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Come quando arriva il sole, la tenebra non ha più vigore e, se rimane in qualche luogo, viene scacciata; così da quando è giunta la divina manifestazione del Dio Verbo, la tenebra degli idoli non ha più forza, ma tutte le parti del mondo, in ogni luogo, sono illuminate dal suo insegnamento.

Atanasio L’Incarnazione del Verbo [55]

 

 

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LA SPERANZA

Questo è un libro sulla speranza. Per troppo tempo i cristiani sono stati caratterizzati da disperazione, sconfitta e ritirata. Per troppo tempo, i cristiani hanno dato ascolto a false dottrine che insegnano che siamo destinati al fallimento, che i cristiani non possono vincere, hanno dato ascolto alla nozione che, finché Gesù non ritorna, i cristiani cederanno continuamente terreno al nemico. Ci veniva detto che il futuro della chiesa doveva essere un costante scivolare nell’apostasia. Alcuni dei nostri leader ci hanno informati tristemente che stiamo vivendo in una “epoca Laodicea” della chiesa (un riferimento alla “tiepida” chiesa di Laodicea descritta in Ap. 3:14-22). Ogni scoppio di una nuova guerra, ogni aumento delle statistiche sulla delinquenza, ogni nuova evidenza dello sgretolamento della famiglia, veniva spesso visto, stranamente, come un progresso, un passo in avanti verso l’atteso obbiettivo del collasso totale della civilizzazione, un segno che Gesù sarebbe potuto venire a soccorrerci in qualsiasi momento. Progetti d’impegno sociale erano guardati con scetticismo: si assumeva spesso che chiunque cercasse effettivamente di migliorare il mondo non potesse veramente aver creduto la bibbia, perché la bibbia insegnava che questi sforzi erano destinati ad essere futili; come sentenziò un famoso predicatore: “Non si lucidano gli ottoni in una nave che sta affondando”. Quello slogan si basava su due presupposti: primo, che il mondo non è nient’altro che una “nave che sta affondando”, secondo, che qualsiasi programma organizzato di ricostruzione cristiana non sarebbe stato altro che “lucidare ottoni”. L’evangelismo era un invito ad unirsi ai perdenti.

Questo aveva radici in due problemi. Uno era un falso concetto della spiritualità. L’idea non biblica della “spiritualità” è che la persona veramente “spirituale” sia quella persona che è in un certo modo “non-fisica”, che non si immischia nelle cose “terrene”, che non lavora molto o pensa intensamente, e che spende la maggior parte del suo tempo meditando di quanto preferirebbe essere in cielo. Finché è sulla terra, però, ha un dovere principale nella sua vita: darsi da fare per Gesù. La persona “spirituale”, in questa prospettiva, è un buono a nulla. Un perdente. Ma almeno è un buon perdente.

L’insegnamento della bibbia è molto diverso. Quando la bibbia usa il termine Spirituale sta generalmente parlando dello Spirito Santo (che è il motivo per cui uso la S maiuscola). Essere Spirituale è essere guidato e motivato dallo Spirito Santo. Significa obbedire i suoi comandi come sono registrati nelle Scritture. Lo Spirituale non è qualcuno che fluttua a mezz’aria e ode strane voci. Lo Spirituale è la persona che fa ciò che dice la bibbia (Ro. 8:4-8). Questo significa, perciò, che dovremmo coinvolgerci nella vita. Dio vuole che applichiamo norme cristiane dappertutto, in ogni area. Spiritualità non significa ritirata e fuga dalla vita, significa dominio. La confessione di fede cristiana più basilare è che Gesù è il Signore (Ro. 10:9-10), Signore di tutte le cose in cielo e sulla terra. In quanto Signore, egli deve essere glorificato in ogni area (Ro.11:36). Nei termini della Spiritualità cristiana, nei termini delle richieste di Dio per un agire cristiano in ogni area di vita non c’è ragione per la ritirata.

Il secondo ostacolo all’azione è stata un’escatologia della sconfitta. La nostra escatologia è la nostra dottrina “delle ultime cose”, ciò che ci attendiamo dal futuro. E non c’è alcun dubbio circa le recenti aspettative di molti cristiani: abbiamo atteso il fallimento. Il mondo, come abbiamo notato in precedenza, è stato considerato una nave che affonda.

