Ascolta l'audiolibro:

Lezione 10 – 2° Samuele

Un’intera vita ricca della benignità di Dio

La nostra lezione dalle Scritture oggi proviene da 2° Samuele 22, e solo un’intestazione ed un verso da Salmo 18 che è speculare a 2° Samuele 22. Salmo 18 è 2° Samuele 22. Ma c’è un’intestazione ispirata dallo Spirito Santo al Salmo 18, e un primo verso nel Salmo 18 che non compare in 2° Samuele 22. Così,  noi leggeremo quell’intestazione e quel verso dal Salmo 18 e poi torneremo a 2° Samuele 22.

A proposito, non tutti i Salmi hanno l’intestazione. Alcune sono lì aggiunte dall’editore della Bibbia. Ma questa intestazione è ispirata da Dio. C’è nell’originale ebraico. Salmo 18 “Al maestro del coro. Salmo di Davide, servo dell’Eterno, che rivolse all’Eterno le parole di questo cantico, nel giorno in cui l’Eterno lo liberò dalla mano di tutti i suoi nemici e dalla mano di Saul. Egli disse: ‘Ti amo, o Eterno, mia forza.’”

2° Samuele 22,

1 Davide rivolse all’Eterno le parole di questo cantico nel giorno che l’Eterno lo liberò dalla mano di tutti i suoi nemici e dalla mano di Saul. Egli disse:
2 «L’Eterno è la mia rocca, la mia fortezza e il mio liberatore,
3 il mio Dio, la mia rupe in cui mi rifugio, il mio scudo, la potenza della mia salvezza, il mio alto rifugio, il mio asilo. O mio salvatore, tu mi salvi dalla violenza!.

(Non leggo tutto il capitolo ma chi ascolta questo audio avrà cura di tenere aperta la bibbia su 2 Samuele 22 e un dito su salmi 18 – N.d.T..)

Vi ricorderete che la settimana scorsa abbiamo considerato 1° Samuele. Ed ora stiamo prendendo in considerazione 2° Samuele. Ricorderete che questi due libri comprendono una storia che va dall’ultimo dei Giudici che fu Samuele al regno di Re Davide. E il punto focale di questi due libri è la necessità di un buon Re nella comunità pattizia. E quel buon Re, naturalmente, è nessun altri che il Signore Gesù Cristo. E per indicare questa necessità e che tipo di Re era necessario ad Israele ci sono in questi due libri quattro personaggi che sono in evidenza in mezzo a molti altri. Avete due cattivi e due buoni. I due cattivi sono Eli e Saul. Eli era patetico come sacerdote e come padre. E Saul era un autocrate caparbio. Quello è il tipo di re che non volete. Poi ci sono due buoni. C’era Samuele il profeta, che fu anche l’ultimo dei Giudici. E c’era re Davide. Entrambi uomini pii. Uomini molto pii che furono esempi e tipi del Signore Gesù Cristo e del re desiderabile. Nessuno dei due fu perfetto. Ci furono diverse pecche nelle loro vite. Infatti, tutte le figure  di Cristo, quelle persone che in un modo o in un altro furono simbolici di Cristo ebbero pecche in loro, pecche serie, cosicché nessuno riponesse la propria speranza nell’uomo, ma guardassero avanti al perfetto Gesù Cristo.

2° Samuele è in maniera predominante la storia di re Davide. La sua ascesa al potere, il suo regno, i suoi peccati, le sue vittorie. E il capitolo più importante in 2° Samuele credo sia il capitolo 7.  Nel 7° capitolo abbiamo un documento del patto che Dio fece con Davide. Voglio leggervi quel patto perché è lo stadio cruciale del piano di salvezza nel VT. La relazione pattizia di Dio col suo popolo, le promesse di Dio al suo popolo, il piano di salvezza di Dio per il suo popolo non diventerà migliore o più alto o più eccelso del patto con Davide. Questo è il grande, cruciale, patto del VT. La sola cosa che viene dopo è il grande nuovo patto nel Signore Gesù Cristo. Questo è immensamente più glorioso di qualsiasi cosa l’abbia preceduto e che adempie tutti i patti che l’hanno preceduto. Ma io sto cercando di impressionarvi con questo patto che Dio fece con Davide in 2° Samuele.

Lasciatemi dunque leggere i versi da 12 a 16. Come noterete, danno forma al resto dell’AT e al NT. 2° Samuele 7: 12-16.

Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu riposerai con i tuoi padri, io innalzerò dopo di te la tua discendenza che uscirà dalle tue viscere e stabilirò il suo regno. Egli edificherà una casa al mio Nome e io renderò stabile per sempre il trono del suo regno. Io sarò per lui un padre ed egli mi sarà un figlio; quando farà del male, lo castigherò con verga d’uomo e con colpi di figli d’uomini, ma la mia misericordia non si allontanerà, come l’ho ritirata da Saul, che io ho rimosso davanti a te. La tua casa e il tuo regno saranno resi saldi per sempre davanti a me e il tuo trono sarà reso stabile per sempre.

Se leggete il resto dell’AT, 1° e 2° Re, 1° e 2° Cronache, Esdra, i Profeti, Isaia, Geremia, e tutti gli altri, sono questi versi e le promesse contenute in questi versi che danno forma al messaggio del resto dell’AT e provvedono la cornice per il resto della storia d’Israele. Questa è l’importanza del patto. Ma poi influenza drammaticamente il NT. Lo sapete che proprio le prime cose che il NT dice di Gesù, e che anche le ultime che il NT dice di Gesù, sono tratte da questi versi che ho appena letto. Matteo 1: 1 dice, proprio all’inizio del NT: “Libro della genealogia di Gesú Cristo, figlio di Davide…”. E poi il NT termina in Apocalisse 22: 16 con queste parole: «Io, Gesú, ho mandato il mio angelo per testimoniarvi queste cose nelle chiese. Io sono la Radice e la progenie di Davide, la lucente stella del mattino». Sono la radice, questa è una dichiarazione di essere Dio. Ma sono anche un discendente di Davide. Vedete dunque che l’ultima cosa che Gesù ha voluto che sapessimo di lui ha riferimento a questo patto che Dio fece con Davide in 2° Samuele 7.

E voi ricordate come l’arcangelo Gabriele annunciò alla vergine Maria che avrebbe concepito il Messia. Vi ricordate cosa egli disse lì in Luca 1:30,

Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, tu concepirai nel grembo e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesú. Egli sarà grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo; e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre; e regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine”. Sapete  che sia Giuseppe che Maria erano diretti discendenti di Davide: “gli darà il trono di Davide, suo padre; e regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine.

