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47. Romani 15: 15-33

Come presentare il Vangelo a Qualcuno

di Joe Morecraft III

Il nostro testo oggi è Romani 15 e leggeremo dal verso 15 alla fine del capitolo.

15 Ma, fratelli, io vi ho scritto alquanto piú arditamente, come per ricordarvi per la grazia che mi è stata data da Dio,

16 per essere ministro di Gesú Cristo presso i gentili, adoperandomi nel sacro servizio dell’evangelo di Dio, affinché l’offerta dei gentili sia accettevole, santificata dallo Spirito Santo.

17 Io ho dunque di che gloriarmi in Cristo Gesú nelle cose che riguardano Dio.

18 Infatti non ardirei dir cosa che Cristo non abbia operata per mezzo mio, per condurre all’ubbidienza i gentili con la parola e con l’opera,

19 con potenza di segni e di prodigi, con la potenza dello Spirito di Dio; cosí, da Gerusalemme e nei dintorni fino all’Illiria, ho compiuto il servizio dell’evangelo di Cristo,

20 avendo l’ambizione di evangelizzare là dove non era ancora stato nominato Cristo, per non edificare sul fondamento altrui.

21 Ma, come sta scritto: «Coloro ai quali non era stato annunziato nulla di lui vedranno, e coloro che non avevano udito parlare intenderanno».

22 Anche per questo motivo sono stato spesse volte impedito di venire da voi.

23 Ma ora, non avendo piú luogo da evangelizzare in queste contrade, avendo da molti anni un grande desiderio di venire da voi,

24 quando andrò in Spagna, verrò da voi; passando, spero infatti di vedervi e di essere accompagnato da voi fin là, dopo aver goduto un poco della vostra compagnia.

25 Ma ora vado a Gerusalemme per sovvenire ai santi,

26 perché a quelli della Macedonia e dell’Acaia è piaciuto di fare contribuzione per i poveri che sono fra i santi in Gerusalemme.

27 Ora è piaciuto loro di far questo, perché sono ad essi debitori; se i gentili infatti hanno avuto parte dei loro beni spirituali, devono anche sovvenire loro nei beni materiali.

28 Dopo dunque aver compiuto questo ed aver consegnato loro questo frutto, andrò in Spagna, passando da voi.

29 Ma io so che, venendo da voi, verrò nella pienezza della benedizione dell’evangelo di Cristo.

30 Or vi esorto, fratelli, per il Signor nostro Gesú Cristo e per l’amore dello Spirito, a combattere con me presso Dio per me nelle vostre preghiere,

31 affinché io sia liberato dagli increduli che sono nella Giudea, perché il mio servizio per Gerusalemme sia accettevole ai santi,

32 affinché, se piace a Dio, io venga con gioia da voi e sia ricreato insieme a voi.

33 Ora il Dio della pace sia con tutti voi Amen.

Per poter veramente apprezzare questo passo particolare delle Scritture dovete ricordare ciò che Paolo ha fatto nella parte  precedente del capitolo 15 e in molto del capitolo 14. Sta trattando con vari problemi che c’erano nella chiesa di Roma e ci sono due problemi principali con cui tratta in questo capitolo. Il primo problema è il conflitto tra i deboli e i forti. Che c’erano dei cristiani forti che non avevano la sensibilità che avrebbero dovuto avere con i cristiani più deboli e immaturi; e i cristiani deboli che pensavano di essere più spirituali dei cristiani maturi. C’era dunque un bel po’ di conflitto in atto, e Paolo ribadì loro che dovevano accettarsi l’un l’altro e lasciare che fosse lo stesso Signore Gesù Cristo ad essere il Signore della coscienza. In Romani 14 tratta un’altra questione e questa è il conflitto che proveniva dal fatto che alcuni membri erano giudei e altri gentili. Questo fu un grande problema nella prima chiesa, come potete immaginare. Molti dei giudei cristiani pensavano che i gentili dovessero diventare giudei per poter diventare cristiani. I gentili non volevano diventare giudei per poter diventare cristiani. C’era dunque questo grande conflitto e Paolo cerca di spegnere il fuoco nella prima metà del capitolo 15, dicendo che giudei e gentili si devono accettare, deboli e forti si devono accettare, e poi continua dicendo che è perché Cristo è all’opera attraverso di voi. Cristo è l’amministratore delle promesse nel Nuovo Patto e che dalla destra di Dio, in quanto Cristo risorto, nella potenza dello Spirito, si sta accertando che tutte le promesse di Dio diventano reali nella vita del popolo di Dio, cosa che porterà alla massiccia conversione di gentili in tutto il mondo. E poi dice: e voi tutti ne avrete un ruolo perché Cristo compirà queste cose mediante i suoi strumenti, attraverso i cristiani, attraverso la predicazione e l’insegnamento e la consulenza dalla parola di Dio e pertanto, conclude nel verso 14

Ora, fratelli miei, io stesso sono persuaso a vostro riguardo, che anche voi siete pieni di bontà, ripieni d’ogni conoscenza, capaci anche di ammonirvi gli uni gli altri.

Questo dunque è il retroterra di molto di ciò che dirà nei versi da 16 a 32. E parla di questo viaggio lungo il quale vuole venire a Roma per vedere tutti quanti faccia a faccia.

