CONCLUSIONE

 

Poiché quelli che egli ha preconosciuti, li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del suo Figlio affinché egli sia il primogenito fra molti fratelli. (Romani 8:29).

E non vi conformate a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual sia la buona, accettevole e perfetta volontà di Dio. (Romani 12:2).

Siate miei imitatori, come anch’io lo sono di Cristo (1 Corinzi 11:1).

Il cristiano è chiamato all’auto-consapevolezza etica. Da questa deriva l’auto-consapevolezza epistemologica. L’etica è la questione fondamentale, non la conoscenza filosofica.

L’aumento della comprensione etica dei cristiani si traduce in una maggiore comprensione dei principi di conoscenza della Bibbia. I cristiani pensano secondo i pensieri di Dio, come creature fatte a sua immagine.

Infatti anche se camminiamo nella carne, non guerreggiamo secondo la carne, perché le armi della nostra guerra non sono carnali, ma potenti in Dio a distruggere le fortezze, affinché distruggiamo le argomentazioni ed ogni altezza che si eleva contro la conoscenza di Dio e rendiamo sottomesso ogni pensiero all’ubbidienza di Cristo (II Corinzi 10:3-5).

La questione è l’obbedienza, non il rigore filosofico. L’obbedienza a lungo termine è ciò che porta alla chiesa una saggezza crescente e un rigore filosofico sempre maggiore.

I seguaci di Satana non possono aspettarsi di eguagliare la chiesa a livello intellettuale a lungo termine, perché i cristiani hanno la mente di Cristo dal punto di vista etico (1 Corinzi 2:16). Come disse  una volta (o più volte) Van Til, non serve a nulla affilare una sega circolare impostata con l’angolazione sbagliata; per quanto affilata diventi, non taglierà mai dritto. Così è la mente umana.

L’unica cosa che impedisce al trasgressore del Patto di impazzire e suicidarsi è che Dio frena la sua capacità di seguire la logica dei suoi presupposti anti-Dio. Frena anche i suoi impulsi suicidi. Lo fa per il bene del suo popolo, che nella storia ha bisogno della cooperazione e della maggiore produttività dei non rigenerati. Dio li frena semplicemente per renderli produttivi. Senza il freno di Dio, sarebbero impotenti.

Ecco perché il regno di Dio vincerà in qualsiasi competizione aperta con i regni rivali di Satana. Purtroppo, i cristiani della nostra epoca non credono in questo, ed è per questo che sono così timorosi. Vedono il sistema mondiale satanico peggiorare, il male arricchirsi e l’influenza cristiana declinare. Il regno della giustizia, secondo la loro visione, non può sopravvivere a una lotta leale, figuriamoci a una lotta impari. Giungono alla conclusione che il popolo di Dio è destinato a essere uno dei perdenti della storia.

Abbandono di responsabilità

Credono simultaneamente che, poiché i cristiani non possono vincere in una competizione aperta – socialmente, intellettualmente, culturalmente, economicamente – qualsiasi tentativo di stabilire la legge biblica come fondamento della legge e dell’ordine debba essere raccomandato da potenziali tiranni. “Dopotutto, se queste persone stanno davvero cercando di costruire una società consapevolmente cristiana, e se si aspettano davvero di vincere, allora devono avere intenzione di imporre la forza tirannica. Sappiamo che il cristianesimo non può sconfiggere la religione del potere. Pertanto, qualsiasi programma che proponga una tale vittoria deve avere come obiettivo nascosto un programma rivale di potere.”

I cristiani hanno generalmente accettato come valida la visione del mondo della religione del potere. Hanno concluso che il potere, e solo il potere, è la base dei programmi politici di successo. Hanno accettato il detto di Mao secondo cui il potere (e tutto il resto) nasce dalla canna del fucile. Non accettano il principio operativo della religione del dominio, ovvero che l’autorità a lungo termine sia il prodotto di un’estensione dal basso verso l’alto della strategia di dominio di Dio, a partire dall’autogoverno secondo la legge biblica. Non credono che la legge biblica produca pace e prosperità sociale. Pertanto, temendo le responsabilità del dominio perché lo confondono con il potere tirannico e perché non vogliono essere etichettati come tiranni cristiani, i cristiani cercano un’alleanza con i sostenitori della religione umanistica del potere contro la religione del dominio. (Una minoranza di cristiani può occasionalmente cercare di acquisire potere a sua volta, secondo le strategie politiche accettabili dall’umanesimo).

