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La sconveniente o fastidiosa o incomoda Parola di Dio

 

Grazie ancora per l’invito a predicare dal vostro pulpito e confido che le parole che vi lascio questa sera possano esservi d’aiuto se vi impegnerete sinceramente ad applicare gli insegnamenti sul regno del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo che avete ascoltato questo fine settimana.

Il motivo per cui credo che dobbiate ascoltare questo messaggio è che, se vi impegnerete davvero ad applicare a questo mondo le verità sul regno di Cristo, scoprirete che alla gente non piacerà ciò che avete da dire. Scoprirete che si tratta di un messaggio molto impopolare, o almeno che verrà percepito come tale. Dovrete dire alcune cose sulla legge di Dio e sulla sua applicazione alla nostra cultura che le persone troveranno, se non totalmente inaccettabili, certamente dure, inflessibili e prive di amore. Dovrete dire alcune cose sul modo in cui Dio salva le persone con la sua sovrana misericordia, che si riveleranno un insulto all’autonomia e al libero arbitrio degli uomini. Direte cose sul corso della storia che le persone troveranno molto difficili da accettare. Anzi, scoprirete che alcune scuole di teologia sono offese dall’idea che il regno del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo debba avere successo qui sulla terra prima del suo ritorno. L’idea che ci sia potere nel Vangelo, un potere salvifico, sovrano e redentore, e che con la redenzione arrivi il desiderio di condurre una nuova vita di santità, seguendo lo standard oggettivo della legge di Dio.

Questo tipo di messaggio, per quanto dolce possa sembrare a me, tanto che non riesco a immaginare che qualcuno possa esserne turbato, tuttavia, turba le persone. Turba il mondo. Turba coloro che aderiscono ad altre religioni. Ma la cosa sorprendente è che turba anche i fedeli della religione cristiana.

E quindi stasera, ciò di cui vorrei parlarvi è la sconveniente parola di Dio come standard del suo regno. (Nota del traduttore: inconvenient in italiano sconveniente, una parola poco usata per cui la alternerò anche con  incomoda, fastidiosa o se userò sconveniente, sappiate che non è nella prima accezione in italiano che è “contrario al decoro o alle regole sociali” – sconveniente cioè non conveniente e scomoda.)  Aprite le vostre Bibbie al libro dei Re dell’Antico Testamento, al capitolo 22. 1 Re capitolo 22.

Prima di iniziare la lettura, vorrei fornire un breve contesto storico. Giosafat, di cui si parla in questo brano, era il re del regno meridionale di Giuda. Achab era il re delle dieci tribù settentrionali di Israele. Ben-Hadad era il capo della Siria, e in precedenza la Siria era stata in guerra con Israele, il regno settentrionale. Bene.

Quindi, se riuscite a tenere a mente i personaggi, leggiamo ora come Giosafat si presenta e il re Achab gli fa un’offerta che avrebbe dovuto rifiutare.

1 Trascorsero tre anni senza guerra, tra la Siria e Israele.
Ma il terzo anno Giosafat, re di Giuda, scese a trovare il re d’Israele.
Ora il re d’Israele aveva detto ai suoi servi: «Non sapete voi che Ramoth di Galaad è nostra e noi ce ne stiamo tranquilli, senza riprenderla dalle mani del re di Siria?»
Disse quindi a Giosafat: «Verresti a combattere con me a Ramoth di Galaad?». Giosafat rispose al re d’Israele «Conta su di me come su te stesso, sulla mia gente come sulla tua gente, sui miei cavalli come sui tuoi cavalli».
Giosafat disse ancora al re d’Israele: «Ti prego, consulta oggi stesso la parola dell’Eterno».
Allora il re d’Israele convocò i profeti, in numero di circa quattrocento, e disse loro: «Devo andare a combattere contro Ramoth di Galaad, oppure devo rinunciarvi?». Quelli risposero: «Va’ pure, perché il Signore la darà nelle mani del re».
Ma Giosafat disse: «Non c’è qui un altro profeta dell’Eterno? che possiamo consultare?».
Il re d’Israele rispose a Giosafat: «C’è ancora un uomo, Mikaiah, figlio di Imlah, per mezzo del quale si potrebbe consultare l’Eterno; io però lo odio perché non profetizza mai nulla di buono nei miei confronti ma soltanto del male». Giosafat rispose: «Il re non parli cosí!».
Allora il re d’Israele chiamò un eunuco e gli disse: «Fa’ venire subito Mikaiah, figlio di Imlah».
10 Or il re d’Israele e Giosafat, re di Giuda, sedevano ciascuno sul suo trono vestiti dei loro abiti reali, nell’aia che si trova all’ingresso della porta di Samaria; e tutti i profeti profetizzavano davanti a loro.
11 Sedekia, figlio di Kenaanah, che si era fatto delle corna di ferro, disse: «Cosí dice l’Eterno: “Con queste corna trafiggerai i Siri fino a distruggerli completamente”».
12 Tutti i profeti profetizzavano allo stesso modo, dicendo: «Sali contro Ramoth di Galaad e riuscirai, perché l’Eterno la darà nelle mani del re».
13 Il messaggero che era andato a chiamare Mikaiah gli parlò cosí e disse: «Ecco, le parole dei profeti sono concordi nel dichiarare cose buone al re; ti prego sia la tua parola come la parola di ognuno di loro, e dichiara anche tu cose buone».
14 Ma Mikaiah rispose: «Com ‘è vero che l’Eterno vive, io dirò ciò che l’Eterno mi dirà».
15 Come giunse davanti al re, il re gli disse: «Mikaiah, dobbiamo andare a combattere contro Ramoth di Galaad, oppure dobbiamo rinunciarvi?». Egli rispose: «Va’ pure, tu riuscirai, perché l’Eterno la darà nelle mani del re».
16 Allora il re gli disse: «Quante volte ti devo scongiurare di non dirmi se non la verità nel nome dell’Eterno?».
17 Mikaiah rispose: «Ho visto tutto Israele disperso sui monti, come pecore che non hanno pastore”; e l’Eterno ha detto: “Essi non hanno piú padrone; se ne torni ciascuno in pace a casa sua”».
18 Il re d’Israele disse a Giosafat: «Non ti avevo io detto che nei miei confronti costui non avrebbe profetizzato nulla di buono? ma solo del male?».
19 Allora Mikaiah disse: «Perciò ascolta la parola dell’Eterno. Io ho visto l’Eterno assiso sul suo trono, mentre tutto l’esercito del cielo gli stava intorno a destra e a sinistra.
20 L’Eterno disse: “Chi sedurrà Achab perché salga e perisca a Ramoth di Galaad?”. Ora chi rispose in un modo e chi in un altro.
21 Allora si fece avanti uno spirito, che si presentò davanti all’Eterno e disse: “Lo sedurrò io”.
22 L’Eterno gli disse: “In che modo?”. Egli rispose: “Uscirò e sarò spirito di menzogna in bocca a tutti i suoi profeti”. L’Eterno gli disse: “Riuscirai certamente a sedurlo; esci e fa’ cosí”.
23 Perciò ecco, l’Eterno ha posto uno spirito di menzogna in bocca a tutti questi tuoi profeti; ma l’Eterno pronuncia sciagura contro di te».
24 Allora Sedekia, figlio di Kenaanah, si avvicinò e diede uno schiaffo a Mikaiah, e disse: «Per dove è passato lo Spirito dell’Eterno quando è uscito da me per parlare a te?».
25 Mikaiah rispose: «Lo vedrai il giorno in cui andrai in una stanza interna a nasconderti».
26 Allora il re d’Israele disse: «Prendi Mikaiah e conducilo da Amon, governatore della città, e da Joas, figlio del re e di’ loro:
27 Cosí dice il re: “Mettete costui in prigione e nutritelo con pane e acqua di afflizione, finché ritornerò sano e salvo».
28 Allora Mikaiah disse: «Se tu dovessi mai ritornare sano e salvo, significa che l’Eterno non ha parlato per mio mezzo». E aggiunse: «Ascoltate, o voi popoli tutti!».