Ora, i versi 15-32 sono uno scorcio molto, molto personale dentro a vita di Paolo. Non è tanto una descrizione dottrinale quanto personale di alcune delle relazioni personali di Paolo, di alcune delle sue attitudini, di ciò che gli sta passando per la mente, quali sono i suoi sentimenti. Questo ne fa un passo prezioso delle Scritture e voi vedete dentro al suo cuore quando leggete questi versi. Guardiamoli dunque e poi elaboriamo dei punti da essi.

Dice:

Ma, fratelli, io vi ho scritto alquanto piú arditamente,  (su alcuni punti) come per ricordarvi per la grazia che mi è stata data da Dio, per essere ministro di Gesú Cristo presso i gentili.

Paolo sta dunque dicendo a queste persone di Roma, che la ragione per cui vi ho scritto così arditamente riguardo al debole e al forte che stiano insieme e ai giudei e  gentili che stiano insieme, non è perché sono un cattivone, ma perché Dio mi ha chiamato ad essere un ministro del vangelo, e faccio ciò che faccio in questa lettera lunga 16 capitoli per adempiere le mie responsabilità, perché nella sua grazia Dio mi ha chiamato ad essere un ministro di Cristo Gesù ai gentili, e probabilmente c’erano un sacco di gentili, probabilmente in modo predominante, nella chiesa di Roma. Non interpretate le cose che ho detto come eccessivamente dure, sono radicate nell’amore, l’ho fatto perché non appartengo a me stesso, perché non ho scelto da me il mio percorso, ma perché sulla strada di Damasco Cristo mi salvò e mi chiamò dentro a questa missione ai gentili. Perciò tutto quello che vi dico arditamente lo faccio perché sono un ministro del Signore Gesù Cristo. E mi vedo in tutto questo come servire da sacerdote il vangelo di Dio,

Affinché l’offerta dei gentili sia accettevole, santificata dallo Spirito Santo.

Ora, quel verso è pieno di meravigliose metafore. Infatti contiene una parola che non è usata da nessun altra parte nel Nuovo Testamento, e quella ‘una’ parola deve essere tradotta in inglese con diverse parole: “servire come sacerdote” in italiano “nel sacro servizio” del vangelo di Dio. Servire come un sacerdote è una sola parola nel greco, non è usata da nessun altra parte. E naturalmente la chiesa cattolica romana ama questo verso e cerca d’usarlo estraendolo da suo contesto; ma il punto è che l’immagine qui è di questo pio vecchio sacerdote. Non un sacerdote cattolico romano ma un sacerdote levitico, che Paolo letteralmente non era egli stesso, ma raffigura se stesso con questi pio vecchio, compassionevole, premuroso sacerdote che sta offrendo sacrifici per conto di quelli che ama, come facevano nel tempio nel Vecchio Testamento. E questo vecchio sacerdote sta servendo e offrendo al Signore quei gentili che hanno creduto l’evangelo. Che si vede ora come  un uomo che è così preoccupato che essi sperimentino le cose sante di Dio, la salvezza che Dio provvede, che si dipinge come un vecchio sacerdote levitico che offre a Dio tutte queste persone non giudee che ha portato a Cristo, che sono salvate dal vangelo, come offerta di ringraziamento, e prega che quest’offerta sia accettevole. Vedete l’umiltà in quest’uomo, non dice: io so che accetterai quest’offerta perché sono un famoso apostolo, sarò conosciuto per sempre, perché ho scritto la maggior parte delle lettere del Nuovo Testamento, no, dice

Prego che siano accettevoli.

Non lo fa con nessuna arroganza perché l’unico modo in cui questi gentili saranno offerti al Signore e quell’offerta sarà accettata è se saranno santificati dallo Spirito santo. E perciò, qui sta dicendo che è lo Spirito santo che rende così efficace la predicazione del vangelo. Che il vangelo è più che parole e frasi vere. Parole e frasi vere, senza l’opera dello Spirito santo, non penetrano nel cuore delle persone. E quindi sta dicendo: amo queste persone, sono stato chiamato come ministro di Cristo, questo è ciò che voglio fare più di qualsiasi altra cosa al mondo, le porto a Cristo e le offro a Te perché il vangelo ha avuto un impatto nella loro vita per l’opera dello Spirito santo. E questo è il motivo per cui, quando leggete libri riformati sullo Spirito santo, e ce ne sono molti, tutti enfatizzano l’opera dello Spirito santo nella salvezza dei peccatori, nel dare potenza all’evangelo, nel condurre persone alla fede, nel convincere di peccato. E poi dice, al verso 17:

Io ho dunque di che gloriarmi in Cristo Gesú nelle cose che riguardano Dio.

Dice ho ragioni per gloriarmi del mio ministero. Non per cose che riguardano me stesso ma nelle cose che riguardano Dio, perché è il vangelo di Dio e il regno di Dio e lo Spirito di Dio e per ciò che Dio ha fatto per  dare potenza alla mia predicazione che ha portato alla conversione di questi gentili.