I cristiani in genere non credono che Dio, nella sua provvidenza, abbia progettato la mente dell’uomo allo scopo che quest’ultimo prendesse il dominio. Non credono che le menti rigenerate, che necessariamente possiedono la mente di Cristo (1 Corinzi 2:16), siano ai fini del domino superiori alle menti non rigenerate che hanno la mente di Satana. Pertanto, nelle battaglie culturali e intellettuali i cristiani si sono ritirati più e più volte. Hanno giustificato queste ripetute ritirate elaborando escatologie di inevitabile e garantita sconfitta per il regno visibile di Dio. Questo rende più facile alzare bandiera bianca. “Cos’altro potremmo aspettarci se non la sconfitta? Dopotutto, siamo cristiani.”

I nostri nemici hanno rubato la visione biblica della vittoria e la sua dottrina della provvidenza. Hanno rielaborato queste dottrine per adattarle alle proprie esigenze. I cristiani temono un esercito nemico che ha rubato tutto ciò che di positivo ha nel suo arsenale. I cristiani non capiscono che è il nostro Dio a stabilire le regole. Al contrario, il nostro nemico sa cos’è che vince. Satana non può vincere se i suoi seguaci si aggrappano alla sua dottrina del caos. Ecco perché ci ha rubato la visione e la nostra prospettiva sul mondo.

Chi ha il diritto di adottare un simile programma di vittoria? Il  comandante di chi ha inferto un colpo mortale alla testa del suo rivale (Genesi 3:15) sul Calvario? Certo, la Chiesa zoppica, proprio come Giacobbe (Genesi 32:25). Il tallone della Chiesa è ferito, proprio come Dio promise che sarebbe stato quello di Cristo (Genesi 3:15). Ma la testa del nemico è schiacciata. Quando si va in battaglia, con quale ferita preferireste marciare?

Oggi i non credenti sembrano essere culturalmente dominanti. Per troppo tempo i cristiani si sono considerati come i cani seduti sotto i tavoli degli umanisti, sperando che ogni tanto un pezzo di pane di farina bianca non arricchita gli cadesse tra le mani. Hanno implorato le associazioni di accreditamento dei college umanistici di certificare l’accettabilità accademica dei loro piccoli college in difficoltà. Si preoccupano della propria competenza.

Si considerano cittadini di seconda classe.

E gli umanisti, avendo notato questa mentalità autoimposta di “cittadini di seconda classe”, ne hanno approfittato. Hanno relegato i cristiani in fondo all’autobus.

La ritirata del pietismo

Da oltre un secolo i credenti si sono ritirati nel pietismo antinomico e nel pessimismo. Questa ritirata è iniziata intorno al 1870 [1]. Hanno perso la visione della vittoria che un tempo motivava i cristiani a evangelizzare e poi a conquistare l’Impero Romano. Hanno abbandonato la fede in una o più delle quattro caratteristiche della filosofia sociale cristiana che rendono possibile il progresso: (1) la dinamica dell’ottimismo escatologico, (2) lo strumento del Patto di dominio: la legge biblica, (3) la provvidenza predestinante di Dio e (4) il presupposizionalismo biblico: la verità auto-attestante di una Bibbia infallibile [2]. Dovremmo quindi concludere che o la dissoluzione della cultura è imminente (poiché la grazia comune dei non rigenerati non può essere a lungo sostenuta senza la guida da parte dei rigenerati nel regno della cultura), oppure i rigenerati devono ritrovare la loro eredità teologica perduta: il post-millenarismo e la legge biblica.

Affinché la grazia comune continui e affinché la cooperazione esterna tra credenti e non credenti sia fruttuosa o addirittura possibile, i cristiani devono richiamare le linee guida della cultura esterna alla legge rivelata di Dio. Devono riconquistare la leadership che hanno perso quando hanno adottato come cristiane le speculazioni di autoproclamati apostati “ragionevoli”. Se ciò non verrà fatto, allora regrediremo ancora una volta, finché gli increduli non assomiglieranno di nuovo agli Ik, e i cristiani potranno ricominciare il processo di dominio culturale. Affinché la grazia comune continui ad aumentare, deve essere sostenuta dalla grazia speciale. O gli increduli si convertiranno, oppure la leadership tornerà ai cristiani. Se non accadrà nessuna delle due cose, la società tornerà infine alla barbarie.

