In questa provocatoria critica della pratica ecclesiale moderna, Bojidar Marinov trae dalla Bibbia, dalla prima chiesa, dalla storia della Riforma e da molto altro per sfidare quel tipo di grette forze provinciali che il gigante della Riforma Herman Bavink definì come “falso conservatorismo”. Anche se può colpire l’orecchio moderno come peculiare, la visione riformata di cambiamento sociale di Bavink era tutt’altro che unica quando notava che “Un certo radicalismo è necessario per ripristinare l’equilibrio” e “per rendere possibile ulteriore sviluppo” e per il levarsi di un nuovo gruppo che “Getti via il giogo della schiavitù e assuma di nuovo la causa dell’indipendenza umana e della libertà cristiana”. Tali “punti di svolta nella storia” possono essere più frequenti di quanto possiamo immaginare se ritorniamo alla fede dei nostri padri. Citando innumerevoli Confessioni e teologi Riformati, Marinov perora la causa di un ritorno proprio a quel tipo di “radicalismo che può rendere ancora una volta possibile un punto di svolta.