Infatti non ardirei dir cosa che Cristo non abbia operata per mezzo mio,

Non mi sto vantando di me stesso, non sto dicendo che posso fare qualsiasi cosa, le mie parole non significano niente e non sono di nessun impatto nel cambiare la vita delle persone, io parlerò solo di quel che Cristo ha fatto per mezzo mio, ciò che Cristo ha ottenuto per la potenza del suo Spirito, nel portare quelli che lo odiavano ad amarlo, proprio come ha fatto con me.

Infatti non ardirei dir cosa che Cristo non abbia operata per mezzo mio, per condurre all’ubbidienza i gentili con la parola e con l’opera,

Dice: ho avuto molto successo nel portare a Cristo un gran numero di persone non giudaiche, è stato tutto per merito di Cristo e niente per merito mio. L’obbedienza di questi gentili un tempo disobbedienti è il risultato dell’opera del ministro  vivente e regnante del Nuovo Patto, il Signore Gesù Cristo e non per qualche cosa di mio. Lui ha usato le mie parole, ha usato le mie azioni, verso 19, nella potenza di segni e miracoli, nella potenza dello Spirito, ha usato la mia vita, ha vissuto la sua vita attraverso di me, e la gente ha visto Cristo nel modo in cui ho vissuto, nel modo in cui mi sono comportato, perfino davanti alla persecuzione. Gesù mi ha usato facendomi capace di fare miracoli che confermavano che stavo parlando la parola di Dio e tutto fu opera dello Spirito santo. Ogni azione da parte mia che fu usata fu il risultato dello Spirito santo, ogni parola che ho parlato che è risultata nella salvezza di persone fu il risultato dell’opera dello Spirito santo, ogni miracolo che ho fatto fu il risultato della potenza dello Spirito santo.

Cosí, da Gerusalemme e nei dintorni fino all’Illiria, ho compiuto il servizio dell’evangelo di Cristo,

Dice: Cristo mi ha usato ed ha usato il mio ministero in modo molto ampio. Ora, se guardate una carta geografica Gerusalemme è qui in fondo a sud-ovest, l’Illiria è qui in cima nel nord-est, è un’area molto estesa. E Paolo dice: ho predicato il vangelo pienamente, estensivamente in tutta quell’area e ho visto grandi effetti del mio ministero.

Verso 20

Avendo l’ambizione di evangelizzare là dove non era ancora stato nominato Cristo, per non edificare sul fondamento altrui.

In altre parole, gli preme dire, come ha detto loro nel primo capitolo: questa è la ragione per cui voglio andare in Spagna. Verrò a Roma quando passerò per andare in Spagna. Passerò a trovarvi, ma fondamentalmente voglio andare in Spagna, voglio predicare il vangelo lì, e voglio predicare il vangelo lì perché il mio cuore desidera predicare dove nessuno ha mai sentito parlare di Cristo. Voglio predicare dove non hanno nemmeno mai sentito il suo nome per non costruire sul fondamento deposto da altri. Altri uomini sono stati qui e la, Apollo, Pietro, e tutti gli altri, predicando attraverso tutta la Giudea e la Samaria, e in qualche occasione li ho assistiti, ma io voglio deporre fondamenta dove fondamenta non sono mai state deposte. Voglio predicare l’evangelo a persone che non hanno mai sentito prima predicare l’evangelo e quindi voglio andare in Spagna.

Verso 21

Ma, come sta scritto: «Coloro ai quali non era stato annunziato nulla di lui vedranno, e coloro che non avevano udito parlare intenderanno».

Questa è una citazione da Isaia 52 e per capire perché ha citato questo passo voglio che ci andiamo insieme, Dice: Isaia mi dice perché voglio predicare l’evangelo dove l’evangelo non è mai stato sentito prima. Isaia 52 2 cominciamo col verso 13, è una profezia messianica:

Ecco, il mio servo prospererà (Cristo) e sarà innalzato, elevato e grandemente esaltato. Come molti erano stupiti di te, cosí il suo aspetto era sfigurato piú di quello di alcun uomo, e il suo volto era diverso da quello dei figli dell’uomo, cosí egli aspergerà molte nazioni; i re chiuderanno la bocca davanti a lui, ( e qui c’è la citazione) perché vedranno ciò che non era mai stato loro narrato e comprenderanno ciò che non avevano udito.

In altre parole, Paolo sta dicendo, voglio fare questo perché la profezia del Vecchio Testamento dice che le nazioni del mondo che non hanno mai sentito il vangelo lo crederanno e saranno salvate. Re saranno salvati. Così, voglio essere usato da Dio per fra avanzare il vangelo, per allargare i confini dentro i quali il vangelo è predicato per far arrivare quel giorno in cui molte nazioni sono portate alla fede salvifica in Cristo. E, sapete, diversamente da quel che imparate sui libri di scuola, questa è una delle ragioni per cui Cristoforo Colombo è venuto in America. Una delle ragioni per cui venne, fu, non solo per piantare il vangelo qui, ma anche per raccogliere ricchezza perché stimava che ci fosse oro e pietre preziose in modo da poter estendere il vangelo anche a oriente, ai mussulmani di Gerusalemme e poi avanzare a oriente. Così, una delle sue motivazioni per venire in nord America era di estendere i confini del regno di Cristo affinché il vangelo potesse andare dove non era mai stato udito prima. E questa è l’attitudine di Paolo. Dice: io amo predicare l’evangelo, Dio mi ha usato grandemente in Giudea fino all’Illiria, ma ci sono un sacco di altri buoni predicatori lì; io voglio andare dove il vangelo non è mai stato predicato. Voglio essere usato da Dio per estendere i confini della chiesa e del regno di Dio, fino a che comprende il mondo intero. Così vedete qui la sua motivazione.

