La giustizia dell’uomo integro gli appiana la via, ma l’empio cade per la sua empietà.

La giustizia degli uomini retti li libera, ma i perfidi saranno presi nella loro stessa malvagità.

Quando un empio muore, la sua speranza perisce, e l’attesa degli ingiusti svanisce.

Il giusto è liberato dall’avversità, ma l’empio ne prende il posto.

Proverbi 11:5-8

 

 

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IL FAVORE DI DIO

 

Non odio forse quelli che ti odiano, o Eterno, e non detesto quelli che si levano contro di te?
Io li odio di un odio perfetto, li considero miei nemici. (Salmi 139:21-22).

Dice infatti la Scrittura al Faraone: «Proprio per questo ti ho suscitato, per mostrare in te la mia potenza e affinché il mio nome sia proclamato in tutta la terra». Cosí egli fa misericordia a chi vuole e indurisce chi vuole. (Romani 9:17-18).

“L’amore perfetto scaccia la paura” (1 Giovanni 4:18). Se l’incontro di Davide con Golia ne è la prova, lo è anche l’odio perfetto verso i nemici di Dio. Davide fu il più grande guerriero nella storia di Israele. Sosterrei che ciò era dovuto in larga misura al fatto che odiava i nemici di Dio con un odio perfetto. L’amore perfetto per Dio implica necessariamente l’odio perfetto per i nemici di Dio. Van Til ha sostenuto che gli uomini devono pensare i pensieri di Dio dopo di Lui [1]. Gli uomini pensano in modo analogico e ri-creativo. Pensiamo come creature, non come creatori. Il salmista Davide pensava in modo analogico a Dio. Egli odiava i nemici di Dio con un odio perfetto. Il suo odio perfetto come uomo peccatore e limitato per i nemici di Dio, indica l’odio perfetto di Dio in quanto Dio perfetto e onnipotente. L’odio perfetto di Dio lo rende anche un guerriero. Che cos’è un esercito nemico di fronte a un tale guerriero? Questo dovrebbe ricordarci: “Che diremo dunque riguardo a queste cose? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?” (Romani 8:31). Dio, l’odiatore perfetto, spezzerà ogni opposizione a Sé. La sua chiesa marcerà in vittoria dietro questo guerriero perfetto. Dio odia i suoi nemici senza compromessi né ombra di ripensamento. Con il progredire della storia, il santo odio di Dio diventerà sempre più operativo e sempre più visibile, fino a quel giorno finale in cui il suo perfetto odio si istituzionalizzerà nel lago di fuoco (Apocalisse 20:14). La storia dovrebbe essere intesa come l’attuazione dell’implacabile odio di Dio verso i suoi nemici, umani e demoniaci, insieme alla sua irresistibile grazia e misericordia verso il popolo di Dio. L’odio di Dio e l’amore di Dio sono ugualmente supremi in principio, e questa pari supremazia diventerà visibile con il progredire della storia.

Questo ci porta a quella che purtroppo è diventata la questione chiave nel dibattito del ventesimo secolo sulla grazia comune: “Dio favorisce in qualche modo chi trasgredisce il Patto?”. Questo è stato il fulcro della discussione negli ultimi 60 anni tra coloro che affermano e coloro che negano l’esistenza della grazia comune. Questo è stato il dibattito che ha diviso la Chiesa Riformata Cristiana nel 1924, e un’infinita rievocazione di quel dibattito da parte della chiesa scissionista, la Chiesa Protestante Riformata, mantiene vive le peculiarità di quella chiesa. (La Chiesa Cristiana Riformata sta ora discutendo dell’ordinazione delle donne anziane, quindi le sottigliezze teologiche ed epistemologiche del dibattito sulla grazia comune le sono sfuggite da tempo).

In questo libro sostengo che la ristrettezza di vedute di questo dibattito ha confuso le acque. Le questioni chiave del dibattito sulla grazia comune sono escatologiche e pattizie, non meteorologiche (vedi la prossima sottosezione: Matteo 5:44-45). Tuttavia, desidero risparmiare tempo, ma non problemi, quindi permettetemi di dire fin da subito che la formulazione del primo punto da parte della Chiesa cristiana riformata nel 1924 è difettosa. La Bibbia non indica che Dio favorisca in alcun modo i non rigenerati. Dice il contrario. «Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non crede nel Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui» (Giovanni 3:36). L’ira di Dio rimane sul non credente nel presente. Ma, come vedremo, questa ira assume la forma di favori (non di favore) mostrati al non credente nella storia.

Separazione etica, doni comuni

Esiste una fondamentale separazione etica tra i salvati e i perduti. Dio odiava Esaù e amava Giacobbe prima ancora che nascessero (Romani 9:10-13). Il nono capitolo della Lettera ai Romani e questi versetti in particolare potrebbero turbare alcune persone, ma non dovrebbero. Il fatto sorprendente descritto qui non è che Dio odiasse Esaù prima che nascesse, perché Esaù, come tutti gli uomini, era figlio di Adamo. I figli di Adamo vengono a trovarsi automaticamente sotto la maledizione pattizia di Dio contro Adamo. Il peccato, dopotutto, è peccato originale. Il fatto sconcertante è che Dio amava Giacobbe prima che nascesse. Gli uomini influenzati dal peccato, purtroppo, tendono a essere sconcertati dal fatto che Dio odiasse l’innocente Esaù non ancora nato, come se gli uomini fossero in qualche modo innocenti davanti a Dio nella loro condizione decaduta in qualsiasi momento della loro vita. Le persone sono giuridicamente innocenti alla nascita davanti ai tribunali degli uomini, motivo per cui l’aborto è omicidio, ma non sono mai innocenti nel tribunale perfetto di Dio. Non hanno bisogno di raggiungere una presunta “età della discrezione” per essere condannati da Dio. Esaù non aveva bisogno di nascere per cadere sotto l’ira di Dio, né Giacobbe aveva bisogno di nascere per cadere sotto il favore di Dio. Il peccato di Adamo condannò Esaù, mentre l’opera espiatoria di Cristo salvò Giacobbe. Dio imputò il peccato di Adamo a Esaù e l’espiazione di Cristo a Giacobbe, secondo il perfetto consiglio della sua sovrana volontà. Come scrisse Paolo riguardo alla misericordia di Dio: “Perciò egli ha misericordia di chi vuole, e indurisce chi vuole” (Romani 9:18).

