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Lezione 40: Malachia

Fidarsi di Dio e metterlo alla prova

La nostra lezione dalle Scritture di oggi è tratta dall’ultimo libro dell’Antico Testamento, il libro di Malachia, e leggeremo il terzo e il quarto capitolo di Malachia, gli ultimi due capitoli dell’Antico Testamento. Ma prima, alziamoci in piedi per pregare la benedizione di Dio sulla lettura e la predicazione della Sua Parola e rimaniamo in piedi per la lettura di quella Parola. Alziamoci insieme.

Gran Dio del cielo, ti ringraziamo per tutti questi libri che abbiamo studiato nella prima parte delle nostre Bibbie e per ciò che ci insegna sulla tua promessa al tuo popolo che si è adempiuta nel Nuovo Testamento in Cristo. E mentre giungiamo a quest’ultimo libro, preghiamo, o Signore, che possiamo riconoscere la sua solennità e la sua speranza, e che entrambe tramite il tuo Spirito possano essere prodotte in noi oggi. Per amore di Gesù, amen.

Malachia capitolo 3 e capitolo 4.

3:1 «Ecco, io mando il mio messaggero a preparare la via davanti a me. E subito il Signore, che voi cercate, entrerà nel suo tempio, l’angelo del patto in cui prendete piacere, ecco, verrà», dice l’Eterno degli eserciti.
«Ma chi potrà sostenere il giorno della sua venuta? Chi potrà rimanere in piedi quando egli apparirà? Egli è come un fuoco d’affinatore, come la soda dei lavandai.
Egli siederà come chi affina e purifica l’argento; purificherà i figli di Levi e li affinerà come oro e argento, perché possano offrire all’Eterno un’oblazione con giustizia.
Allora l’offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradevole all’Eterno, come nei tempi passati, come negli anni di prima.
Cosí mi avvicinerò a voi per il giudizio e sarò un testimone pronto contro gli stregoni, contro gli adulteri, contro quelli che giurano il falso, contro quelli che frodano il salario all’operaio, opprimono la vedova e l’orfano, allontanano lo straniero e non temono me». dice l’Eterno degli eserciti.
«Io sono l’Eterno, non muto; perciò voi, o figli di Giacobbe, non siete consumati.
Fin dai giorni dei vostri padri vi siete allontanati dai miei statuti e non li avete osservati. Tornate a me e io tornerò a voi», dice l’Eterno degli eserciti. «Ma voi dite: “In che cosa dobbiamo tornare?”.
Un uomo deruberà DIO? Eppure voi mi derubate e poi dite: “In che cosa ti abbiamo derubato?” Nelle decime e nelle offerte.
Voi siete colpiti di maledizione perché mi derubate, sí, tutta quanta la nazione.
10 Portate tutte le decime alla casa del tesoro, perché vi sia cibo nella mia casa, e poi mettetemi alla prova in questo». dice l’Eterno degli eserciti, «se io non vi aprirò le cateratte del cielo e non riverserò su di voi tanta benedizione che non avrete spazio sufficiente ove riporla.
11 Inoltre sgriderò per voi il divoratore, perché non distrugga piú il frutto del vostro suolo, e la vostra vite non mancherà di portar frutto per voi nella campagna», dice l’Eterno degli eserciti.
12 «Tutte le nazioni vi proclameranno beati perché sarete un paese di delizie», dice l’Eterno degli eserciti.
13 «Avete usato parole dure contro di me», dice l’Eterno. «Eppure dite: “Che cosa abbiamo detto contro di te?”
14 Avete detto: “È vano servire DIO; quale guadagno c’è nell’osservare i suoi ordinamenti e ad andare vestiti a lutto davanti all’Eterno degli eserciti?
15 Perciò noi proclamiamo beati i superbi. Non solo gli operatori d’iniquità prosperano, ma essi tentano pure DIO e sfuggono”».
16 Allora quelli che temevano l’Eterno si sono parlati l’uno all’altro. L’Eterno è stato attento ed ha ascoltato e un libro di ricordo è stato scritto davanti a lui per quelli che temono l’Eterno e onorano il suo nome.
17 «Essi saranno miei», dice l’Eterno degli eserciti, «nel giorno in cui preparo il mio particolare tesoro, e li risparmierò, come un uomo risparmia il figlio che lo serve.
18 Allora vedrete nuovamente la differenza che c’è fra il giusto e l’empio, fra colui che serve DIO e colui che non lo serve».

4:1
«Poiché ecco, il giorno viene, ardente come una fornace; e tutti quelli che operano empiamente saranno come stoppia; il giorno che viene li brucerà», dice l’Eterno degli eserciti, «in modo da non lasciar loro né radice né ramo.
Ma per voi che temete il mio nome, sorgerà il sole della giustizia con la guarigione nelle sue ali, e voi uscirete e salterete come vitelli di stalla.
Calpesterete gli empi perché saranno cenere sotto la pianta dei vostri piedi nel giorno che io preparo», dice l’Eterno degli eserciti.
«Ricordatevi della legge di Mosè, mio servo, al quale in Horeb ordinai statuti e decreti per tutto Israele.
Ecco, io vi manderò Elia, il profeta, prima che venga il giorno grande e spaventevole dell’Eterno.
Egli farà ritornare il cuore dei padri ai figli e il cuore dei figli ai padri, affinché non venga a colpire il paese di completo sterminio.

Potete sedere.

Malachia è stato l’ultimo dei profeti ebrei. A causa del giudizio di Dio sulla lunga apostasia di Israele, un altro profeta del Signore non sarebbe comparso sulla scena fino a Giovanni Battista circa 400 anni dopo Malachia, così che per 400 anni il cielo rimase in silenzio perché Israele non voleva ascoltare niente dal cielo. Dopo 4.000 anni di storia, dopo 39 libri divinamente rivelati dal cielo, dopo tutti i rapporti provvidenziali e redentivi di Dio con il suo popolo nell’Antico Testamento, dopo le ricche e fedeli promesse di Dio del suo patto con loro, è un pensiero solenne osservare l’ultima parola dell’Antico Testamento. Senza guardare. Vi ricordate qual è l’ultima parola dell’Antico Testamento? Sterminio.

Questa parola avrebbe continuato a risuonare tra gli ebrei per i successivi 400 anni, durante i quali furono sconfitti dai siriani e dai greci e infine distrutti dai romani. Ma lode a Dio per il Nuovo Testamento e per il suo resoconto dell’incarnazione di Dio in Cristo, che con la sua opera redentrice sulla croce ha tolto quella maledizione dal suo popolo del patto, la chiesa di Cristo. Ricordate cosa disse Paolo in Galati capitolo 3? Disse:  «Maledetto chiunque non persevera in tutte le cose scritte nel libro della legge per praticarle».

Ma Cristo ci ha redenti dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi, poiché sta scritto: Maledetto chiunque è appeso al legno. È importante per noi conoscere il periodo di tempo del ministero di Malachia. Malachia svolse il suo ministero intorno al 424 a.C. Fu probabilmente durante l’ultima parte dell’amministrazione di Neemia. La prigionia babilonese era finita. I persiani avevano sconfitto i babilonesi e avevano permesso agli ebrei di tornare a Gerusalemme per ricostruirla e ricostruire il tempio. E così al tempo di Malachia, il tempio era stato ricostruito.

Neemia è il governatore degli ebrei. Infatti, è l’ultimo governatore civile di Gerusalemme. E molti degli abusi di cui Neemia si lamentava e che Malachia riporta di nuovo, molti di quegli abusi furono corretti e riformati da Neemia.

Ma poi dovette ritornare in Persia, alla corte persiana, dove era un funzionario. E rimase in questa corte persiana per 10 o 12 anni. Dopo quel periodo, o durante quel periodo, il popolo ricadde. Ritornarono alle loro vie. Dimenticarono la prima riforma sotto Neemia. Ricominciarono a commettere i vecchi peccati mentre Neemia era via.

E così quando Neemia tornò, dovette mettersi all’opera per una seconda riforma. Ed è durante quella seconda riforma che Malachia si unì a lui e fu il grande profeta di Dio. È importante tenere a mente anche la condizione spirituale e morale degli ebrei a Gerusalemme e in Giuda al tempo di Malachia.

