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29. Romani 8: 31-39

Domande Irricevibili

Di Joe Morecraft III

Il nostro testo oggi proviene dall’Ottavo capitolo di Romani. Leggeremo tre dei versi che abbiamo preso in considerazione queste ultime settimane, ma il nostro testo è compreso di versi 31 a 39. Leggerò da 28 a 39 perché sono saldamente cuciti insieme.

28 Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene per coloro che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo proponimento.

29 Poiché quelli che egli ha preconosciuti, li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del suo Figlio affinché egli sia il primogenito fra molti fratelli.
30 E quelli che ha predestinati, li ha pure chiamati, quelli che ha chiamati, li ha pure giustificati e quelli che ha giustificati, li ha pure glorificati.

Ora il nostro testo:

31 Che diremo dunque circa queste cose? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?
32 Certamente colui che non ha risparmiato il suo proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà anche tutte le cose con lui?

33 Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica.
34 Chi è colui che li condannerà? Cristo è colui che è morto, e inoltre è anche risuscitato; egli è alla destra di Dio, ed anche intercede per noi,
35 Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Sarà l’afflizione, o la distretta, o la persecuzione, o la fame, o la nudità, o il pericolo, o la spada?
36 Come sta scritto: «Per amor tuo siamo tutto il giorno messi a morte; siamo stati reputati come pecore da macello».
37 Ma in tutte queste cose noi siamo piú che vincitori in virtú di colui che ci ha amati.
38 Infatti io sono persuaso che né morte né vita né angeli né principati né potenze né cose presenti né cose future,
39 né altezze né profondità, né alcun’altra creatura potrà separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesú, nostro Signore.

Questo è uno di quei testi che ti fa sentire audace se dici alcunché. Vorresti come leggerlo e rileggerlo e rileggerlo ancora perché è così stupendo e così zeppo di verità e di nutrimento spirituale. I versi da 31 a 39 sono il gran finale di Romani 8, E se ci rifletti sopra anche solo un po’ ti sommergerà con la nostra eterna e assoluta sicurezza nel Signore Gesù Cristo. Qui si afferma la totale impossibilità di venire strappati dall’abbraccio di Cristo, perché? Non per alcuna cosa in voi, ma a motivo della permanenza e della forza dell’amore di Cristo per voi. Ora, c’è una domanda, con la quale inizia questa sezione, che necessita di essere enfatizzata, il verso 31: “Che diremo dunque circa queste cose?”. Cosa sta facendo Paolo? Paolo qui ci sta insegnando come studiare la bibbia, e come usare la bibbia per comprendere la volontà di Dio per la nostra vita. Sta tracciando una deduzione, sta dicendo: ci sono alcune cose che possiamo dedurre da ciò che abbiamo imparato precedentemente. Romani 8:28, noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, di quelli che sono chiamati secondo il suo proponimento. Sappiamo che il proponimento di Dio per la nostra vita è che siamo conformati all’immagine di Cristo in modo che Egli possa essere il primogenito tra molti fratelli, e poi, la scorsa settimana abbiamo visto i vari passaggi attraverso i quali Dio giunge a quell’obbiettivo ultimo, ci ha preconosciuti nel passato eterno, ci ha predestinati ad essere conformi all’immagine del Figlio di Dio, avendoci predestinati ci ha chiamati dalle tenebre alla luce, avendoci chiamati ci giustifica e ci dichiara non colpevoli e ci accetta a motivo della giustizia di Cristo accreditataci, e questo significa che non ci sono dubbi che saremo glorificati quando Egli ritorna alla fine del mondo.

“Che diremo dunque di queste cose?” Cioè che deduzione traiamo da queste questioni di cui abbiamo appena parlato? Ora, questo è così importante perché molti cristiani fondamentalisti e ortodossi veramente non sanno come leggere la bibbia e ne consegue che non arrivano a certe grandi verità che si trovano nella bibbia. Ciò che dicono è pressapoco così: Non crederò niente della bibbia se non ho capitolo e versetto. Devi darmi capitolo e versetto. Devi darmi una specifica affermazione nella bibbia che dice ciò che tu dici. Bene, noi non dobbiamo svilire quest’atteggiamento. Ci sono delle grandi verità nella bibbia che sono espresse in dichiarazioni nero su bianco e che sono ovvie. Ma ce ne sono altre, grandi verità nella bibbia, che non sono espresse con dichiarazioni dirette, come per esempio: c’è un Dio in tre Persone, della stessa sostanza, uguali in potenza e gloria. Non c’è un’espressa dichiarazione di questo tipo da nessuna parte nella bibbia. Significa che non dobbiamo credere la dottrina della Trinità? No! Noi possiamo dedurre, possiamo concludere da certe cose che Dio è un Dio in tre Persone. La bibbia dice che Dio i Padre è Dio, Dio il Figlio è Dio, Dio lo Spirito santo è Dio; la bibbia dice che Dio il Padre non è Dio il Figlio e Dio il Figlio non è Dio lo Spirito santo, e mostra questa relazione, e leggendo versi diversi si può dedurre la dottrina della Trinità, o la dottrina dell’inerranza della Scrittura.

