Avvertimento del traduttore: Disgrace significa, disonore, ignominia, infamia, vergogna, tutti termini appropriati qui e teneteli a mente mentre leggo questo sermone. Tuttavia, significa anche disgrazia, sfavore e poiché questo senso è più consono al tono delle tre lezioni sotto il titolo generale di Legge e Grazia, lo manterrò così. Quindi Legge e Disgrazia. Ci saranno anche una sfilza di statistiche americane. Vi esorto a non scartarle sdegnosamente come estranee. Sono quanto mai valide anche per l’Italia e sono peggiorate.
Non è meraviglioso questo incontro? È come quel profumo che fu versato sul capo di Aronne, non è vero? Così dolce e delizioso! Se dopo questo fine settimana non saremo pronti per andare in paradiso, non so quando! Grazie mille per avermi invitato e per la vostra gentilezza nel permettermi di rivolgervi la parola. È sempre un grande privilegio parlare al popolo di Dio. È anche un privilegio parlare a coloro che non appartengono al popolo di Dio, quando il Signore ti ha affidato un messaggio per loro, ma è un vero privilegio e una gioia essere con coloro che appartengono al popolo di Dio e che condividono le mie stesse idee.
Voglio congratularmi con la Chiesa Presbiteriana di Chalcedon. State festeggiando il vostro ventesimo anniversario. Lodo Dio per voi e vi celebro. Voglio anche ringraziarvi. Credo che molti di noi, che hanno attraversato alti e bassi negli ultimi 20 anni, abbiano trovato incoraggiante il fatto che Dio abbia suscitato qui ad Atlanta una testimonianza di questa congregazione. Vi ha benedetti: guardate questo meraviglioso edificio, le persone che avete, il talento che c’è qui, la predicazione da questo pulpito. E prego che Dio vi conceda ancora molti anni per guidarvi e darci un esempio.
Grazie per avermi invitato alla vostra festa di compleanno. Sono felice di essere qui e vorrei cogliere l’occasione perché credo sia appropriato che, se pensiamo ai 20 anni di questa congregazione, possiamo pensare anche a 20 anni di quello che a volte viene chiamato il movimento di Ricostruzione Cristiana.
Ora, oggi non userò mezzi termini. Chi di voi non ha letto altri testi sa che tecnicamente, se parliamo in termini sociologici, non esiste un movimento ricostruzionista. Ma c’è sicuramente una ricostruzione di questa scuola di pensiero, e sebbene non sia iniziata con la Chiesa Presbiteriana di Chalcedon, il riconoscimento pubblico di questa scuola di pensiero non è poi così lontano nel tempo dagli inizi di questa congregazione. Quindi questa è un’occasione appropriata non solo per essere grati a Dio per i 20 anni che avete trascorso come congregazione, ma anche per fermarvi a riflettere sul movimento della scuola di pensiero ricostruzionista o comunque lo si voglia chiamare.
Il grande tema e l’essenza stessa della teologia protestante è la Legge e la Grazia; qual è la relazione tra Legge e Grazia? Molti teologi hanno affermato: “Se si riesce a essere corretti su questo argomento, si ha una teologia corretta, e se ci si allontana dal tema della Legge e della Grazia, nella misura in cui lo si fa ci si allontanerà anche dall’Ortodossia”. Non c’è bisogno che io venga a parlarvi tre volte di teonomia per illustrarvi la visione teonomica della Legge e della Grazia; sarebbe come portare ghiaccio al Polo Nord, no? Se conoscete i numerosi libri che sono stati pubblicati, non solo da me, ma anche da altri che Dio ha suscitato, sapete qual è la tesi e sapete come va difesa. Vorrei solo dire, di sfuggita, anche se non intendo entrare nel merito della sua difesa in modo esegetico, che negli ultimi 20-25 anni della mia carriera Dio mi ha dato una fiducia sempre maggiore nella correttezza di questa tesi.
Molti di voi che mi conoscono pubblicamente, attraverso i miei scritti, le mie registrazioni e così via, non sanno che Greg Bahnsen è stato in seminario e stava elaborando queste idee, confrontandole e confrontandosi con i suoi professori al Seminario di Westminster, e chiedendosi, giustamente, cosa ci fosse di sbagliato. Voglio dire, credo che gli studenti debbano essere studenti e avere la dovuta umiltà di chi è in una posizione di apprendimento, ma ci si chiede sempre cosa ci sia di sbagliato, forse perché non si è studiato abbastanza, che non si è visto, che non si è considerato, cosa si nasconde dietro il velo di ignoranza nella propria vita che potrebbe emergere e dire: “Ecco cosa distrugge quest’idea, e così via”. Bene, vedete, 20 anni passati in giro a difendere queste idee, a incassare colpi e ad ascoltare ciò che presumibilmente gli studiosi del nostro mondo riformato ed evangelico hanno da dire, mi hanno portato almeno a questo: stamattina sono assolutamente convinto che se ci sono errori nella prospettiva ricostruzionista o teonomica, non sono errori enormi e gargantueschi che un bambino sarebbe in grado di individuare.
Questo è ciò che ci diranno i nostri oppositori: che abbiamo mancato l’obiettivo di un chilometro, non solo di misura. Ebbene, ora sono convinto che se i migliori studiosi al di fuori della nostra scuola di pensiero non riescono a fare di meglio di quanto abbiano fatto negli anni, dovremmo avere molta fiducia, non in noi stessi, ma ringrazio Dio perché credo che questa sia una tesi che resisterà alla prova del tempo e lo ringrazio per questo.
Non voglio entrare nei dettagli di come potrei rispondere oggi ai miei critici e non voglio annoiarvi ripercorrendo la tesi teonomia nella sua forma più convenzionale nelle prossime tre occasioni in cui potrò parlare, ma desidero affrontare la tesi teonomica in un modo che spero possa promuovere ciò che crediamo essere il punto di vista di Dio riguardo alla moralità e alla politica in questo mondo, e vorrei aiutare noi, come teonomisti e ricostruzionisti, ad avvicinarci a camminare con Dio nel modo in cui Lui desidera.
