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41. Romani 12:17-21  

Bene sul Male

di Joe Morecraft III

Arriviamo oggi alla fine del capitolo 12 di Romani che è l’inizio della sezione pratica del libro. Abbiamo detto che descrive la natura della relazione personale del cristiano con altre persone, e le tre parole che descrivono quella relazione sono: umiltà, amore e bontà. Abbiamo visto nei primi versi i doni spirituali che Dio ha dato alla sua chiesa, e umiltà significa la disponibilità ad usare quei doni per servire altre persone e la disponibilità ad essere serviti dal altre persone. Poi abbiamo visto, la settimana scorsa, nei versi 9-16, che la nostra relazione con le persone in generale deve essere caratterizzata da amore, ed ora veniamo ai versi 17-21 che trattano con la nostra relazione coi nostri nemici. Leggiamo dunque questo passo, versi 17-21:

17 Non rendete ad alcuno male per male, cercate di fare il bene davanti a tutti gli uomini.

18 Se è possibile e per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini.

19 Non fate le vostre vendette, cari miei, ma lasciate posto all’ira di Dio, perché sta scritto: «A me la vendetta, io renderò la retribuzione, dice il Signore».

20 «Se dunque il tuo nemico ha fame dagli da mangiare, se ha sete dagli da bere; perché, facendo questo, radunerai dei carboni accesi sul suo capo»

21 Non essere vinto dal male, ma vinci il male con il bene.

Una delle cose che questo passo presuppone è che la vita e tutta la creazione sono nella morsa di una guerra tra il bene e il male. Quella guerra tra il bene e il male comprende ogni cosa. Non è una guerra tra il fisico e lo spirituale, né è una guerra tra il bene ed il male intesi come due forze ambedue di eguale potenza e di eguale valore ultimo. Questo è un errore che molti cristiani fanno. Comprendono di questa guerra tra il bene e il male, ma poi assumono che entrambi, il bene e il male siano di eguale valore ultimo e di eguale potenza. Mentre invece il male è potente, il bene è onnipotente. Questo è importante. Mentre il male è potente, il bene è onnipotente, e il male non regge il confronto col bene. Nell’universo intero non c’è zona neutra o demilitarizzata, non c’è niente di questo genere sulla terra e voi, come cristiani, siete al centro di un campo di battaglia ogni giorno della vostra vita, esposti al fuoco nemico. Dio ci ha dato una strategia per vincere questa guerra tra il bene e il male. Ci ha mostrato nella bibbia come si vince la guerra col male ed eccola qui, nei versi da 17 a 21 del capitolo 12 di Romani. Esaminiamoli:

Verso 17, la prima parte, questo è il modo con cui si vince la guerra col male:

“Non rendete ad alcuno male per male”

Il punto è che come privati cittadini cristiani non dobbiamo caricarci della responsabilità di eseguire le richieste della giustizia al posto del governo civile. In altre parole, attraverso tutta la bibbia non c’è spazio per dei vigilantes, non c’è spazio perché  il privato cittadino cristiano prenda la giustizia nelle proprie mani; c’è ovviamente l’auto-difesa, ma prendere nelle proprie mani la giustizia e fare la funzione del governo civile, no. Quale che sia la situazione, noi non dobbiamo mai rendere male per male ad alcuno. Come privati cittadini cristiani non dobbiamo mai prendere su noi stessi le responsabilità di eseguire le richieste della giustizia al posto del governo civile. Primo Tessalonicesi capitolo 5 verso 15 dice: “Guardate che nessuno renda male per male ad alcuno; anzi procacciate sempre il bene gli uni verso gli altri e verso tutti”. Ora, questo, lo dice per le vostre relazioni private. Il comando dato al magistrato civile è qualcosa d’interamente diverso. Il comando dato al magistrato civile è di eseguire la vendetta di Dio su quelli che fanno il male in questa vita. Ma per quanto ci riguarda non dobbiamo mai indulgere in vendette e ritorsioni personali. Rabbia, amarezza, e vendetta ci rendono schiavi dei nostri nemici. Ora pensateci su. Se qualcuno vi odia, e sta sempre pensando a come farvi del male, quella persona è vostro schiavo. Ho avuto un tizio che aveva deciso d sfogare su di me la sua amarezza quando esposi alcune delle sue false dottrine, e così acquistò una pagina intera di un giornale, e su quella pagina c’era la foto di una famiglia anni 50, in cucina, che mangiava il pranzo. E il padre aveva la cravatta, la donna era ben vestita con sopra il grembiule, e i bambini erano ben vestiti e stavano mangiando Macaroni (una marca di pasta in barattolo), era una pubblicità di Macaroni, ed ecco cosa diceva la pubblicità: Buy Kraft Macaroni, the cheesiest of them all. (Compra Kraft Macaroni — un ovvio gioco di parola per Morecraft — quelli con più formaggio.) Ebbene, io pensai che fosse divertente, ci furono persone che lo criticarono per avermi attaccato in quel modo, ma io pensai che fosse esilarante, ma questo è il punto, doveva pensarmi veramente tanto per esordire con una pubblicità di quel genere, era mio schiavo! Pensare ore e ore per produrre una tale pagina. E così, se vi state continuamente preoccupando su come avere una vendetta, siete gli schiavi dell’altra persona che domina i vostri pensieri e il vostro tempo ed è per questo che non dobbiamo farlo mai.