Non c’è un versetto nella bibbia che dica che la bibbia non può errare ma, è un’inevitabile deduzione che traiamo quando mettiamo insieme varie parti della bibbia. Ciò che sto dicendo è che ci sono due modi per determinare ciò che la bibbia dice; la prima è per dichiarazioni espresse nero su bianco, e la seconda è mediante conclusioni logiche, e deduzioni. Prendete nota di questo che sto dicendo, perché è importante: Il significato della Parola di Dio è parola di Dio. Non solo le parole che leggete, ma il significato di quelle parole è parola di Dio. E, vedete, questo è ciò che Paolo sta facendo, Paolo ha fatto qui in Romani 8: 28-30 alcune dichiarazioni in bianco e nero, questi sono i fatti, qui ci sono delle dichiarazioni articolate riguardo a queste dottrine, ed ora continua dicendo noi possiamo dedurre da queste dottrine che il cristiano, la persona che è chiamata e predestinata e giustificata ecc., che tale persona è eternamente sicura in Cristo, che è una ineludibile deduzione logica che deve essere fatta se le verità espresse nei versi 28-29 sono vere. E perciò questo è ciò che Paolo sta facendo qui, nei versi 31-35, farà cinque domande, e queste cinque domande esprimono quattro sfide alla dottrina della Perseveranza dei Santi. La sua deduzione: una volta che Dio ti ha salvato e ha fatto di te un cristiano, è impossibile che tu diventi nuovamente perduto.

Ed ora sta per fare e rafforzare questo punto facendo queste cinque domande che presentano quattro serie sfide alla sicurezza del cristiano. Per esempio, nel verso 31: Se Dio è per noi chi sarà contro di noi? La domanda cui sta rispondendo è: Si può concepire una qual che sia potenza che possa prevenire il nostro arrivo alla definitiva glorificazione? C’è una qual che sia potenza, che sia in cielo, sulla terra o all’inferno che può impedire che noi che siamo giustificati raggiungiamo l’immortalità e glorificazione?

La seconda sfida è nel verso 32: “colui che non ha risparmiato il suo proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà anche tutte le cose con lui?” Vale a dire, c’è qualche possibilità che l’amore di Dio per noi possa subire dei cambiamenti o indebolirsi? Voglio dire: il futuro è un tempo molto lungo. C’è una qualsiasi cosa che possibilmente, possa accadere nel futuro, che possa significare che l’amore di Dio per noi è cambiato ed Egli non ci ama più? O non ci ama come ha fatto un tempo?

Terza sfida nei versi 33-34: “Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica. Chi è colui che li condannerà? Cristo è colui che è morto, e inoltre è anche risuscitato; egli è alla destra di Dio, ed anche intercede per noi,” e la sfida è, che sia in qualche modo possibile che un giorno, qualcuno, possa accusarci di un peccato che ci impedisca di essere ulteriormente giustificati e che ci porti infine alla condanna? È possibile? È possibile che da qualche parte nel futuro qualcuno troverà in noi un peccato che è così grande da portarci di nuovo sotto la condanna e causare la nostra perdizione anche dopo che siamo stati salvati?

E poi abbiamo la domanda dei versi 35-37: “Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Sarà l’afflizione, o la distretta, o la persecuzione, o la fame, o la nudità, o il pericolo, o la spada? Come sta scritto: «Per amor tuo siamo tutto il giorno messi a morte; siamo stati reputati come pecore da macello». Ma in tutte queste cose noi siamo piú che vincitori in virtú di colui che ci ha amati.” E qui c’è la sfida: che succede se là nel futuro, voglio dire, noi sappiamo quanto siamo deboli, che succede se nel futuro noi falliamo. Affrontiamo prove, ci confrontiamo con tribolazioni e non ce la facciamo. Ci arrendiamo, gettiamo la spugna, e siamo nuovamente perduti. È questa una possibilità?

Ebbene, vediamo come Paolo usa queste domande, queste sfide, per stabilire questa grande deduzione, che tutti quelli che Dio ha pre-amati, e predestinati, e chiamati, e giustificati, saranno, senza eccezioni glorificati, e non c’è alcuna possibilità che saranno mai separati dall’abbraccio di Gesù Cristo. Questa è la grande deduzione. Notate ora come faccia il suo punto.