Vedete dunque che la stessa precisa spiegazione che l’angelo diede a Maria circa questo salvatore nato da una vergine che sarebbe venuto dal suo seno era nei termini della promessa che leggiamo in 2° Samuele 7 in questo patto con Davide. E ci sono lì tre promesse che voglio notiate in 2° Samuele. Ci sono tre promesse che Dio fece a Davide delle quali il Signore Gesù Cristo è l’esplicito compimento. Notate in 2° Samuele 7:13. vediamo la promessa di una casa. Egli dice: “Egli” cioè il discendente di Davide “edificherà una casa al mio nome”. Ora, naturalmente, questo ha un riferimento immediato a Salomone. Vi ricordate che Davide voleva costruire un tempio al Signore, ma Dio gli disse che questo non faceva parte del suo piano. Egli voleva che fosse suo figlio Salomone a farlo. E così Salomone edificò una casa per il nome di Dio nel grande e glorioso tempio in Gerusalemme. Ma benché quello fosse l’immediato adempimento di questa promessa, essa non fu adempiuta esaustivamente in Salomone anzi, essa ha un compimento tripartito nel NT. Questa promessa dice che Dio avrebbe avuto una casa e che il discendente di Davide  gli avrebbe edificato una casa, un luogo sulla terra dove Dio avrebbe dimorato, la casa di Dio sulla terra dove Dio sarebbe entrato in comunione con quelli che lo amano, che è ciò che il Giardino d’Eden era in origine, era la casa di Dio, ad Adamo ed Eva fu concesso di vivere in quella casa. Il peccato interruppe, distrusse tutto. Il diluvio spazzò il giardino dalla faccia della terra. E, certamente, Salomone costruì il tempio che era simbolico di quella casa. Ma il NT dice che ha un compimento tripartito.

Per esempio, ovviamente ha riferimento al Signore Gesù Cristo stesso. La Bibbia dice che la pienezza di Dio abita in lui in forma corporale. La gloria di Dio abita in lui talché egli è effettivamente chiamato il Signore della Gloria. Di fatto nel primo capitolo di Giovanni essa dice: “Nel principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio,” e più giù al verso 14 dice: “E il Verbo si è fatto carne e ha dimorato un tempo fra noi.” E la parola dimorato, lì nel greco significa ‘tabernacolato’ fra noi, e noi abbiamo contemplato la sua gloria. La Shekinah, la gloria che riempì il tempio, piena di grazia e di verità, il Signore Gesù Cristo è il tabernacolo, il tempio di Dio sulla terra, talché, se vuoi aver qualcosa a che vedere col Signore, se vuoi vedere la gloria di Dio, se vuoi essere salvato da Dio e istruito da Dio, devi venire a Dio nel Signore Gesù Cristo. Egli è il santuario di Dio sulla terra. egli è il tempio di Dio. Egli è il ‘luogo’ dove Dio deve essere adorato talché è impossibile adorare Dio separatamente dal Signore Gesù Cristo.

Ma c’è anche un secondo adempimento nel NT: la chiesa è chiamata il tempio di Dio. Andate a 1 Corinzi 3:16. Noterete che Paolo sta parlando al plurale, e si sta riferendo ai fratelli lì nel primo verso del terzo capitolo: “Or io fratelli, non ho potuto parlare a voi come a spirituali… (ss.vs.9)” Sta parlando alla chiesa del posto, la chiesa è il tempio di Dio, e lo Spirito di Dio dimora in voi, “se un altro vi costruisce sopra…” Paolo non sta parlando di architettura, non sta parlando di mattoni e malta, sta parlando del corpo di Cristo, e dice: Voi siete il corpo di Cristo, come gruppo di persone incorporato siete il luogo dove Dio dimora in questa terra, e lo Spirito Santo di Dio prende residenza dentro la chiesa ed equipaggia la chiesa con ogni dono spirituale di cui abbia bisogno per eseguire il compito che Dio le ha assegnato.

Guardate ad Efesini 2:19 e vedrete la stessa enfasi

Voi dunque non siete piú forestieri né ospiti, ma concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio, edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Gesú Cristo stesso la pietra angolare, su cui tutto l’edificio ben collegato cresce per essere un tempio santo nel Signore, nel quale anche voi siete insieme edificati per essere una dimora di Dio nello Spirito.

Voi in quanto chiesa siete la casa di Dio, siete il tempio di Dio e il luogo della sua dimora. Vedete il compimento della promessa di Dio a Davide: Io mi edifico una casa sulla terra dove prenderò dimora, e la gente può relazionarsi a me. Quella casa è Cristo, e il suo corpo è la chiesa del Signore Gesù Cristo.

Ma guardate ora a 1 Corinzi 6: 19 e vedrete il terzo adempimento di quella grande promessa. Nel mettere i corinzi in guardia contro l’immoralità egli dice: “Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi, il quale voi avete da Dio, e che voi non appartenete a voi stessi?” e nel contesto non è il corpo mistico della chiesa, è il corpo fisico: “Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito santo” qui come vedete non è solo la chiesa come unità incorporata ad essere ripiena di Spirito santo ma individui credenti. Voi che siete credenti nel Signore Gesù siete un tempio di Dio, siete il luogo dove Dio dimora sulla terra. E quando vivete per lui e siete suoi testimoni, la gente sta trattando con Dio attraverso voi. Così, vedete che questa ricca promessa di Dio di edificargli una casa sulla terra fa riferimento al Signore Gesù Cristo. Fa riferimento al suo corpo: la chiesa. Fa riferimento a credenti individuali che sono templi dello Spirito santo di Dio. Così Dio continua a trattare con noi come una unità, come chiesa, come un corpo. E allo stesso tempo dà valore a ciascuno di noi individualmente.

Ora, c’è una seconda promessa indietro qui a 2° Samuele 7. Guardate i versi 12 e 13 e poi 16. Qui c’è la promessa di un regno

Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu riposerai con i tuoi padri, io innalzerò dopo di te la tua discendenza che uscirà dalle tue viscere e stabilirò il suo regno. Egli edificherà una casa al mio Nome e io renderò stabile per sempre il trono del suo regno.