Verso 22 

Anche per questo motivo sono stato spesse volte impedito di venire da voi (a Roma)Ma ora, non avendo piú luogo da evangelizzare in queste contrade.

In altre parole in questa regione ho fatto tutto quello che il Signore mi ha mandato qui a fare;

Avendo da molti anni un grande desiderio di venire da voi, quando andrò in Spagna,

in altre parole, non so quando questo potrà avvenire verrò da voi, ma quando lancerò il mio viaggio missionario in Spagna mi fermerò da voi per un po’;

Passando, spero infatti di vedervi e di essere accompagnato da voi fin là, dopo aver goduto un poco della vostra compagnia.

Vedete il grande amore di Paolo per queste persone che non ha mai visto ma che sono fratelli e sorelle in Cristo, e dice voglio incontrarvi perché voglio essere incoraggiato da voi quando andrò in Spagna, non solo perché voglio ministrare a voi ma perché voglio che voi ministriate a me e mi incoraggiate in questo combattimento.

Ma ora vado a Gerusalemme per sovvenire ai santi,

In altre parole, questo è il motivo per cui devo procrastinare la mia venuta da voi per vedervi, ho una missione da compiere a Gerusalemme

Perché a quelli della Macedonia e dell’Acaia è piaciuto di fare contribuzione per i poveri che sono fra i santi in Gerusalemme.

Ora, in questa intera sezione vedete qualcosa del grande amore che le persone avevano le une per le altre in tutto il Medio Oriente, benché non si fossero mai incontrate, ed era pure difficile incontrarsi, avevano solo cammelli e muli e asini per viaggiare. Il punto è che le persone della prima chiesa avevano un grande amore reciproco. Paolo, avrebbe deviato dal suo percorso, mettendo da parte ciò che aveva intenzione di fare, soprattutto andare in Spagna, solo per trasportare del denaro che i cristiani di Macedonia e dell’Acaia avevano raccolto per darli ai cristiani che erano stati sopraffatti dalla povertà a Gerusalemme.

Ora, dobbiamo qui fare una domanda: Perché i cristiani di Gerusalemme erano stati colpiti dalla povertà? Gerusalemme era il centro del mondo. Enorme città, c’erano lì migliaia di Cristiani. Perché erano stati colpiti dalla povertà? Perché Paolo più di una volta raccolse denaro da portare a Gerusalemme ai cristiani colpiti dalla povertà? Io credo che sia per quello che avevano fatto, senza sostegno biblico, senza un comando da parte di Dio, che è registrato in Atti, capitolo 2. Perciò, se andate con me ad Atti 2 vedremo perché, io credo, fossero colpiti dalla povertà. Atti 2, verso 43, ci furono 3000 persone salvate il giorno di Pentecoste e

Ed erano tutti presi da timore; e molti segni e miracoli si facevano per mano degli apostoli. Or tutti coloro che credevano stavano insieme ed avevano ogni cosa in comune. E vendevano i poderi e i beni e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno.

In altre parole, ciò che stavano facendo era mandarsi bancarotta, vendendo tutte le proprietà eccetto quelle che avevano in comune, e dando via il denaro. Ora, da nessuna parte la bibbia ci comanda di essere comunisti, volontariamente o no. Non c’era legge della bibbia che stessero seguendo quando vendettero tutti i loro averi eccetto quello che possedevano insieme. Eliminarono la proprietà privata, e qualsiasi proprietà avessero la mettevano in comune, e ne regalarono una buona parte. Andarono molto più in la di quel che Dio aveva loro comandato di fare. E come risultato di avere le proprietà in comune e alienandosi la proprietà privata alla fine andarono bancarotta. Ora questa non è un’idea strampalata perché i primi Plymouth Brethren fecero la stessa cosa. In un’occasione decisero di tenere tutte le proprietà in comune, i loro orti, le loro case, le loro industrie, perché pensarono che avrebbe funzionato meglio. E sapete come andò a finire. Con la fame. Voi conoscete i programmi governativi, cosa succede quando mettete delle persone gratis in edifici del governo? Non appartengono alle persone che ci vivono, perciò non sono motivati a tenerli bene, e pertanto vanno in pezzi e cominciano a sgretolarsi e diventano pericolosi e pieni di criminalità. E ciò che accade oggi nella proprietà comune è ciò ch’è sempre accaduto in quella situazione, si va in perdita.

Ma ora c’è un’altra domanda da fare: Perché vendettero tutte le loro proprietà? Alcune di queste persone erano imprenditori, commercianti, alcuni erano persone con elevati mezzi economici. Se andate a visitare Gerusalemme vedrete che la maggior parte di questi cristiani venivano da piccole abitazioni, ma alcuni di loro vivevano in grandi ville, perciò, perché vendettero tutte le loro proprietà a Gerusalemme? Insider trading. Avevano informazioni sicure sulla fine che avrebbe fatto il mercato immobiliare. Avevano udito Gesù dire che Gerusalemme sarebbe stata distrutta dagli eserciti romani e tutto sarebbe stato bruciato, e perciò, anziché fare ciò che Gesù aveva detto di fare: lasciare la città, rimasero in città, vendettero le loro proprietà e finirono bancarotta. E come risultato, dovunque Paolo andò, dovette raccogliere denaro per i cristiani colpiti dalla povertà.

