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43. Romani 13:11-14  

Rivestirsi del Signore Gesù Cristo

Di Joe Morecraft III

Romani 13: 11-14  Lo leggerò lentamente perché è un brano grandioso.

11 E questo tanto piú dobbiamo fare, conoscendo il tempo, perché è ormai ora che ci svegliamo dal sonno, poiché la salvezza ci è ora piú vicina di quando credemmo.

12 La notte è avanzata e il giorno è vicino; gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce.

13 Camminiamo onestamente, come di giorno, non in gozzoviglie ed ebbrezze, non in immoralità e sensualità, non in contese ed invidie.

14 Ma siate rivestiti del Signor Gesú Cristo e non abbiate cura della carne per soddisfarne le sue concupiscenze.

Il nostro tema oggi è vivere attraverso le crisi. Sono sicuro che voi avete avuto delle crisi nella vostra vita, se non ne avete avute, ebbene, ne avrete un sacco prima di lasciare questa vita. Ricordate le crisi attraverso cui siete passati, le sensazioni che avete avuto durante quelle crisi. Ansia, farfalline, timori, eccessi di adrenalina, tensioni, emicranie, sfide, perdita di vigore, pressione, spreco d’energie, sentirsi vivo e mezzo morto allo stesso tempo, compimento, allerta mentale, senso del tempo, raccolto dalla provvidenza, tristezza, esuberanza, tutte insieme. La vita senza crisi sarebbe molto più tranquilla. Ma sarebbe anche opaca, noiosa, monotona e improduttiva. Quando parliamo di crisi, cosa intendiamo? Vi dico cosa significa: una crisi è un punto di svolta caricato emotivamente a cui Dio ci ha condotti, che porta o minaccia di portare nella nostra vita un cambiamento radicale, significativo. Ora, la frase chiave qui, nella definizione di crisi, è che è qualcosa a cui Dio ci ha portati. Non è qualcosa che semplicemente avviene, è qualcosa che Dio porta dentro la nostra vita. Andiamo a vedere un testo che dice che Dio conduce i suoi figli dentro a situazioni di crisi. Andate indietro fino a Esodo 14. Leggeremo i primi 14 versetti. Questo fu uno snodo veramente critico, e notate che fu Dio a produrlo.

Poi l’Eterno parlò a Mosè, dicendo:

«Di’ ai figli d’Israele che tornino indietro e si accampino di fronte a Pi-Hahiroth, fra Migdol e i mare, di fronte a Baal-Tsefon; accampatevi davanti a quel luogo presso il mare.

Il Faraone dirà allora dei figli d’Israele: “Essi stanno vagando smarriti nel paese; il deserto li tiene rinchiusi”.

E io indurirò il cuore del Faraone, ed egli li inseguirà; ma io trarrò gloria dal Faraone e da tutto il suo esercito, e gli Egiziani sapranno che io sono l’Eterno». Ed essi fecero cosi.

Fu quindi riferito al re d’Egitto che il popolo era fuggito; e il cuore del Faraone e dei suoi servi mutò nei confronti del popolo, e dissero: «Che abbiamo fatto a lasciare andare Israele dal nostro servizio?».

Così il Faraone fece preparare il suo carro e prese con sé il suo popolo.

Prese anche seicento carri scelti e tutti i carri d’Egitto, con dei guerrieri su ognuno di essi.

E l’Eterno indurì il cuore del Faraone, re d’Egitto, ed egli inseguì i figli d’Israele, che uscivano pieni di baldanza.

Gli Egiziani li inseguirono; e tutti i cavalli, i carri del Faraone, i suoi cavalieri e il suo esercito li raggiunsero quando erano accampati presso il mare, vicino a Pi-Hahiroth, di fronte a Baal-Tsefon.

10 Mentre il Faraone si avvicinava, i figli d’Israele alzarono gli occhi; ed ecco, gli Egiziani marciavano dietro loro, per cui ebbero una gran paura; e i figli d’Israele gridarono all’Eterno,

11 e dissero a Mosè: «E’ perché non c’erano tombe in Egitto, che ci hai condotti a morire nel deserto? Perché hai fatto questo con noi, di farci uscire dall’Egitto?

12 Non era forse questo che ti parlavamo in Egitto, dicendoti: “lasciaci stare, cosi potremo servire gli Egiziani”? Poiché sarebbe stato meglio per noi servire gli Egiziani che morire nel deserto».

13 Ma Mosè disse al popolo: «Non temete, state fermi e vedrete la liberazione dell’Eterno, che egli compirà oggi per voi; poiché gli Egiziani che oggi vedete, non li vedrete mai piú.