Guardate alla seconda parte del verso 17

“Non rendete ad alcuno male per male, cercate di fare il bene davanti a tutti gli uomini”.

In altre parole, mantenete un comportamento, un’immagine pubblica, un modo di fare, che generalmente trova approvazione tra le persone. Ricordate cosa trattano questi versi: come vincere il male col bene. Prima cosa non vendicarsi, la seconda è mantenete un portamento che trova approvazione tra le persone in generale. La bibbia dice che noi dobbiamo vivere in modo tale, per così dire, da trovare l’approvazione di Dio, ma poi, in secondo luogo, dobbiamo vivere in modo tale da poter trovare l’approvazione davanti agli uomini. Non dobbiamo mai sacrificare il primo per far posto al secondo. Non dovete mai sacrificare il piacere a Dio per poter piacere agli uomini. Ma per quanto vi sia possibile, dovete mantenere un comportamento che coglie l’approvazione della gente in generale. E le norme della nostra condotta non devono però essere prese dal mondo non credente e dagli uomini in generale, ma dalla rivelazione di ciò ch’è buono e perfetto e accettevole nella volontà rivelata di Dio nella bibbia. La volontà rivelata di Dio non può mai essere violata, né è necessario violarla per poter guadagnare l’approvazione degli uomini, proprio in ragione della legge scritta nel cuore di ogni persona. Perciò, se volete vincere la guerra col male, la prima cosa è non vendicatevi, la seconda è vivete in modo da guadagnare l’approvazione della volontà di Dio e in seconda battuta in modo da guadagnare l’approvazione degli uomini senza sacrificare la prima. Ora, anche se viveste perfettamente davanti agli uomini, e fate del vostro meglio e il vostro meglio è perfetto, e non lo sarà, ma fate del vostro meglio per cercare di mantenere l’onore davanti a tutti gli uomini ci saranno sempre delle persone che vi disonoreranno. Ci sono persone che, per quanto siate corretti, per quanto siate onorabili, più vi comporterete in modo impeccabile, e più vi odieranno. Non potete costringere le persone ad amarvi. Guardate il Signore Gesù Cristo, Egli fu perfetto in tutte le sue relazioni con le persone, e non c’era assolutamente alcuna scusante per nessuno da poter avere cattivi sentimenti nei suoi confronti, perché fu così attento nel suo portamento, eppure lo crocefissero. L’intera nazione gli voltò le spalle. Perciò, voi fate del vostro meglio, tenendo presente che ci sono quelli che soffocano la verità, e la vostra innocenza e il vostro comportamento pio li farà sentire ancora più in colpa e per questo non guadagnerete mai la loro approvazione. Ma in generale, dobbiamo vivere in modo tale da piacere anche ai non credenti e che abbiano piacere che siamo loro attorno.

Poi nel verso 18:

“Se è possibile e per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini”.