Naturalmente, nessun cristiano crede in una sconfitta definitiva. Tutti i cristiani sanno che Dio sarà vittorioso sul diavolo alla fine della storia. Da giovane cristiano, ricordo i miei insegnanti biblici rendermi edotto che avevano dato “una sbirciata all’ultimo capitolo (della bibbia), e i cristiani vincono!” ma questo è esattamente il punto che sto facendo. Secondo certe marche popolari d’escatologia, la vittoria ha luogo solo “nell’ultimo capitolo”. Nel tempo, nella storia, sulla terra, i cristiani perdono. Il mondo sta diventando sempre peggio. L’anticristo sta arrivando. Il diavolo sta facendo funzionare il mondo, e sta diventando sempre più potente. La tua opera per Dio in questo mondo non avrà effetti duraturi, eccetto salvare alcuni individui dall’inferno. Ma è meglio che tu lo faccia presto, in modo da sfuggire in tempo prima che la Tribolazione colpisca. Ironicamente, il messaggio non intenzionale di questo vangelo è: l’Anticristo è in arrivo! C’è qualcosa di terribilmente sbilenco in questa cosa.

Ciò che sto dicendo è questo: L’escatologia della sconfitta è sbagliata. Non è più biblica del suo gemello: il falso concetto di Spiritualità. Al posto di un messaggio di sconfitta, la bibbia ci dà speranza, in questo mondo come nel prossimo. La bibbia ci da un’escatologia di dominio, un’escatologia di vittoria. Questo non è un cieco ottimismo che crede che tutto “si sistemerà in qualche modo”. È una solida, confidente sicurezza basata sulla bibbia che, prima della seconda venuta di Cristo, il vangelo sarà vittorioso nel mondo intero.

Per molti, questo sembrerà incredibile. Va contro l’intero spirito dell’era moderna; per anni, ai cristiani è stato insegnato di aspettarsi la sconfitta.

Sicuramente, è una buona idea essere cauti con “nuove” dottrine. Ogni cosa deve essere controllata sulle Scritture. Una cosa da considerare, comunque, è che l’idea del dominio non è nuova. Di fatto, fino a tempi abbastanza recenti, la maggior parte dei cristiani sosteneva un’escatologia di dominio. La maggior parte dei cristiani lungo tutta la storia della chiesa ha considerato l’escatologia della sconfitta come una dottrina stravagante.

La speranza della conquista mondiale per il cristianesimo è stata la fede tradizionale della chiesa attraverso i secoli. Questo fatto può essere facilmente dimostrato con compiutezza. Lo possiamo vedere nelle parole di sant’Atanasio, il grande padre della chiesa del quarto secolo il cui classico: Dell’Incarnazione del Verbo di Dio rivela la sua poderosa escatologia del dominio. Egli riassume la propria tesi:

Poiché il Salvatore venne ad abitare in mezzo a noi, non solo l’idolatria non aumenta più, ma sta diminuendo e gradualmente cesserà d’esistere. Similmente, non solo la sapienza dei Greci non fa più alcun progresso, ma ciò che soleva essere sta scomparendo. E i demoni, lungi dal continuare a dominare le persone con i loro raggiri, e rivelazioni e stregonerie, sono sgominati dal segno della croce se appena ci provano. Dall’altro lato, mentre l’idolatria e qualsiasi altra cosa che contrasta la fede di Cristo sta giorno dopo giorno traballando e indebolendosi e cadendo, l’insegnamento del Salvatore sta crescendo ovunque! Adorate, dunque, il Salvatore “Che è sopra tutti” e potente, Dio la Parola, e condannate quelli che sono sconfitti e fatti scomparire da lui. Quando il sole si è levato, le tenebre non prevalgono più, se ce ne sono rimaste da qualsiasi parte vengono scacciate via. Così anche, ora che è avvenuta l’epifania divina della Parola di Dio, le tenebre degli idoli non prevalgono più, e tutte le parti del mondo in ogni direzione sono illuminate dal suo insegnamento.

