• 5

GNOSTICISMO O REGNO DI DIO?

Lo gnosticismo continuerà in vari modi a minare la fede cristiana fino a quando l’antropologia che lo sorregge e lo guida non verrà combattuta ed eradicata. Molti cristiani intenzionati a sfidare lo gnosticismo non si staccano dall’antropologia animistica che vi è alla base e, quindi, i loro sforzi per affrontarlo non portano a nulla e nulla spostano. Assalire l’antropologia animistica significherebbe privare lo gnosticismo di ciò che gli dà vita. Sarebbe inutile inveire contro lo gnosticismo senza essere disposti a disfarsi della concezione greco-romana dell’anima su cui esso si fonda. Infatti, tutto gira attorno a questo punto. Finora la Chiesa, in tutti i suoi rami, si è dimostrata riluttante ad abbandonare questa falsa dottrina. Lo spettro dell’animismo ancora incombe sull’antropologia della Chiesa e ciò risulta fatale per l’ulteriore progresso del Grande Mandato. Sono persuaso del fatto che affrontare questo problema sia imprescindibile, se si desidera sperimentare qualsiasi altro passo in avanti.

L’animismo è la credenza nell’esistenza dell’anima. Con il termine anima intendo il concetto di anima nel senso pagano e greco-romano, non l’anima nel senso biblico di nephesh, cioè l’alito di vita. Il catarismo è probabilmente la più nota e la più riconosciuta delle molte eresie gnostiche che si fondavano su questa credenza e sull’idea di base della salvezza come fuga dell’anima dalla materia fisica – che si riteneva fosse la creazione del demiurgo o di Satana, non di Dio – e il suo ritorno all’essenza divina di cui si credeva fosse una scintilla. Questo sistema dualistico di credenze emerse presto nella storia della Chiesa in molte forme e manifestazioni diverse: dalle prime sette gnostiche ai messaliani, pauliciani, bogomili, catari e così via. Ma la prospettiva dualistica, a parte che in queste correnti eretiche – le quali come tali furono condannate dalla Chiesa – si è manifestata anche all’interno delle Chiese ortodosse stesse come visione di base della realtà. Il dualismo forma/materia o spirito/materia di Platone e del paganesimo greco-romano fu trasformato nel dualismo grazia/natura della Chiesa romana medioevale e venne successivamente ereditato dalla Chiesa nell’età moderna, anche da quelle protestanti, comprese le Chiese riformate. Questo dualismo non ha a che fare soltanto con una credenza relativa alla salvezza, anche se naturalmente tale aspetto ne fa parte, ma riguarda altresì la comprensione della natura o della struttura della realtà stessa. Anders Nygren l’ha definita visione del mondo alessandrina[19]. Questa visione della realtà è antitetica a quella biblica, la quale ha un fondamento completamente diverso, vale a dire Creazione/Caduta/Redenzione. Questo non vuol dire che i cristiani influenzati da questo principio dualistico non credano nella Creazione, nella Caduta e nella Redenzione come dottrine bibliche, ma piuttosto che queste non vengano viste come il fondamento della loro comprensione della realtà, come la loro teoria del tutto. Il loro cristianesimo viene pertanto a fondersi con questa idea dualistica pagana e, di conseguenza, assume tratti sincretistici. Nel momento in cui questo dualismo continua ad ispirare la loro teologia e la loro comprensione della natura e dello scopo della redenzione, ciò che essi percepiscono come il piano superiore della realtà, il mondo spirituale, sarà sempre visto in antitesi con quello che percepiscono come il piano inferiore della realtà, il mondo della materia fisica, e quindi la loro comprensione della spiritualità ne verrà condizionata. Ciò riguarda la loro comprensione della natura della realtà, ma ovviamente influisce anche sulla loro dottrina della redenzione.

