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27. Romani 8: 28   “Un Cordiale Divino”

di Joe Morecraft III

 

 

Thomas Watson è uno dei Puritani che tutti dovrebbero leggere. Ha scritto diversi libri: La Dottrina Biblica del Ravvedimento, tradotto anche in Italiano, e L’arte della Divina Contentezza; Ritratto dell’Uomo Pio, A Body of Divinity nel quale tratta le Beatitudini, i Dieci Comandamenti, il Catechismo Minore. Ma ha scritto anche un delizioso  piccolo libro, intitolato “Un Cordiale Divino” un’ampia esposizione e applicazione di Romani 8:28, anche questo tradotto in Italiano. Oggi io costellerò il mio sermone di citazioni da questo libro. Sono così buone, così colorite, che quando le udrete rimarranno con voi per sempre. Ma ho bisogno di dirvi perché lo ha chiamato “Un Cordiale Divino”, dovete sapere cosa sia un cordiale, (non se avete fatti il militare negli alpini, ovviamente), ed ha riferimento a Romani 8:28. Un ‘cordiale’ è una qualsiasi medicina o bevanda dopo il pasto, che aumenta la forza, solleva lo spirito, da vita e allegrezza, quasi euforia ad una persona debole e depressa. E questa è la descrizione perfetta per Romani 8:28.

Ora, facciamo insieme alcune domande su Romani 8:28 e lasciamo che sia Watson a rispondere alla gran parte di esse.

Come possono problemi ed afflizioni cooperare per il bene di quelli che amano Dio? La vita ne è piena. E se non cooperano al bene di quelli che amano Dio non possono valere molto. E dunque, come fanno dolori, pene, problemi,  delusioni, afflizioni, sofferenze, tutte queste cose, come fanno a cooperare per il bene di quelli che amano Dio? Ecco cosa dice Tomas Watson:

L’afflizione insegna cosa sia il peccato. Ci insegna a conoscere noi stessi. Nella prosperità noi siamo in gran parte estranei a noi stessi. Dio ci fa conoscere afflizioni affinché possiamo conoscere meglio noi stessi. Le afflizioni ci conformano a Cristo. Il bastone del castigo di Dio è una matita che disegna su di noi l’immagine di Cristo in modo più vivo. Sono distruttive del peccato; le afflizioni non portano via nulla se non le scorie del peccato. Sono le medicine che Dio usa per togliere le nostre malattie spirituali. Esse curano il timpano dell’orgoglio, la febbre della lussuria e l’idropisia della concupiscenza. Le afflizioni sono il mezzo per renderci felici. Giobbe disse: Felice l’uomo che Dio corregge. Fanno ammutolire il malvagio, mettono un brivido dentro all’uomo malvagio quando vede che i pii si tengono stretti a Dio in condizioni di sofferenza, e quando perdono  tutto tuttavia mantengono la loro integrità. Infine, l’afflizione prepara posto alla gloria. La botte viene stagionata prima che vi sia versato il vino. Le botti della misericordia sono prima stagionate con l’afflizione e poi vi viene versato il vino della gloria. Il peggio che Dio può fare al credente è spingerlo in cielo a frustate.

Come fanno tentazioni e peccato cooperare al bene di quelli che amano Dio? La vita è piena di queste cose. Se non cooperano al bene non significano molto. E dunque come cooperano al nostro bene peccati e tentazioni? Che lo facciano è insegnato chiaramente attraverso tutte le Scritture.

Le tentazioni sono cassate (overruled) da Dio in almeno 8 modi. Prima di tutto ci guidano a pregare. Più furiosamente Satana tenta, più ferventemente il santo prega. Secondo, trattengono il santo dal peccare. Più un figlio di Dio è tentato, più combatte contro la tentazione. Quella tentazione che il diavolo usa come sperone per farci peccare, Dio ne fa una briglia per trattenere il cristiano dal farlo.