14 L’Eterno combatterà per voi, e voi ve ne starete tranquilli».

Ora, quello fu un momento veramente critico. Il faraone aveva lasciato partire i figli d’Israele, alcuni milioni di persone ed essi erano diretti verso il Mar Rosso. Ora, il percorso per il quale Dio li fece andare non era il più sicuro perché da un lato c’era una stretta striscia di terra e da un lato c’era il Mar Rosso e dall’altro una gigantesca scogliera. Dio indurisce il cuore di faraone talché faraone porta un gruppo scelto del suo esercito ad inseguirli. Israele non poteva sfuggire da nessuna parte. E faraone manda tutti i suoi soldati a caccia d’Israele, e poi sapete il resto della storia. Dio li mise in questa difficile situazione per vedere se si sarebbero fidati di Lui in una tal situazione ed essi non lo fecero. Mugugnarono. Ma li pose in quella difficile situazione per poter esibire loro la sua grande potenza. La prossima volta che avete una crisi nella vostra vita, ricordate che è stato Dio a farlo. Qualsiasi cosa abbia provocato quella situazione, magari è stato il peccato o la stupidità da parte vostra e dovete chiedere perdono, ma ciò nonostante, dietro a tutto ciò c’è la mano di Dio, e la prossima volta che avete un periodo critico nella vostra vita, rendetevi conto che è stato Dio a portare quella crisi nella vostra vita per insegnarvi qualcosa di sé. Lasciate che vi dia un’altra definizione di crisi. Una crisi è un’opportunità di prima qualità per Dio di dimostrare potere al vostro posto e per insegnarvi lezioni che non avreste imparato in nessun altro modo. Una crisi, però, può anche essere una situazione di pericolo di prima qualità, le cui conseguenze negative possono durare tutta la vita se la maneggiate impropriamente. La chiesa apostolica di cui leggiamo nel libro degli Atti era in una situazione di crisi molto significativa. Di fatto, potreste chiamare quella generazione della chiesa del primo secolo, una generazione terminale. Una generazione terminale. Una generazione di persone che erano arrivate alla fine della strada. Cosa intendo, quando 2000 Anni dopo chiamo la generazione della chiesa nella situazione di crisi del primo secolo: Una generazione terminale? Guardiamo alcuni versetti. Andate con me a Matteo 23 e leggiamo i versetti da 29 a 36.

29 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti! Perché edificate i sepolcri dei profeti e ornate i monumenti dei giusti

30 e dite: “se noi fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non ci saremmo associati a loro nell’uccisione dei profeti

31 Cosí dicendo, voi testimoniate contro voi stessi, che siete figli di coloro che uccisero i profeti.

32 Voi superate la misura dei vostri padri!

33 Serpenti, razza di vipere! Come sfuggirete al giudizio della Geenna?

34 Perciò, ecco io vi mando dei profeti, dei savi e degli scribi; di loro ne ucciderete e crocifiggerete alcuni, altri ne flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città,

35 affinché ricada su di voi tutto il sangue giusto sparso sulla terra, dal sangue del giusto Abele, fino al sangue di Zaccaria, figlio di Barachia che uccideste fra il tempio e l’altare.

36 In verità vi dico che tutte queste cose ricadranno su questa generazione.

Ci sono diverse volte in cui Gesù parla di cose significative, cose negative, distruttive, che avverranno alle persone che ha davanti.

“Io dico a voi” la gente che lo stava ascoltando, “che tutte queste cose che ho appena menzionato verranno su questa generazione” del primo secolo. Adesso andiamo al capitolo 24, cominciamo col primo verso.

24 Ora, mentre Gesú usciva dal tempio e se ne andava, i suoi discepoli gli si accostarono per fargli osservare gli edifici del tempio.

Ma Gesú disse loro: «Non vedete voi tutte queste cose? In verità vi dico che non resterà qui pietra su pietra che non sarà diroccata».

Così, ha lì i suoi discepoli nel primo secolo, stanno guardando il tempio, e Gesù dice: guardate il tempio, perché il tempo viene in cui questo tempio e tutti i suoi edifici sarà smontato una pietra alla volta finché non ne rimane più niente. E quindi poi procede nel capitolo 24  a parlare dei segni che si sarebbero manifestati prima della distruzione del tempio, e poi notate il verso 34:

 “In verità vi dico che questa generazione non passerà, finché tutte queste cose non siano avvenute.” Ora la parola “Questa” identifica la generazione esattamente con le persone che ha davanti. Qualche traduzione riporta a margine che la parola generazione si può anche tradurre “razza” e perciò starebbe parlando della razza ebraica lungo la storia. Però il greco, e qui dovete fidarvi di me o imparare il greco, la parola generazione qui non significa razza. Se vedete la parola “razza” al margine o nelle note in altre traduzioni non è vera. La parola generazione significa generazione. Gesù dice: Questa generazione non passerà finché tutte queste cose siano avvenute. Perciò, tutte le cose di cui ha parlato nei precedenti 33 versetti avverranno durante la vita della generazione che sta guardando in faccia. Perciò vediamo esempio dopo esempio negli insegnamenti di Gesù, anzi, vediamone un altro. Andiamo a Luca 21. Luca 21, che è una buona spiegazione di ciò che abbiamo letto in Matteo 24 e leggiamo i versetti 20-22

20 “Ora, quando (voi) vedrete” voi, sta parlando con i suoi discepoli, nel primo secolo; “Ora, quando voi vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, sappiate che allora la sua desolazione è vicina.