Nel verso 31, ricordate la sfida: “C’è una qual che sia potenza immaginabile, che può impedire che raggiungiamo la glorificazione alla fine del mondo? O in altre parole, per dirla con quelle del nostro testo: Se Dio è per noi, chi può essere contro di noi? Ora, non travisate la domanda, se Dio è per noi , noi avremo molti oppositori. Ci saranno molte persone che saranno contro di noi. E ci sono molte persone che si considereranno nostri nemici semplicemente perché Dio è per noi. Il mondo, la carne, il diavolo, una chiesa apostata, uno stato anti-cristiano, la cultura umanista, ci sono un sacco di oppositori che una persona può sperimentare se Dio è per lei o per lui. Ma la grande affermazione che è fatta mediante questa domanda è: non c’è potenza che possa ergersi contro di noi che sia capace di separarci da Dio e distruggere la nostra vita e il nostro futuro, indipendentemente da quanto potente sia quella potenza. Se Dio è per noi, in altre parole, la reale risposta a quella domanda: chi sarà contro di noi? È non ha importanza chi sarà contro di noi, ci saranno tante persone contro di noi, ma non importa; non ci sarà mai una potenza nel futuro che avrà l’effetto di impedirci di essere infine salvati ora che siamo nel Signore Gesù Cristo.

Ora, questo verso non giustifica pigrizia, inattività o mancanza di diligenza e sorveglianza da parte nostra, perché quella sarebbe presunzione, non sicurezza. Noi non crediamo solo nella sicurezza eterna, crediamo nella perseveranza dei santi; e cioè, noi non solo crediamo che siamo eternamente sicuri in Cristo, noi crediamo che se siamo in Cristo persevereremo nel servire Cristo fino alla fine, a volte lo faremo più diligentemente di altre, ma persevereremo fino alla fine. E dunque, la grande implicazione di questa verità è, assicurati che Dio sia per te. Perché se Dio è per te, benché tu abbia tanti nemici non importerà, non ci sarà potenza forte abbastanza da impedirti di essere alla fine salvato; assicurati che Dio sia per te. Dio non è per un sacco di persone, Dio non fu per Sodoma e Gomorra, Dio non fu per tutto il mondo ai tempi di Noè; Dio non fu per faraone e il suo esercito al tempo di Mosè; Dio non è per tutte le persone. Assicurati che egli sia per te. In nostro testo dice che se Dio è per noi chi potrà essere contro di noi. Chi sono questi noi? A chi si sta riferendo? Le persone descritte nei versi 29-30. Le persone sulle quali Dio ha posto il suo amore, dei quali ha pianificato che il loro destino è di essere conformi all’immagine di Cristo, che sono chiamati dalle tenebre alla luce, che hanno il loro peccati perdonati, hanno loro imputata la giustizia di Cristo, queste sono lo persone, solo queste, tutte queste, sono le persone per le quali Dio è a favore. Assicurati di essere una di queste persone incluse nel pronome ‘noi’. E capisci che se Dio non fosse stato per noi, noi non l’avremmo conosciuto affatto. Egli non è per noi perché precedentemente noi abbiamo deciso di essere per Lui. Noi abbiamo scelto Dio perché lui ha scelto noi, dice la Scrittura. Noi Lo amiamo perché Egli ha amato noi. Non che Egli è per noi perché noi abbiamo scelto di essere per Lui. Dio è per noi, e poiché è stato per noi dall’eternità ci ha chiamati a sé ed ha compiuto i dettagli di Romani 8: 29 e 30 perché è per noi, è dalla nostra parte, sta lavorando al posto nostro quando combattiamo tutti i mali della nostra vita. Nel cuore di questo combattimento, voi ed io possiamo aggrapparci a Lui ed essere motivati da Romani 8. 31 ed essere capaci di dire, perfino in faccia a Satana stesso, questo grande Salmo:

Il Signore è la mia luce e la mia salvezza, di chi temerò? Il Signore è la roccaforte della mia vita, di chi avrò paura? Dio è il nostro rifugio e la nostra forza, il nostro aiuto nelle difficoltà, perciò non temeremo se la terra si dovesse spostare e i monti gettati in fondo al mare, e le sue acque infuriassero e schiumassero, e i monti tremassero al suo gonfiarsi. C’è un fiume i cui rivi rallegrano la città di DIO, il luogo santo dove dimora l’Altissimo. DIO è nel mezzo di lei, essa non sarà smossa, DIO la soccorrerà alle prime luci del mattino. Le nazioni tumultuarono i regni vacillarono; egli mandò fuori la sua voce, la terra si sciolse. L’Eterno degli eserciti è con noi; il DIO di Giacobbe è il nostro rifugio.
Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, non temerò male alcuno, perché tu sei con me, il tuo bastone e il tuo vincastro mi confortano.

