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8. Romani 2: 17-29

Cos’è un Vero Giudeo

Di Joe Morecraft III

Il brano della Scrittura che leggeremo oggi è uno dei passi più difficili della Bibbia. Richiederà uno sforzo maggiore per giungere ad un’appropriata comprensione, ma vi assicuro che ne varrà la pena perché i punti fatti in questo passo della Scrittura sono di vitale importanza. Ora, da dove veniamo nel Libro di Romani, a proposito, siamo nel capitolo 2, e abbiamo visto nel primo capitolo che Paolo espone i principi generali del vangelo che ha intenzione di  definire, espandere a applicare lungo il Libro di Romani. E poi, cominciando dal capitolo 1 verso 18 e fino al capitolo 3 verso 18 ci prepara per il resto del libro, vale a dire che in questi capitoli ci dice del nostro bisogno del vangelo della giustificazione per fede. Abbiamo visto che quel bisogno c’è perché l’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini che soffocano la verità nell’ingiustizia, e che le persone rifiutano di piegare le ginocchia davanti al Dio vivente senza scusanti perché vivono in un ambiente in cui Dio rivela se stesso ed essi stessi sono mezzi della rivelazione di Dio. Non hanno scuse per non adorarlo e perciò l’ira di Dio è riversata su di loro; e nell’ultima parte del capitolo 1 quell’ira prende la forma di punizione del peccato col peccato, nell’abbandono dei non rigenerati a svariate libidini e desideri peccaminosi talché l’ira di Dio è riversata su di loro con maggior veemenza. Nel Capitolo 2 dal verso 1 al verso 16 abbiamo visto l’ultima volta due grandi soggetti strettamente collegati a ciò che avevamo considerato precedentemente e questi sono: giudizio e responsabilità. Qual’è la natura del giudizio di Dio sulla ribellione contro di Lui da parte dell’uomo, e quanto responsabile, rendicontabile è l’uomo davanti a Dio. Abbiamo visto che se una persona ha visto solamente la legge di Dio nel Vecchio Testamento, quella persona nel giorno del giudizio sarà giudicata con quella legge. Dio non giudicherà nessuno per mezzo di qualcosa che non hanno posseduto, egli giudicherà per mezzo della legge del Vecchio Testamento quei giudei che hanno visto solamente la legge. Se qualcuno non ha mai visto una Bibbia, non ha mai visto la legge di Dio, queste persone saranno giudicate dalle opere della legge scritte nel loro cuore in virtù del fatto che sono creati ad immagine di Dio, secondo che la loro coscienza li accusi o li scusi. E quelli di noi che hanno non solo il Vecchio Testamento ma anche il Vangelo del Nuovo Testamento, abbiamo la coscienza e abbiamo la legge di Dio scritta nel nostro cuore, noi saremo giudicati da tutte tre, a chi molto è stato dato, molto è richiesto.

Ora noi giungiamo al verso 17 e cominciando dal verso 17 e proseguendo fino al 23 noi vediamo modi in cui i peccatori, e questo rivolto in modo particolare ai Giudei, membri della chiesa visibile, i modi in cui quest’ira è aggravata e aumentata e intensificata nell’esperienza di quelli che si ribellano contro di Lui. E i versi da 17 a 23 evidenziano la relazione tra professione e pratica. Qual’è la relazione tra la professione di fede e la pratica della fede e il giudizio di Dio, la relazione tra fede ed opere. Il valore dell’ortodossia nelle dottrine senza fede in Cristo e santità di vita, questo è l’interesse dei versi 17-23 perciò osserviamoli.

17 Ecco, tu ti chiami Giudeo, ti fondi sulla legge e ti glori in Dio,

18 conosci la sua volontà e distingui le cose importanti, essendo ammaestrato dalla legge,

19 e sei convinto di essere guida di ciechi, luce di quelli che sono nelle tenebre,

20 istruttore degli insensati, insegnante dei bambini, avendo la forma della conoscenza e della verità nella legge.

21 Tu dunque che insegni agli altri, non insegni a te stesso? Tu che predichi che non si deve rubare, rubi?

22 Tu che dici che non si deve commettere adulterio, commetti adulterio? Tu che hai in abominio gli idoli, ne derubi i templi?