E fin qui la  lettura  della parola di Dio.

Ho un indovinello per voi. In che modo la parola di Dio non è come McDonald’s? In che modo la parola di Dio non è come McDonald’s?

Beh, com’è McDonald’s? Suppongo che l’unica cosa che dovremmo riconoscere a McDonald’s, per qualsiasi altra critica vogliate muovergli, dovreste ammettere questo. McDonald’s ha avuto un grande successo nell’offrire alle persone un pasto in modo conveniente. Entrate e il menu è praticamente lo stesso in ogni ristorante McDonald’s in cui andate. Cercano di mantenere i prezzi bassi. Mantengono l’offerta semplice e limitata. Cercano di rendere tutto molto comodo, consegnando il cibo rapidamente. Infatti, nella maggior parte dei McDonald’s si può anche usare il servizio drive-through. Vogliono rendere tutto estremamente conveniente. Ed è per questo che McDonald’s ha avuto un così grande successo nella cultura americana, perché gli americani vogliono la comodità. Non vogliamo essere infastiditi. Non vogliamo che le cose diventino ostacoli sulla strada dei nostri desideri. Vogliamo ottenere ciò che desideriamo nel modo in cui lo desideriamo e ottenerlo rapidamente, senza dover lottare, senza dover essere disciplinati, senza dover faticare. Vogliamo la comodità. Ed è per questo che la parola di Dio non è come McDonald’s.

McDonald’s conosce i desideri delle persone e cerca di soddisfarli. La parola di Dio è l’esatto opposto. La parola di Dio non si piega alla convenienza delle persone. La parola di Dio non si piega, non si adatta come Platone a qualsiasi configurazione vogliate, solo perché avete un’idea di dove pensate di andare a parare e di cosa desiderate. La parola di Dio è estremamente sconveniente. Ovviamente, la parola di Dio è sconveniente per coloro che la disprezzano, per coloro che la rifiutano, per coloro che non credono.

Trovano fastidioso che una parola di Dio arrivi a dire loro che hanno torto.

Ciò che mi addolora stasera, tuttavia, è che la parola di Dio è molto spesso fastidiosa per coloro che affermano di seguirla. La parola di Dio è fastidiosa perché non dice ciò che vorrebbero sentirsi dire. E ciò che dice li colpisce come così dura, così aspra, così incredibile, così difficile che hanno bisogno che sia addolcita, smussata e adattata al contesto culturale in cui viviamo. Ci sono chiese che vogliono che la parola di Dio non offenda le persone. L’ultima cosa che vogliamo è che la parola di Dio allontani i visitatori. Non ci rendiamo conto di quanto sia una benedizione che la parola di Dio offenda le persone.

La parola di Dio non offende le persone; fondamentalmente la parola di Dio dice loro: “Vai bene così come sei”.

Non può correggere. Non può guarire. Non può cambiare la direzione della vita delle persone e delle loro culture se non le offende. Eppure, ci sono chiese che non vogliono una parola offensiva, non vogliono una parola fastidiosa. Ci sono chiese che vogliono una parola che si adatti alla direzione in cui le persone stanno andando, che dia loro ciò che vogliono, che solletichi le loro orecchie.

Anche gli evangelici, purtroppo, persino gli evangelici hanno difficoltà ad accettare ciò che la parola di Dio insegna quando la parola di Dio insegna qualcosa di fastidioso o difficile, come la dottrina della dannazione eterna, la dottrina dell’inferno.

In un recente incontro, un incontro nazionale della National Association of Evangelicals, la dottrina dell’inferno è stata sottoposta al voto dei delegati. Questo sistemerà i problemi degli evangelicali, no? Voteremo per eliminare l’inferno. Ecco cosa mi addolora. Gli evangelici hanno difficoltà con la dottrina dell’inferno per cui, per una maggioranza risicata, il risicata non attenua di molto il mio dolore, per una maggioranza risicata, la dottrina dell’inferno ha perso. Molti di questi evangelici non proclameranno la dottrina dell’inferno. La gente non vuole sentire quel tipo di messaggio. Troppo deprimente! Vogliono sentire qualcosa che li faccia stare bene. E l’inferno non è certo una dottrina comoda e conveniente.

E quindi stasera esamineremo l’incomodo della parola di Dio. E vorrei che consideraste 1 Re 22 come una lezione molto istruttiva sull’incomodo della parola di Dio. Vi ho già detto che abbiamo alcuni personaggi principali qui. Il primo dei quali è Achab. Re Achab era il re delle 10 tribù settentrionali di Israele. La Bibbia ci dice in 1 Re 16, se avessimo tempo per fare un piccolo studio biblico stasera, che re Achab fu il sovrano più malvagio che Israele avesse mai visto. Re Achab era un uomo orribile. Re Achab seguiva Baal, i Balim e Astarte. Vale a dire, seguiva gli idoli, gli dei pagani, persino i culti sessuali della fertilità delle tribù settentrionali.

Il re Achab non amava Jehovah, non amava la legge di Jehovah. E questo si vede anche dal fatto che sposò una donna che odiava Dio. Sposò Jezebel, della regione di Sidone. Sposò una donna pagana, una donna che trasgrediva l’alleanza. Fu Achab a radunare i 450 profeti di Baal contro Elia sul monte Carmelo. Dovreste leggere questo nel capitolo 18 del Primo libro dei Re. Mandò i profeti di Baal contro un solo profeta di Dio. E sapete come andò a finire. Forse potete spiegarmelo dopo. Io non capisco. Achab vide i 450 profeti perdere vergognosamente. Li vide massacrati per la loro ribellione contro Dio. E un solo uomo, Elia, si oppose a loro e vinse la battaglia. Eppure Achab non cambiò il suo cuore. Achab non cambiò la direzione della sua vita.