Che rifugio! Puoi tu dire, parlare di Dio e dire: ‘il mio Dio’? E puoi tu dire, onestamente, Dio è per me? Io so che Egli è per me perché nemmeno crederei in Lui se Egli non fosse per me.

Poi giungiamo al verso 32. E il 32 risponde alla sfida: Ci può essere qualche pericolo che la volontà di Dio per me possa cambiare nel futuro? O che possa indebolirsi. Io so che mi ama ora, ma che succede a dieci anni da adesso? A cento anni da adesso? C’è qualche possibilità che nel futuro possa accadere qualche cosa che faccia sì che Dio non mi ami più, c’è qualche possibilità che l’amore di Dio possa cambiare? ebbene, guardiamo la domanda: Egli (Colui), verso 32, colui che non ha risparmiato il suo proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà anche tutte le cose con lui? ora, c’è un’altro modo per porre a questa domanda: Come posso essere sicuro che Dio mi amerà sempre? Come posso essere sicuro che Dio mi amerà sempre? E la risposta a questa domanda è: guarda ai fatti di Romani 8:32. Colui (intendendo Dio il Padre), che non ha risparmiato (intendendo che non ha trattenuto, non ha contenuto la punizione, ha riversato su Cristo l’intera punizione che era nostra) il suo proprio Figlio (co-eguale con Lui) ma lo ha dato (sulla croce) per noi tutti (a chi fa riferimento questa parola, tutti, a tutto il mondo? Questo non è il significato della parola noi tutti in questo testo, il noi è la parola che descrive le persone trattate nei versi precedenti, 28-31, le persone per le quali Dio è a favore, le persone che ha pre-amate, predestinate, chiamate, giustificate e che glorificherà) come non ci donerà, il soggetto è sempre Dio Padre, come non ci donerà con Cristo gratuitamente anche tutte le cose? Ora, qual’è l’argomentazione, qui? L’argomentazione è che se Dio ci ha già dato il dono migliore, se Dio nel Signore Gesù Cristo ha già pagato il pieno prezzo che i nostri peccati meritano quando eravamo ancora nemici, sarebbe assurdo pensare che non continuerà ad amarci come suoi amici, e non darci ogni benedizione che ha in serbo per i suoi figli. Ciò che Dio ha fatto per noi sulla croce è garanzia di ciò che continuerà a fare lungo tutto il tempo e l’eternità; Dio non ha trattenuto, tenuto indietro niente che fosse parte del prezzo che suo Figlio avrebbe dovuto pagare per salvarci. E non c’è posto nella bibbia che io conosca che descriva più vividamente questo fatto di Isaia 53. Andiamo insieme a questo passo e prendiamo visione di un paio di strofe di questo poema. E ciò che dice essenzialmente è che Dio non si è trattenuto, se Dio avesser trattenuto qualche grado di punizione che i nostri peccati meritavano, provare a indovinare? Noi andremmo all’inferno! L’intera punizione dovette essere pagata! Dio non avrebbe potuto trattenersi, se voleva salvarci. E notate l’enfasi, verso 4

Eppure egli portava le nostre malattie e si era caricato dei nostri dolori; noi però lo ritenevamo colpito, percosso da DIO ed umiliato. Ma egli è stato trafitto per le nostre trasgressioni, schiacciato per le nostre iniquità; il castigo per cui abbiamo la pace è caduto su di lui, e per le sue lividure noi siamo stati guariti. Noi tutti come pecore eravamo erranti, ognuno di noi seguiva la propria via, e l’Eterno ha fatto ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti.

Verso 10
Ma piacque all’Eterno di percuoterlo “Stroncarlo” (LNR). Dio il Padre si compiacque di stroncarlo. Dio si compiacque di stroncare Gesù sulla croce.

Ma piacque all’Eterno di percuoterlo, di farlo soffrire. Offrendo la sua vita in sacrificio per il peccato, egli vedrà una progenie, prolungherà i suoi giorni, e la volontà dell’Eterno prospererà nelle sue mani. Egli vedrà il frutto del travaglio della sua anima e ne sarà soddisfatto; per la sua conoscenza, il giusto, il mio servo renderà giusti molti, perché si caricherà delle loro iniquità.

Piacque al Padre stroncare Cristo. Piacque a Gesù dare se stesso come offerta per i nostri peccati per poterne vedere gli effetti, ed esserne soddisfatto, e questa è la salvezza di quelle molte persone vs. 11 le cui iniquità Egli portò.