Settant’anni in una cultura babilonese avevano influenzato il loro pensiero e il loro carattere, proprio come molti anni in Egitto avevano contagiato gli ebrei prima della loro partenza. Persino Mosè stesso aveva pensieri che si basavano più sulla religione egizia che sulla parola di Dio. E quali erano alcune di queste influenze che trovarono a Babilonia che si fecero strada nella loro vita quando tornarono durante il tempo di Malachia? La spinta primaria della loro vita era la ricerca del possesso materiale, era la ricerca di prosperità, ricchezza, comodità, cose e denaro.

E le loro coscienze erano piuttosto intorpidite riguardo alla realtà delle cose invisibili e delle realtà spirituali e dei doveri cristiani. Infatti, erano così materialisti nel loro pensiero che pensavano che Dio dovesse loro benedizioni materiali semplicemente perché eseguivano i giusti rituali di adorazione, anche se erano estremamente negligenti e indifferenti riguardo ai dettagli di quell’adorazione. Pensavano: sicuramente se facciamo le cose giuste, almeno formalmente ed esteriormente, allora Dio ci benedirà di conseguenza e ci fornirà molta ricchezza e molta prosperità e abbondanza.

E così è durante questo periodo che i tre grandi tratti del fariseismo e del giudaismo palestinese del Nuovo Testamento hanno iniziato a formarsi nei successivi 400 anni. E quali furono quelle tre enfasi che sono state condannate nel Sermone sul Monte dal Signore Gesù Cristo? Formalismo, legalismo, esteriorità: la convinzione che praticare nella modalità corretta le giuste cose esteriori farà ottenere la benedizione di Dio e  farà guadagnare meriti con il Dio vivente. Quelle cose che caratterizzavano i farisei dei tempi di Gesù hanno iniziato a formarsi 400 anni prima a Gerusalemme durante il ministero di Malachia.

Infatti, quando le benedizioni esteriori furono negate agli ebrei di quel tempo, accusarono Dio di infedeltà. Invece di rivedere le proprie vite e vedere se c’era qualche difetto in loro, pensarono che se stavano facendo i movimenti esteriori richiesti e Dio non li benediceva finanziariamente e materialmente, allora Dio doveva essere rimproverato e la fedeltà di Dio doveva essere messa in discussione. Durante tutto questo tempo, avevano così incallito e indurito la propria coscienza che non avevano alcun vero senso del peccato.

Non sentivano colpa. Infatti, a volte erano sorpresi quando i profeti li rimproveravano per i loro peccati. Non capivano cosa stessero dicendo i profeti. Non prestarono attenzione agli avvertimenti profetici perché le loro coscienze erano ottuse. Non avrebbero nemmeno messo in discussione il fatto che Dio li dovesse guardare con favore e benedirli semplicemente perché erano ebrei, per via della loro discendenza, perché erano figli del patto.

Diamo un’occhiata molto velocemente ad alcuni dei versetti di Malachia che descrivono la condizione spirituale delle persone di quel tempo, molto simile alla nostra.

Notate nel primo capitolo, al versetto 7, dice al popolo

Voi offrite sul mio altare, cibi contaminati, eppure dite: “In che cosa ti abbiamo contaminato? Quando dite: La mensa dell’Eterno è spregevole”

Sta dicendo al popolo: state presentando cibo contaminato sul mio altare. Ma voi dite: in che modo ti abbiamo contaminato?”

Invece di dare il meglio del loro gregge, stavano dando gli agnelli e le mucche storpi del loro gregge da sacrificare.

E Dio dice, state profanando il mio tempio. Come diamine lo stiamo facendo? Stiamo dando queste mucche, stiamo dando questi tori, stiamo dando queste capre. Come lo stiamo profanando? Vedete, non avevano alcun senso del loro peccato.

Andate al 12° versetto.

12 «Ma voi lo profanate (cioè il culto di Dio) quando dite: “La mensa dell’Eterno è contaminata e il suo frutto, cioè il suo cibo, è spregevole”.
13 a Voi dite pure: “Ah, che fatica!” e la trattate con disprezzo», dice l’Eterno degli eserciti.

Ma voi state profanando il tempio, cioè l’adorazione di Dio, in quanto dite che la tavola del Signore è contaminata, e quanto al suo frutto, il suo cibo è da disprezzare. Dite anche: ma quanto è noioso.

E voi lo tagliate con disprezzo, dice il Signore degli eserciti, e portate ciò che è stato rubato. E ciò che è zoppo o malato, lo portate in offerta. Dovrei forse accettare questo da voi  dalla vostra mano, dice il Signore? Siete negligenti, siete indifferenti.

13 b «Cosí voi portate animali rubati, zoppi e malati; questa è l’offerta che portate. Potrei io gradirla dalle vostre mani?», dice l’Eterno.

Dovrei ricevere questo dalla vostra mano, dice il Signore? Siete negligenti, siete indifferenti. Inoltre, l’adorazione di Dio è noiosa per voi. Vi annoia a morte. È qualcosa che vi sfinisce, e non vedete l’ora di tornare a casa e cenare, accendere la TV e guardare la partita, se a quei tempi ci fosse stata la televisione.

Ma il punto è, vedete, che c’è una totale mancanza di sensibilità verso le realtà spirituali e nessuna convinzione di peccato. Guardate il secondo capitolo al versetto 8, parlando ai sacerdoti. Dice,

Voi invece vi siete allontanati dalla via, avete fatto inciampare molti nella legge, avete violato il patto di Levi», dice l’Eterno degli eserciti.

avete fatto inciampare molte persone con l’istruzione.

Avete corrotto il patto di Levi. Non siete stati fedeli alle richieste del mio patto sulla vostra vita, e di conseguenza, molte persone vi stanno imitando e sono più inclini a ribellarsi a Dio o a essere indifferenti, come lo siete stati voi. Guardate l’undicesimo versetto:

11 Giuda ha agito con perfidia e un’abominazione è stata commessa in Israele e in Gerusalemme perché Giuda ha profanato il luogo santo dell’Eterno che egli ama e ha sposato la figlia di un dio straniero.

versetto 13:

13 Voi fate anche quest’altra cosa: coprite l’altare dell’Eterno di lacrime, di pianto e di lamenti, perché non riguarda piú con favore la vostra offerta e non la riceve piú con piacere dalle vostre mani.

Cioè, non state ottenendo le cose materiali che pensavate di meritare da lui, perché le offerte che fate le state facendo per abitudine e non col cuore e non gli sono gradite.

Versetto 14:

14a Eppure dite: «Per quale ragione?». Poiché l’Eterno è testimone fra te e la moglie della tua giovinezza,

Contro chi hai agito slealmente, sebbene lei sia la tua compagna e tua moglie per il patto che hai fatto con lei.

14b verso la quale ti sei comportato perfidamente, benché ella sia la tua compagna e la moglie del tuo patto.

Voglio dire, erano indifferenti ai dettagli della legge di Dio.

Sposavano persone di una religione diversa dalla loro, e divorziavano dalle loro mogli ebree in modo non biblico per sposare delle pagane. E dicono, cosa c’è di sbagliato in tutto questo? Stiamo mettendo i nostri soldi nel piatto delle offerte, no? Stiamo facendo i nostri sacrifici. Voglio dire, sicuramente questo deve contare qualcosa.

Nel libro di Malachia vedremo che non conta assolutamente nulla. Guardate il capitolo tre, versetto otto. Un uomo deruberà Dio? Stai derubando me.

Un uomo deruberà DIO? Eppure voi mi derubate e poi dite: “In che cosa ti abbiamo derubato?” Nelle decime e nelle offerte.

trattenendo le vostre decime e le vostre offerte!

Voi siete colpiti di maledizione perché mi derubate, sí, tutta quanta la nazione.
10 Portate tutte le decime alla casa del tesoro, perché vi sia cibo nella mia casa, e poi mettetemi alla prova in questo». dice l’Eterno degli eserciti, «se io non vi aprirò le cateratte del cielo e non riverserò su di voi tanta benedizione che non avrete spazio sufficiente ove riporla.

Versetto 18.

18 Allora vedrete nuovamente la differenza che c’è fra il giusto e l’empio, fra colui che serve DIO e colui che non lo serve».

Quindi vedete che in tutta questa sezione c’è questa coscienza indurita.

Sono stati in ribellione così a lungo che non sono nemmeno consapevoli del fatto che sono lontani da Dio. Pensano di esserGli vicino. Se Dio non li benedice, non è colpa loro. Stanno facendo tutto bene, che Dio ci benedica. È Dio che non è fedele nel rispondere con prosperità alla nostra obbedienza. Quindi la situazione è seria.