E così nel capitolo 20 del Primo libro dei Re leggiamo che Dio mandò un ad Achab altro profeta. Gli mandò un profeta che avrebbe annunciato che Jehovah avrebbe concesso ad Achab una vittoria incredibilmente improbabile su Ben-Hadad. Ben-Hadad era il capo dell’esercito siriano. Gli Assiri erano un esercito molto, molto temuto. Gli Assiri combattevano contro le tribù del nord. La loro capitale era Samaria. Quindi, i Siri e gli abitanti di Samaria si combattevano da parecchio tempo. E il profeta di Dio dice ad Achab: “Jehovah consegnerà Ben-Hadad nelle tue mani”. E Ben-Hadad è sotto interdetto. Ora, questo potrebbe non significare molto per voi se non leggete l’ebraico.

Ma dovete capire che questa espressione “sotto interdetto” significa che è consacrato. Non consacrato nel senso di perdutamente dedicato che conoscete nelle nostre culture. Consacrato significa destinato in olocausto, come un’intera offerta fumata. Dio ha consacrato Ben-Hadad alla distruzione. E tu, Achab, sarai lo strumento di quella distruzione. Tu, Achab, farai pagare a Ben-Hadad i suoi peccati.

Ma quando Dio ebbe liberato Israele e concesso una grande vittoria su Ben-Hadad, invece di giustiziare Ben-Hadad come Dio aveva ordinato, Achab strinse un patto con lui. Ne leggete nel primo libro dei Re, capitolo 20. E poiché Achab osò sfidare la parola pattizia di Dio, Dio pronunciò una punizione su Achab. Disse: “Ora tu morirai al posto di Ben-Hadad”.

Ovviamente, l’onore di Dio non era la priorità di Achab. Viveva per altre cose, non per farsi incomodare dall’onore di Dio. La giustizia di Dio non era sacra per Achab. Come re, era disposto a violare la legge di Dio pur di ottenere ciò che voleva. Leggiamo che un giorno Achab salì al suo palazzo estivo e vide accanto alla sua terra una vigna di un uomo di nome Nabat. E desiderava ardentemente quella vigna. Infatti, si lamentò di non possederla. E così la sua malvagia moglie Jezebel venne da lui e gli disse: “Che cosa stai facendo qui a piagnucolare? Tu sei un re. Non capisci cosa fanno i re? I re possono avere tutto ciò che vogliono. Quindi, Achab, smettila di essere così codardo. Alzati e prenditelo quel  campo. E così Achab fa muovere una falsa accusa contro Nabat. Nabat viene ucciso. Dio vede Achab impadronirsi della vigna. E per questo Elia profetizzò ad Achab, dicendo: “Per l’omicidio di Nabat, perché ti sei impadronito della sua vigna e hai governato con ingiustizia, i cani leccheranno il tuo sangue”.

Achab fu infedele di fronte ai nemici stranieri del regno di Dio. Fu infedele verso i membri del regno di Dio. Gli mancava la fede obbediente nei confronti del regno di Dio. Era un re malvagio.

Ora, allontaniamoci per un attimo da Achab.  Giosafat, leggiamo, scende da Achab. Sembra un po’ strano perché se lo guardate su una cartina, Achab è a nord. Giosafat era qui a sud. La Bibbia dice che scese da Achab. Capito? Scese da Achab. Aspettate un attimo. Questo significa salire. Beh, poiché Giosafat regnava da Gerusalemme, scese dalle montagne alle pianure per poi risalire a nord da Achab.

Giosafat fu il quarto re di Giuda. Fu un buon re. In pratica, fortificò la regione con il suo esercito. Riformò l’amministrazione della giustizia a Gerusalemme. Si oppose all’idolatria. Fece insegnare la legge di Dio in tutto il paese. Fece la pace con le tribù del nord, ponendo fine alla guerra civile. E leggiamo che, dopo l’episodio descritto nel testo, Giosafat pregò umilmente Jehovah di salvare Giuda da un’alleanza militare tra Moab, Ammon, Siria ed Edom. In 2 Cronache 17 e 19 leggiamo che Giosafat fu un buon re secondo il cuore di Dio.

E questo mi porta al mio primo punto, la vergogna di questa alleanza. Cosa ci faceva dunque Giosafat alla corte di Achab? Cosa ci faceva un figlio di Dio in comunione con il figlio del malvagio? Cosa ci faceva un re fedele all’alleanza a far visita a un re che la infrangeva come Achab?

Bisogna ricordare che le tribù del nord esistevano come un regno separato, in spregio alla parola di Dio a Davide. Dio aveva detto che Davide e la sua discendenza avrebbero occupato il trono fino alla venuta del Messia. Ma Efraim, e  le tribù del nord, si erano opposte a Giuda. Le tribù del nord si erano separate completamente dalla casa di Giuda e avevano preso una posizione audace contro il Signore, contro la sua sovrana guida negli affari del suo popolo. L’esistenza stessa delle 10 tribù era un insulto all’alleanza che Dio aveva stretto con il re Davide. E non vediamo il rappresentante delle 10 tribù recarsi dal re di Giuda. Vediamo piuttosto Giuda seguire Israele. Giosafat cercò Achab e assunse una posizione subordinata alla sua guida. Un figlio di Dio non ha una posizione amichevole nel palazzo di un assassino idolatra. Non ha posto in un’alleanza con qualcuno che è esplicitamente condannato dal profeta di Dio.

E vorrei che voi, come popolo di Dio, ricordaste questo principio. Uscite da mezzo a loro. Non toccate nulla di impuro. Non siate in un giogo ineguale con gli increduli. Che comunione ha la luce con le tenebre? Che comunione ha Cristo con Belial, il maligno? Ricordatelo nelle vostre associazioni in affari. Ricordatelo in chi frequentate e chi sposate. I figli di Dio non stringono alleanze con coloro che violano il patto di Dio.

È vero che le dieci tribù e le due tribù avevano lo stesso patriarca e che, unite, erano il popolo di Dio. Quindi Giosafat ha ragione quando dice: “Conta su di me come su te stesso, sulla mia gente come sulla tua gente, sui miei cavalli come sui tuoi cavalli”. Ma ovviamente, la guida di quel popolo unito apparteneva a colui che Dio aveva scelto, non a coloro che, autonomamente e per propria volontà, si erano ritirati per fare ciò che volevano.

Beh, comunque, abbiamo il re di Dio a corte del re del malvagio.

Vi ho già detto che dopo la guerra con Ben-Hadad Achab stipulò un trattato con lui. E secondo il nostro testo, erano trascorsi tre anni senza guerra tra di loro. Ora, come parte del trattato che Achab aveva stipulato con Ben-Hadad, la Siria avrebbe dovuto restituire a Israele tutte le città che aveva precedentemente conquistato e sottratto alle 10 tribù. Ma Achab, dopo tre anni, apparentemente giunse alla conclusione che gli era stato fatto un insulto e un’ingiustizia, perché guardava a Ramoth di Galaad e pensava che Ramoth di Galaad era uno degli ex possedimenti di Israele. Ben-Hadad non aveva ceduto la sovranità politica su di essa e questo lo fece impazzire. Lo fece infuriare. Lo fece indignare. Ramoth di Galaad è ancora nelle mani dei Siri. Cosa stiamo facendo? Non stiamo facendo nulla al riguardo, dice Achab.

