La nostra lezione dalla Scrittura di oggi è il penultimo libro della Bibbia, il libro di Giuda. Domenica prossima, se il Signore vuole, concluderemo la nostra serie con il libro dell’Apocalisse.
Giuda, e mentre lo leggiamo, vorrei che notaste qualcosa che Giuda ama fare.
Ama dire le cose in serie di tre. Quindi in questi 25 versetti, ci sono circa 15 serie di tre, per evitare che lo critichiate per la sua mancanza di abilità letteraria. Ricordate, è ispirato dallo Spirito Santo di Dio.
La lettera di Giuda.
1 Giuda, servo di Gesú Cristo e fratello di Giacomo, ai chiamati che sono santificati in Dio Padre e custoditi in Cristo Gesú:
2 misericordia, pace e amore vi siano moltiplicati.
3 Carissimi, anche se avevo una grande premura di scrivervi circa la nostra comune salvezza, sono stato obbligato a farlo per esortarvi a combattere strenuamente per la fede, che è stata trasmessa una volta per sempre ai santi.
4 Si sono infatti infiltrati tra di voi certi uomini, che sono stati da tempo designati per questa condanna, empi che mutano la grazia del nostro Dio in immoralità e negano l’unico Padrone Dio e il Signor nostro Gesú Cristo.
5 Or voglio ricordare a voi, che già conoscevate tutto questo, che il Signore, dopo aver salvato il suo popolo dal paese di Egitto, in seguito fece perire quelli che non credettero.
6 Egli ha pure rinchiuso nelle tenebre dell’inferno con catene eterne, per il giudizio del gran giorno, gli angeli che non conservarono il loro primiero stato ma che lasciarono la loro propria dimora.
7 Proprio come Sodoma e Gomorra e le città vicine, che come loro si erano abbandonate alla fornicazione e si erano date a perversioni sessuali contro natura, sono state poste davanti come esempio, subendo la pena di un fuoco eterno;
8 allo stesso modo questi sognatori contaminano anch’essi la carne, respingono l’autorità e parlano male delle dignità.
9 Invece l’arcangelo Michele, quando in contesa col diavolo disputava intorno al corpo di Mosé, non osò lanciargli contro un giudizio oltraggioso, ma disse: «Ti sgridi il Signore!».
10 Ma costoro parlano male di tutte le cose che non comprendono; tutte le cose invece, che come animali irragionevoli conoscono naturalmente, diventano per essi motivo di rovina.
11 Guai a loro, perché si sono incamminati per la via di Caino e per lucro si sono buttati nella perversione di Balaam e sono periti nella ribellione di Kore.
12 Costoro sono macchie nelle vostre agapi, mentre banchettano assieme a voi senza timore, pascendo se stessi; essi sono nuvole senz’acqua, sospinte qua e là dai venti, alberi d’autunno senza frutti, doppiamente morti, sradicati,
13 onde furiose del mare che vomitano la schiuma delle loro brutture, stelle erranti a cui è riservata la caligine delle tenebre infernali per sempre.
14 Ebbene, per loro profetizzò anche Enok, il settimo da Adamo, dicendo: «Ecco, il Signore è venuto con le sue sante miriadi,
15 per far giudizio contro tutti e per convincere tutti gli empi di tutte le opere d’empietà che hanno commesso empiamente e di tutte le parole offensive che gli empi peccatori hanno proferito contro di lui».
16 Costoro sono mormoratori, scontenti, che camminano secondo le loro passioni; per di piú la loro bocca proferisce cose oltremodo gonfie e adulano le persone per l’utilità propria.
17 Ma voi, carissimi, ricordatevi delle parole che gli apostoli del Signore nostro Gesú Cristo hanno predetto.
18 Essi vi dicevano che nell’ultimo tempo vi saranno degli schernitori che seguiranno le loro empie passioni.
19 Costoro sono quelli che causano le divisioni, gente carnale, che non ha lo Spirito.
20 Ma voi, carissimi, edificando voi stessi sulla vostra santissima fede, pregando nello Spirito Santo,
21 conservatevi nell’amore di Dio, aspettando la misericordia del Signore nostro Gesú Cristo, in vista della vita eterna.
22 E abbiate compassione degli uni usando discernimento.
23 ma salvate gli altri con timore, strappandoli dal fuoco, odiando perfino la veste contaminata dalla carne.
24 Or a colui che può salvaguardarvi da ogni caduta e farvi comparire davanti alla sua gloria irreprensibili e con grande gioia,
25 all’unico Dio sapiente, il nostro Salvatore, sia gloria, grandezza dominio e potestà, da ora e per tutte le età. Amen.
Se Giuda fosse vivo e avesse scritto questa epistola oggi, ecco cosa avrebbero detto di lui i cristiani occidentali e le chiese occidentali: Giuda è divisivo, intollerante, ottuso, arrogante e settario. È più interessato a separarsi dai cristiani che a unirsi a loro.
Traccia troppo piccolo il cerchio di coloro con cui è d’accordo. Si dimentica che rappresenta una piccola minoranza di cristiani, e le persone che critica sono alcuni dei pastori più popolari e di maggior successo del paese. Probabilmente è un Riformato tradizionale e un membro di quella denominazione ipercritica e oscurantista chiamata RPCUS.
Ora, non sto scherzando. Oggi questo piccolo opuscolo sarebbe condannato a spada tratta come troppo negativo, troppo critico, poco amorevole ed estremo. Rappresenta le frange, non il cristianesimo mainstream.
E perché le persone sarebbero così negative riguardo all’epistola di Giuda? Perché le chiese postmoderne di oggi non prendono la verità sul serio come faceva Giuda. Per lui, la difesa dottrinale, il dibattito teologico non sono cose banali. Bisogna combattere per la verità non solo per la preziosità della verità divina, ma anche per la preziosità degli esseri umani il cui destino eterno è inseparabilmente connesso a ciò che fanno con quella verità.
La verità rivelata e la sua accettazione conduce al paradiso. L’eresia conduce all’inferno. Ora, chi ha scritto il piccolo libro di Giuda? Dice che si identifica semplicemente dicendosi uno schiavo di Gesù Cristo e fratello di Giacomo.
Ora, l’unico gruppo di fratelli nel Nuovo Testamento costituito da Giacomo e Giuda erano i fratellastri di Gesù. In Matteo capitolo 13 versetto 55 si dice riguardo a Gesù, non è costui il figlio del falegname? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non sono con tutte loro? Quindi qui è più che probabile che l’autore di questa piccola epistola non sia altri che il fratellastro del Signore Gesù Cristo stesso.
Avevano la stessa madre, avevano padri diversi. Il padre di Gesù era Dio, il padre di Giuda e Giacomo era Giuseppe. Prima della sua resurrezione la Bibbia dice che tutti i fratelli e le sorelle di Gesù pensavano che fosse pazzo, ma poi è risorto dai morti e ha iniziato ad apparire a loro e tutto è cambiato.
Si noti che Giuda è troppo umile per iniziare dicendo non solo sono il fratello di Giacomo, sono anche il fratellastro di Gesù. Piuttosto dice che sono lo schiavo del mio fratellastro. Lui controlla la mia volontà, controlla ciò che dico, controlla ciò che scrivo, depongo tutta la mia vita ai suoi piedi per fare tutto ciò che gli piace e tutto ciò che comanda.
E credo che ricaveremo poco valore dall’epistola di Giuda se non abbiamo lo stesso desiderio che aveva lui. Se il desiderio dei nostri cuori non è di essere schiavi del Signore Gesù Cristo in tutto ciò che pensiamo e in tutto ciò che facciamo e in tutte le nostre relazioni, di arrendere la nostra volontà per essere governati dalla sua volontà rivelata nella sacra Scrittura, allora questo libro non avrà alcun valore per noi. Infatti se non abbiamo quell’atteggiamento di essere schiavi di Cristo, vi garantisco che questo libro ci offenderà.
Ora qual è lo scopo del libro di Giuda? Esamineremo i versetti tre e quattro, torneremo di nuovo su questi versetti, ma volevo semplicemente che notaste perché il libro è stato scritto. Egli dice:
3 Carissimi, anche se avevo una grande premura di scrivervi circa la nostra comune salvezza, sono stato obbligato a farlo per esortarvi a combattere strenuamente per la fede, che è stata trasmessa una volta per sempre ai santi.
4 Si sono infatti infiltrati tra di voi certi uomini, che sono stati da tempo designati per questa condanna, empi che mutano la grazia del nostro Dio in immoralità e negano l’unico Padrone Dio e il Signor nostro Gesú Cristo.
Ciò che Giuda sta facendo è chiamare i credenti a combattere contro coloro che si erano infiltrati nella chiesa con la loro falsa teologia e la loro ostilità verso l’etica cristiana. Il loro scopo era sovvertire la chiesa. Queste erano persone che credevano che la fede cristiana avesse bisogno di miglioramenti per renderla più palatabile all’uomo intellettuale moderno del primo secolo.
Il piccolo commentario di Rushdoony, su Giuda per quanto breve sia, contiene alcuni commenti che colpiscono nel segno, e si potrebbe pensare che Giuda stesse scrivendo per i nostri giorni, ed è così. Afferma che questi nuovi predicatori e insegnanti sottolineavano la comprensione intellettuale e denigravano le questioni morali come semplicistiche. Era semplicemente un disprezzo della legge in nome di una spiritualità superiore.
