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Lezione 42 Matteo

L’albero genealogico di Gesù

Alziamoci in piedi per la preghiera per l’illuminazione dello Spirito e per la lettura della Parola di Dio. Ti ringraziamo, Signore, per questo meraviglioso dono del Nuovo Testamento. Ti ringraziamo per averci dato cuori che lo amano, menti che sono persuase della sua autorità divina, occhi che possono leggerlo chiaramente con l’aiuto del tuo Spirito. E ora mentre studiamo il libro di Matteo, preghiamo che il fulcro delle nostre menti, dei nostri cuori e della nostra fede sia Colui che riempie ogni pagina, il Signore Gesù Cristo, nel cui nome preghiamo, amen.

Matteo capitolo 1

1 Libro della genealogia di Gesú Cristo, figlio di Davide, figlio di Abrahamo.
Abrahamo generò Isacco; Isacco generò Giacobbe; Giacobbe; generò Giuda e i suoi fratelli.
Giuda generò Fares e Zara da Tamar; Fares generò Esrom; Esrom generò Aram;
Aram generò Aminadab, Aminadab generò Naasson; Naasson generò Salmon,
Salmon generò Booz da Rahab; Booz generò Obed da Ruth; Obed generò Iesse.
Iesse generò il re Davide; il re Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Uria.
Salomone generò Roboamo; Roboamo generò Abia; Abia generò Asa
Asa generò Giosafat; Giosafat generò Ioram; Ioram generò Ozia.
Ozia generò Ioatam; Ioatam generò Acaz; Acaz generò Ezechia.
10 Ezechia generò Manasse; Manasse generò Amon; Amon generò Iosia.
11 Iosia generò Ieconia e i suoi fratelli al tempo della deportazione in Babilonia.
12 Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatiel; Salatiel generò Zorobahel.
13 Zorobabel generò Abiud; Abiud generò Eliakim; Eliakim generò Azor.
14 Azor generò Sadok; Sadok generò Achim; Achim generò Eliud.
15 Eliud generò Eleazar; Eleazar generò Matthan; Matthan generò Giacobbe.
16 Giacobbe generò Giuseppe, il marito di Maria, dalla quale nacque Gesú, che è chiamato Cristo.
17 Cosí, tutte le generazioni da Abrahamo fino a Davide sono quattordici generazioni; e da Davide fino alla deportazione in Babilonia, quattordici generazioni; e dalla deportazione in Babilonia fino a Cristo, quattordici generazioni.
18 Or la nascita di Gesú Cristo avvenne in questo modo. Maria, sua madre, era stata promessa in matrimonio a Giuseppe, ma prima che iniziassero a stare insieme, si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.
19 Allora Giuseppe, suo sposo, che era uomo giusto e non voleva esporla ad infamia, deliberò di lasciarla segretamente.
20 Ma, mentre rifletteva su queste cose, ecco che un angelo del Signore gli apparve in sogno, dicendo: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria come tua moglie, perché ciò che è stato concepito in lei è opera dello Spirito Santo.
21 Ed ella partorirà un figlio e tu gli porrai nome Gesú, perché egli salverà il suo popolo dai loro peccati».
22 Or tutto ciò avvenne affinché si adempisse quello che era stato detto dal Signore, per mezzo del profeta che dice:
23 «Ecco, la vergine sarà incinta e partorirà un figlio, il quale sarà chiamato Emmanuele che, interpretato, vuol dire: “Dio con noi”.
24 E Giuseppe, destatosi dal sonno, fece come l’angelo del Signore gli aveva comandato e prese con sé sua moglie;
25 ma egli non la conobbe, finché ella ebbe partorito il suo figlio primogenito, al quale pose nome Gesú.

Potete sedervi.

Dopo 40 sermoni sull’Antico Testamento e un sermone sulla relazione tra l’Antico Testamento e il Nuovo Testamento, siamo pronti per iniziare a leggere il Nuovo Testamento. E arriviamo ai quattro vangeli, Matteo, Marco, Luca e Giovanni.

Vi siete mai chiesti perché quattro vangeli? Perché non solo uno in cui sono inseriti tutti i dettagli su Cristo e basta? Perché quattro vangeli? Bene, prima di tutto, cos’è un vangelo in quanto unità letteraria. Un vangelo non è una biografia di Gesù. Un vangelo non è le memorie di Gesù. Un vangelo non deve essere letto come si leggerebbe un libro contemporaneo di saggistica su qualche personaggio famoso. I vangeli hanno il loro scopo e le loro peculiarità. E mentre prendiamo in esame per un minuto questi quattro vangeli e il motivo per cui abbiamo quattro vangeli, ricordiamo un punto, e cioè che i quattro vangeli raccontano la storia di un unico vangelo.

I quattro vangeli in quanto forme letterarie raccontano la storia dell’unico vangelo, cioè la buona novella della vita, morte, resurrezione, ascensione, regno e seconda venuta del Signore Gesù Cristo. Ciascuno di questi scrittori del vangelo pone la propria enfasi su questo unico vangelo. Ciascuno richiede tutti gli altri per ottenere un quadro completo dell’unico vangelo di Gesù Cristo.

Ognuno di questi vangeli aveva un pubblico diverso, un pubblico specifico. Ognuno aveva uno scopo specifico, e ognuno faceva e si concentrava su un’enfasi specifica della vita e del ministero del Signore Gesù Cristo. E ci sono differenze di enfasi in questi vangeli.

Matteo introduce alcune cose, Marco, Luca, Giovanni le omettono, e Marco introduce alcune cose, Luca e Giovanni le omettono, e Marco mette alcune cose in un ordine diverso da quello in cui le colloca Luca, e uno di loro dà più enfasi e discussione a un evento rispetto ad altri. Ma non c’è contraddizione in nessun resoconto. In Matteo, Marco, Luca e Giovanni, non c’è peer niente contraddizione in tutte queste differenze.

Tutto ciò che questi autori del Vangelo hanno inserito nel proprio Vangelo era direttamente correlato al loro tema, direttamente correlato al loro tema, e quindi vedrete delle differenze tra loro. Ora, quali erano questi scopi distinti e queste enfasi distinte dei Vangeli? In che modo differiscono nel loro focus? Bene, passiamoli molto velocemente in rassegna. Ad esempio, Matteo.

Come inizia Matteo? Credo che il primo versetto di Matteo potrebbe essere il titolo dell’intero Nuovo Testamento, e ci torneremo più avanti. Il libro della genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo. E qui vedete che lo scopo del primo dei vangeli è collegare il vangelo di Gesù con i grandi temi pattizi e profetici dell’Antico Testamento.

Poi arriviamo al libro di Marco, e lo scopo di Marco è esposto nel suo primo versetto. Dice che il suo scopo è di esporre l’inizio del vangelo di Gesù Cristo, il figlio di Dio. E così lì vedete, attraverso una serie di vignette in rapido movimento della vita di Cristo, questa potente immagine di Gesù Cristo, il figlio di Dio.

Nel libro di Luca, ci dice qual è il suo scopo nei primi quattro versetti: è quello di porre una solida base storica per il vangelo del Signore Gesù Cristo in modo che voi ed io possiamo conoscere l’esatta verità sulle cose che ci sono state insegnate sul ministero di Gesù.

E poi Giovanni ci dice verso la fine del suo libro qual è lo scopo del vangelo di Giovanni. Nel capitolo 20, versetto 31, dice, queste cose sono state scritte “affinché crediate che Gesù è il Cristo, il figlio di Dio, e affinché credendo abbiate vita nel suo nome.” Ha una spinta evangelistica. Il suo scopo è di condurre le persone alla fede nel Signore Gesù Cristo.

Ora, non solo questi quattro vangeli hanno scopi diversi, ma pongono anche enfasi diverse su Cristo. Sono tutti incentrati su di lui, ovviamente, ma ognuno ha un’enfasi diversa su Cristo. Ad esempio, il vangelo di Matteo presenta Gesù come il re promesso, e il suo regno è trionfante su ogni male. C’è salvezza e vita eterna nel suo regno. E potreste vedere come tema dell’intero libro, la predicazione di Giovanni Battista, poi Matteo 3:2, che dice, “Ravvedetevi perché il regno dei cieli è vicino”.