Ora, lasciate che vi dia uno schizzo in miniatura dello schema del libro di Malachia. Avete il vostro piccolo grafico lì davanti a voi. È facilmente suddiviso in sei sezioni.

La prima sezione, versetti da uno a cinque, è l’accusa di Dio a Israele, e li chiama al pentimento. Ora, cosa c’è di sorprendente in questi primi cinque versetti, guardateli lì, non ho intenzione di leggerli. Gli ebrei in questo momento si comportano come non cristiani.

Voglio dire, il loro comportamento è come quello dei non cristiani. Fanno cose che farebbero i non cristiani, e tuttavia notate cosa dice Malachia per cercare di portarli al pentimento. Dice: Ascoltate, Dio vi ama. Dio vi ha scelti come suo popolo. Non vi state comportando come persone che Dio ama. Non vi comportate come persone che Dio ha scelto. Quindi pentitevi.

Vedete, non si sta rivolgendo al mondo. Ora, noi non diremmo mai quelle cose al mondo. Abbiamo un messaggio diverso che diremmo al mondo. Ma qui a questi figli del patto, sui quali c’era il marchio di Dio, che Dio rivendicava, Malachia disse: pentitevi perché Dio vi ama e Dio vi ha scelti per essere suoi.

Poi nel sesto versetto del primo capitolo, fino al secondo capitolo e il nono versetto, espone davvero i sacerdoti per la loro contaminazione dell’adorazione di Dio e per il loro essere indifferenti, non attenti nell’obbedire alla legge di Dio in riferimento all’adorazione, e per aver abdicato allo scopo del loro ufficio.

Guardate il versetto sei.  È una grande descrizione dell’ufficio di Levi, del sacerdote levitico, che può anche descrivere l’ufficio di ministro del vangelo. La vera istruzione era nella sua bocca.

Questo è il modo in cui i sacerdoti levitici erano originariamente concepiti.

La legge di verità era nella sua bocca, e non si trovava alcuna perversità sulle sue labbra; camminava con me nella pace e nella rettitudine e ne ritrasse molti dall’iniquità.

Le labbra di un sacerdote dovrebbero conservare la conoscenza, e gli uomini dovrebbero cercare istruzione dalla sua bocca, perché egli è il messaggero del Signore degli eserciti, e loro non facevano nulla del genere, stavano sviando le persone, e ne facevano inciampare molti. E poi se noterete nel capitolo due, versetti dal dieci al diciassette, li rimprovera per aver commesso i due peccati che penso devastino più rapidamente il futuro della chiesa di qualsiasi altro peccato che possiamo commettere, e cioè i divorzi non biblici e i matrimoni non biblici.

Se a queste cose è permesso continuare nella chiesa, e Malachia lo sapeva, Neemia lo sapeva prima di lui, e noi dobbiamo riconoscerlo: se a queste due cose è permesso continuare nella chiesa, allora la chiesa non ha futuro. Non ha futuro quando permettiamo ai nostri figli di sposare non cristiani, e quando pratichiamo il divorzio non biblico, e qui Malachia condanna entrambi.

Poi nel capitolo tre, versetti da uno a sei, su cui torneremo tra un minuto, vedete, c’è una profezia messianica della venuta di Cristo. Nel capitolo tre, versetti da sette a dodici, su cui torneremo alla conclusione, c’è il rimprovero di Dio per aver trattenuto le decime. E poi c’è il finale indimenticabile di questo grande libro.

Nel capitolo tre, versetto tredici, fino al capitolo quattro, versetto sei, si vede questo vivido contrasto del carattere e del destino dei giusti e dei malvagi. Lasciatemi semplicemente leggere questa potente conclusione. Dice nel versetto sedici, la fine del capitolo tre,

16 Allora quelli che temevano l’Eterno si sono parlati l’uno all’altro. L’Eterno è stato attento ed ha ascoltato e un libro di ricordo è stato scritto davanti a lui per quelli che temono l’Eterno e onorano il suo nome.
17 «Essi saranno miei», dice l’Eterno degli eserciti, «nel giorno in cui preparo il mio particolare tesoro, e li risparmierò, come un uomo risparmia il figlio che lo serve.
18 Allora vedrete nuovamente la differenza che c’è fra il giusto e l’empio, fra colui che serve DIO e colui che non lo serve».

4:1 «Poiché ecco, il giorno viene, ardente come una fornace; e tutti quelli che operano empiamente saranno come stoppia; il giorno che viene li brucerà», dice l’Eterno degli eserciti, «in modo da non lasciar loro né radice né ramo.
Ma per voi che temete il mio nome, sorgerà il sole della giustizia con la guarigione nelle sue ali, e voi uscirete e salterete come vitelli di stalla.
Calpesterete gli empi perché saranno cenere sotto la pianta dei vostri piedi nel giorno che io preparo», dice l’Eterno degli eserciti.

Quindi ora cosa siete? Chi sei? Sarai sopra la scarpa o sotto? Avrai la scarpa al piede che fa sì che gli empi siano cenere sotto i tuoi piedi, o sarai la cenere? Ognuno di noi in questa stanza sarà l’uno o l’altro. E poi conclude l’Antico Testamento ricordandoci di obbedire alla legge di Mosè.

Ricordatevi – nel versetto 4,

«Ricordatevi della legge di Mosè, mio servo, al quale in Horeb ordinai statuti e decreti per tutto Israele.

E poi abbiamo questa meravigliosa profezia di un Elia che tornerà prima del giorno del Signore, e ci arriveremo. Ora diamo un’occhiata a queste profezie messianiche.

Vorrei che questa mattina dedicassimo la maggior parte del nostro tempo al brano del capitolo 3 sul derubare Dio, ma alcune di queste profezie sono magnifiche. Abbiamo una profezia lì nel capitolo 3 versetti da 1 a 6. Lasciate che ve la legga.

3:1 «Ecco, io mando il mio messaggero a preparare la via davanti a me. E subito il Signore, che voi cercate, entrerà nel suo tempio, e il messaggero, o l’angelo del patto in cui prendete piacere, ecco, verrà», dice l’Eterno degli eserciti.
«Ma chi potrà sostenere il giorno della sua venuta? Chi potrà rimanere in piedi quando egli apparirà? Egli è come un fuoco d’affinatore, come la soda dei lavandai.
Egli siederà come chi affina e purifica l’argento; purificherà i figli di Levi e li affinerà come oro e argento, perché possano offrire all’Eterno un’oblazione con giustizia.
Allora l’offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradevole all’Eterno, come nei tempi passati, come negli anni di prima.
Cosí mi avvicinerò a voi per il giudizio e sarò un testimone pronto contro gli stregoni, contro gli adulteri, contro quelli che giurano il falso, contro quelli che frodano il salario all’operaio, opprimono la vedova e l’orfano, allontanano lo straniero e non temono me». dice l’Eterno degli eserciti.
«Io sono l’Eterno, non muto; perciò voi, o figli di Giacobbe, non siete consumati.

Ora, prima di identificare le persone che sono menzionate in questa profezia, voglio che notiate che questa profezia messianica è la risposta di Dio alla domanda posta nel versetto 17 del capitolo 2 dal popolo di Israele.

«Dov’è il DIO della giustizia?»

Stiamo facendo tutte le cose giuste, ma lui non ci sta benedicendo di conseguenza materialmente e finanziariamente. Dov’è il Dio della giustizia? E Dio dice, vi dirò dov’è. Sta venendo al suo tempio, e sarà un giorno, un giorno terribile di ira e di fuoco.

3:1 «Ecco, io mando il mio messaggero a preparare la via davanti a me. E subito il Signore, che voi cercate, entrerà nel suo tempio, l’angelo del patto in cui prendete piacere, ecco, verrà», dice l’Eterno degli eserciti.

Ora, notate che nel versetto 1 del capitolo 3, sono menzionati due personaggi. Avete un messaggero, ecco, io manderò il mio messaggero, e lui spianerà la strada. E poi nell’ultima parte del versetto 1, avete un’altra persona chiamata l’angelo del patto.

E il Signore che cercate, e il messaggero o angelo del patto in cui vi dilettate, verrà all’improvviso al suo tempio. Ecco, egli viene, dice il Signore degli eserciti. Ora, chi sono queste due persone? Bene, questa non è la prima volta nell’Antico Testamento che viene data una profezia su un precursore che verrà proprio prima del Messia e gli preparerà la via.