Si consideravano uomini che facevano progredire la fede perché erano in armonia con la filosofia e la scienza della loro epoca. Questi falsi predicatori cercavano di vivere al di là del bene e del male, al di là della moralità. La loro passione era per tutto tranne che per la verità e per chiunque altro che non sia Gesù Cristo, e coloro che amano la verità saranno odiati da tali uomini che credono alla menzogna, e tali persone sono ormai moltissime.
Quindi sta attaccando queste persone e sta chiamando la chiesa a combattere contro queste persone che stanno cercando di creare una teologia per gli intellettualmente orgogliosi che darebbe loro libertà di vivere come vogliono. Ci chiama a combattere strenuamente per la fede una volta per sempre trasmessa ai santi. E perché? Perché la fede non ha bisogno di essere migliorata.
Non ci sono nuove rivelazioni. È completa. La lettera di Giuda è un avvertimento generale contro tutti i tentativi di migliorare il cristianesimo per renderlo più gradito all’uomo moderno.
È ovviamente rilevante per oggi in questa era di apostasia post-cristiana. Giuda li sta avvertendo, come fece Paolo, che mentre lasciano la chiesa apostolica e man mano gli apostoli muoiono nei secoli successivi, ci sarà una crescente apostasia. Viviamo, penso, nella peggiore era di apostasia di tutte.
Ora diamo un’occhiata a questo libro, finché il tempo lo consente, versetto per versetto. Sebbene sia un’esposizione di eresia e apostasia, Giuda inizia con una parola di incoraggiamento. In effetti, queste sono parole di rassicurazione senza pari.
Li avverte che combatteranno in una grande battaglia e vuole che sappiano dove si trovano con Dio in quella battaglia. E quindi notate cosa dice. La sua prima serie di tre è proprio lì, nel primo versetto.
1 Giuda, servo di Gesú Cristo e fratello di Giacomo, ai chiamati che sono santificati in Dio Padre e custoditi in Cristo Gesú:
2 misericordia, pace e amore vi siano moltiplicati.
Notate le tre cose che dice di questi soldati della croce. Dice, prima di tutto, che sono i chiamati.
Dio li ha effettivamente chiamati fuori dalle tenebre alla sua luce, li ha chiamati fuori dalla morte spirituale alla novità della vita, li ha portati nel regno della vita, nella famiglia di Dio. Ecco perché la chiesa è chiamata in greco ecclesia, i chiamati fuori, coloro che Dio ha chiamato con una voce che solo il loro cuore può comprendere, una voce che resuscita i morti, una voce che giunge con una potenza irresistibile e invincibile, una voce che li convince del loro peccato e della loro miseria, illumina le loro menti nella conoscenza di Cristo e libera la loro volontà dalla schiavitù del peccato, affinché possano abbracciare liberamente Cristo come è offerto loro nel vangelo.
Noi siamo i chiamati in quest’epoca. E poiché siamo i chiamati, siamo gli amati da Dio. Ecco perché ci ha chiamati in primo luogo. Gesù pregò nella sua preghiera sacerdotale, ricordate? Pregò che fossimo amati da Dio, ma qui prega dicendo che siamo amati in Dio. Non siamo solo amati da Dio, siamo amati in Dio. L’amore di Dio è il nostro ambiente, persino in questa cultura apostata ostile che ci circonda.
Che non c’è mai un momento nella nostra vita, non un secondo nella nostra vita, in cui noi che siamo chiamati da Dio non siamo abbracciati dalle braccia eterne del nostro amorevole Padre in cielo. Prima che fossero gettate le fondamenta del mondo, Dio ha posto il suo amore su di noi e ci ha scelti per essere suoi. Dio ha dimostrato quell’amore eterno per noi in modo supremo quando ha rinunciato a suo figlio sulla croce per amore nostro.
E ora quello stesso amore del cuore di Dio manifestato nella morte di Cristo che Dio aveva nel suo cuore prima dell’inizio dei tempi continua a essere operativo nella nostra vita. E siamo amati da Dio, e questa condizione non cambia mai. Non importa quanto ostile diventi la cultura, non importa quanto ferocemente infuri la guerra, voi ed io siamo sempre ogni secondo della nostra vita il popolo chiamato da Dio, amato da Dio, e niente nel tempo o nell’eternità in cielo o all’inferno può separarci dall’amore di Dio.
E finché Dio ci ama, siamo al sicuro. E poiché siamo chiamati e amati, siamo conservati per Gesù. Siamo tenuti da parte per Gesù. Dio ci conserva per Gesù. Lo stesso Dio che ci ama e che ci ha chiamati ci conserva per Gesù. Ora alcune traduzioni dicono che siamo conservati da Gesù Cristo, e questo è vero.
Gesù prega in Giovanni 17:12,
12 Mentre ero con loro nel mondo io li ho conservati nel tuo nome; io ho custodito coloro che tu mi hai dato,
E Gesù Cristo veglia costantemente sul suo popolo, ma qui il punto è che siamo custoditi da Dio per Gesù Cristo. La parola conservati è forte. La vedrete diverse volte nel libro di Giuda. Significa vegliare, stare in guardia, occuparsi con grande cura e diligenza e custodire con una vigilanza che non si allenta mai. E l’immagine qui è Dio che sta sempre in guardia su di noi e ci protegge e ci scherma da tutti coloro che vorrebbero farci del male tenendoci stretti a sé.
Gesù disse in un altro posto, nessuno può strapparci dalla mano di Dio. E questo “li ho conservati” è un tempo perfetto. Ciò significa che è qualcosa che è iniziato nel passato. Dio ha iniziato a fare questo in passato. Continua a farlo ora e lo farà per tutta l’eternità. Questa cura, custodia, protezione di Dio, di tutti coloro che ama è infinita, permanente, continua. I suoi effetti sono duraturi e non finiscono mai. Dio è il nostro custode e la custodia è a favore del Signore Gesù Cristo stesso.
I lettori di Giuda, dice, sono protetti da Dio dalla seduzione dell’apostasia. Sono preservati dalla seduzione delle eresie che li circondavano, e sono conservati per il Signore Gesù Cristo stesso, così che siano sua proprietà. Sono la ricompensa delle sue sofferenze sulla croce, la sua gloria, la sua corona. E dice riguardo a noi: “Erano tuoi, e tu li hai dati a me. Padre, voglio che dove sono io, siano con me anche quelli che mi hai dato.”
Sapete, questa è la base della nostra sicurezza eterna. Il fatto che Dio ci conservi per Gesù per sempre è la prova che nessuno di noi che crede nel Signore Gesù Cristo apostaterà mai.
Nessuno di noi cadrà mai allontanandosi da lui. È assolutamente impossibile per un credente nel Signore Gesù Cristo allontanarsi da Dio nell’apostasia, tornare nell’oscurità di una condizione perduta e non rigenerata. Dio impedisce che questo ci accada.
Non è per qualcosa in noi. Non è perché siamo così forti e così saggi e così zelanti. Ma con tutte le nostre debolezze, Dio ci conserva.
Nessuno che Dio conserva può mai apostatare. E a queste persone che sono conservate, amate e chiamate da Dio, egli dice:
2 misericordia, pace e amore vi siano moltiplicate.
E misericordia, pace e amore sono proprio le cose di cui abbiamo bisogno in questa battaglia. Abbiamo bisogno di misericordia perché la misericordia ci impedirà di essere sedotti dai nostri nemici. Abbiamo bisogno di pace per mantenere la nostra sanità mentale e la nostra calma di spirito in mezzo a tutte le battaglie che dobbiamo affrontare. E abbiamo bisogno dell’amore di Dio senza misura, così che possiamo stare tutti insieme con una sola mente e un solo spirito, lottando per la fede.
E poi, dopo averli incoraggiati con quelle parole sulla loro sicurezza nel Signore in mezzo a questo campo di battaglia, dice, ecco perché sto scrivendo l’epistola. Sto scrivendo l’epistola, dice, in sostanza, nei versetti tre e quattro, perché vi amo e perché amo la verità.
Egli dice, carissimi, avevo tutte le intenzioni di scrivervi un altro libro. Volevo scrivervi circa i mezzi, i metodi e l’etica della salvezza che condividiamo nel Signore Gesù Cristo. Volevo incoraggiarvi con quel libro.
Ma la crisi si è aggravata, e ora sono profondamente preoccupato per il vostro benessere spirituale alla luce del fatto che l’apostasia sta già iniziando a mostrare la sua brutta faccia. E così in sostanza sta dicendo ho sentito la necessità di avvertirvi, di chiamarvi alle armi in difesa della verità. Giuda si è sentito costretto a esortarli non solo a rimanere fermi, ma a rimanere coraggiosamente saldi nella loro resistenza e confutazione delle eresie.
Sono preoccupato per il vostro benessere spirituale, dice. E quindi vi sto mettendo in guardia da coloro che si sono infiltrati nella chiesa e che stanno cercando di sedurvi allontanandovi da Cristo. Questa è la prima ragione per cui scrisse il libro.
La seconda ragione per cui scrisse il libro è perché Giuda amava la verità. E così dice, combattete strenuamente per la fede una volta per tutte trasmessa ai santi. Quella parola combattete strenuamente è una delle espressioni greche più sorprendenti che si possano trovare in tutto il Nuovo Testamento.