21 Allora, coloro che sono nella Giudea fuggano sui monti; e coloro che sono in città se ne allontanino; e coloro che sono nei campi non entrino in essa.

22 Poiché questi sono giorni di vendetta, affinché tutte le cose che sono scritte siano adempiute.

Gesù sta guardando in faccia le persone che lo stanno ascoltando e sta dicendo: tutte queste cose di cui vi ho parlato avverranno quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti. E questo avvenne nel 70 d.C. circa 40 anni dopo la resurrezione di Gesù.

Ora, vi ho letto queste cose per mostrarvi come si possa chiamare quella generazione della chiesa una generazione terminale. Si trovava in un periodo unico di transizione che il mondo non aveva mai visto prima e non vedrà mai più. Fu il periodo di transizione tra il Vecchio Testamento e il Nuovo Testamento. C’erano persone a quel tempo che stavano vivendo in entrambi. Nessuno oggi ha mai vissuto nella generazione del Vecchio Testamento. Fu un periodo di grande transizione dall’era del Vecchio Testamento all’era del Nuovo Testamento e stavano avvenendo molti cambiamenti. La prima chiesa, per usare le parole del nostro testo, era in notte abbondantemente spesa e all’alba del giorno. Ricordate come lo dice il nostro testo, al verso 12 

“La notte è avanzata e il giorno è vicino; gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce”. Perciò stavano vivendo il tempo di cui aveva parlato Isaia quando la lunga notte dell’era del Vecchio Testamento e del mondo che era stato nelle tenebre per così tanti secoli stava per finire, ma ora, con la venuta del Messia, tutto diventa luce. (Isaia 60:1-3) “«Sorgi, risplendi, perché la tua luce è giunta, e la gloria dell’Eterno Si è levata su te. Poiché ecco, le tenebre ricoprono la terra e una fitta oscurità avvolge i popoli, ma su di te si leva l’Eterno e la sua gloria appare su di te. Le nazioni cammineranno alla tua luce e i re allo splendore del tuo sorgere”. Qui avete una comparazione tra il mondo nell’era del Vecchio Testamento, immerso nelle tenebre, tenebre che sono disperse quando la luce del Signore Gesù Cristo appare sulla scena 2000 anni fa. Con la venuta di Cristo 2000 anni fa il mattino s’è levato, il sole della giustizia si è levato sulle nazioni con la guarigione nelle sue ali, e da quando quella luce venne nel primo secolo, la luce diventa sempre più luminosa mentre il suo regno avanza. Paolo disse anche, a questi cristiani di Roma, che la salvezza è ora più vicina di quando credemmo. Di cosa stava parlando? Stava forse parlando della seconda venuta di Cristo? Sta forse dicendo: ebbene, oggi siamo più vicini alla seconda venuta di Cristo di quando foste convertiti? No perché sono già passati 2000 anni, fin qui. “2000, e quelle persone erano state convertite solo da qualche anno. Ma allora cosa intendeva Paolo quando disse la nostra salvezza ci è ora più vicina di quando credemmo per la prima volta. Sta parlando del compimento di tutte le grandi promesse del vecchio Patto nel Vecchio Testamento in questa nuova era che era venuta col Signore Gesù Cristo che avrebbe portato col suo regno il compimento di tutte le promesse del vecchio Patto. John Brown, un grande commentatore scozzese disse questo: “Il vangelo aveva già fatto grandi progressi, ma la caduta di Gerusalemme nel 70 d.C. fu l’inizio di un nuovo periodo di maggior trionfo che doveva procedere finché il paganesimo sarebbe caduto sulle ginocchia e la religione del Cristo risorto sarebbe diventata la religione dell’impero romano.” E perciò, con la venuta di Cristo ci fu l’inizio di quella salvezza mondiale che sarebbe risultata nella conversione delle nazioni. Ora, l’implicazione per noi di tutto ciò è questa: comprendete che i tempi in cui noi viviamo da una prospettiva biblica sono tempi di crisi. Non guardate al mondo in cui vivete, a questa epoca, per visione ma per fede nella Parola di Dio. Un nuovo giorno s’è alzato 2000 anni fa col Signore Gesù Cristo; noi stiamo vivendo in un regno di grazia dal tempo della sua resurrezione e dalla caduta di Gerusalemme che fu la prima grande prova che Egli sta regnando dalla destra di Dio, il regno di Cristo ha accelerato la sua avanzata tra le nazioni. Questa è un’era di crisi e lo è stata dal tempo della croce. Perciò, aspettatevi una crisi dopo l’altra nella vita della chiesa mentre la chiesa avanza.

