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Lezione 50. Ebrei

Il pericolo dell’apostasia

La nostra lezione dalla Scrittura di oggi è tratta dalla lettera agli Ebrei e leggeremo dal capitolo 5 versetto 11 fino al capitolo 6 versetto 12.

Ebrei capitolo 5 versetto 11,

11 nei riguardi del quale (cioè Melchisedek)  avremmo molte cose da dire, ma difficili da spiegare, perché voi siete diventati lenti a capire.
12 Infatti, mentre a quest’ora dovreste essere maestri, avete di nuovo bisogno che vi s’insegnino i primi elementi degli oracoli di Dio, e siete giunti al punto di aver bisogno di latte e non di cibo solido.
13 Chiunque infatti usa il latte non ha esperienza della parola di giustizia, perché è ancora un bambino;
14 il cibo solido invece è per gli adulti, che per l’esperienza hanno le facoltà esercitate a discernere il bene dal male.

6:1 Perciò, lasciando l’insegnamento elementare su Cristo, tendiamo alla perfezione, senza porre di nuovo il fondamento del ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio,
della dottrina dei battesimi, dell’imposizione delle mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno;
e ciò faremo, se Dio lo permette.
Quelli infatti che sono stati una volta illuminati, hanno gustato il dono celeste, sono stati fatti partecipi dello Spirito Santo
e hanno gustato la buona parola di Dio e le potenze del mondo a venire
se cadono, è impossibile riportarli un’altra volta al ravvedimento, poiché per conto loro crocifiggono nuovamente il Figlio di Dio e lo espongono a infamia.
Infatti la terra, che beve la pioggia che spesso cade su di essa e produce erbe utili per quelli che la coltivano, riceve benedizione da Dio;
ma se produce spine e triboli, è riprovata e vicina ad essere maledetta, e finirà per essere arsa.
Ora, carissimi, anche se parliamo cosí, riguardo a voi siamo convinti di cose migliori e che riguardano la salvezza;
10 Dio infatti non è ingiusto da dimenticare l’opera vostra e la fatica d’amore che avete mostrato per il suo nome, con i servizi che avete reso e rendete tuttora ai santi.
11 E desideriamo che ciascuno di voi mostri fino alla fine il medesimo zelo per giungere alla piena certezza della speranza,
12 affinché non diventiate pigri, ma siate imitatori di coloro che mediante fede e pazienza ereditano le promesse.

Il libro degli Ebrei è unico tra i libri del Nuovo Testamento. Il suo tema è unico. Nessun altro libro del Nuovo Testamento ha il suo tema, la sua natura, il suo contenuto, il modo in cui le cose sono spiegate.Per tutte queste ragioni è una categoria a sé. Vi incoraggerei a sedervi questo pomeriggio o questa sera e a leggere il libro degli Ebrei. Avrà per grazia di Dio un impatto molto molto grande su di voi.

Qual è il suo scopo? Tenete a mente queste due parole: risvegliare e incitare, risvegliare e incitare. Lo scopo del libro di Ebrei è quello di risvegliare i cristiani dal letargo, dal compromesso e dall’autocompiacimento che, se lasciati incontrollati, portano sempre all’apostasia e alla ribellione contro Dio.

E dopo aver risvegliato i cristiani a uscire dalla loro apatia, lo scrittore li incita, li spinge anche a mantenere una perseveranza sincera nella fedeltà e a essere leali e fedeli a prescindere dalle difficoltà e dall’intensità della persecuzione. E Paolo fa questo e realizza il suo scopo in un modo molto brillante. In tutto il libro si concentra sul Signore Gesù Cristo e ci sono sezione dopo sezione in tutto il libro alcune delle descrizioni più deliziose che si possano trovare ovunque nelle Scritture di chi Cristo è e di cosa è venuto a realizzare.

E intervallati tra quei meravigliosi passaggi su Cristo ci sono alcuni degli avvertimenti più seri e solenni per i cristiani circa il fallimento nel perseverare nella fede e nell’obbedienza. Quindi lo scopo è quello di risvegliare e incitare concentrandoci su Cristo e ammonendoci circa il fallimento di perseverare  nell’obbedienza. E l’autore mostra la sua abilità letteraria e la sua solida comprensione della teologia biblica e pattizia nel modo brillante in cui intreccia insieme questa teologia su Cristo e questi solenni avvertimenti in tutto il libro.

Ora, di cosa parla il libro degli Ebrei? Una volta che lo capite, vi renderete conto che Cristo è una persona senza la quale non vorreste mai trascorrere l’eternità. Più leggete il libro, più amerete Cristo e più gli sarete grati e più ne sarete in soggezione e più desidererete adorarlo perché il tema del libro degli Ebrei è l’incomparabile supremazia di Gesù Cristo. Che Gesù è incomparabilmente e assolutamente supremo su tutte le cose lungo tutta la storia.

E l’autore lo suddivide in tre aree. Sottolinea come Cristo sia supremo e non abbia rivali alla sua supremazia. Fa emergere come Cristo sia unico nella sua mediazione nel suo essere il nostro tramite tra noi e il Dio vivente. E fa emergere la sua supremazia insegnandoci la totale efficacia “una volta per tutte” della morte di Cristo sulla croce per la nostra salvezza.

Ora esaminiamo il libro di Ebrei molto velocemente. Voglio dedicare solo 10 o 15 minuti a esaminare questi insegnamenti su Cristo e questi avvertimenti e poi concentrarmi su uno.

Andate dritti all’inizio. Il libro di Ebrei inizia con un’esplosione di verità. In seminario ho dovuto scrivere una tesina sui primi quattro versetti di Ebrei per il dott. Philip E. Hughes. Mi ci sono volute 50 pagine solo per scrivere su questi primi quattro versetti che lui ha definito il mio studio superficiale di questi versetti. Ma notate cosa dice del Signore Gesù Cristo.

Dio parlò per mezzo di lui in modo definitivo e dirimente. Lo fece erede e proprietario di ogni cosa e mediante il quale Dio creò il mondo. Egli è lo splendore della sua gloria, l’esatta rappresentazione della sua natura.

Egli sostiene ogni cosa con la parola della sua potenza e poi con la sua morte ha fatto espiazione per i nostri peccati. Si è seduto alla destra del trono di Dio onnipotente.

Guardate nel secondo capitolo. Vedete una rivelazione di Cristo che nella sua umiliazione avviene l’esaltazione dell’uomo. Che l’esaltazione dell’uomo avviene nell’umiliazione di Cristo. Nel versetto 6,

ma qualcuno ha testimoniato in un certo luogo, dicendo: «Che cosa è l’uomo, perché tu ti ricordi di lui, o il figlio dell’uomo perché lo consideri?
Tu lo hai fatto per un po’ di tempo inferiore agli angeli, tu lo hai coronato di gloria e di onore e lo hai costituito sopra le opere delle tue mani;
tu gli hai posto tutte le cose sotto i piedi». Infatti, nel sottoporgli tutte le cose non ha lasciato nulla che non gli fosse sottoposto. Tuttavia al presente non vediamo ancora che tutte le cose gli sono sottoposte,
ma vediamo coronato di gloria e d’onore per la morte che sofferse, Gesú, che è stato fatto per un po’ di tempo inferiore agli angeli,

Gesù dice che la promessa di Dio mentre cita il Salmo 8 è che un giorno l’uomo cristiano eserciterà il dominio e governerà su tutta la terra, ma non lo vediamo ancora. Non vediamo il mondo nelle mani dei cristiani. Lo vediamo nelle mani dei nemici di Cristo, ma poi dice che vediamo Gesù. E il fatto che lo conosciamo e che è stato risuscitato dai morti è la prova positiva che, sebbene non lo vediamo ora, vedremo l’esaltazione dell’uomo cristiano su tutta la terra. E poi una delle più grandi descrizioni dell’incarnazione e dell’espiazione di Cristo si trova nell’ultima parte del del capitolo 2. Dice nel versetto 14:

14 Poiché dunque i figli hanno in comune la carne e il sangue, similmente anch’egli ebbe in comune le stesse cose, per distruggere, mediante la sua morte colui che ha l’impero della morte, cioè il diavolo,
15 e liberare tutti quelli che per timore della morte erano tenuti in schiavitú per tutta la loro vita.