La tua casa e il tuo regno saranno resi saldi per sempre davanti a me e il tuo trono sarà reso stabile per sempre”

Ora qui, ancora una volta, ovviamente questo fa riferimento immediato alla dinastia di Davide e al regno unito d’Israele. Ma dice “per sempre”. È ovviamente una promessa circa un regno che è maggiore rispetto ad un regno che era semplicemente e puramente umano con riferimento al popolo Giudaico del VT. È ovvio che questa promessa indica oltre Davide al Signore Gesù Cristo il cui regno è eterno. La Bibbia dice, in Efesini 1 che quando Dio lo ha resuscitato dai morti, Dio lo ha posto come autorità suprema su tutte le altre autorità sulla faccia di questa terra. E il libro di Rivelazione dice che i regni di questa terra sono diventati il regno del nostro Dio e del suo Cristo. Di fatto Dio dice nel libro di Daniele 7:14 “A lui fu dato dominio, gloria e regno, perché tutti i popoli, nazioni e lingue lo servissero, il suo dominio è un dominio eterno che non passerà, e il suo regno è un regno che non sarà mai distrutto”. Il regno del Signore Gesù Cristo rappresentato in Davide è ben più grande. Non ha limiti. È globale e universale. È eterno. Vince ogni opposizione. Avanza in questo mondo attraverso la strumentalità dei cristiani che servono il Signore Gesù Cristo, che vivono in fedeltà a Lui, che allevano i loro figli in fedeltà a Lui e che gli sono testimoni in ogni sfera della loro vita.

E poi c’è una terza promessa. Nella prima Dio dice: Io avrò una casa sulla terra dove la gente potrà avere comunione con me. Avrò un regno sulla terra. Questo regno abbatterà ogni opposizione e catturerà i cuori della gente in modo che  vorranno venire nella mia casa e avere comunione con me. E costruirò questa casa e questo regno per mezzo di un Messia divino-umano. Guardate al verso 12 e poi di nuovo alla prima parte del verso 14. “Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu riposerai con i tuoi padri, io innalzerò dopo di te la tua discendenza che uscirà dalle tue viscere e stabilirò il suo regno. … Io sarò per lui un padre ed egli mi sarà un figlio.” Dio dice: Colui che costruirà questa casa ed erigerà questo regno, è tuo figlio, Davide. Ed è il figlio di Dio. È uno che è completamente e pienamente umano, ed anche pienamente e completamente Dio. Ora, ovviamente e ancora una volta questa promessa di un grande Re, un discendente di Davide, ha rifermento immediato al figlio e successore di Davide, Salomone. Lo vediamo dal verso 14, la seconda parte, quando dice: “Quando farà del male, lo castigherò con verga d’uomo e con colpi di figli d’uomini.” Quindi, a quanto pare, Salomone ricevette molti castighi. Ma Gesù, se mai ricevette colpi di verga dai suoi genitori, questi furono totalmente ingiusti e immotivati perché Egli non commise mai alcun peccato. Quindi il verso ha riferimento immediato a Salomone. Ma poi va oltre ovviamente al Signore Gesù Cristo, il figlio di Dio, la radice di Davide (Apocalisse 22) e progenie di Davide. Colui che è la sorgente della vita di Davide, e Colui che è il discendente di Davide. Gesù è il figlio di Davide e il figlio di Dio. Il figlio di Davide è anche  il Signore di Davide. E perciò in Ebrei troviamo un verso riferito a Cristo. “Il tuo trono, o Dio, è per sempre” (Eb. 1:8).

Di fatto, nel NT il punto focale del Vangelo in Romani 1 è sul Figlio di Dio; dice: “Riguardo a suo figlio nato dal seme di Davide secondo la carne. E che è dichiarato figlio di Dio con potenza mediante la resurrezione dai morti”. Il NT prosegue con lo stesso tema: Gesù non è solamente il figlio di Davide, è anche figlio di Dio, e in quanto tale egli edifica la casa di Dio, ed erige il regno di Dio, talché per essere cristiani, voi ed io dobbiamo inchinarci davanti a questo re, e dobbiamo confessare il suo regno su di noi davanti a tutti gli uomini. Che se confessi con la tua bocca il Signore Gesú, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato.

Tanto basta come introduzione all’intero libro. Concentriamoci adesso su 2° Samuele 22 che è di soli 51 versi. Questo canto fu composto tardi nella vita di Davide, dopo che era già diventato un re di successo. Dopo che già aveva stabilito la pace e stroncato tutte le ostilità e i nemici d’Israele sia interni che stranieri. Aveva già formato il regno unificato con la capitale a Gerusalemme. Ed aveva già costituito Gerusalemme come centro di adorazione per tutta la nazione. Egli guidò una grande rivitalizzazione economica in Israele e così espanse i confini d’Israele che divenne un vasto impero dall’Egitto fino a oltre la Siria e al golfo di Aquaba talché agli inizi del 10° secolo, non lo troverete nei libri di storia, ma è vero, lo trovate nella Bibbia, Israele era la nazione più potente politicamente, socialmente, economicamente e militarmente in tutto il Medio Oriente sotto Re Davide e poi sotto la guida di Salomone. E così Davide ora sta scrivendo questo Salmo dopo che ha avuto una vita di successo come re d’Israele.

2° Samuele 22 è stato definito da alcuni commentari un “Grande Alleluia con cui Davide si ritira dal teatro della vita.” Altri hanno detto che questo Salmo è una lode a Dio per la vita intera di Davide che è stata ricca di esperienze dell’amore e della bontà di Dio. E un altro l’ha definito un ringraziamento all’ascensione di Cristo tema che vedremo un po’ più avanti. La ragione per quel titolo: un ringraziamento per l’ascensione di Cristo è che questo Salmo, come molti altri, è un Salmo Messianico. Ciò significa che il Salmo nacque dall’esperienza personale di Davide ed effettivamente esprime ciò che Davide come uomo stava provando, eppure, allo stesso tempo è una profezia concernente il Messia promesso, il Signore Gesù Cristo. Di fatto, 2° Samuele 22 è così esplicitamente messianico da essere inintelligibile in alcune parti a meno che non comprendiamo che concerne il Signore Gesù Cristo. Ora, come possiamo sapere che 2° Samuele 22 in ultima analisi parla di Gesù?

Ebbene, prima di tutto perché Gesù ha detto che la Legge e i Profeti, il che include 2° Samuele, e i Salmi parlano di Lui. Inoltre, ci sono in questo Salmo descrizioni della profondità della sofferenza e dell’estensione del regno che non possono essere alla lettera veri di un semplice mortale. E, terzo e direi più importante, il NT stesso identifica 2° Samuele 22 come un Salmo su Gesù. In Romani 15: 8-9 leggiamo queste parole:

Or io dico che Gesú Cristo è diventato ministro dei circoncisi a difesa della verità di Dio, per confermare le promesse fatte ai padri, ed ha accolto i gentili per la sua misericordia, affinché glorifichino Dio come sta scritto: “Per questo ti celebrerò fra le genti, e canterò le lodi del tuo nome”.