Aprite Isaia 40 versetti dal 3 al 5 e vedrete un’altra profezia di un precursore.

La voce di uno che grida nel deserto: «Preparate la via dell’Eterno, raddrizzate nel deserto una strada per il nostro DIO.
Ogni valle sia colmata e ogni monte e colle siano abbassati, i luoghi tortuosi siano raddrizzati e i luoghi scabrosi appianati
Allora la gloria dell’Eterno sarà rivelata e ogni carne la vedrà, perché la bocca dell’Eterno ha parlato».

Isaia disse che verrà un giorno in cui qualcuno preparerà la strada per la rivelazione della gloria di Dio e del Messia. E basandosi su quella grande profezia, Malachia fa la stessa profezia, che Dio promette: Manderò un messaggero, e lui spianerà la strada per il Messia.

Ora, qualcuno vuole indovinare chi è? Voglio dire, è ovvio per chiunque abbia letto il Nuovo Testamento, ma Gesù stesso identifica questo messaggero in nessun altro che Giovanni Battista. Ad esempio, in Luca capitolo 7, versetto 26 e 27, Gesù sta parlando alle folle e chiede loro perché siano andati nel deserto per ascoltare Giovanni Battista predicare, e dice questo:

26 Ma che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sí, vi dico, ancor piú di un profeta.
27 Egli è colui del quale è scritto: “Ecco, io mando il mio messaggero davanti alla tua faccia, il quale preparerà la tua strada davanti a te”.

E vedete, non dobbiamo nemmeno tirare a indovinare.

Questo messaggero che preparerà la via al Messia non è altri che Giovanni Battista. Bene, allora, chi è questo angelo del patto, la cui via è preparata da Giovanni Battista? Ovviamente, il Signore Gesù Cristo stesso. Infatti, il Nuovo Testamento identifica questo messaggero, questo angelo del patto, questo Signore che viene al suo tempio, come nessun altro che il Signore Gesù. In Marco, che non leggeremo, ma il libro di Marco inizia nei primi tre versetti, in un’intera citazione qui da Isaia e da Malachia, identificando Giovanni Battista come il precursore e il Signore Gesù Cristo come questo grande angelo del patto. Non è altro che il Signore incarnato stesso. E così l’Antico Testamento  finisce con lo stesso messaggio con cui inizia il Nuovo Testamento. Il Cristo del Signore è Cristo il Signore.

Il Messia promesso dal Signore non è altro che il Signore stesso che ha assunto su di sé la carne umana. In cosa consiste la nascita di Cristo e la venuta di Cristo sulla terra? E il Signore verrà al suo tempio! Jehovah stesso assumerà su di sé e sarà l’angelo del patto, il mediatore del nuovo patto, che verrà egli stesso al suo tempio.

Il Signore stesso verrà all’improvviso al suo tempio nella persona del mediatore del nuovo patto, il Signore Gesù Cristo. E quando verrà al suo tempio, ci sarà una grande purificazione e raffinazione di quel tempio. C’è un tema nel vangelo di Luca che dovete leggere e cercare perché è deliberatamente lì ed è brillantemente lì.

E questo è un tema del tempio, che il tempio di Gerusalemme gioca un ruolo nel vangelo di Luca che non gioca esattamente negli altri vangeli. Il vangelo di Luca inizia nel tempio con la profezia di Zaccaria. Il ministero di Gesù inizia con la purificazione del tempio. Si conclude con un’altra purificazione del tempio poco prima della sua morte. Il ministero di Gesù è interessato al suo tempio. Perché? Perché Malachia disse che con la nascita del Messia, Dio verrà al suo tempio.

Verrà dal suo popolo e lo purgherà e lo purificherà. E voglio che notiate nei versetti dal due al sei gli effetti della venuta del Signore al suo tempio nella persona di Gesù Cristo. Ora, se chiedete alla persona media per strada cosa significano i versetti di Malachia 3 dal due al cinque, così come il capitolo quattro, versetto uno,

4:1 «Poiché ecco, il giorno viene, ardente come una fornace; e tutti quelli che operano empiamente saranno come stoppia; il giorno che viene li brucerà», dice l’Eterno degli eserciti, «in modo da non lasciar loro né radice né ramo.

Diranno, beh, questo sta parlando della seconda venuta. Ovviamente ora è cambiato e sta parlando della seconda venuta. E quello sarà un giorno di fuoco. Sarà un giorno terribile di ira. Sarà come il fuoco di un affinatore. Le persone saranno consumate e bruciate. Bene, chiedete al signor Handel cosa significa quel versetto. Se avete mai ascoltato il Messia, Messiah di Handel, lui cita questi versi da Malachia capitolo tre.

E usa questi versetti per descrivere la nascita e l’incarnazione di Gesù, non la seconda venuta di Gesù. Handel sapeva come leggere la sua Bibbia. Notate cosa dice.

Dice che ci sarà un precursore. La Bibbia dice che è Giovanni Battista. Quel precursore preparerà la strada al Signore che verrà al suo tempio come l’angelo del patto, che non è altro che Cristo stesso.

E poi nel versetto due:

«Ma chi potrà sostenere il giorno della sua venuta? Chi potrà rimanere in piedi quando egli apparirà?

Chi potrà sopportare il giorno della venuta del Signore al suo tempio? E chi al mondo può resistere quando apparirà, quando il Signore apparirà nel suo tempio. Perché è come il fuoco di un affinatore e come la soda dei lavandai, e siederà come un fonditore e purificatore d’argento.

Capitolo quattro, versetto uno, e lo farà,

«Poiché ecco, il giorno viene, ardente come una fornace; e tutti quelli che operano empiamente saranno come stoppia; il giorno che viene li brucerà»

Non sentite dire questo in molte chiese oggi sul significato del Natale, vero? Dice che la nascita del Signore Gesù Cristo arriverà e secondo Malachia sarà un giorno terribile. Sarà un giorno di fuoco in cui la pula sarà bruciata e sarà più rovente del fuoco di una fonderia e sarà più detergente del sapone più caustico. Avete mai lavorato con il vecchio sapone di liscivia che brucia la pelle delle mani e toglie anche lo sporco? Bene, è così che fu l’incarnazione di Dio, che non è stato solo un momento di pace e gioia e celebrazione e angeli che cantavano nel cielo, pace in terra  sugli uomini sui quali si posa il beneplacito di Dio, ma senti Malachia dire, sarà il giorno peggiore della tua vita, Israele, quando nascerà il Messia, perché la tua pula sarà tutta bruciata.

Coloro che rifiutano di accettarLo come loro Salvatore, coloro che hanno vissuto in un’apostasia di lunga data, coloro che hanno continuato nella loro ribellione contro Dio e non se ne sono pentiti, non conta se possano rivendicare la discendenza di Abramo o meno. Non conta se siano figli di Abramo e figli del patto o meno. Verrà un giorno, Israele, quando nascerà Gesù, che sarà il giorno più duro della tua vita perché significa che molti di voi saranno distrutti.

E ricordate cosa disse Gesù in Matteo 24 riguardo all’incendio di Gerusalemme, l’incenerimento di Gerusalemme fino alle fondamenta da parte degli eserciti romani nel 70 d.C.? Disse: quando quel giorno verrà, e lo disse circa 30, 40 anni prima che accadesse, disse, quando quel giorno verrà, non sarà mai accaduto nulla di simile nella storia prima né mai vi sarà dopo quanto a gravità.

Ma ora, il fuoco non distrugge solamente, il fuoco purifica.

E così quando Malachia dice, quando Gesù verrà, non avrà solo l’effetto di bruciare la pula, avrà l’effetto del fuoco di un affinatore, di qualcuno che è un esperto nel fondere l’argento. Perché si mette l’argento nel fuoco? Per bruciarlo, distruggerlo, annientarlo? No, si mette l’argento e il metallo prezioso nel fuoco per bruciare le scorie, per purificarlo e per renderlo molto più prezioso di quanto non fosse prima.

Non dimenticherò mai quella ragazza sudafricana, Lizelle, che è rimasta ospite a casa nostra anche dopo che la nostra casa è andata a fuoco colpita da un fulmine. E le avevamo dato un innario riformato da portare a casa prima che la casa andasse a fuoco. E così una delle vittime è stato il suo Trinity Himnal.