Poi quando arriviamo a Marco, vediamo in questo più piccolo dei vangeli, Gesù Cristo come il re che divenne un servitore senza cessare di essere il re. E potete scegliere come tema dell’intero libro, Marco 10:45,” Il figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti”.

E poi c’è l’amato medico, Luca, che si concentra sull’umanità e sul destino di  salvatore di Gesù Cristo senza mai sminuire la sua divinità. Il versetto tema del libro di Luca potrebbe essere 19:10, “Perché il figlio dell’uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto”.

E poi Giovanni inizia il suo libro, proprio come la Bibbia inizia nel libro della Genesi. E il suo focus è su Gesù Cristo come eterno figlio di Dio. E così inizia il suo libro con le grandi parole: “Nel principio, era la parola e la parola era con Dio e la parola era Dio e la parola si è fatta carne ed ha abitato un tempo fra noi”.

Ora ci sono cinque cose che voglio che ricordiate su ognuno di questi autori del Vangelo, Matteo, Marco, Luca e Giovanni, così che possiate capire qualcosa dei loro libri.

Ognuno di questi scrittori era uno storico, un teologo, un insegnante, un apologeta e un evangelista. Ognuno di questi uomini, Matteo, Marco, Luca e Giovanni, era prima di tutto uno storico. Lui, Matteo, come tutti loro, era particolarmente interessato alla storia dei potenti atti di Dio nella vita di Cristo che in realtà hanno avuto luogo nella storia umana. Stanno raccontando la storia e non l’isola che non c’è.

In secondo luogo, erano tutti teologi. Comprendevano la teologia dell’Antico Testamento e basavano ciò che dicevano su quella teologia e la intrecciavano in ogni capitolo. E sapete che Greg Singer ha scritto un libro intitolato The Theological Interpretation of American History. Bene, questa è un’interpretazione teologica della vita del Signore Gesù Cristo nei vangeli.

Ognuno di questi uomini era un insegnante, voleva insegnare qualcosa alla chiesa. Non stavano solo scrivendo un libro nella speranza che un giorno sarebbe diventato un best-seller o che ne avrebbero fatto un film, erano insegnanti. Volevano che la chiesa del Signore Gesù Cristo fosse istruita sui fondamenti basilari del vangelo di Cristo.

E in particolare Matteo era un apologeta. Ora, un apologeta è un difensore della fede, l’apologetica è la difesa della fede. E Matteo in particolare, mostrando come Gesù ha adempiuto le grandi profezie dell’Antico Testamento, stava difendendo la fede e dimostrando che era del tutto ragionevole credere a questo vangelo.

E poi, naturalmente, ognuno di questi uomini: Matteo, Marco, Luca e Giovanni erano evangelisti. Cioè, erano lì per convertire. Volevano che i loro lettori che non erano cristiani diventassero cristiani leggendo i loro vangeli.

Ora torniamo indietro e parliamo un po’ di più del tema del vangelo di Matteo. Vi ricordate cosa era? Gesù Cristo è il promesso re messianico. Il suo regno trionferà su ogni male e su ogni opposizione e porterà la salvezza a tutti coloro che entrano in quel regno per fede.

E quando studiate il libro di Matteo apprezzate la brillantezza di Matteo o dovrei dire la brillantezza dello Spirito Santo nel modo in cui fa emergere Cristo come un grande re fin dall’inizio. Ha l’albero genealogico dei re e poi non appena arriva, i re terreni gli si oppongono mentre altri re dall’oriente vengono e si inchinano davanti a lui.

E poi viene inaugurato re nel suo battesimo e poi affronta il re delle tenebre e lo sconfigge. E poi nel Sermone sul Monte racconta com’è la vita nel suo regno e così via fino a concludere con la grande regale affermazione, ogni autorità in cielo e sulla terra mi è stata data. È brillante vedere come Matteo elabora il suo tema che Gesù è quel re promesso.

E questo non è solo un principio teologico con cui cerca di impressionarci perché nel suo Vangelo Matteo applica praticamente quel tema in un modo molto potente e indimenticabile. In tutto il libro di Matteo vedete che l’autorità del Signore Gesù Cristo nel suo insegnamento nella sua vita e in tutto ciò che fa, che la sua autorità è universale e assoluta e non è niente di meno che l’autorità di Dio stesso. Gesù non solo credeva nell’autorità completa e infallibile dell’Antico Testamento come la parola stessa di Dio, ma ha messo le sue parole e il suo insegnamento alla pari con l’Antico Testamento e quindi ha parlato con assolutezza come solo Dio poteva parlare. E Matteo dice che le folle lo ascoltavano perché egli le ammaestrava, come, uno che ha autorità e non come gli scribi.

Se guardate ad esempio Matteo 11 versetto 27 vedete una delle affermazioni più sorprendenti di tutto il Nuovo Testamento che il Signore Gesù Cristo fa di se stesso. In Matteo 11:27 dice

27 Ogni cosa mi è stata data in mano dal Padre mio, e nessuno conosce il Figlio, se non il Padre; e nessuno conosce il Padre, se non il Figlio e colui al quale il Figlio avrà voluto rivelarlo.

Ora qui vediamo Gesù affermare di essere Dio. Voglio dire che dice ogni cosa mi è stata data, ogni conoscenza, ogni potere. Ora se Dio dovesse dare ogni cosa a voi e a me esploderemmo a causa della nostra finitudine, ma l’unica persona a cui Dio avrebbe potuto dare ogni cosa è Dio stesso e quindi qui vediamo Gesù affermare di essere Dio. E poi affermare di essere colui che è venuto sulla terra per rivelare Dio alle persone in modo che tutto ciò che l’uomo abbia bisogno di sapere su Dio, Gesù lo sa, e lo rivela a chiunque vuole Lui in modo che ogni volta che parla lo fa con la piena autorità di Dio stesso.

Andate a Matteo, capitolo 5 versetti 17 e 18 e vedrete quelle parole molto familiari e importanti con cui inizia il sermone sul monte. Dice:

17 «Non pensate che io sia venuto ad abrogare la legge o i profeti; io non sono venuto per abrogare, ma per portare a compimento.
18 Perché in verità vi dico: Finché il cielo e la terra non passeranno, neppure un iota, o un solo apice della legge passerà, prima che tutto sia adempiuto.

che la legge di Dio non sarà mai allentata, non sarà mai abrogata. Gesù dice che non accadrà mai nulla nella storia, nulla, non dirò mai, nulla, non farò mai nulla che avrà l’effetto di dire: va bene, la legge di Dio dell’Antico Testamento non è più per noi. Quindi qui vedete una testimonianza del Signore Gesù Cristo riguardo all’Antico Testamento, che è la Parola stessa di Dio nella sua totalità ed è di autorità duratura nei dettagli più esaustivi. Ora fermiamoci qui e chiediamoci se avete la stessa eccelsa visione dell’Antico Testamento che aveva Gesù. In tutto il libro di Matteo cita e definisce sempre la sua opera in termini dell’Antico Testamento, ma fa anche qualcos’altro.

Lasciatemi fare un paio di esempi nel Sermone sul Monte, guardate Matteo 5 versetti 27 e 28,

27 Voi avete udito che fu detto agli antichi: “Non commettere adulterio”
28 Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.

Guardate i versetti 31 e 32,

31 È stato pure detto: “Chiunque ripudia la propria moglie, le dia l’atto del divorzio”.
32 Ma io vi dico: Chiunque manda via la propria moglie, eccetto in caso di fornicazione, la fa essere adultera e chiunque sposa una donna ripudiata commette adulterio.

Ora notate cosa sta facendo Gesù in questi testi.