In questo testo, dunque, egli ci dice chiaramente che  lo standard per mezzo del quale Dio giudicherà le persone che possiedono la sua parola non è il mero possesso di essa. Quello non è il criterio, e nemmeno una generica credenza che la legge sia di qualche utilità o sufficienza, ma il criterio del giudizio sarà la nostra reale conformità dell’intera persona alla legge di Dio da un cuore che è pieno di fede nel Signore Gesù Cristo. E la condanna su di noi per i nostri peccati è aggravata ed aumentata quando le cose che vi dirò non sono imbevute di obbedienza di fede. La conoscenza, quando abbiamo conoscenza della legge di Dio, quando abbiamo una conoscenza della Scrittura superiore alla media, se la nostra conoscenza non è mescolata con l’obbedienza di fede allora la nostra condanna è aggravata; o privilegio di condizione, se noi godiamo di ogni sorta di privilegi e di libertà e di una posizione speciale rispetto a tutte le altre persone del mondo ma quel privilegio non è seguito dall’obbedienza di fede il giudizio che ricadrà su di noi sarà aggravato. O la storia, abbiamo un grande lascito, una grande eredità,  e amiamo quell’eredità, o abbiamo doni, ogni sorta di doni superiori nel servizio di Dio o siamo zelanti nel servire Dio e queste cose non sono mescolate con l’obbedienza di fede, un’obbedienza alla parola di Dio che procede dalla fede in Cristo, allora qualsiasi condanna riceveremo da Dio sarà aggravata ed aumentata. Notate nel verso 23, e a proposito, tutte queste cose menzionate nei versi da 17 a 23 sono privilegi  e prerogative che i Giudei avevano. Contavano sulla legge, sul loro possesso della legge; si gloriavano in Dio, che Dio era il loro Dio, che conoscevano la sua volontà, che distinguevano le cose importanti; avevano un’istruzione della legge di Dio superiore alla media, avevano il privilegio di essere guide di ciechi e luce per quelli che si trovavano nelle tenebre, di correggere gli stolti e d’insegnare agli immaturi, avendo, nella legge che possedevano, l’incarnazione della conoscenza e della verità, ma tutte queste prerogative non erano mescolate con l’obbedienza, predicavano agli altri, mettevano in piedi uno spettacolo pomposo, ma non c’era vera obbedienza a quella legge nella loro vita.

Verso 21: Tu dunque che insegni agli altri, non insegni a te stesso? Tu che predichi che non si deve rubare, rubi?

22 Tu che dici che non si deve commettere adulterio, commetti adulterio? Tu che hai in abominio gli idoli, ne derubi i templi?

23 Tu che ti glori nella legge, ti glori d’averla, che tra tutte le genti è stata data a te, disonori Dio trasgredendo la legge? 24 Infatti: «Per causa vostra, come sta scritto, il nome di Dio è bestemmiato fra i gentili».

Perciò questo è un sunto della loro condanna; dice che Dio e la sua legge sono così inseparabili che trasgredire o disattendere la legge di Dio è disonorare Dio. Qualsiasi attacco o critica alla legge di Dio è nella sua radice un assalto contro Dio e al suo carattere di giustizia. Una delle cose che fa sempre fremere dentro di me è quando la gente critica la Teonomia; dicono: ebbene, tu credi che lo stato debba giustiziare giovani uomini incorreggibilmente malvagi? – come se ci fosse qualcosa di sbagliato in questo.  Da dove proviene quella legge? Proviene da Dio. E dunque vedete che quando criticano la legge di Dio non stanno criticando Mosè, non stanno criticando i teonomisti ma stanno criticando Dio stesso. Infatti, la nostra relazione a Dio in quanto cristiani è talmente legata alla legge di Dio che la reputazione di Dio è inseparabilmente collegata al nostro stile di vita, alla nostra visione del mondo, alla nostra fedeltà, al nostro comportamento, cioè alla nostra ubbidienza di fede. Dice nel verso 24 Infatti:

«Per causa vostra, come sta scritto, il nome di Dio è bestemmiato fra i gentili»

Voi dovreste essere quelli che introducono la luce in questo mondo di tenebre. Voi dovreste essere quelli che correggono le insensatezze e le false filosofie di vita. Voi dovete insegnare agl’immaturi, voi avete nella legge l’incarnazione della conoscenza e della verità ed anziché costituire una luce per i non credenti, proprio il vostro stile di vita fa loro bestemmiare il vostro Dio. Essi assumono che se voi vivete la vita incoerente e ipocrita che vivete e la fate franca, il vostro Dio non deve essere gran che e perciò bestemmiano e deridono il Dio che noi serviamo perché il nostro comportamento non è coerente con la nostra fede. E il principio, qui, che voi ed io dovremmo prendere sul serio, è che la nostra vita in ogni momento insegna qualcosa su Dio. La vostra vita sta sempre insegnando a qualcuno – la tua vita sta sempre insegnando qualcosa su Dio, che diciate una parola oppure no. La tu vita, cosa sta insegnando agli altri? Ci sono persone che bestemmiano Dio a causa della tua vita? Amano Dio a motivo della tua vita? Egli qui condanna, senza mezzi termini, l’ipocrisia dei giudei del suo tempo.