Se questo vi disturba in qualche modo, permettetemi di avvertirvi: state pensando in modo umanistico.

I doni di Dio ai non rigenerati

Cosa dobbiamo pensare dei passi della Bibbia che sono stati usati per sostenere l’idea di un favore limitato verso le creature (compresi i demoni) in generale? Senza eccezioni, si riferiscono a doni di Dio ai non rigenerati. Non implicano il favore di Dio.

Il Sinodo del 1924 ha affermato categoricamente e senza riserve: “Per quanto riguarda l’atteggiamento favorevole di Dio verso l’umanità in generale e non solo verso gli eletti, il Sinodo dichiara che, secondo la Scrittura e la Confessione, è certo che, oltre alla grazia salvifica di Dio concessa solo a coloro che sono stati scelti per la vita eterna, esiste anche un certo favore o grazia di Dio manifestato alle sue creature in generale…”[2]. Presumo che “creature in generale” significhi, fondamentalmente, creature in generale. Se il Sinodo avesse voluto escludere Satana e la sua schiera demoniaca, ne ebbe l’opportunità nel 1924, quando le sue azioni portarono alla scissione della Chiesa e all’esodo di gran parte dei suoi membri più conservatori dal punto di vista teologico. Il fatto che si sia rifiutato di escludere Satana ha creato dei veri problemi a Van Til e ha messo nelle mani della Chiesa Riformata Protestante un’arma teologica di grosso calibro.

In questo libro sostengo che non ci può essere alcun favore  mostrato alle “creature in generale”, poiché “creature in generale” include Satana. Il problema storico ed eterno che Satana si trova ad affrontare è che il suo status di angelo non lo protegge più dall’ira e dall’odio perfetto di Dio; egli è nel peccato, il che lo rende un angelo caduto. Allo stesso modo, il problema storico ed eterno che i ribelli etici si trovano ad affrontare è che il loro status di uomini creati a immagine di Dio non li protegge più dall’ira e dall’odio perfetto di Dio; essi sono nel peccato, il che li rende reprobi. Dio, pertanto, non mostra loro alcun favore, così come non ne mostra a Satana. Ma Egli li colma di favori non di favore [3], proprio come colma Satana.

Quali sono alcuni esempi biblici di questi favori non favorevoli? C’è questa affermazione: “Il Signore è buono verso tutti, e la sua misericordia si estende su tutte le sue opere” (Salmi 145:9). Il versetto che precede questo ci dice che Dio è compassionevole, lento all’ira e misericordioso. Romani 2:4 ci dice che è longanime. Luca 6:35-36 dice:

Ma amate i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperare nulla in cambio; e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benigno verso gli ingrati e i malvagi. Siate dunque misericordiosi, come anche il Padre vostro è misericordioso.

I Timoteo 4:10, citato nell’introduzione, usa un linguaggio esplicito: “Per questo infatti ci affatichiamo e siamo vituperati, poiché abbiamo sperato nel Dio vivente, il quale è il Salvatore di tutti gli uomini e principalmente dei credenti”. La parola greca qui tradotta con “Salvatore” traslittera soter: colui che salva, guarisce, protegge, o rende integro. Dio salva (guarisce) tutti, specialmente coloro che credono. Indubbiamente, la salvezza di cui si parla è universale, non nel senso di grazia speciale, quindi nel senso di grazia comune. Questo è probabilmente il versetto più difficile della Bibbia per coloro che negano la salvezza universale dall’inferno, ma al contempo negano anche l’esistenza della grazia comune [4].

Il passo più frequentemente citato da coloro che difendono l’idea del favore di Dio verso i non rigenerati è Matteo 5:44-45:

Ma io vi dico: Amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a coloro che vi odiano, e pregate per coloro che vi maltrattano e vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro, che è nei cieli, poiché egli fa sorgere il suo sole sopra i buoni e sopra i malvagi e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.

A proposito di questi versetti, Van Til scrive: “Pertanto, i doni di Dio agli uomini, la pioggia e il sole a tempo debito, sono una genuina espressione del favore di Dio verso di loro” [5]. Questo è l’atteggiamento della maggior parte degli scrittori calvinisti olandesi sull’argomento, con l’eccezione della Chiesa Protestante Riformata. È contro questo punto di vista che mi schiero.

In un certo senso, però, io e Van Til stiamo cercando di arrivare alla stessa conclusione: una spiegazione biblica del giudizio eterno di Dio contro specifici uomini non rigenerati. Entrambi stiamo cercando di trattare con la storia e le sue conseguenze eterne per gli individui. In altre parole, stiamo cercando di spiegare il processo di differenziazione storica e le sue conseguenze eterne. Non si tratta di una questione teologica astratta. Alcune persone vanno in paradiso; altre vanno all’inferno. Bisogna quindi porsi la domanda: “Dopo la morte, Dio concede ricompense specifiche (in paradiso) e punizioni specifiche (all’inferno) a determinate persone?” Se no, perché no? Se sì, perché? Una migliore comprensione del dibattito sulla grazia comune ci aiuta a trovare risposte corrette a questa domanda terra-terra (o anche sottoterra).

Van Til usa l’idea del favore comune di Dio come sfondo storico delle vite ribelli specifiche degli individui. Parlando di Adamo, Van Til scrive che “l’uomo reagisce sempre eticamente a questa rivelazione di Dio. Inizialmente vive sotto il favore generale di Dio e reagisce favorevolmente. Poi reagisce in modo sfavorevole e incorre nella maledizione di Dio. Per quanto riguarda il suo atteggiamento etico, questo è in linea di principio totalmente ostile a Dio. Poi entra in scena la grazia, sia quella salvifica che quella non salvifica”[6]. Inoltre, “In particolare, l’uomo non potrebbe essere totalmente depravato se non fosse totalmente avvolto dalla rivelazione di Dio… L’apostasia non avviene nel vuoto” [7]. In breve, Van Til si chiede: se il peccatore non ha il favore di Dio contro cui reagire durante tutta la sua vita, come può sviluppare pienamente il proprio particolare destino storico e, di conseguenza, realizzare la propria dannazione, con o senza timore e tremore? Questa è la domanda che mi pongo anch’io, ma vi rispondo senza ricorrere all’idea del presunto favore generale di Dio.