Prima di tutto dichiara l’autorità assoluta e permanente dell’Antico Testamento e poi mette la sua stessa chiarificazione della legge di Dio contro tutte le tradizioni umane e tutte le interpretazioni umane e poi mette le sue stesse chiarificazioni e interpretazioni della legge di Dio alla pari con la legge di Dio stessa, in modo che questo grande re parla di qualsiasi questione con completa autorità divina. E poi, alla conclusione del Sermone sul Monte, dice che i suoi insegnamenti sono di tale autorità divina che il nostro destino eterno è determinato dalla nostra risposta ad essi e lo dice con parole così semplici: Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica può essere paragonato a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. E quindi Matteo è interessato a Gesù come il grande re. Ora diamo un’occhiata all’albero genealogico di Gesù. Torniamo al primo capitolo di Matteo.

Questa è la genealogia di Gesù, è anche il titolo del Vangelo di Matteo, il libro della genealogia di Gesù Cristo e quel titolo collega il primo libro del Nuovo Testamento con il primo libro dell’Antico Testamento, il libro della Genesi, in un modo molto reale e ovvio, in particolare se parlaste greco.  Βίβλος γενέσεως Ἰησοῦ χριστοῦ Biblos – libro, genesis – della genesi di  Iesu Christos; quindi qui vedete che la Genesi del Nuovo Testamento si collega fino in fondo alla Genesi del Vecchio Testamento  dicendo che questo è un libro della genesi di Gesù. Ora se siete venuti al nostro studio sul libro della Genesi ricorderete che è un libro di generazioni, è un libro di genealogie.

In effetti la parola ebraica per genealogia è Toledoth.  Compare in 10 punti cruciali nel libro della Genesi e ogni volta che questa parola compare significa che ciò che segue è ciò che è accaduto come risultato della vita della persona menzionata. Quindi quando dice che questo è il resoconto delle generazioni, delle toledot di Terah che è il padre di Abramo, il punto è che questo è ciò che è accaduto come risultato della vita di Terah. E poi abbiamo la storia di Abramo, le generazioni di Isacco Giacobbe, Giuseppe, Esaù questo è ciò che è accaduto; ciò che segue descrive ciò che è accaduto come risultato della vita della persona menzionata. Ora ciò che è sorprendente e bello del libro della Genesi è che ce ne sono 10 e ogni volta che compare una nuova generazione, una nuova Toledoth, una nuova genealogia, restringe sempre il campo d’azione e ci avvicina di un ulteriore passo nel descrivere le fasi dell’opera di redenzione di Dio con il suo popolo.

Ognuna di queste genealogie nel libro della Genesi ci avvicina al compimento ultimo della redenzione nel Signore Gesù Cristo; e così il Nuovo Testamento inizia con l’idea che questo è ciò che è accaduto come risultato della vita di Gesù Cristo, figlio di Davide e figlio di Abramo.

Ora ci sono molte genealogie nella Bibbia, ce ne sono circa otto e sono cose entusiasmanti, non solo segnano la storia cronologica del popolo di Dio dal primo uomo al Signore Gesù Cristo, ma testimoniano anche principalmente la fedeltà di Dio alle sue promesse pattizie lungo le generazioni del popolo di Dio. Ma qual è lo scopo di questa genealogia di Gesù con cui inizia il Nuovo Testamento? Bene, un paio di cose, come abbiamo detto poc’anzi, collegano il Nuovo Testamento con l’Antico Testamento e, come abbiamo visto la scorsa settimana, mostrano chiaramente la continuità dell’Antico Testamento nel Nuovo Testamento, ovvero che l’Antico e il Nuovo Testamento non devono essere divisi come se insegnassero due religioni, due vie di salvezza, due dei, due tipi di persone, ma l’Antico Testamento confluisce direttamente nel Nuovo Testamento, che è il compimento e l’adempimento di tutto ciò che l’Antico Testamento ha presentato.

Ma c’è una seconda ragione per la genealogia di Gesù ed è quella di stabilire il suo diritto al trono di Davide. E una cosa che vedremo mentre studiamo il primo capitolo di Matteo è che il Messia che è il figlio di Davide è anche il Signore di Davide. Ora Matteo fa una cosa interessante con questa genealogia guardate laggiù nel versetto 17,

17 Cosí, tutte le generazioni da Abrahamo fino a Davide sono quattordici generazioni; e da Davide fino alla deportazione in Babilonia, quattordici generazioni; e dalla deportazione in Babilonia fino a Cristo, quattordici generazioni.

In altre parole ecco tre divisioni in questa genealogia di 14 nomi ciascuna. Ora per ottenere 14 nomi ciascuna di esse, la seconda finisce con un nome e inizia con lo stesso nome. E lo ha fatto per attirare l’attenzione.

Alcune persone non importanti sono state omesse, ci sono tre punti centrali negli incidenti della storia di Israele che sono stati ripresi qui: c’è Abramo e il patto di Dio con lui, c’è Davide e il grande regno che fu il regno dominante dell’epoca e il tipo, al figura del regno di Cristo nell’Antico Testamento, e poi c’è l’esilio babilonese e tutto ciò che ne è derivato.

Bene, perché quando Matteo ha organizzato questa genealogia in queste belle e comode tre serie di 14 generazioni, ha omesso alcuni nomi di proposito, la parola “generato” o “padre di” non significa necessariamente che uno è il padre immediato del figlio perché nell’Antico Testamento si dice che Davide fu il padre di Ezechia che venne molte generazioni dopo Davide. Qui non ci sono errori, omette i nomi di proposito in modo da poter produrre questa forma di tre divisioni di 14 nomi.

La prima riguarda il risultato – la toledoth di Abramo, la seconda riguarda Davide, la terza l’esilio babilonese. Ora, perché? Beh, lasciate che vi dia un suggerimento, tre motivi per cui rende questa bella piccola forma, uno per aiutare la memoria in modo che i bambini ebrei del primo secolo potessero imparare questa genealogia a memoria un po’ più facilmente. In secondo luogo, per richiamare l’attenzione sui tre grandi periodi della storia di Israele: Abramo, Davide, l’esilio, e per dimostrare che Gesù Cristo stesso è il culmine di tutta quella storia e, in terzo luogo, per farci capire che Gesù Cristo è più grande di tutti coloro che lo hanno preceduto.

Ora andiamo giù nella genealogia, è una lista emozionante come andare a trovare i nonni. Prima di tutto dice che questo è il libro della genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, e si riferisce a questa grande promessa che Dio fece a Davide nell’Antico Testamento, che un giorno Dio e Davide avrebbero avuto un figlio che sarebbe stato il figlio di Davide e il figlio di Dio e questo messia divino/umano avrebbe compiuto due cose su questa terra che solo Dio poteva compiere, avrebbe costruito su questa terra una casa per Dio dove il popolo di Dio avrebbe potuto venire e godere della comunione familiare con lui, voi ci siete dentro la chiesa. Disse che per mezzo di questo messia avrebbe costruito su questa terra un regno che avrebbe ripristinato l’ordine di Dio su questo pianeta in cui il peccato aveva portato tanta confusione, e avrebbe ripristinato l’ordine e portato la pace sulla terra verso gli uomini sui quali riposa il beneplacito di Dio. Questo è il figlio di Davide, da cui l’intera razza umana sarebbe stata governata.

La seconda cosa che ci viene detta su di lui è che è il figlio di Abramo e questo ci porta anche più indietro al vecchio patriarca stesso nell’Antico Testamento e alle promesse che Dio fece ad Abramo quando gli disse: Un giorno la tua discendenza sarà più numerosa delle stelle del cielo e della sabbia del mare; un giorno ti darò una terra dove la tua discendenza potrà svilupparsi e crescere e costruire una civiltà alla gloria di Dio. Benedirò tutti coloro che benediranno la tua discendenza e maledirò coloro che malediranno la tua discendenza e attraverso la tua discendenza tutte le famiglie della terra saranno benedette con la salvezza e saranno portate in comunione con me, il Dio vivente, e io sarò il loro Dio e loro saranno il mio popolo lungo le loro generazioni in un patto eterno.