In altre parole, se vogliamo vincere la guerra contro il male dobbiamo essere completamente e pienamente dedicati alla pace in tutti i nostri obbiettivi, metodi e relazioni. Una dedicazione autoconsapevole. Ricordate che Gesù ha detto: “Beati coloro che si adoperano per la pace.” E sentite questo testo, da Colossesi 3 “E la pace di Dio, alla quale siete stati chiamati in un sol corpo, regni nei vostri cuori” o più letteralmente: la pace di Dio sia come un arbitro nel vostro cuore, alla quale siete stati chiamati in un sol corpo, e siate riconoscenti. E dunque il punto è che il cristiano è una persona che farà qualsiasi cosa per stare in pace con tutti. È dedicato alla pace con tutti gli uomini, che lo meritino o no. A proposito, la parola “bontà” quando parliamo di bontà stiamo parlando di generosità immeritata. Un cristiano mostrerà bontà a tutti senza pensare neppure un attimo se lo meritano o no, se ne sono degni o no. Non gli passa neppure per la mente. Non entra nei suoi calcoli, il cristiano vuole essere generoso e vuole essere buono con tutti senza pensare  a se lo meritano oppure no, e di conseguenza farà del suo meglio, non di essere un rivoluzionario, non di essere un agitatore, ma di essere in pace con tutti, dove questo sia possibile. La parola pace è una parola interessante in greco, è una parola dalla quale ricaviamo il nome proprio Irene, in ebraico, questa è una delle parole più famose di quella lingua in tutto il mondo, ed è la parola Shalom, che ha una vasta gamma di significati che vanno dalla restituzione della salute, a pace, a riposo dai nemici, restaurazione dell’ordine di Dio, riconciliazione di relazioni interrotte, pace della mente, calma dello spirito. Questo è ciò a cui siamo dedicati, questa è la qualità di vita che vogliamo vivere e per quanto ci è possibile noi proveremo a vivere quel tipo di vita in pace con tutti.

Notate ora le qualificazioni, perché la bibbia è molto realista, notate le due clausole condizionali, verso 18:

Se possibile, vivete in pace con tutti gli uomini.”

“Se possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini”.

Consideriamo queste due frasi. “Se possibile, vivete in pace con tutti gli uomini.” In altre parole, talvolta può non essere possibile; con qualcuno dedicato all’aggressione, dedicato all’attacco, dedicato a inferire danni, può non essere possibile. Perciò, “Se possibile vivete in pace”, potrebbe non essere possibile, ma il punto è, non per debolezze da parte nostra, o nostre incapacità di trattenere i nostri impulsi d’ira o di risentimento. Ora, per quanto vi è possibile, per quanto vi è possibile trattenervi dallo scoppiare, vivete in pace. No, non è questo il punto. Se ti è possibile trattenere la tua ira o la tua attitudine di risentimento, vivi in pace. Non è questo il punto. Assume che voi possiate fare tutte queste cose perché “Io posso qualunque cosa in Cristo che mi fortifica” . Non sta dicendo se vi è possibile, se potete trattenere le vostre debolezze dal sopraffarvi, siate in pace con tutti gli uomini. Questo non è il punto. Il punto è, l’impossibilità deve essere oggettiva, deve essere la resistenza contro la verità, contro il giusto, e contro i dovere. Non è per qualcosa in voi, “non ho potuto controllare la mia ira”, sì che avresti potuto! Non ho potuto controllare il mio risentimento. Sì che avresti potuto! Posso ogni cosa per mezzo di Cristo. Ma ci sono cose al di là del vostro controllo, e questa è la resistenza di un mondo empio contro la parola, contro la verità, contro la giustizia, contro il dovere, contro Dio, e a motivo della resistenza da parte della persona malvagia, talvolta non potete mantenere la pace. E Gesù non ci chiede mai di sacrificare verità o giustizia per la pace. Mai! Non dice mai: beh, c’è veramente un solo modo per stare in pace con le persone e questo è non enfatizzare così tanto la verità; quindi comprometti la verità. Se vuoi vivere una situazione pacifica non pretendere che si viva una vita nella giustizia. Non dice mai niente del genere. Non dobbiamo mai sacrificare verità o giustizia per amore della pace. Vanno tutte e tre insieme. Cosa dice la bibbia? La bibbia dice “Procacciate la pace e la santificazione senza la quale nessuno vedrà il Signore.” Ebrei 12:15. Procacciate la pace e la santificazione. Mattew Henry ha commentato così: La pace senza purezza è la pace del palazzo del diavolo. Perciò, per quanto vi sia possibile, senza compromettere nulla, se possibile, a volte non è possibile a motivo del male di qualche uomo malvagio, vivete in pace con tutti. E poi dice, se possibile, per quanto dipende da voi. Dobbiamo fare ogni cosa in nostro potere per mantenere la pace con tutti. Non dobbiamo provocare i nostri nemici, non dobbiamo sfidarli ad attaccarci, la responsabilità della discordia non deve essere riconducibile a noi, ma a quelli che vivono in modo contrario a santità, verità e giustizia. Dall’altro lato, non dobbiamo mai essere in pace col peccato e la falsità. E quindi il punto è, ho visto dei cristiani farlo, e forse l’abbiamo fatto anche noi, provochiamo qualcuno a criticarci, e sfidiamo qualcuno a confutarci perché sappiamo che possiamo confutare loro. Non dobbiamo mai provocare e sfidare le persone ad attaccarci. Ci fu un movimento nella prima chiesa per un po’, non durò molto  e vedremo perché. E le persone avevano un reale complesso del martire, non è una malattia psicologica, significa semplicemente  che cercavano il martirio. Volevano diventare martiri, cercavano di farsi ammazzare perché credevano che ci fossero dei meriti nell’essere martire. E quindi provocavano e cercavano lo scontro senza che ce ne fosse la necessità. E perciò, anziché fare in quel modo, per quanto dipende da noi, cerchiamo di vivere in pace con tutti.