Non si deve supporre che Atanasio fosse solamente un ottimista del pensiero positivo, in relax in un ambiente quieto e pacifico. Al contrario, egli è vissuto nel mezzo di una delle persecuzioni più severe che il mondo abbia mai visto: il tentativo di Diocleziano di obliterare definitivamente la fede cristiana. Più tardi, Atanasio dovette prendere posizione praticamente da solo per 40 anni a difesa della dottrina della Trinità contro rampante eresia, in cinque occasioni esiliato dal governo e a volte a rischio della vita. Di fatto, la sua storia fece nascere un modo di dire: Athanasius contra mundum (Atanasio contro il mondo). Eppure, non perse mai di vista il fatto fondamentale della storia del mondo, che la parola era divenuta carne, conquistando il diavolo, redimendo l’umanità, inondando il mondo di una Luce che le tenebre non possono vincere.

L’escatologia del dominio della chiesa plasmò radicalmente la storia della civiltà occidentale. Si pensi, per esempio, alle grandi cattedrali d’Europa, e le si paragonino agli edifici delle chiese di oggi. Queste vecchie cattedrali, magnifiche opere d’arte costruite nell’arco di decenni e a volte di generazioni, furono costruite per durare secoli, e ci sono riuscite. Ma le chiese evangeliche moderne sono generalmente costruite in modo da durare al massimo una generazione. Non ci aspettiamo di durare abbastanza a lungo da farne uso, e sicuramente non ci aspettiamo che i nostri pronipoti adorino in esse. Non ci aspettiamo neppure di avere pronipoti. Si può tranquillamente dire che il pensiero di discendenti che vivono tra cinquecento anni non è mai nemmeno entrato nella mente della maggior parte degli evangelici di oggi. Eppure, per molti cristiani delle generazioni precedenti, l’idea di generazioni future che beneficiassero delle loro fatiche non era per niente balzana. Costruirono per i secoli.

Osserviamo un campo diverso: l’esplorazione. Non c’è uno storico su cento che conosca ciò che motivò Cristoforo Colombo a cercare una via occidentale per le Indie. Commercio? Sì, quello fu parte della ragione. Più di questo, però, furono le profezie non compiute. Prima di cominciare la sua spedizione, Colombo riempì i suoi diari con citazioni da Isaia ed altri scrittori della bibbia, nelle quali egli descrisse minutamente le numerose profezie che il Grande Mandato di fare discepoli tutte le nazioni del mondo avrebbe avuto successo (cfr. ad es.: Isa. 2:2-5; 9:2-7; 11:1-10; 32:15-17; 40:4-11; 42:1-12; 49:1-26; 56:3-8; 60:1-22; 62:1-12; 65:1-25; 66:1-24). Egli pensò che se le Indie dovevano essere convertite, un percorso via mare sarebbe stato un modo più efficiente di portare loro il vangelo; e diede il credito delle sue scoperte non all’uso della matematica o di carte geografiche, ma piuttosto allo Spirito Santo, che portava a compimento ciò che Isaia aveva predetto. Bisogna ricordare che l’America era stata scoperta molte volte, da altre culture; eppure la colonizzazione e lo sviluppo che ebbero successo avvennero solo nell’epoca delle esplorazioni cominciata da Colombo. Perché? Perché questi esploratori erano portatori del vangelo, e il loro obbiettivo era conquistare il mondo per il regno di Dio. Fecero la traversata aspettandosi che il Nuovo Mondo sarebbe stato cristianizzato. Erano certi della vittoria, e assumevano che qualsiasi ostacolo avessero incontrato sarebbe stato posto lì col chiaro proposito che fosse superato. Essi sapevano che i cristiani sono destinati al dominio.

Si potrebbero moltiplicare gli esempi in ogni campo. L’intero sorgere della civiltà occidentale, scienza e tecnologia, medicina, le arti, il costituzionalismo, il sistema giuridico, libertà di produzione e commercio, l’istruzione, l’aumento di produttività, un crescente standard di vita, una più alta condizione di vita della donna, è attribuibile ad un fatto principale: l’occidente è stato trasformato dal cristianesimo. Vero che la trasformazione non è ancora completata. Dinanzi ci sono molte battaglie. Ma il punto è che, anche in ciò che è per gran parte una civiltà cristiana agli inizi, Dio ci ha inondati di benedizioni.