Comprensibilmente, prego per la rigenerazione degli empi e per la riscoperta della legge biblica e di un’escatologia biblica accurata da parte dei cristiani di oggi e dei futuri convertiti. Non so se assisteremo a un tale risveglio ai nostri giorni. Ci sono ragioni per credere che possa accadere e che accadrà! [3]. Ci sono anche ragioni per dubitare di tale ottimismo. Il Signore lo sa.

Dobbiamo abbandonare l’antinomismo e le escatologie che sono intrinsecamente antinomiche. Dobbiamo richiamare gli uomini alla fede nel Dio di tutta la Bibbia. Dobbiamo affermare che nel piano di Dio verrà un giorno di maggiore auto-consapevolezza, in cui gli uomini chiameranno gli spregevoli spregevoli e i nobili nobili (Isaia 32). Sarà un giorno di grandi benedizioni esteriori, le più grandi della storia. Lunghi secoli di tale auto-consapevolezza si dispiegano davanti a noi. E alla fine dei tempi arriverà una generazione di ribelli che sapranno distinguere gli spregevoli dai nobili e si scaglieranno contro i pii. Perderanno la guerra.

La grazia comune è grazia futura

Pertanto, la grazia comune è essenzialmente grazia futura. Nel corso della storia si assiste a un flusso e riflusso sia della grazia comune che della grazia speciale, ma essenzialmente la manifestazione di ogni grazia è nel futuro. Non deve essere considerata come una grazia precedente o iniziale. Solo gli amillenaristi possono sostenere con coerenza una tale posizione, amillenaristi antinomisti pertanto. I premillenaristi, almeno, hanno il millennio davanti a sé. Nello schema amillenarista, il giudizio finale appare alla fine dei tempi sullo sfondo di una grazia comune in declino. La visione postmillenarista vede questa ribellione satanica finale sullo sfondo di una grazia comune massima. La maledizione comune sarà al suo punto più basso, il preludio a una maledizione speciale di durata eterna. Il giudizio finale giunge, proprio come il grande diluvio, sullo sfondo dei diffusi benefici esterni di Dio per l’umanità in generale. L’iniquità degli Amorei del Nuovo Testamento giungerà infine al suo culmine.

Il postmillenarista crede che ci sarà fede in generale sulla terra quando Cristo apparirà? Non se comprende le implicazioni della dottrina della grazia comune: essa conduce a una ribellione finale da parte di coloro che violano il Patto. Si aspetta forse che l’intera terra venga distrutta dai ribelli increduli prima che Cristo li colpisca a morte, doppiamente? No. Il giudizio giunge prima che possano raggiungere il loro malvagio obiettivo.

Dio distruggerà forse la sua caparra preliminare (manifestazione preliminare) dei Nuovi Cieli e della Nuova Terra? Dio cancellerà forse il segno che la sua Parola è stata obbedita nella storia, che il Patto di dominio è stato quasi adempiuto dal popolo rigenerato? Satana, quel grande distruttore, avrà la gioia di vedere la Parola di Dio frustrata, l’opera della sua chiesa distrutta dalle orde di Satana? L’amillenarista risponde di sì. Il postmillenarista deve negarlo con tutte le sue forze.

La grazia comune viene estesa per permettere ai non credenti di riempire la loro coppa d’ira. Essi sono vasi d’ira. Pertanto, l’adempimento dei termini del Patto di dominio attraverso la grazia comune è il passo finale nel processo di riempimento di questi vasi d’ira. Anche i vasi della grazia, i credenti, saranno riempiti. Tutto sarà storicamente pieno.

C’è continuità nella vita, nonostante le discontinuità. La ricchezza del peccatore è riservata ai giusti. Satana vorrebbe bruciare il campo di Dio, ma non può. La zizzania e il grano maturano, e poi i mietitori escono a raccogliere il grano, tagliando via la pula e gettandola nel fuoco. Satana vorrebbe fermare l’avanzata della catastrofe, tornare al punto di partenza, tornare al giardino dell’Eden, quando fu stipulato per la prima volta il Patto di dominio. Non può farlo. La storia procede verso il compimento del Patto di dominio (Genesi 1:28), il compimento possibile per l’umanità prima del giudizio finale. A quel punto, la grazia comune produce malevolenza, assolutamente e definitivamente malevolenza, quando Satana usa gli ultimi resti del suo tempo e le ultime energie per colpire il popolo di Dio. Quando usa i suoi doni per diventare infine totalmente distruttivo, viene abbattuto dall’alto. Questo culmine finale della grazia comune è il colpo di grazia a Satana.