Sosterrei, in modo ancora più concreto, che se non ci fossero doni specifici per individui specifici, questi non potrebbero plasmare il proprio destino storico. Dobbiamo essere cauti nel nostro linguaggio. Non dobbiamo chiamare questi doni specifici grazia specifica o speciale, perché la grazia speciale è grazia redentrice, ovvero grazia che salva per l’eternità. Questa forma di grazia è data solo agli eletti di Dio, “allorché in lui ci ha eletti prima della fondazione del mondo” (Efesini 1:4a). Sostengo che dobbiamo spiegare questi doni specifici nella storia come manifestazioni della grazia comune di Dio nel corso della storia. La grazia comune è quindi una forma di maledizione a lungo termine (eterna) per i ribelli e una benedizione a lungo termine (eterna) per i giusti.

Il sole splende e la pioggia cade su tutti gli uomini. Questa è una manifestazione della grazia comune di Dio. Ma Gesù non ci stava semplicemente fornendo una teoria di buon senso sul tempo atmosferico. La meteorologia non era il punto focale del suo interesse. Stava esprimendo un concetto etico e giuridico: “Ma io vi dico: Amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a coloro che vi odiano, e pregate per coloro che vi maltrattano e vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro, che è nei cieli, poiché egli fa sorgere il suo sole sopra i buoni e sopra i malvagi e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti” (Matteo 5:44-45).

Qual era il suo punto? Le comuni benedizioni del tempo rimandano alla legge comune di Dio. Le benedizioni di Dio devono essere sempre viste in termini del Patto generale di Dio con l’umanità, e questo Patto implica sempre la legge biblica [8]. Ciò che Gesù stava dicendo era che il suo popolo deve trattare i non credenti secondo la legge biblica, proprio come Dio tratta loro. Amore significa adempiere la legge verso tutti gli uomini (Romani 13:8).

È comprensibile come tali versetti, in assenza di altri versetti che spieghino più a fondo la natura e l’intento dei doni di Dio, possano indurre gli uomini a equiparare il favore e i doni di Dio. Certamente è vero che Dio protegge, guarisce, ricompensa e si prende cura dei non rigenerati. Ma nessuno di questi versetti indica un atteggiamento di favore verso i beneficiari non rigenerati dei suoi doni. L’atteggiamento di favore è semplicemente presupposto da Van Til e dal Sinodo del 1924. Solo nell’uso della parola “favore” nella sua forma gergale italiana di “fammi un favore” possiamo sostenere che un dono di Dio sia la stessa cosa del suo favore.

Nel linguaggio colloquiale, “favore” significa semplicemente dono, un dono immeritato da parte del donatore. Ma se il favore viene inteso come un atteggiamento favorevole ai non rigenerati, o come un impegno emotivo di Dio verso i non rigenerati per il loro bene, allora si deve dire che Dio non mostra alcun favore agli ingiusti.

Carboni accesi

Un versetto della Bibbia, su tutti gli altri, ci informa dell’atteggiamento di fondo di Dio verso coloro che si ribellano a Lui dopo aver ricevuto i suoi doni. Questo passo è il complemento degli spesso citati Luca 6:35-36 e Matteo 5:44-45. Si tratta di Proverbi 25:21-22, che Paolo cita in Romani 12:20:

Se dunque il tuo nemico ha fame dagli da mangiare, se ha sete dagli da bere; perché, facendo questo, radunerai dei carboni accesi sul suo capo.

Perché dovremmo essere gentili con i nostri nemici? Primo, perché Dio ci comanda di essere gentili. Egli è misericordiosamente gentile con loro e noi dobbiamo imitarlo. Secondo, mostrando misericordia, accumuliamo carboni ardenti sulle loro teste ribelli. A chi molto è stato dato, molto sarà richiesto (Luca 12:47-48). Il nostro nemico riceverà una punizione maggiore per tutta l’eternità perché gli siamo stati misericordiosi. Terzo, ci è promessa una ricompensa da Dio, che è sempre una solida ragione per essere obbedienti ai suoi comandamenti. Il linguaggio non potrebbe essere più chiaro. Qualsiasi discussione sulla grazia comune che ometta Proverbi 25:21-22 (Romani 12:20) è fuorviante e incompleta. E mi affretto a sottolineare che Van Til non lo menziona mai.

Amore e odio nella legge biblica

La Bibbia è molto chiara. Il problema con la stragrande maggioranza degli interpreti è che sono ancora influenzati dagli standard di un autoproclamato umanesimo autonomo. Biblicamente, l’amore è l’adempimento della legge (Romani 13:8). Ama il tuo prossimo, ci viene insegnato. Trattalo con rispetto. Non opprimerlo né imbrogliarlo. Non desiderare i suoi beni né sua moglie. Non rubargli nulla. Trattandolo secondo la legge, hai adempiuto al comandamento di amarlo. Così facendo, lo hai reso inescusabile nel giorno del giudizio. Il popolo di Dio deve diventare canale dei doni di Dio per i non rigenerati. Dobbiamo essere misericordiosi, perché Dio è misericordioso.

Ma non dimentichiamo mai: dobbiamo odiare i nemici di Dio come Lui li odia. Questo odio deve sempre manifestarsi entro i limiti della legge biblica. Dobbiamo amare e dobbiamo odiare. I due aspetti sono di uguale valore ultimo.

Permettetemi di sollevare una questione chiave, che il lettore potrebbe essersi già posto: “Come può l’odio santo operare all’interno della cornice della legge biblica, se l’amore è il compimento della legge?”. A questo punto, arriviamo al genio nascosto della legge biblica. Essa è uno strumento di grazia e anche uno strumento di condanna. Questo è il messaggio di Paolo in Romani 6-8. Uccide, ma può condurre alla vita se Dio rigenera il peccatore maledetto dalla legge. Sulla croce, la legge è diventata il fondamento della condanna di Cristo, nonché della nostra liberazione. Dobbiamo obbedire alla legge biblica, poiché essa è al tempo stesso uno strumento di distruzione contro i nemici di Dio e uno strumento di ricostruzione per il regno di Dio.

