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Lezione 63 2 Pietro

La dimora eterna dei redenti

La nostra lezione di Scrittura di oggi è 2 Pietro. Ci restano solo cinque libri nel nostro studio dell’intera Scrittura dopo oggi, e oggi leggeremo dal terzo capitolo della seconda epistola di Pietro.

2 Pietro capitolo 3.

1 Carissimi, questa è già la seconda epistola che vi scrivo; in entrambe cerco di tener desto il vostro genuino modo di pensare facendo appello alla vostra memoria
affinché vi ricordiate delle parole già dette dai santi profeti e del comandamento dello stesso Signore e Salvatore trasmessovi da noi apostoli,
Prima di tutto dovete sapere questo, che negli ultimi giorni verranno degli schernitori, che cammineranno secondo le loro proprie voglie
e diranno: «Dov’è la promessa della sua venuta? Da quando infatti i padri si sono addormentati, tutte le cose continuano come dal principio della creazione».
Ma essi dimenticano volontariamente che per mezzo della parola di Dio i cieli vennero all’esistenza molto tempo fa, e che la terra fu tratta dall’acqua e fu formata mediante l’acqua,
a motivo di cui il mondo di allora, sommerso dall’acqua, perì,
mentre i cieli e la terra attuali sono riservati dalla stessa parola per il fuoco, conservati per il giorno del giudizio e della perdizione degli uomini empi.
Ora, carissimi, non dimenticate quest’unica cosa: che per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni come un giorno.
Il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa, come alcuni credono che egli faccia, ma è paziente verso di noi non volendo che alcuno perisca, ma che tutti vengano a ravvedimento.
10 Ora il giorno del Signore verrà come un ladro di notte; in quel giorno i cieli passeranno stridendo, gli elementi si dissolveranno consumati dal calore e la terra e le opere che sono in essa saranno arse.
11 Poiché dunque tutte queste cose devono essere distrutte, come non dovreste voi avere una condotta santa e pia,
12 mentre aspettate e affrettate la venuta del giorno di Dio, a motivo del quale i cieli infuocati si dissolveranno e gli elementi consumati dal calore si fonderanno?
13 Ma noi, secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e nuova terra nei quali abita la giustizia.
14 Perciò, carissimi, aspettando queste cose, fate in modo di essere trovati da lui immacolati e irreprensibili, in pace.
15 E ricordate che la pazienza del nostro Signore è in funzione della salvezza, come anche il nostro caro fratello Paolo vi ha scritto, secondo la sapienza che gli è stata data;
16 e questo egli fa in tutte le sue epistole, in cui parla di queste cose. In esse vi sono alcune cose difficili da comprendere, che gli uomini ignoranti ed instabili torcono, come fanno con le altre Scritture, a loro propria perdizione.
17 Voi dunque, carissimi, conoscendo già queste cose, state in guardia per non venir meno nella vostra fermezza portati via dall’errore degli empi.
18 Crescete invece nella grazia e nella conoscenza del Signore e Salvatore nostro Gesú Cristo. A lui sia la gloria, ora e in eterno. Amen.

I cristiani affrontano molte pressioni dalla cultura anticristiana in cui viviamo. Siamo costantemente tentati da ogni parte ad abbandonare la fede, a compromettere la fede, a cedere, a unirci al mondo nella sua incredulità e nel suo peccato. E le due pressioni più grandi che il mondo esercita su di noi sono, prima di tutto, la persecuzione, la calunnia, il tentativo di zittirci e screditarci attraverso la sofferenza. E in secondo luogo, il bombardamento di false dottrine per allontanarci dalla vera conoscenza di Dio. E se vogliamo sopravvivere ai vari assalti che ci saranno lanciati contro in questa cultura, dobbiamo sapere come gestire queste due pressioni. La pressione della calunnia e della persecuzione da una parte e la pressione della falsa dottrina e dei falsi insegnanti dall’altra.

Ecco perché la prima e la seconda lettera di Pietro sono così rilevanti per la nostra situazione odierna nel XXI secolo. Perché la prima epistola di Pietro è stata scritta per insegnarci come gestire la calunnia e la persecuzione. E la seconda epistola di Pietro è stata scritta per insegnarci come gestire i falsi insegnamenti e le false dottrine.

Quindi, più abbiamo familiarità con questi due libri, più li pratichiamo, meglio saremo armati per respingere tutti i missili infuocati che Satana scaglia contro di noi e per far progredire la causa di Cristo in questa cultura. Se dovessi scegliere una frase che fosse il testo di 2 Pietro, sarebbe nel versetto al capitolo 1 verso 3, dove dice,

Poiché la sua divina potenza ci ha donato tutte le cose che appartengono alla vita e alla pietà, per mezzo della conoscenza di colui che ci ha chiamati mediante la sua gloria e virtú,

E lì vedete che la vera conoscenza di Dio è fondamentale per la vita, il pensiero, le relazioni, il comportamento in questo mondo.

E così nei primi 21 versetti del capitolo 1, vedete un’introduzione alla conoscenza di Dio. Cos’è la conoscenza di Dio? Come deve essere acquisita? Quali sono i suoi effetti? Quali sono le sue implicazioni? E poi nell’ultima parte, nei versetti dal 12 al 21, vedete che Dio ha scritto la sua parola per nostro beneficio, per rendere la sua parola più certa per noi. Dio ha messo in parole e frasi la conoscenza di Sé in modo che mentre crediamo le Scritture, giungiamo a conoscere il Dio vivente stesso.

Poi nel capitolo 2, vedete il contrasto con la falsa conoscenza di Dio, questi falsi insegnanti. Vedete la loro realtà. Impariamo qualcosa delle loro tattiche.

Impariamo qualcosa del loro futuro, del pericolo che è in loro, del giudizio di Dio che incombe su di loro, del carattere immorale di questi falsi insegnanti, della vacuità delle loro affermazioni, delle loro ingannevoli seduzioni e delle terribili conseguenze dell’essere sedotti e sopraffatti da questi falsi insegnanti. E poi nel terzo capitolo, vediamo la sfida del futuro. Qui, Pietro affronta un esplicito falso insegnamento di questi insegnanti e dice come quel falso insegnamento debba essere affrontato e confutato.

E nel frattempo, ci insegna qualcosa sull’escatologia, su qualcosa che accadrà alla fine del mondo e quali saranno i suoi effetti pratici sulla nostra vita. Quindi andiamo al terzo capitolo di 2 Pietro. Se il Signore vuole, esamineremo i primi 18 versetti e il nostro titolo è La dimora eterna dei redenti.

Ripensate ora a quando confessiamo la nostra fede con il Credo degli Apostoli. Ogni volta che usiamo quel documento per confessare la nostra fede, iniziamo con le parole: Credo in Dio Padre Onnipotente, creatore del cielo e della terra. E poi concludiamo con le parole: Credo nello Spirito Santo, nella Santa Chiesa Cattolica, nella comunione dei santi, nella risurrezione della carne e nella vita eterna.

Ora, a volte usiamo questa frase con superficialità, “la resurrezione della carne”, che avrà luogo alla seconda venuta di Cristo. Ma tenete bene a mente che non stiamo parlando del corpo in una specie di esistenza astratta e spiritualizzata, isolata da tutto il resto che non ha nulla a che fare con questa terra. Perché il nostro corpo fisico è stato creato per la vita su questo pianeta.

I nostri corpi fisici hanno un posto e una funzione sulla terra. Il nostro corpo non è stato creato per fluttuare tra le nuvole. È stato creato per poggiare su un terreno solido.

E lo stesso sarà vero per i nostri corpi fisici risorti per tutta l’eternità. È per questo motivo che quando la Bibbia parla di salvezza dal peccato, non ne parla semplicemente come di una sorta di salvezza personale di certe anime individuali, ma parla della creazione di nuovi cieli e di una nuova terra. Questa frase ricorre circa quattro volte nelle Scritture.