Afflizioni, peccati e tentazioni abbattono il gonfio orgoglio del cristiano. Ricordate Paolo che disse che Dio gli aveva messo una spina nella carne in modo che non si vantasse di avere queste rivelazioni da Dio. Sono una pietra di paragone per rivelare ciò che c’è nel cuore. Il diavolo ci tenta per sedurci ma Dio permette che siamo tentati per provarci.  La tentazione è una prova della nostra sincerità. Quinto, peccati e tentazioni, dotano quelli che sono tentati dei mezzi per aiutare altri che sono nelle stesse difficoltà. Sesto, peccati e tentazioni muovono Dio a compassione verso quelli che sono tentati. Il bambino che è malato e debole è quello di cui è presa maggiore cura. Settimo, fanno sì che il Cristiano aneli maggiormente al cielo. Lì, nel cielo, sarà fuori tiro, il cielo è un luogo di riposo, lì non vola alcun proiettile di tentazione. E, otto, le tentazioni cooperano al bene perché portano la forza di Cristo nella nostra vita.

Come il peccato in altre persone coopera al nostro bene? Quando peccano contro di noi, quando peccano l’uno contro l’altro. Come coopera al nostro bene il peccato in altre persone?

Il peccato, in sé e per sé, è dannabile, ma Dio nella sua grande sapienza, fa in modo che il nostro bene provenga pure da ciò che è completamente contrario a Lui. Il peccato di altri produce una pia tristezza nei cristiani. Salmo 116: 136 dice “Rivi di lacrime mi scendono dagli occhi, perché la tua legge non è osservata.” Il peccato negli altri determina i cristiani ad opporglisi maggiormente. Fa loro apprezzare di più la grazia di Dio. Determinano in noi una più forte opposizione contro il peccato. Salmo 119: 126 dice: “E’ tempo che tu operi, o Eterno; essi hanno annullato la tua legge.” “Per questo” perché annullano la tua legge, “io amo i tuoi comandamenti piú dell’oro, sí, piú dell’oro finissimo.” Il peccato in altre persone ci fa più zelanti nel servire e obbedire Dio, perché quando vediamo empie persone darsi da fare per l’inferno, questo ci fa più industriosi per il cielo. I peccati degli altri sono uno specchio sul quale possiamo vedere il nostro stesso cuore. Possono inoltre renderci più grati. Quando vedi uno con gli effetti della peste, come sei grato che Dio te ne abbia preservato. I peccati degli altri sono un mezzo per migliorare  quelli che appartengono a Dio. Più gli altri sono empi e più tu dovresti essere santo. E infine, i peccati degli altri ci danno un’opportunità per fare il bene, per consigliare o portare al pentimento il peccatore.

Ecco una domanda importante. Poiché noi dovremmo non peccare, e noi sappiamo che Dio odia il peccato, e sappiamo cosa il peccato faccia ad una persona: Come la nostra stessa peccaminosità, e la nostra consapevolezza dei nostri peccati, coopera al nostro bene?

Nel peccato non c’è il minimo bene, non dubitate o mettete mai in discussione questo fatto. Il peccato è come il veleno che deteriora il sangue, infetta il cuore, e senza un antidoto sovrano porta alla morte. Tale è la natura venefica del peccato, è mortale e porta alla dannazione. Il peccato è peggio dell’inferno, tuttavia Dio, col suo grande potere di invalidare, fa sì che il particolare peccato in questione sia ricondotto a fare il bene dei suoi. Di qui il detto di Agostino: “Dio non permetterebbe mai il male  se non potesse trarne del bene.” Il nostro proprio senso di peccaminosità ci fa apprezzare Cristo maggiormente. Colui che sente il proprio peccato, come un malato sente la propria malattia, quanto gioiosamente accoglie Cristo il Medico nella sua vita. Pone l’anima all’auto-esame. È bene trovare i propri peccati affinché non siano essi a trovarci. Ci fa diventare più umili. Il peccato in un uomo pio è come un cancro al petto o una gobba sulla schiena per trattenerlo dal diventare superbo. Fa sì  che facciamo autocritica. Quando uomo s’è giudicato da sé, Satana, l’accusatore della fratellanza è privato della sua funzione. Ci fa entrare in guerra col peccato.  Un credente non permetterà che il peccato lo possegga senza ingaggiare battaglia. Se non può tenere il peccato fuori dalla sua vita lo terrà schiacciato. Ci mette sotto auto-osservazione. Fa mantenere al credente un rigido controllo sul proprio cuore e fa in modo che continui a riformarsi. Un figlio di Dio non solo scova i propri peccati ma li elimina pure.