Agiamo secondo la legge nei confronti dei nostri nemici, tenendo sempre presente questo duplice aspetto della legge. Come il Patto, la legge biblica ha due lati: benedizione e maledizione. Non dobbiamo immaginare che ogni buon dono che facciamo ai perduti debba essere dato nel tentativo di accumulare carboni ardenti sulle loro teste. Non conosciamo il piano di Dio per i secoli, se non nelle sue linee generali. Non sappiamo chi Dio intende redimere. Quindi doniamo liberamente, sperando che alcuni possano essere redenti e gli altri condannati. Facciamo la nostra parte nella salvezza di alcuni e nella dannazione di altri. Ad esempio, i coniugi rigenerati sono esplicitamente istruiti di trattare i loro partner non-rigenerati legittimamente e fedelmente. “Infatti che ne sai tu, moglie, se salverai il marito? Ovvero che ne sai tu, marito, se salverai la moglie?” (1 Corinzi 7:16).

Dio dice che dobbiamo trattare i nostri amici e nemici secondo la legge, poiché sono creati a immagine di Dio. Ma dobbiamo comprendere che il nostro trattamento onesto rende la situazione di gran lunga peggiore nel giorno del giudizio per quei peccatori impenitenti con cui abbiamo agito rettamente, rispetto a se avessimo disobbedito a Dio e fossimo stati una pessima testimonianza per loro, trattandoli in modo illecito. Essi si sono ribellati a una manifestazione più grande e specifica della grazia di Dio nei loro confronti. A chi è dato di più, di più è richiesto. Poiché questa ulteriore gratitudine non viene da loro, la loro punizione è maggiore, per tutta l’eternità. Alcuni peccatori saranno condotti alla salvezza eterna come risultato della grazia terrena di Dio nei loro confronti, per mezzo del nostro dono di un comportamento legittimo, mentre altri saranno condotti a una condanna eterna più severa come risultato della grazia terrena di Dio nei loro confronti, per mezzo del nostro dono.

Dio dà ai ribelli etici abbastanza corda per impiccarsi per tutta l’eternità. Questa è una implicazione fondamentale della dottrina della grazia comune. La legge di Dio condanna alcuni uomini, ma allo stesso tempo serve come mezzo di pentimento e salvezza per altri (Romani 5:19-20). La stessa legge produce risultati diversi in persone diverse. Ciò che separa gli uomini eticamente ed eternamente è la grazia salvifica di Dio nell’elezione. La legge di Dio serve come strumento di distruzione finale contro i perduti, ma serve anche come strumento di attiva ricostruzione per il cristiano. La legge distrugge il regno di Satana, così come serve da fondamento per il regno di Dio sulla terra.

Uguale importanza, effetti diversi

Così come l’idea della punizione eterna è altrettanto fondamentale nel Patto quanto l’idea della benedizione eterna, allo stesso modo l’idea della distruzione temporale è altrettanto fondamentale quanto la ricostruzione temporale. Ma c’è questa differenza: la ricostruzione è un processo positivo e amplia la sua influenza nel tempo. La distruzione è negativa. All’inferno, potrebbe accadere o meno che gli uomini aumentino la loro ribellione per tutta l’eternità, imparando nuovi modi per odiare Dio e maledirlo. Non lo so. Ma nel perfetto compimento del Nuovo Cielo e della Nuova Terra dopo il giorno della risurrezione, gli uomini impareranno sempre di più su Dio e sulla sua creazione, come creature finite che cercano di comprendere l’infinito. Gli uomini redenti accumuleranno nuove lodi a Dio per tutta l’eternità, man mano che impareranno di più sulla sua gloria. Egli è infinitamente buono; ci sarà sempre di più da lodare. In breve, quando si tratta della gloria di Dio, “Ce n’è ancora in abbondanza lì donde è venuta”.

Pertanto, mentre l’elezione e la riprovazione, la benedizione e la maledizione, la risurrezione alla vita eterna e la risurrezione alla seconda morte (Apocalisse 20:14) sono ugualmente ultime in linea di principio nel Patto, non sono ugualmente ultime nei loro rispettivi effetti nell’eternità. La manifestazione della gloria di Dio è positiva nei Nuovi Cieli e nella Nuova Terra post-risurrezione, e negativa nel lago di fuoco eterno. La manifestazione della gloria di Dio è progressiva (in via di sviluppo) in un senso di feedback positivo nei Nuovi Cieli e nella Nuova Terra compiuti. (Notate che continuo a dire i Nuovi Cieli e la Nuova Terra compiuti. Noi ora viviamo nei Nuovi Cieli e nella Nuova Terra pre-compimento: Isaia 65:17-20. Anche questo è caratterizzato da un feedback positivo).

La manifestazione dell’eterna gloria di Dio nell’ira può svilupparsi o meno nel lago di fuoco, in risposta a una sorta di ribellione negativa in via di sviluppo nel lago di fuoco; non ci viene detto. Ma è certo che il lago di fuoco non tende al “non-essere”. È eterno. La sua impotenza forse sarà bloccata nel giorno del giudizio: nessun “dominio negativo”, nessun sviluppo post-risurrezione di capacità di ribellione. (Ho il forte sospetto che sia proprio così.) Ma chiaramente, gli abitanti del lago di fuoco non andranno da nessuna parte e non realizzeranno nulla per mezzo del potere. Satana regna all’inferno oggi; nel lago di fuoco friggerà soltanto. Il suo unico segno distintivo finale sarà la temperatura alla quale verrà fritto: “primo tra pari”. Questo, tuttavia, indica la grazia comune di Dio verso Satana nel corso della storia. Egli ha ricevuto grande potere nella storia; riceverà un grande giudizio nell’eternità. A chi è stato dato molto, molto è richiesto. Chi si ribella a doni maggiori da parte di Dio subirà una punizione maggiore di chi si è ribellato a doni minori (Luca 12:47-48).

Vediamo in Satana e nei suoi seguaci l’attuazione del principio duale: uguale supremazia (depravazione totale di tutti i ribelli), ma con effetti diseguali (giudizio appropriato in base alle opere individuali in relazione a quella grazia che Dio gli ha mostrato nella storia). Anche in Cristo e nei suoi seguaci vediamo l’attuazione di questo stesso duale principio: uguale supremazia (la perfetta umanità di Cristo imputata a tutti gli uomini redenti), ma con effetti diseguali (giudizio appropriato in base alle opere dell’individuo in relazione alla grazia che Dio gli ha mostrato nel corso della storia).