E voglio dire, era marrone e i bordi erano bruciacchiati e tutto il resto. Quindi quando è dovuta tornare in Sudafrica, le abbiamo dato un innario nuovo di zecca. E lei ha detto: Non lo voglio.  Voglio questo che è passato attraverso il fuoco perché ha carattere. Bene, la nascita del Signore Gesù Cristo doveva dare carattere agli eletti di Dio. Così non sarebbero stati bruciati all’inferno con il resto della pula.

Quindi il fuoco di Dio non solo distrugge, il fuoco di Dio affina, purifica e rafforza e dà carattere. Avete mai sentito qualcuno dire: “Ah, mi sento così felice perché mi sento vicino al Signore”? Ascoltate, sentirsi vicino al Signore è una delle cose più terribili. Avere il Signore vicino a voi è una delle cose più terribili che vi possano capitare.

Ricordate cosa ha detto nel versetto cinque?

Cosí mi avvicinerò a voi per il giudizio e sarò un testimone pronto contro chi viola la legge.

Dio si avvicina a una persona per uno di due motivi. Si avvicina a una persona per amarla e purificarla. E a volte si avvicina a una persona per distruggerla. E vi dico questa mattina, amati, Dio si avvicinerà a voi per un motivo o per l’altro. E si avvicinerà a me. Assicuratevi di avere fede in lui e pentimento dei vostri peccati e diligenza nel servirlo, che quando si avvicinerà a voi, sarà come un fonditore che osserva la purificazione dell’argento e gli dà carattere.

Ora guardate gli ultimi versetti del libro di Malachia. Vedete un’altra profezia. Dice nei versetti cinque e sei del capitolo quattro,

Ecco, io vi manderò Elia, il profeta, prima che venga il giorno grande e spaventevole dell’Eterno.

Ora, qual è il grande e terribile giorno del Signore che verrà? Nel contesto  è il giorno dell’incarnazione di Cristo. Sarà così duro per la pula e così buono per il grano

Egli farà ritornare il cuore dei padri ai figli e il cuore dei figli ai padri, affinché non venga a colpire il paese di completo sterminio.

Ora, Malachia ha già detto che ci sarà un precursore che preparerà la via per il Messia e per il giorno della sua venuta. E ora dice che quel precursore non sarà altro che Elia. Che preparerà la via.

Quindi, immediatamente prima della venuta del Signore al suo tempio, Elia verrà a preparare la via per lui. Ora, chi pensate che fosse? Elia si era davvero reincarnato? No. Il Nuovo Testamento identifica la persona di cui Malachia sta parlando in Luca capitolo uno, versetto 17, dove dice, ed è lui, cioè Giovanni Battista, che

17  andrà davanti a lui nello spirito e potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti, per preparare al Signore un popolo ben disposto

Quindi era Giovanni Battista. E fu chiamato Elia metaforicamente perché avrebbe predicato con la potenza e l’autorità di Elia con un messaggio simile a quello di Elia. Infatti, quando si confrontano Elia e Giovanni Battista, si scopre che non ci sono due persone nella Bibbia più simili fra loro di Elia e Giovanni Battista.

E nel potere e nell’autorità di Elia, Giovanni Battista predica e riporta i cuori dei padri ai figli e i cuori dei figli ai padri. Ora, chi erano i padri? Beh, ovviamente, i padri, secondo Gesù in Luca 1:17, erano le persone devote dei tempi dell’Antico Testamento. Coloro che non apostatarono, coloro che erano fedeli, i devoti antenati di Israele ai tempi di Giovanni.

Chi erano i figli? I figli erano i giudei dei tempi di Giovanni che avevano apostatato, che seguivano la religione dei farisei piuttosto che la religione dei loro padri nell’Antico Testamento. E dice che Dio ripristinerà Israele alla fede, all’etica e alla vita dei pii antenati che lo avevano preceduto. E così, di sicuro, nella predicazione di Giovanni Battista, nel preparare la via per Gesù, molte, molte persone in Israele furono portate a un rinnovato pentimento e alla fede nel Messia mediante la sua predicazione e questo nuovo Elia realizzò esattamente ciò che Malachia aveva detto.

Quindi notate, tutte queste profezie messianiche si sono avverate alla lettera nella vita di Giovanni Battista e del Signore Gesù Cristo, dimostrando indiscutibilmente tre cose. Numero uno, che la Bibbia è la parola di Dio. 400 anni prima che queste cose accadessero, erano state profetizzate in dettaglio e si sono avverate. In secondo luogo, dimostrano indiscutibilmente che il Signore Dio Onnipotente ha il controllo della storia, che ha governato la storia in modo tale da far sì che ogni cosa si avverasse esattamente come aveva profetizzato. E numero tre, dimostra indiscutibilmente che Gesù è il Messia. E se state aspettando che venga un altro Messia, non c’è altro Messia che il Signore Gesù Cristo.

E ora passiamo il resto del nostro tempo stamattina a guardare a quella che penso sia una delle promesse più emozionanti di tutta la Bibbia.

E questa è nel terzo capitolo e nei versetti dal 7 al 12. Lasciate che ve li legga di nuovo. Una delle promesse più emozionanti di tutta la Bibbia, Malachia 3, dal 7 al 12.

Malachia 3: 7-12.

Fin dai giorni dei vostri padri vi siete allontanati dai miei statuti e non li avete osservati. Tornate a me e io tornerò a voi», dice l’Eterno degli eserciti. «Ma voi dite: “In che cosa dobbiamo tornare?”.
Un uomo deruberà DIO? Eppure voi mi derubate e poi dite: “In che cosa ti abbiamo derubato?” Nelle decime e nelle offerte.
Voi siete colpiti di maledizione perché mi derubate, sí, tutta quanta la nazione.
10 Portate tutte le decime alla casa del tesoro, perché vi sia cibo nella mia casa, e poi mettetemi alla prova in questo». dice l’Eterno degli eserciti, «se io non vi aprirò le cateratte del cielo e non riverserò su di voi tanta benedizione che non avrete spazio sufficiente ove riporla.
11 Inoltre sgriderò per voi il divoratore, perché non distrugga piú il frutto del vostro suolo, e la vostra vite non mancherà di portar frutto per voi nella campagna», dice l’Eterno degli eserciti.
12 «Tutte le nazioni vi proclameranno beati perché sarete un paese di delizie», dice l’Eterno degli eserciti.

Qui c’è una forte condanna da parte del profeta Malachia. Egli dice: Israele, Dio vi giudicherà perché lo state derubando. E loro risposero: Come avremmo derubato Dio? E la sua risposta, schietta fu: Avete trascurato le decime e le offerte, così come altri doveri religiosi. Avete derubato Dio nel vostro mancare di pagare la decima.

Uno dei libri più brevi e importanti di Rushdoony è un ottimo piccolo tascabile che vi consiglio, è intitolato Tithing and Dominion, uno dei suoi libri più pratici. E in quel libro dice questo: Coloro che non pagano le tasse a Dio sono considerati aver rubato a Dio. Sono ladri perché hanno rifiutato di usare questi fondi per gli scopi del Signore, ma invece li hanno trattenuti per soddisfare le proprie voglie e i propri desideri reprobi. Chiunque usi questi fondi che sono sacri al Signore per i propri scopi commette sacrilegio.

Stavano commettendo sacrilegio poiché stavano usando ciò che apparteneva al Signore come se appartenesse a loro stessi. Pertanto li condanna per aver derubato Dio trascurando di dare la decima, e poi dice ecco quali sono le conseguenze del derubare Dio in questo modo nel versetto 9.

Voi siete colpiti di maledizione perché mi derubate, sí, tutta quanta la nazione.

Finché derubavano Dio non pagando la decima, l’intera nazione era sotto maledizione, e non c’è maledizione come una maledizione divina.

Ascoltate ancora Rushdoony. Dio non permette che il sacrilegio resti impunito. C’è un sondaggio che ha dell’incredibile. Un’indagine ha evidenziato che la proprietà consacrata a Dio per il servizio della sua chiesa ha generalmente, quando alienata per scopi secolari, portato sfortuna ai suoi possessori, sia per strani incidenti, sia per morti violente, sia per perdita di ricchezza, sia soprattutto per l’assenza di eredi maschi. E tale proprietà difficilmente dura a lungo in una famiglia. Questa è la maledizione di derubare Dio trascurando la decima.