Che è una citazione di 2° Samuele 22:50 che è anche una citazione di Salmo 18:51.  Il punto è questo: il Nuovo Testamento vede questo canto parlare dell’estensione del governo e del regno di Cristo attraverso tutto il mondo. Così se leggete dei commentari che comprendono la natura Cristo-centrica del VT questi troveranno in questo Salmo le sofferenze di Cristo, la giustizia e la purezza di carattere di Cristo; la vittoria di Cristo su tutti i suoi nemici. Vedono in questo una profezia della distruzione della nazione Giudaica e la conversione del mondo non Giudaico. Calvino ha detto che in questo Salmo Davide mostra che il suo regno era un’immagine e un tipo (figura) del regno di Cristo: “Per insegnare ed assicurare al fedele che Cristo, in faccia a tutto il mondo e nonostante tutta la resistenza che questo può opporre, sarà sempre vittorioso per la stupenda e incomprensibile potenza del Padre.”  In altre parole, Calvino dice che il punto di questo Salmo è che malgrado quanto il mondo possa contrastare Cristo, Egli vincerà e il suo regno trionferà su tutti.

Ora diamo solo un’occhiata alla messianicità del Salmo perché fondamentalmente questa mattina vogliamo considerare l’esperienza di Davide. Ma voglio che vediate come Cristo è ritratto in questo particolare salmo. Per esempio, nei versi 2-5, provate a sedervi e leggere queste parole come se provenissero dalla bocca di Gesù, perché è da lì che provengono. E nei versi 2-4 vedete Cristo esprimere la sua delizia nel Signore e il suo amore per il Signore. Nei versi 5-7 vedete la tremenda angoscia a cui si sottopone nel morire per i peccatori. “Le onde della morte mi avevano circondato e i torrenti della distruzione mi avevano spaventato. I dolori dello Sceol mi avevano avvolto e i lacci della morte mi stavano davanti.” Poi, nei versi 8-20 vedete come Dio lo ha liberato dalle sue sofferenze, e vedete un annuncio della resurrezione del Signore Gesù Cristo. Nei versi 21-30 vedete le ragioni per la sua liberazione: Dio lo ha resuscitato dai morti perché non aveva meritato di soffrire. Egli era un uomo di giustizia totale e di totale devozione al Signore. Poi, nei versi 31-46 vedete Dio profetizzare lo stabilimento del regno di Cristo sopra tutte le nazioni che un tempo gli avevano resistito. E infine il Salmo termina con i versi 47-51 con questa grande lode a Cristo il Re per la sua consumazione finale e per il trionfo del suo regno eterno attraverso tutto l’universo. È dunque un bel quadro dell’opera e della persona del Signore Gesù Cristo.

Ma stamane voglio che vediamo, nel tempo che ci rimane, cosa questo Salmo significasse per Davide. Solo pochi minuti fa ho letto il primo verso di Salmo 18 che non è incluso in 2° Samuele 22. Comincia con queste parole: “Ti amo, o Eterno, mia forza.” In altre parole, quando Davide colloca questo scritto nel libro dei Salmi aggiunge quella frase. Ed è un’esplosione di adorante gratitudine: Ti amo Signore mio Dio. Ed è in questo modo che comincia la sua confessione di lode al Signore quale fonte della sua protezione, aiuto e liberazione, guida e successo. E notate come si rivolge a Dio proprio dal principio di 2° Samuele 22.3 “Il mio Dio è la mia rupe”. Giù al verso 7 “Nella mia angoscia invocai l’Eterno e gridai al mio Dio”. Verso 30 “con te posso assalire una schiera, con il mio Dio posso saltare sopra un muro.” Quella parola ‘mio’ è una parola molto importante qui. Implica intimità di relazione tra Davide e il Dio vivente; una relazione che guardando all’indietro Davide vede cominciare per lui nel grembo di sua madre.

Vi ricordate Salmo 22: 9-10 dove Davide dice al Signore:

Certo tu sei colui che mi hai tratto fuori dal grembo materno mi hai fatto avere fiducia in te da quando riposavo sulle mammelle di mia madre. Io fui abbandonato a te fin dalla mia nascita; tu sei il mio Dio fin dal grembo di mia madre.

Signore, tu mi hai dato la fede mentre ero ancora un lattante. E sei stato il mio Dio fin dal grembo materno. Perfino quando non ero ancora nato ho goduto amicizia e dolce comunione col mio Dio. E vedete che quella parola fa tutto un mondo di differenza, disse Martin Lutero. Per esempio, nel Salmo 23, basandosi su quel salmo Lutero dice: “C’è un mondo di differenza tra il dire il Signore è un pastore e il Signore è il mio pastore. E quella è la parola. Non sta dicendo il Signore è una rocca. E il Signore è una fortezza. E, il Signore è un’alta torre. E, il Signore è una fonte della mia forza. Ma il mio Dio è la mia rocca e la fonte della mia forza e la mia salvezza. Voi vedete che quella piccola parola di tre lettere fa un mondo di differenza. Implica la relazione più stretta possibile tra un mortale e il Dio vivente. Infatti, la parola amore lì non è la vostra normale parola per amore nel VT.

Lasciate che accenni ad alcuni modi in cui “io ti amo” è stato tradotto negli ultimi secoli: io ti amerò affezionatamente; ti amerò con tutto il mio ardore, di amerò caramente, esageratamente; ti amerò col massimo affetto con la mia intera anima, con bramosia d’amore ti amerò. La parola stesa implica intimo affetto. Significa amare col più forte e più profondo sentimento del cuore. E Davide il re, pubblicamente, davanti a tutti dice: io ti amo Signore mia forza. Quando Gesù disse che dobbiamo amare il Signore nostro Dio con tutto il nostro cuore, con tutta la nostra anima, con tutta la nostra mente, non abbracciamo solo dottrina, non è solo leggi per le quali viviamo: amiamo il nostro Dio con impeto, con tutto l’affetto che il nostro finito, mortale, può trovare in sé stesso. Questo è ciò che diciamo al mondo. Non che siamo semplicemente obbedienti, non che siamo semplicemente calvinisti, e io prego che siate entrambe le cose, ma che amiamo il nostro Dio.

E poi il canto comincia come vi aspettereste  cominci ogni culto, con amorevole e grata adorazione di Dio. Permettete che vi dia un piccolo schema di questo Salmo in modo che possiate vederne il fluire. Esso possiede un fluire definito, versi 2-4, Davide sta offrendo a Dio la sua grata ed amorevole adorazione a motivo della bontà di Dio nei suoi confronti. Nei versi da 5 a 20 si vede un poderoso quadro di una vita colma dell’esperienza dell’amore  e della bontà di Dio. Nei versi da 21 a 28 si vede la ragione per l’aiuto di Dio a Davide. Nei versi da 30 a 36 si vede Dio promettere e infatti garantire a Davide la sconfitta di tutti quelli che si erano levati contro di lui; e nei versi da 47 a 51 si vede il perdurare della dinastia di Davide e del suo regno e il regno eterno del Signore Gesù Cristo.