E così Achab si fa audace e propone: “Torniamo alla guerra. Prenderemo Ramoth di Galaad con la forza. Gliela faremo vedere a questo Ben-Hadad”. Beh, Giosafat non aveva niente a che fare con la corte di Achab. Non aveva niente a che fare con la resa della sua leadership e sovranità a qualcuno che aveva sfidato il patto con Dio ed era sotto la condanna di Dio. Ma anche in quella situazione, il figlio di Dio non perde completamente il contatto con i suoi fondamenti morali. E così si può vedere Giosafat che, con un pizzico di coscienza, dice: “Aspetta un attimo, Achab, prima di andare in guerra, non dovremmo consultare una parola di Dio?”. Non è fantastico quando la gente fa così? Decide cosa fare, e poi dice: “Ma forse dovremmo prima dare un’occhiata alla Bibbia”. Insomma, hanno già preso la loro decisione. E si rivolgono alla Bibbia per vedere se forse la Bibbia non li convincerà della validità delle loro decisioni. Allora Giosafat dice: “Non dovremmo forse consultare Jehovah prima di andare in battaglia in questo modo?”.

Quindi, potete immaginare Achab che pensa: “Oh, ragazzi, questo è un fanatico religioso”. Bene, vuoi sentire i profeti? Li faremo venire qui. Li faremo recitare le loro formule, seguire il loro rituale, dire quello che deve essere detto, poi passeremo a quello che vogliamo fare.

Chi sono questi profeti? Achab ne ha 400. Sappiamo che i profeti di Baal sono già stati giustiziati e umiliati pubblicamente di recente. Quindi, molto probabilmente questi 400 profeti non erano in realtà profeti del Dio vivente, anche se credevano di esserlo. Dicevano di profetizzare nel nome di Jehovah. Molto probabilmente erano profeti dei vitelli d’oro delle 10 tribù del nord. Sappiamo che il regno del nord cadde ripetutamente nell’idolatria dei vitelli d’oro. E se tornate all’episodio originale del vitello d’oro ai piedi del monte Sinai, spero che ricorderete la storia biblica secondo cui quando Israele seguì il vitello d’oro, Israele pensava di seguire Dio. Jehovah. Questo era Jehovah per gli Israeliti e una palese violazione del secondo comandamento. Ma volevano una rappresentazione di Jehovah e pensavano che il vitello d’oro lo fosse.

Suggerirei quindi che probabilmente qui abbiamo i profeti dei vitelli d’oro del regno del nord, che pensano di profetizzare nel nome di Jehovah, sebbene in realtà ciò che fanno sia totalmente contrario alla sua legge. E leggiamo nella storia che a quanto pare il Signore aveva mandato uno spirito di menzogna tra i profeti di Achab.

Non è terribile? Avete capito cosa ho appena detto? Dio mandò uno spirito di menzogna in loro per sviarli, per ingannarli. E questo significa che quando dissero le cose che dissero, non dovrebbero essere considerate come se stessero pronunciando menzogne ​​deliberate, perché lo spirito di menzogna li aveva ingannati. Credevano a queste sciocchezze che stavano dicendo. Pensavano che fossero vere. Erano giunti a credere che Achab avrebbe avuto successo nel suo progetto di andare a conquistare Ramoth di Galaad.

Infatti, notate come Sedechia sentì sinceramente che lo spirito del Signore parlava attraverso di lui. Quando Mikaiah entra e contraddice Sedechia, Sedechia gli dà un ceffone sulla guancia. Gli dice: “Dimmi, come ha fatto lo spirito di Jehovah ad abbandonare me e venire da te?”. È indignato. Si sente insultato. Certo, io sono un uomo religioso. Le mie credenziali sono impeccabili. Parlo a nome di Dio. Allora, chi sei tu, Mikaiah?

Qui troviamo il peggiore degli inganni per due motivi. Primo, perché è di natura religiosa. Quando i profeti parlano in questo modo e pensano di avere Dio dalla loro parte, capite quanto sia più difficile convincerli che si sbagliano? Non c’è niente di peggio di un peccatore che pecca con intenzioni pie. Perché finché pensi che sia la pietà a spingerti, è molto difficile per te credere che possa essere peccato. Questo mi spaventa perché ai giorni nostri mi imbatto continuamente in persone che fanno cose che violano apertamente l’insegnamento della parola di Dio eppure dicono che lo spirito li ha guidati Dio ha spinti a farlo. E quindi, se lo spirito mi ha guidato a farlo, allora ovviamente non può essere sbagliato. È più facile convincere un pagano del suo peccato che convincere qualcuno che pensa che lo Spirito Santo abbia sancito la sua ribellione contro la parola di Dio.

Quindi è il peggiore degli inganni. Primo, perché era religioso, ma secondo, perché era autoinganno. Si erano davvero convinti di questo. Avevano effettivamente distorto le prove e razionalizzato quanto basta da arrivare a credere a questa piccola speranza che stavano offrendo ad Achab. E quando una persona si autoinganna, non ci sono molte possibilità che abbandoni la farsa e ammetta la verità. Perché, vedete, quando vi autoingannate, il vostro peggior nemico siete diventati voi stessi. Beh, a quanto pare tutto il clamore di tutti i profeti e così via non aveva soffocato la voce interiore della coscienza di Giosafat. A quanto pare, non si lasciò convincere nemmeno da 400 profeti. Non si lasciò convincere nemmeno se avevano votato all’unanimità la fiducia in Achab e nella sua imminente vittoria.

E così Giosafat, beh, potete immaginare, era già imbarazzato per aver dovuto seguire quella linea religiosa all’ultimo momento, dicendo: “Bene, Achab, prima di andare, non dovremmo chiedere a Dio a riguardo?”. Achab risponde: “Va bene, faremo la procedura”. E la segue. E ora Giosafat dice: “Beh, non sono molto soddisfatto, Achab. Non credi che ci sia un profeta di Jehovah che potremmo consultare?”. Non era proprio soddisfatto. Non era convinto che questi ministri di Achab fossero sulla via retta e stretta. E ora scopriamo, cosa molto interessante, che a quanto pare Achab aveva una strana visione magica e pagana della profezia, perché sapeva che c’era un profeta a cui poteva rivolgersi, ma non voleva farlo perché avrebbe solo parlato male di lui.

Vedete, Achab pensava che se il profeta lo diceva, era come una parola magica, abracadabra, e si avverava. Quindi, devo impedire al profeta di dirlo. Il che significa semplicemente che Achab vedeva essenzialmente Dio controllato dalla parola dei profeti, piuttosto che i profeti controllati dalla parola di Dio. Perciò non voleva che Mikaiah venisse fuori.