Vorrei quindi concentrarmi sulla legge, con l’interesse di guardare al di fuori del nostro movimento. Questo è ciò che farò in questa conferenza. Domani mattina, invece, ci concentreremo sull’interno di questo movimento o scuola di pensiero, e domani sera, esamineremo insieme, che siate teonomisti o meno, esamineremo insieme la questione della grazia della legge.
Questa mattina vorrei guardare all’esterno, in un certo senso, alla legge di Dio in relazione ai nostri oppositori e a ciò che potremmo dire loro, oltre a scrivere libri e refutare le loro argomentazioni. Il titolo del messaggio di questa mattina è “Legge e disgrazia”. Domani mattina, vi prego di pregare per me. Ho meditato e riflettuto su questo per un po’ di tempo. Cosa potrei condividere, ripensando a 20 anni di esperienza nel movimento ricostruzionista? Cosa potrei dire, nel breve tempo a disposizione, a noi stessi che guardiamo dentro? E, in sostanza, se non potete essere presenti, quello che vorrei condividere con voi è che non basta avere la legge di Dio. Lodo Dio per la sua legge, ma la legge di Dio nelle mani degli stolti non ci aiuterà.
Noterete che quando Salomone ebbe l’opportunità di chiedere una cosa a Dio, non chiese più legge. Certo, aveva tutto ciò di cui aveva bisogno nella legge che Mosè gli aveva dato, e chiese la saggezza; e vorrei pregare che Dio usi questo messaggio per aiutarci a diventare saggi nell’uso della sua legge. E poi, insieme, che siamo teonomisti o meno, domani sera vorrei che comprendessimo, attraverso uno studio esegetico dettagliato dell’Antico Testamento, che abbiamo frainteso il rapporto tra Legge e Grazia.
Bene, torniamo indietro di 20 anni. Questo è quello che vi avevo detto, lasciatemi tornare indietro di un decennio, anzi di oltre 20 anni, e ricordarvi quella canzone resa famosa da Bob Dylan, poi resa popolare da Peter, Paul and Mary e cantata da Joan Baez, “Blowing in the Wind”, ricordate, “Quante strade deve percorrere un uomo prima che tu lo chiami uomo, quanti mari deve solcare la colomba bianca prima di dormire sulla sabbia”. L’ultima strofa contiene un rigo che trovo interessante:
“Quante volte può un uomo voltare la testa e fingere di non vedere?“.
E userò questo come tema unificante per ciò che voglio dire, sia a chi è al di fuori della scuola di pensiero della Ricostruzione, sia a chi ne fa parte.
Guardando fuori, mi sembra che gli antiteonomisti stiano distogliendo lo sguardo dall’orribile verità sul mondo. E sebbene possiamo essere coinvolti in lotte politiche istituzionali e dispute personali, e avere difficoltà a convivere, a trovare divergenze su come argomentare, su come interpretare determinati testi e così via, ciò che vorrei sapere dai nostri oppositori, nella misura in cui sono fratelli e sorelle in Cristo, vorrei sapere quante volte un uomo può voltare la testa e fingere di non vedere ciò che sta accadendo.
Rivolgerò la stessa domanda a tutti voi domani mattina, mentre esaminiamo i nostri cuori e riflettiamo sulle nostre difficoltà, vivendo insieme, nel nostro mezzo, nelle nostre stesse difficoltà: quante volte abbiamo voltato la testa e finto di non vedere ciò che tutti gli altri vedono di noi, senza affrontare il problema? Se lo farò in modo convincente, forse non mi apprezzerete più, ma spero che Dio gradirà ciò che ho da dirvi.
E tutti noi fratelli e sorelle in Cristo, che ci definiamo teonomisti o meno, tutti noi abbiamo bisogno di una visione migliore di ciò che la legge di Dio significa in relazione con la sua grazia, perché, a prescindere dalle rivalità interne, se perdiamo questo, perdiamo ciò che significa essere cristiani. Quindi è questo che voglio condividere con voi questo fine settimana. Il tempo è poco, ho imparato negli anni a parlare più lentamente. Alcuni anni trascorsi nel Sud mi hanno aiutato in questo, e ora dovrò combattere tutto ciò che ho imparato e dovrò riempire il vostro tempo con molto materiale, perché non abbiamo spesso opportunità come questa e voglio condividere alcune cose con voi.
Quali sono le due ragioni principali per cui le persone mi dicono di opporsi alla teonomia e all’etica cristiana? Ce ne sono molte. Ho scritto un intero libro, quindi sono molte di più di due, ma se dovessi riassumerle nelle due ragioni principali ricorrenti per cui le persone non possono essere teonomiste, la prima sarebbe perché non siamo sotto la legge, ma sotto la grazia (Romani 6:14). Ripetutamente, in diverse varianti, il tema centrale è che non siamo sotto la legge, ma sotto la grazia. E, applicando questo concetto, la seconda è, credo, che in particolare non siamo soggetti a quelle leggi severe e terribili che regolano il governo della società e il ruolo del magistrato civile nel punire i criminali. Quindi, se la teonomia si sbaglia, se si ascolta la mentalità popolare, e il motivo principale per cui le persone non sono d’accordo con noi, è che ci sbagliamo perché pensiamo di essere sotto la legge anziché sotto la grazia, e siamo così severi nel credere che la nostra società debba essere governata dalle sanzioni penali dell’Antico Testamento.
E quindi cosa possiamo dire se avessimo due diverse scuole di pensiero che propongono come costruire un quartiere e avessero visioni completamente diverse su come procedere con la costruzione delle case, delle strade e di tutto il resto che contribuisce alla costruzione di un quartiere? Se foste in una scuola di pensiero contrapposta all’altra, e steste entrambi cercando di costruire i vostri rispettivi quartieri, potreste di tanto in tanto andare a trovarvi e dire: “Come sta andando? Fateci sapere i progressi”. Quindi, invece di fare un’esegesi, un’argomentazione stamattina, vorrei semplicemente andare nel quartiere non teonomista e dire: “Come sta andando? Dateci un aggiornamento sul mondo sotto la vostra influenza”.
Come stanno andando le cose nelle vostre chiese? Se guardiamo indietro nel tempo, ben oltre il XX secolo, fino ai primissimi giorni della Chiesa cristiana, vedremo che fin dal suo primo incontro con un’eresia, la Chiesa cristiana dovette affrontare la questione della legge e della grazia.