Poi abbiamo i versi 19 e 20.

Non fate le vostre vendette, cari miei, ma lasciate posto all’ira di Dio, perché sta scritto: «A me la vendetta, io renderò la retribuzione, dice il Signore».

 «Se dunque il tuo nemico ha fame dagli da mangiare, se ha sete dagli da bere; perché, facendo questo, radunerai dei carboni accesi sul suo capo»

Ricordate cos’è questo? Questo è come vincere la guerra col male in questo mondo. E questi due versi ci dicono che nelle relazioni di tutti i giorni, non dobbiamo fare le nostre vendette su coloro che potrebbero meritarle, ma dobbiamo anzi lasciare la cosa nelle mani delle perfetta giustizia di Dio onnipotente. Lasciare il nostro caso alla perfetta giustizia di Dio onnipotente. Dobbiamo credere che Dio è il giudice; Dio vede ciò che le persone ci stanno facendo, e dobbiamo lasciare a Lui l’esecuzione della vendetta e della retribuzione. Un commentario dice: Da’ lo spazio a Dio per mostrare la sua ira e la sua misericordia e non ingombrare la scena con i tuoi poveri tentativi di vendetta. Farai un pasticciaccio. Ci sono persone che peccano contro la chiesa e meriterebbero che la vendetta fosse versata sul loro capo, e voi provate a fare vendetta su di loro rovinerete tutto. Non c’è nessuno che sa vendicarsi come Dio. Perciò, non provate a vendicarvi, credete che Dio è il giudice, Egli vede cosa vi sta succedendo, lasciate a Lui la retribuzione e la punizione. Voi continuate ad amare quella persona. Non preoccupatevi nemmeno della vendetta. Dio si prenderà cura dei vostri nemici. Ora, ciò è interessante che nel verso 19 c’è una citazione di Deuteronomio 32 versi 35-43 dove Dio dice, in entrambi i testi:

“La vendetta è mia, io ricompenserò, dice il Signore.”

È importante da tenere a mente perché qui abbiamo il Nuovo Testamento che cita il Vecchio Testamento nella descrizione di Dio. Il che significa che il Dio del Nuovo Testamento è il Dio del Vecchio Testamento. Che il Dio al quale appartiene la vendetta, che riversa la sua retribuzione sui suoi nemici, è anche il Dio di Paolo e il Dio della chiesa apostolica e il Signore che si è incarnato nel Signore Gesù Cristo. Perciò se volete vincere il mondo non fate ritorsioni, non cercate di fare la vostra vendetta, credete che Dio è il giudice e lasciate a lui l’esecuzione della vendetta, voi continuate ad amare le persone e ad essere generoso. C’è da tenere a mente perché questo comandamento sia qui. L’essenza dell’empietà è presumere di prendere il posto di Dio, e prendere in mano le cose, per questo vi ho detto: Se delle persone vi fanno del male, anche se meriterebbero che la vendetta fosse versata su di loro, non fatelo! Quello è lavoro di Dio, non vostro, e l’essenza dell’empietà è mettersi al posto di Dio. L’essenza del comportamento pio, dall’altro lato, è gettare su Dio tutto ciò che vi turba, e investire su di Lui tutto il vostro interesse. Pertanto, empietà è cercare di fare la parte di Dio, comportamento pio è gettare su di Lui tutti i nostri problemi e dipendere da Lui che si prenda cura di noi per il meglio.