Il capitolo 3 ci dice che Gesù è superiore a Mosè. Ora, questa è una grande affermazione se si conosce qualcosa dell’Antico Testamento, perché Mosè è il grande mediatore di uno dei patti di Dio ai tempi dell’Antico Testamento. Fu il veicolo attraverso il quale Dio ci ha dato Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio.

Egli è il grande uomo di Dio, il tipo di Cristo che ha esodato Israele dalla schiavitù e lo ha reso popolo di Dio, conducendolo ai bordi della terra promessa. E tuttavia, per quanto grande Mosè fosse nello schema generale delle cose, Gesù è infinitamente superiore a lui. Dice che Mosè e Gesù stanno entrambi lavorando alla costruzione di una casa, non due case, una casa, la stessa casa, cioè la chiesa.

E l’unica differenza tra loro è che Mosè è un semplice falegname in quella casa e il Signore Gesù Cristo possiede la casa ed è colui che vivrà in quella casa. Poi guardate nel capitolo 4 e vedete quella grande affermazione su Gesù nel versetto 14 che usiamo nella nostra preghiera alla fine del nostro servizio di culto.

14 Avendo dunque un gran sommo sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesú, il Figlio di Dio, riteniamo fermamente la nostra confessione di fede.
15 Infatti, noi non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con le nostre infermità, ma uno che è stato tentato in ogni cosa come noi, senza però commettere peccato.
16 Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, affinché otteniamo misericordia e troviamo grazia per ricevere aiuto al tempo opportuno.

Il libro degli Ebrei è l’unico libro del Nuovo Testamento che ci insegna che Gesù è un sacerdote e questo è uno dei fili conduttori del libro.

Questo è uno dei modi in cui l’autore sottolinea la supremazia di Cristo. Tutti i sacerdoti levitici dell’Antico Testamento che lo simboleggiavano e tutti i loro rituali e tutte le loro funzioni non erano nulla in confronto a lui che li supera tutti perché il suo sacerdozio poté fare ciò che il loro sacerdozio non avrebbe mai potuto fare, anche se avevano sgozzato migliaia e migliaia di animali nel corso della storia degli antichi ebrei. E cosa fu in grado di realizzare il suo sacerdozio che il sacerdozio levitico non poteva realizzare? La propiziazione.

Cioè l’allontanamento dell’ira di Dio da parte di un sostituto che porta la morte violenta e la punizione che meritano coloro che egli rappresenta, così da liberarli dal giudizio di Dio. E leggiamo molto sul sacerdozio di Cristo nei primi versetti del capitolo 5. Poi nel capitolo 6 abbiamo un’affermazione interessante nei versetti 19 e 20.

19 Questa speranza che noi abbiamo è come un’ancora sicura e ferma della nostra vita, e che penetra fin nell’interno del velo.
20 dove Gesú è entrato come precursore per noi essendo divenuto sommo sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedek.

Ecco un modo in cui Paolo, lo scrittore, usa l’Antico Testamento per sottolineare la supremazia di Cristo. Egli è più grande dell’ordine levitico dei sacerdoti perché è dell’ordine del sacerdozio di Melchisedec che era unico nel suo genere. Melchisedec era un profeta, un sacerdote e un re.

Era un re di pace e di giustizia. Pronunciò la parola di Dio. Non abbiamo alcuna testimonianza del suo inizio o della sua fine. Entra semplicemente sulla scena della storia. Abramo va da lui e gli paga la decima e poi Melchisedek esce dalla scena della storia. E lo scrittore di Ebrei usa Melchisedek per impressionarci con la grandezza e l’unicità del sacerdozio del Signore Gesù Cristo.

Bene, guardate il settimo capitolo di Ebrei versetti dal 23 al 28.

23 Inoltre quelli erano fatti sacerdoti in gran numero, perché la morte impediva loro di durare,
24 ma costui, perché dimora in eterno, ha un sacerdozio che non passa ad alcun altro,
25 per cui egli può anche salvare appieno coloro che per mezzo suo si accostano a Dio, vivendo egli sempre per intercedere per loro.
26 A noi infatti occorreva un tale sommo sacerdote, che fosse santo, innocente, immacolato, separato dai peccatori ed elevato al di sopra dei cieli,
27 che non ha bisogno ogni giorno, come quei sommi sacerdoti, di offrire sacrifici prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo, poiché egli ha fatto questo una volta per tutte, quando offerse se stesso.
28 La legge infatti costituisce come sommi sacerdoti uomini soggetti a debolezza, ma la parola del giuramento, che viene dopo la legge, costituisce il Figlio reso perfetto in eterno.

Qui abbiamo un sacerdote senza fine con una vita indistruttibile e senza fine che ci offre un’intercessione senza fine per assicurarci una salvezza senza fine. E ha compiuto quella salvezza una volta per tutte quando morì sulla croce.

Ora, quella parola “una volta per tutte” è una sola parola in greco e ricorre in tutto il libro degli Ebrei. È un’evidente enfasi a volte quando leggete il libro degli Ebrei, sottolineate quella frase “una volta per tutte”. Il sacrificio che Cristo ha fatto è compiuto, è sufficiente, è finito.

Quando morì Egli ottenne la redenzione eterna per tutti coloro per i quali morì. E poi nel capitolo 8 abbiamo un interessante titolo del figlio di Dio che mostra la sua supremazia nel versetto 6.

Ma ora Cristo ha ottenuto un ministero tanto piú eccellente in quanto egli è mediatore di un patto migliore, fondato su migliori promesse.

Ed è per questo che chiamiamo Gesù il mediatore del nuovo patto.

È un patto migliore del vecchio. Per quanto gloriosi fossero i vecchi patti nell’Antico Testamento, il Nuovo Testamento, che è un adempimento di tutti quei patti, è migliore e più glorioso perché in realtà ci dà nel Vangelo ciò che la legge di Dio ci comanda ma non può dare, ovvero la rettitudine e la giusta posizione con Dio onnipotente, e tutto questo tramite il Mediatore, il Signore Gesù Cristo. Guardate nel capitolo 9. Ho accennato a questo versetto solo un minuto fa nel versetto 11.

11 Ma Cristo, essendo venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso un tabernacolo piú grande e piú perfetto non fatto da mano d’uomo, cioè non di questa creazione,
12 entrò una volta per sempre nel santuario, non con sangue di capri e di vitelli, ma col proprio sangue, avendo acquistato una redenzione eterna.

Guardate nel capitolo 10. Vediamo che Cristo è una via recente e vivente.

Versetto 19.

19 Avendo dunque, fratelli, libertà di entrare nel santuario, in virtú del sangue di Gesú,
20 che è la via recente e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne,
21 e avendo un sommo sacerdote sopra la casa di Dio,
22 accostiamoci

La supremazia di Cristo si vede in ogni pagina. Guardate nel capitolo 11 il grande appello a uomini e donne di fede perseverante e notate cosa dice di Mosè nel versetto 24

24 Per fede Mosé, divenuto adulto, rifiutò di essere chiamato figlio della figlia del Faraone
25 scegliendo piuttosto di essere maltrattato col popolo di Dio che di godere per breve tempo i piaceri del peccato,
26 stimando il vituperio di Cristo ricchezza maggiore dei tesori di Egitto,

I santi dell’Antico Testamento credevano in questo Cristo che non era ancora apparso sulla scena della storia.