Ora, non abusate questo punto, e cioè che Dio fa sì che la nostra peccaminosità cooperi al bene se amiamo Dio. Non traete la conclusione errata che potete trattare il peccato con leggerezza senza preoccuparvi o curarvene. Se lo fate Dio farà sì che vi costi caro. Ricordate Re Davide. Osò peccare contro Dio e subì il terrore dell’Onnipotente nel proprio cuore, nella propria famiglia,  e nel proprio regno e nulla poteva confortarlo. Se alcuno del popolo di Dio si mettesse a fare compromissioni col peccato perché Dio può piegarlo al bene, benché il Signore non li dannerà, può mandarli all’inferno in questa vita. Può esporli a tali amare agonie e convulsioni dell’anima da riempirli d’orrore e farli giungere alla disperazione. Che questo sia una spada fiammeggiante che li trattiene dall’avvicinarsi all’albero proibito.

Ebbene, come facciamo a sapere che Romani 8:28 è sempre vero? E la risposta è molto semplice. È nella bibbia, è ciò che la bibbia insegna e la bibbia è l’infallibile rivelazione del carattere e della volontà di Dio Onnipotente il quale non mente mai. Ci sono molte cose che il cristiano non sa, ma c’è una cosa che sa, ed è che Dio fa cooperare tutte le cose per il bene di quelli che lo amano. Sa di essere al sicuro nella potente e tenera mano di un Dio sovrano che ha ordinato che tutto ciò che avviene operi per il suo bene. Non ci sono eccezioni per questa promessa divina ai fedeli.

Ebbene, come puoi essere certo che Romani 8:28 si applica a te personalmente ed individualmente? Non solo in qualche modo generico. Ma come puoi essere sicuro che Romani 8:28 vale per la tua esperienza. E la risposta qui è ovvia. Se tu combaci con la descrizione che è data alle persone cui si applica questo versetto, puoi essere sicuro che vale per te.

“Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene per coloro che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo proponimento.” Combaci con questa descrizione? Prima di tutto “amano Dio”. Paolo traccia continuamente un contrasto tra quelli che amano e quelli che odiano Dio. Puoi credere in Dio e non essere cristiano. La bibbia dice che lo fa anche satana. Ma non puoi amare Dio e non essere cristiano. L’amore è totalitario, richiede tutto da noi. Amare Dio non è meramente una questione di sentimenti, include il desiderio di vivere per il suo piacere, di vivere per la sua gloria, di osservare i suoi comandamenti, di tenersi aggrappati a lui, di essere come lui, e di porre la fiducia nel suo Figlio come tuo Signore e Salvatore. Amare Dio così, dunque, è la prova più sicura che siamo da lui amati e che siamo inclusi nella promessa di Romani 8:28.

In secondo luogo, “tutte le cose cooperano al bene per coloro che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo proponimento.” Questa è la ragione per cui noi amiamo Dio. Noi non amiamo Dio semplicemente perché siamo quel tipo di persone. Noi non amiamo Dio perché siamo amorevoli per natura. Amiamo Dio perché Dio ci ha chiamati dalle tenebre alla sua meravigliosa luce. Dio ci ha chiamati fuori, in modo onnipotente, dalla nostra ribellione, a se stesso. Ricordate ciò che dice il Catechismo Minore sulla chiamata efficace? Infatti questa parola è usata attraverso tutto il Nuovo Testamento, molte volte più di quante i cristiani siano chiamati ‘cristiani,’ sono chiamati ‘i chiamati.’ La stessa parola “chiesa” contiene l’idea di chiamata; Ekklesia e fatta di due parole: ‘ek,’ fuori, ‘klesia,’ chiamare, i chiamati fuori. Ed ecco cosa dice il Catechismo Minore:

La chiamata efficace è quell’opera della grazia che Dio Padre compie con potenza mediante la quale, tramite la sua Parola e il suo Spirito, invita e attira gli eletti a Gesù Cristo, convincendoli dei loro peccati e della loro miseria, illuminando le loro menti nella conoscenza di Cristo, rinnovando la loro volontà, persuadendoli e rendendoli capai di abbracciare Cristo che è offerto gratuitamente a tutti nel Vangelo.