E poi anche notate cosa dice qui: se hai un nemico — vuoi vincere la guerra contro il male? Dagli da mangiare. Da’ da mangiare al tuo nemico. Nel verso 20 dice:

Se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare, e se ha sete dagli da bere, nel farlo, radunerai carboni accesi sul suo capo.

Parte di questo verso è una citazione da Proverbi 25: 21- 22. Così qui avete il libro dell’etica dell’Antico Testamento, Proverbi, che ci esorta a fare la stessa cosa che la sezione etica del libro di Romani ci esorta a fare. Perciò non solo abbiamo lo stesso Dio nel Vecchio Testamento e nel Nuovo, abbiamo anche lo stesso codice etico, abbiamo lo stesso sistema di moralità, non sono l’uno contro l’altro, l’uno non ha eliminato l’altro. Avete mai sentito qualcuno dire che i principi etici del Nuovo Testamento sono su un livello superiore dei principi etici dell’Antico Testamento? Ebbene, non è vero, e non è vero per una buona ragione: lo stesso Dio ha dato entrambi. Se il Dio nel Vecchio Testamento è il Dio del Nuovo Testamento, i principi morali del Nuovo Testamento non possono essere più elevati di quelli del Vecchio, e quelli del Vecchio non possono essere inferiori perché scaturiscono dallo stesso Dio.

Ma anche qui, distinguete tra le relazioni private personali e l’amministrazione giudiziale civile. Da nessuna parte nella bibbia Dio ordina al magistrato civile di dar da mangiare ai suoi nemici, o i suoi amici. Non si può usare questo verso per difendere il sistema del welfare o il mandare denaro a nazioni di tutto il mondo. Quest’ordine non è indirizzato ai magistrati civili come lo è parte del capitolo 13. Questo è indirizzato ai cristiani individuali nelle loro relazioni con altri. E quante volte ho visto liberali e cristiani confusi prendere testi per sostenere un governo liberale socialista da testi nella bibbia che non sono diretti al magistrato civile per nulla ma sono testi diretti al cittadino cristiano nella sua vita di tutti i giorni. Così, quando leggete varie leggi nella bibbia, chiedetevi a chi siano indirizzate e assicuratevi di distinguere tra le leggi dirette all’amministrazione giudiziale e leggi che sono dirette alla relazioni private, personali. E dice a noi, nelle nostre normali relazioni di tutti i giorni, che se abbiamo un nemico, e vogliamo vincere il male,  diamogli da mangiare.

Cosa realizza su un livello personale dar da mangiare ai propri nemici? Perché dice questa cosa? Perché non dice semplicemente comprare, corrompere, benché il libro di Proverbi dica che un dono pio è una cosa buona, è sempre semplice corrompere qualcuno per fare il male, è peccato ricevere una bustarella, ma non è peccaminoso corromper un uomo, se quello è l’unico modo per fargli fare il bene.  Per esempio, se l’unico modo per portare il tuo vicino di casa  in chiesa la domenica è corromperlo con un pranzo dopo chiesa, fallo, è un’azione pia. Ma il punto è che da’ da mangiare al tuo nemico non è solo per corromperlo, ma qui ci sono alcune ragioni: Matteo 5:38: “ Voi avete udito che fu detto:” questo è Gesù che parla e si sta riferendo alla addizioni farisaiche alla legge di Dio spazzandole via

“Voi avete udito che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente”

che non è stato scritto ad individui nel Vecchio Testamento, questo è un pilastro fondamentale della giustizia pubblica amministrata dal magistrato civile: punire un criminale secondo il suo crimine. La punizione deve essere adeguata al reato. Non è diretto all’individuo, è diretto al magistrato civile, ma i farisei lo applicavano all’individuo nella sua vita di tutti i giorni: fa’ in modo di pareggiare il conto. Gesù sta chiarendo questa cosa, dice: “Avete udito che fu detto: Occhio per occhio, dente per dente,  “Ma io vi dico: Non resistere al malvagio;”  non sta parlando al magistrato civile qui, sta parlando a te,

“Non resistere il malvagio anzi, se uno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche l’altra, e se uno vuol farti causa per toglierti la tunica, lasciagli anche il mantello. E se uno ti costringe a fare un miglio, fanne con lui due.”