Marcione, morto nel 160 d.C., fu il capo di una setta eretica nella Chiesa primitiva. Giunse a Roma intorno al 140 d.C. Quattro anni dopo la Chiesa lo aveva scomunicato. Secondo Marcione, il Vangelo di Gesù Cristo era interamente un Vangelo d’amore che esclude la legge mosaica.
La sua versione dell’amore non era soggettiva, non era licenziosa. Bisogna capire che Marcione era un asceta, credeva in un approccio alla vita molto rigoroso e ristretto, ma credeva che tale approccio dovesse essere guidato esclusivamente dal testo del Nuovo Testamento, e questo lo portò a uno stile di vita ascetico severo, molto simile a quello degli gnostici che disprezzavano il mondo e la carne. Marcione riteneva che ai suoi tempi il Vangelo originale fosse stato corrotto – stiamo parlando di meno di cento anni e già ora c’è chi predica sermoni dicendo: dobbiamo tornare al cristianesimo del Nuovo Testamento. Avete mai sentito qualcosa del genere?
Anche Marcione sosteneva questo, che le tendenze giudaizzanti della Chiesa primitiva avessero corrotto i discepoli. Avrebbero dovuto capire, egli affermò, che l’Antico Testamento non ha alcuna validità per i cristiani e che, secondo Marcione, solo Paolo lo aveva compreso correttamente. E a proposito, nemmeno Paolo aveva sempre ragione; quindi Marcione dichiarò che le Scritture della Nuova Alleanza sono 10 delle Epistole di Paolo e il Vangelo di Luca, ma solo il Vangelo dopo che l’Antico Testamento vi era stato espurgato. E la Chiesa dovette rispondere a Marcione. Questa fu la prima grande eresia che la Chiesa affrontò dopo la generazione apostolica, ed è da questo confronto che la Chiesa dichiarò per la prima volta quello che riconosceva come Canone delle Scritture.
Trovo affascinante che, se si comprende la storia della Chiesa, si scopra che fu una motivazione teonomica a portare alla formazione e alla proclamazione pubblica del Canone del Nuovo Testamento. È davvero interessante. La Chiesa del Nuovo Testamento, la Chiesa patristica primitiva, non era antagonista all’Antico Testamento, e coloro che lo erano venivano considerati eretici. Ragazzi, quanta strada abbiamo fatto! Ora, noi che diciamo di non abbandonare l’Antico Testamento, ma di rispettare ciò che Dio vi ha rivelato veniamo definiti eretici. Eppure, ai tempi della Chiesa primitiva, i Padri della Chiesa parlavano con entusiasmo dell’Antico Testamento, della legge mosaica e della sua applicazione civile.
Ho tempo solo per due brevi esempi. Clemente Alessandrino parlò esplicitamente dell'”armonia tra la legge e il Vangelo”, e continuò a lodare ampiamente e dettagliatamente e ora lo cito testualmente: “La virtù e il beneficio delle leggi giuridiche rivelate da Mosè”, affermando che la legge mosaica era la fonte di ogni sana etica. Ha affermato che è di gran lunga superiore ai prodotti dei migliori legislatori greci, e ora lo cito di nuovo: “Mosè ha fornito un buon sistema politico che è la giusta disciplina degli uomini nella vita sociale; ha anche gestito l’amministrazione della giustizia, coordinandola con la facoltà di infliggere punizioni; in una parola, l’intero sistema di Mosè è adatto alla formazione di coloro che sono capaci di diventare uomini buoni e nobili; ma coloro che non credono e hanno mostrato ripugnanza nell’impegnarsi nelle opere della legge, chiunque lo faccia, certamente confessano la loro ignoranza della verità”.
Parole piuttosto forti, ecco uno dei padri della Chiesa che afferma che, ovviamente, un sistema politico civile dovrebbe essere modellato su Mosè; i legislatori greci non avrebbero potuto fare di meglio di uno scrittore ispirato che parla direttamente dell’argomento, di come gli uomini dovrebbero andare d’accordo nella società e affrontare i loro problemi.
Beh, questo era tanto tempo fa, vero? Non sembra proprio l’epoca in cui viviamo.
Ecco cosa sembra l’epoca in cui viviamo.
Cito Reinhold Niebhur, in Un’interpretazione dell’etica cristiana: “Il cristianesimo ortodosso non può venire in aiuto dell’uomo moderno perché la sua morale è espressa in codici morali dogmatici e autoritari”. Vedete, questo è il problema: non possiamo aiutare l’uomo moderno perché siamo tutti vincolati a questi codici dogmatici e autoritari.
La ribellione è radicata nel cuore dell’uomo. L’uomo vorrebbe essere legge a se stesso; non è nella natura degli uomini peccatori e decaduti sottomettersi ai dettami del loro Creatore, tanto meno a quelli di un libro antiquato e screditato. Pertanto, i teologi moderni, anziché combattere contro lo spirito di autonomia, lo hanno in realtà adottato come la prospettiva cristiana in contrapposizione agli atteggiamenti oppressivi che si possono riscontrare nel mondo in diverse scuole di pensiero filosofico.
Graham De Graaf la mette così: “Nella morale non c’è spazio per i comandi, che siano del padre, del maestro o del sacerdote, non c’è comunque spazio per essi quando sono i comandi di Dio”.
Wolfhart Pannenberg afferma: “La proclamazione di imperativi supportati dall’Autorità Divina non è molto persuasiva oggi”. Beh, grazie Wolfheart, non l’avrei mai immaginato. I teologi moderni promuovono l’autonomia, non la teonomia, l’autonomia in nome della moralità cristiana. Ora, ci sono alcune persone negli ambienti riformati che si sono opposte a uno spirito autonomo.
Penso a Dooyeweerd e ai suoi discepoli, la scuola di pensiero cosmonomica. Quindi abbiamo autonomia, pensiero cosmonomico, teonomia.