E nel terzo capitolo di Galati come abbiamo visto la scorsa settimana Gesù Cristo è quella discendenza per eccellenza e tutti noi che apparteniamo a Cristo per fede indipendentemente dall’origine etnica siamo collettivamente quella discendenza in lui ed è attraverso Cristo, il figlio di Abramo e il suo popolo che tutte le benedizioni della salvezza andranno a tutte le famiglie di questa terra. E così vedete che solo nel primo versetto impariamo due enfasi che verranno fuori ripetutamente nel vangelo del Nuovo Testamento e cioè che la salvezza è per mezzo di Gesù Cristo e il dominio è per mezzo di Gesù Cristo, perché Gesù è il figlio di Davide tutti saranno governati da lui e poiché è il figlio di Abramo innumerevoli persone di questa terra saranno benedette con la salvezza per mezzo suo.

E poiché è il figlio di Abramo che porta la salvezza dobbiamo fidarci di lui e poiché è il figlio di Davide che è il nostro governatore e il nostro re dobbiamo obbedirgli. E queste due cose accadono ripetutamente e non possono mai essere separate senza fare a pezzi Gesù Cristo. Ciò significa che se volete capire cosa è accaduto sulla croce dovete capire chi è morto sulla croce. Se capirete che quella croce ha compiuto la salvezza dovete capire che lo scopo di quella salvezza era che tutti gli uomini e le donne potessero inchinarsi in sottomissione a colui che morì sulla croce e che in seguito risuscitò dai morti.

Poi notate nel versetto 2 ci viene detto che è il figlio di Isacco. Chi era Isacco?  Era il figlio della promessa ad Abramo e Sara nella loro vecchiaia; l’unica promessa attraverso la quale il Salvatore sarebbe venuto in questo mondo che avrebbe portato la salvezza a tutte le famiglie di questo mondo. Ismaele il fratello di Isacco non è nemmeno menzionato qui perché a causa della grazia sovrana di Dio, Dio ha scelto Isacco perché fosse il figlio della promessa, l’erede e l’antenato del Messia, e Dio sovranamente non ha scelto Ismaele.

Poi notate che dice che Gesù nel versetto 2 è il figlio di Giacobbe. Ora cosa sapete di Giacobbe oltre al fatto che era un viscido furfante? Beh sapete che gli è stata data la preminenza a causa della sovrana elezione di Dio; che anche se lui ed Esaù erano gemelli ed Esaù era il più vecchio, Dio ha sovranamente scelto Giacobbe perché fosse colui attraverso il quale le promesse del patto sarebbero entrate in questo mondo.  Non perché Giacobbe lo meritasse, era un viscido furfante, ma per la grazia sovrana di Dio onnipotente.

E quindi ricordate quelle grandi parole in Romani 9 versetti dal 10 al 13, dice

10 E non solo questo, ma anche Rebecca concepí da un solo uomo, Isacco nostro padre.
11 (infatti, quando non erano ancora nati i figli e non avevano fatto bene o male alcuno, affinché rimanesse fermo il proponimento di Dio secondo l’elezione e non a motivo delle opere, ma per colui che chiama),
12 le fu detto: «Il maggiore servirà al minore»,
13 come sta scritto: «Io ho amato Giacobbe e ho odiato Esaú».

E ripetutamente in questa genealogia vedrete nomi lì mentre altri sono esclusi, per una ragione ovvero che Dio ha scelto sovranamente quel nome e ne ha esclusi altri e vedete che il Signore Gesù Cristo è il grande amministratore della scelta sovrana di Dio che chiama fuori dall’oscurità coloro che Dio ha scelto di salvare prima dell’inizio dei tempi.

Notate bene anche nel versetto 2 dove dice che era figlio di Giuda. Ora cosa sappiamo di Giuda, beh, parleremo del suo peccato un po’ più tardi, ma parliamo della profezia che Dio fece su Giuda nel capitolo 49 della Genesi. Andiamo per favore a Genesi 49 versetti dall’8 al 10, questo è Giacobbe che dà una profezia sui discendenti di Giuda e dice:

Giuda, i tuoi fratelli ti loderanno; la tua mano sarà sulla nuca dei tuoi nemici; i figli di tuo padre si inchineranno davanti a te.
Giuda è un giovane leone; tu risali dalla preda, figlio mio; egli si china, si accovaccia come un leone, come una leonessa; chi osa destarlo.
10 Lo scettro non sarà rimosso da Giuda, né il bastone del comando di fra i suoi piedi, finché venga Sciloh’;

e la parola Shiloh significa colui a cui appartiene, quindi ciò che sta dicendo è che lo scettro non si allontanerà da Giuda né il bastone del sovrano da tra i suoi piedi finché non giunga colui al quale lo scettro appartiene, e quindi prosegue:

10b e a lui ubbidiranno i popoli.

Ora notate quattro cose qui. Notate nel versetto 8 dice che questo discendente di Giuda trionferà su tutti i suoi nemici la famiglia di suo padre si inchinerà a lui. Versetto 2 sarà forte e temibile come il leone e nel Nuovo Testamento Gesù è chiamato il leone della tribù di Giuda. Dice anche che verrà come un grande re e questo scettro questo diritto di governare sarà nelle sue mani e poi dice nel versetto 10 che sotto il suo regno le nazioni e i popoli della terra si inchineranno in obbedienza a lui.  E qui il Signore Gesù Cristo, il figlio di Giuda, è l’adempimento di quella profezia in Genesi 49.

Notate curiosamente che nel versetto 2 dice che è il figlio di Giuda e dei suoi fratelli. Ora, perché ha inserito quella frase “e dei suoi fratelli”? Beh probabilmente per ricordarci che l’intera nazione di Israele che era basata su questi 12 patriarchi queste 12 tribù di Israele, era la comunità del patto di Dio che si era separata dal resto del mondo per portare le benedizioni della salvezza al mondo intero.

Ora arriviamo al triste versetto 3 che dice: (ora come vorreste che questo fosse detto di voi per tutta l’eternità ?)

Giuda generò Peretz e Zerah da Tamar

Quindi Gesù era il figlio di Peretz che era il figlio di Tamar. Ora cosa c’è di tragico in questo? Ebbene, se ricordate il vostro Antico Testamento vi ricorderete che Giuda commise un atto atrocemente malvagio: generò questi due figli Peretz e Zerah dalla sua stessa nuora vedova Tamar avendola scambiata per una prostituta a causa del velo che le copriva il viso in un inganno che Giuda si meritava tutto. Più tardi quando fu informato che Tamar sua nuora era incinta, non sapendo che era figlio suo, ordinò che fosse bruciata sul rogo per ciò che aveva commesso. L’ordine fu presto revocato quando Tamar fornì la prova che Giuda era il padre di suo figlio Peretz. E Gesù è il discendente di Giuda e sua nuora Tamar via Perez.

Ora, perché è stato menzionato Zerah? Peretz e Zerah suo fratello. Non ne ho la minima idea del perché. Vi do una piccola ipotesi alla luce di situazioni precedenti in questa genealogia come Ismaele e Isacco, e Giacobbe ed Esaù, forse è perché Perez e Zerah erano gemelli e forse era perché Peretz, anche se era nato per ultimo, è stato scelto per primo e ancora una volta per un atto della grazia sovrana di Dio, ancora una volta uno dei molti rigetti del primogenito nella Bibbia per mostrare che l’elezione di Dio non ha riguardi per l’ordine di nascita. C’è un solo vero primogenito nella storia della redenzione: Gesù.

Ora guardate il versetto 3. Dice che Gesù è il figlio di Hezron e Ram. Sono un padre e un figlio e non sappiamo assolutamente nulla di loro. Per noi sono solo nomi. Non sappiamo nemmeno se sono state brave persone o persone cattive ma per Dio questi due uomini erano importanti perché Dio li ha usati, sconosciuti come lo sono per noi, per realizzare il suo grande piano di portare il salvatore del mondo dentro la storia umana.  E Hendrickson fa questa applicazione:

Così anche nella chiesa ci sono molti che non fanno mai notizia ma anche se sconosciuti qui sotto sono ben noti sopra. No, nessuno qui sa mai che i loro nomi sono stati usati potentemente da Dio per realizzare i suoi scopi e un giorno diventerà manifesto che gli ultimi saranno i primi e i primi saranno gli ultimi.