Lo leggiamo prima di tutto in Isaia 65:17, dove Dio dice:

17 «Poiché ecco, io creo nuovi cieli e nuova terra, …

Poi in Isaia 66:22, dice:

22 «Poiché come i nuovi cieli e la nuova terra che io farò sussisteranno stabili davanti a me», dice l’Eterno, «cosí sussisteranno la vostra progenie e il vostro nome.

E poi il nostro testo in 2 Pietro capitolo tre, versetto 13,

13 Ma noi, secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e nuova terra nei quali abita la giustizia.

E poi una delle ultime cose che la Bibbia dice in Apocalisse 21:1 l’apostolo Giovanni dice:

1 Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il primo cielo e la prima terra erano passati, e il mare non c’era piú.

Ora, tutti questi testi parlano di una salvezza cosmica e non solo di una salvezza personale individualizzata.

Parlano di una salvezza che rinnova e cambia l’intero universo. Ciò significa che se vogliamo avere una comprensione biblica della salvezza, proprio come non possiamo separare l’anima dal corpo per quanto riguarda gli effetti della salvezza, non crediamo che Gesù sia venuto solo per salvare la nostra anima spiritualmente, ma è venuto per salvarci fisicamente come esseri umani completi. E la resurrezione dei nostri corpi alla fine dei tempi, dimostra che, proprio come non possiamo separare l’anima dal corpo per quanto riguarda gli effetti della salvezza non possiamo separare la persona umana corpo e anima dalla terra e dall’universo per quanto riguarda gli effetti della salvezza. Il punto è che Dio ha mandato Gesù per salvarci corpo e anima nell’universo in cui viviamo e di cui facciamo parte. E non possiamo separare questi elementi nella loro comune salvezza.

Un’altra ragione più basilare per questa enfasi sulla portata cosmica della salvezza è che il Salvatore del mondo è il Creatore del cielo e della terra. Come voi e io confessiamo, il Creatore incarnato, Gesù Cristo, è venuto sulla terra affinché la sua intera creazione potesse sentire gli effetti della redenzione dalla maledizione. Dio, il Creatore, vuole essere Dio il Salvatore dell’intero universo creato, ad eccezione di coloro che sono all’inferno.

Il Creatore è il Redentore. Egli è venuto per ricreare i cieli e la terra per farne la dimora dei giusti, dove vivranno in pace, amore e armonia per la sua gloria per tutta l’eternità. Così avranno un luogo solido in cui vivere e su cui stare per tutta l’eternità.

Ora, questa visione era prominente nella chiesa cristiana fino all’età dell’oscuramento nel XVIII secolo. Se avete frequentato le scuole pubbliche, probabilmente avete letto dell’età dell’Illuminismo nel XVIII secolo. Non c’è stato niente del genere nel XVIII secolo. Fu allora che la civiltà occidentale voltò le spalle al cristianesimo, abbandonò la sua base cristiana e si spostò verso la sua base umanista. Non fu un’epoca di illuminazione. Fu un’epoca di oscuramento.

E fino a quel momento, la chiesa credeva a questa salvezza cosmica che avrebbe influenzato ogni cosa, proprio come abbiamo detto. Ma dal XVIII secolo a oggi, nella civiltà occidentale, quella visione è andata sempre più perdendosi. E al posto di questa visione più antica e biblica è subentrata una visione troncata, individualizzata e spiritualizzata della salvezza che insegna che poiché la terra e la storia sono depravate, poiché la terra e la storia sono controllate da Satana, non c’è nulla in questo universo o sulla terra che possa essere salvato. Talché che quando Gesù verrà, cancellerà la storia. Annichilirà l’intero universo e ricomincerà, creando un universo completamente nuovo, ex nihilo, dal nulla, libero da qualsiasi relazione o continuità con questa creazione e questa terra e questo universo in cui viviamo oggi. Pertanto, questa nuova visione afferma che poiché non c’è nulla sulla terra che valga la pena salvare, piuttosto che cercare di salvare o rinnovare qualcosa, dovremmo dedicare tutti i nostri sforzi a preparare noi stessi e gli altri alla morte, aspettando che Gesù ritorni e ci salvi dalla storia e da questo marcio universo.

Oggi si dice poco, se non nei circoli di ricostruzione cristiana e riformata sui nuovi cieli e sulla nuova terra come ricreazione di quell’universo che già esiste. Si dice molto poco di un rinascimento universale alla seconda venuta in cui sostanzialmente nulla andrà perduto di ciò che esiste adesso. È vero che alla seconda venuta di Cristo, Dio riverserà il suo giudizio sull’uomo, sulla terra e sui cieli.

E Isaia 13 versetti 11 e 13 lo dicono con potenza. Dio dice,

11 Io punirò il mondo per la sua malvagità e gli empi per la loro iniquità; metterò fine all’alterigia dei superbi e abbatterò l’arroganza dei tiranni.
13 Perciò farò tremare i cieli, e la terra sarà scossa dal suo luogo a causa dell’indignazione dell’Eterno degli eserciti nel giorno della sua ira ardente.

Pertanto non fatevi idee sbagliate. La seconda venuta di Cristo sarà un giorno d’ira e di devastante, di giudizio universale globale retributivo su tutti i nemici di Dio.

Ma poiché sarà così, sarà anche un giorno di rinnovamento universale e di liberazione dal peccato. Quel giudizio di Dio in quel giorno più che mai sarà redentivo e libererà l’intero universo dalla sua schiavitù al decadimento nella maledizione del peccato. Per usare le parole della Scrittura stessa in Romani 8:20-21

20 perché la creazione è stata sottoposta alla vanità non di sua propria volontà, ma per colui che ve l’ha sottoposta,
21 nella speranza che la creazione stessa venga essa pure liberata dalla servitú della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.

Quindi quando leggete tutti questi tetri passaggi che parlano della terra che trema, della terra che viene spostata fuori posto, del mondo intero che viene giudicato e devastato, il loro scopo è di purificare affinché da quel vecchio mondo maledetto dal peccato possa nascere un mondo che sia la dimora della giustizia. Questa speranza della restaurazione dell’universo e di questa terra alla seconda venuta di Cristo, a volte viene criticata e contestata con un commento di questo tipo.

Non mi interessa che questo universo pieno di cose venga mai restaurato. Tutto ciò che voglio fare è vedere Dio e avere comunione con Lui. Lascia perdere questo universo.

Tutto ciò che voglio fare è vedere Lui e avere comunione con Lui, e questo è tutto ciò di cui ho bisogno e sarò felice. Questa dicotomia percepita tra vedere Dio e avere comunione con Lui e godere delle cose su questa nuova terra si basa su una visione completamente non biblica di Dio stesso. Se portata alla sua conclusione logica, richiederebbe una negazione di tutto ciò che Dio ha creato e dichiarato buono.

E Genesi 1:1, per citare Berkouwer, sarebbe il versetto meno comprensibile della Bibbia. Se ci fosse questa dicotomia tra la comunione con Dio e il godere del nuovo universo come se non avessimo bisogno di tale nuovo universo, tutto ciò di cui abbiamo bisogno è vedere Dio. Ebbene, se si adotta questa dicotomia, sarebbe assurdo parlare della resurrezione del corpo fisico. Produrrebbe uno spiritualismo e un immaterialismo grossolani che considerano le cose create, le cose fisiche, le cose materiali, come prive di importanza o di valore nell’eternità a venire. Questa visione direbbe, a cosa serve restaurare la terra e l’universo dal momento che non avremo bisogno di nessuna di queste cose? In cielo saremo completamente felici di vedere e di avere comunione con Dio e questo è tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Questo modo di pensare è totalmente in disaccordo con la Bibbia e con la realtà.

Considerate il popolo di Dio nell’Antico Testamento. Quando era fedele, Israele era fermamente attaccato alla terra promessa. Amava la terra promessa. Amava le cose della terra promessa. La terra promessa era piena di buone cose come latte e miele. Ma il suo attaccamento alla terra promessa non minacciava né interferiva con la sua comunione con Jehovah.