Significa lottare strenuamente in difesa di, combattere per, combattere stando in piedi su una cosa che viene aggredita e che l’avversario desidera portare via. Ed è combattere in modo da difendere e impedire al nemico di prendere ciò su cui vi trovate. E la parola si verifica solo qui nel Nuovo Testamento greco.
In questa immagine siamo visti come soldati. Siamo in piedi su un tesoro. Questa è la base della nostra vita.
I nemici vogliono questo tesoro, e noi dobbiamo combattere fino alla morte per assicurarci che non ci prendano ciò su cui stiamo in piedi. E questa lotta per la fede è un conflitto determinato e strenuo. Vi dirò che la ragione per cui non stiamo vincendo molte battaglie oggi è perché la maggior parte dei cristiani combattono per la fede come segue. Dite loro che c’è un problema. Abbiamo bisogno della vostra presenza. Abbiamo bisogno della vostra voce. Abbiamo bisogno della vostra partecipazione. Abbiamo bisogno che scendiate sul campo di battaglia e ci aiutiate a combattere questa battaglia. E così i cristiani si presentano, sparano un colpo, tornano a casa pensando di aver fatto il loro dovere.
Ho dato i miei cinque dollari, ho trascorso la mia ora coinvolta, e ora è tempo di tornare a casa. È il turno di qualcun altro. È così sono alcune di queste persone che si candidano per una carica politica, ed è così che si comportano spesso anche i cristiani sul campo di battaglia politico.
Ma questo combattere per la fede è qualcosa di continuo. Combattere strenuamente è al presente. Ricordate il greco che vi ho insegnato? Che quando una parola è al presente, significa un’azione continua.
Questa è una situazione nella quale che non si può semplicemente sparare un colpo e andare via. Questa è una situazione in cui si deve restare. La battaglia è in corso giorno dopo giorno, e aumenta d’intensità.
Questa parola combattere strenuamente deriva da una radice che significa un luogo di competizione, un luogo di una competizione atletica, come una finale di Champions League. È arrivata a significare una lotta per la vita e la morte. È la parola che Paolo usa quando esorta Timoteo a combattere il buon combattimento della fede.
È la stessa parola che usa Paolo, che è la radice della parola, è la stessa parola che usa quando descrive la sua vita come aver combattuto il buon combattimento. Quindi, come ha detto un commentatore, questa lotta per la fede è come una grande gara in cui i partecipanti chiameranno a raccolta tutta la loro abilità e resistenza ed eserciteranno tutta la loro forza per ottenere la vittoria. Sarà una lotta poderosa, una lotta fino alla fine, una guerra cupa e mortale che dobbiamo combattere nella grande arena di questo mondo attuale, affrontando le forze dell’apostasia che rendono necessaria la più strenua lotta per la fede.
La difesa della fede sostenuta da Giuda equivale a una lotta durissima e determinata, un conflitto che ci porterà sofferenza, sia mentale che fisica, che a volte diventerà doloroso e straziante. Dura e dura e dura e non potete lasciare il campo di battaglia solo perché siete stati feriti. Ricordate quali sono state le ultime parole di Larry McDonald la notte prima del giorno in cui è morto o l’aereo è stato abbattuto? Alcuni di voi nella stanza, come me, erano nella stanza quando ha pronunciato queste ultime parole.
Ha detto, e cito, che dobbiamo continuare la battaglia per la verità, la giustizia e la rettitudine oltre il punto di stanchezza, oltre il punto di esaurimento, finché non accadrà una di queste due cose: vinciamo o saremo sepolti. Morì il giorno dopo e questo è il tipo di battaglia in cui dobbiamo essere coinvolti, combattere finché non esaleremo l’ultimo respiro o finché non esaleranno loro l’ultimo respiro per primi, ed è per questo che prego.
Quindi, con impegno, combattete strenuamente per la fede una volta per sempre tramandata ai santi. Ora, questa è una frase molto importante, lottate per la fede con la F maiuscola. Ci sono due modi in cui la parola fede è usata nella Bibbia. Primo, significa ciò per cui crediamo in Gesù, fede, o ciò che dobbiamo credere, la somma totale degli insegnamenti del vangelo.
Ed è questo che significa qui. Dobbiamo lottare seriamente per la somma totale di ciò che è nel vangelo in cui i cristiani devono credere. La fede è quel corpo di verità divinamente rivelate che abbiamo nella Bibbia.
Viene usato in questo modo in diversi punti della Bibbia. Guardate Galati capitolo uno, versetti 22 e 23. Paolo disse:
22 Or io ero sconosciuto personalmente alle chiese della Giudea, che sono in Cristo,
23 ma esse udivano soltanto dire: «Colui che prima ci perseguitava, ora annunzia quella fede che egli devastava»,
E in 1 Timoteo capitolo quattro, versetto sei, dice,
6 Proponendo queste cose ai fratelli, tu sarai un buon ministro di Gesú Cristo, nutrito nelle parole della fede e della buona dottrina, che hai seguito da vicino.
Quindi perché non ci battiamo strenuamente per quel corpo di verità rivelata, quel sistema di teologia rivelato nella Scrittura stessa?
Non dobbiamo scendere a compromessi. Non dobbiamo dire, come abbiamo detto mentre studiavamo Timoteo, non dobbiamo solo difendere l’essenziale, ma anche il non essenziale. Non c’è tale distinzione nelle Scritture.
Qualunque cosa Dio abbia rivelato nella parola, dobbiamo difenderla e non scendere a compromessi. E dice che questa fede è stata una volta per sempre tramandata ai santi. Una volta per sempre.
2000 anni fa, questo processo di rivelazione da parte di Dio che iniziò nel lontano Antico Testamento fu completato con la scrittura del libro dell’Apocalisse. E ora ci è stato consegnato una volta per tutte questo corpo completo e onnipotente di verità rivelata. Non ha bisogno di alcun cambiamento.
Non ha bisogno di alcun miglioramento. Continua nella sua autorità per sempre. Non ci sarà alcuna nuova rivelazione a cambiarla.
C’è una parola, una frase che Paolo e Gesù usano che equivale alla stessa frase: una volta per sempre trasmessa ai santi. E questa è la frase in italiano. è scritto, o sta scritto: aperte virgolette e poi Gesù o Paolo citano l’Antico Testamento, chiuse virgolette.
Ma ciò che significa realmente quando dice che è scritto è che sta scritto, nel senso che rimane scritto. Tempo perfetto. Ciò è stato rivelato in passato, la sua autorità è vera oggi e rimarrà sempre autorevole. Sta scritto.
È lo stesso punto che Giuda sta sottolineando qui. Questo corpo di verità che Dio ha dato e che noi abbiamo difeso, ci è stato dato una volta per sempre. Non ha bisogno di cambiamenti. Non ha bisogno di miglioramenti. Non ha bisogno di riduzioni. Non ha bisogno di abbellimenti. Non cercate nessuna nuova rivelazione. Come ha detto un uomo, la fede cristiana è immutabile e ogni nuova dottrina che sorge, anche se la sua legittimità può essere plausibilmente asserita, è una falsa dottrina.
Tutte le pretese di trasmettere qualche rivelazione aggiuntiva a quella che è stata data da Dio in questo corpo di verità sono false pretese e devono essere respinte. Perché lo diciamo? Perché la fede è stata una volta per sempre consegnata ai santi ed essendo stata completata con i 66 libri della Bibbia, tutto ciò che dovete sapere per essere completamente equipaggiati per ogni buona opera lo avete nelle pagine di Dio. Qualsiasi cosa la Bibbia dica e affermi essere vera su qualsiasi argomento è inerrante e la sua autorità non può mai essere infranta. Ed è quel sistema di verità una volta per sempre trasmesso ai santi che dobbiamo sostenere con fervore combattendo strenuamente.
Ora, perché li chiama alle armi? Bene, guardate il versetto quattro.
4 Si sono infatti infiltrati tra di voi certi uomini, che sono stati da tempo designati per questa condanna, empi che mutano la grazia del nostro Dio in immoralità e negano l’unico Padrone Dio e il Signor nostro Gesú Cristo.
Perché li chiama alle armi? Perché certi predicatori si erano insinuati nella chiesa, nascondendo le loro dannabili eresie sotto una sottile patina di presunta ortodossia. Si erano insinuati in gran parte inosservati. Ora, una volta imparato il greco, non vorrete mai tradurre 2 Pietro e Giuda dal greco all’italiano perché quei libri hanno più parole usate in nessun altro posto della Bibbia rispetto a qualsiasi altro libro.
Sono i libri più difficili da tradurre. Ed ecco un’altra parola che si trova solo qui nel Nuovo Testamento, infiltrati, insinuatisi in gran parte inosservati. È una parola che ha una lunga storia.
Era usato nel mondo greco in vari modi. Ad esempio, “insinuarsi in gran parte inosservati” era usato per le parole astute di un avvocato in un tribunale che cercava di insinuarsi nella mente del giudice e della giuria dicendo cose tra le righe che avrebbero prodotto in loro dei pregiudizi. Era anche usato per un criminale che si intrufolava segretamente in un paese da cui era stato espulso.