Bene nel versetto 4 dice che Gesù è il figlio di Abinadab. Ora la genealogia ha raggiunto il tempo dell’esodo dall’Egitto; questo è il periodo di tempo di cui stiamo parlando. Abinadab era una persona oscura, non sappiamo molto di lui, ma sappiamo questa cosa importante e cioè che fu il padre di una donna di nome Elisheba o Elisabetta la quale sposò Aaronne che fu il primo sommo sacerdote e che fu un tipo, una figura del Cristo. E la ragione dell’esistenza di Aaronne era che nel suo stesso ministero potesse insegnare a Israele come Cristo nostro sommo sacerdote ci avrebbe riconciliati con Dio.

Versetto 4 dice che Gesù è il figlio di Naasson. Ora sappiamo molto poco di Naasson tranne questo: era il capo della tribù di Giuda e dopo che il tabernacolo fu costruito nel libro dei Numeri capitolo 7, offrì il primo olocausto, il primo sacrificio che è di per sé un tipo di Cristo, l’Agnello di Dio che depose la sua vita e fu sacrificato per noi.

Quindi nei Versetti 4 e 5 dice che Gesù è il figlio di Salmon. Ora cosa sappiamo di lui? Una grande cosa gloriosa: sposò Rahab la prostituta di Gerico e insieme furono i genitori del grande Boaz. Vi ricordate Rahab la donna che viveva a Gerico e gli eserciti israeliani dovevano conquistare Gerico per prendere il resto della terra e la città era ben fortificata da queste grandi mura. Così le spie israelite entrarono e si nascosero nella casa di una donna, una prostituta di nome Rahab. I funzionari di Gerico vennero e chiesero se ci fossero spie ebree lì dentro e lei rispose di no. Le protesse e le fece uscire dalla finestra e loro sopravvissero e le fecero la promessa di salvarle la vita quando avrebbero preso la città. Quando gli Israeliti tornarono e marciarono intorno alle mura e le mura crollarono risparmiarono Rahab e la sua famiglia. E Rahab si assimilò, si convertì, si assimilò alla comunità pattizia di Israele e sposò questo uomo israelita di nome Salmon. I due divennero i genitori di Boaz.

Nel versetto 5 dice che Gesù è il figlio di Boaz e Ruth per la quale è stato scritto un intero libro nella Bibbia: il libro di Ruth. Cosa sapete di Ruth e Boaz? e torneremo su questo. Prima di tutto Ruth era una straniera proprio come Rahab. Nessuna delle due era nata israelita. Ruth era una moabita. Boaz, cosa sapete di Boaz? Boaz fu il parente redentore di Naomi e di Ruth; fu colui che avrebbe dovuto fare tutto il necessario per sposare Ruth per ripristinare la proprietà e il futuro e il nome di quella famiglia nel popolo del patto di Dio. E lo fece.

E poi guardate i versetti 5 e 6. In quei versetti vedete che Gesù è il figlio di Obed, Iesse e Davide. Isaia chiama il Messia il germoglio di Iesse che fu il padre di Davide. Apocalisse 22 fa riferimento al Messia come il figlio e la radice di Davide. Non solo è la progenie di Davide il frutto di Davide è anche la sua radice. Il figlio di Davide è contemporaneamente il Signore di Davide incarnato.

Ora guardate il triste versetto 6. Il triste versetto 6 dice

Iesse generò il re Davide; il re Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Uria.

E per sempre tutti coloro che leggono il Nuovo Testamento sapranno che che Davide generò Salomone da colei che era stata la moglie di Uria. Conoscete la storia di Davide che vide Bathseba, era una bellissima donna, la bramò, ebbe rapporti con lei che era sposata, la mise incinta e per tirarsi fuori dai guai e coprire tutto fece mettere Uria suo marito in prima linea nella battaglia dove era certo che sarebbe stato ucciso. Uria fu ucciso e più tardi si sposarono e vedete qui che Gesù discendeva da un grande peccatore Davide con Bathseba, ma discendeva da un peccatore per il quale Dio aveva grande misericordia e se volete vedere quanto Dio fu misericordioso con lui, leggete il salmo 51.

Poi nel versetto 7 dice che Gesù è il figlio di Salomone, ma vi ricordate che Salomone aveva tutte quelle centinaia di mogli e concubine, era ricco, era glorioso, era saggio, ma non era in grado di salvare se stesso dai suoi peccati, aveva bisogno di un salvatore che sarebbe stato Cristo, il suo stesso discendente.

E poi nei versetti dall’8 all’11 vediamo che Gesù è il figlio dei re davidici del regno meridionale di Giuda. Alcuni di questi re furono uomini buoni alcuni di loro furono uomini malvagi, ma tutti loro, anche i migliori in questa lista, avevano bisogno di redenzione tramite il sangue del redentore promesso che sarebbe uscito dai loro stessi lombi.

E poi abbiamo un nome interessante nel versetto 12 dice che Gesù è il figlio di Ieconia. Ora la lista ci ha portato alla distruzione di Gerusalemme nel 586 a.C. alla deportazione della popolazione ebraica a Babilonia e lo stesso re Ieconia fu umiliato e portato a Babilonia. Ora ciò che mi stupisce di questo versetto è il fatto che il re Ieconia sia stato l’antenato di Giuseppe di cui questa è la genealogia, e questo fa  della nascita verginale una necessità assoluta. Se Gesù ha sedere sul trono di Davide, se Jeconia fu un antenato di Gesù tramite Giuseppe e Gesù non era nato dalla vergine Maria, Gesù sarebbe un impostore. Andate a Geremia capitolo 22 e lasciatemi leggere i versetti dal 24 al 30 Geremia 22:24 al 30

24 Com’è vero che io vivo», dice l’Eterno, «anche se Koniah, (Ieconia) figlio di Jehoiakim, re di Giuda, fosse un anello da sigillo nella mia mano destra, io ti strapperei di là.
25 Io ti darò in mano di quelli che cercano la tua vita, in mano di quelli di cui hai paura, in mano di Nebukadnetsar, re di Babilonia, e in mano dei Caldei.
26 Getterò te e tua madre che ti ha partorito, in un paese straniero dove non siete nati, e là morirete.
27 Ma nel paese in cui desiderano ardentemente di ritornare, non vi torneranno.
28 È forse quest’uomo Koniah un vaso spregevole, frantumato, o un oggetto in cui non si prova alcun piacere? Perché sono dunque scacciati, lui e la sua discendenza, e gettati in un paese che non conoscono?
29 O paese, o paese, o paese, ascolta la parola dell’Eterno!
30 Cosí dice l’Eterno: “Registrate quest’uomo come privo di figli, un uomo che non prospererà nei suoi giorni, perché nessuno della sua discendenza prospererà, giungendo a sedersi sul trono di Davide e a regnare ancora su Giuda”».

E poiché questa è l’albero genealogico di Giuseppe, Giuseppe non avrebbe potuto essere il padre di un re messianico davidico alla luce della maledizione su Jeconia.

Ora arriviamo al versetto 12 e vediamo che Gesù è il figlio di Zorobabele. Ora siamo giunti ​​al periodo della restaurazione di Israele. La cattività di Babilonia è finita, Babilonia è stata distrutta dai persiani e ora agli ebrei è stato permesso di tornare per ricostruire Gerusalemme sotto l’editto di Ciro il Grande. E Zorobabele è stato l’ultimo grande governatore di Giuda e di Gerusalemme e fu un tipo di Cristo che sarebbe stato lui stesso il sovrano dei re della terra.

Versetti dal 13 al 16 vedete che Gesù è il figlio di uomini vissuti durante il periodo intertestamentario cioè quei 400 anni circa dopo Malachia e prima di Matteo durante i quali furono scritti gli Apocrifi. È una storia interessante che vi consiglio di leggere. Gli Apocrifi non hanno alcuna autorità divina, sono pieni di errori storici, etici, geografici ma nonostante ciò vi dicono qualcosa sulla storia tra l’Antico e il Nuovo Testamento: cosa è successo agli ebrei che furono perseguitati dai Greci, dagli Egiziani, dai Siriani e infine dai Romani e non sappiamo nulla degli uomini elencati tra i versetti 13 e 16, non sappiamo nulla di nessuno di quegli uomini. Hanno vissuto in tempi difficili di oppressione e feroce persecuzione, specialmente durante il periodo dei Maccabei, ma non sappiamo se questi uomini rimasero fedeli alla Parola di Dio o se la maggior parte degli ebrei soccombette al fariseismo e al legalismo che si trovano poi al tempo della nascita di Cristo.