Ciò che sostengo in questo libro è che i due aspetti del Patto – benedizione e maledizione – non sono ugualmente ultimi nei loro rispettivi effetti nella storia, così come non sono uguali nei loro effetti eterni. Individui diversi vivono storie diverse, a seconda della misura in cui affermano o negano il Patto con le loro azioni. Allo stesso modo, società diverse vivono storie diverse, a seconda della misura in cui affermano o negano il Patto con le loro azioni.

L’attuazione del principio della benedizione pattizia può portare a un meccanismo di feedback positivo: dalla benedizione storica alla riaffermazione pattizia, fino a una benedizione storica ancora maggiore … (Deuteronomio 8:18). (Un postmillenarista teologico dovrebbe sostenere che alla fine funziona così nella storia, portando a benedizioni millenarie). L’attuazione della maledizione pattizia porta alla dispersione e alla distruzione temporale (Deuteronomio 8:19-20). Ogni teologo cristiano ammette che l’attuazione della maledizione pattizia nella storia porta infine alla distruzione finale per i nemici di Dio. I teologi dibattono solo sul percorso storico di questo sviluppo verso il giudizio finale: premillenario, amillenarista o postmillenarista.

Vita coerente

Come sostengo in tutto questo libro, è solo perché i ribelli etici non sono stati storicamente del tutto coerenti nella loro ribellione etica che possono mantenere il potere (un dono esterno di Dio). Se lo fossero stati, senza eccezione, si sarebbero suicidati tutti, perché tutti coloro che odiano Dio amano la morte (Proverbi 8:36b). Un ribelle etico pienamente coerente non potrebbe rappresentare una minaccia per Dio o per il popolo di Dio se fosse anche pienamente coerente, come vedremo nel corso dell’eternità.

I ​​cristiani dovrebbero diventare più coerenti con la religione che professano. Dovrebbero imitare la perfetta umanità (ma non la divinità) di Gesù Cristo. È solo perché il popolo di Dio non è ancora pienamente coerente dal punto di vista etico che ha bisogno dei servizi dei peccatori (la divisione del lavoro) nella storia, peccatori che a loro volta non sono pienamente coerenti dal punto di vista etico. Dopo la risurrezione, entrambi i gruppi sono autorizzati da Dio a raggiungere una piena coerenza etica, e pertanto devono essere separati l’uno dall’altro per l’eternità. Dio vince, Satana perde. Noi vinciamo, loro perdono. Fine della discussione. Fine dell’incoerenza etica.

Quando Dio sarà finalmente pronto a giudicare l’umanità e a rendere eticamente perfetti tutti i suoi santi, allora separerà per sempre i salvati dai perduti. I santi perfetti non avranno più bisogno di fare affidamento sulla produttività dei ribelli. I ribelli etici non avranno più bisogno di essere frenati da Dio nell’attuazione dei loro presupposti anti-Dio. A quel punto la moderazione di Dio e i suoi doni ai ribelli cesseranno. Egli manderà il fuoco su di loro (Apocalisse 20:9). La storia finirà perché i cristiani saranno giunti a un livello di coerenza etica tale che i ribelli non potranno sopportare di vivere vicino a loro. Così Dio separerà infine il grano dalla zizzania. Questo è il tema centrale di questo libro.

Favore a Satana?

L’idea che Dio mostri favore ai ribelli etici alla fine entra in conflitto con l’idea dei doni di Dio a Satana, che, secondo i difensori del Sinodo del 1924, non implicano il favore di Dio. Essi devono ammettere che Dio fa dei doni a Satana. Non c’è dubbio che la grazia di Dio nell’estendere la vita terrena all’umanità dopo la ribellione di Adamo abbia comportato anche l’estensione del tempo a Satana e ai suoi angeli. Non c’è dubbio che la grazia di Dio nell’estendere tutte le altre benedizioni terrene all’umanità dopo la ribellione di Adamo – conoscenza, legge, potere, pace, ecc. – abbia comportato anche l’estensione di queste stesse benedizioni a Satana e ai suoi angeli. Se non altro, Satana è autorizzato da Dio a stabilire alleanze sataniche con i suoi seguaci, alleanze che recano quattro dei cinque segni del Patto di Dio [9].

Tutta la vita è pattizia. Le battaglie della vita sono pertanto legate al Patto. Tutto ciò che accade a coloro che sono sotto il Patto di Dio influisce sullo sviluppo nella storia della Chiesa pattizia di Dio. Qualsiasi cosa accada a coloro che sono sotto il Patto di Satana influisce anche sull’attuazione dell’anti-chiesa del Patto di Satana. Quando Dio estende doni a tutti gli uomini, estende di conseguenza doni anche all’anti-chiesa del Patto di Satana. Se le truppe terrene di Satana se la cavano bene (fare-well), allora, in quella misura, anche Satana se la cava bene, il che conduce sempre all’eterno addio (farewell) di Satana.

Non si può parlare dei doni di Dio agli uomini in generale senza parlare della grazia di Dio a Satana. Nella misura in cui il linguaggio umano può esprimere la realtà, gli stessi tipi di doni che Dio estende all’umanità in generale vengono estesi anche a Satana e alla sua schiera demoniaca: tempo, legge, potere, conoscenza, ecc.

Questo solleva un problema molto reale per Van Til. Come può affermare che la grazia comune di Dio dimostra in qualche modo il favore di Dio verso tutti gli uomini, senza che ciò lo conduca alla conclusione ovvia, ovvero che la grazia comune di Dio dimostra in qualche modo anche il favore di Dio verso Satana?

Van Til non affronta mai questo problema in modo diretto. Ciò è comprensibile, poiché la sua interpretazione Cristiana Riformata della grazia comune è minacciata da questa questione fondamentale. Egli afferma che Satana non è oggetto del favore di Dio. Lo dice in relazione al suo rifiuto della visione della grazia comune del teologo olandese Klaas Schilder.

Van Til contro Schilder

A Schilder, un brillante teologo olandese, fu chiesto nel 1939, quindici anni dopo il Sinodo del 1924, da uno scrittore Cristiano Riformato di esprimere la sua opinione in merito alla formulazione del 1924 sulla grazia comune. Schilder respinse il primo punto, come faccio io, e come fece e fa tuttora la Chiesa Riformata Protestante. Schilder riconobbe che se la grazia comune di Dio è definita come il favore di Dio verso gli uomini non rigenerati, allora non c’è modo di distinguere il favore di Dio verso l’umanità dal favore verso la creazione in generale. Pertanto, respinse la formulazione del primo punto del Sinodo. Respinse l’idea che Dio mostri favore alle “creature in generale”, inclusi i non eletti. “Creature in generale”, disse Schilder, “include gli angeli caduti”. Van Til riassume: “E Dio certamente non è favorevole ai demoni” [10]. Questo è il punto cruciale della questione.

