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IL NUOVO SECOLO SCURO DEL CRISTIANESIMO

Proprio quello di cui il mondo non aveva bisogno!

Oggi il cristianesimo è marginale per quel che concerne l’istruzione nella nostra cultura. Ma, cosa ancora più problematica, l’istruzione è marginale per quel che concerne il cristianesimo. L’idea che lo Spirito Santo operi per il tramite del rinnovamento della mente, come insegnato dalla Bibbia, è stata sostituita dall’idea che lo Spirito Santo operi attraverso la rimozione della mente. La consacrazione della mente a Dio nel servizio del suo Regno è oggi vista con sospetto, soprattutto dagli evangelicali, per i quali l’anti-intellettualismo è diventato quasi un dogma di fede. Questa situazione è in atto da molto tempo, eppure continua a peggiorare. Quando ero un giovane cristiano di circa vent’anni, venivo costantemente incoraggiato dai miei amici carismatici più spirituali a bruciare i miei libri. Questi fratelli insistevano sul fatto che il mio interesse per la lettura fosse d’ostacolo per l’opera dello Spirito Santo nella mia vita. Ma almeno le persone leggevano la Bibbia e la prendevano sul serio, anche se spesso interpretavano male i suoi insegnamenti e insistevano sul fatto che tutto ciò di cui avessero bisogno fossero loro stessi, la Bibbia – che leggevano solo tradotta (ignorando la folla di traduttori che li circondava) – e la guida dello Spirito Santo.

Oggi, a distanza di quarant’anni, della Bibbia si fa quasi a meno del tutto. Le persone affermano di credere nella Bibbia, ma ciò nella pratica significa ben poco, tranne forse in alcune chiese riformate, dove le cose sono un po’ diverse e alle Scritture viene ancora data attenzione superficiale. Per il resto, al fine di ricevere guida, le persone si affidano sempre più spesso a ciò che chiamano “segni”, vale a dire rivelazioni personali sotto forma di visioni o “segno”, non su ciò che insegna la Bibbia. Tali segni si affacciano alla mente delle persone. Ci si può sentir dire cose come: “Ho ricevuto un segno. Non so cosa significhi, ma penso che sia per te”. Nei gruppi d’incontro casalinghi ci si chiede a vicenda: “Dio ti ha parlato questa settimana, hai ricevuto qualche segno?”. Caratteristica fondamentale di tali “segni” è l’essere razionalmente esogeni, dato che, come viene creduto, lo Spirito Santo non utilizza la nostra mente, ma piuttosto la scavalca. Quando si consulta la Bibbia, la si usa come fonte di citazioni per i “segni”, una sorta di lotteria biblica, in cui i testi vengono estrapolati dal contesto e lo scopo non è quello di comprendere il messaggio delle Scritture citate, bensì di giustificare e dar maggiore forza ai “segni”, i quali hanno un’importanza primaria. Anche se, a dire il vero, pure questa finzione di impegno nei confronti delle Scritture non è ormai più molto in voga. L’uso della mente in questa prospettiva è poco spirituale e necessariamente incompatibile con l’essere guidati dallo Spirito Santo. A volte si ha l’impressione di trovarsi in una società analfabeta appartenente ad un’era precedente lo sviluppo della lingua scritta. Ho sentito cristiani insistere sul fatto che la mente e la comprensione razionale rappresentino seri ostacoli all’opera dello Spirito Santo nelle nostre vite e si ritiene che lo Spirito Santo non possa lavorare con persone che usano il proprio intelletto. Questo, per quanto ne so, non è mai accaduto prima nella storia del cristianesimo, tranne che tra le sette e i culti eretici.[20] È un rifiuto completo sia di ciò che insegna la Bibbia, perché ci è stato comandato di adorare, cioè di servire, Dio con tutto il nostro essere, compresa la nostra mente (Mt 22:37); sia un rifiuto della fede storica che comporta gravi problemi per la comunità cristiana e per il Grande Mandato. Pare che le Chiese, in particolare quelle evangelicali, vogliano con determinazione addentrarsi in un proprio secolo scuro, in un’età in cui la fede diventi un culto misterico socialmente irrilevante.

Ciò di cui abbiamo bisogno è riportare al centro della fede cristiana un rinnovato impegno per l’apprendimento e la comprensione; approntare, quindi, una dimostrazione plastica di tale comprensione nel modo in cui viviamo come comunità vera e propria, determinata a presentare al mondo il vero ordine sociale: il Regno di Dio. Ovviamente, tutto ciò deve essere perseguito nello Spirito, vale a dire cercando l’aiuto, la guida e la potenza dello Spirito Santo in tutta la persona e nell’interezza della vita. Ma l’esclusione deliberata di un aspetto così importante della vita umana come la funzione, l’uso e l’importanza della mente per quel che riguarda la pratica della fede cristiana non può che essere di gravissimo danno non solo per il singolo credente, ma anche per la comunità cristiana tutta, il mondo e il Regno di Dio, il quale è destinato a crescere e alla fine sostituire la cultura senza dio che ci circonda. O invertiamo questa tendenza disastrosa o la comunità cristiana entrerà in un nuovo secolo scuro di ignoranza in cui i ciechi inciamperanno da un fosso all’altro in un inutile vagabondaggio nel deserto, fino a quando Dio non susciterà una nuova generazione che lo servirà, una generazione disposta a lasciarsi guidare e rafforzare per il tramite del rinnovamento della mente da parte dello Spirito Santo. “Fratelli, non siate fanciulli per senno; siate pur bambini quanto a malizia, ma quanto al ragionare siate uomini compiuti.” (1 Cor 14:20).

 

[20] Tra i culti eretici protestanti questo tipo di utilizzo delle Scritture risale almeno alla setta pietistica fondata dal conte Nikolaus von Zinzendorf all’inizio del XVIII secolo. Secondo Arthur J. Freeman, Zinzendorf incoraggiò l’uso devozionale delle Scritture. Nel 1731 inaugurò l’usanza del calendario da leggere ogni giorno, permettendo così un approccio alle Scritture senza la preoccupazione della comprensione contestuale dei passaggi presentati (www.zinzendorf.com/pages/index.php?id=zinzendorfs-theology). A quanto pare, Zinzendorf aveva anche una fila di figure umane senza testa nella sua chiesa per dimostrare l’idea che i misteri della fede cristiana potevano essere compresi solo dal cuore e non dall’intelletto. Su questo e sulla natura sessuale perversa del culto vedasi anche R. J. Rushdoony, Revolt Against Maturity (Vallecito, CA: Ross House Books, [1977] 1987), p. 46 ss.


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