E quindi ecco la genealogia del Signore Gesù Cristo. Lasciatemi fare un paio di osservazioni prima di continuare. Gesù è il figlio di persone malvagie. Voglio dire che tutte queste persone erano peccatrici e peccatori. Alcune erano migliori di altre ma alcune delle persone in questa lista erano malvagie oltre ogni immaginazione. Voglio dire che anche gli uomini migliori hanno commesso peccati terribili: Abramo ebbe la sua concubina Agar; Davide ebbe Batsheba; Salomone ebbe tutte le sue centinaia di mogli idolatre e commise idolatria lui stesso.  Persino gli uomini migliori erano peccatori, ma alcuni di questi erano malvagi oltre ogni immaginazione. Andiamo al capitolo 16 di II Re, versetti dal 3 al 4. Lasciatemi leggere una delle descrizioni di uno degli antenati di Gesù. Capitolo 16 di II Re, dal 3 al 4,

Quando iniziò a regnare, Achaz aveva vent’anni, e regnò sedici anni a Gerusalemme. Egli non fece ciò che è giusto agli occhi dell’Eterno, suo DIO, come aveva fatto Davide suo padre;
ma seguí la via dei re d’Israele e fece perfino passare suo figlio per il fuoco, secondo le abominazioni delle nazioni che l’Eterno aveva scacciate davanti ai figli d’Israele.
inoltre faceva sacrifici e bruciava incenso sugli alti luoghi, sulle colline e sotto ogni albero verdeggiante.

Qui abbiamo un antenato del Signore Gesù Cristo che sacrifica e brucia i suoi stessi figli a falsi dei. Quanto deve essere stato umiliante per il Signore Gesù Cristo prendere su di sé non solo la carne umana decaduta, ma questa stessa genealogia è così umiliante, e tuttavia si è identificato con noi e ha preso su di sé la nostra carne e ha preso su di sé questa genealogia per venire a cercare e salvare ciò che era perduto.

Andiamo a Ebrei capitolo 2 versetti dal 14 al 18

14 Poiché dunque i figli hanno in comune la carne e il sangue, similmente anch’egli ebbe in comune le stesse cose, per distruggere, mediante la sua morte colui che ha l’impero della morte, cioè il diavolo,
15 e liberare tutti quelli che per timore della morte erano tenuti in schiavitú per tutta la loro vita.
16 Infatti egli non si prende cura degli angeli, ma si prende cura della progenie di Abrahamo.
17 Egli doveva perciò essere in ogni cosa reso simile ai fratelli, perché potesse essere un misericordioso e fedele sommo sacerdote nelle cose che riguardano Dio, per fare l’espiazione dei peccati del popolo.
18 Infatti, poiché egli stesso ha sofferto quando è stato tentato, può venire in aiuto di coloro che sono tentati.

Quindi qui il Signore Gesù Cristo si è umiliato, ha preso su di sé la nostra carne, questa genealogia, per poter allontanare l’ira di Dio da noi identificandosi con noi e salvandoci dai nostri peccati.

Ma c’è un’altra cosa che impariamo da questi grandi peccatori in tutta questa lista: ci sono stati adulteri, ci sono stati idolatri, ci sono stati apostati, ci sono stati miscredenti, ci sono state persone ingannate da satana e nessuna di queste cose avrebbe potuto fermare ostacolare, deviare, rallentare Dio nel compimento della sua salvezza per il suo popolo.

Ma su questa lista c’è qualcos’altro che voglio che notiate qualcosa di altamente insolito per le genealogie ebraiche ed è che c’erano molte donne menzionate in questa genealogia e ciò che è ancora più insolito molte di queste donne non erano nemmeno israelite. Ad esempio c’è la canaanita Tamar; c’è l’ex prostituta e straniera non ebrea di Gerico Rahab; c’è la credente non ebrea moabita Ruth; e c’è l’Israelita immorale Bathsheba. Donne straniere per generare il Cristo; il punto è che Cristo è un salvatore universale perfettamente adatto a tutti gli uomini e tutte le donne di ogni estrazione sociale che si rivolgono a Lui con pentimento e fede.

L’unica cultura nel mondo antico in cui le donne venivano trattate con la dignità, il rispetto e l’ammirazione che meritavano era questa grande cultura pattizia dell’Antico Testamento e della Chiesa del Nuovo Testamento. Erano trattate come schiave ovunque senza Gesù Cristo. Lui è un salvatore delle donne. Senza di Lui cosa avete? Avete un femminismo degradante che svilisce le donne sempre più in profondità in vari tipi di perversioni, infelicità, malattia e morte. Che Gesù Cristo è il salvatore delle donne. Che non solo coloro che erano ebrei, ma anche stranieri e straniere, persone da tutto il mondo hanno trovato la salvezza nel patto che ha riempito la vita dei suoi antenati. Gesù Cristo è il salvatore perfettamente adatto a te, qualunque cosa tu abbia bisogno in questa vita per essere l’uomo o la donna o il giovane che Dio vuole che tu sia: Cristo lo da a chiunque crede. Chiunque ha sete prenda e beva liberamente dell’acqua della vita; chiunque lo voglia venga al Signore Gesù Cristo e scopra che lui è un salvatore perfettamente adatto alle vostre esigenze.

Bene ora parliamo per il resto del nostro tempo della sua nascita e del suo nome abbiamo visto la sua genealogia e ora iniziando a circa il versetto 18 e arrivando fino alla fine del capitolo abbiamo il resoconto storico della sua nascita. In altre parole vedete che Gesù è il figlio di Maria e questa genealogia si prende molta cura di farvi sapere che non è il figlio biologico di Giuseppe. Avete notato come è stato detto dappertutto: sta scritto Tal dei Tali e Tal dei Tali ha generato Tal dei Tali e Tizio ha generato Caio e Sempronio, ma poi è arrivato al versetto 16 e dice che Giacobbe ha generato Giuseppe lo sposo di Maria da cui nacque Gesù. Vedete, lo ha detto in modo diverso da tutti gli altri. È che Gesù non è stato generato da Giuseppe. Gesù è nato da Maria; fu il figlio naturale di Maria. Giuseppe è diventato il suo padre adottivo ma questo passaggio chiarisce che il padre di Gesù fu Dio stesso.

Guardate il versetto 20

20 perché ciò che è stato concepito in lei è opera dello Spirito Santo.

Ora si notano due grandi enfasi in questa descrizione della nascita di Gesù: sua madre era una madre vergine e lo Spirito Santo era colui che la fece concepire. Questo passaggio dice ripetutamente, ripetutamente che Gesù nacque da una vergine; concepito e nato da una vergine. Guardate il verso 18

18 Or la nascita di Gesú Cristo avvenne in questo modo. Maria, sua madre, era stata promessa in matrimonio a Giuseppe, ma prima che iniziassero a stare insieme, si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.

verso 22

22 Or tutto ciò avvenne affinché si adempisse quello che era stato detto dal Signore, per mezzo del profeta che dice:
23 «Ecco, la vergine sarà incinta e partorirà un figlio,

e nel versetto 24

24 E Giuseppe, destatosi dal sonno, fece come l’angelo del Signore gli aveva comandato e prese con sé sua moglie;
25 ma egli non la conobbe, (cioè la tenne vergine) finché ella ebbe partorito il suo figlio primogenito, al quale pose nome Gesú.

Quindi qui non può essere reso più chiaro: l’Antico Testamento testimonia, il libro di Matteo e il libro di Luca testimoniano tutti che quando Maria concepì e diede alla luce Gesù era vergine. Lei stessa lo capì quando l’angelo Gabriele le annunciò che sarebbe diventata la madre del Messia, ricordate le dolci parole che disse quando era una ragazzina innocente di 13-14 anni: “Come può avvenire questa cosa se non conosco uomo?”.