Bene, i pensatori cosmonomici ritengono che lo spirito autonomo non sia affatto appropriato per essere cristiani, ma d’altra parte, non sono affatto disposti ad andare al testo della Bibbia per trovare le leggi secondo cui dovremmo vivere. Ci dicono che abbiamo bisogno di una visione onnicomprensiva del mondo e della vita. Dicono che dovremmo considerare la rilevanza della parola di Dio, attenzione ora, “parola” non viene usata nel modo in cui pensate. Dovremmo considerare la rilevanza della parola di Dio in tutti gli ambiti della vita; ma alla fine siamo turbati nello scoprire che, secondo questa scuola di pensiero, gli insegnamenti testuali specifici delle Scritture, questo è ciò che avreste pensato significasse “parola”, gli insegnamenti testuali specifici delle Scritture sono esclusi dalle teorizzazioni sociali, economiche, giuridiche e politiche. Quindi, che ci crediate o no, questa è chiamata una forma di idolatria perché la parola di Dio appartiene allo scompartimento dell’ecclesiologia, appartiene qui nella categoria della modalità della Fede, ma non riguarda altre cose e Dooyeweerd stesso ha specificamente definito l’atteggiamento che vuole andare al testo della Bibbia per la politica civile: “biblicismo“. E ora porto con onore questa etichetta: io sono un biblicista perché se è così che la chiamate, così sia. Una rosa con qualsiasi altro nome profuma sempre, meravigliosamente di rosa.
Tuttavia, ci sono persone negli ambienti riformati che vogliono combattere l’autonomia, ma non vogliono farlo con il testo specifico delle Scritture. Come sapete, l’etica teonomica riconosce l’autorità della parola di Dio, della parola scritta di Dio, che non può essere limitata a un ambito ristretto, ma piuttosto, come dice Paolo in 2 Timoteo 3, “Tutta la Scrittura è divinamente ispirata e utile a insegnare, a convincere, a correggere e a istruire nella giustizia, affinché l’uomo di Dio sia completo, pienamente fornito per ogni buona opera”.
E ora, logicamente, le vostre scelte sono: o la politica non è un’opera buona, nel qual caso la Bibbia non vi prepara perché non è un’opera buona, oppure è un’opera buona e quindi, come dice Paolo, tutta la Scrittura è utile a questo scopo. Non ci sono altre opzioni: teonomia o autonomia, punto e basta.
Hendrik Hart, che era uno di questi pensatori cosmomici, scrisse ne La sfida della nostra epoca: “La vita biblica non può mai essere riassunta in regole di fede e condotta, né fede e morale; non possono mai essere riassunte.” Bene, allora non può mai esistere una fede biblica. Questo è ciò che metterei alla prova: la nostra epoca, ecco cosa direi al dottor Hart in risposta.
Beh, ci sono anche persone più vicine a noi. Persone che hanno rispetto per il testo della parola di Dio, ma che tuttavia non trovano sano o buono ciò che offriamo con la teonomia o il ricostruzionismo; persone che continuerebbero a chiamare eretici noi piuttosto che i marcioniti della nostra epoca.
Credo che qui si trovino varie forme di antinomismo. F.F. Bruce ha scritto che l’etica cristiana non è caratterizzata da regole esterne. Permettetemi di citarlo: “Il popolo di Dio fa la sua volontà dal cuore, non dalla conformità esteriore a un codice scritto, ma dall’impulso di una forza interiore”. Della serie: false antitesi! È come se o si ha un codice esterno o si ha l’opera interiore dello Spirito che si conosce nel cuore. Il suo punto è che se si crede veramente in una vita nata dallo Spirito, se si è veramente pervasi dallo Spirito, allora i codici di comportamento esterni non hanno posto nella morale cristiana.
Charles Ryrie, in una nota opera dispensazionalista: La fine della legge, scrive che i cristiani sono uniti (in-lawed) alla legge di Cristo, hanno una legge, ma non è la legge dell’antica dispensazione. Infatti, a meno che qualcosa non sia ripetuto nel Nuovo Testamento, non è la legge del cristiano. Ho dibattuto con un importante esponente del dispensazionalismo qualche anno fa (e credo che molti di voi abbiano sentito parlare di quel dibattito), ponendogli una semplice domanda: “La bestialità, per intendersi bene, la zoorastia, è quindi accettabile nel Nuovo Testamento, visto che non vi è ripetuta?”. Ora, pensereste che questa sia una reductio ab absurdum sufficiente che ammonisce la gente: “meglio tornare a studiare, evidentemente non abbiamo ancora capito bene la questione”.
Il dispensazionalismo, tuttavia, ha semplicemente mantenuto la sua opposizione. Anzi, ha intensificato le ostilità. Non voglio lamentarmi, ma potrei raccontarvi storie, so che Gary potrebbe, tutti noi potremmo, sulle cose che vengono dette e scritte su di noi da coloro che non riescono nemmeno a dimostrare che la zoorastia sia immorale. Non è incredibile?
Allo stesso modo, Walter Martin si oppone all’approvazione della legge mosaica da parte della Riforma quando scrive: “Il grande imperativo dell’amore sospende tutta la legge”. Dice che dobbiamo però stare attenti a notare che i cristiani osservano la legge, e quindi chiede di quale legge si tratti, e ci dice che i riformatori che proposero la legge mosaica insieme al resto della Bibbia si macchiarono, e cito testualmente: “di un concetto anticristiano e non biblico che noi ripudiamo con orrore assoluto”.
Ebbene, quando passiamo all’altro quartiere, quello che sento è gente che dice: “Dr. Bahnsen, tu sei un eretico, noi rifiutiamo ciò che dici con orrore assoluto, questo è anticristiano, questo è non biblico”.
E così, nel mondo evangelico e nel mondo riformato di oggi, assistiamo all’ascesa di Marcione e al rifiuto della Chiesa primitiva e, credo, della Bibbia stessa per quanto riguarda la validità della legge di Dio.
John Murray ha scritto una volta… “È sintomatico di uno schema di pensiero diffuso in molti ambienti evangelici, secondo cui l’idea di osservare i Comandamenti di Dio non è compatibile con la libertà e la spontaneità del cristiano. L’osservanza della legge ha affinità con il legalismo e con il principio delle opere piuttosto che con il principio della grazia”. E poi aggiunge, con una frase che colpisce come una mazzata: “È davvero strano che un credente che studia seriamente il Nuovo Testamento possa nutrire questo tipo di antipatia per l’idea di osservare i Comandamenti”.