E i miti, miti davanti a Dio, attivi verso la sua creazione, erediteranno infine la terra. Una terra rinnovata e un cielo rinnovato sono la retribuzione finale di Dio Padre a Suo Figlio e a coloro che ha dato a Suo Figlio. Questa è la speranza postmillenarista.

Risposte

Nell’introduzione a questo libro, ho posto una serie di domande. Permettetemi di riassumere le mie risposte.

Un dono di Dio implica il Suo favore?

No. Un dono di Dio viene dato ai non credenti per due ragioni principali: per condurli a un umile e grato pentimento e per accumulare carboni ardenti sul capo di quelli che rifiutano di pentirsi (Romani 12:20). Non viene mostrato alcun favore a quest’ultimo gruppo.

I doni ai non rigenerati estendono anche la divisione del lavoro e quindi aumentano i benefici per i cristiani. I cristiani possono lavorare per, con o sopra i non credenti che almeno in una certa misura manifestano una rettitudine esteriore. Questo permette a ciascuno di aumentare il proprio contributo.

Un uomo non rigenerato possiede il potere di fare il bene?

Sì. L’uomo non rigenerato ha l’opera della legge scritta nel suo cuore (Romani 2:14-15). Dio gli concede il potere di compiere atti esteriormente giusti. Questo è un aspetto della grazia comune di Dio verso l’umanità. L’uomo non può fare abbastanza bene per guadagnarsi il paradiso, ma Dio gli permette di fare abbastanza bene per distinguersi nel tempo e nell’eternità anche da persone più sistematicamente perverse (Luca 12:47-48).

L’esistenza di un buon comportamento da parte del non credente nega la dottrina della depravazione totale?

No. La depravazione dell’uomo è totale in linea di principio. Non lo è nella storia. Se lo fosse, i peccatori non potrebbero vivere. Dio, grazie al sacrificio di Cristo sulla croce, rimanda il suo giudizio assoluto e definitivo fino all’ultimo giorno. Questo concede a tutti gli uomini una vita terrena per un certo periodo.

Dio frena la peccaminosità dell’uomo perché mostra grazia comune a tutti gli uomini e grazia speciale ad alcuni uomini. Non permette a nessuno di agire in modo completamente coerente con presupposti malvagi. Sebbene l’umanità si sia ribellata definitivamente nel giardino dell’Eden, Dio frena attivamente il progressivo aumento del comportamento peccaminoso degli individui e delle culture nel corso della storia.

La storia rivela una progressiva separazione tra salvati e perduti?

Sì, ma questa separazione è etica, non metafisica. Coloro che appartengono al regno di Dio diventano sempre più coerenti con i requisiti etici di Dio. Diventano imitatori di Cristo, conformandosi alla sua legge, in modo da potersi progressivamente rivelare come suo popolo. Imitano la sua perfetta umanità (sebbene mai la sua divinità).

Dio impedisce a coloro che violano il Patto di essere totalmente coerenti con i propri presupposti che sfidano Dio fino alla ribellione finale poco prima del giudizio finale. Prima di questo giudizio finale, dovremmo aspettarci di vedere coloro che violano il Patto agire in modo più conforme alle leggi esterne di Dio, in modo da poter partecipare alle benedizioni esterne del Patto.

La separazione è quindi principalmente interna ed etica, con il passare del tempo. Nella misura in cui coloro che trasgrediscono il Patto esteriorizzano la loro sfida a Dio, saranno resi sempre più impotenti: tossicodipendenza, malattie, sconfitte militari e tutte le altre maledizioni elencate in Deuteronomio 28:15-68.

Una tale separazione porterebbe necessariamente al trionfo dei non rigenerati?

No, proprio il contrario. La separazione etica di coloro che trasgrediscono il Patto da Dio è repressa da quei trasgressori del Patto che desiderano prosperare. Coloro che si rifiutano di esercitare l’autocontrollo (sotto la comune grazia di Dio) vengono progressivamente eliminati dalle posizioni di influenza e potere.