E veniva anche usato per descrivere quell’introduzione sottile di innovazioni in una cultura che alla fine avrebbe minato e distrutto quella cultura con tutte le sue leggi ancestrali. In altre parole è una brutta parola. Significa entrare di nascosto, intrufolarsi furtivamente, insinuarsi.
Un commentatore ha detto che denota sempre un’infiltrazione segreta, furtiva e sottile di qualcosa di malvagio in una società o in una situazione prevalente. Dice che dobbiamo combattere la battaglia, difendere la fede perché certi uomini si sono insinuati in gran parte inosservati. E come lo fanno? Come si insinuano? Voglio dire, quando un apostata entra nella vostra chiesa, non entra con un grande distintivo sul bavero, sono un apostata. Sono un eretico. Nessuno gli darebbe fiducia. Quindi come fanno questi apostati ed eretici a insinuarsi inosservati e a confondere le persone? Uno, parlando con lingua biforcuta, dicendo una cosa a un gruppo e un’altra cosa a un altro gruppo. Ed è al gruppo più fragile che dicono cosa credono veramente.
Oppure si insinuano in gran parte inosservati ridefinendo parole, vecchie parole, parole bibliche che tutti conoscono. Ma le ridefiniscono un po’ alla volta senza dirlo a nessuno all’inizio finché non vengono scoperti.
Ecco cosa fece Arminio. Jacob Arminius era il suo vero nome. Arminius era il suo nome latino da studioso.
Jacob Arminius insegnava l’eresia ai suoi studenti. Ma ogni volta che qualcuno lo confrontava, diceva, oh, no, no, no, no, no, no. Credo come tutti i riformatori. Credo come Giovanni Calvino. Credo come tutti questi grandi uomini. Credo le confessioni e i catechismi della chiesa. No, mi dispiace, sono ortodosso. Ma poi continuava ad insegnare ai suoi studenti ridicolizzando i grandi riformatori e le grandi confessioni della chiesa. E alla fine, la chiesa protestante non ne poté più.
Così fu convocato il Sinodo di Dort. E dissero: Arminio, sarai chiamato a rispondere. Devi presentarti davanti a un tribunale ecclesiastico e dimostrarci che non sei un eretico. Che non parli con labbra bugiarde e con lingua ingannatrice. Sapete cos’è successo? È morto di infarto. Ma il punto è che è così che si insinuano.
Ecco perché le eresie non sono facilmente identificabili da subito. Perché si insinuano sotto una sottile patina di ortodossia. E poi, una volta che sono entrate, e una volta che hanno piantato saldamente i piedi, strappano via la sottile patina.
E poi vedete cosa c’è sotto. E Giuda è inequivocabile in ciò che pensa di questi apostati. Dice, coloro che che sono stati da tempo designati o ordinati o preordinati per questa condanna.
Questa è una metafora. Il punto è che questi apostati sono stati ordinati da Dio per questo scopo malvagio e per questa condanna. Non la fanno franca per niente.
E poiché tutto ciò che fanno alla fine è stato ordinato da Dio, questo significa che indipendentemente da quanto siano eretici e distruttivi questi apostati, non saranno in grado di rovesciare gli scopi di Dio per la sua chiesa. Non hanno il controllo della situazione. Il capo della chiesa lo ha.
E notate cosa dice di queste persone che si insinuano. Sono persone empie. La parola empia significa che hanno una totale mancanza di rispetto reverenziale e timore di Dio e di fiducia in lui.
Temono solo se stessi. Rispettano solo la propria opinione e hanno perso ogni riverenza e adorazione del Dio vivente. Sono persone empie.
E poi notate le due eresie dannabili di questi apostati. Dice, prima di tutto che
mutano la grazia del nostro Dio in immoralità e negano l’unico Padrone Dio e il Signor nostro Gesú Cristo.
Ora, è questo versetto che rende il libro di Giuda pertinente alla nostra situazione odierna nella cultura occidentale.
Queste eresie con cui questi apostati cercano di sedurre la chiesa sono, prima di tutto, la trasformazione della grazia di Dio in licenziosità. Ciò significa che sono antinomisti. La parola antinomisti deriva da due parole greche, anti contro, nomisti dalla parola greca nomos legge, contro la legge.
Non volevano la legge di Dio. Non apprezzavano la legge di Dio. Erano pervertitori della grazia di Dio.
Credevano, e vedete se questo vi suona familiare, che la legge di Dio fosse per l’Antico Testamento. L’Antico Testamento è morto. E ora nel Nuovo Testamento, siamo sotto la grazia e non più sotto la legge.
Uno dei leader più famosi di questa visione nella chiesa primitiva dopo il libro degli Atti fu un uomo di nome Marcione. E notate cosa fecero i marcioniti. Mutarono la grazia di Dio in licenziosità.
La parola mutano mette in evidenza la loro criminalità. Quella parola significa cambiare, trasferire, trasporre due cose, una delle quali è messa al posto dell’altra. È trasformare una cosa in un’altra, cambiare una cosa per qualcos’altro o pervertire.
Hanno trasformato la grazia di Dio in grazia senza legge. Ecco cosa significa immoralità. Hanno trasformato la grazia di Dio in grazia senza legge, in lascivia ha qualche versione.
E questa parola ricorre 10 volte nel Nuovo Testamento e ogni volta descrive una specie di profonda malvagità. Ora, perché non avrebbero gradito la legge di Dio? Perché volevano una grazia senza legge? Perché volevano insegnare che ora siamo salvati per grazia, non dobbiamo preoccuparci di osservare le leggi perché la grazia ci perdona tutti i nostri peccati? Voglio dire, perché preoccuparsi di obbedire alle leggi? La grazia vi perdona. E inoltre, queste leggi sono nell’Antico Testamento e sono comunque morte.
Perché hanno iniziato a crederci? Be’, è stato a causa delle influenze di una filosofia nuova di zecca che non aveva ancora raggiunto il suo apice ai tempi di Giuda. E questa è la filosofia dello gnosticismo. E lo gnosticismo credeva che solo lo spirito fosse buono e che la materia e le cose fisiche fossero essenzialmente malvagie.
E perciò questo significa che il corpo dell’uomo è essenzialmente malvagio. E quindi, non importa cosa una persona faccia con il suo corpo. Dal momento che è malvagio, le sue brame, i suoi desideri possono essere soddisfatti e saziati come vuole perché il corpo non ha importanza.
Dio si interessa solo della vostra anima e del vostro spirito. E il corpo è vile e non importa cosa fate con il vostro corpo. Ma avevano bisogno di qualcosa per sostenerlo. Così finirono con una grazia senza legge.
Ma c’era qualcos’altro in cui credevano. E credevano che poiché la grazia di Dio era abbastanza ampia e grande da coprire ogni peccato, un uomo può peccare quanto vuole. Più pecca, più è perdonato, più grande è il peccato, maggiore è la grazia. Allora perché preoccuparsene? E così stavano pervertendo la grazia per giustificare i loro peccati, proprio come vedete oggi.
So di qualcuno che ha rimproverato i suoi genitori per aver trasgredito il Sabato. Ha detto ai suoi genitori, non sapete che questo significa non santificare il Sabato come ordina il quarto comandamento? E sua madre le ha riposto, sì, ma è solo peccato. È solo peccato.
Dio mi perdonerà. Non ne sono preoccupata. Continuerò a farlo e basta.
Voglio dire, questo è un buon gnosticismo. Questo è un buon antinomismo. E, carissimi, viviamo in un’epoca antinomica.
Non solo viviamo in un’epoca e in una cultura esterna alla chiesa che è antinomica, che crede che la legge di Dio ne ostacoli lo stile di vita, che crede che la legge di Dio sia superata, che sia qualcosa di cui non dovremmo preoccuparci. Piuttosto, dovremmo permettere agli intenti, ai propositi, ai desideri e agli impulsi del cuore di modellare e determinare tutto il nostro comportamento e le nostre relazioni reciproche. La legge di Dio non dovrebbe essere imposta a questa cultura perché ha a che fare con l’ebraismo, dicono, con l’Antico Testamento.
E in questo paese abbiamo ebrei, abbiamo musulmani, abbiamo indù, abbiamo tutte le altre religioni. Quindi viviamo in una cultura che è tremendamente irrispettosa della legge di Dio. In effetti la prendono in giro.
Ma il vero grande problema ai nostri giorni è che viviamo in un’epoca in cui la chiesa è antinomica. In cui la chiesa del Signore Gesù Cristo è aggressivamente o latentemente antinomica. Ci sono interi segmenti della chiesa oggi, chiese liberali, che praticano l’etica situazionale.
Dipende solo dalla situazione se, ad esempio, il sesso prematrimoniale sia giusto o sbagliato. Dovete lasciare che sia l’amore a determinare come vi relazionerete con quella persona. E le leggi della Bibbia, o meglio, dell’Antico Testamento, sono semplicemente la storia dell’evoluzione di ciò che gli uomini credevano di Dio.
Quindi la legge non ha alcuna autorità sulle nostre vite in quest’epoca moderna. Quindi oggi vediamo questo aggressivo antinomismo nelle sezioni liberali delle chiese. Ma anche nelle chiese conservatrici, c’è questo stesso tipo di antinomismo.
