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La Bibbia e il Governo Civile

 Di Gary De Mar

 

Una breve panoramica della Bibbia e dei suoi principi dimostrerà che essa dà direttive per tutti i settori della vita. Questa realtà include anche il governo civile? Dio si concerne altrettanto delle strutture e dei principi dei sistemi politici quanto si concerne delle famiglie? Oppure Dio ha lasciato il settore dei sistemi politici all’uomo da sviluppare secondo le necessità di un epoca particolare o in modo tale da soddisfare i desideri di un popolo particolare? Oppure la Bibbia reclama  “neutralità” in certi settori della vita, lasciando che sia l’uomo a creare le proprie direttive? Per esempio, esiste un sistema economico cristiano? O lo studio dell’economia è un iniziativa neutrale? La Bibbia presenta direttive nel settore della scienza? Ci sono certe leggi creazionali che Dio ha stabilito per dare ordine all’universo? È possibile sviluppare un sistema educativo dalla Bibbia? Possono i fatti educazionali avere un qualsiasi significato se non sono posti in relazione  a Dio e alla Sua parola? Può una persona essere veramente “istruita” se Cristo non è al centro della sua vita, dando significato a tutti i fatti e le esperienze? Ci sono comandamenti che sono rivolti alle questioni del commercio?

 

La Bibbia insegna chiaramente che Gesù è Signore e che la sua signoria si estende sopra tutte le sfaccettature della società e le sue istituzioni, incluse la famiglia, le questioni economiche, la scienza, l’educazione, e per quanto riguarda questo studio, il governo civile. Non c’è reame della società dove la signoria di Cristo possa essere ignorata. Quando i sistemi politici governano, lo fanno in accordo con un sistema di legge. Ciò è inevitabile. Non può esserci un sistema di legge neutrale. “Bisogna riconoscere che in ogni cultura, l’origine della legge è il dio di quella società”[1] Se l’uomo è l’origine delle leggi di una società, allora l’uomo è il dio di quella società. Se la società ignora i principi di governo che Dio ha esposto nella sua parola, allora quella società è in competizione col Signore di tutta la creazione. Ma le Scritture sono chiare; Dio non compete con la sua creazione: “[affinché] conoscano che tu solo, il cui nome è l’Eterno, sei l’Altissimo su tutta la terra” (Sl. 83:18). Dio non divide la propria gloria con alcun uomo, società, o sistema politico: “Io sono l’Eterno, questo è il mio nome; non darò la mia gloria ad alcun altro, ne la mia lode alle immagini scolpite” (Isa. 42: 8, 48: 11).

 

Ci sono molte persone che direbbero che la Bibbia non ha interesse nel reame cosiddetto secolare. La Bibbia è utile per questioni spirituali ma non per le questioni concrete di governo civile, di legge, di economia, di politica e di scienza. I tempi sono cambiati e la Bibbia è un libro datato. Così dicono molti ai nostri giorni. Ma il cristiano ha il dovere di seguire il solo vero Re e i comandamenti del suo regno. Se veramente amiamo Gesù Cristo, dobbiamo seguire i suoi comandamenti. Quando i suoi comandamenti parlano al governo civile, dobbiamo obbedire. A.A. Hodge, il grande teologo di Princeton di un secolo fa, ebbe a dire questo riguardo al dovere del cristiano di obbedire Gesù Cristo in tutte le aree di vita, incluso il governo civile:

 

“Un Cristiano è in obbligo di obbedire la volontà di Dio nella più secolare delle sue attività quotidiane quanto lo è nella sua stanzetta (in preghiera) o al tavolo della Santa Cena. Egli non ha diritto di separare la sua vita in due reami, e di riconoscere rispettivamente in ciascuno differenti codici morali, non può dire che la Bibbia è una buona regola per la domenica, ma questa è una questione da giorno ordinario, o dire che le Scritture sono la regola giusta in materia di religione, ma questa è una questione d’affari o di politica. Dio regna su tutto dovunque. La sua volontà è la legge suprema in tutte le relazioni e in tutte le azioni. La sua Parola ispirata, letta fedelmente, ci informerà della sua volontà in ogni relazione e azione di vita, secolare quanto religiosa; e l’uomo che rifiuta di camminare in quella volontà con scrupolosa cura è un traditore. Il regno di Dio include tutti i lati della vita umana, ed è un regno di giustizia assoluta. Tu sei o un suddito fedele o un traditore. Quando il Re viene, cosa ti troverà a fare?”[2]

 

Negare che ci sia un sistema di governo civile Biblico è dire che Dio non ha un criterio di rettitudine e di giustizia in quest’area cruciale. Se uomini e nazioni possono scegliersi il sistema di governo civile che desiderano, l’uomo diventa il valore ultimo dell’essere, e Dio diventa subordinato ai desideri dell’uomo. Come potrebbe mai un sistema di governo civile essere valutato se il sistema è arbitrario fin dal principio? Se un gruppo di cittadini disincantati desiderassero rovesciare il primo governo arbitrario, quale criterio di giustizia proibirebbe loro di farlo? Se qualsiasi sistema di governo fatto dall’uomo è legittimo, ne consegue che tutti i sistemi di governo fatti dall’uomo sono legittimi. Coloro i quali hanno i mezzi, il potere, e sono influenti sono quelli che governano. Poiché tutta la vita deve riflettere il carattere di Dio, dobbiamo pretendere che anche il governo civile lo faccia. Due sistemi di governo civile in competizione non possono essere entrambi giusti. Solo la Bibbia può essere la nostra guida nel determinare quale sia quello giusto. Le esperienze della storia e i desideri degli uomini sono di scarso rilievo se non sostengono o riflettono il sistema di governo civile tracciato nelle Scritture. “Alla legge e alla testimonianza! Se un popolo non parla in questo modo è perché in esso non c’è luce” (Isa. 8:19-20).

 

Tr. dal web G.M. 2010-10-27

 

[1] R. J. Rushdoony: Institutes of Biblical Law, p. 4

[2] A.A. Hodge: Evangelical Theology, p. 280-281.

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