RISORSE:

Il sincretismo che indebolisce la testimonianza della Chiesa

L’invio dei figli dei cristiani alle scuole secolari (statali o private) costituisce probabilmente la forma più grave e deleteria di idolatria che abbia compromesso la Chiesa moderna, rendendo la sua testimonianza alla verità e alla potenza della fede cristiana inefficace, anzi praticamente priva di valore davanti al mondo. Il compromesso dei cristiani con l’educazione umanista rappresenta forse la forma più seria di sincretismo idolatrico che abbia corrotto la testimonianza della Chiesa contemporanea.

Vi sono tre ragioni principali per affermare questo. Anzitutto, l’educazione secolare opera sulla base delle stesse presupposizioni religiose che sostengono la teoria dell’evoluzione e tutta la scienza umanista: la convinzione che il mondo esista e possa essere compreso senza riferimento a Dio e al suo atto creativo quale fonte di ogni significato. Questa presupposizione religiosa costituisce, in linea di principio, una negazione del Dio della Bibbia e un’affermazione dell’autonomia dell’uomo da Dio. Essa è, in sostanza, l’assunzione propria del peccato originale: la convinzione che l’uomo possa determinare da sé che cosa sia verità senza riferimento alla Parola di Dio. Tale presupposto sorregge l’umanismo in ogni ambito della vita e del pensiero. L’umanismo è dunque una religione che contraddice direttamente e radicalmente la fede cristiana; e l’educazione secolare, in tutte le sue discipline, procede sulla base di questa stessa assunzione.

È vero che l’umanista può ammettere la validità della domanda: «Dio esiste?»; può anche dichiararsi disposto a investigare la possibilità dell’esistenza di Dio e persino affermare che accetterebbe tale esistenza qualora fosse dimostrata. Potrebbe quindi sembrare che l’umanismo non sia, in linea di principio, contrario alla fede cristiana, e che sia disposto a concedere al cristianesimo un esame equo. Tuttavia, non dobbiamo lasciarci ingannare da questo argomento. Esso si fonda sulla convinzione che l’uomo possa ragionare in modo religiosamente neutrale per stabilire che cosa sia vero. Ma questa stessa pretesa di neutralità è già una presupposizione religiosa riguardante la natura dell’uomo e della realtà.

È proprio tale presupposizione che sostiene la teoria della conoscenza dell’umanismo, e questa teoria della conoscenza è al cuore stesso del peccato originale: il desiderio di stabilire autonomamente che cosa sia verità senza riferimento alla Parola di Dio. Perciò la stessa domanda «Dio esiste?» implica, in linea di principio, la negazione del Dio della Bibbia. Qualunque dio che diventi oggetto di un’indagine di questo tipo non può essere il Dio della Scrittura, ma soltanto un dio costruito dall’uomo. Il dio presupposto da tale domanda non è il Dio della fede cristiana, perché il Dio della fede cristiana è il Dio che non può non esistere. Può sembrare una distinzione sottile, ma è essenziale.

Gli umanisti possono accettare un dio fatto a loro immagine; ma un tale dio è un idolo, non il Dio della Scrittura. Domandare «Dio esiste?» significa, in linea di principio, negare il Dio della Bibbia fin dall’inizio. Dio è la fonte di ogni possibilità, non il prodotto di essa. Egli sta dietro a tutto ciò che è possibile. Non è semplicemente possibile che il Dio della Bibbia esista: è necessario che egli esista. Nulla sarebbe possibile senza di lui. Questo punto è fondamentale per comprendere la realtà e deve quindi costituire una presupposizione assoluta della teoria cristiana della conoscenza e di ogni vera scienza, cioè di ogni vera conoscenza.

Tutto ciò è l’esatto opposto della teoria della conoscenza propria dell’umanismo. La differenza tra l’umanismo e il cristianesimo non consiste in divergenze marginali o in semplici interpretazioni diverse di questioni incerte. Non si tratta soltanto di un disaccordo su questioni “spirituali”. La differenza si colloca al livello più profondo e permea l’intero ambito della conoscenza e della vita umana. I due sistemi sono, in linea di principio, diametralmente opposti. È dunque follia immaginare che i cristiani possano sottoporre i propri figli a un’educazione umanista senza che ciò produca effetti profondi sulla loro comprensione della vita e della fede cristiana.

In secondo luogo, il sistema scolastico secolare — cioè statale — rivendica la responsabilità della formazione intellettuale, fisica, morale e spirituale del bambino. Tale formazione avviene però nei termini della presupposizione umanista secondo cui il mondo esiste e può essere compreso senza riferimento a Dio o alla sua Parola. In altre parole, ciò che il bambino riceve a scuola è una visione del mondo completa, una vera e propria indottrinazione secondo una religione che, in linea di principio, nega il Dio della Bibbia.