Ora, qual’è la natura di queste crisi che la chiesa sperimenterà? Nelle chiese locali. Nella chiesa universale. Dovunque la parola di Dio è predicata. Prima di tutto, la chiesa continuerà a sperimentare delle crisi dall’interno. La crisi per il continuo bisogno di vera riforma. La chiesa ne ha sempre bisogno, ha sempre bisogno che la sua riforma avanzi per la parola e lo Spirito di Dio. E la crisi è percepita nel punto di resistenza a quella riforma. Vale a dire, la chiesa ha sempre bisogno di riforma e la chiesa si sta continuamente riformando per la Parola e lo Spirito di Dio e la crisi è sperimentata quando la chiesa resiste quella riforma. Quando è determinata a rimanere nel suo stato di compromissione perseguiterà quelli che vogliono avanzare ed essere cristiani più fedeli; prenderà le armi insieme al mondo per contrastare quelli che vogliono  riforma e quello è il momento in cui viene la crisi. Quando la chiesa resiste la continuazione della Riforma arriva la crisi.

Secondo, sperimenterà delle crisi dall’esterno. Cioè, l’avanzamento della ricostruzione della società per la parola e la potenza del regno di Cristo. Mentre la chiesa continua il suo lavoro di portare persone a Cristo e di avere un impatto sulla cultura e la società in cui viviamo con la parola di Dio ci saranno continue crisi e quelle crisi saranno sentite al punto in cui la cultura resiste la ricostruzione. Perciò avremo crisi nelle nostra chiese quando la chiesa resiste la riforma, avremo crisi nella nostra società quando questa resiste l’essere ricostruita dalla parola di Dio.

E inoltre, avremo crisi da sotto, cioè le crisi dell’intensificarsi della depravazione e degli assalti satanici. L’incremento dell’occultismo, la piaga dell’omosessualità, l’aumento del terrorismo. Mentre la riforma procede nella chiesa, mentre la ricostruzione avanza nella società ci sarà resistenza da parte delle potenze dell’inferno e dei peccatori completamente depravati e in aperta sfida che cercheranno di fermare la chiesa nel suo corso. Perciò, più abbiamo successo, più siamo fedeli, più Satana ci teme e più ci assalirà.  Questo è sempre stato l’incoraggiamento per me lungo gli anni. Satana sa che ci sono certi predicatori e certe chiese di cui non si deve preoccupare. Sì, hanno tutta la libertà che vogliono, hanno tanta gente, hanno denaro, sono popolari, tutti li amano e continuano a crescere. Ed io sono stato con circa 300 pastori da tutte le località in questo fine settimana, quasi tutti stanno sperimentando le stesse cose che noi abbiamo sperimentato negli ultimi anni. Molto poche sono le chiese che hanno più di 300 persone. La maggior parte sono come noi o più piccole. E mentre stavo ad ascoltare i loro svariati problemi, avrei potuto ripetere a loro le cose che sto dicendo a voi, che satana ha grandi cose da temere da chiese che prendono sul serio la parola di Dio in ogni area di vita. E dunque, più la riforma avanza nelle chiese, più la ricostruzione della cultura avanza, più potete aspettarvi la resistenza delle varie potenze dell’inferno e la stessa attività di Satana  e dei suoi demoni nella vita delle chiese fedeli.

Ma anche possiamo aspettarci cristi da sopra. Non solo crisi dall’interno, crisi dall’esterno, crisi dal basso, ma anche crisi da sopra. Le crisi del giudizio pendente da parte di Dio. Più ci avviciniamo alla vittoria, più crisi dovremmo aspettarci, perché Dio pulisce la strada per la riforma della chiesa e la ricostruzione della società. Mentre prepara la sua chiesa Egli la castigherà, la purificherà, perché la pressione deve rimanere su di essa. E la pressione deve essere mantenuta sul mondo. Perciò Dio interverrà direttamente con castighi, disciplina e giudizio per mantenerla forte.

Ebbene, come Paolo disse ai suoi giorni, noi possiamo dire ai nostri, la chiesa non solo sta avendo una crisi, ma la chiesa è addormentata. Guardate il nostro testo, verso 11:

“E questo tanto piú dobbiamo fare, conoscendo il tempo, perché è ormai ora che ci svegliamo dal sonno, poiché la salvezza ci è ora piú vicina di quando credemmo. La notte è avanzata e il giorno è vicino”.