Ma Giosafat lo spinge. E così Achab dice: “Va bene, vai a prendere quest’uomo. Te lo dico, Giosafat, verrà qui e si renderà ridicolo.Farà una figura da chiodi. Dirà cose brutte su di me e sarà davvero imbarazzante e spiacevole”. Giosafat dice: “Vai a prenderlo”. E così viene mandato un messaggero a prendere Mikaiah.

E quando il messaggero arriva da Mikaiah, voglio che vediate come lo supplica. E voglio che lo vediate perché oso dire che sentirete, ho sentito la stessa frase usata persino all’interno della chiesa di Gesù Cristo, persino nelle chiese presbiteriane ai nostri giorni. Arriva da Mikaiah e dice: “Guarda, Mikaiah, tutti gli altri hanno detto che va bene. Quindi non andare là fuori a creare problemi. Perderai comunque. Non c’è bisogno di un rapporto di minoranza qui, Mikaiah. Anche se non sei d’accordo è un rapporto di 400 a 1. Quindi pensi mai, Mikaiah, di ottenere un buon pulpito se vai là fuori e ti metti contro la maggioranza? Sarai solo visto come un piantagrane. Quindi fatti furbo. Vai là fuori, recita la tua parte, dì quello che Achab vuole sentirsi dire. Voglio dire, che ti importa? Se hai ragione, bene. Lui vince. E se hai torto, lui perde. Ma la tua reputazione rimane. Quindi pensaci, Mikaiah. Vai là fuori e parla bene. Non parlare male del re. I profeti sono tutti uniti. Dovrai solo affrontare ritorsioni. Quindi perché non conformarti? Dì la cosa più conveniente, Mikaiah.

Vi siete mai sentiti nella posizione di dire la cosa più conveniente? Siete mai stati a una festa di famiglia e sapete che qualcuno in famiglia sta dicendo cose che sapete che richiedono che nel contesto venga detta la verità? Al contrario, probabilmente avete qualcuno nella  vostra famiglia, so che nella mia famiglia c’è sempre qualcuno che cerca di assicurarsi che nessuno crei problemi alle feste di famiglia. Quindi, tieni per te la tua fede cristiana. Cerca di integrarti. Sai, non è un grosso problema. Ognuno ha il diritto di credere in ciò che vuole. Quindi, per favore, non fare scenate. Tutti non sono d’accordo con te, quindi…

E così, Mikaiah si presenta davanti al re Achab. Adoro quello che fa qui. Anche se potreste non accorgervene leggendo il versetto fuori contesto, a quanto pare si è presentato e ha detto ad Achab, in modo molto sarcastico, esattamente quello che voleva sentirsi dire. Si può quasi immaginare Mikaiah che arriva e dice: “Achab, stai pensando di andare a Ramoth Gilead. È così? Hai già elaborato un piano di battaglia. Vorresti vincere. Quattrocento persone ti hanno detto che vincerai. Ehi, chi sono io per dire il contrario? Certo, vai, vai. Sarà una giornata fantastica per te, Achab.Non puoi che vincere! Ramoth Gilead? Vai a prendertela. È tua. Certo. Uhhuh.”

E sappiamo che sta facendo sarcasmo perché Achab è quello che se ne accorge e dice: “Quante volte te lo devo dire, non mentirmi. Dimmi la verità”. Non è incredibile? Non vuole la verità. Eppure eccolo qui. Dammi la verità. Tu non vuoi la verità. Io voglio la verità. Va bene, ti dirò la verità.

Dice: “Ho visto tutto Israele disperso sui monti come pecore senza pastore”. E Jehovah disse: “Questi non hanno padrone. Ognuno torni a casa sua in pace”. E subito, vedete, Achab lo sa. Sapete, quest’immagine di pecore senza pastore significa che il capo del popolo è stato colpito. È un’immagine comune nella Bibbia. Achab capisce esattamente cosa sta dicendo. E così, non appena pronuncia queste parole, si rivolge a Giosafat e dice: “Non te l’avevo detto? Non te l’avevo detto che non avrebbe detto niente di buono su di me? Avrebbe detto solo cose cattive. Ed eccolo che dice che morirò. Dice che non tornerò. Le pecore saranno disperse. E così, da una parte, Mikaiah risponde allo stolto secondo la sua stoltezza e a lui non piace. E poi risponde allo stolto non secondo la sua stoltezza. Gli dice la verità e non gli piace neanche quella. Questo vi dice qualcosa sulla difesa della fede?

Non è questo il messaggio di stasera. Ma, come contorno, non sorprendetevi se agli increduli non piace quello che dite. Non potete accontentarli. Se usate i loro presupposti e li portate all’assurdo, allora si arrabbiano. E se vi rifiutate di usare i loro presupposti, a meno che non diventiate uno stolto come loro, poi si arrabbiano. E quindi siete condannati se lo fate e condannati se non lo fate. Se è così, allora suppongo che fareste meglio a essere fedeli al Signore, senza preoccuparvi di come reagisce il non credente.

Ma nondimeno, Mikaiah conosceva bene questa esperienza. Quando Achab chiese la verità, Mikaiah gli diede la verità anche in un’atmosfera sfavorevole. Come Mikaiah aveva detto al messaggero che era andato a prenderlo: “Come è  vero che Jehovah vive, posso dire solo ciò che dice il Signore”. Non mi servirebbe a nulla cercare di alterare il messaggio. Non mi servirebbe a nulla cercare di adattarlo ai tuoi desideri preconcetti perché è la parola di Dio che governa ogni cosa. La parola di Dio non sarà diversa da ciò che è. La verità non cambierà solo perché non ti piace.

E voglio che notiate il netto contrasto che Mikaiah traccia tra i re terreni che, come ci è stato detto, siedono nelle loro vesti regali nella corte pubblica di Samaria. Eccoli lì con tutta la loro pompa e le loro cerimonie e le loro vesti regali. E Mikaiah dice che lui ha visto il Signore. Ha visto Dio Onnipotente seduto sul suo trono celeste e tutto l’esercito del cielo davanti a lui. Questo è il modo di predicare ai re.

Disprezzo quelle persone che vanno alle sessioni di predicazione alla Casa Bianca e si prostrano e si umiliano davanti ai dignitari di questa terra. Noi parliamo nel nome di Dio Onnipotente. E Mikaiah dice: “Potete sedervi in pompa magna con tutte le vostre vesti, ma io ho visto il Signore. Lui è il re”. Ed ecco cosa ha detto il Signore e dovete tenerne conto, che vi piaccia o no. Nella visione che Dio aveva dato a Mikaiah, Israele aveva perso il suo pastore. Le pecore erano disperse. Dovevano tornare a casa senza una guida.

Ai tempi di Mosè, Mosè fu preoccupato che Israele sarebbe stato come un gregge senza pastore e Dio provvide a mandare Giosuè a guidarlo. Ai tempi di Davide, vediamo Davide preoccupato nel Salmo 78 che Israele sarebbe stato come un gregge senza pastore. E la promessa di Dio è che manderà un pastore a governarli. Chi è il grande pastore che sta per venire? Ovviamente, è un buon pastore stesso, il Signore Gesù Cristo. È l’unico che unirà il popolo di Dio. È l’unico che lo manterrà al sicuro e lo guiderà verso la sua dimora eterna.