Anche se è usata solo una volta o due, la parola ‘hesed’ che abbiamo studiato la settimana scorsa ancora una volta si presenta prominente, il concetto che viene alla ribalta attraverso tutto il cantico è quello dell’amorevole bontà di Dio. L’hesed di Dio; la fedeltà di Dio; la lealtà di Dio a questo legame che ha stabilito con noi nel Signore Gesù Cristo. Questo è il significato quando Davide dice che Dio è la nostra Rocca, come nel verso 32: “Infatti chi è Dio all’infuori dell’Eterno? E chi è la Rocca all’infuori del nostro Dio?” Verso 47: “Viva l’Eterno! Sia benedetta la mia Rocca! Sia esaltato Dio, la Rocca della mia salvezza!” Qual è quella cosa che è ovvia di una roccia? È che sta ferma dov’è. Non si muove, non cambia. È immutabile. Rimane dov’è; e quando si dice di Dio che è la nostra rocc(i)a significa che è immutabile. Ed essere immutabile come una roccia vuole dire che Egli è fedele e immutabile in ogni promessa che ci ha fatto. Egli è immutabile nel suo amore per noi. È immutabile nella Parola che ci ha rivelato. Ed Egli è fedele a tutto ciò che ha promesso in ogni cosa che ha parlato. Una volta che Dio ci ama, ci ama per sempre. E non smette mai di amarci. Perché? Perché è una roccia. Una volta che Dio entra in un rapporto d’amicizia con noi e ci diventa fedele, è fedele a noi per sempre. Perché? Perché Dio è una roccia, e le rocce non mutano, e la sua fedeltà è per sempre. E il Salmo intero concerne la fedeltà di Dio e la sua amorevole bontà.

Guardate nel verso 17. Dice che Egli stese la mano, allungò la mano dal cielo e mi salvò. Guardate nel verso 20, la seconda parte: “Egli mi liberò perché mi gradisce.” Verso 51: “Perciò, o Eterno, ti celebrerò fra le nazioni e canterò le lodi del tuo nome. Grandi liberazioni egli concede al suo re, e usa benignità verso il suo unto, verso Davide e la sua discendenza per sempre”

Dunque questo Salmo in tutte le sue parti esprime il fatto che l’intera vita di Davide come re d’Israele fu una esperienza dopo l’altra della manifestazione dell’amorevole benignità di Dio nella sua vita. E così egli comincia coi versi 2-4 adorando Dio e cantando le sue lodi.

Notate tutti i titoli per Dio qui nei primi quattro versi. Dio è la mia rocca. La prima volta che la parola ‘rocca’ compare qui è la stessa che significa picco, spuntone, rupe, cioè una protezione ad un’altezza inaccessibile. Qualcuno crede perfino che Masada sia stata una fortezza di Davide. Se siete stati a Masada sapete che a quei tempi sarebbe stata inaccessibile. Dio è la nostra rocca e la nostra fortezza nel verso 2, la nostra difesa armata, il mio liberatore. Colui che mi protegge e mi permette di camminare in libertà Egli è il mio Dio. Il padre celeste che è l’oggetto della mia lode. Egli è la mia rupe. Ora questa è un’altra parola ebraica e significa un luogo a cui si va per protezione e rifugio. Egli è il mio scudo. Egli è il corno della mia salvezza. Il corno era simbolo di forza come nei tori che hanno nelle corna la loro forza. Egli è il mio alto rifugio, la mia alta torre, il luogo della mia protezione. Il mio salvatore, e per salvatore egli vuole dire colui che mi dà la vittoria e il mio liberatore, colui che mi ristabilisce.

E Questi è, nel verso 4, il Signore Jehovah, il mio Dio dell’Alleanza. Davide ammucchia tutte queste metafore una sull’altra per imprimere in noi una grande verità: che Dio semplicemente ci ama e che fa cose buone per il suo popolo. Questo è il punto di tutti questi titoli. Dio ama fare cose buone per noi. E così Davide dice al verso 4: “Io invoco l’Eterno che è degno di essere lodato, e sono salvato dai miei nemici.” Se siete capaci per la grazia di Dio di sviluppare questa mentalità nel mezzo dei problemi e delle persecuzioni, saprete cosa significhi avere pace. Dove voglio arrivare? Essere capaci di Dire: “Dio è degno di essere lodato” quando siete circondati dai vostri nemici e sentite il loro fiato sul collo, e i torrenti della distruzione vi spaventano e i lacci della morte vi stanno davanti e i dolori dello Sceol vi avvolgono, quando siete in questa situazione, e siete capaci di dire: Dio è degno di essere lodato, per tutte le cose che avvengono nella mia vita, non appena cominciate a lodare Dio nel mezzo dei vostri guai, disse Lutero, il vostro senso del male comincerà a diminuire, il conforto del vostro cuore comincerà a crescere, e sarete capaci di invocare Dio con fiducia e a guardare il futuro con speranza malgrado quanto possano essere serie le tribolazioni che state attraversando. Così Davide disse, anche in mezzo ai suoi nemici: Dio è degno d’essere lodato, e io ti amo oh Signore mia forza.

Ora, nei versi da 5 a 20 vediamo un quadro poderoso dell’intervento dell’amorevole benevolenza di Dio nella vita di Davide. Davide era stato in estremo pericolo nei versi 4-5. i suoi nemici erano stati molti. Erano potenti, erano astuti, lo avevano quasi rovinato. Ma notate nel verso 7: “nella mia angoscia invocai l’Eterno e gridai al mio Dio. Egli udì la mia voce dal suo tempio e il mio grido giunse ai suoi orecchi” e il resto del Salmo scaturisce da quella preghiera. Voglio che impariate qualcosa qui sul ruolo della preghiera nella vita cristiana, in modo particolare quando siete nel mezzo delle tribolazioni e della persecuzione. Questo Salmo non ci insegna della potenza della preghiera, ci insegna come Dio manifesta la sua tremenda potenza attraverso le nostre flebili preghiere. Davide disse, ero nel vortice di tutti questi pensieri che stavo per morire, e nella mia angoscia ho invocato il Signore, ho gridato al mio Dio, e dal suo tempio Egli ha udito la mia voce. Dal suo tempio in cielo il Dio santo e maestoso udì la voce di questo flebile uomo, nel suo grido per aiuto e liberazione. E notate cosa accade dopo.

“Allora la terra fu scossa e tremò, le fondamenta dei cieli furono smosse e scrollate perché Egli era acceso d’ira. Un fumo saliva dalle sue narici”.