Così, qui vedete l’attitudine di Paolo, che accantona ciò che vuole fare, per aiutare questi cristiani, senza elucubrare sul fatto che si erano messi nei guai da soli a motivo della loro mancanza di saggezza, egli va attorno a raccogliere denaro dalle varie altre chiese per aiutarli. E dice, nei versi 25-27

Ma ora vado a Gerusalemme per sovvenire ai santi,

perché a quelli della Macedonia e dell’Acaia è piaciuto di fare contribuzione per i poveri che sono fra i santi in Gerusalemme.

Ora è piaciuto loro di far questo, perché sono ad essi debitori;

Ora, com’è che i cristiani della Macedonia e dell’Acaia erano debitori dei cristiani di Gerusalemme? Tanto da essere compiaciuti di poter dare questo denaro e si sentivano debitori verso di loro. Ecco la ragione:

Perché se i gentili infatti hanno avuto parte dei loro beni spirituali, devono anche sovvenire loro nei beni materiali.

Il Vangelo ebbe origine a Gerusalemme; i cristiani di Gerusalemme mandarono missionari come Paolo in tutto il mondo e perciò essi erano debitori a questi cristiani di Gerusalemme per la loro ricezione spirituale del vangelo e si dissero: se noi siamo in debito coi cristiani di Gerusalemme per il dono spirituale che abbiamo ricevuto, allora noi siamo sicuramente in obbligo e siamo felici di mandare benedizioni materiali ai cristiani bisognosi di Gerusalemme. Erano persone grate.

Verso 28

Dopo dunque aver compiuto questo ed aver consegnato loro questo frutto

Il frutto sono i soldi che provenivano dalla Macedonia e dall’Acaia.

Quando consegnerò questo frutto del loro amore e della loro fede, della loro dedicazione a Cristo nell’unità della chiesa, allora verrò a visitarvi sul mio cammino verso la Spagna.

Ma io so che, venendo da voi, verrò nella pienezza della benedizione dell’evangelo di Cristo.

So che quando verrò Cristo che è in me ed è in voi ed è il Signore di tutti come ministro del Nuovo Patto, Egli benedirà me per mezzo di voi e benedirà voi per mezzo mio.

Or vi esorto, fratelli, per il Signor nostro Gesú Cristo e per l’amore dello Spirito, a combattere con me presso Dio per me nelle vostre preghiere,

affinché io sia liberato dagli increduli che sono nella Giudea, perché il mio servizio per Gerusalemme sia accettevole ai santi,

affinché, se piace a Dio, io venga con gioia da voi e sia ricreato insieme a voi.

Ora il Dio della pace sia con tutti voi Amen.

Così vedete questo scorcio della vita personale di Paolo, la sua attitudine, il suo amore per la fratellanza, il suo consumante desiderio di essere usato da Cristo per aprire il vangelo a peccatori perduti affinché siano salvati per la potenza dello Spirito santo. Si impara molto di quest’uomo mentre si legge di lui.

Dice: Devo andare prima a Gerusalemme. La sua preghiera fu esaudita. Non nel modo in cui lui avrebbe voluto. Se leggete Atti 21 17-20, c’è scritto di un profeta che gli dice: tu andrai a Gerusalemme per certo, ma andrai a Gerusalemme in catene. E così Paolo va a Gerusalemme in catene, ma ciò nonostante, Dio esaudisce la sua preghiera, non nel modo in cui Paolo avrebbe immaginato.

Ora, voglio spendiamo l’ultimo quarto d’ora a parlare di come ‘discepolare’ altre persone. Ci sono alcuni principi qui, da questo scorcio dalla vita di Paolo che possono aiutarci a comprendere come ‘discepolare’ altre persone. Sia che facciate discepoli di persone che non hanno mai sentito il vangelo prima di allora, sia che facciate discepoli di fratelli cristiani che amano già il Signore e che hanno bisogno di edificazione, di crescere nella fede. Possiamo imparare queste cose dalla vita personale di Paolo.

Vediamo prima di tutto che la passione che dirige la sua vita è quella di fare discepoli. Questa è la passione che lo muove. Voglio andare in Spagna a predicare l’evangelo dove la gente non ha mai sentito parlare di Gesù; passerò per Roma per ministrare a voi che amate il nome di Gesù, devo andare a Gerusalemme per portare dell’edificazione alla gente di Gerusalemme. Qui avete la forza motrice e la passione della sua vita, che era di essere usato da Dio per salvare peccatori dai loro peccati. E notate come lo faceva. Verso 15:

Ma, fratelli, io vi ho scritto alquanto piú arditamente, come per ricordarvi per la grazia che mi è stata data da Dio, per essere ministro di Gesú Cristo presso i gentili.