Molti cristiani non se ne rendono conto, ma la Speranza è la base per molti dei grandi vecchi inni della fede, scritti prima dell’era moderna della disperazione e del pessimismo evangelico. Pensaci la prossima volta che canti “Forte Rocca è il Nostro Dio” di Martin Lutero, o “Gesù regnerà dovunque passa il sole”[1] di Isaac Watts , o “Lottiam, lottiam col Cristo…” di George Duffield. Credi veramente che Gesù ci sta ora conducendo in battaglia …finché ogni nemico sia conquistato, e Cristo è realmente Signore”? Questo è ciò che la chiesa ha creduto nella storia. Questo è ciò che cantavano nei loro inni. Questo si può notare più chiaramente negli inni tradizionali di natale i quali, come le riflessioni di Atanasio sull’Incarnazione, sono un’incrollabile aspettativa del trionfo di Cristo sul mondo per mezzo del vangelo. Corali natalizi come “Come thou long expected Jesus”. “O come, o come, Emmanuel”, “Hark! the herald angels sing”, “God rest you merry, gentleman” e molti altri sono scritti dalla stessa prospettiva basilare di questo libro. Alla base del messaggio di “Joy to the World!” sta la convinzione che, come risultato della sua prima venuta, Cristo sta ora regnando dal cielo e conquistando la terra:

No more let sins and sorrows grow, Nor thorns infest the ground;
He comes to make his blessing flow Far as the curse is found.

He rules the world with truth and grace, And makes the nations prove
The glories of his righteousness
And wanders of his love.

Peccati e tristezze non crescano più
Ne infestino la terra le spine
egli viene a inondare di benedizioni Dovunque si trovi la maledizione
egli governa il mondo con verità e grazia

E fa sperimentare alle nazioni Le glorie della sua giustizia
E le meraviglie del suo amore

Per l’ovvio motivo storico per cui l’Italia non ha mai visto una Riforma, nella nostra lingua è più difficile trovare inni con la stessa convinzione. Non manca comunque qualche ‘perla’:

A te l’impero
il Padre die’
su l’orbe intero per ogni età;

e l’alto tuo potere
noi celebriam, Gesù,
con le potenti schiere,
col popol tuo quaggiù.
Gloria, a te gloria
In cielo e in terra, sia a te la vittoria O Emmanuel!

Ed. Tagliatela, 1875-1937 [2]

I Salmi: il Nostro Innario di Dominio

C’è un collegamento molto importante tra la visione del mondo della chiesa e i suoi inni. Se il cuore e la bocca sono pieni di canti di vittoria, tenderemo d’avere un’escatologia di dominio; se, invece, i nostri inni sono timorosi, espressioni di desiderio di sottrarsi al mondo, o se sono deboli motivetti bambineschi, la visione del mondo e le aspettative saranno puerili fantasie di fuga.

Storicamente, l’innario basilare per la chiesa è stato il libro dei Salmi. Il libro più lungo della bibbia è il libro dei Salmi, e Dio l’ha collocato provvidenzialmente proprio nel mezzo della bibbia, cosicché non possiamo non vederlo! Eppure, quante chiese usano i Salmi nella porzione musicale del culto? È giusto notare che l’abbandono dell’escatologia di dominio nella chiesa ha coinciso col suo abbandono dei Salmi.

I Salmi sono inevitabilmente orientati al Regno. Sono pieni di conquista, vittoria e del dominio dei santi. Ci ricordano costantemente lo stato di guerra tra Dio e Satana, ci chiamano incessantemente a combattere contro le forze del male, e ci promettono che erediteremo la terra. Quando la chiesa cantava i Salmi, non solo frammenti di salmi, ma completamente, attraverso tutto il Salterio, era forte, sana, aggressiva e inarrestabile. Questo è il motivo per cui il diavolo ha cercato di trattenerci dal cantare i Salmi, per derubarci della nostra eredità. Se vogliamo riprenderci l’escatologia di dominio, dovremo riformare la chiesa, e un aspetto cruciale di quella riforma dovrebbe essere un ritorno al canto dei Salmi. Ascoltate gli storici inni della chiesa vittoriosa:

Tutte le estremità della terra si ricorderanno dell’Eterno e si convertiranno a lui, e tutte le famiglie delle nazioni adoreranno davanti a te. (Sl. 22:27)