Ora voi sapete che i nostri fratelli premillennaristi lo metterebbero all’incontrario e direbbero: “Il giorno è avanzato e la notte è vicina”. Posso vedere un libro nel mio studio che ha un orologio nella copertina, e le lancette segnano cinque minuti alle 12, e per 12 essi intendono mezzanotte. Ma è meno cinque alle dodici, ma sono le dodici sbagliate, mancano cinque minuti a mezzogiorno. Il giorno che è cominciato con la venuta di Cristo non farà sempre più buio, continuerà a disperdere le tenebre.

Ora:

“poiché la salvezza ci è ora piú vicina di quando credemmo. La notte è avanzata e il giorno è vicino; gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce”.

Paolo sta dicendo alla chiesa in Roma, sta parlando a cristiani, “Alzatevi! Svegliatevi! Siete addormentati!” Cosa intende con questa metafora? È un avvertimento frequente nella bibbia. Ci sono diverse volte in cui alle persone è detto di svegliarsi in senso metaforico. L’apostolo non sta parlando a persone che sono morte nei peccati, ma a cristiani addormentati, che sono apatici e inattivi, che si sono addormentati perché si sentono sicuri. “Sonno” connota apatia, inattività, disattenzione, pigrizia mentale, suonati, lenti, una fotografia di molte chiese americane (e italiane). Ed è pericoloso essere addormentati in un tempo di crisi. In tempi di crisi una persona deve essere al proprio massimo, è quando deve essere più all’erta, una guardia in servizio, il sonno mette a rischio tutto l’accampamento con l’avvicinarsi del nemico. Cadere addormentati mentre si guida è mortale. L’ultima volta che mi sono addormentato mentre guidavo fu molti, molti anni fa. 35 o 40 anni fa stavo guidando su una strada a 4 corsie e la ruota anteriore sinistra andò fuori strada, da quella volta non mi sono mai più addormentato alla guida. Studiare mezzi addormentati è pericoloso, stare svegli tutta la notte e poi cercare di fare qualcosa di importanza critica che richiede concentrazione e riflessi pronti è futile. Cadere addormentati con una commozione cerebrale, o con temperature sotto zero pure è mortale.

Le chiese americane stanno attraversando il periodo più critico, più pericoloso della nostra storia, e in genere sono tutte addormentate. La chiesa ha bisogno di essere svegliata. E tu? E la nostra chiesa? Come ci si sveglia? Come si esce da questo sonno e ci si sveglia completamente nel pieno del giorno luminoso? Lasciate che vi dia alcuni suggerimenti di questo testo, alcune esortazioni da questo testo. Ebbene, vediamo il testo, prima.

La notte è avanzata e il giorno è vicino; gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce.

Camminiamo onestamente, come di giorno, non in gozzoviglie ed ebbrezze, non in immoralità e sensualità, non in contese ed invidie.

Prima di tutto, dice, dobbiamo gettar via le opere delle tenebre. Le tenebre nella bibbia sono simboliche di tutto ciò ch’è contro Dio, la luce è simbolica di tutto ciò ch’è collegato con Dio, Dio è luce ed in Lui non c’è tenebra alcuna. E quando parla di opere delle tenebre sta parlando di qualsiasi di quei pensieri, di quelle azioni, di quello stile di vita che hanno origine in un cuore che è in ribellione a Dio che ama le tenebre e odia la luce. Quando si tratta di opere delle tenebre, cioè opere che le tenebre amerebbero ma che la luce odierebbe, noi dobbiamo detestarle, non averci nulla a che vedere, evitarle ad ogni costo, non commettete quelle cose nella vostra vita, non permettete che le commetta la vostra famiglia, non associatevi con persone che sono loro dedite, e  denunciate le opere delle tenebre ogni volta che vi sia possibile. Siate figli della luce, non abbiate nulla a che vedere con le tenebre; cercate di salvare persone dalle tenebre. Assicuratevi che persone che sono dedite alle opere delle tenebre non abbiano alcuna influenza nella vostra vita o nella vita dei vostri figli.