Nel nono capitolo del Vangelo di Matteo, al versetto 36, leggiamo che Gesù ebbe compassione della folla perché la vedeva come un gregge senza pastore. Mikaiah dice: “Tu non sei re, Achab. Non durerai. Sarai dimenticato come tutti gli altri, e Dio adempirà la sua profezia  e tu morirai”.

Ora, non abbiamo letto il resto della storia, ma penso che la troverete affascinante. Achab è un tipo così viscido e subdolo. Quest’uomo è incredibile. Ma bisogna chiedersi chi sia il peggiore, Achab o Giosafat. Achab pensa: “Credo che mi parerò il – ehm, non credo Bahnsen userebbe questa espressione, Achab pensa: credo che mitigherò il rischio. Dici che tornerò, e poi che non tornerò, che morirò. Bene, allora penso che andrò in battaglia come un qualsiasi altro soldato”. E va da Giosafat e gli dice: “Guarda, indossa tu le vesti reali. Ti stanno molto meglio, Giosafat. Perché non vai in battaglia e ti guarderanno e diranno: ‘Ehi, ecco il re’ Le tribù si sono riunite. Un’idea niente male, eh?”. Che succede a Giosafat?  Accetta questo piano.” Dice: Va bene, faremo così. Quindi, vanno in battaglia.

Ora, cosa succederà ad Achab? Mikaiah ha detto: “Morirai.” In effetti, Achab si arrabbia così tanto per le parole di Mikaiah che dice: “Cacciatelo in prigione.” “Dategli da mangiare il pane d’afflizione finché non tornerò”. Pane e acqua finché non torno.

Oh, adoro l’audacia di Mikaiah. Mikaiah dice: “Cosa ti fa pensare che tornerai?” Non ho forse parlato nel nome di Jehovah? E si può dire che lo stanno trascinando fuori. Sapete che film ne verrebbe fuori? È fantastico. Arriva alla porta, ne sono sicuro. E tiene un piede dentro. Un’ultima parola. Ascoltatemi, gente. “Se torna vivo, non ho parlato nel nome di Jehovah”. Trascinato in prigione. Questa è l’ultima volta che sentiamo parlare di Mikaiah,  pane d’afflizione per questo poveretto.

Ad Achab non piace. E così si tutela. Fa in modo che Giosafat sia il re visibile. Va in battaglia. E i soldati vedono Giosafat. Lo inseguono. Giosafat grida: “Ehi, avete sbagliato persona. Avete sbagliato persona. Guardatemi, io non sono Achab. “Voi non ce l’avete con me.”

E potreste pensare: “Beh, allora si voltano, cercano e trovano Achab e finalmente lo uccidono”. No, Dio vuole tutta la gloria per questo. E così leggiamo che c’era un soldato nell’esercito siriano che a quanto pare era rimasto con l’ultima freccia. Sapete, sta pensando: “Oh, beh, scaglierò quest’ultima freccia così ho finito. C’è un gruppo di soldati laggiù. «La scaglierò in mezzo alla folla e vedremo se succede qualcosa a caso». La Bibbia dice che tese l’arco, scoccò la freccia in aria e questa ricadde. E sapete, se avesse voluto farlo, se fosse stato ancora più vicino e avesse potuto mirare, probabilmente non ci sarebbe riuscito.

Se sapete com’erano le armature a quei tempi, doveva colpire la giuntura dell’armatura mentre il braccio era esteso. Quindi, c’era solo una piccola striscia esposta mentre il braccio si muoveva avanti e indietro. E a quanto pare, mentre Achab mosse il braccio, la freccia ricadde in quel punto e lo colpì a morte. Se mai aveste dubbi sul fatto che la parola di Dio raggiunga il suo bersaglio, leggete questa storia. Dio prende una freccia scoccata a caso, come si suol dire, e la fa ricadere nel cuore di Achab. Egli si trascina fino al suo carro, muore nel suo carro e, mentre viene riportato a Samaria e il suo sangue viene lavato via, i cani di Samaria leccano il suo sangue, proprio come aveva detto la parola di Jehovah. Mikaiah disse: «Se mai dovesti tornare, Dio non avrà parlato tramite me».

Beh, si sta facendo tardi. Che tipo di parola è la parola di Dio? È una parola sconveniente. E ciò che Dio ci chiede di fare è essere disposti a pronunciare la sua parola sconveniente perché l’ha pronunciata a prescindere da ciò che dice la maggioranza. A prescindere dal voto unanime contro di noi, a prescindere dall’impopolarità di ciò che abbiamo da dire, noi parliamo nel nome di Jehovah. E quindi, non modifichiamo il messaggio. I messaggeri di Dio non hanno il diritto di cercare di rendere il messaggio più accettabile al loro pubblico.

Quindi vi chiedo, come popolo di Dio, che tipo di profeta volete? Che tipo di predicatore volete? Che tipo di anziani volete? Che tipo di testimoni volete essere per il Signore? Volete essere come Sedechia, l’uomo che piace agli altri con il suo messaggio ottimista? Siete disposti a essere come Mikaiah, che rappresenta Dio e dice la verità, che piaccia o no alla gente?

In Isaia 30, versetto 10, il profeta Isaia è chiamato a pronunciare una parola di condanna contro Israele. Ed è interessante come Isaia parli del popolo. In Isaia 30, versetto 9, leggiamo che sono “un popolo ribelle, sono figli bugiardi, figli che non vogliono ascoltare la legge di Jehovah,  che dicono ai veggenti: on abbiate visioni e ai profeti: Non profetateci cose vere, diteci cose piacevoli, profetateci cose ingannevoli”.

Non profetizzateci cose giuste, diteci cose facili, non diteci ciò che è giusto, diteci ciò che è facile da accettare, cose facili’.

Sapete, ci sono predicatori che sono costantemente impegnati a lisciare a rendere più gradevole per la gente la parola di Dio, in modo che la accettino più facilmente. Ci sono persone che in chiesa vogliono che il loro predicatore sia così. Ci sono persone che, quando testimoniano al lavoro, in famiglia o con i vicini, vogliono rendere più gradevole la parola di Dio, che sono come imbarazzate da ciò che la parola di Dio dice.

Non profetizzateci cose giuste. Lisciatele. Rendete tutto più facile. Cosa dice Paolo in 2 Timoteo 4:3-4? Paolo parla a Timoteo, il pastore, di questo stesso problema. 2 Timoteo 4:3: “ Verrà il tempo, infatti, in cui non sopporteranno la sana dottrina ma, per prurito di udire, si accumuleranno maestri secondo le loro proprie voglie e distoglieranno le orecchie dalla verità per rivolgersi alle favole”.