E così. Ciò che Romani 8:32 ci sta dicendo è che sappiamo che la ragione per cui Dio non smetterà mai di amarci è perché avendoci dato il dono migliore, avendo pagato il prezzo più alto per noi quando eravamo suoi nemici, non trattenendosi nel punire suo Figlio per ciò che i nostri peccati meritavano, noi sappiamo che Egli ci darà in Cristo tutto ciò che ha per noi. Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come sarebbe concepibile, infatti non lo è, che Egli non ci dia anche in Cristo, gratuitamente, tutte le altre cose che ha pianificato per quelli che ama, che includono anche la salvezza eterna. Perciò non c’è pericolo che l’amore di Dio per noi possa cambiare. E pertanto non c’è alcuna possibilità che noi siamo perduti, quali che possano essere le nostre circostanze, Dio ci darà liberamente tutto ciò ch’è necessario per tenerci, per custodirci, per guidarci, per modellarci, finché alla fine, lo vedremo come Egli è e saremo fatti come Lui, per quella potenza che ha che fa di Lui il padrone di tutto ciò che esiste. Che certezza! Che sicurezza! Non c’è alcuna ragione per essere insicuri nel credente, e c’è ogni ragione per l’insicurezza nel non credente.

Ora, nei versi 33 e 34 giungiamo ad un’altra sfida. È possibile che si sia qualche pericolo, ci sono un sacco di persone la fuori che ci conoscono, satana ci conosce, i demoni dell’inferno ci conoscono, gli angeli ci conoscono, gli amici, i famigliari ci conoscono, c’è qualche pericolo che qualcuno lì fuori un giorno possa trovare un peccato nella nostra vita, che è così grande e così malvagio che ci impedirà di essere completamente salvati e ci riporterà sotto la condanna di Dio. Esiste qualche possibilità che alla fine potremmo essere condannati da Dio dopo essere stati salvati? Ebbene, vediamo, versi 33 e 34.

Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica. Chi è colui che li condannerà? Cristo è colui che è morto, e inoltre è anche risuscitato; egli è alla destra di Dio, ed anche intercede per noi.

Ora alla domanda, c’è qualche possibilità che dopo essere stati salvati siamo riportati sotto la condanna?  La risposta è assolutamente nessuna possibilità. Assolutamente no! La condanna e la reiezione di Dio sono assolutamente impossibili per quelli che sono in Cristo Gesù. 8:1 Non c’è ora alcuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù.

Perché?

motivo dei fatti del Vangelo. I fatti reali di Dio e le reali azioni di Dio fanno sì che sia assolutamente impossibile per quelli la cui condanna è stata rimossa ritornare sotto quella condanna ed essere perduti dopo che sono stati salvati. Ora di quali fatti stiamo parlando? Verso 33 Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è Colui che ci ha eletti perché fossimo il suo popolo e questo è ciò che noi dobbiamo sempre pensare di noi stessi come cristiani. Nessuno può derubarci di quella posizione se siamo una delle persone scelte da Dio. Atti 13: 48 dice: “tutti coloro che erano preordinati alla vita eterna credettero.” Se Dio ci ha ordinato a vita eterna noi crederemo in Gesù e nessuno sarà capace di scalzarci da quella posizione finché Dio è Dio e fa sempre ciò che si propone di fare. Così, perché Dio ci ha eletto ad essere suoi, è impensabile che Dio possa cambiare idea: “Ah, sì, lo so, ti ho eletto prima della fondazione del mondo, ma sai, è 6000 anni fa, ho cambiato idea, ah, già, se sei evoluzionista sono diversi milioni di anni fa, ma il punto qui è che è assurdo persino pensare in questo modo. I cristiani devono sempre pensare di se stessi come di quelli che Dio si è scelto per sé da prima dell’inizio del tempo. Come sai che sei una di queste persone che Dio ha scelto? Ci sono due modi. Ha scelto voi e me a santità e irreprensibilità di vita. Così, se non stiamo vivendo una vita santa e irreprensibile, che non significa una vita perfetta, non abbiamo nulla su cui fondare la nostra convinzione che Dio ci abbia scelti. C’è gente la fuori che crede che Dio li ha scelti e quindi non importa che tipo di vita vivano, sono salvati per sempre, questa probabilmente è la prova che non sono mai stati scelti per niente. Perché quelli che Dio ha scelto vogliono vivere una vita santa e irreprensibile. E inoltre, la grande prova, che abbiamo visto la settimana scorsa, è la nostra fede in Gesù: “E quanti erano ordinati a vita eterna credettero nel Signore Gesù Cristo.” Quindi questo è il fatto che ci da la certezza della nostra salvezza.