Secondo, dobbiamo rivestire l’armatura della luce. Luce rappresenta qualsiasi cosa che sia antitetico alle tenebre. La luce scaccia le tenebre. Chi è più forte, la luce o le tenebre? Ci avete mai pensato? Noi oggi viviamo in un mondo in cui la maggior parte dei cristiani crede che le tenebre siano più forti della luce, e perciò non credono ci sia speranza per questo mondo di tenebre. Forse la luce che il vangelo possiede può salvare qualche persona qui e la, ma mai cambiare il mondo. Cos’è più forte, la luce o le tenebre? Diciamo che avete una stanza che è buia come la pece. Quanta luce dovete portarci dentro per scacciare le tenebre? Poca. Basta prendere un po’ di luce, una pila, una candela, e potete camminare in sicurezza nella stanza buia. Adesso diciamo che avete una stanza che è piena di luce. Quante tenebre dovete portare in quella stanza per scacciare la luce? Le tenebre non ce la fanno. Quella luce è molto più forte delle tenebre. E noi dobbiamo indossare le armi della luce. La luce simbolizza conoscenza di Dio, santità, potenza spirituale, come cristiani i nostri cuori sono stati trasformati, noi amiamo la luce, noi odiamo le tenebre. Qui siamo chiamati a camminare, pensare, vivere coerentemente con questo luminoso nuovo giorno in cui viviamo, ci muoviamo e siamo. Poiché i cristiani sono soldati nel mezzo di questo determinante combattimento, in mezzo a nemici da tutti i lati, abbiamo bisogno della protezione di una completa armatura per resistere all’avanzata del nemico e per la nostra avanzata contro il nemico. Noi dobbiamo vivere la vita di soldati, non da pazienti d’ospedale. Siamo in guerra, noi viviamo quotidianamente sul campo di battaglia. La nostra vita è una di continuo e vigoroso sforzo e vigilanza finché la vittoria sia certa. Ci sono delle persone che parlano della chiesa come un ospedale, che la chiesa è un ospedale per malati. Lo sapete che da nessuna parte della bibbia si parla della chiesa come ospedale? È descritta come un’accampamento militare ma non è mai descritta come un ospedale. È il mondo ad essere malato, che ha bisogno del grande medico. La chiesa è formata, non solo da ipocriti, ma anche da quelli che sono stati guariti dal grande medico. Voglio dire che ci sono troppi cristiani oggi, seduti in salotto, che pensano che la chiesa sia un ospedale, hanno tutti questi problemi, sono malati e sono spiritualmente indolenti e hanno basilarmente questa tendenza a fare le vittime, un atteggiamento totalmente non biblico. I cristiani dovrebbero vedersi come soldati, e noi veniamo all’accampamento per essere equipaggiati per poter andar fuori al campo di battaglia e combattere le guerre e conquistare le vittorie.

E poi terzo, dice il nostro testo, dobbiamo camminare onestamente come di giorno. Come disse un Puritano: la tua condotta sia coerente con i tuoi privilegi. La tua condotta sia coerente con i tuoi privilegi. Quali sono questi privilegi? La preghiera, il tempo di adorazione, la lettura della bibbia, vicinanza a Dio, l’accettazione da parte di Dio come figlio, cittadinanza nel suo regno, un servo nella sua forza lavoro. Ora, se avete tutti questi meravigliosi privilegi, il vostro comportamento deve essere coerente con essi. Se hai il privilegio di essere un figlio di Dio, come vive un figlio di Dio? Se sei un cittadino nel suo regno, come dovrebbe vivere un cittadino del suo regno? E pertanto, noi dobbiamo vivere in modo tale che il nostro comportamento sia coerente con i nostri privilegi. Siate consapevoli di tre paia di peccati menzionati nel nostro testo, che permeano il pensiero e la vita anti-cristiani e che noi dobbiamo evitare come la peste. Vedete le tre paia di peccati?

Il primo, gozzoviglie ed ebrezze. Questi peccati dominano quando l’enfasi è posta sul gioco, le feste e lo svago piuttosto che sul lavoro e la produttività. Sopraggiungono con la disintegrazione dell’auto-disciplina che produce sempre un aumento del governo civile. Perciò, come state allevando i vostri figli? Qual’è la cosa che amano di più? Amano il gioco, la festa, il divertimento? Mettono quelli al primo posto in ogni lavoro che devono fare? Fanno il lavoro solo per poter dopo giocare. È mortale! Il mondo è così! Porta a gozzoviglie ed ebrezze. Insegnate ai vostri figli ad amare il lavoro. Ad amare il lavoro duro, significativo. E ad amare il gioco e il divertimento. Non c’è niente di sbagliato col gioco e col divertimento. Ma non lavorano per poter dopo lavorare. Giocano per fare ricreazione, riposare un po’ per poter tornare al lavoro. Lo sapete che un essere umano non somiglia mai a Dio più di quando sta lavorando. Dio è un lavoratore. Dio ha lavorato sei giorni nella creazione del mondo, da allora ha sempre lavorato nella provvidenza, e dalla venuta di Cristo sta lavorando alla redenzione. Non somigli mai di più a Dio di quando stai lavorando. Perciò, se volete che i vostri figli crescano a gozzovigliare e ubriacarsi, lasciate che vivano per giocare, vivano per divertirsi, e fate loro vedere che il lavoro è qualcosa che bisogna fare per poter avere soldi per divertirsi nel fine settimana. Padri, vedono forse questo in voi? Pregate che la vostra settimana di lavoro diventi sempre più corta, e il vostro salario sempre più grande, così da avere più tempo nel fine settimana e più soldi per giocare? O non vedete l’ora di andare a lavorare il lunedì. È buono non vedere l’ora di tornare a casa il sabato, ma è altrettanto buono non vedere l’ora di tornare a lavorare il lunedì. I vostri figli vedono in voi uno che ama lavorare quanto riposare e giocare?