Verrà il tempo in cui non vorranno più predicatori che dicano loro la verità, ma predicatori che solletichino le loro orecchie. E, credetemi, abbiamo un sacco di predicatori che solleticano le orecchie ai nostri giorni. Ne abbiamo uno nel sud della California che ha una grande cattedrale di vetro di cui è molto orgoglioso. E sa solleticare le orecchie. Attira migliaia di persone, fa un sacco di soldi. E ha scritto un libro in cui dice: “Non possiamo più predicare sul peccato perché questo non è ben visto dalle persone del XX secolo. Dobbiamo dire loro che andrà tutto bene e che Dio li ama. Dio si preoccupa molto per loro. E tutta questa idea di pentimento, peccato e tutto il resto è davvero antiquata e brutta e comunque non venderà. Quindi, addolciamo la pillola, lusinghiamoli e diciamo loro quello che vogliono sentirsi dire.

Abbiamo chiese evangeliche che non vogliono predicare il pentimento. Predicano la fede. Predicano che se firmate una carta di impegno, Gesù sarà il vostro salvatore; ma che dovete abbandonare il peccato, oh, non vogliamo dirlo alla gente. È troppo sconveniente. È spiacevole. La gente non vuole saperlo. E quindi, in sostanza, predichiamo che si può vivere come un inferno e andare in paradiso. Non dovete pentirvi. Basta che crediate che Gesù sia morto per tutti i peccati che state commettendo e non preoccuparvi di abbandonarli perché Gesù è morto per tutti comunque.

E a proposito, mentre ci siamo, questi evangelici faranno piacere alla gente dicendo loro che quando credono in Gesù, lo fanno perché il loro libero arbitrio è stato esercitato per renderli cristiani. E disprezzano coloro che dicono no, la Bibbia dice che non sei tu ad aver scelto me. Sono io ad aver scelto te. Che mi ami perché io ti ho amato per primo. Ho preso l’iniziativa. Ho pagato il prezzo. Ho cambiato il tuo cuore. E quindi, poiché è tutto per Grazia, mi devi tutto. Noi non vogliamo un Dio così.

E così, abbiamo evangelici che cercano di compiacere la gente e non predicano il Vangelo. Abbiamo persone nelle chiese riformate che vogliono servizi di culto che piacciano e intrattengano le persone. Pensate che sia per questo che andiamo in chiesa, per essere intrattenuti? Beh, allora perché ci preoccupiamo di teatralità, balli e adorazione se non stiamo cercando di compiacere gli uomini? Abbiamo chiese riformate che non praticano la disciplina. Sapete quanto sono infelici le persone quando ci sono ammonimenti? Quando ci sono scomuniche nella vostra chiesa, ragazzi, vi dico, la gente non verrà più in chiesa. Abbiamo chiese riformate che non vogliono predicare la legge di Dio come base del pentimento perché, beh, la legge di Dio dice cose che sono vere, che sono imbarazzanti per noi oggi. Cose sconvenienti nella Bibbia messe da parte – per non offendere gli uomini.

Paolo dice in Romani 3:4: “Sia Dio verace, e ogni uomo bugiardo”. Se Dio lo dice e il mondo intero si schiera contro questo fatto, si può concludere che il mondo intero è pieno di bugiardi. La parola di Dio non si piega ai nostri desideri. La parola di Dio è sovrana nelle nostre vicende. A Dio non importa che non vi piaccia. L’avete mai detto a qualcuno?

Beh, io non vorrei un Dio così. Dovete dire che a Dio non gli importa cosa vi piace. È solo perché segui cosa ti piace che sei nei guai con l’Onnipotente. Cosa intendi con “non voglio un Dio così”? Pensi che Dio ti permetterà di plasmarlo a tua immagine e somiglianza? Hai capito male. Lui ti ha creato a sua immagine. Ora vivi di conseguenza.

Sia Dio verace, e tutti gli uomini bugiardi. Paolo lo esprime così nel primo capitolo della lettera ai Galati, versetti 9 e 10. Paolo dice, Come abbiamo già detto, ora lo dico di nuovo: Se qualcuno vi predica un evangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia maledetto. E poi ascoltate cosa aggiunge Paolo:  Infatti, cerco io ora di cattivarmi l’approvazione degli uomini o quella di Dio? Oppure cerco di piacere agli uomini? Infatti, se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servo di Cristo.

Oh, se potessi fare a modo mio, se potessi fare a modo mio, molte cose cambierebbero nella chiesa. Ma se potessi fare a modo mio, ogni sermone di ordinazione sarebbe predicato basandosi su questo. E se volessi piacere agli uomini, non sarei un servo di Cristo. Non potete essere rappresentanti di Dio Onnipotente. Non potete annunciare la parola del suo regno se pensate di avere il diritto di cercare di piacere al pubblico.

E quindi ho una domanda per voi. Che tipo di predicatore volete? Davvero? Volete un predicatore di questo tipo?” Volete un Mikaiah che dica: “Com ‘è vero che l’Eterno vive, io dirò ciò che l’Eterno mi dirà”, ecco cosa dirò. Volete anziani di questo tipo? Volete una chiesa che metta in pratica questo? Volete essere persone che testimoniano di Dio in questo modo? Siete disposti a mangiare il pane dell’afflizione come dovette fare Mikaiah, affinché il popolo di Dio potesse avere il pane della vita?

Ho una seconda domanda. Non solo che tipo di profeta volete e che tipo di profeta volete essere, ma di che tipo di parola pensate che abbiamo bisogno ai nostri giorni? Mikaiah disse: “L’unica parola che posso predicare è quella che Dio mi ha dato”. E vorrei suggerire che ci sono almeno tre cose di cui abbiamo bisogno ai nostri giorni.

Primo, abbiamo bisogno di una parola di avvertimento. Secondo, abbiamo bisogno di una parola di scandalo. E terzo, abbiamo bisogno di una parola di grande gioia e salvezza.

Prima di tutto, una parola di avvertimento. Se vogliamo essere fedeli servitori di Dio per l’avanzamento del suo regno, dobbiamo essere disposti a dire cose che suonano molto pessimistiche, molto scoraggianti, molto dure, molto aspre a causa del pericolo religioso mortale dei nostri giorni. Amici miei, noi nella chiesa di oggi proclamiamo essenzialmente lo stile di vita del mondo. I nostri pensieri non sono più rivolti verso l’alto per ascoltare ciò che Dio Onnipotente dice affinché possiamo essere una luce per il mondo. Prendiamo le tenebre del mondo e le ributtiamo verso Dio come se questo potesse compiacerlo. Nella chiesa, sentiamo tanta predicazione di tolleranza verso il peccato quanta ne sento nelle università laiche.