Capitolo 12 versetto 2 dice che mentre corriamo la corsa della vita, se vogliamo vincerla lo dovremo fare

tenendo gli occhi su Gesú, autore e compitore della nostra fede, il quale, per la gioia che gli era posta davanti, soffrí la croce disprezzando il vituperio e si è posto a sedere alla destra del trono di Dio.

Poi nel capitolo 13 versetto 8

Gesú Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno.

E poi nei versetti 20 e 21:

20 Ora il Dio della pace, che in virtú del sangue del patto eterno ha fatto risalire dai morti il Signor nostro Gesú Cristo, il grande Pastore delle pecore,
21 vi perfezioni in ogni buona opera, per fare la sua volontà,

Tutto ciò di cui abbiamo bisogno per fare la volontà di Dio Gesù lo provvede per noi operando in noi ciò che è gradito ai suoi occhi per mezzo di Gesù Cristo. Quindi vedete, il libro degli Ebrei ha un’alta cristologia, cioè ha un’alta opinione del Signore Gesù Cristo, egli è supremo in assoluto.

Ora, sparsi tra tutte queste immagini gloriose, ci sono alcuni degli avvertimenti più solenni che si possano trovare nella Bibbia. Ce ne sono esattamente sei e diamo un’occhiata di nuovo in Ebrei capitolo 2, iniziando dal versetto 1.

1 Perciò bisogna che ci atteniamo maggiormente alle cose udite, che talora non finiamo fuori strada.

Sottolineate fuori strada

Se infatti la parola pronunziata per mezzo degli angeli fu ferma e ogni trasgressione e disubbidienza ricevette una giusta retribuzione,
come scamperemo noi, se trascuriamo una cosí grande salvezza?

Guardate nel capitolo 3 e nel versetto 7.

Perciò, come dice lo Spirito Santo: «Oggi, se udite la sua voce,
non indurite i vostri cuori come nella provocazione, nel giorno della tentazione nel deserto,
dove i vostri padri mi tentarono mettendomi alla prova, pur avendo visto per quarant’anni le mie opere.
10 Perciò mi sdegnai con quella generazione e dissi: Errano sempre col cuore e non hanno conosciuto le mie vie;
11 cosí giurai nella mia ira: Non entreranno nel mio riposo».
12 State attenti, fratelli, che talora non vi sia in alcuno di voi un malvagio cuore incredulo, che si allontani dal Dio vivente,

E poi nel capitolo 6 versetti dal 4 all’8 che esamineremo in dettaglio questa mattina e poi passeremo al capitolo 10 e al versetto 26 subito dopo questa gloriosa rappresentazione di Cristo nella sua opera nei versetti dal 19 al 26 abbiamo questo avvertimento

26 Infatti, se noi pecchiamo volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non rimane piú alcun sacrificio per i peccati,
27 ma soltanto una spaventosa attesa di giudizio e un ardore di fuoco che divorerà gli avversari.

E poi nel 12° capitolo versetto 15

1badando bene che nessuno rimanga privo della grazia di Dio e che non spunti alcuna radice di amarezza, che vi dia molestia e attraverso la quale molti vengano contaminati;
16 e non vi sia alcun fornicatore o profano, come Esaù, che per una vivanda vendette il suo diritto di primogenitura.
17 Voi infatti sapete che in seguito, quando egli volle ereditare la benedizione, fu respinto, benché la richiedesse con lacrime, perché non trovò luogo a ravvedimento.

Il sesto avvertimento nel 12° capitolo nel 25° versetto

25 Guardate di non rifiutare colui che parla, perché se non scamparono quelli che rifiutarono di ascoltare colui che promulgava gli oracoli sulla terra, quanto meno scamperemo noi, se rifiutiamo di ascoltare colui che parla dal cielo,
26 la cui voce scosse allora la terra, ma che ora ha fatto questa promessa, dicendo: «Ancora una volta io scuoterò non solo la terra, ma anche il cielo».

Così vedete cosa può fare per voi questo libro. Leggete le parti su Cristo e il vostro cuore si libra di gioia e di gratitudine e poi non vi librate più perché Dio vi riporta giù per guardare voi stessi e gridate: “Oh Dio, abbi pietà di me peccatore e aiutami a non vagare e finire fuori strada e lasciare che queste cose scivolino così che io non proceda nell’apostasia per la quale non c’è ritorno”

Ora, questa mattina esamineremo il capitolo 6 versetti dal 4 all’8 che è uno dei passaggi più difficili e uno dei più controversi di tutta la Bibbia. Ci sono tutti i tipi di interpretazioni di questa sezione e il modo in cui interpretate questa sezione rivela dove vi trovate sulla scala teologica delle cose.

Ora prima di esaminare questo passaggio difficile e lasciate che lo legga di nuovo per voi. Versetto 4 del capitolo 6

Quelli infatti che sono stati una volta illuminati, hanno gustato il dono celeste, sono stati fatti partecipi dello Spirito Santo
e hanno gustato la buona parola di Dio e le potenze del mondo a venire
se cadono, è impossibile riportarli un’altra volta al ravvedimento, poiché per conto loro crocifiggono nuovamente il Figlio di Dio e lo espongono a infamia.

Ora, ogni volta che arriviamo a un passaggio come questo o a qualsiasi passaggio della Bibbia non possiamo leggere nella Bibbia ciò che vogliamo che dica, ciò che speriamo davvero che dica; dobbiamo prenderlo nel senso semplice delle parole e dobbiamo chiederci qual è il punto che Dio sta facendo qui, non qual è il punto che speriamo che stia facendo. E quindi, se vogliamo scoprire qual è quel punto dobbiamo comprendere certi principi di comprensione e interpretazione biblica ed essere fedeli ad essi. Ad esempio un testo deve essere studiato nel suo contesto. Se volete sapere cosa significa un versetto o un paragrafo difficile lo capite alla luce dello scopo del libro e alla luce dei versetti che lo precedono e lo seguono.

Secondo, la Bibbia non si contraddice, quindi quando arrivate a un passaggio della Scrittura che pensate di aver interpretato correttamente esaminate la vostra interpretazione con quei passaggi nella Bibbia altrove che sono più chiari e assicuratevi che la vostra interpretazione non contraddica quei passaggi.

Terzo i passaggi difficili della Bibbia devono essere interpretati alla luce dei passaggi più chiari della Bibbia e non viceversa cioè se volete sviluppare una dottrina di sicurezza eterna e della vostra posizione eterna con Dio non iniziate con Ebrei 6, iniziate con Giovanni 10 o Giovanni 3 o Romani 8 o alcuni dei passaggi più chiari delle Scritture e poi dopo aver stabilito il punto tornate alle sezioni difficili.

E infine un testo dovrebbe essere studiato alla luce dello scopo del libro in cui lo si trova.

Quindi ora vediamo cosa significa, qual è lo scopo del libro di Ebrei: smuovere, incitare e risvegliare le persone dal letargo del compromesso e dell’autocompiacimento affinché non scivolino verso l’apostasia totale e rifiutino il vangelo di Cristo; e per incitarle a essere fedeli anche quando è difficile, anche di fronte alla persecuzione. E apparentemente alcuni dei cristiani in quella comunità stavano scivolando in un compromesso disastroso che se non fosse stato controllato avrebbe portato all’abbandono totale della fede cristiana, si trovavano di fronte a un intensa persecuzione e alcuni di loro furono tentati di abbandonare il conflitto cristiano solo per sfuggire alla persecuzione.