Ora, anche questa è una cosa interessante, un’affermazione molto importante da parte di Gesù e dovete comprendere il contesto in cui fu data. Gesù non sta dicendo di essere contrario all’auto-difesa. Gesù non ha mai detto in un passo della bibbia qualcosa che ne contraddica un’altra che Dio ha detto in altro passo. E infatti, prima di dire queste cose ha chiarito: Non interpretate nulla di quel che dico come se  abrogasse qualche cosa nel Vecchio Testamento. Non sono venuto ad abrogare ma a confermare, compiere, mandare a effetto. Così vi ha già detto, qualsiasi cosa dica, non interpretatelo come negazione di qualche altra legge. La bibbia è chiara, se la vostra vita è in pericolo potete usare quanta forza sia necessaria per difenderla. Se la vostra famiglia è in pericolo, potete usare quanta forza sia necessaria, anche forza letale, per difendere la vita della vostra famiglia. Perciò non sta dicendo che questo non è più in vigore, sta parlando di ciò che facevano i farisei, che dicevano, se qualcuno perfino vi tocca nel modo sbagliato, occhio per occhio, dente per dente. E Gesù dice: Non resistete il male, “Non resistere il malvagio anzi, se uno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche l’altra, e se uno vuol farti causa [chi vuol litigare con te N.R.] per toglierti la tunica, lasciagli anche il mantello. E se uno ti costringe a fare un miglio, fanne con lui due.” Benissimo, a chi lo sta dicendo? A cosa si riferisce? Chi sarebbe venuto da te e ti avrebbe schiaffeggiato sulla guancia? O ti avrebbe detto: dammi la tunica, o fa con me un miglio? Chi avrebbe potuto fare una cosa del genere? Un soldato romano! Non dimenticate che Gesù e i giudei vivevano da sottoposti nell’Impero Romano. E quindi sta dicendo: Quando qualcuno col magistrato civile, col soldato, che è in grado di farti male seriamente, di fatto è in grado di ucciderti, si presenta alla tua porta in modo dispotico e tirannico, e ti ordina di fare cose che non sono nella sua autorità ordinare, non stare lì a discutere dei tuoi diritti, limita i danni. Se ti chiede la tunica dagli anche il mantello, vuole che faccia con lui un miglio, fanne due, così l’avrai portato a due miglia da casa tua. Questo è così importante perché in questa nazione stiamo assistendo a una diminuzione dei diritti individuali e molti stanno diventando rivoluzionari, stanno diventando ostili, stanno diventando temerari, facendo cose che non devono fare. Non siete sempre obbligati a difendere i vostri diritti, specialmente se voi siete seduti lì col gelato e l’altro ha la spada, non discutete dei vostri diritti, portatelo lontano dalla porta di casa vostra. Pertanto, cosa ottenete dando da mangiare ai vostri nemici? Li allontanate dal farvi del male. Cosa ottenete dandogli anche il mantello o facendo il secondo miglio? Lo allontanate da voi. E riguardo allo schiaffo? Siamo chiari! Uno schiaffo non è una minaccia fisica alla vostra vita. Uno schiaffo sulla guancia è offensivo, ma non è una minaccia alla vostra vita. E solo perché qualcuno vi colpisce sulla guancia non significa che potete sparargli. Sarebbe un omicidio. Il punto è che se un soldato romano viene da te e ti insulta, prenditi l’insulto!