E così li chiama al pentimento, a pentirsi dei peccati che li pongono sotto la maledizione di Dio. Siate specifici nel vostro pentimento. Pentitevi tornando alla decima. Pentitevi tornando alla decima.

Ora, mentre andiamo avanti questa mattina, voglio che vediate chiaramente una cosa, perché in questi giorni sentite la parola decima usata in un senso meno che biblico. Oggi è usata da molti semplicemente come un generico mettere regolarmente denaro nel piatto delle offerte. Che se metti regolarmente soldi nel piatto delle offerte, si dice che stai pagando la decima, e non è necessariamente così. Potete mettere soldi nel piatto delle offerte, potete mettere un sacco di soldi nel piatto delle offerte, ogni domenica, e non pagare la decima e derubare Dio. E verremo a capire come.

Ma notate cosa dice. Le parole sono importanti. Dice nel versetto 10: Ora dobbiamo conoscere il significato di alcune parole.

10 Portate tutte le decime alla casa del tesoro, perché vi sia cibo nella mia casa, e poi mettetemi alla prova in questo». dice l’Eterno degli eserciti, «se io non vi aprirò le cateratte del cielo e non riverserò su di voi tanta benedizione che non avrete spazio sufficiente ove riporla.

Cos’è una decima intera? Cosa significa? Il popolo di Dio trattava il pagamento delle decime in modo negligente e casuale, indifferente a cosa significasse la parola. In una decima nella Bibbia, Dio esige un intero dieci  per cento del nostro guadagno e niente di meno. Nelle nostre decime, Dio esige un intero decimo del nostro guadagno e niente di meno.

Tutto ciò che è inferiore al pagamento annuale dell’intera decima è un furto ai danni di Dio, indipendentemente da quanti soldi mettete nel piatto delle offerte ogni domenica. Ascoltate cosa ha detto Arthur Pink in un bel libricino che ha scritto sulla decima. Ha detto: Nella questione della decima cristiana, amici cristiani, siate altrettanto rigorosi, attenti e sistematici come lo siete nelle questioni commerciali. Anzi, ancora di più, perché vi è coinvolto non il denaro del mondo e non il vostro, ma il denaro del Signore. Quindi un intero dieci per cento del vostro guadagno.

Ora, cos’è questa casa del tesoro? Egli fa sì che le persone portino il loro denaro nella casa del tesoro, affinché possano esserci cibo nella loro casa. Bene, quella parola “casa del tesoro” è usata in due modi nell’Antico Testamento. I re avevano il loro tesoro. Avevano il loro magazzino dove mettevano la loro ricchezza. E il tempio aveva il suo magazzino, la sua tesoreria, il suo granaio delle decime, dove venivano poste le decime del popolo di Dio. Perché, tenete a mente, non tutte le decime del popolo di Dio erano in denaro. Alcune erano in verdura, grano, animali, ecc.

Doveva esserci un posto dove conservare tutte queste cose. E così il tempio aveva un vero e proprio magazzino per le decime del popolo di Dio. Ma ora c’è anche del simbolismo qui.

Perché una delle cose più simboliche dell’Antico Testamento è il tempio. E cosa simboleggia il tempio? Simboleggia la sala del trono di Dio, la presenza stessa di un Dio riconciliato dove possiamo avere comunione con Lui sulla base del sacrificio del Signore Gesù Cristo. Bene, allora che dire della casa del tesoro? Che tipo di simbolo ha? Bene, ora guardate indietro al versetto 10 che dice:

10 Portate tutte le decime alla casa del tesoro, perché vi sia cibo nella mia casa, e poi mettetemi alla prova in questo». dice l’Eterno degli eserciti, «se io non vi aprirò le cateratte del cielo e non riverserò su di voi tanta benedizione che non avrete spazio sufficiente ove riporla.

E vi mostrerò tra un minuto da un testo che questo magazzino è il simbolo del cielo come fonte di tutte le benedizioni di Dio, proprio come il tempio stesso è il simbolo della sala del trono di Dio. Ad esempio, in Deuteronomio 28, versetto 12, vedete la parola tesoro usata e definita. E dice questo,

12 L’Eterno aprirà per te il suo buon tesoro, il cielo, per dare alla tua terra la pioggia a suo tempo e per benedire tutta l’opera delle tue mani

Quindi qui avete in linguaggio poetico ciò che questo magazzino simboleggia: il cielo. È il paradiso stesso di Dio. Questo dà un nuovo significato, non è vero, al comando e alla promessa del Nuovo Testamento: accumulatevi tesori in cielo. Dove mettete la vostra decima? La date a Dio.

La date interamente a Dio. E quando date la vostra decima a Dio, state investendo in Lui, e potete essere ben certi che quell’investimento vi tornerà indietro nel soddisfare tutti i vostri bisogni. Fl. 4:19 Ora il mio Dio supplirà ad ogni vostro bisogno secondo le sue ricchezze in gloria, in Cristo Gesú. Non secondo i miei bisogni, non secondo i miei meriti, ma secondo le sue ricchezze, mentre noi accumuliamo i nostri tesori in cielo.

Quindi questo magazzino delle decime è la presenza celeste del Dio vivente da cui sgorgano tutte le benedizioni. Ora, in altre parole, l’intera decima appartiene a Dio. Ora, notate cosa ci chiama a fare. Voglio dire, questa è una dichiarazione incredibile. Lui dice, portate tutte le decime alla casa del tesoro, affinché vi sia cibo nella mia casa, e mettetemi alla prova in questo. Ora, questo è Dio che parla agli esseri umani. 3:10

10 mettetemi alla prova in questo». dice l’Eterno degli eserciti, «se io non vi aprirò le cateratte del cielo e non riverserò su di voi tanta benedizione che non avrete spazio sufficiente ove riporla.

Quindi qui abbiamo Dio che promette a chi dà la decima fedelmente che può aspettarsi un ricco e abbondante traboccare delle benedizioni del cielo sulla sua vita. E Dio dice: aprirò le cateratte del cielo e riverserò su di voi una benedizione traboccante.  Quando versate fedelmente la decima come credenti nel Signore Gesù Cristo, egli aprirà le finestre del cielo e ci sarà sulla vostra vita un’ondata torrenziale di complete benedizioni spirituali e materiali di ogni tipo finché non ci sarà più spazio. Andate con me a 2 Corinzi 9, per favore, versetti 6-11.

E Paolo fa lo stesso punto in un linguaggio diverso. 2 Corinzi 9, 6-11. E notate tutte questi verbi: abbondare, spargere, fornire, moltiplicare, accrescere, arricchire.

2 Corinzi 9, 6-11. Ora, e lui li sta usando nel contesto, si tratta di dare offerte in chiesa.

Or questo dico: Chi semina scarsamente mieterà altresí scarsamente; e chi semina generosamente mieterà altresí abbondantemente.
Ciascuno faccia come ha deliberato nel suo cuore, non di malavoglia né per forza, perché Dio ama un donatore allegro.
Ora Dio è potente di fare abbondare in voi ogni grazia affinché, avendo sempre il sufficiente in ogni cosa, voi abbondiate per ogni buona opera,

Aprirà le finestre del cielo e riverserà benedizioni spirituali, materiali, sociali e complete sulla vostra vita finché, per usare letteralmente le ultime parole di quel testo, non ci sarà più spazio. John Bunyan che non era chissà quale poeta,  disse una volta,  there was a man, some called him mad,  the more he gave, the more he had. Che tradotto in modo poeticamente miserrimo sarebbe c’era un uomo, alcuni lo chiamavano pazzo, più dava via, più ne aveva un mazzo.

Ero solito essere nel consiglio di un’organizzazione cristiana nazionale e una volta alla riunione, e l’ho sentito con le mie orecchie, c’era un uomo anziano lì in quel consiglio che aveva circa 90 anni. Aveva fatto fortuna negli affari in Alabama. Aveva passato l’attività ai figli. Erano ben forniti e lui non solo aveva un’attività straordinaria, ma i suoi investimenti erano grandiosi.

Così l’ho sentito alzarsi in piedi in questa riunione del consiglio e dire: Fratelli, sono un uomo anziano e sono ricco. Voglio promettervi che quando ci incontreremo per la nostra prossima riunione del consiglio, tra 12 mesi, avrò donato tutta la mia fortuna all’opera della chiesa cristiana. Quindi, tutti non vedevano l’ora di tornare 12 mesi dopo.