C’era anche un vortice di falsi insegnamenti che stava allettando questi cristiani, insegnamenti che stavano compromettendo l’unicità e la supremazia di Cristo. I cristiani erano in pericolo di prostituire il cristianesimo biblico per trovare sollievo dalla pressione che veniva esercitata su di loro. E così lo scrittore di Ebrei cerca di smuoverli per risvegliarli al pericolo della loro situazione e per richiamarli a una fedeltà rinnovata.  Facendo che cosa? Concentrandoli su Cristo e poi mettendoli in guardia dal fallire di perseverare nel fare ciò che è giusto.

Ed è a causa di questi solenni avvertimenti che abbiamo letto che il libro di Ebrei è stato intitolato l’epistola di avvertimento. Alcune persone hanno frainteso questi avvertimenti; hanno detto: bene se la Bibbia dice di stare attenti a non cadere mai perché non tornereste più; guardatevi di non trascurare la salvezza e quindi perderla; sembra che tutte queste varie dottrine contraddicano la dottrina biblica della sicurezza eterna e della perseveranza dei santi che insegnano che se uno è veramente salvato per grazia mediante la fede non può mai essere perduto perché nulla può separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù.

Bene, questi avvertimenti non la contraddicono e dovete capire lo scopo di questi avvertimenti nel piano di Dio, cosa Dio usa nella vita dei cristiani, voi ed io per tenerci sulla retta via quando siamo tentati di scendere a compromessi.

Bene, numero uno, una rivelazione della gloria e della grandezza e della supremazia di Cristo. Numero due, ci ricorda le ricche promesse che ha per noi e numero tre, ci dà questi solenni avvertimenti con i quali ci tiene aggrappati a Cristo e ci tiene diligenti nella nostra obbedienza a Lui.

Lo scopo di questi avvertimenti non è insegnarci che possiamo essere perduti dopo essere stati salvati: è insegnarci che essendo cristiani dobbiamo aggrapparci a Cristo e non possiamo mai lasciarlo andare. Quando un vero credente legge queste parole non dice come dice l’ipocrita molto bene, queste solenni promesse sono davvero qualcosa, sono contento di essere salvato per sempre e io non devo preoccuparmi di nessuna di queste cose; non devo preoccuparmi dell’apostasia, non devo preoccuparmi di sbandare e di scivolare e finire fuori strada e tutte queste altre cose. Sono salvato e una volta salvato sempre salvato non importa cosa faccio, quindi non so, deve essere scritto per qualcun altro che non sono io.

Non è così che un vero cristiano risponde a questi avvertimenti.  Un vero cristiano risponde a questi avvertimenti in questo modo dice: “Oh mio Signore e mio salvatore sono ancora un peccatore con una tendenza ad allontanarmi da te, ti prego rafforzami e aiutami a non trascurare mai questa gloriosa salvezza che ho in Cristo. Aiutami a non uscire mai di strada. Tienimi così che non mi allontanerò mai da te in sfiducia e in apostasia”. Questo è il modo in cui un cristiano risponde. Questi solenni avvertimenti hanno come scopo di mantenere  salvato il salvato.

Ora sono sicuro che siete come me. Io a volte ho bisogno di essere motivato da qualche dolce promessa. Potrei essere scoraggiato o qualcosa del genere e e voler scendere a compromessi e così Dio mi ricorda una promessa meravigliosa e e questo mi fa andare avanti. Ma ci sono altri momenti in cui il mio cuore è solo irrigidito e quindi una dolce promessa non funziona ho bisogno che quella rigidità venga spezzata e quindi Dio dice: Va bene non vuoi una promessa? Ecco un avvertimento! Come potrai sfuggire se trascuri una salvezza così grande? E cosa faccio? Oh dio aiutami a non trascurarla mai.

Vedete lo scopo di questi avvertimenti, devono essere presi sul serio da noi perché sono gli strumenti che Dio usa nella nostra vita per mantenerci salvati.  Ognuno di noi dovrebbe prenderli sul serio e il modo in cui rispondete a questi avvertimenti dirà su di voi molto di più che la vostra capacità di professare il credo degli apostoli. Come rispondete, ciò che lasciate che questi avvertimenti vi facciano dice molto sulla vostra spiritualità.

Ora, abbiamo detto poco fa che qualsiasi testo deve essere interpretato alla luce del suo contesto e il contesto del nostro testo è il capitolo 5:11 fino il capitolo 6 circa il versetto 12. Ora in questa sezione che inizia con il capitolo 5 il versetto 11 lo scrittore, che supponiamo sia Paolo, sta divagando dal suo argomento che ha iniziato nel capitolo 5 e nel capitolo 4 sul sacerdozio di Cristo secondo l’ordine di Melchisedec e si apprestava a istruire le persone a “molte cose da dire ma difficili da spiegare” ma poi divaga per un minuto per mettere in guardia i cristiani professanti che per negligenza della Bibbia erano sull’orlo di un’apostasia dalla quale non c’era ritorno.

Se avessero continuato nella loro caduta sarebbero presto stati capaci di fare ciò che al momento pensavano impossibile per loro e cioè rinunciare totalmente a Cristo e schierarsi con i nemici di Cristo.  Iniziando dal versetto 9 del capitolo 6 Paolo sottolinea che non pensa che tutti nella chiesa siano sull’orlo dell’apostasia, ci arriveremo tra un minuto.

Ora diamo un’occhiata al contesto paragrafo per paragrafo nella speranza che Dio ci aiuti a capire questa difficile sezione. Capitolo 5 versetti 11 e 12 parlano di lentezza nel capire. Il pericolo della lentezza nel capire riguarda chi sia  Melchisedec, un tipo di Cristo sul quale abbiamo molto da dire, dice Paolo. Ho molte cose buone che voglio raccontarvi su questo sacerdozio unico di Melchisedec e su come sia un tipo, una figura di Cristo e cosa ci insegni riguardo a Cristo. Riguardo a lui abbiamo molte cose da dire ma sono difficili da spiegare; non sono le cose più facili da spiegare poiché siete diventati duri di comprendonio.  Oh, ho alcune cose che voglio dirvi ma siete diventati lenti a comprendere perché a questo punto dovreste essere insegnanti perché vi ho predicato così tanto ora dovreste sapere più di chiunque altro ed essere in grado di insegnare ad altre persone; invece avete di nuovo bisogno di qualcuno che vi insegni i principi elementari degli oracoli di Dio e siete giunti ad aver bisogno di latte e non di cibo solido.

Siete diventati lenti a comprendere, non riuscite a capire cosa vi sto predicando.

Bene, notate la parola siete diventati; sono diventati lenti a comprendere. In precedenza erano stati in una condizione mentale più sana. In precedenza c’era più interesse e forse più coinvolgimento ma ora sono diventati lenti a comprendere e il vangelo che una volta li ha risvegliati e una volta li ha motivati, ora invece, come tornati bambini piccoli non riescono nemmeno a digerirlo. Sono come infanti che cercano di mangiare una bistecca ma hanno perso ogni interesse in essa e così come neonati che hanno bisogno di latte sono diventati deboli e ignoranti come piccoli bambini.  Questa durezza di comprensione li ha resi inesperti nella parola di giustizia cioè carenti nella comprensione dei principi fondamentali del vangelo e il motivo per cui li fraintendono e non riescono a capirli e diventano ignoranti a loro riguardo non è a causa di qualcosa nel predicatore ma a causa della durezza di comprendonio che è in loro. Sono diventati carenti nella comprensione dei principi fondamentali del vangelo e non sono in grado di ricevere istruzioni nei principi più elevati della Bibbia. Questo è ciò che significa essere lenti a capire.

Ora, come sono arrivati ​​a questo punto? Cosa causa questa lentezza di comprensione? Cosa porta una persona al punto in cui una volta aveva grande interesse per il vangelo e riusciva a capirlo in una certa misura o ne era almeno emotivamente infervorato. Qual è il motivo, cosa fa sì che questa persona cambi completamente idea per cui non ha alcun interesse e non riesce a capire e applicare le cose fondamentali della sua vita.