Piuttosto, questo gioioso attaccamento alla terra promessa era la manifestazione visibile della sua comunione con Dio. Vivere nella terra promessa piena di tutte queste cose buone era l’adempimento, per quanto riguardava Israele, della promessa di Dio che egli sarebbe stato il loro Dio e loro sarebbero stati il ​​suo popolo e la sua benedizione avrebbe dimorato in ogni aspetto della loro vita. La gioia di Israele nella terra non era in competizione con la sua comunione con il Signore a meno che non distorcesse il significato della terra promessa.

Quindi il godimento della gloria di Dio, la visione di Dio, la comunione con Dio in questa vita o nella vita a venire, non elimina l’interesse per le cose o l’interesse per le altre persone. Una persona è sulla strada sbagliata se, per il desiderio di vedere Dio, rifiuta i buoni doni che Dio gli ha fatto. Perché Dio, dice la Bibbia, non ha lasciato se stesso senza testimonianza, facendo del bene e dandovi piogge dal cielo e stagioni fruttifere, soddisfacendo il vostro cuore con, qual è la parola successiva? Soddisfacendo il vostro cuore con cose spirituali, immateriali, celesti. È questo che dice? Dice soddisfacendo, adoro questo verso, che soddisfa il nostro cuore con cibo e gioia.

Se questa visione platonica della salvezza viene accettata, la sua conclusione logica è un austero ascetismo, un tentativo duraturo di sfuggire ai piaceri come i monaci del Medioevo, i piaceri, i doni e i doveri della vita e della società, dedicandoci esclusivamente a vivere vite isolate come individui.

Questa transizione dalla terra e dall’universo attuali come li conosciamo alla nuova terra e al nuovo universo non sarà né silenziosa né graduale. Non sarà come la transizione dal XX al XXI secolo, dal XIX al XX secolo. Sarà una transizione spettacolare, catastrofica, improvvisa, universale attraverso una gloriosa crisi della seconda venuta di Gesù Cristo sulla terra. Quindi ora andiamo alla descrizione della Bibbia di quella catastrofica transizione registrata in 2 Pietro e facciamo due cose.

Vediamo cosa possiamo imparare su ciò che accadrà quel giorno. E in secondo luogo, impariamo come possiamo applicare, praticamente, alle nostre vite qui e ora, ciò che scopriamo da questo passaggio. Notate i primi due versetti del capitolo 3, questa è lo scopo di Pietro.

Pietro dice: Vi scrivo queste cose, non per soddisfare la vostra curiosità, ma affinché, mentre le ricordate, le vostre menti pure e sincere vi spingano a un comportamento corretto. Dice:

1 Carissimi, questa è già la seconda epistola che vi scrivo; in entrambe cerco di tener desto il vostro genuino modo di pensare facendo appello alla vostra memoria
affinché vi ricordiate delle parole già dette dai santi profeti e del comandamento dello stesso Signore e Salvatore trasmessovi da noi apostoli,

Ora, 2 Pietro capitolo 3, Pietro affronta un problema particolare.

Ricordate che l’interesse del capitolo 2 sono i falsi insegnanti. Stanno cercando di confondere e sedurre i cristiani allontanandoli da Cristo screditando Cristo e gli apostoli e tutto quel programma implicava anche mettere in discussione la veridicità della dottrina apostolica della seconda venuta di Gesù Cristo sulla terra. È come se questi schernitori avessero detto, pensavamo che avessi detto che Gesù sarebbe tornato sulla terra, ma sono passati anni e nulla è cambiato.

Tutto rimane uguale dall’inizio della creazione. A cosa serve chiedere ai cristiani di essere fermi, di lasciarsi perseguitare, di fare sacrifici, di perseverare e di rifiutarsi di scendere a compromessi se tutte le prove intorno a noi testimoniano che Cristo non tornerà e che è tutto un imbroglio. La venuta di Cristo non ha fatto alcuna differenza rispetto alla morte e al morire. I cristiani sono morti fin dall’inizio del cristianesimo, proprio come tutti gli altri. E quindi il vangelo è irrilevante. Questo è ciò che questi schernitori stanno cercando di dire.

E lo stanno ancora facendo, voglio dire, 2000 anni dopo, Gesù non è tornato. I destinatari della lettera erano preoccupati per questo dopo soli 10 anni. La risposta di Pietro a loro è decisiva.

Egli afferma che l’intera questione è fondamentalmente e in ultima analisi una questione di fede in Cristo e nell’insegnamento delle Scritture. Fate attenzione alla vostra autorità finale quanto al credere alle cose in cui credete. Se credete alla Bibbia come professate, allora capirete che la Bibbia ci dice che ci sarà una fine definitiva di questo mondo e prosegue a raccontarci come questa fine avverrà. Ci dice che tutta la storia si sta dirigendo verso un grande momento apicale e un giudizio finale. E vedete, c’è un presupposto di fondo qui.

E l’assunto di fondo è che esista una visione biblica della storia, che esista un modo distintamente biblico e cristiano di guardare alla storia e a ciò che avviene nel passato, nel presente e nel futuro. Tutta la storia è sotto il controllo di Dio. Ogni fatto e ogni evento nell’universo è correlato a ogni altro fatto e a ogni altro evento nel piano di Dio.

E ogni fatto ed evento nell’universo e nella vostra vita ha un significato e uno scopo. Dio è al di sopra della storia, governa la storia, la domina ma è anche coinvolto nella storia e interviene nelle nostre vite per giudicare i nostri nemici e salvare il suo popolo. E qualsiasi approccio alla comprensione della vita su questo pianeta e qualsiasi approccio alla comprensione della storia deve prendere sul serio la cronologia della storia esposta nella parola di Dio, il creatore del mondo e il Signore della storia.

Qual è questa cronologia? Seimila anni fa, in sei giorni dal nulla, all’improvviso Dio creò i cieli e la terra chiamandoli in esistenza. Diversi secoli dopo ci fu un diluvio che cambiò l’intera superficie della terra nel giro di un anno. Diversi millenni dopo, ci fu l’incarnazione di Dio stesso, che nella persona di Gesù morì sulla croce per espiare i nostri peccati.

Tre giorni dopo è risorto dai morti. Diversi giorni dopo è asceso alla destra di Dio dove governa l’intero universo dal cui trono ha riversato lo Spirito Santo su questo pianeta e vi regna in generale finché non mette tutti i suoi nemici sotto i suoi piedi e poi personalmente, letteralmente e storicamente tornerà su questa terra. Non c’è modo di comprendere la vita su questo pianeta se non comprendiamo quella cronologia delle cose secondo il Dio vivente.

Ed è questo che Pietro sta dicendo a questi schernitori. Ci sono cose di cui siete ignoranti. Ma ora capite che questa ignoranza non è innocente. Hanno scelto di ignorare queste cose. È molto difficile convincere qualcuno a credere a qualcosa che è vero se non vuole credere che sia vero. Ed è così che erano questi schernitori.

Ora diamo un’occhiata a questa conflagrazione. Mi piace questa parola, non è vero? Conflagrazione significa bruciare le cose, l’esplosione di un incendio devastante.

Guardate il versetto sette. Mentre i cieli attuali … e il versetto sette, il versetto 10 e il versetto 12, sono tutti basati sull’insegnamento dell’Antico Testamento e sull’espansione di quell’insegnamento.

mentre i cieli e la terra attuali sono riservati dalla stessa parola per il fuoco, conservati per il giorno del giudizio e della perdizione degli uomini empi.

Versetto 10.

10 Ora il giorno del Signore verrà come un ladro di notte; in quel giorno i cieli passeranno stridendo, gli elementi si dissolveranno consumati dal calore e la terra e le opere che sono in essa saranno arse.

Questa è un’allusione a Isaia 34:4, che dice,

Tutto l’esercito del cielo si dissolverà, i cieli si arrotoleranno come un libro, ma tutto il loro esercito cadrà, come cade la foglia dalla vite, come cade un frutto appassito dal fico.