E poi nei versi 25 fino a 27 ci da gli errori fondamentali della finta obbedienza.  Gli errori basilari della finta obbedienza,  25 a 27. 25 Perché, e a proposito egli ora insegue i giudei dentro il loro ultimo rifugio, la loro ultima falsità e questa è il loro appoggiarsi sulla circoncisione, la circoncisione, è vantaggiosa se tu osservi la legge, ma se sei trasgressore della legge, la tua circoncisione diventa incirconcisione.

26 Perciò se un incirconciso osserva gli statuti della legge, non sarà la sua incirconcisione reputata circoncisione?

27 E se colui che per natura è incirconciso adempie la legge, non giudicherà egli te che con la lettera e la circoncisione sei trasgressore della legge?

Ora, dobbiamo stare attenti a come interpretiamo questo passaggio dalla Scrittura perché ha dei punti veramente importanti. Questi versi insegnano riguardo all’errore di conformarsi alla legge di Dio nel nostro comportamento senza il pieno contesto di fedeltà al patto di grazia di Dio. Il vero carattere della circoncisione, come del battesimo oggi, è che era/è il segno e suggello della promessa pattizia, il quale richiede sia fede che obbedienza. Era il segno invisibile della grazia invisibile e di una realtà spirituale. Serviva a confermare al popolo di Dio nella promessa che Dio aveva loro fatto. E perciò se la circoncisione doveva essere propriamente ricevuta doveva essere ricevuta con fede nelle promesse di Dio simboleggiate da quel sacramento e avrebbe anche fatto scaturire obbedienza perché le promesse di Dio sono condizionali alla nostra obbedienza come cristiani. Perciò non si può separare l’uso appropriato del segno del Patto, che fosse la circoncisione nel Vecchio Testamento che sia il battesimo nel Nuovo, da ciò che quel segno richiede da noi: fede nella promessa di Dio e obbedienza alla legge di Colui che ha dato quelle promesse. Era un segno e suggello dell’unione, comunione col Signore di un membro del Patto ed era ben di più che un mero segno della condizione o stato giuridico etnico o nazionale. L’errore fondamentale di ogni moralista, allora come ora, e dell’antico giudaismo e del moderno giudaismo è la presunzione che il corretto assolvimento, e le corrette dottrine, e  dei corretti rituali assicurasse l’accettazione di Dio in sé e per sé. Ma queste cose hanno significato solamente dentro al contesto del nostro pieno responso di fede e di obbedienza alle promesse pattizie di grazia e alle leggi di quel patto di grazia. Ora ciò che questo significa nel verso 25, ed è ciò che dice, è che la circoncisione ha di fatto valore se pratichi la legge. Ora, non c’è legalismo qui. Sta parlando dello scopo del segno come Dio l’ha dato e di ciò che Dio richiede in esso, per cui praticare la legge equivale a mantenere, a osservare il Patto. Praticare la legge significa vivere nella tua vita tutto ciò che il simbolo significa, ricevere le sue promesse per fede, vivere come popolo fedele di Dio  secondo la sua legge. Non c’è legalismo in questa frase. Che la circoncisione da sola  senza praticare la legge di Dio e obbedire alla sua parola è una cosa vuota, di fatto è una maledizione sulle nostre vite. E dice che ha significato  non semplicemente perché la possiedi ma solo se hai quel contesto di fede ed obbedienza al Patto di Dio di cui questo è un segno e un suggello. Ma, se sei un trasgressore della legge, la tua circoncisione è divenuta incirconcisione. In altre parole, se tu hai posto la tua fiducia solo nel segno che hai ricevuto per mantenerti nell’accettazione di Dio e non gli affianchi questi stile di vita di obbedienza e di fede, a quel punto la tua circoncisione non significa assolutamente nulla, ha lo stesso valore dell’incirconcisione. Questo è il punto che sta facendo qui.

Verso 26 Perciò se un incirconciso osserva gli statuti della legge, Paolo non sta facendo il legalista, sta parlando del contesto in cui questo segno del patto è dato, non sarà la sua incirconcisione reputata circoncisione?