Questo è il modo in cui lo Spirito santo porta una persona a Cristo. Convince quella persona del suo peccato e della sua miseria, illumina la sua mente nella conoscenza di Cristo, e poi rinnova la sua volontà, la libera, rigenera il suo cuore morto a nuova vita talché quella persona può liberamente abbracciare Cristo com’Egli è offerto nel Vangelo. E perciò noi amiamo Dio se siamo stati da lui chiamati. Soggettivamente, quelli che combaciano questa descrizione sono quelli che amano Dio con tutto il cuore e tutta l’anima. Oggettivamente, quelli che combaciano questa descrizione sono quelli che Dio ha chiamato a sé. Gesù ha detto: Le mie pecore conoscono la mia voce e io le conosco, ed esse mi seguono. Combaci la descrizione? Tutte le cose non cooperano al bene di chiunque, ma cooperano certamente al bene di quelli che amano Dio perché sono stati chiamati a Lui.

Ora un’altra domanda. Perché Dio deve far cooperare tutte le cose al bene dei chiamati? Tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, ma perché? Perché devono? Questo è il punto. Tutte le cose devono cooperare al bene di quelli che amano Dio. Perché devono? È una domanda importante. La risposta a questa domanda è duplice e sta al cuore della verità biblica. La prima è che Dio deve far cooperare tutte le cose al bene di quelli che amano Dio perché essi sono i chiamati secondo il suo proponimento. Essi sono inclusi negli eterni proponimenti redentivi di Dio. Secondo, il suo proponimento può essere tradotto anche con ‘secondo il suo eterno decreto,’ secondo la sua sovrana volontà, il decreto sovrano di Dio è la scaturigine e la causa della nostra chiamata e di tutti gli aspetti della nostra salvezza. La nostra salvezza e la cooperazione di tutte le cose al nostro bene devono essere ascritte al buon compiacimento della volontà di Dio: tutto dipende dal proponimento di Dio, non dalla nostra volontà o dal nostro comprendimento. La certezza che Dio farà giungere a buon fine i suoi propositi per la nostra salvezza è a base della nostra certezza che Romani 8:28 si applica a me. Perché Dio deve far cooperare tutte le cose al mio bene in quanto uno dei chiamati di Dio? Perché sono chiamato secondo il suo proponimento. Sono parte del suo eterno piano di redenzione e i suoi propositi non falliranno e non possono fallire.

E la seconda ragione per cui devono cooperare e perché Dio, dice Watson, noi sappiamo che Dio deve far cooperare tutte le cose al bene dei chiamati a  motivo dello stretto e costoso (dear- caro) interesse che Dio ha nel suo popolo. Il Signore ha fatto un patto con loro, in virtù di questo legame pattizio d’amicizia tutte le cose operano e devono operare al loro bene. Nel Salmo 50 il Signore dice: Io sono Dio, il tuo Dio. E quella frase: il tuo Dio è la frase più dolce di tutta la Scrittura. Implica la migliore delle relazioni, ed è impossibile che sia in essere questa relazione tra Dio e il suo popolo e che tutto non cooperi al loro bene. Pertanto, non è solo che tutto coopererà al bene di quelli che amano Dio ma che tutto deve cooperare, tutto deve. E la ragione è che tu, in quanto uno chiamato da Dio secondo il suo proponimento, sai che Dio porta sempre a terminè il suo proponimento, e secondo, Dio ti ama ed ha un piano meraviglioso per la tua vita.