Poiché i malvagi saranno sterminati, ma coloro che sperano nell’Eterno possederanno la terra.
Ancora un po’ e l’empio non sarà più; sì, tu cercherai attentamente il suo posto, e non ci sarà più.
Ma i mansueti possederanno la terra e godranno di una grande pace. (Sl. 37:9-11)

Venite e ammirate le opere dell’Eterno, che ha operato meraviglie sulla terra.
egli fa cessare le guerre fino all’estremità della terra; egli rompe gli archi e spezza le lance, e brucia i carri col fuoco.
Fermatevi e riconoscete che io sono DIO; io sarò esaltato fra le nazioni, sarò esaltato sulla terra. (Sl.46:8-10)

Battete le mani, o popoli, celebrate DIO con grida di trionfo. Perché l’Eterno, l’Altissimo, è tremendo, grande re su tutta la terra. egli sottometterà i popoli a noi e le nazioni sotto i nostri piedi. (Sl.47:1-3)

Tutta la terra ti adorerà e canterà a te, canterà le lodi del tuo nome. (Sl. 66:4)

Egli regnerà da un mare all’altro e dal fiume fino alle estremità della terra.
Gli abitanti del deserto s’inchineranno davanti a lui, e i suoi nemici leccheranno la polvere.
I re di Tarshish e delle isole gli pagheranno il tributo, i re di Sceba e di Saba gli offriranno doni.
Sì, tutti i re lo adoreranno e tutte le nazioni lo serviranno (Sl. 72:8-11)

Tutte le nazioni che tu hai creato verranno a prostrarsi davanti a te o Signore, e glorificheranno il tuo nome. (Sl. 86:9)

Tutti i re della terra ti celebreranno, o Eterno, quando udranno le parole della tua bocca, e canteranno le vie dell’Eterno, perché grande è la gloria dell’Eterno. (Sl. 138: 4-5)

Esultino i santi nella gloria, cantino di gioia sui loro letti. Abbiano nella loro bocca le lodi di DIO e nella loro mano una spada a due tagli,
per far vendetta sulle nazioni e infliggere castighi sui popoli, per legare i loro re con catene e i loro nobili con ceppi di ferro, per eseguire su di loro il giudizio scritto.
Questo è l’onore riservato a tutti i suoi santi. Alleluia. (Sl. 149: 5-9)

Che Differenza Fa?

La questione escatologica ha il suo centro in un punto fondamentale: Il vangelo avrà o no successo nella sua missione? Indipendentemente dalle loro numerose differenze, le varie scuole di pensiero disfattiste sono solidamente allineate insieme su un punto principale: Il vangelo di Gesù Cristo fallirà. Il cristianesimo non avrà il successo nel suo compito mondiale. Il Grande mandato di ammaestrare le nazioni, non verrà eseguito. Satana e le forze dell’Anticristo prevarranno nella storia, vincendo la chiesa e spazzandola virtualmente via, fino al ritorno di Cristo all’ultimo momento, come la cavalleria nei film western di seconda categoria, a recuperare la malridotta piccola banda di sopravvissuti.

Fa differenza? Come intendi le profezie ha un reale effetto sulla tua vita? Credo che la risposta a questa domanda si sia già ampiamente vista. La questione basilare ha a che vedere con il tuo atteggiamento verso il futuro. Mi ricordo un giornale dei “Jesus People” dei primi anni 70 che presentava un’intervista col più popolare “esperto di profezie” di quei tempi. Sulle basi del “fatto” che Gesù stava per rapire la sua chiesa “da un momento all’altro”, quest’uomo consigliava realmente ai suoi seguaci di non sposarsi e crescere famiglie. In fin dei conti, non c’era tempo per quel genere di cose. Il Rapimento stava per giungere, quindi qualsiasi opera di dominio sarebbe stata inutile. (Se tu fossi il diavolo, potresti elaborare una scusa migliore, più “ridondante di spiritualità” per far si che i cristiani abbandonino il piano di Dio per la vittoria?) L’ “Etica del Rapimento” di quel periodo indusse molti a lasciare scuola, lavoro, famiglia, e responsabilità in generale; greggi di Jesus People vagavano senza scopo per il paese, senza un obbiettivo chiaro più concreto del prossimo concerto rock cristiano. Ci vollero anni prima che molti di loro si svegliassero, a volte ci vollero altrettanti anni per rimettere insieme di nuovo le loro vite.