Il catarismo fiorì nel sud-ovest dell’attuale Francia (Linguadoca) nel XII e XIII secolo, ma le credenze di questa setta eretica risalgono a molto prima. A volte ci si riferisce ai catari chiamandoli albigesi. I catari presero il loro credo dualistico dai bogomili. Il termine inglese bugger (‘omosessuale’) deriva da questa setta eretica perché i bogomili erano bulgari. Bugger, una corruzione di bulgaro, stava a significare in origine pertanto eretico, cioè un seguace dell’eresia bulgara (bogomilismo), venendo però in seguito associato alla sodomia perché i Catari, seguaci di quella eresia, erano accusati di tale pratica. Per quanto ne so, non vi sono prove a supporto di ciò, ma poiché teoricamente credevano ed insegnavano che il sesso fosse sbagliato, giacché andava ad intrappolare scintille di divinità in corpi fisici, i loro oppositori pensarono che i catari dovessero darsi a pratiche sessuali innaturali; da qui l’accusa di sodomia (“Credi che il sesso sia peccaminoso perché porta alla nascita di bambini? Allora, devi essere un sodomita” – un ragionamento non molto intelligente, per non dire altro). Una tale accusa ricorre spesso in queste situazioni e a volte è difficile capire se sia vera. Nel caso dei catari, tuttavia, da quanto ho letto, non sembra esserci alcuna prova concreta a supporto della sua veridicità. Il fatto è che, nonostante il loro teorico rifiuto del sesso, essi lo praticavano comunque. Il sesso extraconiugale, infatti, era visto come meno problematico. Era quello coniugale ad essere aborrito maggiormente, poiché, secondo la loro concezione, era quello che avrebbe portato più facilmente alla procreazione: avevano vari dispositivi contraccettivi, alcuni magici ed inutili, altri forse un po’ più efficaci. Questo aspetto fa sì che si possa annoverare il catarismo tra le peggiori eresie. Gli effetti pratici di questa eresia erano tutt’altro che lontani dal mondo della vita quotidiana. Il catarismo demonizzava il matrimonio, o almeno il sesso coniugale, ma vedeva quello promiscuo extraconiugale come meno problematico, nonostante la condanna teorica della carnalità. Ovviamente il catarismo è una manifestazione particolare della visione gnostica del mondo. Dicendo che lo gnosticismo continua oggi in qualche forma, non sto dicendo che tutti coloro che ne sono influenzati accettino tutto ciò che insegnavano i catari o tutte le altre sette gnostiche. Il problema è la visione dualistica di base della realtà e dell’anima, la quale può manifestarsi in vari modi. Dal punto di vista biblico, gli esseri umani non hanno un’anima, cioè non sono fatti di due parti inconciliabili, spirito e materia. Una tale visione è pagana. La Scrittura ci dice che quando Giacobbe scese in Egitto settanta anime (nephesh) scesero con lui (Gen 46:26-27). Questo significa che scesero come spiriti disincarnati e che i loro corpi rimasero a Canaan? Certo che no! Significa che settanta esseri umani scesero in Egitto. Questa non è la nozione pagana greco-romana di anima. La nozione biblica di anima non è la stessa di quella greco-romana. Gli esseri umani sono anime. Dio soffiò in Adamo l’alito di vita ed egli, creazione fisica, divenne un’anima vivente. Io non ho un’anima, sono un’anima. Quando moriamo, l’alito di vita (nephesh) ci lascia e cessiamo di essere anime viventi. Ciò che ci rende umani non è il possesso di un’anima, visto che pure gli animali hanno il soffio vitale (nephesh, cfr. Eccl 3:21), ma l’essere stati creati ad immagine e somiglianza di Dio. Finché i cristiani non si sbarazzeranno di quest’ultima traccia di animismo dalla loro antropologia, non riusciranno a sradicare lo spirito dello gnosticismo, la visione del mondo alessandrina, dalla loro vita. Così questa prospettiva religiosa pagana continuerà ad intralciare i loro tentativi di ammaestrare le nazioni, di fare discepoli tutti i popoli, perché l’idea di base di questa visione della salvezza è la fuga dal mondo, non la trasformazione del mondo nel Regno di Dio. La Bibbia non insegna una dottrina della liberazione spirituale dalla materia. Insegna la liberazione dal peccato, che è la trasgressione della legge di Dio, e la resurrezione del corpo. Fino alla resurrezione del corpo il nostro compito è quello di fare discepoli tutti i popoli e, quindi, quello di trasformare il mondo. Il Regno di Dio deve crescere fino a destituire e sostituire gli ordini sociali secolari e idolatri che dominano le nazioni. Il Signore Gesù Cristo non tornerà fino a quando i regni di questo mondo non saranno diventati il Regno di nostro Signore e del suo Cristo. La prospettiva dualistica esercita opposizione a questa agenda biblica scambiando il Grande Mandato e la ricerca del Regno di Dio sulla terra con un programma di evasione basato su questa falsa visione dualistica della realtà e della salvezza.

[19] Andres Nygren, Agape and Eros (London: SPCK, 1957, trad. Philip S. Watson).


Altri Libri che potrebbero interessarti