Il bambino non riceve semplicemente insegnamenti neutri nelle varie discipline. L’umanismo pretende di essere neutrale, ma tale neutralità è impossibile. L’educazione scolastica avviene sempre entro il quadro di una religione: quella dell’umanismo. Inoltre, la socializzazione dei figli dei cristiani all’interno della società secolare della scuola rende estremamente difficile per i genitori spezzare lo stampo intellettuale e spirituale che la scuola imprime ai loro figli. La scuola fornisce l’intero ethos della loro comprensione della vita. Lo Stato rivendica questi figli e, attraverso la scuola, li modella a propria immagine — un’immagine che nega che l’uomo sia stato creato a immagine di Dio.

Ciò non significa necessariamente che gli insegnanti nelle scuole statali neghino continuamente l’esistenza del Dio cristiano o contraddicano apertamente la fede. Il problema è più profondo: riguarda il livello delle presupposizioni riguardo alla natura e al significato della realtà. Poiché tali presupposizioni operano spesso in modo subliminale, non devono essere espresse esplicitamente per esercitare la loro influenza. Anzi, una visione del mondo agisce spesso con maggiore efficacia proprio a questo livello pre-critico.

Quando un credente sente una negazione esplicita della fede, tende a respingerla. Ma se accetta inconsapevolmente un insieme di presupposizioni che negano implicitamente la fede, finirà per vivere e pensare come se Dio non esistesse in molti ambiti della vita, pur continuando a professare verbalmente la fede cristiana. Così può diventare, di fatto, un umanista nella maggior parte delle aree della sua vita, limitando la fede cristiana alla sfera “spirituale”. In questo modo il cristianesimo viene ridotto entro i confini stabiliti non dalla Scrittura, ma dalla visione del mondo dell’umanismo.

È proprio ciò che è avvenuto. Molti cristiani sono diventati dualisti: dividono la realtà in due sfere, quella spirituale e quella secolare. Dio sarebbe rilevante per la prima, ma non per la seconda. Anche gli insegnanti cristiani, talvolta, non sono immuni da tali presupposti umanisti e finiscono per trasmetterli inconsapevolmente nel loro insegnamento.

La situazione è profondamente insidiosa. Non è possibile sottoporre i propri figli a questo tipo di educazione e allo stesso tempo preservarli dall’influenza delle sue presupposizioni. Anche frequentando scuole nominalmente cristiane o private, spesso l’impostazione resta dualistica e, nella sostanza, l’educazione rimane secolare. Il sistema educativo britannico — sia pubblico sia privato — è per lo più intimamente legato alla religione dell’umanismo.

In terzo luogo, il compromesso dei cristiani con l’umanismo nell’educazione dei figli produce effetti a lungo termine che indeboliscono seriamente l’influenza della fede cristiana nella società. Finché i cristiani rimangono legati al sistema educativo secolare, trasmettono alle generazioni future un’eredità di sincretismo. Poiché i figli dei cristiani assimilano subliminalmente la visione del mondo secolare, il loro “sistema immunitario” spirituale viene gravemente indebolito. Al di fuori delle questioni strettamente religiose discusse in casa o in chiesa, essi non riescono più a distinguere tra cristianesimo e umanismo.

Diventano incapaci di discernere che cosa significhi essere cristiani nella totalità della vita. Sono prigionieri di una religione ibrida, proprio come accadde nell’antico Israele, dove il popolo non riusciva più a distinguere tra il culto di Yahweh e quello di Baal. Le riforme a Gerusalemme difficilmente toccavano la mentalità del popolo nella vita quotidiana.

Così accade anche oggi. I figli dei cristiani non avanzano oltre i loro genitori. Ma la cultura secolare non rimane ferma: avanza continuamente, demolendo i residui delle virtù cristiane nella società e restringendo sempre più la comprensione cristiana della portata della fede. Poiché il cristiano accetta le presupposizioni fondamentali dell’umanismo, non riesce a resistere alle sue incursioni nel pensiero e nella vita quotidiana.

Il risultato è che l’influenza della religione cristiana continua a diminuire e la ripaganizzazione della società procede senza freni. La relazione tra l’espansione dell’educazione umanista e il declino del cristianesimo nella nostra società è inversamente proporzionale — e questo fenomeno è visibile non solo nel mondo, ma anche nella stessa Chiesa.


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FILOSOFIA CRISTIANA DELL’ISTRUZIONE-SPIEGATA.


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