In altre parole sta dicendo che la cosa importante non è la circoncisione in sé e per sé, ma come parte di questo intero complesso di fedeltà pattizia. E se un uomo è stato convertito a Cristo, esce dal paganesimo, non ha ricevuto il segno del patto sia nel Vecchio Testamento che nel Nuovo Testamento, ma  mantiene i requisiti della legge, se è un fedele osservante del Patto, tutte le benedizioni promesse nel segno del Patto, malgrado non abbia il segno del Patto, saranno amministrate alla sua vita e alla vita della sua famiglia. Dunque quest’idea di osservare  i requisiti della legge e di praticare la legge, sono frasi importanti e non sono da definirsi legalisticamente ma pattiziamente dalla prospettiva della fede nel Signore Gesù Cristo. Come ha detto John Murray, nel suo eccezionale commentario del Libro di Romani:

“L’osservanza della legge perciò, che rende profittevole la circoncisione è l’adempimento delle condizioni di fede ed obbedienza, senza le quali la richiesta delle promesse e dei privilegi del Patto era presunzione e uno scherno.”

In altre parole, i giudei reclamavano le promesse di Dio perché erano circoncisi. E Dio dice che quella è  una presa in giro, che è presunzione, la circoncisione senza il complesso pattizio di cui è una parte non significa assolutamente nulla, di fatto è una passività, una colpa. Mi piace  l’illustrazione che ne ha fatto un uomo: infatti, l’anello del tuo matrimonio, nella nostra lingua ‘la fede’, è una cosa onorevole se di fatto tu sei fedele a tua moglie, ma se sei un adultero  il tuo anello è solo un pezzo di metallo. Ed è la stessa cosa con la circoncisione e col segno del Nuovo Patto oggi.

Ora, amo in modo particolare i versi 28 e 29 e ad essi torneremo non appena abbiamo fatto un paio di applicazioni dai versi da 17 a 27. Lasciate che vi dia un avvertimento da questi versi. Qualsiasi persona che ponga il proprio affidamento nella chiesa, nel battesimo, nell’ortodossia, buon comportamento, confessione di fede, contribuzioni alla chiesa, anziché in Cristo e nella sua giustizia, aggrava la propria condanna. La fede malintesa non è fede salvifica. Questo testo ci avverte che il giudizio di Dio strapperà via ogni maschera e metterà in mostra la verità dietro alle nostre finzioni e commedie. Gettarti su Cristo e la sua giustizia ti fa accetto a Dio, il cui legame né dottrine malintese, malintesa moralità, o cerimonie malintese possono spezzare. Perciò prendi il tuo battesimo seriamente, Dio lo fa. Dio prende seriamente ogni battesimo come prese seriamente ogni circoncisione. Quel segno del patto che hai ricevuto, in qualsiasi momento della tua vita tu l’abbia fatto, ti ha collocato nel reame speciale delle speciali benedizioni di Dio e delle sue speciali maledizioni. Se vivi coerentemente con ciò che quel segno del Patto significa: fede nelle promesse, obbedienza alle leggi per il Signore Gesù Cristo e nella potenza dello Spirito, sarei benedetto in modo speciale; ma se vivi in modo che contraddice tutto ciò che quel segno del patto significa o se apostatizzi da esso, sarai maledetto in modo speciale. Perciò non pensare che sei al sicuro con Dio semplicemente perché sei stato battezzato – quel battesimo presuppone – l’intera vita pattizia.

Ora giungiamo ai versi 28 e 29. Lasciate che ve li legga attentamente. Ho fatto fatica questa mattina, quando ho dovuto collocare nel cartellone li sopra il titolo del sermone, ed è con timore e tremore che ho assegnato il titolo che vedete  perché sto sempre all’erta che qualcuno non ci accusi d’essere antisemiti. Il titolo lì sopra dice: Cos’è un vero Giudeo. E la ragione per cui sono così sensibile è perché la Lega Contro la Diffamazione dei Giudei ha un libro che pubblica, penso annualmente, ed in quel libro dà i nomi di coloro che dichiara antisemiti e fornisce le ragioni per cui sono identificati come tali. E alcuni anni addietro, non ricordo esattamente quando, sono stato ufficialmente identificato come antisemita e il mio nome è comparso in quella lista, e la sola accusa che avevano contro di me è per una frase che dissi e che ancora dico, ed è questa, e qui c’è la prova che sono un antisemita che avrebbe probabilmente aiutato Hitler, ed ecco la frase:  ‘Gesù Cristo è il Monarca del sistema politico degli Stati Uniti’. È tutto ciò che avevano. Era il solo capo d’accusa nel libro. E Gesù era Giudeo. Ma, ciò nonostante …. Ma ciò che diremo oggi, riguardo a questi due versi, non è antisemitico, non è qualche sorta di critica condiscendente dei Giudei in virtù del fatto che il sangue che scorre nelle loro vene e nel loro DNA, perché ciò che questo testo dice della gente giudaica è anche vero della gente non giudaica. Perciò è indirizzato ai giudei, ma non è confinato ad essi; la maggior parte della gente giudaica, e la maggior parte della gente non giudaica commette lo stesso sbaglio in quel che concerne ‘vivere la buona vita’. E per ‘buona vita’ intendo la vita piena della benedizioni di Dio, del suo favore e della sua accettazione. E i due sbagli che tutti loro commettono sono questi: primo, credono che la buona vita e il favore di Dio si possano ottenere al di fuori del Patto di Dio in Gesù Cristo e senza fede in Lui ed obbedienza a Lui. E la seconda cosa che assumono è che credono che la buona vita e accettazione con Dio si possano ottenere senza rigenerazione da parte dello Spirito di Cristo, cioè senza la nuova nascita, ciò di cui Gesù ha parlato in Giovanni 3 , che a meno che uno sia nato dallo Spirito, a meno che uno sia nato da alto, non può ne vedere ne entrare nel Regno di Dio. Fate attenzione al nostro passaggio:

27 E se colui che per natura è incirconciso adempie la legge, non giudicherà egli te che con la lettera e la circoncisione sei trasgressore della legge?

28 Infatti il Giudeo non è colui che appare tale all’esterno,vale a dire uno che ha ricevuto il segno della circoncisione, e la circoncisione non è quella visibile nella carne; Così, solo perché un giudeo ha nella sua carne il segno del Patto del Vecchio testamento non significa che sia un giudeo, e la circoncisione esteriore senza tutto ciò che dovrebbe starci assieme non vale un centesimo.

29 ma Giudeo è colui che lo è interiormente, e la circoncisione è quella del cuore, nello spirito, e non nella lettera; e d’un tal Giudeo la lode non proviene dagli uomini, ma da Dio.

Questi due versi, e di fatto tutto il nostro testo, definiscono un vero giudeo come qualcuno che non solo non commette questi due sbagli che abbiamo appena menzionato, ma che ha egli stesso sperimentato la nuova nascita nel Signore Gesù Cristo.

Che benefici ci sono nell’essere veramente giudeo? Qual’è il beneficio di essere un vero giudeo? Ebbene, basta riassumere il nostro testo, andiamo indietro al verso 17, un vero giudeo si gloria in Dio nei fatti, e conosce la sua volontà, versi 17 e 18, è capace di distinguere tra vero e falso ed è capace di apprezzare l’essenziale della vita nella verità, verso 18; è istruito e guidato dalla legge di Dio nello Spirito, ed è in grado d’essere una vera guida dei ciechi e una luce per coloro i quali sono in tenebre spirituali e morali, verso 19. Con umiltà e con la parola di Dio può istruire gli insensati e insegnare agli immaturi perché la Parola-Legge di Dio scritta in un libro e nel suo cuore dallo Spirito è realmente l’incarnazione della conoscenza e della verità, dice il verso 20. È uno che non solo sa ciò che è giusto e che incoraggia altri a fare ciò ch’è giusto, ma egli stesso, nella potenza dello Spirito fa ciò ch’è giusto. Pratica ciò che predica, versi 21 e seguenti. Il nome del suo Dio in Cristo non è bestemmiato ma è lodato a motivo della sua vita pia, verso 24. Tutto questo senza riguardo all’origine etnica, non c’è razzismo qui, non c’è etnicità, questo deve essere compreso pattiziamente, che un vero giudeo, una persona che è caratterizzata da questo tipo di vita è identificata come vero giudeo che sia un giudeo etnicamente oppure no. Un vero giudeo è uno che è salvato per grazia mediante la fede, che è stato ri-creato da Dio per le buone opere, che è stato riconciliato con Dio e che non è estraneo al patto della promessa. Non è senza speranza, ne è senza Dio nel mondo, è il vero erede della storia pattizia, delle promesse pattizie, delle leggi del Patto, e del Dio del Patto. Ora, ciò che rende confuse un sacco di persone oggi, è che equivocano sui segni che dimostrano che uno è veramente giudeo. Ci sono un paio di segni che la gente oggi dice che se li possiedi, se sono veri di te sei veramente giudeo. E sono totalmente in errore, secondo Paolo. Quali sono questi due segni? Parentela fisica con Abrahamo. Se il tuo albero genealogico riconduce ad Abrahamo questo sarebbe un segno che sei veramente giudeo. Anche se Gesù ha di fatto detto ai farisei che si dichiaravano figli di Abrahamo in Matteo 3:9 che se il Signore se vuole  può far sorgere anche da queste pietre dei figli di Abrahamo. Che essere solamente un discendente fisico di Abrahamo non significa niente. E il secondo segno con cui la gente identifica i giudei è la circoncisione.  E noi vediamo nel nostro testo che la circoncisione, la circoncisione nella carne non identifica una persona come vero giudeo. Nessuno di questi due segni, parentela con Abrahamo e circoncisione, nessuno di questi segni fa di una persona un vero giudeo, ne assicurano a persona alcuna il favore e le benedizioni di Dio. E lo stesso vale per il battesimo. Solo perché i tuoi genitori sono cristiani, solo perché sei stato battezzato, senza l’intera vita pattizia, nessuna di queste cose fa di te un vero cristiano. Perciò, fate attenzione all’esternalismo che caratterizzava i giudei del tempo di Gesù. Cioè il credere che il mero conformarsi agli standard religiosi sia sufficiente. Fate attenzione al legalismo, cioè al credere che la nostra accettazione con Dio dipenda in qualche modo dalla nostra fedeltà nell’obbedire la sua legge come credevano i giudei del tempo di Gesù. Fate attenzione al sacramentalismo, cioè al credere che l’essere battezzati e partecipare alla cena del Signore come essere circoncisi e celebrare la pasqua sia sufficiente per assicurarsi il favore di Dio. Non dimenticate che Giuda era circonciso. E fate attenzione al praticare l’ortodossia dottrinale e il Calvinismo, senza devozione a Gesù Cristo.