Beh, sapete, sono d’accordo. Come va? Bene, come sta andando?
Ci viene detto che non abbiamo idea di cosa stiamo facendo, che distruggeremo la Chiesa, che distruggeremo il vero Cristianesimo nel cuore dell’individuo, che rovineremo la società, che queste sono nozioni pericolose, che siamo i nuovi Ayatollah, e così via.
Va bene, vi avevo detto che non sarei rimasto qui a discutere punto per punto facendo esegesi. Voglio solo fare un salto nell’altro quartiere e dire: “Bene, bene, come sta andando? Fateci un resoconto sui progressi compiuti nel sostenere la grazia di Dio, così come voi intendete la grazia di Dio.
Dopo una generazione in cui si è presumibilmente cercato di proteggere la grazia di Dio e la libertà di Dio. l’uomo cristiano della Legge di Dio, come sta andando al di fuori della nostra cerchia? Che tipo di influenza ha la Chiesa? Fino al 35% delle persone negli Stati Uniti si dichiara non solo cristiano, ma addirittura cristiano evangelico, e il 70-80% lo afferma, ma ammettiamolo, sappiamo bene che non è così, ma oltre un terzo della nostra nazione si definisce evangelico fondamentalista riformato. Quindi, come sta andando là fuori, dove la grazia di Dio viene protetta dall’influenza di noi ayatollah di questo mondo? Questo è tutto ciò che volevo condividere con voi stamattina, un piccolo resoconto sui progressi.
E in psicologia? Ascoltate Brock Chisholm, direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, e cito testualmente: “Gli obiettivi tardivi di praticamente ogni psicoterapia efficace sono la reinterpretazione e la successiva eradicazione del concetto di giusto e sbagliato. Se la razza umana deve essere liberata dal suo fardello paralizzante del Bene e del Male, devono essere gli psichiatri ad assumersi la responsabilità originaria.” Una dichiarazione categorica secondo cui non possiamo risolvere i problemi psicologici personali dell’anima umana, non possiamo risolvere questi problemi se non sradichiamo la nozione di giusto e sbagliato.
Come se la cavano dunque i nostri fratelli e sorelle in Cristo nell’altro quartiere nell’impedire al mondo di precipitare completamente nell’autonomia, se ormai non esiste più giusto o sbagliato?
Come va nel campo dell’istruzione? Cito Irving Crystal dal Wall Street Journal del 1987. Egli afferma che si potrebbe pensare che saper distinguere il bene dal male non sia così straordinario da meritare un commento, ma in realtà ci sono due istituzioni principali nella nostra società in cui tale conoscenza è vista con sospetto e diffidenza: la prima è costituita dai media, l’altra dalle nostre università, che ammettono candidamente di essere troppo sofisticate per saper distinguere il bene dal male e guardano con disprezzo qualsiasi pretesa di tale conoscenza. Permettetemi di dire, di sfuggita, che potreste sperare che stia parlando in tono ironico, ma non è così. Questa è la pura e semplice verità. Sarete derisi all’università moderna anche solo se presumete che esista un concetto di giusto e sbagliato di cui possiate parlare. Non è che abbiate torto nella vostra visione del giusto e dello sbagliato, è che pensate che una cosa del genere esista. Che bambini! Come dice Chrystal, praticamente tutti i college e le università insistevano sul loro diritto di licenziare un membro del corpo docente per turpitudine morale; quell’espressione e il concetto stesso sono ora considerati arcaiche vestigia di un’epoca arretrata. Le nostre università non sanno cosa sia la turpitudine morale, insegnano che una persona istruita dovrebbe considerare presuntuoso affermare di saperlo.
Allora, come sta andando là fuori, dove la grazia di Dio viene protetta contro la legge? Come va in psicologia e nell’istruzione? James Patterson e Peter Kim nel libro del 1992 “Il giorno in cui l’America ha detto la verità” affermano che la stragrande maggioranza delle persone, il 93%, ha dichiarato che sono loro, e nessun altro, a determinare cosa sia morale e cosa non lo sia nella loro vita. Basano le loro decisioni sulla propria esperienza, persino sui loro capricci quotidiani. Il 93% delle persone con cui viviamo pensa che il giusto e lo sbagliato si basino su ciò loro che sentono e sperimentano. Come sta andando la libertà nella nostra società odierna, dove la grazia di Dio è stata spogliata di questa terribile nozione teonomica della legge di Dio? Ebbene, ciò che vediamo è una richiesta ipocrita nella nostra società: libertà per le minoranze, libertà per le donne, libertà per gli omosessuali, libertà per i dissidenti politici, ma non libertà per le scuole cristiane. Ora, qui abbiamo noi il diritto di intervenire e dire: non osate permettervi d’avere l’idea di giusto e sbagliato.
Libertà ai giorni nostri. Che dire della totale invasione della proprietà e della libertà praticata settimanalmente, anzi quotidianamente, dall’Agenzia delle Entrate? Dove sono gli uomini nell’altro quartiere che si battono per la libertà del loro popolo contro questo tipo di tirannia? Libertà ai giorni nostri senza la legge di Dio, quando abbiamo così tante restrizioni di mercato, controlli sugli affitti, al punto che qualche anno fa ho dovuto andare a Chico, io l’unico presbiteriano che sono riusciti a trovare disposto a parlare a favore di Evelyn Smith perché si rifiutava di affittare il suo appartamento a una coppia non sposata, perché pensava che vivessero nel peccato, e quindi lo Stato è intervenuto e l’ha accusata per costringerla a farlo. Questo è ciò che significa libertà quando la legge di Dio viene ignorata.
E la Chiesa e lo Stato? Come ce la caviamo in questo ambito? Beh, nel nostro Paese vediamo libertà per tutte le religioni, non è vero? La gente fa di tutto per garantire che i musulmani abbiano la loro libertà.