12 mesi dopo, abbiamo un’altra riunione del consiglio. Il vecchio è lì. Si alza vergognoso e dice: fratelli, voglio chiedervi perdono. Dice: Non ho dato via tutta la mia ricchezza. Ci ho provato. Credetemi, ci ho provato.

Ho donato milioni di dollari al lavoro della chiesa e più ne donavo, più Dio benediceva i miei investimenti e ora sono almeno ricco quanto lo ero un anno fa. E vi chiedo perdono. C’era un uomo, alcuni lo chiamavano pazzo.

Più dava via, più ne aveva un mazzo. Perciò vi invito a obbedire a Dio e a fare ciò che dice qui. Portate tutta la vostra decima nel magazzino e mettete alla prova Dio e vedete se lo fate, se aprirà o meno le finestre del cielo e riverserà piogge torrenziali di benedizione sulla vostra vita, materialmente e spiritualmente.

Mettete alla prova Dio come vi ha comandato. Fedelmente, regolarmente, attentamente, sistematicamente, dategli esattamente ciò che vi ha comandato del vostro reddito. Praticate la decima nel più pieno senso biblico della parola e guardate cosa farà Dio.

Vedete se sarà fedele alla sua promessa. Il giusto dare è una parte essenziale del giusto vivere. Il vivere non è giusto quando il dare è sbagliato.

E il dare è sbagliato quando rubiamo la porzione di Dio e la spendiamo per noi stessi. Vi chiedo, amati, avete derubato Dio? Nessun uomo ha mai perso nulla servendo Dio con tutto il cuore. E nessun uomo ha mai guadagnato nulla servendolo a mezzo cuore.

Ascoltate ancora Pink. Supponete forse che Dio Onnipotente rimarrebbe vostro debitore? Supponete forse che l’Altissimo vi permetterebbe di essere dei perdenti perché siete fedeli alla sua parola e obbedienti alla sua volontà e gli date la decima del vostro reddito? Perché, ovviamente non è così. E lo ripetiamo, la grande ragione per cui così tante persone di Dio sono povere è perché sono state infedeli con i soldi che Dio ha dato loro. Hanno derubato Dio. Non c’è da stupirsi che abbiano sofferto avversità e disgrazie. Non c’è da stupirsi.

Alcuni di noi, ha detto, hanno bisogno di rileggere le nostre Bibbie sull’argomento dei principi e delle condizioni della prosperità temporale. Alcuni hanno bisogno di imparare che il Dio del Nuovo Testamento è il Dio dell’Antico Testamento e che non cambia. Dio non varia i principi del suo governo.

Il Dio che diede raccolti abbondanti a un popolo ai tempi dell’Antico Testamento che lo onorò e mantenne la sua parola è lo stesso Dio che è sul trono oggi e lo stesso Dio che dà raccolti abbondanti e prosperità negli affari a coloro che lo onorano. Mettetelo alla prova e vedete se non è vero. Ora, Dio giudicò Israele e distrusse molte migliaia di persone in Israele perché osarono mettere alla prova Dio. Disse loro, come osate mettermi alla prova? Ma vedete, la differenza è che loro misero alla prova Dio senza un comando da parte di Dio di metterlo alla prova. E così il loro mettere alla prova Dio era radicato nell’audacia e nell’incredulità. E così Dio li ha distrutti.

Ora, se non mettiamo alla prova Dio quando ce lo chiede, ci punirà per la nostra audacia nel disobbedirgli. Quando Dio dà un comando, dobbiamo obbedirgli. Dice: portate tutta la decima nella casa del tesoro e mettetemi alla prova. E vedete se non aprirò le finestre del cielo e riverserò benedizioni sulla vostra vita finché non ci sarà più spazio.

Bene, facciamo qui alcune applicazioni conclusive. Con il deterioramento della decima è arrivato il deterioramento della civiltà occidentale.

Pertanto, per quanto possa sembrare scioccante, i cristiani sono in gran parte responsabili del disastroso stato di cose in America oggi. Con il deterioramento delle decime, abbiamo assistito al declino e alla scomparsa delle istituzioni che gestiscono le decime, della chiesa e del suo diaconato, insieme alle associazioni volontarie di cristiani finanziate privatamente che lavorano nei settori della salute, dell’istruzione e del welfare. E con il declino delle istituzioni che gestiscono le decime, abbiamo assistito nel XX secolo all’ascesa del welfare finanziato dallo Stato, del socialismo e del fascismo che ci hanno portato una maggiore povertà, un deterioramento dell’istruzione, un peggioramento della salute, una diminuzione della prosperità e della sicurezza, l’aumento della violenza e del terrorismo, un’aumento dell’inflazione, una diminuzione della produttività, una diminuzione della libertà e la perversione della giustizia.

Abbiamo assistito al trasferimento di potere e prosperità in questo paese dai cristiani che pagavano la decima ai pagani, agli umanisti e ai tiranni. E con questo trasferimento, stiamo assistendo al declino spirituale e morale dell’America. Se 20 milioni di cristiani, se 20 milioni di cristiani guadagnassero 30.000 dollari all’anno, se 20 milioni di cristiani dessero la decima, le entrate totali della chiesa sarebbero di 60 miliardi di dollari.

Ciò equivale a 10.000 volte di più di quanto viene dato dalla chiesa. Inoltre, tale decima ridurrebbe le imposte federali e statali sul reddito di almeno 20 miliardi di dollari all’anno. E il risultato, ha detto uno, sarebbe un netto spostamento di potere verso di noi e via da loro.

Ora, cos’è la decima? La decima è un decimo del tuo guadagno. Un decimo del guadagno del tuo lavoro. È la tassa di Dio per l’uso che fai della sua proprietà.

Deuteronomio 14 dice che la decima doveva essere pagata su tutto l’incremento delle tue sementa. Ciò significa, amati, che la decima non era sulla crescita. Non era sul reddito lordo.

Era sull’aumento del tuo reddito, che il profitto lordo rispetto al profitto netto non ha alcun significato nella Scrittura. Il profitto nella Scrittura è semplicemente l’aumento oltre l’investimento originale.

Ciò non significa che i costi non siano deducibili prima che venga pagata la decima. Tutti i costi necessari per la produzione di profitto sono deducibili prima che venga determinato un profitto o un aumento. In linea di principio, tutti i costi che sono ingredienti necessari per la produzione di un raccolto non devono essere conteggiati come profitti.

Poiché una decima viene riscossa sugli incrementi che sono rendimenti di qualche forma di impresa produttiva, capitale o servizio, ci sono alcuni tipi di incremento su cui non si deve pagare la decima. Eredità e doni. E nell’Antico Testamento, le decime devono essere pagate sul nostro incremento prima che utilizziamo il nostro guadagno.

Nell’Antico Testamento, c’era un sistema di decime. C’erano tre decime di cui tutto il popolo di Dio era responsabile. Una era la decima del Signore. Sei anni su sette per i prodotti agricoli e sette su sette per l’aumento del gregge o della mandria.

E questo serviva a finanziare il ministero dei Leviti e l’istruzione di Israele. Oggi diremmo che la decima del Signore, quel decimo di cui parliamo nelle chiese, è per l’esecuzione del Grande Mandato. Nelle Scritture c’è anche una decima della gioia. Una decima addizionale ogni terzo anno.

Ecco dove la maggior parte di noi è fedele in un modo o nell’altro. E questo è un ammontare stabilito del vostro reddito che deve essere speso con la vostra famiglia, godendovi la vita e la bontà di Dio e la ricchezza della Parola di Dio. Un altro termine sarebbe la decima per le vacanze.

Poi c’è una terza decima, che veniva riscossa solo il sesto anno. E questa è una decima per i poveri. Questa è una percentuale del vostro denaro che viene spesa per alleviare i bisogni materiali, fisici e finanziari dei fratelli e delle sorelle in Cristo che si trovano nel bisogno.

Ed è per questo che da 30 anni abbiamo un fondo per le famiglie bisognose nella nostra chiesa. Non è una voce di bilancio. È finanziato dai doni del popolo di Dio, dalle decime per i poveri del popolo di Dio con le quali abbiamo cercato, tramite donazioni e prestiti senza interessi, di tenere le persone della chiesa lontane da ogni possibile disagio e imbarazzo finanziario. E nel corso degli anni, migliaia di dollari sono stati distribuiti. E a partire dalla prossima quinta domenica, ogni quinta domenica, riceveremo una seconda offerta in cui potrete mettere la vostra decima per i poveri in quella seconda offerta per il fondo per le famiglie bisognose per assistere chiunque sia nel bisogno, qualsiasi fratello o sorella in Cristo.