Ma Van Til, non volendo rompere con il Sinodo del 1924, evita il punto cruciale. Invece, si lancia in una delle sue digressioni filosofiche divaganti per diverse pagine sul perché dobbiamo reinterpretare ciò che Schilder sta dicendo, sul perché dobbiamo rifiutare ciò che Schilder sta dicendo e su ciò che il Sinodo “intendeva dire”. Include i soliti riferimenti a Platone, all’arminianesimo, alla “difficoltà del secchio pieno”, ai crudi fatti, al razionalismo contro l’irrazionalismo, al ragionamento analogico, alla neutralità e così via. Il seguente esempio è rappresentativo:

Nel bene o nel male, il Sinodo intendeva insegnare che Dio ha un certo atteggiamento di favore verso tutti gli uomini in quanto uomini. L’uso dell’ampia espressione popolare “creature in generale” non giustifica le conseguenze che Schilder ha tratto. Inoltre, l’espressione generale stessa esprime il fatto che Dio ama tutte le sue creature. E per quanto riguarda l’idea che Dio ami ogni creatura in quanto tale, inclusa la creatura del diavolo, questa, a nostro avviso, è intelligibile solo se la usiamo come concetto limitativo [11].

Un concetto limitativo? Ricorda Immanuel Kant. Se questo è ciò che il Sinodo “intendeva insegnare”, allora avrebbe dovuto aspettare di esprimerlo in un linguaggio chiaro che le persone normali e timorate di Dio potessero comprendere, piuttosto che affrettare l’approvazione di una dichiarazione mal formulata attraverso la burocrazia, e cacciare un uomo del calibro di Herman Hoeksema e migliaia di suoi seguaci.

Quando ci si trova ad affrontare Herman Hoeksema e Klaas Schilder in un dibattito teologico, è meglio avere le argomentazioni pronte. In questo caso, Van Til non le aveva pronte. Van Til sta cavillando, cavillando disperatamente. Il fatto è che il Sinodo aveva torto, e tutti i “concetti limitanti” del mondo non renderanno corretto ciò che ha affermato. Dio fa doni a Satana. Dio non mostra alcun favore a Satana. Non serve un dottorato in filosofia o un dottorato in teologia per giungere alla conclusione ovvia. Dio fa doni anche non eletti discepoli di Satana  legati a lui da un Patto. Dio

non mostra alcun favore ai non eletti seguaci pattizi di Satana.

Non voglio seppellirmi, né seppellire il lettore, nelle sottigliezze e nelle precisazioni dell’argomentazione di Schilder, come le ha riassunte Van Til. Forse Schilder ha commesso degli errori filosofici di natura tecnica. È morto, e il Sinodo del 1924 non è certo in condizioni migliori. Concentriamoci quindi su Van Til, le cui argomentazioni sono ancora vive.

Egli ha due modi per sfuggire alla conclusione che la dichiarazione del Sinodo del 1924 porti alla conclusione che Dio mostri favore a Satana. In primo luogo, potrebbe abbandonare il primo punto della Chiesa Riformata Cristiana e smettere di parlare della grazia comune di Dio come favore di Dio. Cosa che si rifiuta di fare. In secondo luogo, potrebbe affermare che esiste una differenza fondamentale tra la grazia comune di Dio verso l’umanità in generale e la sua estensione di tempo, conoscenza, legge, potere, ecc. a Satana. In linea di principio, adotta questo secondo approccio, ma mai in modo chiaro e mai con una spiegazione dettagliata, poiché i mezzi esegetici e logici per operare questa distinzione tra i doni all’umanità e gli stessi doni a Satana non esistono.

Fare distinzioni indistinte

Van Til non può fare la distinzione appellandosi all’immagine di Dio nell’uomo, che Satana non possiede. Van Til sostiene, giustamente, che l’immagine di Dio nell’uomo è essenziale all’essere stesso dell’uomo e non lo abbandona mai, nemmeno nell’eternità: “…in quanto creatura fatta a immagine di Dio, la costituzione dell’uomo come essere razionale e morale non è stata distrutta. La separazione da Dio da parte del peccatore è etica… Persino i perduti nell’aldilà non hanno perso il potere della determinazione razionale e morale. Devono avere questa immagine per essere consapevoli della loro condizione di perduti” [12]. Gli uomini sono uomini eternamente.

La grazia comune, e quindi il presunto favore comune di Dio verso l’umanità in generale, è esclusivamente un aspetto della storia. “Quando la storia è finita, Dio non ha più alcun tipo di favore verso i reprobi. Essi esistono ancora e Dio si compiace della loro esistenza, ma non del fatto della loro mera esistenza. Dio si compiace della loro esistenza storicamente sconfitta” [13].

Quindi non può essere il fatto che Satana non sia creato a immagine di Dio a squalificarlo dal favore di Dio. Anche gli uomini reprobi nell’eternità sono squalificati. La questione è storica, non l’immagine di Dio nell’uomo. Quindi cos’è in Satana che lo squalifica dal presunto favore di Dio in generale? Perché la creazione in generale, incluso Satana, non è destinataria del favore di Dio?

Van Til deve distinguere il favore verso l’umanità in generale nella storia dal favore verso le creature in generale nella storia, se vuole preservare la sua distinzione tra favore verso l’umanità e nessun favore verso Satana. Potrebbe essere che Satana sia totalmente malvagio ora, e che il suo male non si sviluppi nella storia? Il suo male è in linea di principio identico al suo male in ogni momento storico? È forse, in questo senso, non storico, e quindi non oggetto del favore di Dio?

