualcosa di completamente nuovo nel senso che è determinato da loro stessi nel tempo. Questa condizione non è possibile, ma se lo fosse le cose eterne e le cose temporali, cioè “completamente nuove” non avrebbero unità perché questa unità l’uomo che è “nuovo” cioè mutevole la può avere  solo in Dio che è senza tempo e senza cambiamento.

 

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