Tutte le stelle appassiranno come una foglia appassisce dalla vite e gli elementi saranno distrutti con calore intenso e la terra e le sue opere saranno bruciate. Ora, saranno bruciati non è probabilmente la traduzione migliore di quel greco. Probabilmente la traduzione migliore è saranno messi a nudo: che la terra e tutte le sue opere saranno messe a nudo davanti al tribunale di Dio. E in quel giorno non ci sarà più posto dove nascondersi.  Versetto 12.

i cieli infuocati si dissolveranno e gli elementi consumati dal calore si fonderanno!

Di cosa sta parlando tutto questo? Parla di un giorno di distruzione, un giorno in cui i cieli passeranno con un forte boato. I vari elementi, vento, fuoco, terra saranno distrutti con calore intenso. Tutto sulla terra sarà bruciato. Gli elementi si scioglieranno con calore intenso. Bene, prima di tutto, in superficie, sembrerebbe dire che alla fine dei tempi, Dio annichilirà tutto. Ora, cosa significa annichilire? Meglio assicurarci di sapere cosa significa.

Annichilire significa distruggere completamente. Significa ridurre alla non-esistenza. Ecco come voglio che pensiate a quella parola. Ridurre alla non-esistenza, annullare, rendere nullo, abolire. Bene, sembra in superficie, quando sentite parlare di elementi che si fondono con calore intenso e distrutti dal calore intenso e tutto il resto, sembra che ciò che accadrà nel giorno del giudizio è che Dio ridurrà l’intero universo alla non-esistenza e lo brucerà fino a farlo scomparire. Bene, spero che capiate mentre andiamo avanti che non c’è motivo di credere che sia questo ciò di cui si sta parlando qui.

Non c’è motivo di credere in questo testo, letto onestamente e attentamente, che Dio annichilirà questo universo attuale alla seconda venuta. Infatti, non abbiamo motivo di credere che Dio annienti mai qualcosa che ha creato. Voglio che notiate queste parole forti qui, ma notate che sono anche usate in riferimento al diluvio di Noè, al giudizio di Satana, al giudizio di uomini empi senza implicare l’annientamento.

Lasciate che vi mostri cosa intendo. Guardate il versetto 6.

a motivo di cui il mondo di allora, sommerso dall’acqua, perì,

Dice che il diluvio ai tempi di Noè distrusse il mondo di allora. Ora, il diluvio ai tempi di Noè ridusse alla non-esistenza questo pianeta? No.

L’ha solo cambiato radicalmente in meglio. Guardate 2 Pietro 3:7.

mentre i cieli e la terra attuali sono riservati dalla stessa parola per il fuoco, conservati per il giorno del giudizio e della perdizione degli uomini empi.

Ora, quando dice che nel giorno del giudizio e della perdizione gli uomini empi riceveranno la distruzione, significa che la loro punizione sarà che saranno annientati? Saranno annientati e tolti dall’esistenza? No, periranno per sempre all’inferno dove saranno tormentati giorno e notte.

Andate ad Ebrei capitolo 2 versetto 14.

14 Poiché dunque i figli hanno in comune la carne e il sangue, similmente anch’egli ebbe in comune le stesse cose, per distruggere, mediante la sua morte colui che ha l’impero della morte, cioè il diavolo

Quindi qui leggiamo di Gesù che distrusse il diavolo quando morì sulla croce. Ora, questo significa che Gesù annichilì il diavolo in modo che non esiste più? No. Ma Gesù cambiò notevolmente l’estensione del suo potere.

Quindi il punto è qui, queste parole forti che in superficie sembrano implicare che Dio spazzerà via tutto, non lo implicano necessariamente. Proprio come nessun annichilamento è implicito nella distruzione del mondo durante il diluvio di Noè, e nessun annichilamento è implicito nella distruzione degli uomini empi nel giorno del giudizio, e nessun annichilamento è implicito nella distruzione di Satana con la morte di Cristo, così nessun annichilamento è implicito nella conflagrazione dell’universo alla fine del mondo. Ma voglio che  pensiate a questa cosa

Il problema ultimo dell’annichilamento è questo. Se un giorno alla fine dei tempi l’universo attuale dovesse essere cancellato dall’esistenza, allora Satana avrà vinto. Avrà vinto corrompendo questo universo così completamente che Dio non potrà farci altro che bruciarlo fino a farlo scomparire.

Ma, lode al Signore, Satana non vince. È stato decisamente sconfitto da Cristo sul Calvario, e un giorno, quando l’intero universo sarà rinnovato dal fuoco, vedremo le dimensioni complete di quella sconfitta che il Signore Gesù Cristo ha portato a Satana. Ma ora guardate 2 Pietro 3:13 a un aggettivo.

Nuovi cieli e nuova terra. Ci sono due parole greche per nuovo. NEOS, Una parola, che non è usata qui, significa nuovo nel tempo o nell’origine. Cioè nuovo nel senso che non è mai esistito prima. Ora, quella parola greca non è la parola per nuovi cieli e nuova terra, come se quando Gesù verrà, porterà nuovi cieli e nuova terra che non sono mai esistiti prima. NEOS non è la parola che usa.

La parola che usa è una parola greca, KAINOS, che significa nuovo in natura o qualità. Ciò è rinnovato. Qualcosa di già esistente, ma ora è nuovo in quanto è stato rinnovato. È stato ristrutturato. È stato rimodellato.

È stato rinnovato. Questa è la parola nuovi usata qui per cieli e terra. Che parla di nuovi cieli, e nuova terra, di cieli e terra rinnovati, implicando che quei nuovi cieli e quella nuova terra in cui vivremo per tutta l’eternità sono già in esistenza.

Sono questi, quelli in cui viviamo ora, e verrà un giorno in cui sarà completamente rimodellata, perfezionata e purificata da Dio stesso. Questa nuova creazione scaturisce da questa vecchia creazione. La vecchia creazione dà vita a una nuova creazione, ma il punto è che questi nuovi cieli e questa nuova terra che dobbiamo attendere sono i cieli e la terra in cui stiamo vivendo e su cui siamo seduti proprio in questo preciso istante, rinnovati dal potere di Dio.

Ora, ci sono alcune persone che arrivano a questo passaggio e cercano di  interpretarlo in senso figurato, come se si riferisse ai cambiamenti drammatici di dispensazione dall’Antico Testamento al Nuovo Testamento, incluso il disastro di Gerusalemme nel 70 d.C. e l’incendio di Gerusalemme da parte degli eserciti romani. Ciò che questa visione dice è che questi eventi descritti in 2 Pietro 3 non sono correlati alla seconda venuta di Cristo, ma piuttosto sono correlati a quel cambiamento di epoche dall’Antico Testamento al Nuovo Testamento che ha richiesto l’incendio della città di Gerusalemme nel 70 d.C. Quindi vedete, questa è un’interpretazione figurata di questo testo, quando parla di un giorno in cui gli elementi, i cieli e la terra saranno bruciati e distrutti.

Questo è linguaggio figurato, ci dicono. Non sono veramente i cieli e la terra, ma piuttosto implica semplicemente che il vecchio mondo, quell’epoca dell’Antico Testamento, sta lasciando il posto al nuovo mondo del Nuovo Testamento. Bene, lasciate che vi mostri ora perché non si può avere un’interpretazione figurata di 2 Pietro 3. guardate il versetto 5.

Ma essi dimenticano volontariamente che per mezzo della parola di Dio i cieli vennero all’esistenza molto tempo fa, e che la terra fu tratta dall’acqua e fu formata mediante l’acqua,

Ci sono cieli e terra, ovviamente usati in riferimento a questa creazione letterale e all’inizio della creazione, quando il firmamento fu diviso dalla terra. L’acqua che sta in cielo fu separata dall’acqua che sta sulla terra.

E qui tutto fu creato dalla parola parlata di Dio. Quindi cieli e terra in questo passaggio, la prima volta che la frase è usata si riferisce letteralmente a questo nostro universo. Poi guardate nel versetto 6,

a motivo di cui il mondo di allora, sommerso dall’acqua, perì,

E così ancora una volta, la parola mondo si riferisce alla vita su questo pianeta che fu distrutta dal diluvio di Noè, letteralmente. Quindi quando arriviamo al versetto 10,

10 Ora il giorno del Signore verrà come un ladro di notte; in quel giorno i cieli passeranno stridendo, gli elementi si dissolveranno consumati dal calore e la terra e le opere che sono in essa saranno arse.