Ora, molte di queste esortazioni che Gesù diede nel Sermone sul Monte, sul come comportarsi in quanto membri del suo regno, hanno bisogno di saggezza nell’applicazione, perché dipende anche dalla particolarità dell’incidente per come applicare queste esortazioni. Per esempio, ci fu un caso verso la fine della vita di Gesù, quando uno dei soldati lo schiaffeggiò sulla guancia, e Gesù rispose con tante parole, io ve le ripeto come lo direbbe uno del Sud: Fallo di nuovo e sei un uomo morto! Perciò, ci sono situazioni in cui dobbiamo essere saggi in come applichiamo la legge di Dio, ma il punto è che se vogliamo vincere questa guerra contro il male, dobbiamo essere disposti, anziché rispondere ad affronto con affronto, a dar da mangiare ai nostri nemici per allontanarli da noi. Tito 1: 10-11: “Vi sono infatti, specialmente fra coloro che provengono dalla circoncisione, molti insubordinati, ciarloni e seduttori, ai quali bisogna turare la bocca; questi sovvertono famiglie intere, insegnando cose che non dovrebbero, per amore di disonesto guadagno.” Dar da mangiare ai vostri nemici per turare loro la bocca, farli sentire in colpa, quando provvedete a qualche bisogno della loro vita. 1 Pietro 3:16 dice: “avendo una buona coscienza affinché, quando vi accusano di essere dei malfattori, vengano svergognati coloro che calunniano la vostra buona condotta in Cristo.” E a volte, dar da mangiare ai vostri nemici effettivamente li svergognerà, potrà portarli a convinzione di peccato e li convertirà.

Ma che ne è di questa frase: “carboni accesi.” “Se dunque il tuo nemico ha fame dagli da mangiare, se ha sete dagli da bere; perché, facendo questo, radunerai dei carboni accesi sul suo capo.” Questa è una frase idiomatica che a quei tempi comprendevano, e significava questo: Con atti di gentilezza, possiamo produrre in persone malvagie, un bruciante senso di vergogna  e di rimorso che perciò li trattiene nelle loro ostilità e li vince. Questo è un simbolo del cambiamento di mente che risulta da un’azione d’amore. Così, il punto è: voi ammucchiate carboni accesi sul capo dei vostri nemici, date loro da mangiare, li fate sentire in colpa e vergognare.

Ora, c’è un avvertimento, tra altri, ma questo è quello che enfatizzeremo. Voi date da mangiare ai vostri nemici, li sfamate, ma mai in modo tale da sussidiare il loro malvagio stile di vita, o i loro malvagi attacchi alla chiesa. C’è un proverbio che dice che se un uomo sta scappando dalla legge dopo aver commesso un crimine, e sta morendo di sete, e voi sapete che è colpevole del crimine e sta scappando dalla legge, e crolla sulla soglia di casa vostra: non dategli da bere, perché se gli date da bere voi siete complici delle sue azioni malvagie. Perciò, se fare qualcosa per qualcuno, o dare qualcosa a qualcuno, rende loro più facile vivere la loro vita in ribellione a Dio, queste sono le eccezioni, non fatelo!

E poi giungiamo al verso 21, un grande verso, un grande verso postmillennarista.

“Non essere vinto dal male, ma vinci il male con il bene.”