Bene, abbiamo letto un versetto poco fa: semplicemente la negligenza dell’insegnamento biblico, la negligenza della parola di Dio, che quando trascurate la parola di Dio nella vostra vita, quando non la leggete più e non la  studiate e non leggete buoni libri a riguardo, non ascoltate degli audio a riguardo, non meditate su di essa, non la  imparate a memoria, non cercate di metterla in pratica nella vostra vita in modo coerente e non vivete secondo i suoi dettami, quando trascurate l’insegnamento biblico diventerete lenti nel comprendere e non sarete in grado di capire nemmeno la più semplice delle verità.

Ricordate cosa abbiamo letto nel capitolo 2 versetti 1 e 3 dice  

1 Perciò bisogna che ci atteniamo maggiormente alle cose udite, che talora non finiamo fuori strada.
Se infatti la parola pronunziata per mezzo degli angeli fu ferma e ogni trasgressione e disubbidienza ricevette una giusta retribuzione,
come scamperemo noi, se trascuriamo una cosí grande salvezza?

Vedete, la verità è per il cuore ciò che il cibo è per il corpo. Trascurate di mangiare e morirete, trascurate la verità e presto giungerete all’apostasia. Le persone normalmente non si svegliano una mattina e prendono una decisione consapevole: ehi penso che oggi diventerò apostata, penso che mi rivolterò contro Cristo. Voglio dire che stavo facendo tutto bene fino a oggi ma penso che oggi getterò tutto alle ortiche. Normalmente non è così che le persone apostatano. Le persone apostatano per usare le parole del nostro testo “finendo fuori strada”, andando alla deriva, scivolando via semplicemente lasciando andare le cose, non facendo le cose che sanno di dover fare e che tutti gli altri li incoraggiano a fare ma a causa della loro pigrizia e della loro lentezza di comprensione cominciano semplicemente ad andare alla deriva, a scivolare e a trascurare il dovere cristiano finché molto presto scivolano dritti nell’apostasia.

La lentezza di comprendonio è una cosa pericolosa. È lì che inizia sempre l’apostasia con la lentezza nel comprendere. Ora, come si può prevenire la lentezza di comprensione? Come la si può curare se ce l’hai? Voglio dire che è una cosa pericolosa. Sii onesto con Dio di fronte a te stesso e dì il mio problema non è la mia chiesa, non è il mio predicatore, non è mia moglie, non è mio marito, non sono i miei figli. Il mio problema sono io; sono uscito di strada, ho trascurato questa grande salvezza, l’ho trattata come se fosse qualcosa di meno della cosa infinitamente preziosa che è e sono uscito di strada. Il mio cuore è diventato sempre più duro e mi rendo conto che sono su un terreno pericoloso. E come posso guarire? come avrei potuto prevenirlo? come posso essere curato?

In due modi. L’esperienza della Bibbia e la predicazione della bibbia. L’esperienza della bibbia e la predicazione della bibbia. Guardate i versetti 13 e 14 nel capitolo 5

13 Chiunque infatti usa il latte non ha esperienza della parola di giustizia, perché è ancora un bambino;
14 il cibo solido invece è per gli adulti, che per l’esperienza hanno le facoltà esercitate a discernere il bene dal male.

Ora chi sono questi adulti? Questi bambini sono quelli che non sono semplicemente nuovi cristiani, non sta parlando di nuovi cristiani, sta parlando di cristiani che lo sono da molto tempo. Sapete, questo è uno dei compiti peggiori del pastore, sarò onesto con voi, è il ruttino dei cristiani bambini che sono bambini da 40 anni. Ed è di questo che sta parlando Paolo qui. Sta facendo fare il ruttino a queste persone spirituali infantili di 20 30 40 anni che non sono adulti.

Ora chi sono le persone adulte?  Sono le persone che stanno facendo progressi nella somiglianza a Cristo perché hanno un’abitudine fissa di obbedienza. Dio ha dato agli esseri umani una meravigliosa capacità di formare abitudini e fare le cose abitualmente, in particolare se sono cose buone e una persona matura è una persona che ha l’abitudine fissa di fare ciò che Dio vuole che faccia, indipendentemente dal fatto che qualcuno lo incoraggi a farlo o meno, che abbia voglia di farlo o meno, questa persona adulta è abituata alla parola di Dio, dice il nostro testo, i suoi sensi di percezione e sensibilità spirituale sono allenati a discernere il bene e il male grazie alla pratica costante nell’obbedire la parola di Dio, questo è l’idioma della lingua in greco e in inglese dell’atletica, allenamento abituale, pratica regolare, costruire la forma fisica per la competizione sia nello sport che nella vita, non ci sono scorciatoie, non c’è pillola che si può prendere.

Come potete evitare la lentezza nel comprendere che porta all’apostasia, pratica, pratica, pratica, sapete, sentite dire che gli avvocati praticano sempre, praticano la procedura di legge, i dottori praticano sempre, praticano la medicina, i cristiani praticano sempre questa determinazione ostinata, quotidiana di fare ciò che Dio vuole che facciano non importa se lo vogliono fare o no. Senza quella pratica della Bibbia quella pratica abituale e diligente della Bibbia presto diventiamo lenti nel comprendere e quella lentezza di comprensione può portare all’apostasia irreparabile.

La seconda prevenzione è la predicazione della Bibbia. Quando ho visto per la prima volta la relazione del capitolo 6 versetti 1 2 e 3 con il capitolo 5 versetti 11 e  seguenti è stata una rivelazione piuttosto sorprendente per me. Dice nel versetto 1 del capitolo 6 ma prima di leggerlo torniamo al capitolo 5 e notiamo cosa ha detto a queste persone lenti a capire. Dice nel versetto 11 diventate lenti a capire, versetto 12 e sebbene a questo punto dovreste essere maestri avete di nuovo bisogno di qualcuno che vi insegni i principi elementari degli oracoli di Dio e siete arrivati ​​ad aver bisogno di latte e non di cibo solido. Ora capitolo 6 versetto 1

1 Perciò, lasciando l’insegnamento elementare su Cristo, tendiamo alla perfezione, senza porre di nuovo il fondamento del ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio,
della dottrina dei battesimi, dell’imposizione delle mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno;
e ciò faremo, se Dio lo permette.

Disse: alcuni di voi a causa della vostra negligenza e irresponsabilità siete diventati lenti a capire, potete prendere solo latte. Ora non potete prendere quel cibo che tende alla maturità, ma noi dobbiamo andare avanti verso la maturità, dimentichiamo il latte e andiamo avanti verso le cose sostanziali perché non si continui a porre un fondamento in una persona quando si costruisce un edificio. Si pongono le fondamenta e poi si costruisce quell’edificio e se qualcuno si perde nel processo a causa della lentezza di capire ciò di cui ha bisogno non è di tornare indietro e di avere di nuovo un corso elementare sulle basi della teologia; è di tornare indietro e pentirsi e chiedere perché è diventato lento a capire affinché possa andare avanti verso la maturità.