Dobbiamo supporre che ci sia continuità in questo passaggio.

E che parli della stessa terra che fu distrutta dal diluvio di Noè e dello stesso cielo e terra che furono creati dalla parola di Dio. Quindi, vedete, non c’è nulla di figurativo in questo passaggio della Scrittura. Questa è una descrizione di ciò che accadrà a questo universo alla fine dei tempi, lo stesso universo che Dio creò all’inizio dei tempi.

Ora è vero che la frase, i nuovi cieli e la nuova terra nella Bibbia, descrivono la realtà che è iniziata embrionicamente con la resurrezione di Gesù Cristo. È vero che i nuovi cieli e la nuova terra sono già iniziati embrionicamente. Ricordate, abbiamo citato da Isaia 65 a proposito di nuovi cieli e terra.

Bene, se guardate Isaia 65, dice che le persone muoiono nei nuovi cieli e nella nuova terra. Non si muore in cielo, ma si muore nei nuovi cieli, nella nuova terra. E dice anche che anche se si muore nei nuovi cieli e nella nuova terra, verrà un tempo in cui si vivrà molto più a lungo di adesso. E ci sarà un’estensione della longevità. Quindi vediamo anche che i nuovi cieli e la nuova terra sono già in atto perché le persone potrenno ancora morire ed essere nei nuovi cieli e nella nuova terra finché non saranno perfetti. E i nuovi cieli e la nuova terra stanno avanzando e maturando perché arriverà un momento nei nuovi cieli e nella nuova terra, in cui le persone vivranno fino a centinaia di anni di età, come facevano ai tempi di Metuselah e probabilmente anche di più.

Bene, allora quando iniziarono i nuovi cieli e la nuova terra? Andiamo a Matteo 19:27-30.

27 Allora Pietro gli rispose, dicendo: «Ecco, noi abbiamo abbandonato ogni cosa e ti abbiamo seguito; che ne avremo dunque?».
28 Gesú disse loro: «In verità vi dico che nella nuova creazione, quando il Figlio dell’uomo sederà sul trono della sua gloria, anche voi che mi avete seguito sederete su dodici troni, per giudicare le dodici tribú d’Israele,
29 E chiunque ha lasciato casa, fratelli, sorelle, padre, madre, moglie, figli o campi per amore del mio nome, ne riceverà il centuplo ed erediterà la vita eterna.
30 Ma molti primi saranno ultimi e molti ultimi saranno primi»

Quindi qui, Gesù parla di un rinnovamento delle cose, la rigenerazione. Voi dite, beh, Joe, questo ha a che fare con la fine del mondo.

Bene, ora lasciate che vi faccia una domanda. La rigenerazione, avviene all’inizio a olla fine della vostra vita come cristiani? Voi sperate di essere rigenerati alla fine del mondo? Siete già rigenerati. Siete stati rigenerati quando siete nati da Dio e, lo siete già, ma questo lavoro è iniziato dentro di voi. Non siete ancora perfetti. Non è completo, ma la rigenerazione non è qualcosa che avviene alla fine. È qualcosa che avviene all’inizio delle cose.

E questo rinnovamento, questa rigenerazione dell’universo che include una restituzione di proprietà e famiglia a coloro che le rinunciano per la causa di Cristo, è iniziata quando Gesù Cristo si è seduto sul suo glorioso trono. Ecco cosa dice qui. Ora, quand’è che Gesù si è seduto sul suo glorioso trono? Quando Dio lo ha risuscitato dai morti, la Bibbia dice che Gesù

divenne ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce.
Perciò anche Dio lo ha sovranamente innalzato (passato prossimo) e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni nome,

10 affinché nel nome di Gesú si pieghi ogni ginocchio delle creature (o cose) celesti, terrestri e sotterranee,

E Pietro non avrebbe potuto dirlo più chiaramente. Quando in prima Pietro 3:21-22  dice:

Gesú Cristo,
22 il quale è andato in cielo ed è alla destra di Dio, dove gli sono sottoposti angeli, potestà e potenze.

Il punto è capire questa frase completa, i nuovi cieli e la nuova terra sono cominciati con la risurrezione e l’ascensione del Signore Gesù Cristo quando ha cominciato a fare nuove tutte le cose una volta che ebbe preso posto alla destra di Dio. Quella grande opera sta progredendo fino al giorno in cui il Signore Gesù Cristo la perfezionerà. E ciò che voglio che vediate è che Pietro sta parlando del futuro. Pietro non sta dicendo cose sul passato e sul cambiamento delle dispensazioni e l’inizio embrionale dei nuovi cieli e della nuova terra. Dice che stiamo cercando nuovi cieli e una nuova terra nel futuro.

Capite che quando Pietro scrisse queste parole, la risurrezione di Cristo aveva già avuto luogo. L’ascensione di Cristo aveva già avuto luogo. La nuova dispensazione aveva già sostituito la vecchia, il regno di Dio era già iniziato. La rigenerazione delle cose aveva già avuto luogo.

I nuovi cieli e la nuova terra erano già iniziati embrionalmente con la resurrezione di Cristo. Ma Pietro sta parlando di qualcosa che accadrà in futuro. Sta aspettando qualcosa, non qualcosa che è già accaduto.

E così, proprio come nel versetto 12 esorta i suoi lettori a cercare la venuta del giorno di Dio. Così nel versetto 13, li incoraggia a cercare nuovi cieli e una nuova terra, che sono la dimora della giustizia. Quindi vedete, non c’è niente di figurativo in questo.

Non si parla di qualcosa che è già accaduto. Pietro attende con ansia la perfezione di questa grande opera che Gesù ha iniziato 2000 anni fa. E poi abbiamo quel grande versetto, il nove, uno dei più grandi versetti calvinisti dell’intera Bibbia.

Il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa, come alcuni credono che egli faccia, ma è paziente verso di noi non volendo che alcuno perisca, ma che tutti vengano a ravvedimento.

Versetto calvinista? Sembrerebbe l’opposto. Sembra la grande confutazione del Calvinismo.

Il Calvinismo dice che Dio ha il suo popolo eletto e ha mandato Gesù a morire per loro. Questo versetto dice che Dio non vuole che alcuno nel mondo intero perisca, ma che tutti nel mondo intero giungano al pentimento. Beh, in realtà, non è questo che dice.

Voglio dire, non dice questo. Non dice che Dio non vuole che nessuno nel mondo intero perisca, ma che tutti nel mondo intero giungano al pentimento. Dice semplicemente che Dio non vuole che alcuno perisca.

Alcuno, e tutti sono descrittivi di un qualche gruppo di persone. Dio non vuole che alcuno perisca, ma che tutti giungano al pentimento.

Ora, potrebbe significare tutti nel mondo intero, ma bisogna avere una ragione per crederci. C’è qualcosa nel nostro testo che ci aiuti a capire chi sono questi alcuni e tutti? Dio non vuole che alcuno perisca, ma che tutti giungano al pentimento. Sono descrittivi di un gruppo di persone.

C’è qualcosa nel nostro testo che potrebbe aiutarci a capire di chi sta parlando? Ebbene, c’è! Dice

Il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa, come alcuni credono che egli faccia, ma è paziente verso di voi  (CEI e NR) non volendo che alcuno perisca, ma che tutti vengano a ravvedimento.

Dio non vuole che nessuno di voi perisca, ma che tutti voi giungiate al pentimento. Ora, a chi si riferisce quel voi? Questa è una lettera.

Se vedete la parola voi in una lettera, presumete che sia un pronome per i destinatari di quella lettera. Quindi chi sono i destinatari di prima e seconda Pietro? Tornate a prima Pietro capitolo uno, su cui abbiamo predicato la scorsa settimana e versetti uno e due,

1 Pietro, apostolo di Gesú Cristo, agli eletti che risiedono come stranieri, dispersi nel Ponto, nella Galazia, nella Cappadocia, nell’Asia e nella Bitinia,
eletti secondo la preordinazione di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, per ubbidire e per essere aspersi col sangue di Gesú Cristo: grazia e pace vi siano moltiplicate.

