Basilare per una sana impresa educativa è un curriculum mutevole. Proprio perché un sano curriculum ha il suo fondamento in una fede immutabile nel Dio sovrano e trino – e nella sua Parola infallibile – riconoscerà che l’uomo e le sue vicissitudini cambieranno e si svilupperanno. L’immutabilità è in Dio e nell’eternità, non nel tempo e nell’uomo. Quando la Cina adottò una fede relativista nel cambiamento come valore ultimo, la sua educazione divenne statica e invariabile, non rimanendovi alcun Dio e legge trascendente che fornissero una critica alla storia o un principio di differenziazione. Senza una legge assoluta, tutte le cose sono relative ed equivalenti, egualmente importanti e, allo stesso tempo, egualmente insignificanti. Momentaneamente un’opzione parrà meglio dell’altra, ma chi può giudicare se quel dato momento abbia un qualche significato, o se le opzioni non siano altro che illusioni?
La natura statica del curriculum appare negli studi della lingua, ancora legati ad un mondo di assoluti. Il latino, un tempo lingua internazionale e dell’erudizione, ha oggi valore solo per gli storici e gli studi classici. Greco ed ebraico, sebbene importanti per una società cristiana, lo sono fondamentalmente solo per le accademie bibliche di quella società. Il tedesco e, in una certa misura, il francese sono apprezzate dai futuri storici, dai pochi che viaggiano frequentemente, e pochi altri. L’influenza della politica ha portato l’attenzione verso il russo ed il cinese, ma una più saggia prospettiva economica insisterebbe sul giapponese, dal momento che il Giappone è oggi la seconda maggiore potenza industriale. Il promettente sviluppo del Brasile potrebbe divenire significante per i redattori di curriculum ed è degno di considerazione. In breve, lo studio delle lingue straniere deve essere orientato alla realtà, non al passato.
Similmente, gran parte del curriculum di matematica è di rilievo solo per i futuri matematici, non per la stragrande maggioranza delle persone. Essa dovrebbe essere volta maggiormente ad amministrazione, contabilità ed alle molteplici necessità pratiche del mondo moderno. Una tale revisione del curriculum di matematica richiederebbe un aggiornamento dei contenuti piuttosto che la sua svalutazione.
In letteratura, non è l’abilità dello scrittore a meritare attenzione, bensì sono le espressioni di idee, credenze e culture ad essere necessarie allo studente.
La Bibbia e la legge biblica sono basilari per qualunque buon curriculum e non possono esserne escluse senza invitarvi l’anarchia educativa.
L’economia è un requisito di base per un sano curriculum e dovrebbe consistere in un’approfondita analisi della teoria e della prassi.
Il buon curriculum è quello pertinente, e la pertinenza richiede due fattori: un mondo di assoluti ed un mondo che cambia. Non è sufficiente attenersi agli assoluti di Dio: devono essere nuovamente e continuamente riproposti ai tempi che cambiano.
Non sono le semplici materie ad avere significato, ma una fede che stabilisce connessioni, rapporti e che cresce per la sua abilità di produrre relazioni significative e proficue. Ciò coinvolge l’elemento personale. Nell’anno accademico 1969-1970, un ragazzo disabile di quarta elementare, situato nella Fairfax Christian School di Fairfax, in Virginia, fu esaminato da psicologi, ottenendo un indice di quoziente intellettivo pari a 76. Eppure, nelle verifiche di fine anno di un istituto superiore per bambini, il ragazzo ottenne un punteggio, su standard nazionale, pari o superiore alla media in tutte le materie. Alla base di questo successo vi era un curriculum sano ed un premuroso insegnante cristiano. Un curriculum non può appoggiare il relativismo senza incorrere nel fallimento, ma deve essere pertinente. In questo caso, sia il curriculum che l’insegnante hanno portato senso cristiano al ragazzo, con risultati sorprendenti.