Fatto numero due, Dio ci ha giustificati, chi accuserà gli eletti di Dio? Lo faranno un sacco di persone, un sacco di persone. Perché i tuoi amici ti conoscono, Satana ti conosce, egli è l’accusatore dei fratelli, chiunque ti conosca in qualsiasi misura sa che peccatore sei, e così c’è un sacco di persone che possono portare accuse contro di voi. Non importa! Nessuna di quelle accuse potrà rimanervi addosso perché alle accuse che vi fanno Gesù dirà loro: Hai ragione, egli è tutto quello che tu dici di lui, è cattivo quanto pensi e anche peggio; io sono morto per i suoi peccati. Così, Paolo procede, “Chi accuserà gli eletti di Dio? “ Un sacco di persone ma non conta, “Dio è colui che li giustifica.” È giuridicamente e moralmente assurdo pensare che Dio condannerebbe qualcuno che ha dichiarato giusto e accettato in Cristo. Potete immaginare? Io posso immaginare che giudici umani possano cambiare la loro decisione, ma Dio è il giudice perfettamente giusto di tutto l’universo e quando Dio prende una decisione non vi ritorna sopra. E nel momento in cui tu credi nel Signore Gesù Cristo come tuo Signore e salvatore, in quel momento il giudice di tutta la terra ti dichiara non colpevole e perdonato. È forse possibile persino concepire che un Dio che ci ha giustificati possa tornare sulle sue decisioni? Assolutamente assurdo e blasfemo che passi persino per la mente.

E poi si vedono quattro cose che Cristo ha fatto per rendere sicura la nostra accettazione da parte di Dio, facendo si che il pensiero che possiamo essere perduti dopo essere stati salvati sia un pensiero impossibile. Notate i fatti che concernono l’opera di Gesù. Chi accuserà gli eletti di Dio? Un sacco di persone, ma non conta, Gesù Cristo è colui che è morto. Dio non potrebbe più essere considerato giusto se punisse ancora il credente dopo che Cristo ha pagato il suo debito. Se Gesù ha pagato il nostro debito non abbiamo un debito da pagare; Gesù ha pagato la morte che dovevamo a Dio, e Dio un giorno ci chiede: Pagami il debito del tuo peccato e va’ all’inferno e tu dici: Aspetta un minuto, Gesù ha pagato quel debito per me e sicuramente tu sei giusto e non richiederai il pagamento per lo stesso debito due volte. Cristo è colui che è morto, Egli ha pagato il debito, noi non abbiamo più debito da pagare a Dio.

Non solo Gesù è morto, ma è risorto dai morti, e noi siamo in lui, qualsiasi cosa è vera di Lui è vera anche di noi, egli è la primizia di quelli che dormono; se Gesù Cristo è risorto dai morti questo prova che quelli che sono in Lui risorgeranno dai morti un giorno. È impossibile pensare che Gesù Cristo è risorto dai morti e però quelli che credono in Lui non risorgeranno mai dai morti.

E non solo quello, ma il terzo fatto è che Egli è alla destra di Dio. È asceso al cielo e si è seduto alla destra di Dio dov’è re dei re e Signor dei signori. Da quella posizione ha sparso il suo Spirito sulla sua chiesa come garanzia che dov’Egli è lì saremo anche noi.

E il quarto fatto è che intercede per noi. Non c’è un mattino in cui ti svegli nel quale il Signore Gesù Cristo non sta già pregando per te. Potete immaginare Gesù respinto nelle sue richieste in preghiera al Padre? Voglio dire: potete immaginare che Dio il Padre, quando Gesù gli chiede qualcosa in riferimento a voi, il Padre dica: no!? Lo fa a noi, perché siamo peccatori e siamo creature limitate, ma qualsiasi cosa Cristo interceda per noi presso il Padre, Dio lo fa! Dio non respingerà suo Figlio. In Giovanni 17 vediamo cosa prega Gesù al Padre, prega che ci preservi dal maligno. Prega che Dio ci tenga sotto la potenza del suo nome. Ora, Dio dirà mai: no!? No! Il fatto che Gesù intercede per noi ogni giorno della nostra vita è prova affermativa che è impossibile che noi siamo più condannati dopo essere stati liberati da quella condanna.