Satana e la storia
Van Til scrive poco su Satana, ma nelle poche pagine della sua Introduzione alla teologia sistematica in cui parla di Satana, chiude questa possibile via di fuga. Satana è una creatura storica, dice. È vero, naturalmente, che quando Caino si allontanò dal Signore, in un certo senso conosceva Dio altrettanto bene quanto lo conosceva poco prima. È vero anche che c’è un certo senso in cui Satana conosce Dio ora altrettanto bene quanto lo conosceva prima della caduta. In un certo senso, Satana conosce Dio meglio ora di prima. Dio non ha forse dimostrato la verità delle sue affermazioni a Satana migliaia di volte? Ma proprio qui sta la contraddizione della personalità di Satana: pur conoscendo Dio, in realtà non lo conosce. Il suo intelletto è costantemente impegnato a escogitare stratagemmi con cui pensa di poter rovesciare Dio, mentre sa fin troppo bene che Dio non può essere rovesciato. Cos’altro può essere se non una manifestazione dell’ira di Dio? Sì, è stata la naturale conseguenza del peccato, ma questa stessa è l’ira di Dio, che il peccato sia lasciato libero di seguire il suo corso. Allo stesso modo, anche il pensiero dell’uomo dall’ingresso del peccato è stato caratterizzato dall’auto-frustrazione [14].

Satana si ribella ripetutamente nella storia. È una creatura della storia, proprio come i suoi seguaci umani, a cui è legato da un Patto, sono creature della storia. Caino, come Satana, ha imparato di più su Dio nella sua crescente ribellione. Eppure Caino ha beneficiato del favore di Dio, sostiene Van Til, durante il periodo in cui ha operato nella storia. Anche Satana opera ancora nella storia. Quindi, perché negare a Satana il favore comune di Dio?

Satana impara dalla storia? Sì, impara che l’opposizione a Dio è inutile. Van Til insiste sul fatto che Satana apprende di più su Dio nella storia: “… Satana stesso deve essersi convinto sempre di più che Dio è Dio nel senso che è assoluto…” [15]. La conoscenza di Dio da parte dell’uomo ribelle non è diversa in linea di principio da quella di Satana: “Nonostante tutto ciò, l’uomo non ha accettato per sé ciò che egli stesso deve ammettere essere la vera interpretazione dell’origine del mondo. A questo proposito, la conoscenza dell’uomo è caratterizzata dalla stessa follia che contraddistingue la conoscenza di Dio di Satana” [16]. La conoscenza dell’uomo caduto è simile a quella di Satana. Allora perché negare il favore di Dio a Satana nella storia?

Van Til ha chiuso la maggior parte delle scappatoie a sua disposizione. Si affida a un’ultima possibilità. La conoscenza di Dio da parte di Satana, scrive, è meno offuscata di quella dell’uomo. Questo passo di Introduction to Systematic Theology viene citato anche in A Letter on Common Grace, quindi deve considerarlo la chiave. (Appare a pagina 94 dell’Introduzione, non a pagina 98, come erroneamente afferma.)

Qui dovremmo nuovamente introdurre il fatto della grazia non salvifica di Dio. Nel caso di Satana, la follia della sua interpretazione [di Dio e della storia – G. N.] appare molto chiara. Nel caso del peccatore, tuttavia, ci troviamo di fronte a una situazione complessa. Attraverso la grazia non salvifica di Dio, l’ira di Dio sul peccatore è stata mitigata in questa vita …. Egli non è un prodotto finito [17].

Ecco la distinzione di Van Til tra Satana e l’uomo. Satana ha una chiara rivelazione della follia della sua interpretazione; l’uomo no. L’uomo non è un prodotto finito, scrive Van Til; la conclusione ovvia (ma non esplicitata) deve essere che Satana lo sia. Il lettore è portato a chiedersi: “In che modo Satana è un prodotto finito e l’uomo no?”. È qui che Van Til dovrebbe chiarire cosa intende. Non lo fa mai.

Satana cresce nella conoscenza di Dio. Così fa l’uomo. Satana si ribella a quantità sempre maggiori di rivelazioni con il progredire della storia. Così fa l’uomo. Satana sarà giudicato al giudizio finale. Così sarà l’uomo. A Satana sono stati dati tempo, conoscenza, potere e tutti gli altri doni dati all’uomo. Quindi, dove sta la differenza fondamentale? Perché i doni immeritati di Dio a Satana non sono la prova del favore di Dio verso Satana, se i doni immeritati di Dio agli uomini non rigenerati sono prova del suo favore comune?

Van Til non lo dice mai. Credo sia perché non può dirlo, e mantenere l’equiparazione tra grazia comune e favore comune della Chiesa Riformata Cristiana.

Battere sul pulpito

C’è un vecchio trucco da oratore che dice: “Quando la tua argomentazione è debole, batti i pugni sul pulpito e grida”.

Van Til non smette mai di affermare (senza prove esegetiche) che il favore comune di Dio è la posizione biblica.

Come può Dio avere un atteggiamento di favore verso coloro che, secondo la sua volontà ultima, sono destinati a essere separati da Lui per sempre? La prima e fondamentale risposta è che la Scrittura lo insegna [18].

Ci sono coloro che hanno negato la grazia comune. Hanno sostenuto che Dio non può avere alcun atteggiamento di favore in nessuna fase della storia verso coloro che sono i “vasi d’ira”. Ma ragionare in questo modo significa far sì che la logica prevalga sulla Scrittura [19].

La scolastica si manifesta quando, sulla base dell’idea di elezione, si deduce che Dio non può in alcun modo avere alcun favore verso l’umanità nel suo complesso [20].

Queste sono affermazioni, non argomentazioni. Van Til non offre mai argomentazioni esegetiche sistematiche a difesa della grazia comune come favore comune. Si limita a ripetere più e più volte che la posizione della Chiesa Riformata Cristiana è quella biblica.

Grazia comune senza favore

La posizione corretta è ben diversa. La grazia comune di Dio non implica alcun favore verso i perduti nella storia. Pertanto, si può affermare che la grazia comune di Dio si estende anche a Satana. Le forze di Satana, sia demoniache che umane, ricevono doni immeritati da Dio. Cristo è morto per l’intero creato (Giovanni 3:16), incluso Satana. Non è morto affinché l’offerta di salvezza fosse fatta a Satana. Tale offerta non viene mai fatta. L’offerta della vita eterna è riservata solo agli uomini.

Si potrebbe sostenere che, in questo senso, la morte di Cristo per Satana differisce dalla morte di Cristo per le persone non rigenerate. Ma, a prescindere da come i teologi vogliano dibattere su questa differenza, essa ha chiaramente a che fare con qualche aspetto della grazia speciale (salva-anima), non con la grazia comune. La distinzione si applica all’offerta gratuita del Vangelo agli uomini e non a Satana; non si applica ai doni comuni di vita, conoscenza, legge, potere, ecc.