Esiste un terreno comune a livello intellettuale tra cristiani e non cristiani?

No. L’unico terreno comune tra i salvati e i perduti è l’immagine di Dio in tutti gli uomini. Qualsiasi tentativo di trovare un approccio comune alla ragione è vano. Il non credente parte dal presupposto della propria sovranità di fronte a Dio. Il credente è tenuto a iniziare con Genesi 1:1: “In principio,

Dio…”. Pertanto, se il non credente è coerente con il suo presupposto, non può logicamente giungere alla fede nel Dio della Bibbia. Quindi, il suo pensiero deve essere trasformato dalla grazia. L’uomo naturale non accetta le cose dello Spirito (1 Corinzi 2:14).

I cristiani e i non cristiani possono cooperare con successo in certi ambiti?

Sì. Possono cooperare perché Dio impedisce a chi trasgredisce il Patto di pensare e agire in modo coerente con i suoi presupposti che sfidano Dio. Ma il cristiano deve fare attenzione affinché questa cooperazione con chi trasgredisce il Patto sia condotta secondo le condizioni di Dio, non secondo quelle dei non credenti. Ecco perché la legge biblica è fondamentale per un dominio efficace: essa specifica i principi e i dettagli di ogni azione responsabile, inclusa l’azione cooperativa con Dio. increduli.

I doni di Dio aumentano o diminuiscono nel tempo?

I suoi doni a coloro che osservano il Patto aumentano nel tempo. C’è progresso nella storia: spirituale, economico, scientifico e tecnologico. Poiché questi doni speciali aumentano, come i pani sulla tavola, anche la quantità di briciole per coloro che trasgrediscono il Patto aumenta nel tempo, ma solo nella misura in cui non sono pienamente coerenti con i loro stessi presupposti che sfidano Dio.

Il mandato culturale (Patto di dominio) di Genesi 1:28 sarà adempiuto?

Non ci sarà un adempimento perfetto nel tempo e sulla terra, poiché ci sarà sempre peccato prima del giudizio finale. Tuttavia, ci sarà un adempimento progressivo nel tempo, man mano che gli uomini si conformeranno sempre di più alla perfetta umanità di Cristo per mezzo della sua legge, con la potenza dello Spirito Santo. Il piano di Dio per i secoli non prevede una sconfitta visibile, esterna e storica per la sua chiesa per mano delle forze di Satana. La morte e la risurrezione di Cristo hanno garantito la vittoria visibile, esterna e storica del regno di Dio. Cristo tratterà i suoi nemici come fossero sgabelli, nel tempo e sulla terra. «Poi verrà la fine, quando egli avrà consegnato il regno a Dio Padre, dopo aver annientato ogni principato, ogni autorità e ogni potenza. Egli infatti deve regnare finché non abbia messo tutti i nemici sotto i suoi piedi. L’ultimo nemico che sarà distrutto sarà la morte» (1 Corinzi 15:24-26).

Giungiamo infine alle due domande che ho lasciato senza risposta nella Prefazione.

«Come può un mondo pieno di reprobi essere considerato una manifestazione del regno di Dio sulla terra?»

«Come possono i non credenti possedere tanto potere dopo generazioni di dominio cristiano?»

Innanzitutto, vorrei affrontare il problema del vasto numero di reprobi nell’ultimo giorno. Non siamo certi, dal testo di Apocalisse 20, che superino in numero i cristiani. Un esercito ben organizzato non deve necessariamente superare in numero i suoi avversari se questi non sono pronti alla guerra. Possiamo essere certi che le forze di Satana saranno sufficientemente ben organizzate da costituire una grave minaccia per la Chiesa. È l’ultimo respiro della religione del potere. La concentrazione del potere satanico per periodi di tempo considerevoli è una possibilità.

Tuttavia, abbiamo visto questi precedenti regni satanici sorgere principalmente durante periodi di declino della fede in Dio. Perché, nel mezzo di una Chiesa fedele, questa orda verrà scatenata in quel giorno finale? La risposta è semplice: per porre fine alla storia. Sarà l’ultima mossa di potere dei nemici di Dio. Si ribelleranno di fronte ai buoni esempi morali. Questo non sarà un preludio al giudizio storico dei cristiani, come lo sono state le incursioni sataniche in passato. Sarà un preludio al giudizio finale di Satana.