Ora ecco un’altra sfida. E la sfida è nei versi da 35 a 38. Cosa succede se, nel pieno della battaglia e nella severità del fuoco nemico, a motivo delle nostre debolezze come peccatori e le nostre paure, ci arrendiamo, diventiamo traditori, e falliamo; è possibile che ci sia qualcosa nel futuro che ci separi dall’amore di Dio? Cosa ne è di noi se in conseguenza di prove e tentazioni noi molliamo, e infine falliamo. Ebbene c’è stato un gruppo di persone, centinaia di migliaia di persone, nel Nord Africa ai tempi di Agostino, chiamati Donatisti, che credevano che tutte quelle persone, quando venivano dati in pasto ai leoni, perseguitati o martirizzati per Cristo nei primi secoli della chiesa, che per codardia o paura, negarono Cristo, o denunciarono un fratello, o consegnarono una bibbia agli ufficiali romani, che chiunque in qualsiasi modo avesse negato Cristo, non potevano mai più essere perdonati. E se qualcuno di questi fosse diventato un ministro, i Donatisti credevano che nessuno dei battesimi da lui fatto fosse valido, nessuna delle loro ordinazioni di altri al ministero potevano essere valide, non potevano fare niente di spirituale che compiacesse Dio perché in un modo o nell’altro, in qualche misura, durante l’infuriare della battaglia, caddero a motivo delle loro debolezze.

Ebbene, guardiamo adesso a questa domanda, hanno ragione i Donatisti?:

Chi ci separerà dall’amore di Cristo, sarà l’afflizione, o la distretta, o la persecuzione, o la fame, o la nudità, o il pericolo, o la spada? Come sta scritto: «Per amor tuo siamo tutto il giorno messi a morte; siamo stati reputati come pecore da macello». Ma in tutte queste cose noi siamo piú che vincitori in virtú di colui che ci ha amati. Infatti io sono persuaso che né morte né vita né angeli né principati né potenze né cose presenti né cose future, né altezze né profondità, né alcun’altra creatura potrà separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesú, nostro Signore.

Ora, questa è domanda: è possibile per me fallire e perdere tutto sotto persecuzione e tutto il resto? É una domanda legittima alla luce di quanto detto al verso 36, dove i cristiani sono descritti come persone messe a morte tutto il giorno, sono stati reputati come pecore da macello; la persecuzione contro la chiesa è intensa e crudele, saremo capaci di rimanere in piedi? Che succede se cediamo sotto la pressione del dolore? È esperienza usuale dei cristiani incrociare molte tribolazioni, persecuzioni, incomprensioni nel vivere per Cristo. I maggiori avversari dei cristiani, i più persistenti e crudeli includono stati anti-cristiani, chiese apostate, culture umaniste, Satana; i metodi della loro persecuzione includono persecuzione, angustie legali, emotive e fisiche, fame creata dallo stato, nudità, umiliazioni e patimenti, perigli, terrorismo e intimidazione, la spada, il potere dello stato, morte, vita: molestie in generale, angeli: potenze demoniche, principati: potenze politiche, finti miracoli ingannevoli. E il proposito di tutti i nostri nemici è di separarci da Cristo e l’uno dall’altro in Cristo. Saremo dunque senza forza nei nostri tentativi di resistere e diventeremo facili prede per i nostri nemici quelli che ci vogliono divorare e finiremo sconfitti? Forse, però nessuno di questi avversari avrà successo nello sconfiggerci e nello spezzare il legame tra noi e Cristo. Niente, niente nel mondo, niente in voi stessi, niente in Satana, niente avrà la forza di spezzare il legame che abbiamo con Cristo. Questo è pienamente implicito nella parola ‘ci’ nel verso 35, come definita dal contesto: 28: 37, Come potrebbe essere che noi, descritti nei versi 28-37, come potrebbe essere che noi si sia infine separati dall’amore di Cristo. Noi siamo deboli, ma non è per qualche cosa che è in noi, quando dice che né morte né vita né angeli né principati né potenze né cose presenti né cose future, né altezze né profondità, né alcun’altra creatura sarà capace di separarci dall’amore di Dio, non sta parlando del tuo amore per Dio, non si sta vantando di te e di me, non sta dicendo: noi siamo sicuri perché il nostro amore per Cristo può sostenere le prove; l’amore che tu ed io abbiamo per Cristo non può sostenere le prove, ci possono essere state situazioni nelle vostra vita e nella mia nelle quali abbiamo tradito, già nel passato, ci possono essere state situazioni nelle quali abbiamo fatto i codardi, come quando la giovane ha spinto Pietro a rinnegare Gesù; forse ci sono state situazioni come quella. Il nostro amore per Cristo è niente di che; Paolo non sta chiedendo se il tuo amore per Cristo può sostenere la prova, ciò che sta chiedendo è: può l’amore di Cristo per noi sostenere le prove? E questa è una questione interamente diversa. Mentre il nostro amore per Cristo è debole e fragile e a volte non ci trattiene dal venir meno nei suoi confronti, il suo amore per noi non viene mai meno, non indebolisce mai, non attenua mai. E questo è ciò che fa la differenza. La nostra presente sicurezza e l’eterna sicurezza non dipende dal nostro fragile e mutevole amore per Dio, ma dal suo amore eterno per noi. Non dalla nostra fragile presa su Cristo, ma dalla sua forte presa su di noi. Dice: né altezze né profondità, né alcun’altra cosa creata, nel tempo, eternità, dimensione di vita sarà capace di separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù.