L’altro paio di peccati che dovete evitare ma che permeano qualsiasi cultura cristiana sono quelli sessuali, la promiscuità sessuale e la sensualità. La visione prevalente della nostra società di immoralità e sensualità è che sono normali, e sani, e cha castità e la verginità sono cagionevoli e perversi. Non è un’esagerazione. C’è stata una donna che è venuta in chiesa, quando eravamo nella vecchia località, non so come sia giunta da noi, ma la si potè udire arrivare molto prima che fosse arrivata alla porta. Aveva tutta questa bigiotteria tintinnante ai polsi, al collo, alle caviglie. E dopo il culto voleva incontrare un consigliere, cosa che non avrei mai fatto a meno che non avessi avuto un sacco di persone nella stessa stanza perché non mi fidavo di lei neppure un po’. Aveva appena scritto un best seller, e ci credeva: “How playing around saved my marriage”, cioè “Come tradire ha salvato il mio matrimonio”. Ma venne da per consiglio perché il suo nuovo convivente, che aveva 16 anni, lei aveva circa 35, 38 anni, non la stava soddisfacendo. Così, dovetti darle della consulenza pastorale meglio che fui capace. La prima cosa che disse fu: “Joe, io so che tu credi nell’esistenza dell’inferno, io no, perciò non menzionarlo.” Perciò il pregai dentro di me: “Signore, aiutami a dimostrarle che invece ci crede”. Così cominciammo a parlare. Era quel periodo in cui erano successe delle molestie e violenze nei confronti di ragazzine da parte di alcuni maschi di colore, Le chiesi: “Signora tal dei tali, cosa pensa che dovrebbe essere fatto a questi violentatori di bambine?” Rispose: “Meritano di andare all’inferno!” Dissi: “Davvero?”

Ma, comunque, quando dico che sensualità, perversione, mancanza di castità, e promiscuità, sono normali dico che queste sono le cose che la gente fa nel mondo la fuori. E noi dobbiamo evitarle. Essi credono che verginità e castità siano davvero non sane e che siano perversioni, al punto che mettono in soggezione i nostri giovani maschi e femmine. I nostri giovani non parlerebbero mai di se stessi come “vergini”. Non sto parlando di quelli del mondo ma dei nostri giovani della chiesa, non direbbero mai di essere vergini, non è mascolino. E perfino una ragazza, oggi, solo con grande imbarazzo lo direbbe. State attenti alle immoralità e alla sensualità in libri, giornali, film, ballo, vestiario, costumi da bagno, e date un grande valore alla modestia e alla purezza.

Infine, l’altro paio di peccati sono contese e invidie. Quando una cultura volta le spalle a Dio c’è un aumento della disgregazione sociale. Suicidi, omicidi, divorzi, scioperi, violenze, guerre, terrorismo. In più, la nostra cultura moderna col suo welfare e la sua mentalità marxista è basata sull’invidia, la quale dice: “Se io non posso avere quello che tu hai, cercherò di fare in modo che tu perda ciò che hai, o per mezzo della violenza o per mezzo del voto“.

E poi, quarto, e qui c’è un grande versetto storico che dice che se volete camminare coerentemente come figli di luce, rivestitevi del Signore Gesù Cristo, verso 14.

Ma siate rivestiti del Signor Gesú Cristo e non abbiate cura della carne per soddisfarne le sue concupiscenze.

Questo verso fu usato da Dio sia nella conversione di Agostino, 1500 anni fa, sia di Martin Lutero 500 anni fa. È un versetto così ricco, tutto quel che voglio fare nel tempo che ci rimane è leggervi cosa hanno detto diversi grandi uomini lungo i secoli su cosa significhi rivestirsi del Signore Gesù Cristo.

Prima di tutto Agostino, 1500 anni fa, dopo aver letto questo verso e aver creduto, essere stato convertito, disse questo: “Non volli leggere oltre, né ne ebbi bisogno, perché immediatamente, come la frase finì, fu infuso nel mio cuore qualcosa come la luce della piena certezza, e tutta l’oscurità del dubbio svanì.

Ecco cosa disse Giovanni Calvino di questo verso: “Rivestitevi del Signore Gesù Cristo”. “Rivestirsi del Signore Gesù Cristo significa essere fortificato e irrobustito da tutti i lati, per la potenza del suo Spirito, ed essere con ciò pronto a svolgere tutti i doveri della santità, perché questo è il modo in cui l’immagine di Dio è rinnovata in noi, che è l’ornamento dell’anima”. L’editore del commentario di Calvino disse: “Rivestirsi di Cristo è indossare tutte le sue virtù e grazie, indossare o essere impregnati del suo Spirito, per imitare il suo comportamento e copiare il suo esempio”.