Quindi la decima del Signore era per l’esecuzione del Grande Mandato. La decima della gioia era una percentuale fissa del vostro reddito da spendere con la vostra famiglia godendo della bontà di Dio. E la terza era una decima per i poveri. Quella doveva essere spes per alleviare i bisogni di chi è povero.

Ora le scuse che la gente dà per non dare la decima sono incredibili. Ci sono alcuni che dicono, beh, non siamo più sotto l’Antico Testamento.

Quindi la decima non è più obbligatoria poiché siamo sotto la grazia. Bene, non solo hai l’Antico Testamento, ma hai anche il Nuovo Testamento, che parla della natura obbligatoria della decima. Ne citerò solo uno tra i tanti.

Ci sono 1 Corinzi 9; 2 Corinzi 8. Ma ascoltate cosa disse Gesù in Matteo 23, 23, che si trova nel Nuovo Testamento. Disse questo: Guai a voi, scribi e farisei, ipocriti, perché pagate la decima  della menta, dell’aneto e del comino, cioè siete molto specifici nella decima, e precisi, come dovreste essere, e avete trascurato le disposizioni più gravi della legge, la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Ma queste sono le cose che avreste dovuto fare senza trascurare le altre.

Quindi dice che non è che dare la tua decima precisa sia sbagliato, semplicemente non hai eseguito l’intero comando. La decima, così come la giustizia e la misericordia, sono nostro dovere.

Ecco un’altra scusa che le persone danno per non pagare la decima.

Tutto il mio denaro va a sostenere la mia famiglia, a pagare le bollette, e il resto è stato divorato dalle tasse. La Bibbia insegna che la nostra prima responsabilità è verso il Signore, non verso le nostre famiglie. Ricordate cosa disse Malachia.

Ha detto, portate tutta la decima nella casa del tesoro e mettetemi alla prova, e vedete se non riverserò sulla vostra famiglia più benedizioni di quante ne possiate ricevere. Oh, ecco un’altra scusa. L’ho già sentita.

Io do quando lo Spirito Santo mi spinge a farlo. La risposta che ho a questa scusa, tratta da un libro sulla decima, è che la decima efficace spesso non nasce da sentimenti spontanei di benevolenza, ma da un piano sistematico e coerente di donazione. Il nostro impulso nel dare la decima non dovrebbe essere l’emozione, ma un sano giudizio e discernimento.

E aggiungerei che lo Spirito Santo ci porta sempre a obbedire alla Bibbia. Ma ora sapete quali sono le due scuse più comunemente usate per la decima, e le ho sentite entrambe. Non me lo sto inventando.

La prima scusa più popolare per non pagare la decima è: non guadagno abbastanza soldi per pagare la decima. Bene, perché pensi di non guadagnare abbastanza soldi? Ci hai mai pensato? Cammina per fede e non per visione. Quella scusa, non guadagno abbastanza soldi, è radicata nell’incredulità. Forse il fatto che non paghi la decima è la ragione per cui non hai abbastanza soldi.

Ma ora sapete qual è la seconda scusa più frequentemente data? È vero e la gente me l’ha data. Guadagno troppi soldi.

Joe, se sapessi quanti soldi guadagno, non mi chiederesti di pagare la decima. Ho risposto, invece lo faccio, ed è per questo che te la chiedo. Ora, cosa dici di quella scusa, guadagno troppi soldi? Bene, quella scusa nasce dall’ingratitudine verso Dio.

Ascolta, ti dirò che questa è la tua scusa, Deuteronomio 8:18 e 19.

18 Ma ricordati dell’Eterno, il tuo DIO, perché è lui che ti dà la forza per acquistare ricchezze, per mantenere il patto che giurò ai tuoi padri come è oggi.
19 Ma se tu dimentichi l’Eterno, il tuo DIO, per seguire altri dèi e per servirli e prostrarti davanti a loro, io dichiaro solennemente contro di voi quest’oggi che per certo perirete.

Ora, lasciate che vi avverta di un cattivo atteggiamento in tutto questo. Assicuratevi che questa non sia la vostra scusa.

Dite invece: Adoro il terzo capitolo di Malachia, e lo farò. Comincerò a pagare la decima così da poter incassare questa prosperità che Dio dice che riverserà a dirotto sulla mia vita. Comincerò a dare la decima.

Lasciatemi leggere un brano di Hugh e Kay Martin: Dio non è una specie di slot machine che fa jackpot per i donatori generosi. Le benedizioni scorrono naturalmente verso gli individui e le nazioni che mettono Dio al primo posto nella loro vita.

La decima fedele è solo una prova della sottomissione di queste persone all’autorità di Dio. La decima è il riconoscimento tangibile della sovranità di Dio e della sua signoria in ogni aspetto della nostra vita. Ora, vorrei che usaste la vostra immaginazione per un minuto e pensaste a come sarebbe la vita in questa nazione se la stragrande maggioranza dei cristiani praticasse la decima.

Questo è tratto dallo stesso libro sulla decima di Hugh e Kay Martin. Dicono, lasciamo che la nostra immaginazione voli per un momento mentre immaginiamo un mondo in cui una civiltà cristiana dominante trasforma il panorama culturale. In un mondo del genere, i matrimoni duraturi con figli sani e rispettosi saranno la norma.

Perversione e dissolutezza saranno l’eccezione e le mogli saranno grate di restare a casa a crescere una famiglia. I centri di adozione supereranno di gran lunga i centri per l’aborto e l’AIDS sarà confinato a una minoranza promiscua. Film e televisione raccoglieranno i loro maggiori profitti quando ritrarranno decenza, compassione e verità.

La maggior parte dei genitori opterà per scuole che sottolineano l’eccellenza accademica e il rispetto per la legittima autorità cristiana. Il sistema giudiziario punirà i criminali e risarcirà le vittime. Un’economia basata su una moneta solida e una spesa controllata incoraggerà la gestione oculata e l’iniziativa privata.

La riduzione delle tasse e delle regolamentazioni, abbinata a reti informatiche decentralizzate ad alta tecnologia, scatenerà una grande ondata di innovazione e prosperità. Una nuova era di ottimismo, sicurezza e affidamento eleverà lo spirito umano. Le chiese devote saranno piene fino all’inverosimile e i membri saranno ansiosi di contribuire con le loro competenze e risorse.

La riverenza per Dio e la sottomissione alla sua autorità saranno il carattere standard in base al quale tutti gli uomini saranno giudicati. C’è qualcuno qui che non vorrebbe vivere in quel tipo di cultura? Questo è il tipo di cultura che è sempre risultata e sempre risulterà quando il potere viene spostato dagli empi ai fedeli che pagano la decima e amano il Signore Gesù Cristo. Quindi qual è lo scopo della decima e del pentimento? Qual è lo scopo? La decima ha uno scopo molto pratico e spirituale.

Ci ricorda la rivendicazione di Dio su di noi come nostro Signore e Salvatore. Non pagare la decima significa negare Dio come vostro Signore e Salvatore. Lasciate che lo ripeta.

Non pagare la decima, non pagare a Dio la tassa da Lui comandata per l’uso della sua proprietà, non pagare la decima significa derubare Dio e rinnegare Cristo come vostro Signore e Salvatore. La decima è la tassa di Dio sul nostro uso della sua terra, proprio come il Sabato settimanale è la tassa di Dio sul nostro uso del suo tempo.

Ed entrambi ci ricordano che noi, essendo stati redenti da Gesù Cristo, ora apparteniamo corpo e anima in tutto ciò che possediamo e in ogni secondo della nostra vita, in tutto ciò che siamo e in tutto ciò che abbiamo apparteniamo a Gesù Cristo nostro Signore. Stai derubando Dio? Se lo stai facendo, porta tutta la decima nella casa del tesoro e metti alla prova Dio. E vedi se ti lascerà in sospeso.

Preghiamo. Ti ringraziamo, Dio benedetto, per queste gloriose promesse di Cristo secoli prima della sua venuta. Ti ringraziamo per il loro esatto adempimento e perché fino a oggi sperimentiamo gli effetti di quel adempimento. Ti ringraziamo per questa gloriosa promessa. Donaci la fede per crederci e praticarla. Preghiamo per amore di Gesù, amen.


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