Primo e secondo Pietro sono indirizzati al popolo eletto di Dio sparso in tutta la terra.

Quindi queste sono le persone a cui si riferisce la parola voi. Ora riportiamola in 2 Pietro capitolo tre, versetto nove.

Il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa, come alcuni credono che egli faccia, ma è paziente verso di voi (gli eletti) non volendo che alcuno perisca, ma che tutti vengano a ravvedimento.

Ora, qual è il punto di questo versetto? Il punto è che Pietro sta dicendo: ecco perché la seconda venuta non è ancora avvenuta. E possiamo indicare questo versetto oggi e dire, 2000 anni dopo, ecco perché la seconda venuta non c’è ancora stata. Mille anni sono come un giorno con il Signore, e un giorno è come mille anni,  ma

Il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa, come alcuni credono che egli faccia, ma è paziente verso di voi non volendo che alcuno perisca, ma che tutti vengano a ravvedimento.

E così poco dopo, dice: pertanto, la pazienza di Dio è la vostra salvezza. E il punto qui è che Dio non farà arrivare l’ultimo giorno della storia, Cristo non tornerà sulla terra e tutti gli eventi descritti in seconda Pietro non accadranno finché l’ultimo eletto del popolo di Dio non sarà salvato.

Dio non porrà fine alla storia. Dio non rimanderà Cristo sulla terra finché tutti gli eletti di Dio non saranno stati salvati. E poi, quando l’ultimo sarà stato salvato, rimanderà Gesù.

E poi vedrete questa grande conflagrazione. Quindi il punto è che è una cosa futura. Sta parlando della fine letterale, storica di questo mondo e di cosa accadrà.

Quindi il giorno del Signore insieme al trapasso e all’incendio dell’universo non avverrà finché tutto il popolo eletto di Dio non sarà stato salvato. Egli non vuole che alcuno del suo popolo perisca, ma che tutti loro giungano al pentimento. Quindi cos’è questa conflagrazione, questo incendio delle cose, è una meravigliosa purificazione, trasformazione, trasfigurazione, rimodellamento, rinnovamento dell’intero universo.

Che questo brano non parla di Dio che spazza via l’universo dall’esistenza, ma guarda avanti a un giorno in cui l’intero universo sarà purificato con il fuoco da tutti gli effetti del peccato e riportato alla sua originale purezza incontaminata, bellezza e gloria ancora maggiori. Quindi quando Pietro dice che questo universo è riservato per il fuoco, i cieli passeranno con un boato, stridendo terribilmente e gli elementi saranno distrutti con calore intenso, e la terra e le sue opere saranno bruciate sta descrivendo una spettacolare trasfigurazione di questo universo.

Questo universo, come lo conosciamo, macchiato dal peccato e decadente a causa del peccato passerà, e da quell’universo verranno nuovi cieli e una nuova terra, nei quali dimora la giustizia.

Mi direte: ora, quando si  leggono tutte queste parole, brucerà con calore intenso, gli elementi bruceranno, e tutte questi terribili suoni assordanti,  io spero di essere in paradiso. Non voglio essere in giro il giorno di questa conflagrazione. Spero che questa sia una festa che mi perdo.

Ma come? Pietro dice, questa è una cosa che non vedete l’ora di vedere.

Questa non è una cosa di cui vi pentirete e sperate di perdervi e di non essere lì. Notate cosa dice nei versetti 11 e 12.

11 Poiché dunque tutte queste cose devono essere distrutte, come non dovreste voi avere una condotta santa e pia,
12 mentre aspettate e affrettate la venuta del giorno di Dio, a motivo del quale i cieli infuocati si dissolveranno e gli elementi consumati dal calore si fonderanno

Che aspetterete con ansia quel giorno in cui l’universo sarà bruciato e gli elementi si fonderanno per il calore intenso.

Non volete perdervelo perché è il momento in cui vedrete ricreata la vostra dimora eterna, dove vivrete per tutta l’eternità. Questo universo rimodellato dalla mano di Dio. Stavo leggendo Matthew-Henry, nel caso pensaste che sia una nuova visione, non è niente di nuovo.

Lasciatemi dirvi alcune delle parole che Matthew-Henry 400 anni fa usò per descrivere la conflagrazione di 2 Pietro 3. Disse che i cieli subiranno una profonda mutazione improvvisamente e crolleranno facendo un rumore simile a un edificio che crolla.  Disse che tutti i tipi di creature che Dio ha fatto e tutte le opere degli uomini devono sottomettersi, tutti devono passare attraverso il fuoco che sarà un fuoco divorante per tutto ciò che il peccato ha portato nel mondo. Sebbene possa essere un fuoco purificatore per le opere della mano di Dio, quell’universo di Dio sarà purificato rimuovendo da esso le scorie del peccato. Questo dissolvimento ha lo scopo di far tornare tutto alla sua primitiva bellezza ed eccellenza, quanto puri e santi dovremmo essere per divenire adatti ai nuovi cieli e nuova terra, in cui abiterà la giustizia!

C’era un antico commentatore della Bibbia di nome Epifanio il quale disse che il motivo per cui questo grande giorno alla fine sarà chiamato un giorno di distruzione è perché sarà un rinnovamento per il meglio. Che il vecchio perirà, sarà distrutto, ma non sarà annichilito, e da esso uscirà il nuovo e il perfetto. E vedete tutti i tipi di analogie che supportano questa visione.

Come, per esempio, l’analogia tra la rigenerazione e la resurrezione del credente da una parte e il rinnovamento dell’universo con il fuoco dall’altra. Per esempio, la Bibbia dice che quando siete diventati cristiani, siete stati ricreati in Cristo una nuova vita. Ora, significa forse che siete stati annichiliti, che Dio vi ha eliminati dall’esistenza e poi vi ha ricreato di nuovo ex nihilo? No, siete la stessa persona che eravate prima di essere ricreati in Cristo, ma siete molto diversi.

E la stessa cosa vale per i nostri corpi risorti. Un giorno i nostri corpi saranno cambiati, trasfigurati e glorificati, ma il corpo che sarà glorificato allora è il corpo che hanno messo nella tomba. E così un giorno i nuovi cieli e la nuova terra saranno ampiamente cambiati, trasfigurati e glorificati, ma saranno lo stesso universo in cui viviamo oggi.

Allora noi credenti risorti in Cristo trascorreremo l’eternità su questa terra e in questo universo, purificati e trasfigurati, godendo delle sue bellezze, esplorando le sue risorse e usando i suoi tesori per la gloria di Dio. Allora la vita sarà piena e ricca. I nostri corpi e le nostre anime saranno riuniti e perfezionati.

La nostra comunione con Dio sarà perfetta e saremo in armonia con tutto ciò che ci circonda, con tutte le cose su questa terra e in questo universo. Un teologo tedesco, i cui scritti non consiglio normalmente, ha fatto questa affermazione che è accurata nel descrivere come sarà la nuova terra, dove trascorrerete l’eternità. Il mondo in cui entreremo nella seconda venuta di Cristo non è pertanto un altro mondo.

È questo mondo, questo cielo, questa terra, entrambi, tuttavia, passati e rinnovati. Sono queste foreste, questi monti Appalachi, questa gente. Non ha detto questi monti Appalachi, quello lo dico io. Questa terra rossa della Georgia, che sarà la scena della redenzione. Al momento, sono campi di battaglia, disse, pieni di conflitti e dolore per la consumazione non ancora compiuta. Ma allora saranno campi di vittoria, campi di raccolto, dove dal seme seminato con lacrime, i covoni eterni saranno raccolti e portati a casa.

Sapete, noi oggi, con questa visione troncata della salvezza, non pensiamo alla morte come facevano le persone in Israele. Quando pensiamo al futuro, pensiamo in gran parte alla nostra morte e alle nostre anime che vanno in cielo. E a che giorno meraviglioso sarà, e lo sarà.