Paolo dice. Quando cerco di evangelizzare delle persone non lo faccio arrogantemente, lo faccio con chiarezza, senza codardia, senza chiedere scusa, senza incertezze, e posso essere così ardito e così chiaro nella presentazione della verità per quel che ho detto nella prima parte di questa lettera: il vangelo è la potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede. Paolo non confidava affatto in se stesso, ma confidava completamente nella potenza del vangelo di vincere ogni resistenza di portare tutte le persone ai piedi di Cristo. Perciò, quando testimoniate, ricordate che nulla dipende da voi, l’efficacia del vostro messaggio non dipende da voi, dipende dal ministro del Nuovo Patto, il Signore Gesù Cristo che è all’opera per far diventare realtà le promesse di Dio nella vita del suo popolo in modo da portare alla conversione i gentili attraverso di lui. Ed Egli usa noi come testimoni, come predicatori, insegnanti, per portare persone alla fede nel Signore Gesù Cristo. E poiché ogni cosa dipende da Lui e niente da noi, non dovete avere timore, non dovete preoccuparvi di cosa qualcuno possa pensare, potete essere coraggiosi, potete parlare chiaro, non dovete cercare di nascondere davanti al mondo ciò che state effettivamente dicendo perché non si arrabbino con voi. Io non amo particolarmente Jimmy Swaggart, ma stavo passando da un canale all’altro ed eccolo da giovane, che predicava l’evangelo, ed era bravo, per 30 secondi, intendo, ripetè 20 o più volte: “È Cristo o l’inferno, è Cristo o l’inferno, è Cristo o l’inferno, ci sono persone che mi stanno ascoltando che penseranno che questo è ridicolo e scandaloso, ma è Cristo o l’inferno!” Questo è il modo di dirlo. Non cercate di nascondere nulla. Non cercate d’evitare di offenderli. Il vangelo è profumo di vita a vita e  puzzo di morte per chi va a morte e se non volte che sia odore di morte a morte non sarà più profumo di vita a vita. Perciò, quando volete presentare il vangelo alle persone, che sia per condurle a Cristo o per edificarle nella fede, siate arditi, siate chiari, non siate arroganti, non siate aggressivi.

E poi guardate anche ai versi 16 e 17, presentava il vangelo con compassione,

Ma, fratelli, io vi ho scritto alquanto piú arditamente, come per ricordarvi per la grazia che mi è stata data da Dio,

per essere ministro di Gesú Cristo presso i gentili, adoperandomi nel sacro servizio dell’evangelo di Dio, affinché l’offerta dei gentili sia accettevole, santificata dallo Spirito Santo.

Io ho dunque di che gloriarmi in Cristo Gesú nelle cose che riguardano Dio.

Qui c’è questo premuroso, compassionevole, vecchio sacerdote, che offre queste persone che ha portate a credere il vangelo, come sacrificio al Dio vivente. Lo fa con passione, con amore, insieme al suo ardire. Brama vedere sia giudei che gentili venire a alla fede in Gesù Cristo.

E poi, presentava il vangelo fiducioso del successo. Leggiamo i versi 18 e 19 qui.

Infatti non ardirei dir cosa che Cristo non abbia operata per mezzo mio, per condurre all’ubbidienza i gentili con la parola e con l’opera,

con potenza di segni e di prodigi, con la potenza dello Spirito di Dio; cosí, da Gerusalemme e nei dintorni fino all’Illiria, ho compiuto il servizio dell’evangelo di Cristo,

Verso 21:

Ma, come sta scritto: «Coloro ai quali non era stato annunziato nulla di lui vedranno, e coloro che non avevano udito parlare intenderanno».

Verso 29:

Ma io so che, venendo da voi, verrò nella pienezza della benedizione dell’evangelo di Cristo.

Così, vedete la fiducia con cui parla, di nuovo, non in se stesso, ma nel messaggio e nel Cristo vivente che manda il suo Spirito per far si che quel messaggio abbia un impatto nella vita delle persone. Non usciva in modo disperato: È meglio che crediate in Gesù, il mondo sta per finire, è una questione di secondi! Non era fatto in disperazione, era fatto con fiducia e sicurezza che quel vangelo avrebbe avuto successo.

Io so, che quando vengo a predicare la parola di Dio, non so se potrò venire o quando verrò, ma so che quando verrò, e parleremo del vangelo, saremo tutti benedetti. Il mio operato avrà successo. E questo è il modo in cui anche noi dobbiamo testimoniare. Non lo facciamo chiedendoci se la nostra testimonianza avrà un impatto, ogni volta in cui parlate per Cristo Dio userà le vostre parole nella vita di quella persona in un modo o nell’altro. Dio non spreca testimonianze, non spreca testimoni, non spreca sermoni. Che quando voi ed io predichiamo l’evangelo, quella presentazione avrà efficacia nella vita di quella persona. O a salvezza o a condanna, o a gettare il fondamento in modo che Pietro o Apollo o qualcun altro potrà edificarci sopra ulteriormente. Ma ricordate che quando testimoniate, siatene certi, Cristo sta usando quella testimonianza.

Poi, Paolo presentava l’evangelo dominato da una visione del mondo trionfante. Dominato da una visione del mondo trionfante. Guardiamo il verso 20-26

avendo l’ambizione di evangelizzare là dove non era ancora stato nominato Cristo, per non edificare sul fondamento altrui.