Ebbene, questi sono falsi segni, parentela con Abrahamo e circoncisione, come il battesimo e i sacramenti. Se questi non sono i segni che identificano chi sia un vero giudeo, qual’è il segno di cui ti puoi fidare che distingue tutti i veri giudei nel mondo da chiunque altro? E il nostro testo dice, nei versi 28 e 29, che il vero segno che si è veri giudei è la circoncisione spirituale del cuore. Cos’ha detto nel verso 28?

28 Infatti il Giudeo non è colui che appare tale all’esterno, e la circoncisione non è quella visibile nella carne; 29 ma Giudeo è colui che lo è interiormente, e la circoncisione è quella del cuore, nello spirito, e non nella lettera; e d’un tal Giudeo la lode non proviene dagli uomini, ma da Dio.

E cos’è questa circoncisione spirituale del cuore? È la trasformazione della vita interiore e del cuore di una persona dalla potenza rigeneratrice dello Spirito di Cristo. Implica la rimozione del vecchio cuore peccaminoso, e la sua sostituzione con un cuore nuovo che loda e obbedisce Dio in Cristo. E questo tipo di linguaggio è usato attraverso tutto il Nuovo Testamento, della rigenerazione e della trasformazione del cuore, come di una circoncisione spirituale. In entrambi i Testamenti. Leggiamo Deuteronomio 30 verso 6. Qui è probabilmente dove Paolo ha preso questo concetto figurato. Deuteronomio 30 verso 6

L’Eterno, il tuo DIO, circonciderà il tuo cuore e il cuore dei tuoi discendenti, affinché tu ami l’Eterno, il tuo DIO, con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, e così tu viva.

Ora, notate cosa non dice: non dice “se tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, il Signore circonciderà il tuo cuore e il cuore dei tuoi discendenti. Vedete che sta parlando della rigenerazione, la rigenerazione non è qualcosa che voi fate, è la causa del vostro fare il bene. Così non esiste che voi possiate amare Dio e i vostri figli possano amare Dio a meno che Dio non circoncida prima il nostro cuore. Non prima che Dio tolga quel cuore di pietra e lo sostituisca con un cuore di carne, gli scriva sopra la sua legge, lo riempia col suo Spirito santo, trasformi l’intera nostra vita interiore talché siamo nuove creature, e poi, quando ha circonciso i nostri cuori noi siamo capaci di amarlo lungo le generazioni.

Andate a Colossesi, Capitolo 2 verso 11. Vedete questa audace frase figurata, la più decisa che io conosca in tutta la Bibbia, Colossesi 2:11

Nel quale  cioè Cristo, siete anche stati circoncisi di una circoncisione, fatta senza mano d’uomo, ma della circoncisione di Cristo, mediante lo spogliamento del corpo dei peccati della carne. 