La ribellione finale di Satana è analoga alla decisione di Hitler di contrattaccare le forze britanniche e americane nell’inverno del 1944, quando la Germania era stata nettamente sconfitta. La battaglia delle Ardenne fu, per un breve periodo, un terribile massacro. Questa è la via di Satana: il suicidio. Tutti coloro che odiano Dio amano la morte.

Dove si nasconderà quell’esercito crescente di reprobi fino a quel giorno finale? Probabilmente nelle chiese. Rimarranno esteriormente fedeli per quanto riguarda gli aspetti esteriori del Patto. Questo aumenterà le loro benedizioni esteriori, il loro controllo sulle risorse e, soprattutto, la loro invidia.

In secondo luogo, come potranno accumulare così tanto potere? Abbiamo già visto la risposta: dalle benedizioni esterne di Dio su di loro durante l’era di quella generazione finale. La grazia comune sarà al suo massimo, come ai tempi di Methuselah, poco prima del diluvio. Non vivranno in modo coerente con la loro filosofia del caos. Saranno costretti ad ammettere chi è Dio, qual è la sua legge e come funziona realmente il mondo pattizio. Questo non porterà alla loro rigenerazione, ma alla loro ribellione suicida.

La loro ribellione crescerà dall’interno verso l’esterno. Questo è il significato della liberazione di Satana. Ci sarà un’improvvisa manifestazione della ribellione interna al Patto di un numero incalcolabile di cittadini precedentemente retti, apparentemente retti. Ecco dunque la risposta a quella problematica domanda per i postmillenaristi: “Come spiegano i postmillenaristi la ribellione finale di Satana alla fine della storia?”. La mia risposta: “Attraverso una comprensione biblica della grazia comune, dell’escatologia e della legge biblica”.

Post scriptum

Ormai ho alienato ogni gruppo cristiano conosciuto. Ho alienato i membri rimanenti della Chiesa Riformata Cristiana che sono ortodossi schierandomi con la Chiesa Riformata Protestante contro il Punto 1 del Sinodo del 1924. Non c’è favore nella grazia comune di Dio. Ho alienato la Chiesa Riformata Protestante sostenendo il postmillenarismo. Ho alienato i premillenaristi sostenendo che la separazione tra grano e zizzania deve avvenire alla fine della storia, non mille anni prima della fine (o, nel quadro dispensazionalista, pretribolazionista e premillenarista, 1007 anni prima). Ho alienato i pietisti postmillenaristi che leggono e apprezzano le opere di Jonathan Edwards, sostenendo che la tradizione di Edwards fu distruttiva per la legge biblica nel 1740 e lo è ancora. Non porta da nessuna parte a meno che non maturi e adotti il ​​concetto di legge biblica come strumento di vittoria. Ho alienato la Chiesa Presbiteriana Biblica, poiché i suoi leader negano il Patto di dominio. Ho alienato Greg Bahnsen insinuando che uno dei suoi argomenti pubblicati non sia coerente, e peggio ancora, che uno degli argomenti anti-Bansen di Meredith Kline lo sia. Ho dimenticato qualcuno? Oh, sì, ho alienato gli arminiani postmillenaristi (i carismatici della “confessione positiva”) sostenendo che i ribelli degli ultimi giorni non sono semplicemente cristiani che si sono allontanati dalla fede.

Avendo raggiunto questo obiettivo, spero che altri possano seguire lo schema che ho tracciato riguardo alla grazia comune, all’escatologia e alla legge biblica. Che quei pochi che prendono sul serio questo libro evitino le mine teologiche che ancora costellano il panorama. Ci sono perfezionamenti da apportare, implicazioni da scoprire e poi elaborare. Spero che il mio contributo possa rendere il compito di altri uomini molto più semplice.

Note:

1 George Marsden: Fundamentalism and American Culture: The Shaping of Twentieth-Century Evangelicalism, 1870-1925 (New York: Oxford University Press, 1980).

2 Gary North e David Chilton: “Apologetica e strategia”: Christianity and Civilization, 3 (1983), pp. 107-16.

3 Gary North: The Sinai Strategy: Economics and the Ten Commandments (Tyler, Texas: Institute for Christian Economics, 1986), pp. 86-92: “The Sabbath Millennium.”


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