Ma, come sta scritto (nel libro di Isaia): «Coloro ai quali non era stato annunziato nulla di lui vedranno, e coloro che non avevano udito parlare intenderanno».

Anche per questo motivo sono stato spesse volte impedito di venire da voi.

Ma ora, non avendo piú luogo da evangelizzare in queste contrade, avendo da molti anni un grande desiderio di venire da voi,

quando andrò in Spagna, verrò da voi; passando, spero infatti di vedervi e di essere accompagnato da voi fin là, dopo aver goduto un poco della vostra compagnia.

Ma ora vado a Gerusalemme per sovvenire ai santi,

perché a quelli della Macedonia e dell’Acaia è piaciuto di fare contribuzione per i poveri che sono fra i santi in Gerusalemme.

Notate che niente riesce a rallentarlo. Non c’è ‘sconfittismo’. Non c’è pessimismo. Come Cristo, Paolo aveva il mondo nel suo cuore, Giovanni 3:16: “Poiché Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo Figlio unigenito…” Paolo conosceva il Vecchio Testamento, conosceva le promesse pattizie con Abrahamo, che quelli che appartengono a Cristo per fede saranno più numerosi della sabbia del mare e delle stelle nel cielo: e perciò senza riguardi per la nazionalità, razza, sesso o credo di una persona, egli voleva essere usato da Dio per salvarle da qualsiasi cosa le trattenesse da Dio. Aveva una visione del futuro trionfante, aveva un’escatologia trionfante. Non lo faceva perché sapeva che il futuro era contro di noi, non abbiamo molto tempo, la nave sta affondando; lo faceva perché il futuro appartiene a noi, è a nostro favore e noi abbiamo tutto il tempo necessario per essere usati da Cristo per compiere le sue promesse.

Poi nei versi 15 e 32 vedete che presentava il vangelo riconoscendo la totale sovranità di Dio. Verso 15:

Ma, fratelli, io vi ho scritto alquanto piú arditamente, come per ricordarvi per la grazia che mi è stata data da Dio

Verso 32:

Affinché, se piace a Dio, io venga con gioia da voi e sia ricreato insieme a voi.

Qualsiasi cosa mi accada mi accade perché Dio l’ha voluta. Paolo comprendeva che la sovranità di Dio stava alla base di tutto il suo evangelismo, tutto il suo predicare, che Dio ha il controllo della creazione, ha il controllo della salvezza,

“il vento soffia dove vuole, così è di chiunque è nato di nuovo dallo Spirito”

Non si può vedere da dove soffia il vento perché è un vento sovrano. E Paolo lo comprendeva, Paolo comprendeva che Dio ha un popolo scelto, ed ha scelto questo popolo sovranamente su tutte le altre persone del mondo, e usa tutto l’insegnamento, la predicazione e la testimonianza del vangelo per portare queste persone a Cristo. Questa è la ragione  per cui noi offriamo il vangelo liberamente a chiunque incontriamo, non perché discerniamo se sono eletti oppure no, cosa che non possiamo fare, ma noi offriamo liberamente il vangelo perché quello è il modo che Dio usa per salvare i suoi eletti. Una volta, stavo predicando ad una conferenza nell’Idaho, molte persone lì, la maggioranza delle quali non provenivano da chiese riformate. Lo sapevo. Il moderatore mi chiese di parlare della sovranità di Dio nell’evangelizzazione; sapevo cosa sarebbe accaduto ma non indietreggiai, e non cercai di scegliere un altro soggetto. E così andò come mi aspettavo, predicai sulla sovranità di Dio nell’evangelizzazione come se stessi predicando qui a Chalcedon, ad una sala piena di persone la maggior parte delle quali non ne aveva mai sentito parlare. Alla fine, una donna venne da me, oh com’era arrabbiata! E mi disse: Signor Morecraft, se Dio ha i suoi peccatori che salverà e solo loro, perché  lei ha fatto tutta quella strada per venire nell’Idaho per parlarci di Gesù? La guardai negli occhi e le risposi: Signora, perché mi piace farlo, prima di tutto, mi piace farlo. Questa è la prima cosa che dovete dire agli arminiani quando vi chiedono perché offrire liberamente l’evangelo se Dio ha i suoi eletti. Mi piace farlo, mi piace offrire il vangelo alle persone perché questo è lo strumento che il Dio sovrano ha predeterminato per salvare i predestinati. E dunque, Paolo comprendeva che tutta la sua attività era circondata dalla sovranità di Dio.

E infine, noi vediamo che nel presentare l’evangelo Paolo era consapevole del suo bisogno di preghiera. E dice, nei versi 30-32:

Or vi esorto, fratelli, per il Signor nostro Gesú Cristo e per l’amore dello Spirito, a combattere con me presso Dio per me nelle vostre preghiere,

Ora, notate prima di tutto questo modo di parlare spontaneamente trinitario, voglio dire che tira in ballo il Signore Gesù Cristo, l’amore dello Spirito, preghiere a Dio il Padre. Paolo era un sincero trinitario, non era qualcosa che doveva coscientemente riflettere: “meglio che menzioni la Trinità a questo punto che non si pensi sia un eretico”,  ma che la sua fede era così incapsulata nella trinità che era proprio un modo di parlare spontaneo, come con voi ed io, passiamo tutto il nostro tempo a parlare di Gesù? Passiamo tutto il nostro tempo a parlare di Dio Padre? Passiamo tutto il nostro tempo a parlare di Dio lo Spirito santo? Non sarebbe un modo di parlare di Dio da cristiano maturo. Il modo maturo di parlare di Dio è d’avere una mentalità  e una cornice di pensiero trinitaria, cosicché non è affatto difficile, portare tutte e tre le Persone della trinità nella discussione senza nemmeno pensare a ciò che state facendo.