E ora arriviamo al versetto 4 e vedete il grande pericolo dell’apostasia. La lentezza nel capire è un grande pericolo; l’apostasia, il rifiuto di Cristo è un pericolo molto più grande. In effetti ora voglio che notiate, guardate il vostro testo lì nei versetti dal 4 all’8; notate la descrizione di coloro che sono sull’orlo dell’apostasia e notate molto attentamente. Queste persone professano il ravvedimento hanno goduto di grandi privilegi con una comprensione migliore della media delle dottrine bibliche; avevano fatto qualche progresso nelle cose religiose ma hanno apostatato per negligenza della verità. Sono stati illuminati, cioè avevano ricevuto una certa comprensione delle dottrine bibliche forse sopra la media perché erano stati attentamente istruiti nella verità biblica da coloro che avevano ascoltato il signore Gesù Cristo stesso: gli apostoli. Hanno assaporato il dono celeste e sono stati resi partecipi dello Spirito santo, hanno visto e sperimentato i doni miracolosi dello Spirito santo nei loro servizi di culto come le lingue e guarigioni. Questo è ciò che ci dicono il capitolo 2 versetti 3 e 4 hanno assaporato la buona parola di Dio hanno sperimentato in qualche modo la sostanza, la benedizione e le esperienze della predicazione del Vangelo come reali e personali e almeno sono stati emotivamente toccati dalla predicazione del Vangelo e hanno assaporato la potenza dell’era a venire.

Avevano visto i segni, i prodigi e i miracoli che accompagnavano sempre la predicazione apostolica nella chiesa primitiva e questi segni miracolosi degli apostoli testimoniavano il fatto che la nuova era aveva già iniziato ad albeggiare su di loro e queste persone nella chiesa che ascoltavano questa predicazione apostolica erano in realtà scosse e colpite dalla predicazione e dai miracoli che vedevano.

Bene ora, avete notato l’elemento mancante in questa descrizione? Se lo perdete, se vi perdete l’elemento mancante, se trascurate l’elemento mancante in questa descrizione di coloro che sono sull’orlo dell’apostasia fraintenderete il testo e una volta che vedrete qual è quell’elemento mancante capirete esattamente di chi sta parlando Paolo.

Quindi, cosa manca in questa descrizione? Non c’è assolutamente nessuna menzione della fede in Cristo. In questa descrizione queste persone non sono nemmeno una volta descritte come credenti in Gesù. Notate inoltre che non c’è nulla in questo testo su queste persone che sia vero esclusivamente per i cristiani. Tutto ciò che abbiamo appena detto può essere detto di un non cristiano che viene in chiesa ogni domenica dove il Vangelo è fedelmente predicato e non è ancora un cristiano. Non una volta si dice che siano da qualche parte scelti chiamati rigenerati giustificati adottati santificati da Dio. Non si dice nulla di loro che non si possa dire dei non credenti che stanno semplicemente professando di essere cristiani.  Se notate anche, nel versetto 8 del capitolo 6 Paolo fa un contrasto tra questi sull’orlo dell’apostasia e questi che ricevono il regno della benedizione di Dio e stanno portando frutto per lui; quelli che sono sull’orlo dell’apostasia non stanno portando frutto, solo spine e triboli, e coloro che stanno rispondendo con fede e favorevolmente al regno della benedizione di Dio su di loro stanno portando frutto per lui, quelli che sono sull’orlo dell’apostasia sono inutili e prossimi all’essere maledetti e finiscono per essere bruciati.

E poi se noterete lì nel capitolo sei e versetto nove dice che ci sono alcune persone nella chiesa che hanno posseduto quelle cose che accompagnano la salvezza ma queste sull’orlo dell’apostasia non hanno quelle cose che accompagnano sempre la salvezza quindi non sono veramente salvate.

E se noterete come Paolo fa la distinzione tra i pseudo credenti sull’orlo dell’apostasia e i veri credenti guardate cosa dice nel versetto sei. Guardate alcuni pronomi. Ecco perché è importante leggere ogni parola. Versetto sei

se cadono, è impossibile riportarli (terza persona plurale) un’altra volta al ravvedimento, poiché per conto loro crocifiggono nuovamente il Figlio di Dio e lo espongono a infamia.

E ora guardate il versetto nove

Ora, carissimi, anche se parliamo cosí, riguardo a voi siamo convinti di cose migliori e che riguardano la salvezza;

Quindi qui Paolo fa una distinzione tra loro che non sono descritti come credenti, non descritti come aventi speranza, non descritti da alcun termine usato esclusivamente per i cristiani usa la terza persona plurale loro sono sull’orlo dell’apostasia. Ma sono convinto di cose migliori per voi. Quindi vedete che sta facendo una distinzione tra i pseudo credenti e i veri credenti che hanno vera fede nel signore Gesù Cristo.

Quindi chi sono le persone descritte qui in Ebrei 6? Sono veri cristiani che stanno per perdere la loro salvezza che avevano veramente posseduto ma ora stanno per perderla? No non c’è alcuna ragione di credere che in questo testo queste siano persone che fanno professione di fede cristiana e che assomigliano molto ai veri credenti, hanno visto miracoli, hanno una migliore comprensione delle cose, sono stati influenzati dalle promesse del Vangelo e del predicazione del vangelo ma nel loro cuore non c’è vera fede.

Sono membri della chiesa. Tutti fuori dalla chiesa penserebbero che sono cristiani meravigliosi ma non lo sono. Ora notate cosa dice di queste persone. Dice nel versetto 4 e 5

Quelli infatti che sono stati una volta illuminati, hanno gustato il dono celeste, sono stati fatti partecipi dello Spirito Santo
e hanno gustato la buona parola di Dio e le potenze del mondo a venire
se cadono, è impossibile riportarli un’altra volta al ravvedimento, poiché per conto loro crocifiggono nuovamente il Figlio di Dio e lo espongono a infamia.

In greco, quella frase “se cadono” ha la parola apostasia con un prefisso, significa cadere, significa commettere apostasia, significa apostatare; e cosa significa apostatare? Commettere apostasia è rinunciare deliberatamente, totalmente e volontariamente a Cristo e al suo regno e unirsi ai suoi nemici. Questa caduta non è una caduta occasionale nel peccato per quanto atroce possa essere quel peccato di cui tutti noi come cristiani siamo colpevoli. Né questa caduta o rinuncia riguarda alcune dottrine bibliche che a volte a causa della debolezza e a causa di un’influenza schiacciante alcuni cristiani commettono. L’apostasia inizia con negligenza spirituale, compiacenza, compromesso, scivolamento, deriva, uscita di strada e poi diventa un’aperta, totale, deliberata, determinata e calcolata rinuncia dell’intero vangelo di Cristo e un ritorno a una religione anticristiana, all’ateismo o all’aperta malvagità e ribellione contro Dio.

E qui si dice riguardo a questi apostati che sembrano cristiani,  membri della chiesa che avevano una comprensione migliore della media, influenzati dalla parola di Dio, quando questi apostati cadono, è impossibile rinnovarli di nuovo al ravvedimento. Ora, queste sono alcune delle parole più solenni di tutta la Bibbia: scivoli, vai alla deriva, trascuri, esci di strada diventi apostata, ti ritrovi a fare cose ed essere cose che non avresti mai pensato di vedere te stesso fare ed essere prima. E la Bibbia dice che è impossibile rinnovare di nuovo quelle persone al ravvedimento, quindi saranno perdute per sempre.

Ora cosa significa quella frase è impossibile riportarli un’altra volta al ravvedimento? Bene, potrebbe significare un paio di cose.  Paolo potrebbe stare dicendo che quando qualcuno arriva a quel punto, quando qualcuno scivola nell’apostasia al punto di rinunciare a Cristo, non c’è niente di più che si possa fare. È impossibile per me e per la mia predicazione, anche con lezioni rinnovate di istruzione biblica, rinnovarli di nuovo al ravvedimento. I loro cuori sono semplicemente troppo duri. Oppure potrebbe significare, e questa è la più spaventosa delle due possibilità, che è impossibile per questi apostati essere mai salvati. Una volta che sono arrivati ​​a questo punto, è impossibile per loro essere mai più salvati. Non sono mai stati salvati in primo luogo.