Libertà per tutte le religioni, ma ovviamente nelle scuole pubbliche questo significa libertà da ogni religione. Come vanno le cose nei tribunali, dove la grazia di Dio è stata protetta e non vogliamo guardare a quella arcaica legge di Dio? Ricordate il vergognoso fiasco delle udienze di Clarence Thomas, quando doveva essere nominato alla Corte Suprema? Non mi interessa particolarmente se fosse colpevole o innocente delle accuse mosse contro di lui dal suo avversario, non è questo il punto. Ciò che trovo vergognoso è che persino in un contesto in cui abbiamo legislatori e la questione è la Corte Suprema, non abbiamo idea di cosa dica la legge di Dio: alla testimonianza di due o tre testimoni sarà dimostrata ogni accusa.
Non abbiamo mai la sensazione, sapete, quando tutto il resto fallisce, torniamo al manuale di istruzioni?
La nostra società, nella libertà della grazia promossa nelle nostre chiese, è diventata caratteristicamente litigiosa nel suo atteggiamento, siamo tutti diventati vittime. Non persone libere, vittime!
Guardate la mancanza di rispetto per la proprietà e l’onestà tutto intorno a voi. Il sondaggio del Josephson Institute, pubblicato due anni fa su 9.000 giovani, ci informa che il 33% degli studenti delle scuole superiori ha ammesso di aver rubato nei negozi nell’ultimo anno, uno su tre. Quasi due terzi degli studenti delle scuole superiori hanno copiato a un esame nell’ultimo anno. Il 20% degli studenti universitari ha dichiarato apertamente che avrebbe falsificato un rapporto per non perdere il lavoro, ma certo, ci stiamo assicurando che la grazia di Dio e la libertà dell’uomo cristiano siano protette, vero?
Patterson e Kim, nel loro libro “The Day America Told the Truth” (1992), affermavano che il 74% avrebbe rubato a chi non se ne sarebbe accorto. È un numero enorme: tre persone su quattro direbbero che rubare va bene purché non danneggi l’altra persona. Il 64% ha dichiarato che avrebbe mentito quando gli faceva comodo, se non avesse causato un danno reale. Il 53% ha dichiarato che avrebbe tradito il proprio coniuge. 53%. E la ragione addotta è che, in ogni caso, pensano che il coniuge li tradisca. Il 50% ha ammesso che procrastinare sul lavoro è la prassi, tanto da arrivare a lavorare circa quattro giorni per ogni cinque pagati.
Allora, come va a finire? E per quanto riguarda la mancanza di rispetto per la vita? Potremmo parlare dell’aborto, sapete, le statistiche agghiaccianti… la Chiesa cristiana ha forse fatto un buon lavoro nell’essere una città posta su una collina? È forse la luce che disperde le tenebre quando predica una grazia priva della legge di Dio, priva di qualsiasi nozione di santificazione? Il nostro genocidio dei nascituri fa impallidire la campagna di Hitler contro gli ebrei, trasformandola in un crimine minore al confronto. Entro 48 ore dal giuramento, il Presidente Clinton si è mosso per allentare e revocare le restrizioni sull’aborto in questo paese. Sostiene apertamente la legge sulla libertà di scelta.
Pensate all’eutanasia che viene promossa e praticata nel nostro paese. Guardate la violenza diffusa che ci circonda. Notate l’odio e il fanatismo apertamente promossi nella musica rap: ammazza lo sbirro, picchia la tua troia, eliminare i neri, tutto apertamente ed esplicitamente. Sono cose che un tempo si dicevano sottovoce alle spalle degli altri e ora le cantiamo! E com’è la situazione nell’altro quartiere, dove la grazia di Dio è stata spogliata, liberata dalla legge mosaica?
La cultura laica ha assistito con piacere all’aperta approvazione della promiscuità e della volgarità, mentre la pietà veniva derisa, poiché questi erano considerati valori conservatori. Ora, invece, i liberali della nostra cultura si oppongono al progressivo deterioramento dei valori della società civile. L’amore per il prossimo non c’è più. La parità di trattamento non c’è più. Il rispetto per la verità e la conoscenza non c’è più. La preoccupazione per la vita e la proprietà non c’è più, tutto corroso dagli acidi della modernità e del relativismo. Qual è il problema?
William Kilkpatrick, professore di educazione al Boston College, osserva che quasi 3 milioni di crimini vengono commessi all’interno o nelle vicinanze delle scuole. Circa 135.000 studenti portano armi a scuola ogni giorno; e il 21% degli studenti delle scuole superiori evita di usare i bagni scolastici perché preferisce appartarsi in privato, temendo intimidazioni o danni. Ora, cosa sta succedendo ai nostri amici nel mondo mentre noi ci accaniamo contro questi eretici teonomisti?
Mancanza di rispetto per la purezza sessuale, pensiamo solo all’omosessualità. Uno dei miei studenti del centro studi mi ha scritto una tesina in risposta alle pressioni esercitate dal governo federale per vietare qualsiasi forma di discriminazione contro gli omosessuali sul posto di lavoro. L’Ufficio per la gestione del personale ha stabilito che l’orientamento sessuale è tutelato dal Civil Service Reform Act del 1978. Il Dipartimento dei Trasporti sponsorizza ufficialmente, sponsorizza ufficialmente il Gay Pride. Materiale informativo a favore dell’omosessualità viene distribuito in occasione di una mostra sponsorizzata dal Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani. Il Dipartimento dell’Istruzione elenca i servizi per le unioni civili omosessuali nella sezione dedicata ai matrimoni del suo bollettino informativo. Il Dipartimento per l’edilizia abitativa e lo sviluppo urbano richiede al personale dirigenziale di partecipare a organizzazioni esterne che promuovono la diversità culturale, comprese le organizzazioni omosessuali. Cosa sta succedendo mentre noi nelle nostre chiese promuoviamo la grazia di Dio svuotata dalla legge?