Isaia 7:14 non dice come fanno le versioni ebraiche fraudolente: Ecco una giovane concepirà, ma ecco la vergine concepirà e partorirà un figlio. C’è stata solo una donna in tutta la storia che si adatta a questa descrizione. In tutta la storia c’è stata solo una madre vergine, una giovane donna che era pia e non sposata e che era incinta e quindi deve essere stata vergine.

William Charles Robinson, mio vecchio professore ha detto questo sull’importanza della nascita verginale.

Come la natura divina del Signore non ebbe madre, così la sua natura umana non ebbe padre. Il figlio dell’uomo non è figlio di nessun uomo, la nascita verginale ha guidato la chiesa nei suoi sforzi per comprendere e affermare l’unione di Dio e dell’uomo e questa interruzione nelle generazioni ordinarie discendenti da Adamo ha presentato una persona senza la macchia del peccato originale come sostituto del peccatore. La nascita verginale è parte integrante della vita verginale e della morte vicaria, della piena veridicità dei vangeli e della fede della chiesa nell’incarnazione del Signore preesistente e noi chiamiamo questo incarnazione.

Questa parola non compare mai da nessuna parte nella Bibbia, anche se l’idea è lì, la parola incarnazione, vedete due parole latine in-carnato che significa nella carne e vedete che questo era rappresentato in Giovanni 1:14 “La Parola si è fatta carne” ; “In principio era la Parola, la Parola era con Dio, la Parola si è fatta carne ed ha abitato un tempo fra noi”.  Prese su di sé la nostra umanità decaduta, ma non cessò mai di essere la Parola di Dio, anche quando dimorò in mezzo a noi, anche quando lui come Gesù fu concepito nel grembo di sua madre, non ha mai cessato di essere Dio perché anche mentre ha abitato in mezzo a noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria dell’unigenito del Padre pieno di grazia e di verità.

Quindi ricordate questa piccola frase, vi aiuterà a superare tutte le eresie di questa epoca riguardanti la persona di Cristo: l’incarnazione è per addizione non per sottrazione. L’incarnazione è per addizione non per sottrazione. Cosa si vorrebbe dire oggi? Ho sentito predicare un predicatore, ho pensato che questo ragazzo fosse un grande e sono andato ad ascoltarlo solo perché mi aveva invitato. Non mi aspettavo molto e, fratelli,  per un po’ mi ha emozionato e ha detto questo: ha detto Dio è sovrano controlla l’universo; è onnipotente fa tutto ciò che vuole; è trascendente su tutto; e si è svuotato di tutto ciò nell’incarnazione. Ecco perché la gente dice che Dio è morto: qualunque cosa Dio fosse prima della nascita di Cristo questo Dio trascendente onnipotente non c’è più,  è assorbito nella storia di questa vita, è una parte di noi, è una parte di tutto questo processo, e proprio come non sappiamo come andrà a finire la vita per noi, non sappiamo come andrà a finire la vita per lui.

Ascoltate, amati, Gesù non si è svuotato di niente e nella versione inglese di Filippesi 2 dove dice che si è svuotato questa è una delle traduzioni più atrocemente inaccurate del greco che si possano trovare nella Bibbia. Non si è svuotato di niente: ha preso su di sé la nostra carne senza cessare di essere Dio. L’incarnazione avviene per addizione non per sottrazione.

Ora questa è la prima cosa che vi faccio notare in questo racconto della nascita di Gesù. È nato da una madre vergine. A proposito non c’era niente di particolarmente soprannaturale o unico nella sua nascita. Sapete che intendo dire: che è nato proprio come sono nati tutti gli altri. È stato il suo concepimento ad essere soprannaturale e il suo concepimento è stato miracoloso e fu fatto dallo stesso Spirito santo. Disse ciò che è nato in lei, concepito in lei, è dallo Spirito santo. Ricordate come le  porta la notizia Gabriele. In Luca l’angelo disse a Maria: “Lo Spirito santo scenderà su di te e la potenza dell’altissimo ti coprirà con la sua ombra” e in questo modo tenero e casto Gabriele dice a Maria che la sua imminente gravidanza sarà causata dall’intervento dello Spirito santo. Lo Spirito santo scenderà su di te ti coprirà con la sua ombra e concepirai; e oltre questa descrizione di come avvenne in Maria il miracoloso concepimento di Gesù non sappiamo nulla.

La bibbia dice due cose: che fu lo Spirito santo a creare l’umanità di Cristo che ereditò da sua madre e fu lo Spirito santo che lo mantenne senza peccato, che gli evitò d’essere macchiato dal peccato originale di Maria.

Ora perché è importante credere che Gesù nacque da una madre vergine? Per diverse ragioni. Una perché se non fosse nato da una vergine l’autorità e l’affidabilità della Bibbia è messa in gioco; non si può ragionevolmente sostenere altrimenti. Il ​​Nuovo Testamento insegna la nascita verginale di Gesù. La domanda è se il Nuovo Testamento è corretto. Se non è corretto su questo come può essere corretto su qualsiasi altra cosa? Quindi la nascita verginale è importante da credere perché l’intera autorità del Nuovo Testamento si gioca nella nascita verginale.

In secondo luogo è importante perché tiene insieme due cose che la teologia moderna cerca sempre di separare. Potete vederlo su Time Magazine, US News e World Report, Discovery Channel, History Channel e tutti gli altri. Lo fanno sempre anche se questo è così noioso e obsoleto e ha avuto origine con la vecchia scuola critica tedesca del 1800 che è stata confutata più e più volte: vogliono sempre separare il Gesù della storia dal Cristo della fede, che il Gesù della storia era un buon rabbino galileo che aveva più saggezza della media, più del vostro rabbino medio che trovate per strada. Ma il Cristo della storia è la creazione della fede e dell’immaginazione della chiesa che cerca di fare di questo Gesù della storia un grande operatore di miracoli. Uno dei libri più importanti del XX secolo scritto per separare il Cristo della fede creato dall’immaginazione della Chiesa, dal Gesù della storia, è questo libro terribile intitolato “Gesù, una vita” scritto da A. N. Wilson per dimostrare la sua apostasia nel quale dice che Gesù era un rabbino galileo e niente di più; non fece mai un miracolo non risuscitò mai dai morti. Potrebbe essersi fatto uccidere ma non lo sappiamo davvero perché il nuovo testamento non è storicamente affidabile. Ma il Cristo della fede è ciò che la chiesa crede di lui.

Ascoltate amati miei, la nascita verginale ci dice che il Gesù della storia è il Cristo della nostra fede non c’è alcun cuneo tra loro. Questo Gesù che visse in galilea, nacque miracolosamente da una vergine, e aveva Dio come Padre non è qualcosa di creato nell’immaginazione la chiesa; è un fatto, e la sua storia è realtà, e la nascita verginale protegge quella realtà, e mantiene insieme quelle due grandi verità.

E poi c’è una terza ragione per cui credere nella nascita verginale è importante e voglio citare J. Gresham Machen, uno dei più grandi predicatori del XX secolo.Cito:

Forse neanche un uomo su cento di coloro che negano la nascita verginale oggi fornisce una vera e chiara prova di possedere una fede salvifica. Un uomo non è salvato per opere buone ma per fede e la fede salvifica è l’accettazione di Gesù Cristo così come ci è offerto nel Vangelo. La parte di quel Vangelo in cui Gesù è offerto alle nostre anime è la storia benedetta del miracolo nel grembo della vergine. Una cosa almeno è chiara: anche se la fede nella nascita verginale non è necessaria per ogni cristiano è certamente necessaria per il cristianesimo ed è necessaria per la testimonianza collettiva della chiesa. Non sia mai dimenticato, mai, che la nascita verginale è parte integrante della testimonianza del Nuovo Testamento su Cristo e che quella testimonianza è più forte quando è presa così com’è.  In altre parole siamo salvati per fede in Cristo ma c’è un solo Cristo ed è il Cristo che ebbe una madre vergine.

Ora, avete notato il tempo che è stato speso nel dare il nome a Gesù. A Gesù vengono dati diversi nomi qui. Notate nel versetto 16 dice:

16 e  Giacobbe generò Giuseppe lo sposo di Maria dalla quale nacque Gesù che è chiamato il Cristo.