Rinunciando alla loro professione che Cristo è il loro salvatore, dimostrano che il loro vero posto è con coloro che hanno rifiutato Cristo per odio, crocifiggendolo. Bisogna ricordare che qualcuno può professare Cristo come suo salvatore e non possedere Cristo cioè non credere veramente in lui come suo Signore e salvatore. Ha una forma di religione ma ne nega la potenza. Come insegna Giacomo costui ha una professione cristiana ma nessuna fede cristiana. Come avverte la Bibbia colui che irrigidisce il collo essendo spesso rimproverato sarà improvvisamente distrutto e senza rimedio.

Ora, amati, questi sono stati scritti per noi. Non dite sono salvato non c’è nulla di cui preoccuparsi. Bene, sapete come Dio vi mantiene salvati, vi mantiene salvati con questi avvertimenti; e se ignorate questi avvertimenti e lo fate per tutta la vita e vi indurite nell’apostasia, ciò dimostra solo che non siete mai stati cristiani non importa quanto intensamente ci credeste.

Quindi nella vita di alcune persone c’è un momento in cui, poiché hanno indurito il loro cuore, Dio finisce ciò che hanno iniziato e le indurisce completamente rendendo impossibile per loro evitare di andare all’inferno quando muoiono.

Ora quella parola “un’altra volta” ha confuso le persone. La frase riportarli un’altra volta al ravvedimento implica necessariamente che questi apostati siano stati rinnovati spiritualmente e rigenerati dallo spirito santo ma ora avendo lasciato quello stato rigenerato apostatando sono di nuovo perduti dopo essere stati salvati e hanno bisogno di essere rigenerati di nuovo?

Bene, prima di tutto una tale interpretazione va contro ciò che la Bibbia insegna chiaramente nel nuovo e nel Vecchio Testamento e in secondo luogo queste frasi non implicano necessariamente questa interpretazione, infatti c’è un’interpretazione migliore a portata di mano che rende giustizia a ogni parola in questo testo e che non contraddice il chiaro insegnamento della Scrittura. Ora cosa dice il versetto 6? Va notato che la questione non è di rinnovarli alla vita, non hanno vita, ma di rinnovarli al ravvedimento.

Lasciate che vi dia una bella citazione del primo suocero di Stonewall Jackson, un uomo dal nome di George Junkin, un predicatore presbiteriano.  Ha detto di questo testo:

Non ci sono prove che fossero vivi spiritualmente ma solo che avevano professato il ravvedimento. Quando l’anima è resa viva a Dio si affida e si appoggia istantaneamente sulla fedeltà e veridicità di Dio che suggella che Dio è vero, e poi si allontana da tutte le opere empie per servire il dio vivente. Attività ripetute e permanenti di questa grazia si verificano ogni volta che falliamo e pecchiamo per omissione o commissione questo ravvedimento abituale è un esercizio quotidiano dell’uomo nuovo e nessuno può crescere in questa grazia o in qualsiasi altra se non attraverso il suo esercizio quindi tutti i cristiani confessano i loro peccati e Dio è fedele e giusto nel perdonarci i nostri peccati.

In altre parole è impossibile perdere il vero ravvedimento perché la natura del ravvedimento è che quando Dio vi dà il dono del ravvedimento ogni atto di grazia nella vostra vita vi farà desiderare di ravvedervi dei vostri peccati. Questo è un ravvedimento che è inferiore a quello. Pentimento può anche significare semplicemente un cambiamento di idea riguardo a certi argomenti o certe opinioni. Essere rinnovati può anche semplicemente denotare un cambiamento per il meglio di un’opinione o stile di vita o circostanze.

Queste parole descrivono una persona che ha subito un grande cambiamento che include una grande  rivoluzione della mente anche se quella persona non è ancora diventata una nuova creazione in Cristo, non è ancora nata da Dio o rinnovata per la vita eterna. Ma la sua mente è cambiata riguardo alle cose dopo aver ascoltato questa predicazione apostolica così da credere in qualcosa della veridicità del Vangelo e sperimentare alcuni degli effetti della predicazione e un certo cambiamento di mente riguardo alle cose ha avuto luogo; non pensa più alle cose come faceva un pagano; per un periodo ha cercato di vivere un diverso tipo di vita cercando di vivere una vita cristiana in modo diverso da prima.

Tuttavia a un certo punto della sua vita questa persona ha apostatato e ora ha bisogno di essere rinnovato di nuovo al suo ravvedimento cioè di essere riportato alla condizione in cui era prima di apostatare. Deve cambiare idea ha detto John Brown della serie che costui dovrà di nuovo, invece di considerare Gesù Cristo un impostore, riconoscerlo come il messia e invece di considerare il cristianesimo come una favola astutamente ideata o piuttosto un’illusione infernale, dovrà di nuovo considerarla come la rivelazione della volontà di Dio. Questi apostati avevano professato il ravvedimento e avevano dichiarato la loro repulsione per il peccato e avevano confessato la fede nelle promesse di salvezza di Dio. Professato, dichiarato, confessato e ora rinnegano tutto questo.  È impossibile rinnovarli di nuovo al ravvedimento.

Il loro totale disprezzo per Cristo si frappone sulla loro strada. La loro repulsione interiore per lui li indurisce e li spinge sempre più lontano da lui e come ha detto anche George Junkin: “Gli apostati sono quindi sempre più acidi e ostili di quanto lo siano i comuni peccatori” Abbiamo mai sperimentato, conosciuto qualcuno che è così? Che qualcuno che è solo il comune peccatore potrebbe essere solo un bravo ragazzo e più facile da andarci d’accordo che qualcuno che una volta era stato influenzato dalla predicazione della parola di Dio ed era un membro della chiesa dove la parola era predicata con efficacia e vedeva qualcosa del potere di Dio nel cambiamento delle vite; e quando quella persona si allontana e trascura la salvezza e si indurisce nel cuore e scivola fuori strada diventa sempre più acido, ostile e violento del comune peccatore.

Ciò che Paolo teme, e il motivo per cui scrisse queste parole, è che alcune persone nella chiesa che avevano professato la fede in Cristo e che avevano goduto della comunione con i cristiani e che si erano impegnati in qualche opera cristiana potrebbero  dopo tutto rivelarsi ipocriti e nemici di Cristo.

Amati non trascurate questo fatto. La vostra vita non è finita; avete 5 10 15 20 30 40 anni davanti a voi, ci sono state persone come tutti noi che sembravano, che avreste pensato fossero cristiani migliori di chiunque di noi qui, che ora sono morti in apostasia o che ora vivono in totale rinuncia a Gesù Cristo e tutto è iniziato con il loro uscire di strada. Non pensate di essere al di là di queste cose se non vi aggrappate a Cristo.

Apostatando dimostrano che non appartengono e non hanno mai appartenuto al popolo di Dio. Giovanni dice

Sono usciti di mezzo a noi, ma non erano dei nostri perché, se fossero stati dei nostri, sarebbero rimasti con noi, ma ciò è accaduto perché fosse palesato che non tutti sono dei nostri.

So che è tardi ma voglio leggervi una citazione di John Murray che è morto negli anni ’70 o ’80. Fu un grande presbiteriano scozzese. Ha detto questo e ascoltate attentamente perché quando si legge John Murray di solito si deve avere un dizionario con sé.  Ma ora ascoltate:

La Scrittura stessa ci porta alla conclusione in passaggi come Ebrei 6:4 che è possibile avere esperienze molto edificanti, nobilitanti, riformatrici ed esaltanti del potere e della verità del Vangelo; entrare in contatto così stretto con le forze soprannaturali che sono operative nel regno di grazia di Dio che queste forze producono effetti in noi che all’osservazione umana sono difficilmente distinguibili da quelli prodotti dalla grazia rigenerante e santificante di Dio e tuttavia non essere partecipi di Cristo ed eredi della vita eterna.