Siete a conoscenza di tutte queste cose? Beh, più o meno, in un modo inquietante e nauseante, sapete che là fuori le cose non vanno bene. Sto cercando di darvi un’idea più precisa di questo, forse così capirete perché ci troviamo a dover stare in trincea a subire il fuoco nemico e difendere la teonomia ai giorni nostri. Per la prima volta nella storia, un presidente degli Stati Uniti si è espresso apertamente a favore della tolleranza verso le perversioni sessuali e ha fatto campagna per un trattamento più permissivo degli omosessuali nell’esercito. Ci vorrebbe troppo tempo per parlarvi del divorzio dilagante nella nostra cultura, nelle nostre chiese. Lo stile di vita dell’adulterio e della fornicazione che viene dato per scontato in televisione. Vedete, ho vissuto questa generazione, ricordo quando la TV ha iniziato a suggerire timidamente questo genere di cose e ora si dà per scontato che i giovani che escono per un appuntamento abbiano bisogno di una qualche forma di protezione sessuale, he-he-he, in tutte le nostre sitcom. Certo, sono offeso dai dettagli, ma ciò che mi sconvolge davvero è che questo faccia parte del nostro stile di vita ormai da essere diventato talmente disinvolto e libero. La pornografia? Mandereste i vostri figli al mercato a comprare anche solo pane e latte, considerando ciò che vedranno esposto al banco?
Uno psicologo dell’UCLA ha intervistato 288 matricole maschili chiedendo loro se avrebbero commesso uno stupro se avessero avuto la certezza di poterla fare franca. Uno su quattro ha risposto che lo avrebbe fatto senza esitazione, se avesse saputo di farla franca.
E che dire di questo ambito del crimine e della punizione, il vero punto offensivo della teonomia? Mi è capitato più volte di sentire persone dire: “Sono davvero contento, dottor Bahnsen, che lei abbia richiamato l’attenzione sull’autorità dell’Antico Testamento, dobbiamo prestargli più attenzione, e dobbiamo prestare più attenzione a come Dio guida la nostra vita”. Ma proprio non credo che lei abbia ragione a pensare che possiamo applicare quelle leggi alla nostra società. Non vorremmo che il crimine fosse punito nel modo in cui lo dice la Bibbia.
Bene, d’accordo, facciamo un salto nell’altro quartiere. Come stanno andando le cose lì, per quanto riguarda il crimine e la giustizia? La polizia di solito riesce a catturare i colpevoli? Oggi, guardando la TV, si potrebbe pensare di sì, con oltre 30 programmi polizieschi o di investigatori privati, ma se credete che la polizia riesca a catturare i colpevoli, vivreste nel mondo fantastico della televisione.
John Perry, nel suo libro “Pillars of Justice” del 1994, riporta che nel 1992 furono denunciati 14 milioni di reati, di cui 2 milioni per crimini violenti. Di questo totale, solo 742.000 arresti furono eseguiti che portarono a 410.000 persone condannate al carcere. Pensate che la polizia riesca a catturare i colpevoli? Perché mai chiamare le forze dell’ordine? Nel 1981, a New York, il capo della sezione investigativa, James Sullivan, annunciò che la polizia non avrebbe potuto indagare sui furti con scasso a meno che il valore della refurtiva non superasse i 5.000 dollari. C’è forse da stupirsi, quindi, che dopo quell’annuncio le denunce di furto con scasso siano aumentate del 12% e ci sia stato un solo arresto, non una condanna, solo un arresto ogni 11 denunce di furto con scasso? Vedete, la polizia ha detto ai criminali che non riuscivano a stargli dietro e loro hanno risposto “grazie” e hanno iniziato a commettere ancora più reati.
Non si deve commettere l’errore di presumere che i tassi di criminalità violenta aumentino automaticamente e sempre di anno in anno. Vero che per la maggior parte della nostra vita abbiamo visto che questo accade e quindi lo diamo per scontato. Beh, certo, la criminalità continuerà ad aumentare, ma questo è palesemente sbagliato se si studiano i dati. Nel 1961 il tasso di omicidi era la metà di quello del 1933. Dal 1933 al 1961 il tasso di omicidi è diminuito del 50%. In quel periodo vennero abbracciate le teorie penologiche relative alla riabilitazione dei criminali. Teorici sociali e psicologi rivolsero la nostra attenzione alle presunte cause profonde della criminalità, come la povertà, l’ambiente e così via; E indovinate un po’? Le idee hanno conseguenze. Gli omicidi erano diminuiti del 50% in 30 anni e dal 1960 al 1976 le probabilità statistiche di diventare vittima di un crimine violento si triplicarono. Le abbiamo dimezzate in 30 anni e triplicate in 15. Le idee hanno conseguenze.
Il Sentencing Project, un’organizzazione no-profit con sede a Washington DC, ha pubblicato quest’anno un rapporto con dati comparativi sul tasso di incarcerazione. Gli Stati Uniti hanno ora il tasso di incarcerazione più alto della loro storia. Solo la Russia, tra i paesi del mondo, ha una percentuale della sua popolazione carceraria leggermente superiore. Dal 1980 la popolazione carceraria negli Stati Uniti è raddoppiata. E rimarrete sbalorditi dal costo che le carceri comportano per la nostra società. Non abbiamo davvero il tempo di approfondire tutti questi dettagli. Avete colto il mio punto?
A tutti questi vergognosi, disgraziati, indicatori dell’immoralità della nostra cultura, aggiungo con allarme il dato statistico secondo cui il 35% della popolazione del nostro paese si dichiara cristiana evangelica. Hanno protetto a tal punto la grazia di Dio che il nostro mondo è diventato una disgrazia.
La rivista “This World”, pubblicata dall’American Enterprise Institute, riporta nel suo numero dell’estate 1982 i risultati di un sondaggio condotto dall’organizzazione Roper sulle opinioni politiche ed economiche di oltre 1.100 professori di seminario in America. Il 64% di loro afferma che la Bibbia è infallibile. Alla domanda: “Pensate che la Bibbia offra un modello per il sistema sociale ideale o no?”, il 77% di loro ha risposto di no!
È una coincidenza?
È una coincidenza che gli studi statistici sulla criminalità e l’immoralità nel nostro Paese stiano raggiungendo livelli altissimi, proprio mentre i teologi americani affermano che, ovviamente, la Bibbia non dice nulla su come la nostra società dovrebbe essere governata?
George Gallop ha riportato che tra i cristiani evangelici meno della metà era in grado di elencare cinque dei dieci comandamenti. Beh, questa è una buona notizia. Di certo la grazia di Dio non viene schiacciata dalla legge mosaica. Non conoscono nemmeno cinque dei dieci comandamenti.