Ad esempio, nel dispensazionalismo, c’è la visione, beh, le leggi di Dio erano per l’Antico Testamento. Non siamo più sotto quelle leggi. Quelle erano per Israele. Quelle erano per un’altra dispensazione. Non sono per noi oggi. E così hanno convenientemente rimosso tre quarti della Bibbia e ne hanno salvata un quarto per noi.
Questo è antinomismo. Dicono che ora dovete lasciare che l’amore sia la vostra guida. Lasciate che lo Spirito Santo si arrenda allo Spirito Santo, e Lui vi dirà cosa fare e vi guiderà in cosa fare. E ogni preoccupazione per le leggi e l’obbedienza alle leggi è solo puro legalismo ed è contrario alla fede cristiana.
E poi ci sono altri, in misura minore, che diranno, beh, credo nei dieci comandamenti meno uno. Credo che siano le uniche leggi dell’Antico Testamento a cui dovremmo obbedire eccetto quella. Non sono un antinomiano. Credo che dovremmo osservarli tutti tranne il quarto.
E il quarto è una legge cerimoniale che ha a che fare con il sabato, e il Sabato ora è la domenica, e quindi non centra con noi. Non centrano con noi i casi di legge di Genesi, Esodo, Levitico Numeri Deuteronomio, non gli esempi storici nella bibbia, non le esortazioni profetiche a osservare la legge di Dio, non la legge di Dio come è rivelata nel libro dei Proverbi e nei libri poetici dell’Antico Testamento. Nove comandamenti, e poi tutto ciò che il Nuovo Testamento ci dice di fare dopo il giorno di Pentecoste.
Ed ecco un altro atteggiamento. Ho sentito dire che il Sermone sul Monte non è un sermone cristiano, non è per i cristiani, e la preghiera del Signore non è una preghiera cristiana, che era per la vecchia dispensazione. La vecchia dispensazione e durata fino al giorno della Pentecoste e basta, e quindi non dovremmo cercare di vivere secondo il Sermone sul Monte, secondo il Padre Nostro. Ora, anche questo è un antinomismo.
L’atteggiamento che dice che la vita cristiana non riguarda principalmente obbedire a delle leggi, ma sottomettersi allo Spirito Santo, è 2000 anni dopo un’influenza persistente di questo vecchio gnosticismo. Ora notate cos’altro fanno.
Dice che questi apostati
negano l’unico Padrone Dio e il Signor nostro Gesú Cristo.
Negano l’unicità, la trascendenza e la sovranità di Dio in Cristo e hanno creduto in altri Maestri e Signori. E una volta compreso lo gnosticismo, vedete che anche questo è gnosticismo allo stato embrionale.
E potete vedere come anche oggi le persone che non sanno cosa sia lo gnosticismo, non ne hanno mai sentito parlare e pensano che sia una malattia del fegato siano comunque gnostiche nel modo in cui pensano. Lasciate che vi faccia un esempio. Ecco cosa credeva lo gnosticismo.
Credeva che poiché lo Spirito è essenzialmente buono e la materia, la terra, gli alberi, il corpo: la materia e essenzialmente malvagia, allora non c’è modo che Dio possa aver creato il mondo. Ma il mondo c’è. Quindi Dio è buono perché non è materiale.
Tutto ciò che è materiale è sporco. Quindi come siamo arrivati fin qui se un Dio spirituale non avrebbe mai creato tutto questo. E così hanno prodotto questa teologia influenzata da Platone che dice che l’universo materiale è stato creato da una lunga catena di emanazioni di Dio.
Emanazioni come quando si getta un sasso nel lago, sapete, e le increspature concentriche che forma. Che Dio è qui al centro e poi emana se stesso. Ci sono delle increspature. E più si allontanano da Dio, più quelle increspature diventano malvagie. Se sono vicine a Dio, sono buone perché sono più spirituali, ma più si allontanano da Dio, più sono malvagie, più sono ignoranti, più sono ostili.
E poi alla lunga catena di increspature, e questi platonici si ritenevano intellettuali, che dopo una lunga catena di queste increspature sempre meno buone, l’ultima increspatura era completamente cattiva e malvagia, completamente ignorante di Dio e completamente ostile verso Dio. Lo diventava sempre più lungo tutte queste migliaia di emanazioni. E così è stata quest’ultima increspatura a creare il mondo, non il Dio del nuovo Testamento, ma Jehovah, quella è stata l’ultima increspatura.
Non fu questo Dio alto e santo che vediamo nel Nuovo Testamento. Fu il Jehovah del Vecchio Testamento. Quest’ultima increspatura che era ignorante del vero Dio e ostile a Dio. E che era così malvagio che ha creato questo universo e questo universo è malvagio. In questo modo il creatore è un Dio e il Redentore è un altro. E sono costantemente in conflitto tra loro. Ora, non so se qualcuno crede ancora in queste emanazioni.
Potrebbero essercene alcune là fuori, ma il punto è che potete vedere i risultati oggi, 2000 anni dopo. Sono contento e lodo Dio di non dover credere nel Dio dell’Antico Testamento, quel vecchio Jehovah sputafuoco che ha annientato i Cananei per amore di Israele. Sono contento di credere in un Dio di amore, misericordia e grazia nel Nuovo Testamento.
Che cosa è questa roba? Sono effetti delle emanazioni degli gnostici. Increspature nella storia degli gnostici. Le persone che si definiscono cristiani credenti nella Bibbia credono nello gnosticismo quando cercano di inserire un cuneo, una divisione nelle scritture.
O quando a loro piace il movimento monastico nel Medioevo. Questo mondo e tutti i desideri e le passioni del corpo sono malvagi. Quindi ci ritireremo dal mondo e faremo voti di silenzio perpetuo, povertà, castità, e soffocheremo questi malvagi desideri emotivi materiali e ci avvicineremo a Dio.
Buon gnosticismo. E poi la riforma del XV e del XVII secolo fu quasi rovesciata dall’ala sinistra anabattista, dai pietisti, dalle persone che hanno detto che il coinvolgimento in questo mondo vi sporca, quindi non volete essere coinvolti nella politica e non volete godervi il fatto di guadagnarvi da vivere e non volete godervi il bacio di vostra moglie, anche se dovete farlo per perpetuare la razza. Che la cosa vera è accovacciarsi, girarsi i pollici e pensare al paradiso e desiderare di andarci, così quando lassù verrà convocato l’appello io ci sarò. Questo è gnosticismo.
E poi abbiamo l’iperpreterismo. O un’altra parola è pantelismo. Cos’è l’iperpreterismo? Vi sorprenderà sapere chi ci crede.
L’iperpreterismo si è fatto strada, si è insinuato anche nei circoli riformati. È l’idea che la seconda venuta di Cristo e la resurrezione dai morti siano già avvenute. Che siano già avvenute 2000 anni fa e ora il mondo andrà avanti per sempre. Non c’è fine, non c’è una seconda venuta, una seconda venuta letterale, una seconda venuta fisica, non c’è una resurrezione fisica dai morti. Tutto questo era solo metaforico e spirituale e tutto è avvenuto 2000 anni fa. E ora avverrà questo, che quando muori vai in paradiso e tutti coloro che muoiono il loro spirito va in paradiso, il vostro corpo va in putrefazione e ci sarà quella dicotomia tra paradiso e terra per tutta l’eternità.
E sapete qual è la ragione che danno i fondatori di questa visione? Chi vorrebbe comunque resuscitare uno corpo terreno materiale? Vedete, lo gnosticismo è alla base di molte delle eresie che si sono insinuate inosservate. Si stavano nel primo secolo già facendo strada nella chiesa. Negano, notate cosa dice,
l’unico Padrone Dio e il Signor nostro Gesú Cristo.
Ciò significa che negano quattro aspetti della sua persona e della sua opera. La parola padrone è la parola da cui deriva la parola despota. Ricordate nel film Momenti di gloria quando Eric Little fu interrogato sul suo calvinismo e sulla sua fede nella sovranità assoluta di Dio e gli fu chiesto: Signor Little, lei non crede che Dio sia un dittatore, vero? Ed Eric disse, sì signore, lo credo.
Un Dio benigno e amorevole, ma tuttavia un despota la cui autorità è assoluta, che non cerca approvazione per nulla di ciò che fa a, di, con una qualsiasi delle sue creature. Dite che non vi piace quel tipo di Dio. Non c’è nessun altro Dio.
Gesù è il despota e loro odiavano quella parte della sua opera. Non potevano sopportare il fatto della sua sovranità assoluta. Curios è la parola greca per Signore. Ciò indica la sua signoria, la sua identità con Jehovah. Jehovah era chiamato Curios nell’Antico Testamento. Gesù è Jehovah incarnato, la massima autorità di tutte le autorità.
Negano Gesù, che significa salvatore, hanno negato il salvatore e non hanno bisogno di essere salvati. Dicono che se usate la vostra ragione correttamente, potete salvare voi stessi. E negano che è Christos, Cristo, dicono che non è il Messia, il profeta, il sacerdote e il re.
E così trasformarono la grazia di Dio in grazia senza legge, dicendo che una volta che Dio vi salva, non dovete preoccuparvi di trasgredire la legge perché la grazia perdona tutto. Negano il Signore Gesù Cristo, il nostro unico Signore e padrone. Ricordate cosa dice Romani 8:1-4? Dice questo, non c’è quindi più nessuna condanna per coloro che sono in Cristo Gesù.