Il fatto è che non si lavorerà per la trasformazione della società se non si crede che la società possa essere trasformata. Non si cercherà di edificare una civiltà cristiana se non si crede che una civiltà cristiana sia possibile. Fu la totale confidenza nella vittoria della fede cristiana a dare il coraggio ai primi missionari, i quali impavidamente calcarono i luoghi più remoti dell’Europa pagana come se fossero stati a capo di un esercito, predicando l’evangelo, scacciando demoni, frantumando idoli, convertendo regni interi, facendo cadere vaste moltitudini sulle ginocchia ai piedi di Cristo. Sapevano che avrebbero vinto. Potevano dare le loro vite nella lotta, certi che la storia era dalla loro parte, che i domini di satana venivano demoliti giorno dopo giorno, che la sua presa illegittima si indeboliva e scivolava con ogni avanzamento delle forze cristiane. Non erano pessimisti nemmeno un po’ circa la potenza del vangelo. Dio onorò la loro fede e le sue promesse, e li rese capaci di gettare le basi per una cristianità che un giorno abbraccerà tutto il mondo.

Quando il popolo di Dio disobbedisce e scivola nell’incredulità, la chiesa comincia a perdere battaglie con Satana. Questo suggerisce forse che la Speranza è sbagliata? Niente affatto; poiché la bibbia insegna che la crescita spirituale della società non è più “automatica” della crescita spirituale del cristiano individuale. “Questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede” (1Gv.5:4). Il cristiano non accetta la crescita come “automatica” in ogni sfera di vita. Ogni crescita e sviluppo sono il dono sovrano dello Spirito di Dio. Eppure il cristiano non dice di poter “lasciar fare a Dio”, smettere di mangiare e di fare esercizio, e aspettarsi di crescere. Noi non assumiamo di poter smettere di confidare in Dio, smettere di pregare e di obbedire, e crescere nella grazia lo stesso. Non dovremmo dire neppure che alcune azioni di disobbedienza rappresentano un “trend” nella nostra personale escatologia, che dimostrano che siamo necessariamente “destinati” a fallire nella vita cristiana. Lo stesso vale per la santificazione culturale. Noi non crediamo in qualche tipo di progresso “naturale” nella civiltà. La nostra civiltà si eleverà o cadrà nei termini della benedizione di Dio, e la benedizione di Dio è la sua risposta personale e pattizia (non automatica) alla nostra obbedienza pattizia (De. 28).

Gesù ha comandato:

Voi siete il sale della terra; ma se il sale diventa insipido, con che cosa gli si renderà il sapore? A null’altro serve che ad essere gettato via e ad essere calpestato dagli uomini. Voi siete la luce del mondo; una città posta sopra un monte non può essere nascosta. Similmente, non si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candeliere, perché faccia luce a tutti coloro che sono in casa. Cosí risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli (Mt. 5: 13-16).

Questo non è niente di meno che un mandato per una completa trasformazione sociale del mondo intero. E ciò che Gesù condanna è l’inefficacia, il mancare di cambiare la società attorno a noi. Ci è stato comandato di vivere in modo tale che un giorno tutti gli uomini glorificheranno Dio, che saranno convertiti alla fede cristiana. Il punto è che se la chiesa è obbediente, i popoli e le nazioni del mondo saranno fatti discepoli nel cristianesimo. Ciascuno di noi sa che tutti dovrebbero essere cristiani, che le leggi e le istituzioni di tutte le nazioni dovrebbero seguire il progetto della bibbia. Ma la bibbia ci dice di più. La bibbia ci dice che questi ordini sono la forma del futuro. Noi dobbiamo cambiare il mondo, noi cambieremo il mondo.

Note:

1“Jesus shall reign where’er the sun does his successive journeys run, His Kingdom stretch from shore to shore, Till moon shall wax and wane no more” Quest’inno di Watts è chiaramente postmillennialista in quanto canta il compimento del regno prima della fine delle fasi della luna (la fine della storia). N.d.T.

2 Qualche altra strofa inneggiante la vittoria ho trovato dentro ad una collezione di “Canti della Riforma” a cura di Margherita Fuerst-Wulle, Claudiana, 1951


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