Versetto 21

21 Ed ella partorirà un figlio e tu gli porrai nome Gesú, perché egli salverà il suo popolo dai loro peccati».

Versetti 22 e 23

22 Or tutto ciò avvenne affinché si adempisse quello che era stato detto dal Signore, per mezzo del profeta che dice:

23 «Ecco, la vergine sarà incinta e partorirà un figlio, il quale sarà chiamato Emmanuele che, interpretato, vuol dire: “Dio con noi”.

Nel libro di Matteo ci sono i tre grandi nomi del Signore Gesù Cristo. Prima di tutto si dice che è Cristo. Questa è la parola del Nuovo Testamento per Messia che significa l’unto, colui che è stato unto e incaricato da Dio, proprio come i sacerdoti, i re e i profeti erano incaricati da Dio nell’Antico Testamento. Così il Signore Gesù Cristo è unto al suo battesimo e incaricato da Dio di essere il nostro profeta per disperdere l’oscurità della nostra incredulità; essere il nostro sacerdote per dare la sua vita in sacrificio per i nostri peccati; e è stato unto come nostro re per sottomettere la nostra vita altrimenti ribelle alla parola di Dio.

Dice anche “lo chiamerai Gesù perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati”, nessun nome in tutta la storia è più identificato con il piano di salvezza di Dio nella storia del nome Gesù e notate che Dio non ha lasciato che Giuseppe e Maria dessero un nome a questo messia, Dio gli ha dato il nome; Dio ha detto: ecco come voglio che tu lo chiami, voglio che tu lo chiami Gesù perché sono io che definirò il carattere della sua vita e della sua missione e sono io che definirò gli effetti della sua salvezza su questa terra, è lui che salverà il suo popolo dai suoi peccati. La parola Gesù significa salvatore e Dio dice di chiamarlo così perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati, che in greco significa che è esclusivamente lui che salverà il suo popolo dai loro peccati. Non c’è nessun’altra persona, nessun’altra istituzione che salverà l’umanità da tutte le conseguenze del peccato se non questo figlio della vergine Maria.

John Murray disse che sarebbe difficile trovare nelle Scritture parole così semplici nella forma e così poche nel numero con una maggiore pienezza di significato. “Gli porrai nome Gesù perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati”. È esclusivamente lui che salverà. Questo è il punto focale e notate che non è venuto semplicemente per rendere possibile la salvezza. Non è venuto per provvedere un’opportunità per le persone di essere salvate. Non è venuto per rendere la salvezza disponibile per tutti coloro che ne avrebbero approfittato. Dice che è venuto sulla terra per salvare. Non ci sono dubbi. Non ci sono incertezze. Non c’è alcuna contingenza. È certo che il Signore Gesù Cristo salva i peccatori.

Ora, cosa significa essere salvati nei termini più basilari e semplici? Essere salvati nei termini del Nuovo Testamento significa essere emancipati, essere liberati dal male più grande ed essere messi in possesso del bene più grande. Ecco cosa significa essere salvati, essere liberati, liberati dal male più grande ed essere messi in possesso del bene più grande. Quando una persona viene salvata dal Signore Gesù Cristo mediante la fede in Lui è liberato, liberata per sempre dal più grande male possibile che è il potere della colpa, la punizione la presenza del nostro peccato.

Qual è il più grande bene possibile di cui siamo messi in possesso quando siamo salvati Dio? La gloria del cielo, il perdono dei peccati e l’eredità eterna con il popolo di Dio in Paradiso. Gesù è venuto per fare tutto questo. Lui e solo Lui è venuto per liberarci dal più grande male possibile e per metterci in possesso del più grande bene possibile mediante la fede in Lui. Notate che dice che verrà perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati.

Ora, avrebbe potuto facilmente dire che è venuto è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati, dalle loro conseguenze, dall’inferno che meritano, dalla condanna e dalla maledizione di Dio sui loro peccati. Ma non è quello che dice. Dice è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati al plurale, cioè dal peccare così tanto, dal vivere una vita come vive il mondo dominata da quei desideri peccaminosi, relazioni, gesti e risposte che caratterizzano questo mondo incredulo.

Gesù è venuto per salvarci da tutto questo, così non assomiglieremo e non vivremo come appare e vive il mondo. Ma notate quell’ultima grande parola e vedete se riuscite  a capirmi, citerò male questo versetto ora, vedete, sarà dura, quindi guardate Matteo 1:21 “e lo chiamerai Gesù perché è lui che salverà tutti nel mondo intero dai loro peccati”, l’hai capito o no? Devo ripeterlo? è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati. Il signore Gesù Cristo non è venuto su questa terra per salvare ogni tribù, lingua, popolo e nazione, non è venuto in questo mondo per salvare ogni singolo individuo uno per uno dai suoi peccati, è venuto per salvare da questa razza decaduta, un popolo.  Dio lo ha mandato sulla terra per salvare il suo popolo, sul quale Dio ha posto il suo amore prima della fondazione del mondo.

E poi conclude dicendo che il suo nome è Emmanuele, egli è Dio con noi, questa è la promessa fondamentale dell’Antico Testamento. Voglio dire, vorrei che avessimo tempo solo per andare dalla Genesi a Malachia per mostrarvi quante volte, sia per affermazione espressa, sia per immagine o per simbolo, questo principio è stabilito per noi. Dio dice: “Sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo”. Il tempio, il tabernacolo, è un’illustrazione di ciò e Gesù è l’incarnazione di quella speranza, che egli è Dio con noi. Ora vi dico qualcosa di semplice: affinché un uomo possa essere Dio con noi, deve essere Dio – con noi, deve essere un uomo e deve essere Dio. E se vogliamo godere della comunione con lui, con il Dio vivente, dobbiamo avere comunione con Dio nei termini di Emmanuele, Gesù, vero Dio e vero uomo.

E così con il Vangelo secondo Matteo, entriamo nel Nuovo Testamento, farlo è non essere mai più gli stessi. Se entriamo nel Nuovo Testamento con fede, entriamo in un regno, in una vita e in una conoscenza da Dio che trasformerà le nostre vite e che durerà per sempre. Se entriamo nel Nuovo Testamento nell’incredulità e rimaniamo in quell’incredulità fino alla morte entriamo in un’oscurità crescente e in un’eterna irrequietezza e isolamento dove il verme non muore e dove il fuoco non si spegne.

Quindi oggi caro amico credi qui e ora a ciò che il vangelo secondo Matteo dice su Gesù Cristo e qui e ora chiedi a Gesù Cristo di essere quelle stesse cose per te mentre ti penti dei tuoi peccati e abbandoni la tua vita a questo re. E quindi, in conclusione, cosa abbiamo imparato dal nostro studio dell’albero genealogico di Gesù? Semplicemente questo: se c’è una qualsiasi generazione di uomini e donne che ha avuto il talento e le risorse per portare la salvezza a se stessi e alle loro famiglie e alle loro società fu questa lista di patriarchi e re e regine. E tutti furono tragici fallimenti.

Un nuovo inizio fu necessario per un Nuovo Testamento; una nuova genealogia, un nuovo elenco di generazioni, una nuova razza di esseri umani non più corrotti e schiavizzati dal peccato e dalla morte; un Dio uomo era necessario per riportare gli uomini e le donne alla loro dignità creata e alla loro santità, e quella persona, unica, venne come il figlio di Davide il figlio di Abramo, il figlio di Maria, il figlio di Dio: Gesù Cristo Emmanuele il salvatore del mondo.

Preghiamo: Padre nostro sappiamo che hai fatto scrivere il Vangelo secondo Matteo affinché fossimo faccia a faccia con il nostro re riconosciamo che siamo stati confrontati con lui e da lui e quindi ci inchiniamo in sottomissione davanti a lui e ti ringraziamo e ti lodiamo per Gesù perché è lui che salva il suo popolo dai loro peccati; ti ringraziamo per la sua umiliazione e ti ringraziamo per la sua esaltazione. Nel suo nome ti preghiamo. Amen.


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