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Di Gordon H. Clark

 

 Oggi molti ospedali, ovvero quelle istituzioni che dovrebbero salvare vite, non solo permettono ma  addirittura incoraggiano i loro dottori a uccidere bambini innocenti. Così, arto dopo arto, fanno a pezzi i corpicini dei bimbi. E  spesse volte le infermiere hanno gettano  bambini  ancora vivi nei bidoni della spazzatura. L’aborto è legale [in America] perché la Corte Suprema a Washington ha stabilito così. Una maggioranza di nove uomini, senza il supporto di alcun emendamento della Costituzione o di un referendum della popolazione, da loro stessi, hanno negato a persone innocenti il diritto giuridico a vivere. Avendo rigettato Dio, essi vogliono assumerNe le prerogative.

Un argomento che solitamente gli abortisti usano per difendersi dall’accusa di omicidio è la pretesa che il bambino nel grembo materno non sia un essere umano. Ma se il bambino nel grembo non è umano, che cos’è? Canino? Felino? A me pare che alcuni bambini nati trenta o quarant’anni fa abbiano dimostrato di essere asinini.

Un altro argomento usato dagli abortisti per difendere il loro omicidio di bambini innocenti è che il governo non deve basare la sua legislazione su principi religiosi, la legislazione dovrebbe essere sempre basata su principi irreligiosi. Avrete tutti senz’altro sentito dire che il governo non dovrebbe mai imporre la moralità. Questa può essere una delle ragioni per cui gli abortisti si oppongono alla pena capitale per l’omicidio. Ciò è coerente, perché se l’omicidio è un delitto capitale gli abortisti, sia i dottori sia le madri, si trovano in grande pericolo. Ma se il governo non può imporre la moralità, allora lo stupro sarebbe tanto legale quanto l’omicidio, e il governo non potrebbe proibire neppure il furto. Notate per favore che gli stessi Dieci Comandamenti che proibiscono l’omicidio proibiscono anche il furto. Quando i burocratici irreligiosi e i giudici laici proibiscono l’esposizione dei Dieci Comandamenti sulle pareti di una Scuola Pubblica, essi cassano tanto il furto quando l’omicidio dall’elenco dei crimini. L’opposizione al furto è tanto religiosa quanto l’opposizione all’omicidio. Il Cristianesimo condanna entrambi perché sono entrambi condannati da Dio.

Se l’ateismo dovrà essere la legge del paese, allora non ci saranno leggi per mantenere la moralità, perché non ci può essere moralità senza la legge di Dio. Vorrei  rendere chiaro che la sociologia, la statistica, la psicologia, o qualunque altra scienza empirica non può mai determinare le norme morali. La scienza laicista può al meglio scoprire quello che le persone fanno, ma non potrà mai scoprire quello che dovrebbero fare. Da premesse tratte dall’osservazione non si può giungere ad alcuna conclusione normativa. Ogni tentativo di definire la moralità dalla scienza empirica è una fallacia logica. La scienza può inventare nuovi metodi per uccidere le persone, ma non può mai determinare chi debba essere ucciso, e chi non debba esserlo. Può solo inventare nuovi modi di fare quello che qualcuno per qualche ragione vuole fare.

La controversia tra quelli che considerano la vita sacra e quelli che uccidono i bambini non è una controversia tra due sistemi di etica, come se noi ne avessimo uno nostro e gli abortisti,  i laicisti e gli atei un altro differente.  Il punto è che questi non hanno affatto alcun sistema etico. L’osservazione scientifica,  quello cioè che costoro chiamano ragione, contrapposta a quello che travisano con fede, non può stabilire alcun valore, in alcun modo. La scienza spesso produce meraviglie, ma una cosa non può proprio fare: non può stabilire il valore di niente, neanche del proprio.