Ora, non vi piacerà sentirlo, ma vi sto dicendo la verità. Sento nella chiesa, da un punto di vista filosofico e teologico, tanta predicazione di tolleranza verso il male quanta ne vedo nelle università laiche. Oserei dire che la chiesa è diventata il vago riflesso di ciò che l’università vende molto meglio di noi. Almeno loro la rendono molto interessante. Lo rendono stimolante e noi prendiamo la loro minestra, la riscaldiamo e lo riproponiamo alla nostra gente. Chi mai potrebbe pensare che esista un giusto o uno sbagliato assoluto? Non sapete che il giusto e lo sbagliato sono concetti democratici? Nella chiesa, abbiamo assecondato lo spirito di tolleranza mortale dei nostri giorni, e anche le conseguenze del peccato, perché la nostra cultura insegna che se qualcosa vale la pena, deve essere piacevole. E noi ci adeguiamo a quell’andazzo anche in chiesa. Quindi cerchiamo di rendere il cristianesimo piacevole. Perché dovresti diventare cristiano? Perché ti renderà – felice. Perché venire in chiesa? Perché è un programma di intrattenimento migliore di quello che c’è in TV stasera.

Vedete, la Chiesa ha dimenticato la necessità di un avvertimento: Dio è adirato per il peccato. E se volete sapere cos’è il peccato, dovete conoscere la legge di Dio. Abbiamo bisogno di chiese che proclamino la legge di Dio e la sua ira contro coloro che la infrangono. Che ci piaccia o no,

Abbiamo bisogno di una parola di avvertimento, ma anche di una di offesa, una di scandalo. Ai giorni nostri, temo che la croce del Signore Gesù Cristo e l’intera dottrina dell’espiazione tramite il sangue siano state quasi dimenticate. Predichiamo la salvezza, ma avete mai sentito i predicatori spiegare in cosa consiste la salvezza e come Dio si prende cura del problema del peccato dell’uomo?

Voglio spiegarvi perché i predicatori non sono più espliciti di quanto non facciano di solito. Perché, in fin dei conti, Dio dice: “Se volete essere salvati, qualcuno deve morire al vostro posto”. E il mondo odia questo messaggio. Il mondo ha sempre odiato questo messaggio. In 1 Corinzi capitolo 1, Paolo ci dice che i Giudei lo considerano uno scandalo. E i Greci, i filosofi di questo mondo, la considerano una follia. Ve lo assicuro che  la considerano una follia.

Quando ero uno studente di filosofia, frequentavo un corso avanzato di etica, uno dei principali filosofi libertari dei nostri giorni, nonché uno dei migliori insegnanti di filosofia dal punto di vista pedagogico e della conoscenza della materia, sapeva che ero un laureato in teologia e mi prendeva costantemente in giro durante le sue lezioni con piccole frecciatine del tipo: “Beh, certo, che tipo di giustizia è che un uomo muoia per i peccati degli altri?”. Il mondo odia quest’idea. Il mondo considera la dottrina dell’espiazione tramite il sangue barbara e antiquata. Che Gesù abbia dovuto versare il suo sangue e morire sulla croce per i peccati del suo popolo è un vituperio per gli uomini. Se la Chiesa vuole tornare sulla retta via ai giorni nostri, non deve solo predicare un avvertimento, l’ira di Dio contro i trasgressori della legge, ma deve anche predicare la parola di scandalo, la parola della croce di Gesù Cristo. Ricordate come Paolo disse che avrebbe predicato solo Cristo e lui crocifisso, che piaccia o no.

E in terzo luogo, abbiamo bisogno di una parola di gioia e di salvezza ai giorni nostri. Se comprendete la legge di Dio e la sua ira verso il peccato, e se comprendete questo messaggio offensivo e insensato dell’espiazione tramite il sangue attraverso la croce di Cristo, allora c’è realmente una buona notizia che Dio ha per voi. Allora la gioia della salvezza può essere compresa. Ora, non è un’ironia? Quello che vi sto dicendo è che quando predichiamo le alte richieste e la veridicità della parola di Dio, per quanto difficile possa sembrare all’inizio alle persone, alla fine è un messaggio meraviglioso e glorioso che porta sollievo alle nostre anime e gioia per sempre. Jay Gresham Machen una volta disse, ed ecco un eroe per il XX secolo, se ne cercate uno, Jay Gresham Machen disse: “Un’alta considerazione della legge rende gli uomini alla ricerca della grazia. Una bassa considerazione della legge permette il legalismo”.

Se volete che le persone comprendano la grazia di Dio, allora dovete predicare una parola di avvertimento. Dovete predicare lo scandalo della croce di Cristo, che è di per sé sconvolgente. E allora comprenderanno e apprezzeranno che il buon pastore è venuto, affinché il suo popolo non sia più disperso, e che ha dato la sua vita per le pecore.

In che modo la parola di Dio non è come McDonald’s? È scomoda, sconveniente, ecco come. Ecco perché le chiese che oggi sono affollate, sono quelle dove Sedechia e profeti come lui predicano e anime affamate si pongono la stessa domanda che fece Giosafat: “Non c’è un profeta di Jehovah a cui possiamo rivolgerci?”. E in un giorno come quello, prego che abbiate un pastore, degli anziani, e di essere un popolo di Dio come Mikaiah, che dice, come l’Eterno vive, ecco ciò che dice Jehovah, questo è ciò di cui parlerò.

Preghiamo. Padre nostro celeste, santifichiamo il tuo santo nome. Ti ringraziamo perché sei un Dio così meraviglioso. Ci inchiniamo davanti a te nella tua sovranità. Riconosciamo che le tue pretese sono al di sopra di tutta la terra. Riconosciamo che sei inattaccabile. Riconosciamo che hai ragione in tutto ciò che dici. Che non hai nessuno che possa consigliarti. Riconosciamo la nostra umile dipendenza da te. Che non saremmo nulla senza di te. Che non c’è nulla di buono di cui godiamo in questo mondo se non fosse per un dono che ci hai fatto per grazia tua. Riconosciamo che non vivremmo. Non saremmo illuminati dalla tua parola. Non avremmo la salvezza se non fosse per il tuo amore che ci ha cercato e ci ha attratti a te.

Ti ringraziamo perché ci hai dato la vita. Ti ringraziamo perché ci hai dato la parola di vita. Ti ringraziamo perché abbiamo la tua santa parola a guidarci e preghiamo che, per mezzo del tuo santo Spirito, possiamo esserle più fedeli. Che possiamo riconoscere che non abbiamo il diritto davanti a te di togliere nulla a ciò che hai detto o di aggiungere nulla a ciò che hai detto per renderlo più gradito agli uomini. Oh Dio, afferraci stasera con la piena consapevolezza che non dobbiamo essere coloro che cercano di piacere agli uomini, ma che cerchiamo solo di piacere a te, di esserti fedeli, di desiderare ardentemente quel giorno in cui saremo al tuo cospetto e ascolteremo la parola di benedizione: “Ben fatto, servo buono e fedele”. Oh Signore, aiutaci ad amare e a inchinarci davanti alla Tua parola, anche se scomoda, e ad essere come Mikaiah in un tempo che odia la tua parola. E preghiamo che Tu dia successo alla tua parola. Perché sappiamo che se le siamo fedeli, essa è in grado di abbattere le barriere del peccato, della ribellione e dell’incredulità. Sappiamo che veramente le porte dell’inferno non prevarranno contro la tua Chiesa, poiché essa è fedele al suo padrone, al nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. Nel cui nome preghiamo, amen.


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