Pensateci per un po’. “Non essere vinto dal male,”  Cioè il male contro la chiesa e contro il cristiano  e contro l’ordine morale di Dio, “Non essere vinto dal male, ma vinci il male con il bene.” Questo è somigliare a Cristo, dare generosità immeritata, atti di gentilezza. E il punto è: Non lasciare che il male ti abbatta, o ti seduca, ma mediante il bene vinci il male. Cosa vi dice questo, prima che lo spieghiamo? Vi dice che il bene è più potente del male. Che il male non può vincere il bene, ma il bene lo può fare e vincerà il male. È un principio etico del postmillennialismo. Il male è potente ma il bene è onnipotente, perché il bene proviene da Dio. Tenete dunque a mente che se il male è potente, il bene è molto più potente. Non lasciate che il male vi abbatta o seduca, ma col bene vincete il male. Ora, Dio solo definisce il bene. Bene è qualsiasi cosa Dio chiama bene. Se chiunque altro nel mondo pensa che sia bene è irrilevante. Ciò che Dio chiama bene è bene. Ciò che Dio chiama male è male. Qualsiasi cosa Dio chiama bene l’umanesimo lo chiama male. Qualsiasi cosa Dio chiama male l’umanesimo lo chiama bene. Essere vinti dal male significa permettere al nemico di distruggervi o neutralizzarvi o paralizzarvi con paura o colpa o confusione. Siete vinti dal male se avete una coscienza malvagia, una cattiva coscienza, una coscienza colpevole. Avete fatto cose sbagliate, non siete disposti ad ammetterlo, state ancora facendo cose sbagliate e non vi volete pentire. Questo è il motivo per cui qui a Sud, i liberali, se vogliono che quelli del sud votino per loro, sollevano la questione del razzismo. Il razzismo fa sentire colpevoli quelli del sud che siano cristiani oppure no. Se siete cristiani i vostri peccati sono perdonati, quale che sia razzismo di cui siate stati colpevoli, non siete più colpevoli di razzismo, non dovete permettere che i liberali vi manipolino. Ho avuto un buon amico che era un sudafricano bianco. Stava tenendo una lezione a Marietta (Georgia), in una sala di circa 50 persone, tutte bianche eccetto una. E dopo la sua lezione di due ore che indicava che il problema del Sudafrica non era la relazione tra bianchi e neri ma il Marxismo e il Leninismo, e la loro penetrazione in Sudafrica, quest’uomo di colore, d’istruzione superiore, sale sul podio e gli fa una domanda. E chiede a questo mio amico: Professor tal dei tali, essendo lei un sudafricano bianco e un razzista … e fa la domanda. Ebbene, se quello fosse stato il vostro americano tipo lassù, e il nero intelligente gli chiede: Visto che sei un razzista, e gli fa la domanda, la maggior parte degli americani comincerebbe ad arretrare, qualificare, spiegare e dire tutto quello che avrebbe potuto dire per non offendere quel nero americano, perché gli americani bianchi, hanno una coscienza colpevole e l’uomo di colore lo sa. Sapete cosa rispose quel mio amico sudafricano? “Signore, questa è la domanda più stupida che mi sia stata rivolta. Ho appena speso le due ore passate a rispondere a questa domanda. Prossima domanda? Quella fu la reazione, non di una persona che non è amorevole, perché il nero era lì per uno scopo, e lo scopo era imbarazzare il relatore. Ma quello è un uomo che non ha più una coscienza colpevole perché i suoi peccati sono perdonati. E se voi conoscete il perdono dei peccati, nessuno vi può manipolare con una coscienza colpevole. Non potete essere vinti dal male. Non verrete scoraggiati o neutralizzati o paralizzati da paure o da sensi di colpa. Essere vinti dal male è permettere ai nemici di sedurvi, o farvi rispondere al male col male. Vincere il male è spegnere l’animosità di quelli che ci maltrattano, è contenere gli effetti e le attività del male, di produrre vergogna per il male fatto, è portare facitori del male a pentimento e rimpiazzare gente malvagia con gente buona, in posti influenti. Così, mentre vivete la vostra vita in questa cultura malvagia, comprendete che noi non dobbiamo essere vinti dal male, ma che dobbiamo vincere il male col bene, perché malgrado il potere del male in questa cultura, il bene è comunque molto più potente del male.

Cosa diremo dunque in conclusione? Siate buoni qualsiasi cosa accada. Nel giorno del giudizio, quando sarete davanti a Dio e Dio vi dirà: Ti ricordi quel giorno di dicembre 2018, ti ricordi che non fosti buona? Non potrai dire, sì, Signore, ma, ti ricordi con chi stavo trattando? Stavo trattando con mio marito. No, non ci sono scuse, mai, per noi, per non essere buoni. Possiamo ogni cosa in Cristo che ci fortifica. Perciò siate buoni in qualsiasi circostanza, siate buoni in faccia al male. Potete essere buoni benché mai in modo perfetto in questa vita, a motivo di Cristo. Secondo, siate convinti che la vostra bontà vincerà il male; non pensate di fare il bene solamente in qualche modo come martiri perché il bene vince il male, e più bene facciamo alle altre persone in questa cultura, più grande e più esteso sarà quell’impatto. State attenti e vedete se non succede! E infine, ringraziate Dio per Gesù Cristo, che trasforma le persone cattive in buone e quelle buone in migliori. Voi foste un tempo cattivi, Gesù vi ha fatto buoni. Ci sono la fuori persone cattive che Gesù può far diventare buone. E Gesù può perfino prendere persone buone come voi e farle diventare migliori. Perciò gioite che il bene vince il male.

Preghiamo:

Signore, questi passi sono così chiari, così pratici, così convincenti. Aiutaci ad obbedirli per la forza del tuo Spirito affinché possiamo vincere la guerra contro il male nella nostra cultura, per amore di Gesù, amen.

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