John Brown, il commentatore scozzese: “Noi dobbiamo rivestirci di Cristo, abbracciare le sue verità, assorbire il suo Spirito, in modo da esibire la somiglianza a Lui. Rivestirsi di Cristo è vestirsi con tutte le grazie che adornarono il suo carattere. Diventare le sue immagini viventi, riflettere le sue eccellenze come specchi, parlare com’Egli parlò, agire com’Egli agì, soffrire com’Egli soffrì, vivere com’Egli visse, morire com’Egli morì”.

Mattew Henry “Rivestitevi di Cristo come Signore per farvi governare, come Gesù per farvi salvare, ed in entrambi come Cristo, ordinato dal Padre a quest’opera di salvezza e di governo”.

John Gill fu un grande Battista Riformato del diciottesimo secolo. Egli disse questo: “Come un’uomo mette i vestiti quando si alza al mattino, la giustizia di Cristo è paragonata ad un abito. È la veste migliore, che vi è messa addosso dall’imputazione di grazia del Padre, copre i peccati e le deformità di quelli che sono suoi. Li difende dalla giustizia divina, li ripara dall’ira a venire e li rende belli e accettabili ai suoi occhi. Rivestirsi di Cristo non significa solamente esercitare la fede in Lui come il Signore nostra Giustizia e fare una professione del suo nome, ma imitarlo nell’esercizio della grazia e nel compimento del dovere di camminare com’egli camminò, e mentre camminiamo com’Egli camminò, abbiamo lui come esempio di mitezza, pazienza, amore, umiltà e santità.

E poi i commentari più recenti. William Hendricksen: “Avendo deposto i vestiti del peccato, ora addobbatevi sempre più della giustizia di Dio, cosicché quando Satana vi ricorda la vostra peccaminosità, voi immediatamente rammentate a lui e a voi stessi della vostra nuova posizione davanti a Dio. Diventate sempre più spiritualmente uniti a Cristo cosicché Egli sarà la luce della vostra luce, la gioia della vostra gioia, e la forza della vostra forza”.

E così, l’importanza di quest’ultimo versetto, “Rivestitevi del Signore Gesù Cristo, in quest’ora critica, questo periodo di crisi, questo tempo pericoloso in cui noi viviamo non è solo una collezione di fa’ e non fare che dobbiamo tenere in considerazione e ai quali dobbiamo aderire rigorosamente (cosa che dobbiamo fare), ma il cuore della cosa è Cristo. E produrre le azioni evitando il peccato senza Cristo è impossibile. Voi non potete evitare il peccato. Così la reazione alla nostra cultura è assicurarci di essere attaccati a Cristo, di essere rivestiti della sua giustizia, di cercare di piacere a Lui, che siamo riempiti del suo Spirito, che viviamo per la sua Parola, che consentiamo alla sua parola di dimorare in noi in abbondanza, e cerchiamo di somigliare a Lui e prendiamo posizione per Lui, e dichiariamo la sua signoria in ogni area di vita.

E infine l’ultimo, dice non solo d’indossare le armi della luce, di evitare queste coppie di peccati, rivestirsi del Signore Gesù Cristo, ma finisce con l’esortazione:

“Non abbiate cura della carne per soddisfarne le sue concupiscenze”.

Ricordatevi che quando Paolo usa la parola “carne”, il più delle volte nel Nuovo Testamento non significa pelle e ossa, significa la natura umana decaduta, il residuo di peccato che rimane ancora con noi. E pertanto, cosa significa “non abbiate cura della carne”? Noi non dobbiamo provvedere le richieste del residuo della nostra natura peccaminosa controllata dal peccato. Noi dobbiamo imparare a controllare e vincere i desideri peccaminosi, perché noi in Cristo abbiamo il potere di farlo. Posso fare ogni cosa in Cristo che mi fortifica. Dobbiamo anche controllare i nostri desideri e i richiami al piacere, al potere e alle ricchezze. Come dice la bibbia: “Custodisci il tuo cuore con ogni cura perché da esso sgorgano le sorgenti della vita”. Evitate persino l’apparenza del male. Così, qui abbiamo questo grande testo. Lasciate che vi legga questi 4 versi ancora una volta.

11 E questo tanto piú dobbiamo fare, conoscendo il tempo, perché è ormai ora che ci svegliamo dal sonno, poiché la salvezza ci è ora piú vicina di quando credemmo.

12 La notte è avanzata e il giorno è vicino; gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce.

13 Camminiamo onestamente, come di giorno, non in gozzoviglie ed ebbrezze, non in immoralità e sensualità, non in contese ed invidie.

14 Ma siate rivestiti del Signor Gesú Cristo e non abbiate cura della carne per soddisfarne le sue concupiscenze.

Preghiamo

Padre, ti ringraziamo per aver usato questo testo nella vita di così tante persone e nella nostra. Aiutaci a prestarvi attenzione in questo tempo di crisi.

Nel nome di Gesù.

Amen.

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