E questa non è una citazione esatta, ma dice che il potere dello spirito della vita ci ha liberati dal potere del peccato e della morte. Perché ciò che la legge non poteva fare debole come era a causa della carne umana peccaminosa, Dio lo fece mandando il proprio figlio a dare la sua vita come sacrificio per il peccato affinché, versetto 4,
4 affinche la giustizia della legge si adempia in noi che non camminiamo secondo la carne, ma secondo lo Spirito.
La ragione per cui lo Spirito Santo ci libera dalla schiavitù del peccato e della morte, la ragione per cui il Signore Gesù Cristo ha sacrificato se stesso per noi, la ragione per cui ha rimosso quella condanna per noi è affinché il resto della nostra vita possiamo amare e gioire e trovare la vera libertà nell’obbedienza alla legge di Dio per amore di Gesù.
Ho un libro nella mia biblioteca intitolato Legge o Grazia, come se si potesse credere solo nell’una o nell’altra. Ma la Bibbia ci insegna qual è lo scopo della legge di Dio. La legge di Dio è di battervi, di condurvi a Gesù. È di mostrarvi il vostro bisogno di Cristo, la vostra condizione disperata lontano da lui.
Non può salvarvi, ma può condurvi a Cristo. E quando lo Spirito Santo usa quella legge e vi spinge a Cristo e cadete a terra e gli gridate pietà, siete salvati per grazia mediante la fede e ciò non viene da voi stessi. E poi una volta che siete salvati per grazia e non per legge, il Signore Gesù Cristo vi rialza, avendovi resi una nuova creatura, e dice, vedete questa mano segnata dai chiodi? Vi sto restituendo la legge.
Voglio che obbediate alla mia legge. Vi ho salvato per obbedire alla mia legge. E se non c’è amore e gioia per quella legge che ci è porta dalle mani segnate dai chiodi, è a causa dell’influenza dello gnosticismo e della semplice, vecchia, ordinaria ribellione contro la legge di Dio.
E poi fa tre esempi. Dice, lasciatemi fare un esempio di cosa pensa Dio di questi apostati ed eretici che cercano di trasformare la grazia di Dio in grazia senza legge affermando che non dovete obbedire alla legge di Dio. Non dovete preoccuparvi di sforzarvi di essere perfetti.
Questa è un’altra visione, che Dio non ci chiede di essere perfetti, che Dio non ci chiede di obbedire ai punti e alle virgole della sua legge. E quindi c’è un altro movimento che cerca di ridurre ciò che Dio ci chiede, e anche questo è antinomismo. Giuda dice, ora voglio che vediate cosa pensa Dio di queste persone che ha appena descritto.
E così fornisce tre illustrazioni. Ma prima di tutto, notate che nel versetto 5 si complimenta con loro Dice: Voglio sollevare tre cose.
5 Or voglio ricordare a voi, che già conoscevate tutto questo,
Penso che una traduzione migliore sarebbe: “Sebbene voi abbiate sempre saputo”. Vi darò tre illustrazioni tratte dall’Antico Testamento sebbene voi le conosciate già, questo è ciò che sta dicendo.
che il Signore, dopo aver salvato il suo popolo dal paese di Egitto, in seguito fece perire quelli che non credettero.
Conoscete queste illustrazioni che sto per fare, la storia di Israele, la storia degli angeli e la storia di Sodoma e Gomorra. Ora, prima di proseguire, oserei dire che nella maggior parte delle chiese odierne, se Giuda avesse scritto la sua lettera, non avrebbe potuto iniziare con quel complimento. Non avrebbe potuto iniziare guardando la chiesa negli occhi e dicendo: Ora vi darò tre esempi dall’Antico Testamento, e tutti voi sapete queste cose. Non potrebbe dirlo alla maggior parte delle chiese. Potrebbe dirlo a voi? Quando mi sentite leggere queste tre illustrazioni dall’Antico Testamento, le conoscete già? Potete dire, oh sì, sì, sì, lo so. Me lo ricordo. L’ho appena insegnato ai miei figli l’altro giorno. O direste: beh, questa è una novità per me.
Semplicemente non conosco molto bene il mio Vecchio Testamento. E neanche Marcione lo conosceva. E nemmeno gli gnostici, perché pensavano che ci fosse qualcosa di meno rilevante, meno importante nel Vecchio Testamento.
E quindi cosa abbiamo nelle chiese presbiteriane oggi? Un’abissale ignoranza dell’Antico Testamento. Questa è una delle emanazioni dello gnosticismo 2000 anni dopo. Egli dice, versetto 5,
5 Or voglio ricordare a voi, che già conoscevate tutto questo, che il Signore, dopo aver salvato il suo popolo dal paese di Egitto, in seguito fece perire quelli che non credettero.
Ha detto, la mia prima illustrazione è, ricordate l’Egitto? Dio ha salvato Israele dalla schiavitù in Egitto. E poi non passò molto tempo prima che apostatassero, e così Dio ne annientò la maggior parte nel deserto a causa della loro incredulità e apostasia. E poi andate al versetto 6, gli angeli, ricordate questo, dice,
6 Egli ha pure rinchiuso nelle tenebre dell’inferno con catene eterne, per il giudizio del gran giorno, gli angeli che non conservarono il loro primiero stato ma che lasciarono la loro propria dimora.
Dice ricordate gli angeli? Indovinate un po’? Non la faranno franca. Dio li ha in prigione proprio ora, proprio come voi siete tenuti per Cristo, loro sono tenuti da Dio per il giudizio in catene eterne. A prova di fuga, alla fine il giudizio eterno sarà più che certo per loro a causa della loro apostasia.
E poi nel versetto 7, egli cita il caso di Sodoma e Gomorra. Dice,
7 Proprio come Sodoma e Gomorra e le città vicine, che come loro si erano abbandonate alla fornicazione e si erano date a perversioni sessuali contro natura, sono state poste davanti come esempio, subendo la pena di un fuoco eterno;
Disse, ecco un altro esempio delle conseguenze dell’apostasia e dell’incredulità: Sodoma e Gomorra.
Ora assicuratevi di aver capito cosa sta dicendo, quali sono state le conseguenze. Ha detto che queste città sono state distrutte con il fuoco eterno. Quindi solo poche migliaia di anni fa, le città di Sodoma e Gomorra sono state distrutte dal fuoco e dallo zolfo caduto dal cielo.
Ma le persone che vivevano in quelle città sono ancora oggi tormentate dal fuoco eterno. Questo è il futuro eterno degli apostati impenitenti. E nei versetti dall’8 al 13, descrive alcune delle cose che fanno, alcune delle cose in cui credono, alcuni dei modi in cui agiscono, il loro carattere e la loro condotta.
Versetto 8,
8 allo stesso modo questi sognatori contaminano anch’essi la carne, respingono l’autorità e parlano male delle dignità.
Non sono nemmeno in contatto con la realtà. Contaminano la carne.
A loro non importa cosa fate col vostro corpo. Rifiutano l’autorità di Cristo. Vilipendono la gloriosa maestà del Signore Gesù Cristo. E poi nel versetto 9, avete, e non ne sapete molto, la storia di Michele
9 Invece l’arcangelo Michele, quando in contesa col diavolo disputava intorno al corpo di Mosé, non osò lanciargli contro un giudizio oltraggioso, ma disse: «Ti sgridi il Signore!».
Dove ha preso queste informazioni su Michele? Dove ha preso queste informazioni su Enoch e la profezia, la seconda venuta da un uomo che visse sette generazioni dopo Adamo? Gli studiosi della Bibbia presumono di aver trovato queste cose in libri pseudo epigrafici.
Si tratta di vari tipi di libri che erano disponibili nel primo secolo. Sebbene delle persone possedevano quei libri nel primo secolo, nessuno di loro ha mai affermato che Giuda li avesse letti e che avesse tratto le sue informazioni da essi. Quindi, dove ha scoperto Giuda questo episodio di Michele? Dove ha scoperto di Enoch e della sua profezia? Dove ha scoperto Paolo di Jannes e Jambres che erano maghi egiziani che si opposero a Mosè alla corte del Faraone? Non si trovano nell’Antico Testamento da nessuna parte.
Per ispirazione dello Spirito Santo. Il punto non è dove hanno trovato queste cose, ma sono vere? Non importa dove hanno trovato queste cose. Le hanno trovate tra tutte le varie leggende e miti e lo Spirito Santo li ha guidati nella loro ricerca dicendo loro, metti questo, questo è vero, questa non è una leggenda. È in mezzo alle leggende ma non è una leggenda.
O forse lo Spirito Santo ha semplicemente messo le informazioni giuste nelle loro menti.
Ma comunque sianei capitoli due e tre stato, ciò che dicevano era vero. E qui, Michele, un angelo, quando contese con Satana per il corpo di Mosè, disse solo ciò che Dio gli aveva detto di dire e non aggiunse il proprio contributo.
Versetto 10.
10 Ma costoro parlano male di tutte le cose che non comprendono; tutte le cose invece, che come animali irragionevoli conoscono naturalmente, diventano per essi motivo di rovina.
Vedete, sono profondamente ignoranti di cose che richiedono lo Spirito Santo per capirle perché non hanno lo Spirito.