Nel 1988 lessi che Jimmy Swaggart stava progettando di pubblicare una rivista intitolata “Sound Doctrine” (Sana Dottrina). Che ironia! Una “Sana Dottrina” per contrastare la Teologia del Dominio, ma prima che potesse pubblicare quanto fosse terribile la nostra teologia, il suo antinomismo personale fece naufragare il progetto.
Meno noti sono i numerosi casi di disonestà, aborto, adulterio e persino omosessualità che serpeggiano nelle nostre chiese evangeliche fondamentaliste e riformate. Mel White ha recentemente dichiarato la sua omosessualità. Era stato ghostwriter di Jerry Falwell. James Davidson, un sociologo, ha raccolto statistiche deprimenti sugli stili di vita dei giovani adulti associati ai nostri college e istituti evangelici, scoprendo che non vi è alcuna differenza statistica significativa in fornicazione, aborto e omosessualità nei college evangelici e le loro controparti laiche. In numerosi sondaggi emerge che cristiani e non cristiani rispondono in modo identico e in egual misura a domande sull’avidità, sull’edonismo e sul razzismo. Al Calvin College, la facoltà ha aspramente criticato e condannato un gruppo studentesco per aver invitato un oratore contro l’immoralità dell’omosessualità, mentre un pastore apertamente omosessuale è stato accolto con favore nella cappella del college. A Norman Ghisler, uno dei principali critici dell’eresia del povero dottor Bahnsen, viene posta la domanda: “Dovremmo tornare alla nostra eredità cristiana?”. La sua risposta è: Dio non voglia! Vedete, amici, la nostra cultura sta andando moralmente all’inferno e la Chiesa la sta seguendo a ruota. Se provate sinceramente a opporvi al scivolare nella fogna di malvagità che sta dilagando nel nostro stato, nella nostra cultura, cercando una posizione biblica coerente da cui testimoniare contro la disgrazia che ci circonda, come molti di noi hanno fatto, perderete il vostro posto nella comunità del seminario, perderete la vostra posizione nell’establishment ecclesiastico, diventerete praticamente disoccupati anche se siete ortodossi, sarete ostracizzati, sarete considerati pericolosi. Cosa c’è di sbagliato in noi teonomisti che ci rende pericolosi quando dobbiamo chiudere le porte a chiave di notte?
È pazzesco, vero? Quante volte un uomo può voltare la testa e fingere di non vedere? Di tutte le eresie malvagie e i movimenti minacciosi che la Chiesa si trova ad affrontare ai giorni nostri, quando il Seminario di Westminster ha finalmente organizzato la sua facoltà per scrivere qualcosa all’unisono, ha dedicato i propri sforzi politici non alla lotta contro il socialismo, non contro l’omosessualità, non contro l’aborto, non contro la criminalità e il caos nella nostra società, non contro il soggettivismo in teologia, non contro il dispensazionalismo, non contro il relativismo culturale, non contro la dissolutezza, non contro la defezione dal Nuovo Testamento, non contro la defezione dalla Confessione di fede di Westminster, tutte cose che esistono e a cui avrebbero potuto legittimamente dedicare i loro sforzi. Ebbene, la cosa di cui hanno dovuto scrivere è stata la teonomia! Quante volte un uomo può voltare la testa e fingere di non vedere? Viviamo nella fogna del relativismo e la Chiesa non ha una risposta. Lodo Dio non per il mio lavoro – credo sia la grazia di Dio che mi permette di svolgere questo ministero – ma lodo Dio perché la verità che la Chiesa primitiva conosceva e che si trova nella Bibbia è a nostra disposizione e ci sono persone come voi disposte a dire: “Pagheremo il prezzo, ne vale la pena”.
Gordon Reed, in un articolo pubblicato da un seminario riformato di Jackson, Mississippi, inizia citando le rivolte di Los Angeles come un “triste promemoria del fatto che la nostra nazione e il nostro intero stile di vita sono seriamente minacciati da una crescente ondata di illegalità”. Inizio a leggere e dico: “Lode a Dio!”. Dimentico il mio passato al seminario riformato, sono così contento. Quindi inizio a leggere l’articolo. Voi guardate alle rivolte di Los Angeles e dite che l’illegalità è ovunque, cosa possiamo fare al riguardo? E lo scopo dell’articolo, quando si arriva alla fine, è quello di assicurarsi che sappiamo che non siamo sotto la legge giudiziaria di Mosè.
Quante volte un uomo può voltare la testa e fingere di non vedere?
Vi sottopongo questo: che, opponendosi alla legge di Dio alla fine del XX secolo, la Chiesa continua ad essere come sale che ha perso il suo sapore in un mondo in decadenza. Meritiamo di essere cacciati e calpestati dagli uomini. In nome della difesa della grazia di Dio contro coloro che affermano la validità morale di ciò che Dio ha detto nei suoi santi comandamenti, anziché dell’opinione di chiunque altro, la Chiesa ha trasformato la grazia di Dio in disgrazia. Si è resa colpevole di complicità con l’anomia del nostro mondo e, per una generazione, il ricostruzionismo ha sfidato con forza il mondo e la Chiesa alla deriva a riconoscere la necessità della legge rivelata da Dio, se vogliamo in qualche modo evitare di precipitare nella dissolutezza morale e nel caos sociale che ci si presenta davanti, a meno che non voltiamo la testa e fingiamo di non vedere.
Giuda, versetti 3 e 4, dice: “Carissimi, anche se avevo una grande premura di scrivervi circa la nostra comune salvezza, sono stato obbligato a farlo per esortarvi a combattere strenuamente per la fede, che è stata trasmessa una volta per sempre ai santi. Si sono infatti infiltrati tra di voi certi uomini, che sono stati da tempo designati per questa condanna, empi che mutano la grazia del nostro Dio in immoralità e negano l’unico Padrone Dio e il Signor nostro Gesú Cristo”.
Come va dall’altra parte? Il mio messaggio per coloro che si oppongono a ciò che ho scritto e che i miei fratelli hanno scritto, a ciò in cui credete, quando ci chiamano eretici, è che avete trasformato la grazia di Dio in disgrazia. Dio ci salvi tutti.