Nel verso 37 la richiama di nuovo: Ma in tutte queste cose noi siamo piú che vincitori in virtú di colui che — ci ha amati. La parola ‘amati’ è nel tempo aoristo, e un aoristo può significare un paio di cose: può fare riferimento ad un particolare punto del tempo nel passato, e naturalmente, se questo è ciò che significa, intende la grande dimostrazione d’amore di Dio nel dare il suo Figlio al posto nostro (Romani 5:8), “Ma Dio manifesta il suo amore verso di noi in questo che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.” Oppure, un aoristo, quand’è usato in questo modo può significare un’intera sequenza di cose: dall’eternità passata alla glorificazione all’eternità a venire. L’intera ventata dell’eternità di Dio nel tempo. Dio ci ha amati dall’eternità, quando ha cominciato Dio ad amarci? Non ha mai cominciato.

Ci ha amati da tutta l’eternità. Quando smetterà? Non smetterà mai. Ci amerà per tutta l’eternità.

Qual’è dunque il proposito che Cristo ha in mente per le prove e le persecuzioni del suo popolo che a volte sono molto severe e cruente? Che siamo conformati a sua immagine, prima di tutto. Che possiamo unirci alla comunione della sua morte, che possiamo essere fatti come lui che morì e sofferse per mano di uomini iniqui, quand’Egli in sé non fece nulla per attrarre su di sé tale persecuzione. E inoltre, a volte Dio porta la persecuzione nella nostra vita affinché i suoi possano essere visti nella loro vera faccia. Cioè persone che amano Dio sopra tutto il resto e sono disposti ad sopportare qualsiasi cosa per schierarsi con Lui, qualsiasi persecuzione il mondo getti su di essi. Talvolta Dio porta la persecuzione sui suoi affinché il mondo possa essere visto nella sua vera faccia, il mondo è realmente il nemico di Cristo e della chiesa. E poi talvolta Cristo porta prove e persecuzioni nella nostra vita affinché il nostro orgoglio e amore di noi stessi sia spezzato.

Ora, ricordate questo consiglio, prima che subiate qualsiasi persecuzione e durante qualsiasi persecuzione per mano del mondo, siate preparati a perdere le vostre comodità e benessere se necessario, per l’avanzamento del vangelo e del regno. Siate preparati a perdere qualsiasi cosa che Dio vi chiama a rinunciare, per l’avanzamento del regno. Pensate alle cose che i primi martiri dovettero rinunciare; dovete essere pronti e disposti, senza pensarci sopra troppo, a rinunciare a qualsiasi comodità o benessere se necessario, per far avanzare la causa di Cristo.

Secondo consiglio, siate pronti a morire, sperimenterete certamente la morte, non vi colga non in guardia, come disse Charles Hodge: vivete in modo tale che quando dovete morire, tutto quello che dovete fare è morire. Tutte le pendenze sono già state saldate. E poi, come ha detto un vecchio puritano, manifestate una santa ostinazione durante prove e persecuzioni, una santa ostinazione. Siate ostinati nella vostra fede, credete senza se e senza ma, siate ostinati nella vostra speranza, una positiva speranza per il futuro incondizionatamente, siate ostinati nel vostro amore, amate le persone indifferentemente da ciò che fanno a voi, ostinati nella vostra obbedienza e obbedite Dio indipendentemente da quanto sia difficile, siate ostinati nella vostra pazienza e siate pazienti fino alla fine, siate ostinati nel vostro zelo e non permettete che qual che sia persecuzione spenga quello zelo.

Così, prego che tutti noi saremo capaci di dire insieme a Paolo: Sono giunto ad una conclusione definitiva e sono assolutamente convinto che nulla, nulla nel modo più assoluto, in vita o in morte, nel tempo o nell’eternità, può separarmi dall’amore di Dio in Cristo Gesù.

Preghiamo:
Ti ringraziamo, Signore per ciò che questo testo e queste cinque domande fanno per noi. Ti ringraziamo per il modo in cui realmente rafforzano la nostra certezza di salvezza. Sappiamo quanto importante sia, Signore, perché così non saremo facilmente manipolati da colpa o da paura, ti ringraziamo perciò per la salvezza che abbiamo in Cristo, da eternità a eternità, e ti ringraziamo per la certezza e la rassicurazione che siamo salvati, a motivo di tutte le tue opere formidabili e i potenti fatti nella vita e opera di Gesù Cristo, nel cui nome ti preghiamo. Amen

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