Così, questa circoncisione, fatta senza mano d’uomo, che avete ricevuto in Cristo, è un altro modo di parlare della rigenerazione, ma qui c’è la figura decisa, e in Lui siate anche stati circoncisi di una circoncisione, fatta senza mano d’uomo, lo spogliamento del corpo dei peccati della carne fatta dalla circoncisione di Cristo, e qui la figura della circoncisione è applicata alla crocifissione di Cristo, il Cristo tagliato via sulla croce è la base della circoncisione interiore del nostro cuore.

Andate ora a Filippesi, Capitolo 3, versi 2 e 3. Paolo parla con molta forza qui, rivolto ai legalisti, parlando dei legalisti, e dice 2 Guardatevi dai cani, guardatevi dai cattivi operai, guardatevi da quelli che si fanno mutilare dalla falsa circoncisione.

I veri circoncisi infatti siamo noi, la chiesa di Filippi, uomini, donne, bambini, I veri circoncisi infatti siamo noi serviamo Dio nello Spirito e ci gloriamo in Cristo Gesú senza confidarci nella carne.

Così vedete che Paolo utilizza quest’immagine del continuo, che un vero giudeo è uno che ha sperimentato la circoncisione interiore, rigenerazione del cuore. Verso 28 è un contrasto tra esteriore e interiore, 28 Infatti il Giudeo non è colui che appare tale all’esterno, che fa semplicemente le mosse e sperimenta il sacramento fisico, e la circoncisione non è quella visibile nella carne; 29 ma Giudeo è colui che lo è interiormente,  ma ora il verso 29 va al di là del contrasto tra esteriore ed interiore, e dice:

Ma Giudeo è colui che lo è interiormente, la circoncisione è quella del cuore, nello spirito, e non nella lettera; e d’un tal Giudeo la lode non proviene dagli uomini, ma da Dio.

Ora, qui, ancora una volta, non mal interpretate verso 29. Quando dice che siamo rigenerati e interiormente circoncisi nel nostro cuore nello spirito e non dalla lettera, cosa che ha già trattato su nel verso 27, te che con la lettera e la circoncisione sei trasgressore della legge? Non sta parlando in modo spregiativo della legge, sapete come certe persone vi dicono: Ma tu stai cercando di seguire la lettera della legge. Tu sei preoccupato coi comandi manifesti, espliciti tu farai o tu non farai.  Sei troppo preoccupato con la lettera della legge, devi interessarti di più dello spirito della legge. lo spirito delle cose: ama tutti! Ma non c’è questo contrasto qui. Il contrasto non è tra le dichiarazioni alla lettera della legge di Dio, come se fossero qualcosa di inferiore e più basso, e lo spirito della legge di Dio, ma come potete vedere anche nella traduzione che stiamo usando, quella parola: spirito è appropriatamente con la s minuscola, perché sta dicendo qui che la circoncisione interiore del cuore è operata dallo Spirito non dalla lettera. Cioè non dalla legge che è scritta nelle tavole di pietra e incorporata nelle pagine delle sacre Scritture, perché la legge di Dio non ti può rigenerare, la legge di Dio non può fare di te una nuova creatura; la puoi possedere, e puoi avere tutti i suoi simboli, puoi essere circonciso, e nessuna di questa cose rigenera. Il battesimo non rigenera, la circoncisione non rigenera, la cena del Signore non rigenera, la legge di Dio non rigenera. Tutto ciò che la legge di Dio può fare è comandare e poi condannare quando trasgredisci quei comandi. E Paolo usa questo modo d’esprimersi in diversi posti: Andiamo insieme a 2 Corinzi, capitolo 3, non stiamo leggendoci sopra la nostra opinione, 2 Corinzi 3 verso 5 e seguenti, questo è il tipico modo in cui Paolo parla:

5 non già che da noi stessi siamo capaci di pensare alcuna cosa come proveniente da noi stessi, ma la nostra capacità viene da Dio, il quale ci ha anche resi ministri idonei del nuovo patto, non della lettera, la legge di Dio del Vecchio Testamento, ma dello Spirito di Cristo, poiché la lettera uccide, tutto ciò che la legge può fare è ucciderti, ti uccide quando disobbedisci, ma lo Spirito dà vita anche a quelli che meritano la morte.