Non sono convertiti. Sono perduti. La Bibbia dice che un uomo naturale non accetta le cose dello Spirito di Dio. Per lui sono pazzia. E non può capirle perché sono giudicate spiritualmente. Ma ora ciò che è ironico qui è che questi eretici gnostici credono di essere intellettualmente superiori alla plebe, di tutti questi piccoli cristiani. E che chiunque non avesse barattato la sua vecchia religione con il modello intellettuale scientifico fosse assurdo. Siamo superiori. Ora l’ironia è che ci hanno offerto superiorità intellettuale e libertà da tutti gli istinti del corpo quando in realtà vivono un’esistenza simile a quella degli animali come se non avessero per niente uno spirito. Vivono per impulso e istinto.
Non importa cosa fai con il corpo, pecca, fa qualsiasi cosa tu voglia fare. Quindi hanno offerto un modo superiore di guardare alla vita e hanno vissuto uno stile di vita subumano. Naturalmente, l’applicazione dovrebbe essere ovvia.
Insegnate a un bambino che è un animale, per quanto altamente evoluto possa essere. Insegnate a un bambino che è un animale e vivrà come tale.
Poi, nel versetto 11, fa gli esempi dei tre grandi apostati dell’Antico Testamento, Caino, Balaam e Korah.
Nei versetti dal 12 al 13 avete una descrizione poetica al suo meglio. Guardate solo come lo dice. Lo Spirito Santo è una grande autore e altrettanto lo era Giuda.
Versetto 12.
12 Costoro sono macchie nelle vostre agapi, mentre banchettano assieme a voi senza timore, pascendo se stessi; essi sono nuvole senz’acqua, sospinte qua e là dai venti, alberi d’autunno senza frutti, doppiamente morti, sradicati,
Quando banchettano con voi senza paura, sono sfacciati, sono espliciti, si curano di se stessi.
E la parola, a proposito, è “pascolare”. Pascolano se stessi. Si stanno pascolando da soli, un riferimento diretto alla profezia di Ezechiele su come i predicatori pastori di Dio sarebbero stati più preoccupati di se stessi che del gregge. Queste persone erano predicatori. Onde furiose che potevano portare naufragio in una chiesa. Nuvole senza acqua trasportate dai venti.
Sapete, in una giornata calda, una giornata secca, se vedete arrivare una nuvola scura pensate: oh, sta per piovere, sta per piovere, e non succede niente. Voglio dire, promette molto, sembrava offrire, non dà niente.
Così sono questi apostati. Parlano di grandi cose, offrono pioggia, portano siccità.
12 essi sono nuvole senz’acqua, sospinte qua e là dai venti, alberi d’autunno senza frutti, doppiamente morti, sradicati,
13 onde furiose del mare che vomitano la schiuma delle loro brutture,
Sono scogli nascosti, sono nuvole senza acqua trasportate dai venti.
Alberi autunnali senza frutti, doppiamente morti, sradicati. Non solo sono senza frutti, ma non c’è niente in loro che valga la pena di essere preso. Non possono offrirvi nulla che faccia bene alla vostra anima.
Sono senza frutto, ma stanno anche deperendo e appassendo, quindi sono doppiamente morti, sradicati da gettare nel fuoco. Ora, cari, questo non dovrebbe lasciarvi dubbi su cosa pensasse Giuda della condizione futura di questi apostati.
Erano totalmente, completamente e assolutamente morti. Al di là della speranza di guarigione.
Sapete una caratteristica sorprendente del libro di Giuda? Giuda non offre alcuna speranza a un apostata. Non dice neanche una volta: Andate a cercare di convertire gli apostati. Cercate di convertire questi predicatori apostati. Non dice nemmeno una parola. Ci dice di andare a salvare le loro vittime, ma non c’è assolutamente alcuna speranza offerta da Giuda a un apostata indurito. Sono come onde furiose del mare che sollevano la loro stessa vergogna come schiuma. Sono come stelle erranti per le quali le tenebre sono riservate per sempre.
Possono brillare alla luce del cielo per un po’, ma scompaiono nell’intensa oscurità e si perdono nell’oblio. Gli apostati come gli angeli caduti: sono consegnati da Dio all’inferno dove trascorreranno l’eternità in una totale oscurità infuocata, esistendo per sempre nell’oblio assoluto senza speranza. E lo dico a voi, carissimi, perché non volete essere o seguire un apostata.
Non volete essere o seguire un apostata o un eretico. Perché? Gesù ha detto che sono come queste stelle erranti consegnate all’inferno. Gesù ha anche detto che quando i ciechi seguono i ciechi, entrambi cadranno nella fossa.
Se seguite un apostata cieco o un eretico cieco che sta cercando di sedurvi lontano dal corpo di verità rivelata una volta per sempre tramandata ai santi, non solo il vostro insegnante cieco sarà ritenuto responsabile da Dio e cadrà in un fosso, ma anche voi che siete ciechi e seguite il cieco sarete responsabili delle vostre azioni. Poi nei versetti dal 14 al 16, Giuda fa emergere la relazione di questi apostati con il giorno del giudizio. Ecco il futuro.
Stanno turbinando, stanno aumentando, ma non hanno un futuro. Così dice nei versetti dal 14 al 16, “Ecco il Signore è venuto”. E usano sempre il passato nell’AT per profetizzare il futuro perché nella mente di Dio è già avvenuto.
14 Ebbene, per loro profetizzò anche Enok, il settimo da Adamo, dicendo: «Ecco, il Signore è venuto con le sue sante miriadi,
15 per far giudizio contro tutti e per convincere tutti gli empi di tutte le opere d’empietà che hanno commesso empiamente e di tutte le parole offensive che gli empi peccatori hanno proferito contro di lui».
16 Costoro sono mormoratori, scontenti, che camminano secondo le loro passioni; per di piú la loro bocca proferisce cose oltremodo gonfie e adulano le persone per l’utilità propria.
Dopo tutte le cose dure, che i peccatori empi hanno pronunciato contro Cristo questi ora brontolano contro Dio. Non amano la sua legge, non amano la sua sovranità. Trovano difetti nella sua legge. Seguono le loro passioni. Parlano con arroganza di dove porteranno le loro eresie, ma sono cose infondate e vuote. Adulano le persone per trarne vantaggio.
Il punto è che nel giorno del giudizio, ognuno di noi sarà lì. Ogni essere umano che sia mai vissuto starà davanti a quel giudice. E in quel giorno, quelli di noi che credono in Cristo prima della morte saranno radunati attorno a lui e la nostra assoluzione sarà resa pubblica davanti a un universo radunato. Ma gli apostati, gli eretici e tutti gli altri increduli e malvagi riceveranno la loro giusta punizione. Non potranno affermare di essere ignoranti perché hanno ricevuto una storia piena di avvertimenti da Dio onnipotente, ma continuano a schernire Dio e a disonorarlo e a schernire la sua parola.
Quindi gli scopi di Cristo nella sua seconda venuta sono di eseguire il giudizio su tutti gli apostati, condannare tutti gli empi per tutte le loro azioni e parole empie. Condannare. Significa stabilire oltre ogni dubbio, con vergogna, il giudizio su coloro che sono stati condannati. La condanna degli apostati, degli eretici e degli empi nel giorno del giudizio sarà chiara, inconfutabile. Non ci sarà spazio per patteggiamenti. Quel giorno, quando i malvagi e gli apostati saranno dinnanzi a lui, le loro coscienze saranno condannate.
Che giorno terribile sarà per loro! Possono provare a indurire la loro coscienza ora e provare a giocare con la loro coscienza. Quel giorno, la loro coscienza sarà spalancata e lacerata dalla convinzione di Dio onnipotente.
E non solo, ma ciò che sentono nella loro coscienza sarà visto da tutto il mondo. La Bibbia dice che quella cosa nascosta sarà portata alla luce ed è il proposito di Dio un giorno di svergognare questi apostati di fronte all’intero universo. E in quel giorno saranno giudicati.
Bene, il libro di Giuda giunge alla fine rivolgendosi di nuovo ai Cristiani. E nei versetti 17 e 18, Giuda dà loro un comando. Comanda loro di ricordare qualcosa.
Guardate cosa dice: ma voi carissimi, e voi è enfatico, come contro questi tizi che ho appena descritto. Queste persone empie che fanno cose empie e pronunciano parole empie contro il Signore Gesù Cristo e trasformano la grazia di Dio in grazia senza legge.
Come contro di loro, voi carissimi, ricordatevi, vedete che non sta dando un suggerimento ora.
17 Ma voi, carissimi, dovete ricordarvi delle parole che gli apostoli del Signore nostro Gesú Cristo hanno predetto.
che vi dicevano, cito,
18 Essi vi dicevano che nell’ultimo tempo vi saranno degli schernitori che seguiranno le loro empie passioni.
Cosa gli sta dicendo? Sta dicendo, cari amici, carissimi fratelli e sorelle in Cristo, voglio che ricordiate qualcosa che dovete ricordare.
E se ricordate ciò che gli apostoli vi hanno insegnato, se ricordate gli avvertimenti e le promesse e le verità della dottrina apostolica della parola di Dio, della fede una volta per sempre trasmessa ai santi, allora non vi lascerete ingannare dalla seduzione. Ma se non trascurate questo corpo di dottrina divinamente rivelato contenuto nella fede una volta per sempre trasmessa ai santi, sarete al sicuro. Quindi vi comando, dice, ricordate ciò che dice la Bibbia.