Verso 31:

Affinché io sia liberato dagli increduli che sono nella Giudea, perché il mio servizio per Gerusalemme sia accettevole ai santi, affinché, se piace a Dio, io venga con gioia da voi e sia ricreato insieme a voi.

È consapevole del fatto che nel suo lavoro di presentare il vangelo alle persone avrà bisogno delle preghiere di altri. Voi pregate regolarmente, assiduamente, ferventemente, per quelli che predicano l’evangelo? Questa è una tremenda responsabilità. Predicatori nella RPCUS, altri predicatori riformati e missionari nel mondo. Lottate fedelmente con Dio, pregate  assiduamente, sinceramente, ferventemente per tutti quelli che insegnano e predicano fedelmente la parola di Dio in tutte le loro imperfezioni? E quali sono le cose per cui pregare? Cosa voleva che si pregasse per lui, Paolo?

Che io possa essere liberato dagli increduli che sono in Giudea

In altre parole, la prima ondata di persecuzione che colpì la chiesa non provenne dai romani ma dai giudei. Quella persecuzione, comunque, terminò nel 70 d.C. Ma per i 40 anni dopo la resurrezione di Cristo fino al 70 furono i giudei a manovrare il potere dello stato a perseguitare i cristiani. E Paolo dice: voglio che combattiate, voglio che lottiate con Dio a mio favore, non solo qualche preghierina facile qui e la, ma preghiere sincere e ferventi che io sia liberato dalla persecuzione di una falsa chiesa e di uno stato malvagio.

Secondo, che il mio servizio, questo servizio di portare questo dono per Gerusalemme si riveli accettevole per tutti i santi. Perché non dovrebbe? Perché Paolo dice ai cristiani di Roma: voglio che preghiate per questo denaro che abbiamo raccolto in Macedonia e Acaia, che sia accettevole in Giudea e a Gerusalemme. Perché non avrebbe dovuto esserlo? Voglio dire, qui abbiamo un apostolo Paolo a portare le offerte. Questa è la ragione, sorprendentemente: Perché c’era un movimento nella prima chiesa che era volto a screditare l’apostolo Paolo. C’erano persone nella prima chiesa che credevano nella salvezza per opere, non nella salvezza per sola fede in Cristo, che erano sempre al lavoro nella chiesa per screditare l’apostolo Paolo e fare in modo che la gente mettesse in dubbio la sua autorità, lo si vede in modo particolare nel libro di Galati. Perciò sta pregando: Signore fa scomparire tutte queste cose; verso 32:

Affinché, se piace a Dio, io venga con gioia da voi (Romani) e sia ricreato insieme a voi.

Pregate per quelli che predicano il vangelo, non solo che siano di beneficio alla vostra vita, non solo che siano salvati dalle calunnie e discredito, non solo che siano liberati da persecuzioni, ma anche che trovino riposo e incoraggiamento nella vostra presenza e in vostra compagnia. E quelli che predicano fedelmente l’evangelo ne hanno bisogno.

Ora il Dio della pace sia con tutti voi. Amen.

Avete visto che grande brano è questo? È questo un quadro della vostra vita? È questo uno scorcio personale dentro la vostra vita? Se no, perché no? Il vangelo è l’unica speranza per questa nazione. È l’unica speranza per la vostra famiglie e per i vostri amici. Tornate a ciò che vi motiva. Che cos’è? Soldi? Piacere? Accettazione? Attenzione? Comodità e benessere? Cosa? Riconsiderate ciò che motivava Paolo e pregate che proprio quelle cose motivino anche voi e riempiano la vostra vita.  Cos’erano? Il Signore Gesù Cristo, l’amore dello Spirito santo e la presenza del Dio della pace nella sua vita. Tornate indietro e amate il Signore Gesù Cristo di nuovo, e il Padre, e lo Spirito, permettete che il Dio trino domini i vostri pensieri e le vostre affezioni. Collocate il servizio e l’adorazione del Dio trino al primo posti nella vostra vita e allora questi scorci della vita personale di Paolo saranno veri anche nella vostra. E quando questi connotati ci caratterizzeranno, e caratterizzeranno la chiesa, la nostra nazione e il mondo saranno salvati.

Preghiamo:

Ti ringraziamo Signore per questo passo che spesso trascuriamo, lo trascuriamo per altri studi dottrinali, lo trascuriamo per altri studi etici, ma ti ringraziamo per le grandi verità che vi sono e per ciò che possiamo imparare dalla vita di Paolo che era consumato dall’essere usato da Te per salvare peccatori. Che possa essere detto di noi perché è vero anche di noi. Nel nome di Cristo. Amen.

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