Non ameresti anche tu che Dio rispondesse alle tue preghiere allo stesso modo? Che tu gridassi nella tua angosce per liberazione e protezione e direzione per te stesso e la famiglia e la chiesa di Dio. E poi, tutto ad un tratto il mondo comincia ad essere scosso. Ora, queste sono  figure retoriche, immagini linguistiche. Alcune delle immagini linguistiche, figure di parola più potenti di qualsiasi letteratura ebraica si trovano in 2 Samuele 22. Egli gridò, perché aveva nemici più forti di lui. Guardate verso 18 “Mi liberò dal mio potente nemico e da quelli che mi odiavano, perché erano più forti di me.” Davide disse: io non posso farcela con loro, hanno maggior potenza di fuoco, io gridai a Dio ed egli udì la mia voce. E allora tutto cominciò a scuotere, tuoni, fulmini, tutto questo è in figure linguistiche poderose. Dio cominciò a cambiare ogni cosa. A ribaltare nazioni intere. Schiacciare intere nazioni giusto per salvare il suo piccolo debole figlio.

Sapete cosa trovo sorprendente? Si leggono tutte queste figure di parola che dipingono la terra che si scuote e cieli che tremano e il fumo che esce dalle sue narici. Il cavalcare sopra un cherubino e apparire sulle ali del vento, e lampi che mettono in rotta i nemici e carboni accesi sparati dal suo naso talché dite, ragazzi mi piacerebbe essere vissuto a quei tempi quando Dio faceva tutti miracoli come quelli. Non c’era alcun miracolo qui. Dio non fece alcun miracolo per liberare Davide  e salvarlo dai suoi nemici. Questo è un uomo che prega e Dio nella sua magnifica provvidenza risponde alla preghiera di Davide. Eppure, quando Davide vede Dio all’opera, il solo modo in cui può esprimere ciò che vede è con queste iperbole e con queste figure di parola. Per quanto mi riguarda, oh Signore, nello sconfiggere i miei nemici quando mi stavano sopraffacendo, fu come se la terra fosse stata scossa, e tu hai trasformato  e messo sossopra l’intera struttura della terra. questo è ciò che Davide vide.

Cosa videro i suoi nemici? I suoi nemici videro un Dio adirato che li distruggeva. Cosa videro gli occhi di Davide? Gli occhi di Davide videro suo padre venire in suo salvataggio in amorevole benevolenza e muovere il cielo nel farlo. Per come vedi le risposte tutto dipende dalla tua relazione con Cristo. Se per esempio, vedete ciò che avviene intorno a voi come madre natura, allora voi state credendo solamente una fantasia pagana. Questo mondo della natura, se così lo volete chiamare, è un mondo di provvidenza di Dio. E noi siamo chiamati a guardare al modo in cui Dio tratta con noi nella sua provvidenza per vedere come risponde alle nostre preghiere, e come interviene nelle nostre vite a motivo del suo amore e della sua misericordia per noi, per salvarci. Per assolvere noi e per distruggere i nostri nemici. Ma dovete avere occhi per vederlo. Quindi, cosa vide Davide quando si rese conto che Dio aveva ascoltato la sua preghiera? Vide la terra tremare. Vide lampi e tuoni. Vide fuoco uscire dalle narici di Dio. Tutto per lui. Solo per salvare lui e il suo popolo dai loro nemici. Assicuratevi di avere la giusta relazione con Gesù Cristo in modo che voi possiate vedere queste cose. Così che quando gridate al Signore in tempo di bisogno, voi terrete i vostri occhi della fede ben aperti. E vi aspettate la risposta, e osserverete come il sovrano Dio Padre scuoterà tutto quanto – giusto per la vostra liberazione.

Ma sapete qual è la cosa più grande, ne sono certo, che ci fu nella risposta alla preghiera di Davide? Dice, nel verso 7 che Dio dal suo tempio udì la sua voce. E, al Verso 10 dice che abbassò i cieli e discese. Sapete, quando siete capaci di dire: “Ti amo o Dio mia forza” allora non importa veramente se sarete salvati dai vostri problemi se sapete che Dio sta scendendo e starà in comunione con voi nel mezzo di tutti i problemi. Se voi sapete che Dio è là, sarete capaci di affrontare qualsiasi cosa il nemico voglia lanciare contro di voi. E così Davide dice: non solo Dio venne in mio aiuto un maniera drammatica, ma venne a me, e ha manifestato la sua presenza nella mia vita, ed è stato con me. E finché io fui consapevole  che Egli era lì in questa fossa con me, fui capace di affrontare qualsiasi cosa il mondo mi lanciasse contro.

E nel verso 19 dice: “L’Eterno fu il mio sostegno e mi trasse fuori al largo”. Non ero più in un luogo ristretto. Ero ‘al largo’ con ampia libertà di movimento. Nessuna restrizione alle mie mosse. Fui in sicurezza anche nel mezzo di tutti questi assalti contro di me. E perché il Signore salvò Davide? Ebbene, notate la prima ragione nel verso 20: “Egli mi liberò perché mi gradisce”  Non aveva il dovere di farlo. Non aveva il dovere di amarmi. Non aveva il dovere di dimostrarmi nessun amorevole benevolenza. Non aveva il dovere di fare di me un suo amico. Non aveva il dovere di venire a salvarmi. Ma lo fece. A motivo della sua grazia sovrana.

Ora, i versi da 21 a 28 si sono dimostrati difficili per alcuni. Essi hanno letto questi versi come se il VT insegnasse qualcosa di diverso dal NT. Osservate questi versetti. Qui c’è la ragione per cui Dio venne in aiuto a Davide. Egli dice, dal verso 21

L’Eterno mi ha retribuito secondo la mia giustizia e mi ha reso secondo la purità delle mie mani,  perché ho osservato le vie dell’Eterno e non mi sono empiamente sviato dal mio DIO. Poiché ho tenuto davanti a me tutte le sue leggi e non mi sono allontanato dai suoi statuti. Sono stato integro verso di lui e mi sono guardato dalla mia iniquità. Perciò l’Eterno mi ha reso secondo la mia giustizia secondo la mia purità davanti ai suoi occhi. Tu ti mostri pietoso verso l’uomo pio, e retto verso l’uomo retto; ti mostri puro col puro e ti mostri astuto col perverso.

Letteralmente perverso o contorto. Tu salvi la gente afflitta. Ora, dov’è la difficoltà con tutto questo? Ebbene, a prima vista sembra che Davide si stia contraddicendo, non è vero? Nella prima porzione di questo Salmo Davide attribuisce tutte le buone cose che ha all’amorevole benevolenza del Signore. Ed ora, improvvisamente comincia a gloriarsi tutto ad un tratto adesso dice: Dio mi ha benedetto perché me lo meritavo. Perché “Io valgo,”  come diceva quella vecchia pubblicità del l’Oreal, posso perfino permettermi dello shampoo costoso. Io me lo merito. E Dio mi ha benedetto perché me lo sono meritato. A motivo della mia giustizia. Si sta contraddicendo, Davide? E inoltre diciamo, oh, no, sta contraddicendo Efesini 2: 8-9, dove c’è scritto: “Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio, non per opere, perché nessuno si glori.” E Davide dice: Signore, tu hai fatto tutte queste cose  perché io ero così buono. Abbiamo bisogno di un po’ di bianchetto qui. Che ne facciamo di questi versi?