Non fare un passo oltre la Bibbia e comprendere la progressione. Comprendere la progressione. Ha detto, non trascurate.
Ricordate cosa vi hanno insegnato i profeti e gli apostoli. Mentre lottate per la fede, aumentate la vostra stessa conoscenza. Non andate alla deriva.
Non dimenticare queste cose perché: ecco la progressione. Se le trascurate, andrete alla deriva. Se andrete alla deriva, sarete sedotti.
Se vi lasciate sedurre, diventerete apostati. Se diventerete apostati, andrete all’inferno. Questa è la progressione.
Quindi ricordate, non trascurate ciò in cui una volta credevate. Non trascurate quel corpo di verità rivelata una volta per sempre trasmessa ai santi nella Sacra Scrittura.
Poi nel versetto 19, egli smaschera gli apostati ancora una volta.
19 Costoro sono quelli che causano le divisioni, gente carnale, che non ha lo Spirito.
Capitelo. È molto importante.
L’ultima parola di Giuda sugli apostati è che sono decisi a fare a pezzi le chiese. Sono decisi a distruggere le chiese. L’eresia divide sempre le chiese.
Ma voglio concludere semplicemente elencando alcuni doveri qui. Nei versetti dal 20 al 25, dice qual è il più grande passaggio nel Nuovo Testamento in riferimento ai nostri doveri durante i giorni di apostasia? Dice, voi credenti, mentre combattete per la fede, avete un dovere in riferimento a voi stessi. Dice nel versetto 20,
20 Ma voi, carissimi, edificando voi stessi sulla vostra santissima fede, pregando nello Spirito Santo,
Pregate nello Spirito Santo. Mantenetevi in quel cerchio dell’amore di Dio obbedendogli. Aspettate con ansia la misericordia del nostro Signore Gesù Cristo.
E dice, ma non avete doveri solo nei confronti di voi stessi, avete doveri nei confronti di altre persone con coloro che sono intrappolati nell’apostasia e ne sono sedotti. Non sta parlando dei predicatori apostati incalliti, dei pastori apostati. Sta parlando di coloro che sono intrappolati nell’apostasia e notate ciò che dice.
22 E abbiate compassione degli uni usando discernimento.
23 ma salvate gli altri con timore, strappandoli dal fuoco, odiando perfino la veste contaminata dalla carne.
Chi sono gli uni? Ci sono tre categorie di persone. Abbiate compassione degli uni che dubitano.
Queste sono persone che sono state influenzate dagli apostati. Stanno propendendo per l’apostasia. Gli apostati non dubitano.
Ma gli uni sono indecisi, ma non hanno ancora compiuto il passo finale verso l’eresia. Sono cristiani deboli. Stanno iniziando a dubitare che la verità cristiana sia stata loro insegnata. La fede non è stata trasmessa. Quelle persone, dice, devono essere raggiunte. Dobbiamo avere pietà di loro con comprensione e gentilezza.
Non possiamo semplicemente lasciarli lì. Dobbiamo ricambiare il loro amore e rassicurarli delle nostre preghiere e correggerli delle loro opinioni sbagliate e rimproverarli se necessario. Perché rimettere sulla retta via una persona dubbiosa e vacillante è un atto di misericordia.
Correggerli mostrando loro l’errore che stanno adottando è mostrare loro misericordia. Dovete cercare di salvarli dall’illusione, dall’inganno e dalla morte. Abbiate pietà di alcuni che dubitano.
Ma poi ce ne sono altri. Salvare gli altri, strappandoli dal fuoco. Queste possono essere persone che per ignoranza hanno compiuto il passo finale verso l’eresia e l’apostasia. Non vacillano più. Sono stati sedotti da questi falsi predicatori a credere alla loro eresia. Non dobbiamo rinunciare nemmeno a loro. Sono persone che sono state bruciate dal fuoco dell’eresia e dell’apostasia, e dobbiamo cercare di salvarli dalla loro decisione e strapparli dal fuoco.
E quella parola strappandoli è una parola potente. Significa afferrare con la forza. Queste sono persone con cui dovete agire in modo diverso rispetto a quelle che stanno solo vacillando.
Le strappate dal fuoco. A volte una persona che si è data all’apostasia ed è vittima dei falsi insegnanti deve essere salvata con la forza da se stessa e dalle sue eresie. E la metafora qui è di strappare con la forza dal fuoco.
Sta bruciando sul fuoco. Sta bruciando. Ci deve essere uno sforzo strenuo, coraggioso, un impegno serio da parte dei credenti. Questa persona deve essere salvata, ma sarà fatto con meno gentilezza e più pressione rispetto a quando si ha a che fare con uno scettico. Dovete usare shock e ragione ed emozioni e pressione e persuasione e amore. La persona è già nel fuoco. E fate tutto questo, la strappate via perché la amate.
E poi di alcuni abbiate pietà con timore, odiando persino la veste contaminata dalla carne. Questa terza categoria di persone sono coloro che si sono immersi profondamente nell’eresia e nell’apostasia.
Per usare una buona parola del sud, si sono trincerati. E noi dobbiamo mostrare loro pietà, ma con timore, con grande cautela, per paura che ci infettino, ci intrappolino o ci seducano. Hanno elaborato queste cose.
Conoscono gli argomenti. Sanno come portare le loro ragioni. E perché cerchiamo di salvarli con timore? Perché odiamo persino la veste contaminata dalla carne.
E quindi dobbiamo qualificare con cautela il nostro ministero verso queste persone a causa del pericolo di essere sedotti dalla loro eresia e apostasia. Voglio dire, pensate a un medico. Chi cura una malattia infettiva corre il rischio di contrarre lui stesso l’infezione.
E quindi cosa fa il medico? Indossa una mascherina. Indossa dei guanti. Indossa un camice perché non vuole contrarre l’infezione.
E dobbiamo cercare di salvare anche la vittima indurita, ma bisogna stare attenti. Si potrebbe prendere l’infezione. E anche quando c’è un paziente che ha un’infezione, non a tutti è permesso avvicinarsi a lui.
Non tutti sono ammessi nella stanza. Alcuni sono più suscettibili di altri. Pertanto, dobbiamo prestare la massima attenzione, per non entrare in contatto con le loro contaminazioni dottrinali e morali. Dobbiamo imparare a odiare non solo le loro corruzioni morali e dottrinali, ma anche le macchie, le macchie morali sulla loro vita, qualsiasi risultato di quella contaminazione.
E poi abbiamo quel finale glorioso. “Ora, a Colui che può”, per non essere preoccupati, per non aver paura. Oh, viviamo in questa cultura terribile. Questi apostati sono così intelligenti. Sono intellettuali. Sono energizzati da Satana. Chi sono io per oppormi a loro, per essere usato per salvare delle persone dalla loro presa?
Ecco chi sei
24 Or a colui che può salvaguardarvi da ogni caduta e farvi comparire davanti alla sua gloria irreprensibili e con grande gioia,
25 all’unico Dio sapiente, il nostro Salvatore, sia gloria, grandezza dominio e potestà, da ora e per tutte le età. Amen.
E così finisce come inizia.
Chi siete? Siete al sicuro. Siete custoditi, amati e chiamati da Dio. Lui vi impedirà di cadere nella loro morsa e nelle loro eresie.
Egli vi custodirà fino alla fine e vi farà stare un giorno alla presenza della sua gloria senza colpa e con grande gioia alla seconda venuta del Signore Gesù Cristo. Perché? Perché è il nostro unico Dio, il nostro unico salvatore. È Gesù Cristo, il Signore che ha tutta la gloria, la maestà, il dominio e l’autorità. Ora e per sempre. E lui ha il controllo completo di tutto ciò che accade nelle nostre vite, così che tutto ciò che accade accadrà per il bene di coloro che lo amano e che sono chiamati secondo il suo proponimento.
Preghiamo.
E così, padre, concludiamo come abbiamo iniziato ringraziandoti per le esortazioni di questo libro di Giuda, ringraziandoti per il suo incoraggiamento. Aiutaci a essere soldati coraggiosi in questa battaglia per la verità. Aiutaci a essere perseveranti e coraggiosi mentre combattiamo con impegno per la fede una volta per sempre trasmessa ai santi in quest’epoca di profonda apostasia. Salva noi e i nostri figli dall’essere macchiati dalla loro eresia e dalla loro immoralità, così che un giorno, quando vedremo Cristo, staremo davanti a lui irreprensibili e con grande gioia. Ti ringraziamo, o Signore, per l’incoraggiamento che proviamo quando realizziamo che questa cultura e il futuro non appartengono agli apostati. E che gli apostati non sono al di fuori del controllo, ma li hai incatenati e stai facendo funzionare tutto. Ti ringraziamo perché hai avuto pietà di noi quando ci hai salvati. Hai pietà di noi ogni giorno della nostra vita mentre ci tieni lontani dalle insidie del diavolo. Aspettiamo con ansia quel giorno in cui avrai pietà delle povere culture e nazioni di questo mondo. E aspettiamo con ansia soprattutto quel giorno in cui mostrerai in modo compiuto la tua misericordia nella gloria della seconda venuta del Signore Gesù Cristo. Nel cui nome preghiamo, amen.