I doni immeritati di Dio servono a condannare sia i non rigenerati che Satana e i suoi angeli. Questi doni non implicano favore. Sono semplicemente mezzi per accumulare carboni ardenti sulle teste dei ribelli, umani e demoniaci.

Conclusione

Cristo è davvero il salvatore di tutte le persone prima del giorno del giudizio (1 Timoteo 4:10). Cristo sostiene l’intero universo (Colossesi 1:17). Senza di Lui, nessun essere vivente potrebbe sopravvivere. Egli concede alle sue creature doni come il tempo, la legge, l’ordine, il potere e la conoscenza. Egli concede tutti questi doni anche a Satana e alla sua schiera ribelle. La risposta alla domanda: “Dio mostra la sua grazia e misericordia a tutta la creazione, incluso Satana?” è categoricamente sì. A Satana viene dato tempo e potere per compiere le sue opere malvagie. Alla domanda successiva: “Questo significa che Dio in qualche modo dimostra un atteggiamento di favore verso Satana?”, la risposta è categoricamente no. Dio non è più favorevole a Satana e ai suoi demoni di quanto lo sia ai suoi seguaci umani. Ma questo non significa che Egli non conceda loro dei doni, doni che non meritano affatto.

Pertanto, la dottrina della grazia comune deve applicarsi non solo agli uomini, ma anche a Satana e agli angeli caduti. Questo è ciò che Van Til nega, perché definisce la grazia comune come favore in generale piuttosto che come doni in generale. Il secondo concetto non implica il primo.

Dio non favorisce “l’umanità” in quanto tale. Egli mostra favori a tutti gli uomini, ma questo non significa che favorisca gli uomini in generale. Gli uomini in generale si ribellarono a Lui nel giardino. Adamo ed Eva, rappresentanti dell’umanità, portarono l’intera razza umana sotto l’ira di Dio. Dio, nella sua grazia, diede loro tempo e promesse pattizie, poiché attendeva con impazienza la morte di suo Figlio sulla croce. Su questa base, e solo su questa base, agli uomini è stata data la vita nella storia. Ad alcuni è stata data la vita per estendere il regno di Dio, mentre ad altri (come il faraone) è stata data la vita per dimostrare la potenza di Dio e per accumulare carboni ardenti per l’eternità sulle loro teste.

In sintesi:

1. Dio odiava Esaù prima ancora che nascesse: nessun favore.

2. Dio fa doni anche ai non rigenerati.

3. Dio li guarisce come un salvatore (1 Timoteo 4:10).

4. Siamo tenuti ad amare i nostri nemici.

5. Questo significa che dobbiamo trattarli secondo la Legge di Dio.

6. Dio ci dice di trattare secondo la sua legge gli uomini malvagi per accumulare carboni ardenti sulle loro teste.

7. Un comportamento legittimo da parte nostra condurrà alcuni uomini a Cristo.

8. Dio dà ai malvagi abbastanza corda per impiccarsi da soli in eterno.

9. La legge biblica è uno strumento: di distruzione contro il regno di Satana e di ricostruzione da parte dei cristiani.

10. Dio non è favorevole a Satana e ai demoni.

11. Ciononostante, Dio concede loro tempo e potere.

12. Fa lo stesso con i seguaci umani di Satana.

13. Benedizione e maledizione sono di uguale valore ultimo nel Patto.

14. Le manifestazioni di benedizione e maledizione non hanno lo stesso  valore ultimo nel loro impatto.

15. La conoscenza e la malvagità di Satana aumentano nel tempo.

Note:

1 “To think God’s thoughts after Him” può essere inteso pensare i pensieri di Dio dopo di Lui nel senso che i suoi sono originali i nostri seguono i suoi oppure,  “pensare i pensieri di Dio nella Sua cornice di pensiero” (n.d.t.).

2 R. B. Kuiper: To Be or Not to Be Reformed: Whither the Christian Reformed Church? Essere o non essere riformati: dove va la Chiesa riformata cristiana? (Grand Rapids, Michigan: Zondervan. 1959), p. 105.

3 Originale: “Non favourable favours” (n.d.T)

4 Gary North: ”Non ci sono forse due tipi di salvezza?”, Domanda 75 in North, 75 domande bibliche che i vostri insegnanti pregano che non chiediate (Tyler, Texas: Spurgeon Press, 1984).

5 Cornelius Van Til: A Letter on Common Grace, ristampato in Common Grace and the Gospel (Nutley, New Jersey: Presbyterian & Reformed, 1974), p. 189.

6 A Reply to Criticism, in ibid., p. 207. Afferma di star riassumendo Calvino in questo caso. I riassunti di Van Til sulle tematiche affrontate da altri autori riformati tendono a dare l’impressione che questi ultimi stessero in qualche modo lavorando con le categorie di Van Til.

7 Reformed Dogmatics “La dogmatica riformata” di Herman Hoeksema, in ibid., p. 218.

8 Ray Sutton: That You May Prosper: Dominion By Covenant (Ft. Worth: Dominion Press, 1986). Sutton dimostra che il terzo aspetto del Patto è la legge, ovvero l’etica.

9 I cinque aspetti del Patto di Dio, come mostra Sutton in That you May Prosper, sono questi: (1) trascendenza/immanenza (la presenza di Dio), (2) gerarchia/autorità (organizzazione), (3) legge/etica (dominio), (4) giudiziario (valutativo) e (5) eredità continuità. Ai patti  di Satana manca solo il primo, poiché egli non è divino e onnipresente. Egli compensa questa mancanza creando una gerarchia centralizzata dall’alto verso il basso al posto della struttura pattizia di Dio, che parte dal basso verso l’alto una struttura pattizia di corte d’appello.

10 Van Til: Common Grace, in Common Grace and the Gospel, p. 26

11 Idem.

12 A Reply to Criticism, in ibid., p. 198.

13 Common Grace,  in ibid., p. 30

14 Introduction to Systematic Theology , Vol. V di In Defense of the Faith (Phillipsburg, New Jersey: Presbyterian and Reformed, 1974), p. 92.

15 Idem.

16 Ibid., p, 94.

17 A Letter on Common Grace, in: Common Grace and the Gospel, p. 165.

18 Common Grace and Witness-Bearing, in ibid., p. 140.

19 A Letter on Common Grace, in ibid., p.165.

20 A Reply to Criticism, in ibid., p. 200.


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