Un libro dedicato alle domande dovrebbe riconoscere il contributo di coloro che le hanno poste. Alcuni erano ospiti di podcast. Alcuni erano studenti. Altri erano lettori, ascoltatori, pastori, medici, educatori, genitori e amici. Molti dei capitoli di questo libro sono nati da una domanda posta in una conversazione, una corrispondenza o una discussione informale: queste domande hanno plasmato non solo i singoli capitoli, ma anche la direzione dell’intero progetto.
Per oltre otto anni, molte di queste conversazioni si sono svolte pubblicamente insieme al Reverendo Charles Roberts, attraverso il podcast “Out of the Question”. Le sue acute osservazioni, le sue intuizioni bibliche e la sua disponibilità ad affrontare anche gli argomenti più difficili hanno contribuito ad affinare sia le discussioni che le idee che alla fine sono confluite in queste pagine.
Anche mio marito, Ford, merita un ringraziamento speciale. Ha ascoltato ogni episodio del podcast, spesso più di una volta, e rimane il mio più fedele sostenitore, critico costruttivo e fan entusiasta. Pochi autori hanno la fortuna di avere un pubblico iniziale così devoto.
Sono in debito con un mentore, collega, amico e occasionale nemico che preferisce rimanere anonimo. La sua disponibilità a mettere in discussione le mie convinzioni mi ha spesso spinto oltre la mia zona di comfort intellettuale. Le nostre discussioni non sono sempre state tranquille e a volte hanno
assomigliato più a dibattiti accesi che a conversazioni educate. Eppure questi scambi hanno affinato il mio pensiero, aiutandomi al contempo a rimanere fedele alle mie convinzioni. Ogni scrittore trae beneficio dall’avere qualcuno che non si accontenta di risposte facili.
Sono anche grato alla Chalcedon Foundation e ai suoi dirigenti e al suo staff (in particolare Jill Rouse) che hanno hanno fedelmente sostenuto, incoraggiato e facilitato le numerose iniziative che rendono possibili progetti come questo. Il loro contributo spesso avviene dietro le quinte, ma è stato fondamentale per gran parte del lavoro che ho avuto il privilegio di svolgere.
Soprattutto, ringrazio Dio, che non si lascia mai intimidire dalle domande sincere e la cui Parola rimane il metro di giudizio con cui ogni domanda – e ogni risposta – deve essere infine valutata.
A tutti coloro che hanno partecipato a queste conversazioni – ponendo domande, offrendo risposte, mettendo in discussione presupposizioni o incoraggiando la ricerca della verità – grazie.