Ma i fedeli Israeliti la pensavano in modo molto diverso sulla morte e sul futuro. Avevano un’idea della vita e del futuro che era molto più ricca della nostra patetica visione. Per loro, la consapevolezza della comunione con Dio era inseparabilmente connessa alla comunione tra di loro e alla comunione nella terra e nel suolo che Dio aveva dato loro nell’alleanza.

Per i fedeli Israeliti dell’Antico Testamento, la vera vita piena era la vittoria su ogni separazione, separazione di anima e corpo, separazione di persona e Dio, separazione di persona dalla terra. Era la restaurazione e la conferma di quella ricca comunione in cui l’uomo era stato originariamente creato.

Quindi, cosa sarà il cielo? Il completo superamento della morte, dove non solo godremo della comunione con Dio, ma godremo della comunione gli uni con gli altri. Dio verrà a dimorare con noi personalmente. Ci renderà giusti. Ci concederà la vittoria su tutti i nostri nemici e ci farà vivere per sempre al sicuro in questa terra di prosperità e pace.

Quindi vedete, la salvezza non è solo dell’anima dell’uomo. È del corpo dell’uomo. È dell’ambiente dell’uomo.

Il Signore Gesù Cristo è venuto per salvarci spiritualmente, fisicamente, socialmente, cosmicamente. La Bibbia lo testimonia in tutte le sue pagine. Guardate Romani 8:19 fino a 23.

19 Infatti il desiderio intenso della creazione aspetta con bramosia la manifestazione dei figli di Dio,
20 perché la creazione è stata sottoposta alla vanità non di sua propria volontà, ma per colui che ve l’ha sottoposta,
21 nella speranza che la creazione stessa venga essa pure liberata dalla servitú della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.
22 Infatti noi sappiamo che fino ad ora tutto il mondo creato geme insieme ed è in travaglio.
23 E non solo esso, ma anche noi stessi, che abbiamo le primizie dello Spirito noi stessi, dico, soffriamo in noi stessi, aspettando intensamente l’adozione, la redenzione del nostro corpo.

E in tutte le Scritture, abbiamo queste meravigliose affermazioni.

Nel Salmo 102, versetti dal 25 al 26, è scritto:

25 Anticamente tu hai stabilito la terra e i cieli sono opera delle tue mani;
26 essi periranno, ma tu rimarrai: si logoreranno tutti come un vestito; tu li muterai come una veste ed essi saranno cambiati,

Questo universo logoro e devastato dal peccato dice che verrà un tempo non in cui Dio lo annienterà, ma in cui Dio lo cambierà e sarà cambiato per sempre. Salmo 78: 69.

69 Edificò il suo santuario, come i luoghi altissimi, come la terra che ha fondato per sempre.

Quindi qui vedete due cose, il ritorno della chiesa e la terra su cui la chiesa vivrà. Salmo 37, versetto 29.

29 I giusti erediteranno la terra e vi abiteranno per sempre.

Habacuc capitolo 3, versetto 6.

Egli si fermava e misurava la terra, guardava e faceva tremare le nazioni, i monti eterni si disperdevano, i colli antichi si abbassavano;

Sì, le montagne perpetue furono frantumate. Le montagne perpetue. Mi piace la versione NR

6 Egli si ferma e scuote la terra;
guarda e fa tremare le nazioni;
i monti eterni si frantumano,
le colline secolari si abbassano;
le sue vie sono quelle di un tempo.

I monti eterni. Si frantumano, ma sono eterni. Apocalisse 21:1 e 2.

1 Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il primo cielo e la prima terra erano passati, e il mare non c’era piú.
E io, Giovanni, vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, che scendeva dal cielo da presso Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo.

Ecco i cieli rinnovati e la terra rinnovata. La terra e l’universo diventano la dimora di Dio stesso.

Nella vita a venire, nei nuovi cieli e nella nuova terra, cieli e terra non saranno più separati. E continueremo a essere in cielo con Dio mentre continuiamo a vivere sulla nuova terra perché il cielo è ovunque Dio sia. E su quella nuova terra, non ci saranno lacrime.

Non ci saranno più morti, incidenti mortali, malattie incurabili, funerali, addii finali. Su quella nuova terra, godremo di una comunione eterna e ininterrotta con Dio e con il popolo di Dio, compresi i cari e gli amici che ci hanno lasciato per un po’. E notate in quel testo che la città santa scende dal cielo sulla terra affinché trascorriamo l’eternità, non in qualche lontano lembo di spazio, ma su questo pianeta che Dio ha creato per mostrare la sua gloria e redenzione.

Guardate i versetti 23 e 26 del capitolo uno. Dice che la città non ha bisogno del sole o della luna che la illuminino perché la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l’agnello e le nazioni cammineranno alla sua luce e i re della terra vi porteranno la loro gloria. E di giorno, perché non ci sarà notte, la sua porta non sarà mai chiusa e vi porteranno la gloria e l’onore delle nazioni.

Qui apprendiamo che coloro che vivono su questa nuova terra includono persone che hanno raggiunto grande importanza e potere in questa terra attuale. Re, principi, leader, qualsiasi cosa le persone abbiano fatto su questa terra, che ha glorificato Dio, saranno ricordati nella vita a venire. Apocalisse 14:13

«Scrivi: Beati i morti che d’ora in avanti muoiono nel Signore; sí, dice lo Spirito, affinché si riposino dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguono».

Secondo questo versetto, i contributi unici delle persone e delle nazioni al benessere e alla vita di questa terra presente arricchiranno la vita della nuova terra. Erediteremo i migliori prodotti della cultura e dell’arte che questa terra ha prodotto.

Pensate che Dio annienterà la Monna Lisa? Io no. Qualunque cosa abbia avuto valore in questa vita presente, qualunque cosa abbia contribuito alla liberazione dell’esistenza umana sarà conservata e aggiunta a questa nuova terra e le loro opere li seguiranno. Bene, chiudiamo.

E voglio concludere con questo consiglio pratico di un uomo di nome Anthony Hoekema e del suo libro: La Bibbia e il futuro. Ed ecco la sua applicazione pratica di tutto questo. Dice che la dottrina della nuova terra dovrebbe darci speranza, coraggio e ottimismo in un giorno di diffusa disperazione. Sebbene il male dilaghi in questo mondo, è confortante sapere che Cristo ha ottenuto la vittoria finale. Mentre gli ecologi spesso immaginano il futuro di questa terra in termini cupi, è incoraggiante sapere che un giorno Dio creerà una nuova terra gloriosa sulla quale i problemi ecologici che ora ci affliggono non esisteranno più. Ciò non implica che non dobbiamo fare nulla per questi problemi, ma significa che lavoriamo per trovare soluzioni a questi problemi, non con un sentimento di disperazione, ma nella fiducia della speranza.

Come cittadini del regno di Dio, non possiamo semplicemente liquidare la terra attuale come una perdita totale o gioire del suo deterioramento. Dobbiamo davvero lavorare per un mondo migliore ora. I nostri sforzi per portare il regno di Cristo a una manifestazione più piena hanno un significato eterno.

La nostra vita cristiana oggi, le nostre lotte contro il peccato, sia individuali che istituzionali, il nostro lavoro missionario, il nostro tentativo di sviluppare e promuovere una cultura distintamente cristiana hanno valore non solo per questo mondo, ma anche per il mondo a venire. Mentre viviamo su questa terra, ci stiamo preparando per la vita sulla nuova terra di Dio. Attraverso il nostro servizio del regno, i materiali da costruzione per quella nuova terra vengono ora raccolti.

Le Bibbie sono tradotte. I popoli sono evangelizzati. I credenti sono rinnovati e le culture sono trasformate.

Solo l’eternità rivelerà il pieno significato di ciò che è stato fatto per Cristo qui. Per essere concisi, cito Ken Gentry, mentre ci sforziamo di sottomettere la terra in modo santo e spirituale, ci avviciniamo al progetto di Dio per l’uomo. Quindi, dovremmo aspettarci che la nostra cultura o le nostre fatiche attuali abbiano un significato eterno.