Il ripudio delle leggi divine è distruttivo di ogni moralità, e l’aborto è immorale. Avendo rigettato Dio, gli abortisti cercano di giustificare la loro crudeltà sui bambini, condannando allo stesso tempo le rapine con scasso, facendo appello al “consenso sociale”. A questo tentativo di condannare il furto mentre si giustifica l’omicidio, c’è una sola risposta in due parti.

Primo, non c’è alcun “consenso sociale” stabilito. È stata la Corte Suprema, da sola, nove uomini su duecento milioni, ad aver legalizzato l’omicidio di bambini sulla base della propria autorità. Questa è l’autocrazia dei dittatori criminali.

Pertanto, in secondo, il consenso sociale non può determinare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Nell’antichità, il consenso sociale degli Spartani e di almeno qualche tribù indiana nel Nord America non solo condonava il furto, ma lo elogiava perfino. Prima che i Belgi conquistassero il Congo nell’ottocento, il consenso sociale approvava il cannibalismo. Il fatto che alcune società abbiano considerato buoni il furto e il cannibalismo non dimostra che il furto e il cannibalismo siano cosa buona, e neppure che lo sia l’omicidio di bambini, se è per questo. Si può forse con una certa facilità scoprire quel che un gruppo di persone pensi sia giusto o sbagliato, ma non è certo il consenso sociale a stabilire cosa sia giusto o sbagliato.

Per quello che mi riguarda, la sola differenza rilevante tra gli abortisti di casa nostra e i cannibali in Congo è che gli abortisti non mangiano i bambini, si limitano a gettarli nel bidone della spazzatura. Che spreco di prelibata carne in questi tempi di austerità! Naturalmente la carne dovrà superare i controlli sanitari, ma non vedo ragione perché, sulla base dei principi degli abortisti, o meglio sulla loro mancanza di principi, ripeto non vedo ragione per proibire il consumo di carne umana. Un dolce e tenero neonato deve essere sicuramente più gustoso di un pollo arrosto. Ma se le madri, senza ragione apparente, non volessero mangiare i loro bambini, potrebbero perlomeno donarli per alleviare la fame nel mondo. Purtroppo i bambini sono piccini, come i polli arrosto, ma se la Corte Suprema può legalizzare l’omicidio dei bambini può legalizzare facilmente l’omicidio dei più grandi, perché l’aborto giustifica logicamente l’omicidio di chiunque.  Di qui la Corte Suprema può inoltre legalizzare l’omicidio di tutti coloro che sostengono il diritto alla vita e così produrre effettivamente un “consenso sociale” unanime.

Se qualcuno volesse pensare che questo suggerimento sia stravagante, faccio notare che il Nazional-Socialismo di Hitler e il Socialismo Internazionale di Stalin hanno tentato di fare proprio questo. Hitler massacrò gli Ebrei  e Stalin gli Ucraini e moltitudini di altri ancora. Esempi storici a parte, rimane il fatto che l’omicidio sistematico ben rientra tra le implicazioni logiche dell’abortismo ateo. C’è un deliberato sforzo in questa nazione teso a ridurre i cristiani ortodossi a cittadini di seconda classe. Il loro recente interesse in politica e nella legislazione è stato duramente condannato.  Persino Barry Goldwater, il  presunto conservatore dei conservatori, ha esibito il suo bigottismo antireligioso denunciando il movimento per la vita. In molte scuole pubbliche la visione laicista è sostenuta dal governo e alla posizione pro-vita è negata ogni possibilità. L’oscenità è illegale, anzi è una lettura obbligata, ma i Dieci Comandamenti sono proibiti. In coda a tutto questo, se non verrà fermato, ci sarà la stessa persecuzione ora praticata sotto il comunismo.

Pertanto abbiamo il dovere di cercare di fermare questa macchinazione atea. E un buon punto di partenza è proprio l’aborto.

The Trinity Review, Maggio-Giugno 1982.  

Copyright (C) 2003, The Trinity Foundation.

Traduzione a cura di GP.G.

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