Ebbene, poiché una Bibbia inerrante non contraddice se stessa, non possiamo aspettarci che contraddica nel VT qualcosa che ha detto nel NT. Davide ha infatti attribuito  ogni benedizione alla grazia di Dio nei versi precedenti e perciò è sensato abbastanza, senza contare l’ispirazione dello Spirito Santo, è sensato abbastanza da non contraddirsi adesso alcuni versetti più tardi. Ed inoltre, sia l’AT che il NT entrambi insegnano che la salvezza è solo per grazia mediante la fede e non per opere meritorie. Ma allora, cosa sta dicendo Davide quando dice: Signore, tu mi hai ricompensato, sei venuto in mio aiuto secondo la mia giustizia, secondo la purezza delle mie mani, perché ho osservato le vie dell’Eterno e non mi sono empiamente sviato dal mio Dio. Ebbene, comprendete il contesto qui. Davide in questo intero Salmo sta lodando Dio per le sue benedizioni su di lui in qualità di re d’Israele. Questa è una delle ragioni per cui leggiamo quell’intestazione ispirata dallo Spirito nel Salmo 18. Avete notato come Davide si presenta nell’intestazione? Io sono il servo, il servo dell’Eterno Ora, questo che parla è un re, questo che parla è un personaggio politico, ed egli dice: io sono un servo, sono un servitore civile del Signore ed è in questa capacità di servitore civile di Dio, nella qualità di re che Dio ha stabilito in quell’ufficio che egli scrive questo Salmo. Egli ci ha detto che Dio lo ha elevato all’ufficio di re, Dio lo ha posto in quella carica, ed quindi ora egli sta scrivendo questo Salmo per rivendicare e lodare la fedeltà e la potenza di Dio che lo ha fatto re e che lo ha sostenuto in quel ruolo in faccia a tutte le persecuzioni e le maldicenze dei suoi nemici.

Perciò ci sono due facce in questa relazione tra Jehovah e re Davide. Prima di tutto Dio mostrò favore, immeritato favore a Davide nell’averlo scelto perché fosse re. Questo piccolo pastorello, Dio lo ha scelto per essere re. E tolse via Saul. E dall’altro lato Davide arrese la sua obbedienza a Dio e fece ciò che Dio gli comandò in qualità di servitore civile di Dio. Qualsiasi cosa i malvagi potessero aver fatto o detto per cercare di rovesciare o calunniare Davide egli avrebbe continuato ad aderire al suo mandato divino. È quindi ovvio qui che il Salmo non è in contraddizione. Dio abbracciò Davide col suo immeritato favore e lo fece re. E poi Davide confessò di aver fedelmente adempiuto i suoi doveri dell’ufficio di re secondo la legge di Dio per la grazia di Dio. Davide non sta vantandosi della sua vita personale e dei propri meriti e di quanto meritevole egli sia di ricevere le lodi degli uomini e le benedizioni di Dio. Piuttosto, sta semplicemente dicendo in essenza, e guardiamo all’intero arco della sua vita: Io ho imparato molto e maturato molto dai tempi di Bathsheba e di Uria che vennero all’inizio del suo regno. Ho imparato molto da allora. Mi sono pentito di quei giorni iniziali e da allora, come re sono stato fedele a Dio per la sua grazia. Ho cercato di obbedire e di far mettere in pratica la sua legge e come re ho regnato con rettitudine e le mie mani sono pulite nel fatto che ho cercato di obbedire e di far mettere in pratica niente altro che ciò che Dio mi ha comandato in questo ufficio nel quale mi ha posto. Così, vedete che non si sta gloriando.

Egli non sta dicendo che la giustificazione sia per opere. Sta dicendo: sapete perché Dio è venuto a salvarmi? Mi ha messo Lui in quest’ufficio. Dio mi ha mostrato favore immeritato. E per grazia io gli sono stato fedele. Ed ho cercato di essere il tipo di re, il re buono, il re obbediente che Dio voleva che io fossi. E così, mentre sono stato obbediente a Dio lungo tutta la mia vita Dio mi ha benedetto. Non perché ho obbedito abbastanza da meritarmelo. Notate cosa dice nel verso 24 “Sono stato integro verso di lui e mi sono guardato dalla mia iniquità.” Interessante piccolo versetto, mi sono guardato dalla mia iniquità. In altre parole Davide disse: Non fui mai perfetto. Non sono mai stato perfetto. Sono stato sincero nel cercare di obbedire Dio. Non sono stato un ipocrita. C’è stato peccato nella mia vita, la mia iniquità. Ci sono stati momenti in cui i miei nemici mi sono stati così addosso che sono stato infastidito nel mio cuore e devo cercare il perdono per queste cose. Ma nondimeno sono un uomo che ha cercato di essere fedele a Dio e ho trattenuto queste passioni e questi desideri peccaminosi. Mi sono guardato dalla mia iniquità. Sta di fatto dicendo: Non sono un uomo perfetto. Ho avuto fallimenti, ma nel tono  e nel tenore generale della mia vita come re sono stato fedele in quell’ufficio cui Dio mi ha assegnato. E Dio mi ha benedetto e mi ha ricompensato. Non perché lo meriti ma per la sua grazia.

La gente aveva calunniato Davide. I suoi nemici lo avevano incriminato con ogni sorta di cose. Lasciate che vi dica solo alcune delle cose che furono addebitate a Davide dai suoi nemici: ribellione, tradimento, saccheggio, furto, sedizione, crudeltà, cospirazione per commettere assassinio. E Davide in opposizione a tutte queste accuse portate contro di lui come re sta dicendo: mantengo la mia innocenza davanti a Dio. Non sta dicendo sono perfetto. Ma alla luce di tutte queste accuse, io mantengo la mia giustizia davanti a Dio, ho agito con giustizia e sincerità come re non facendo nulla senza l’autorità divina. E ricordate ora, il punto che Davide sta facendo non è per dire: guardate come sono perfetto tanto da meritare la salvezza di Dio, ma il suo punto è: Dio mi ha collocato in questa posizione, come re ho cercato d’essere fedele. Non sono stato perfetto, ma sono stato sincero dice in effetti e perciò Dio è venuto in aiuto al suo servo fedele.