Vedete dunque che il contrasto non è tra la caratteristica letterale della legge e lo spirito della legge, ma sta semplicemente dicendo che la legge di Dio non può cambiare il cuore di una persona, ma lo Spirito di Dio può, e quando lo Spirito santo trasforma il cuore di qualcuno con la circoncisione spirituale, quell’uomo, quella donna, quel giovane può ora essere identificato come un vero giudeo, vale a dire un vero membro del Patto, une reale membro della comunità pattizia di Dio. La legge di Dio in sé è impotente a cambiare e dare potenza alla vita di chicchessia. La legge di Dio non può salvare o trasformare una persona. E la prova della vera circoncisione di un cuore è una vita ben vissuta, vivre per la lode non degli uomini ma di Dio. Dallo Spirito e non dalla lettera e la lode non proviene dagli uomini ma da Dio. Questa è la prova che sei rigenerato, questo è il modo in cui manifesti la tua reale giudaicità davanti al mondo, è nel modo in cui vivi, ora che hai un cuore nuovo sei capace di vivere una vita buona, a lode, gloria e onore di Dio. E la rigenerazione è l’applicazione in potenza di ciò che la circoncisione significava e di ciò che il battesimo significa oggi. Il battesimo non rigenera, ma suggella la rigenerazione, vale a dire che conferma il fatto che, se stato rigenerato sei stato rigenerato e puoi gioire nella certezza di questo fatto.

Quali sono le conclusioni che possiamo delineare? La buona vita, sotto il volto sorridente di Dio, è impossibile al di fuori del patto di grazia  e senza la nuova nascita. Chiunque crede che Gesù è il Cristo è nato da Dio, l’opera di Dio è la nuova nascita. Il nostro dovere in Cristo che è anche un dono di Dio, quando una persona crede in Gesù Cristo si rende conto che ha creduto in Lui perché Dio gli ha dato un nuovo cuore e una nuova vita, e per questo dobbiamo esortare la gente a credere in Gesù perché è credendo in Lui che si riceve la vita. Comprendete che lo strumento che porta questa nuova vita dal cuore alla superficie per così dire e che nutre questa nuova vita, questa vita trasformata è la lettera di Dio ispirata dallo Spirito, la parola di Dio cui lo Spirito dà la potenza di diventare operativa nella nuova vita, questi sono i binari su cui corre questa nuova vita. Perciò, non separatevi mai dalla parola di Dio, studiatela, credetela, obbeditela, sottomettetevi ad essa. Le due parole che credo definiscano la potenza della vita cristiana, se mancate di comprendere queste due parole e di praticare le loro implicazioni sarete dei cristiani falliti, queste due parole sono: spirito e legge. lo Spirito di Dio e la legge di Dio, ogni qualvolta le separate finite col diventare strampalati entusiasti o noiosi legalisti. Ci devono essere entrambe. Romani 8:1, 4 dice:

Perciò, se un uomo è in Cristo egli è una nuova creatura, Ora dunque o perciò non vi è alcuna condanna per coloro che sono in Cristo Gesú, i quali non camminano secondo la carne ma secondo lo Spirito, in modo che i requisiti della legge siano adempiuti in noi, affinche la giustizia della legge si adempia in noi che non camminiamo secondo la carne, ma secondo lo Spirito.

Dunque la ragione per cui la condanna è stata rimossa, la ragione per cui siamo stati salvati, è affinché fossimo posti nella posizione di poter adempiere le richieste della legge di nuovo nella nostra vita, che è obbedienza, non dipendendo da noi stessi, ma dipendendo dalla potenza dello Spirito santo che opera in noi. Ma a lato della parola di Dio, Dio usa anche il battesimo e la cena del Signore per nutrire questa nuova vita, perciò non trascuratele, non sminuitele, apprezzatele, valorizzatele. E nemmeno  abusatele facendo ciò che facevano i giudei del tempo di Gesù e mettendo il esse la vostra fiducia anziché riporla in Gesù Cristo per avere il favore di Dio. Guardate oltre questi segni simbolici alla realtà che sta dietro e sopra di esse.

Preghiamo.

Ti ringraziamo, Dio nostra, per queste grandi verità che abbiamo imparato qui quest’oggi, e che ci sono state rammentate nella tua Parola. Noi preghiamo che tu ci aiuti a non perderle di vista e che continui ad operare tutte le loro implicazioni nella nostra vita, e che comprendiamo che una persona è un vero giudeo quando vive tutta la sua buona vita sotto il favore  e l’amore di Dio, non a motivo della sua etnicità, non per la sua razza, ma per ciò che tu hai fatto nel suo cuore. Aiutaci a credere sempre che un vero giudeo è uno che ha visto i propri peccati, che si è rivolto al Messia d’Israele, Gesù, e che motivato dall’amore per Lui ha arreso il proprio cuore e la propria vita a te, per poter vivere per la tua gloria ed il tuo onore. Ti preghiamo nel nome di Gesù. Amen.

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