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Che c’è di male nell’essere centrati sul vangelo?

Ebbene, dai, cosa potrebbe esserci di sbagliato con l’insistere che tutti i nostri pensieri e le nostre azioni in ogni aspetto delle nostre vite – politica e scienza ed economia ed educazione e far crescere i figli e arte, lavoro, sport e qualsiasi altra cosa – dovrebbe essere determinato in relazione al vangelo?

Niente di niente. Fin qui tutto bene. Tre hurrà e anche qualcuno in più.

 

Ma sullo sfondo c’è in agguato un potenziale problema. La domanda chiave è questa: Cosa pensi che sia il vangelo?

Supponiamo che lo si intenda correttamente. Supponiamo che uno creda che il vangelo sia il glorioso annuncio che il Dio d’Israele è finalmente ritornato a Sion (Isa 40: 9) nella persona di Gesù di Nazaret, il quale è stato dichiarato con potenza essere il vero re d’Israele e il vero Signore e Giudice del mondo (Ro. 1: 1-6); che questo Uomo è il sommo Figlio di Davide, ed ora è stato esaltato a sedere sul trono di Davide (1 Ti. 2:8); che perciò la creazione che una volta era governata da un ribelle uomo di peccato e polvere e morte è ora governata da un perfetto Uomo di Giustizia, di gloria e di vita (Ge. 1-3; Ro. 5; 8; 1 Co. 15); e che quest’Uomo invita e comanda ad ogni popolo e nazione di chinarsi davanti a lui e di ricevere da lui perdono dei loro peccati, adozione nella famiglia di Dio, conferimento di potere per mezzo dello Spirito santo, ed una rinnovata vocazione che consiste nel condurre ogni aspetto delle loro vite in conformità con la parola ispirata ed infallibile di Dio: la Bibbia (lascio a voi scovare il restante paio di centinaia di riferimenti biblici).

Se è così, non c’è problema con l’affermare che ogni aspetto delle nostre vite dovrebbe essere determinato in relazione al vangelo. Tre hurrà per il movimento ‘Centrati sul Vangelo’.

 

Però, supponiamo che s’intenda il vangelo male. O, se non male, forse un po’ ristretto. Supponiamo ad esempio, che intendiamo il vangelo in termini più ridotti, cioè come la proclamazione che siamo peccatori davanti ad un Dio santo e giusto Giudice, e che Dio ha provveduto in Gesù Cristo crocifisso e risorto la salvezza di cui abbiamo abbiamo bisogno per essere posti in giusta relazione con lui. Ciò è gloriosamente vero, naturalmente, in quello che afferma. Questo è un aspetto del vangelo, una prospettiva sul vangelo – una prospettiva che  sottolinea le implicazioni del vangelo per la salvezza di un essere umano individualmente. Ma incontreremo ogni sorta di problemi se se identifichiamo questo col vangelo in toto, e poi cominciamo a cogitare su tutti gli altri aspetti delle nostre vite.

Il problema è che non è così ovvio come questo messaggio della salvezza individuale in se stesso abbia molta rilevanza per la politica e la scienza, l’economia e l’educazione e il crescere i figli e l’arte ed il lavoro, lo sport e qualsiasi altra cosa. Se pensiamo che questo sia “il vangelo” saremo nel giusto in ciò che affermiamo esplicitamente ma nell’errore in ciò che implicitamente neghiamo. Poiché, concependo il vangelo in modo troppo ristretto, questa visione trascura il fatto che il vangelo abbia rilevanza alcuna oltre la salvezza dell’individuo, in quanto erroneamente identifica uno (vitale e glorioso) aspetto del vangelo (la promessa della salvezza per i peccatori) col vangelo nella sua interezza (la dichiarazione della Signoria di Dio in Cristo su tutta la creazione).

 

Per fare un esempio: se chiediamo quale rilevanza questa ristretta visione del vangelo abbia per il lavoro secolare, probabilmente ci dovremo sforzare per trovare qualsiasi connessione al di là della (vera ed importante) sollecitazione che dovremmo cercare di evangelizzare i nostri colleghi. È assai improbabile che afferreremo la ricca dottrina biblica e Riformata della dignità della vocazione secolare: la meravigliosa verità che tutto il nostro lavoro – bancario o predicatore o educatore dei figli o tramviere o qualsiasi altra cosa – possiede dignità agli occhi di Dio non meramente perché è ciò che Egli ci ha dato da fare, ma perché è ciò che Egli stesso sta facendo nel mondo attraverso i suoi redenti in Cristo, viceré umani per riempire e sottomettere tutta la creazione alla sua gloria (Ge. 1; Sa. 8; Eb. 2; ecc.). Quindi non c’è nulla di male nell’essere centrati sul vangelo. Abbiamo solo bisogno di assicurarci che intendiamo il vangelo nel modo giusto.

 

G. M. 2014-09-29

 

September 29, 2014by Kuyperian • Theology • Tags: Gospel CenteredTheology • 0 Comment

Guest Post by Rev Dr Steve Jeffery, Minister at Emmanuel Evangelical Church, London, England (BlogFacebookTwitter)

 

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