Ora notate come giunse ad acquisire questa fedeltà nel suo ufficio. Guardate a verso 22 e 23: “Perché ho osservato le vie dell’Eterno e non mi sono empiamente sviato dal mio DIO.” La parola ‘vie’ lì significa le vie che Dio ha rivelato per le quali lo devo servire: “Poiché ho tenuto davanti a me tutte le sue leggi e non mi sono allontanato dai suoi statuti.” Cosa sta dicendo? Sta parlando delle leggi e degli statuti di Dio che ha cercato di obbedire, che mantenne davanti ai propri occhi e dai quali non si dipartì. Qual è il punto qui? Il motivo per cui fu fedele benché fosse stato molto difficile quando i suoi figli  misero in atto una guerra civile ed egli ebbe questi forti nemici dall’esterno che cercarono di prendersi il territorio e di diffamare Davide attraverso tutta la nazione. Egli fu capace di essere fedele e fu capace di essere quel buon re che avrebbe dovuto essere per rappresentare il Signore Gesù Cristo, perché egli tenne sempre la parola di Dio nel suo cuore e applicò sempre la sua mente allo studio di quella parola.

Sentite ciò che il signor Calvino disse. Disse:

È il meditare sulla legge divina che ci fornisce l’armatura per resistere. Chiunque perciò desideri perseverare in rettitudine ed integrità di vita, impari ad esercitarsi giornalmente nello studio della parola di Dio. Poiché ogni qual volta un uomo disprezza o trascura l’istruzione, cade facilmente nell’incuria e nella stupidità e ogni timor di Dio svanisce dalla sua mente.

Perché Davide fu capace di essere fedele nella sua vocazione? Anche tu hai una vocazione. Potresti non essere re d’Israele, ma hai una vocazione. Dio ti ha chiamato ad essere un cristiano e a vivere per Cristo. Dio ti ha chiamato ad essere un marito o una moglie. Dio ti ha chiamato ad una vocazione. Dio ti ha chiamato ad essere un ufficiale nella chiesa. Dio ti ha chiamato ad essere un ufficiale nello stato. Ci sono molti tipi di vocazioni che Dio inserisce nelle nostre vite. E noi, come Davide, malgrado la persecuzione, malgrado le calunnie, malgrado quanto difficoltoso possa essere, dobbiamo essere giusti. Dobbiamo essere inflessibilmente obbedienti alla legge di Dio. Dobbiamo amarlo con tutto il nostro cuore, la nostra anima, la nostra mente la nostra forza. E dobbiamo obbedire e far osservare nient’altro che ciò che Egli ha comandato, assicurandoci che la legge di Dio sia il confine della nostra vita e lo standard per il quale prendiamo tutte le nostre decisioni. E, miei amati, noi non riusciremo a stare con la schiena dritta in questa cultura ingiusta a meno che, noi come Davide, teniamo la parola di Dio costantemente davanti ai nostri occhi. Ed io non credo che Calvino sia stato eccessivo o abbia esagerato quando ha detto che ciò che è necessario se dobbiamo perseverare nella giustizia è lo studio quotidiano della parola di Dio.

Poiché, ogni qual volta un uomo disprezza o trascura l’istruzione, cade facilmente nell’incuria e nella stupidità, e ogni timor di Dio svanisce dalla sua mente.

Voi la studiate la parola di Dio ogni giorno? La vivete? La studiate in modo da essere capaci di portare in conversazione con la gente lungo la giornata le idee, e magari versetti o delle perifrasi delle cose che avete letto? Siete capaci di rafforzarvi e fortificarvi in faccia alle tentazioni rammentando per lo Spirito Santo cose che avete letto studiando la parola di Dio? Ora, con studiare la parola di Dio io intendo di più. E credo ci sia un posto, un posto molto importante per la lettura devozionale. Fin dal 1961, da prima che mi sposassi e anche dopo che mi sono sposato noi abbiamo usato Spurgeon nelle devozioni del mattino e della sera come devozione giornaliera. Dal 1961. Ma se tutto quello che leggete è letteratura devozionale, per quanto corretta, non sarete capaci di resistere le pressioni e le tentazioni che questa cultura farà per farvi cadere. Ci deve essere un regolare, fedele, giornaliero studio della parola di Dio. E se penserete che ne avete digerita abbastanza o che ne avete a sufficienza nella vostra mente da non aver bisogno di farlo, state ponendo voi stessi nella posizione più vulnerabile che poteste avere.

La tua parola ho nascosto nel mio cuore affinché io non peccassi contro di te, disse Davide, il Signore è venuto in mio aiuto. Ho vissuto una vita intera ricca dell’esperienza dell’amore e della benevolenza di Dio. E per la sua grazia, benché sia stato difficilissimo Egli mi ha tenuto fedele. Perché? Perché ho tenuto la sua parola davanti ai miei occhi. Se non tenete la parola di Dio davanti ai vostri occhi, non avrete direzione, non avrete potenza. E vi dimostrerete da voi stessi che non avete saggezza. Ho osservato le vie dell’Eterno. Non ho agito malvagiamente contro il mio Dio. Poiché le sue leggi mi stavano davanti, e per quanto riguarda i suoi statuti non me ne sono allontanato. Sono stato integro davanti a lui e mi sono guardato dalla mia iniquità. Perciò il Signore mi ha ricompensato secondo la mia giustizia. Che questa possa essere anche la nostra testimonianza.

Preghiamo.

Sappiamo Signore che non avremmo alcuna giustizia separatamente da te, sappiamo che non saremmo capaci di fare neanche i primi passi per vivere una vita giusta se non fosse per te. Ti ringraziamo per aver accreditato la giustizia del Signore Gesù Cristo sul nostro conto facendo essere peccato per noi colui che non ha conosciuto peccato, affinché noi potessimo diventare giustizia di Dio in lui. Ti ringraziamo per aver mandato il santo Spirito nella nostra vita per impartirci quella giustizia, per infonderla in noi, per farci progressivamente e sempre più santi lungo la nostra vita. Ti ringraziamo che non solo ci metti nei vari uffici, nella varie vocazioni di vita che ci hai assegnato ma che ci riempi anche con immeritate ricompense e benedizioni che hanno la loro radice nella tua benevolenza verso di noi. E Perciò, Signore ti preghiamo di sostenerci in questi uffici, queste vocazioni in cui ci hai chiamati affinché noi si possa vivere, pensare, camminare in modi che sono coerenti con la tua benevolenza, che viviamo sempre dentro ai suoi parametri e che cerchiamo sempre di fare ciò che ti piace tenendo davanti agli occhi la tua parola, fidando nel tuo Salvatore crocefisso per noi, resuscitato per noi, che governa su tutto il mondo per noi, in un regno eterno che godremo per sempre. Nel suo nome ti preghiamo. Amen.


Altri Studi che potrebbero interessarti