È possibile vedere queste cose ed essere convinti del loro potere e della loro verità ed esserne toccati e non essere affatto salvati. Esorto ognuno di noi a prendere sul serio questi avvertimenti. È attraverso questi avvertimenti che Dio mantiene salvati i suoi salvati perché ci tengono stretti a Lui. Oh Signore che io non sia uno di quelli Signore, che io non ti volti mai le spalle Signore, che io non mi ritrovi mai a fare le cose che fanno questi apostati. Signore aiutami a non andare fuori strada, aiutami a non trascurare mai questa salvezza, aiutami a non essere mai una di queste persone per le quali è impossibile rinnovare di nuovo il ravvedimento poiché si schierano con i nemici di Cristo e lo espongono a una pubblica vergogna.

Ma ora la buona notizia. La buona notizia è che non tutti sono in pericolo di apostasia. Coloro che stanno andando alla deriva e scivolando e uscendo di strada e trascurando sono in pericolo. Ma ci sono alcune persone che non sono in pericolo di apostasia. Guardate i versetti sette e otto del capitolo sei e seguenti

Infatti la terra, che beve la pioggia che spesso cade su di essa e produce erbe utili per quelli che la coltivano, riceve benedizione da Dio;
ma se produce spine e triboli, è riprovata e vicina ad essere maledetta, e finirà per essere arsa.

Ecco la prima cosa che ci dice; sta parlando della predicazione dice che la predicazione è come la pioggia: cade su una congregazione. Lo scopo di questa pioggia è di produrre frutto e nella vita del popolo di Dio il frutto nasce; ma quando nella predicazione della parola quella pioggia cade su coloro che sono fuori strada e sull’orlo dell’apostasia porta solo spine e triboli.

Ora qual è il punto? Ascoltate attentamente amati, per favore ascoltate attentamente. La vera natura di una persona emerge durante la predicazione della parola di Dio. La vera natura di una persona emerge durante la predicazione della parola di Dio. Quando la parola di Dio viene predicata fa emergere ciò che siete veramente. La parola è predicata e sia i falsi credenti che i veri credenti assorbono la pioggia. I veri credenti l’accolgono per fede e il frutto nasce.  Il falso credente la rifiuta e la maledizione divina cade su di lui. La parola di Dio predicata rivela ciò che sei: ti indurirà o ti fertilizzerà ma realizzerà qualsiasi scopo per cui Dio l’ha inviata nel tuo cuore.

Il punto è che questi apostati queste persone sull’orlo dell’apostasia non hanno mai veramente abbracciato la parola di Dio nella fede e quindi non hanno portato alcun frutto per lui: dai loro frutti li riconoscerete. E quindi non sono mai stati veramente salvati in primo luogo anche se hanno ingannato tutti e hanno fatto credere a tutti gli altri che lo fossero e questo è qualcosa che devi essere disposto a valutare nella tua vita. Hai ingannato te stesso e gli anziani e tutti gli altri professando di essere un cristiano? Come hai risposto costantemente giorno dopo giorno alla pioggia? È nato il frutto o sono nati spine e triboli?

E poi guardate il versetto 9 ma amati siamo preoccupati noi?

Ora, carissimi, anche se parliamo cosí, riguardo a voi siamo convinti di cose migliori e che riguardano la salvezza;

Anche se stiamo parlando in questo modo lui dice ora ci sono alcuni di voi, non sono preoccupato per tutti voi, so che prenderete sul serio questi avvertimenti non sono preoccupato per voi perché dice ho guardato la vostra vita e ho visto che avete quelle cose che accompagnano la salvezza che ovunque ci sia la salvezza quelle cose sono lì e quelle cose sono la prova non solo che professate di essere cristiani ma che siete veri cristiani e non sarete mai perduti e non apostaterete mai. E quali sono quelle cose che accompagnano la salvezza guardate il versetto 10  dove

10 Dio infatti non è ingiusto da dimenticare l’opera vostra e la fatica d’amore che avete mostrato per il suo nome, con i servizi che avete reso e rendete tuttora ai santi.

versetto 11

11 E desideriamo che ciascuno di voi mostri fino alla fine il medesimo zelo per giungere alla piena certezza della speranza, fino alla fine,

cioè la fiducia che Dio sarà sempre fedele alla sua parola,

12 affinché non diventiate pigri, ma siate imitatori di coloro che mediante fede e pazienza ereditano le promesse.

Ci sono le cose che accompagnano l’opera della salvezza: lavoro, obbedienza a Dio, non importa come vi sentiate; amore per Dio, che lo mettiate al di sopra di ogni altra cosa, amore che si manifesta nel ministrare gli uni agli altri nel corpo di Cristo invece di sperare che tutti vi servano e basta; diligenza giorno dopo giorno; l’abitudine fissa di praticare la Bibbia; la piena certezza della speranza e della fiducia che Dio sarà fedele e che vi motiva ad essere fedeli a Lui e la vostra vita sarà dominata dalla fede, dalla pazienza e dalla perseveranza in ciò che Dio vi ha chiamato a essere e a fare.

E quindi vi chiedo, amati, oggi, mentre concludiamo, in quale categoria vi trovate, i loro o i voi? Coloro che sono sull’orlo dell’apostasia perché sono andati alla deriva e se scivolano nell’apostasia sarà impossibile rinnovarli di nuovo al ravvedimento poiché un giorno faranno ciò che ora non pensano di poter fare e cioè esporre Cristo ad infamia. O siete di quelli che hanno le cose che accompagnano la salvezza. Vedi quelle cose nella tua vita e sai che non sono opera tua e ami Dio per averti dato quelle cose e quando leggi della supremazia di Cristo ti fa amare di più Lui e vuoi parlare di Lui a più persone e vuoi essere più fedele e vivere per Lui perché lo ami ancora di più e quando senti questi solenni avvertimenti gridi: Oh Dio possa io non smettere mai di aggrapparmi a Lui che non smetterà mai di aggrapparsi a me.

Prendetelo sul serio amati, così che non ci sia nessun uomo o donna in questa chiesa che arriverà al punto in cui è impossibile rinnovarlo al ravvedimento.

Preghiamo:

Ti ringraziamo oh Signore per queste tue forti parole. La tua parola è una spada affilata a doppio taglio; taglia nel vivo, penetra nel cuore e preghiamo oh Signore che saremmo onesti davanti a te forse per la prima volta da molto tempo e confesseremmo ciò che siamo veramente e ciò che vediamo veramente. Prego oh padre che il tuo Spirito santo operi in ognuno di noi qui oggi e se, grazie all’opera del tuo spirito, convinci alcuni qui del loro peccato e della loro miseria illuminando le loro menti alla conoscenza di Cristo, prego oh Signore che tu li liberi da loro stessi e dal loro peccato e permetta loro di confidare in te. Forse questa è la prima volta che hanno riconosciuto che in realtà non erano affatto cristiani. Forse si sono resi conto che lo erano ma oh stavano uscendo di strada. Signore risvegliali dalla loro compiacenza e durezza di cuore; spezza i loro cuori e i loro spiriti; falli cadere a terra davanti a te nell’umiliazione, loro e tutti noi nel senso di totale dipendenza da te. Perdonaci per la nostra lentezza a capire, la nostra negligenza nella pratica della Bibbia, la nostra negligenza nella predicazione della Bibbia. Perdonaci se siamo ancora bambini dopo tutti questi anni. Oh Spirito santo di Dio rinnovaci e ravvivaci; usa la tua parola e i tuoi sacramenti per renderci cristiani più forti e migliori e più fedeli e più coerenti e più perseveranti perché signore vogliamo ereditare le profezie, non vogliamo uscire di strada. Oh Dio mantienici credenti, tienici lontani dal precipizio tienici lontani dal ciglio, possano le nostre vite essere vissute abitualmente con il cuore in obbedienza a te. Per amore di Gesù. Amen.


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