Ecco, le cose che fate per Cristo in questa cultura hanno valore e significato per sempre. Come lo sappiamo? Lasciate che vi dia alcuni versetti. 1 Corinzi 15:58,

58 Perciò, fratelli miei carissimi, state saldi, irremovibili, abbondando del continuo nell’opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore.

Apocalisse 14:13.

13 Poi udii dal cielo una voce che mi diceva: «Scrivi: Beati i morti che d’ora in avanti muoiono nel Signore; sí, dice lo Spirito, affinché si riposino dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguono».

E ricordate cosa dirà Gesù ai fedeli quel giorno mentre entrano in cielo. Ben fatto, servo buono e fedele.

Bene, buono e fedele servo; tu sei stato fedele in poca cosa, io ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo signore.

Ora, che tipo di risposta dovremmo dare a questa gloriosa prospettiva, a questo glorioso futuro che è riservato ai cristiani? Bene, Pietro ci dice tre cose.

Dobbiamo attendere la venuta del Signore. Dobbiamo essere preparati per la venuta del Signore, e dobbiamo affrettare il giorno del Signore. Prima di tutto, dobbiamo aspettare la venuta del Signore. Vedete quante volte la parola aspettare ricorre nei versetti 12, 13, 14, tre volte aspettando la venuta del giorno del Signore. Ma secondo la sua promessa, stiamo aspettando nuovi cieli e una nuova terra. Perciò, cari, aspettate queste cose, così che la risposta del cristiano, quando pensa a questo grande rinnovamento dell’universo che avviene alla seconda venuta di Cristo, il compimento della salvezza che Cristo ha iniziato 2000 anni fa, il cristiano guarda avanti a quel giorno. Ci pensa.

Se lo aspetta. Lo aspetta con ansia. Lo anticipa.

Lui sa che quel giorno sarà un giorno glorioso quando vedrà il suo salvatore faccia a faccia. Lo tiene a mente e si prepara per quel giorno. Guardate il versetto 11 e il versetto 14, versetto 11.

11 Poiché dunque tutte queste cose devono essere distrutte, come non dovreste voi avere una condotta santa e pia,

Versetto 14.

14 Perciò, carissimi, aspettando queste cose, fate in modo di essere trovati da lui immacolati e irreprensibili, in pace.

Un cristiano non solo pensa a quel giorno e lo aspira con ansia, ma si prepari per esso. Vi rendete conto che il Nuovo Testamento non chiede mai alle persone di vivere una buona vita morale meramente per il gusto di vivere una buona vita morale? Non dice mai: dovreste vivere una buona vita morale perché è bene vivere una buona vita morale.

Dice che dovete vivere una buona vita morale perché glorifica Dio e perché se lo fate, sarete trovati da lui in pace, immacolati e irreprensibili quando tornerà di nuovo. Quindi voi e io dobbiamo vivere una vita di santità e devozione in modo che quando quel giorno arriverà, non saremo svergognati. E non solo dobbiamo cercare quel giorno e prepararci per quel giorno, ma dice nel versetto 12 che dobbiamo affrettare la venuta del giorno di Dio.

Ora, come si può fare una cosa del genere? Voglio dire, se il giorno, il momento esatto del ritorno di Cristo e la conflagrazione dell’universo sono stati predestinati prima dell’inizio dei tempi, in modo che non cambieranno, anche se tutti cercano di predire quando il mondo finirà, se qualcuno lo indovina, se fossi Dio, cambierei la data. Ma tuttavia, poiché quella data non cambierà, come si può dire che dobbiamo affrettare quel giorno? Bene, affrettare significa aiutare a soddisfare quelle condizioni senza le quali quel giorno non può arrivare. Ora, cosa dice la Bibbia che accadrà prima della venuta del giorno del Signore? Vedrete un numero enorme di ebrei portati alla fede in Cristo.

Vedrete la stragrande maggioranza degli ebrei diventare cristiani. Ciò innescherà una rinascita globale che porterà alla conversione della maggior parte dei popoli non ebrei di questo pianeta, così che le nazioni del mondo e i loro leader verranno in chiesa e chiederanno come si può insegnare loro a guidare le loro nazioni in termini di parola di Dio. Ci sarà pace internazionale.

Trasformeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci, e non ricorderanno più la guerra. E poi, dopo secoli in cui questo mondo è stato un globo cristiano, il Signore Gesù Cristo tornerà sulla terra dopo che ogni opposizione contro di lui sarà stata repressa, perché deve regnare finché non avrà messo tutti i suoi nemici sotto i suoi piedi. Quindi, come potete affrettare quel giorno? Evangelizzate, guidate le persone a Cristo.

Più ebrei vengono portati a Cristo, prima il mondo si converte a Cristo, prima Gesù tornerà. Siate santi, siate irreprensibili, evangelizzate, rendete testimonianza, impegnatevi nelle missioni mondiali, pregate e vedete se Dio vuole che siate missionari o predicatori. Abbiamo una famiglia nella nostra chiesa e un bambino di sei anni e una bambina di quattro anni.

E l’altra sera il maschietto è venuto da sua madre e suo padre e ha detto, papà, mamma, credo che Dio voglia che io diventi un predicatore. Sua madre ha detto, beh, penso che sia una grande idea voler diventare un predicatore. Lui ha detto, mamma, non è quello che ho detto. Non ho detto che voglio diventare un predicatore. Ho detto, Dio vuole che diventi un predicatore, a sei anni.

Poi la sua sorellina ha detto, beh, mamma, credo che Dio voglia che diventi una sirenetta.

Ma pregate con fervore ed esaminate il vostro cuore e vedete se Dio vuole che siate predicatori. Vedete se state facendo tutto ciò che è in vostro potere, usando le vostre risorse, la vostra ricchezza e il vostro tempo per evangelizzare e rendere testimonianza al vangelo di Cristo. Perché prima le nazioni di questo mondo saranno portate a Cristo, prima la conoscenza del Signore coprirà la terra come le acque coprono il mare, prima verrà il giorno di Dio e vedremo Gesù faccia a faccia.

Affrettate quel giorno con l’attività evangelistica. E poi ricordate che poiché è stabilito che l’uomo muoia una volta sola e dopo ciò viene il giudizio, dove la morte vi lascia, il giudizio vi troverà. Dove la morte vi lascia, il giudizio vi troverà.

Cioè, in qualunque modo tu muoia, credente, non credente, fedele a Dio o in ribellione contro Dio, questo è esattamente ciò che sarai nel giorno dell’ira e nel giorno del giudizio. Quindi ti prepari per quel grande giorno preparandoti per la tua morte perché è stabilito che l’uomo muoia una volta e dopo non c’è una seconda possibilità. Dopo di che viene il giudizio e dove la morte ti lascia, il giudizio ti trova.

E lasciatemi concludere con queste grandi parole di Matthew Henry. Ascoltate. Non aspettatevi mai di essere trovati in pace nel giorno di Dio se siete pigri e inattivi in ​​questo vostro giorno in cui dobbiamo finire il lavoro che ci è stato dato da fare. Ha detto che solo il cristiano diligente sarà il cristiano felice nel giorno del Signore.

Preghiamo. Ti ringraziamo, Signore, per averci parlato del futuro e di questa conoscenza che sappiamo farà la differenza nella nostra vita ora. Ti ringraziamo per questo grande passaggio. Ti ringraziamo per le gloriose prospettive che abbiamo come tuoi figli. Aiutaci a vivere in modo da essere trovati irreprensibili e immacolati in quel giorno. Benedicici affinché siamo coinvolti nell’evangelizzazione, allargando la chiesa, diffondendo il vangelo, condividendo la fede, sapendo che tu usi questo per portare le nazioni e le famiglie del mondo a te. Signore, possa questa conoscenza che ci hai dato fare una chiara differenza nelle nostre vite. Per amore di Gesù, amen.


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