Ora, sapete perché Kay ha riso? Perché questa è la brutta frase di un volantino, il volantino usato da Campus Crusade, chiamato le quattro leggi spirituali, e tu lo dai a persone che non sono cristiani, e la prima frase dice: Dio ti ama ed ha un piano meraviglioso per la tua vita. Ebbene, la prima parte, come lo puoi sapere? Dio non ama tutti allo stesso modo indiscriminatamente, e quindi come puoi assicurare a qualcuno che Dio lo ama. E in secondo luogo Dio ha un piano meraviglioso per la vita di tutti ma per alcune persone il piano è meraviglioso solo per Dio e cioè l’inferno per loro. Ma io sto parlando a voi come figli di Dio e quindi, in quanto figli di Dio, Dio vi ama ed ha un piano meraviglioso per la vostra vita, meraviglioso per voi quanto per Lui. Perciò, siate arrendevoli nel modo in cui Dio si conduce con voi, quale che sia. Umiliatevi sotto la potente mano di Dio. Gettate su di Lui tutti i vostri pesi, perché Egli ha cura di voi.

Ora, Romani 8, da 29 a 30 è una spiegazione di Romani 8:28. Spiega chiaramente i particolari coinvolti nella frase: Secondo il suo proponimento. In modo molto conciso tratteggia i dettagli dell’eterno proponimento di Dio per il suo popolo in Cristo che garantisce la loro sicurezza eterna. In altre parole, Romani 8: 29,30 dà le ragioni per cui Dio fa cooperare tutte le cose al bene di quelli che lo amano, per quelli che sono chiamati secondo il suo proponimento. Ora prestate attenzione, cercheremo di capire i versi 29 e 30. Dovete comprendere l’importanza assoluta di quella parola “proponimento”. Le persone incluse nel proponimento eterno di Dio sono quelle che amano Dio perché Dio le ha chiamate fuori dai loro peccati a Se stesso, con una chiamata irresistibile. I chiamati sono le persone identificate  nel verso 29 come preconosciuti, parleremo di questa parola domenica prossima, Dio volendo, sono preconosciuti, sono predestinati, sono giustificati, e sono glorificati. Questi sono i vari dettagli del piano di Dio per i suoi che garantiscono la loro eterna salvezza, la loro sicurezza eterna. Assicuratevi di essere in quel numero. Assicuratevi che siete preconosciuti, predestinati, giustificati, glorificati perché questi e questi solamente sono salvati. Nessun altro è salvato ma solo questi. Pertanto assicuratevi di essere tra questi, o, come dice la bibbia, rendete sicura la vostra chiamata, 2° Pietro 1:5-10. Siate sempre più diligenti nell’accertarvi che vi ha chiamato ed eletto, perché fintantoché mettete in pratica queste cose non inciamperete mai. Perché in questo modo l’ingresso nel regno eterno di nostro Signore vi verrà supplito abbondantemente. E dunque, cosa sono queste cose che dovete praticare? Che portano certezza della vostra chiamata? Diligenza nel servire Dio, fede in Cristo e nella sua parola. Eccellenza morale mediante l’obbedienza alla sua parola. Conoscenza, autocontrollo, perseveranza nel fare il bene, pio comportamento, affetto fraterno e amore.

Qual’è l’obbiettivo del proponimento di Dio per la tua vita e per la vita di tutti quelli che amano Dio e sono chiamati secondo il suo proponimento?

Voglio parlare ora dell’obbiettivo prossimo e di quello finale. Prossimo significa vicino a quello finale. Prossimo significa secondario in contrapposizione al primario, finale, ultimo proposito. Ma l’obbiettivo prossimo dell’eterno proponimento di Dio per voi è che voi ed io che siamo chiamati a Lui siamo conformati all’immagine di suo Figlio Gesù Cristo. Leggiamo nuovamente il verso 28 e continuiamo col 29 

Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene per coloro che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo proponimento. Poiché quelli che egli ha preconosciuti,” e qui c’è il proponimento di Dio, “li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del suo Figlio affinché egli sia il primogenito fra molti fratelli.” Perciò il proponimento penultimo, quello più vicino a quello finale, l’obbiettivo del proposito di Dio per la vostra vita è che per la sua provvidenza, per il suo Spirito, per la sua Parola, voi ed io siamo sempre più conformati all’immagine del Signore Gesù Cristo. Ora, non fraintendete quella parola “immagine”. Immagine nella bibbia  è una somiglianza che ci giunge direttamente dall’oggetto che rassomigliamo. Immagine o somiglianza è una somiglianza che ci perviene direttamente dall’oggetto cui somigliamo. Pertanto, non è una somiglianza superficiale come quella di uno specchio. Noi non siamo simili al Signore Gesù Cristo superficialmente, egli ama la gente noi amiamo la gente; Egli fu perfetto noi cerchiamo d’essere perfetti. Non è qualcosa di epidermico. Ma questa immagine è una profonda, interiore somiglianza a Gesù che va ben oltre la superficie. Ma che si mostra tale in superficie in una reale somiglianza con Gesù. Così, Dio trapianta i desideri di Gesù, dalla vita di Cristo dentro al nostro vero cuore e ne fa i nostri desideri. Noi ci troviamo ad amare ciò che Cristo amò e ad odiare ciò che Cristo odiò, e quella profonda somiglianza a Cristo, dal cuore, che non è perfetta e totale tutta ad un tratto, ma che cresce gradualmente si manifesta nel modo in cui viviamo, ma questa immagine influenza tutto di noi, l’interezza del nostro essere, carattere, personalità, intelletto, cuore, spirito, esistenza, tutta la nostra vita interiore ed esteriore, L’immagine di Cristo tutto è fuorché qualcosa di superficiale. Questo dunque è l’obbiettivo prossimo. Questo è l’obbiettivo penultimo che Dio ha per la vostra vita. Chiamarvi fuori dalle tenebre, dentro la sua vita, che lo possiate amare, e ch’Egli possa operare in voi per la sua parola ed il suo Spirito, nella sua provvidenza, talché gradualmente, un passo dopo l’altro, voi avete una profonda somiglianza con l’umanità del Signore Gesù Cristo.

Ma notate anche che siamo conformati a sua immagine per esser suoi fratelli. Verso 29: “Poiché quelli che egli ha preconosciuti, li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del suo Figlio affinché egli sia il primogenito fra molti fratelli.” Pertanto, il proposito penultimo, il più prossimo all’ultimo per voi è che possiate somigliare a Cristo in ogni vostro aspetto, in particolare dal cuore, cosicché siate suoi fratelli. Suo fratello, sua sorella. Cristo divenne un nostro fratello, dice Ebrei 2, in modo che noi potessimo diventare suoi fratelli e sorelle. Essere fatto un fratello è essere ri-creato a sua immagine nello stesso modo in cui Egli fu fatto a nostra immagine, essere fatti fratelli di Gesù è essere glorificati, è essere fatti come Lui nella sua umanità nel nostro corpo e nella nostra anima. La bibbia dice: “Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è ancora stato manifestato ciò che saremo; sappiamo però che quando egli sarà manifestato, saremo simili a lui, perché lo vedremo come egli è.” (1Gv.3:2) e noi saremo resi come Lui per la sua potenza che fa di Lui il padrone di tutto ciò che esiste. Com’Egli fu perfettamente e pienamente umano, egli ci farà perfettamente e pienamente umani per la potenza del suo Spirito nella resurrezione. Strappando l’ultimo rimasuglio di peccato dal nostro cuore e anche da questo universo.

Calvino l’ha espresso in questo modo: “Il Figlio di Dio divenne Figlio dell’Uomo, affinché i peccaminosi figli dell’uomo possano divenire figli di Dio.” E dunque qual’è l’obbiettivo penultimo di Dio, quello più vicino all’ultimo, per il suo eterno proposito per la vostra vita, se amate Dio essendo stati da Lui chiamati? Farvi come Cristo, in ogni parte del vostro essere e portarvi in stretta unione con Lui, come uno dei suoi fratelli, o sorelle, nei quali sta operando, per farvi perfettamente e pienamente umani come Egli è perfettamente e pienamente umano.

Bene, se essere formati a immagine di Dio, essere fatti fratelli e sorelle di Cristo è l’obbiettivo penultimo di Dio, qual’è l’ultimo, l’obbiettivo ultimo e finale del proponimento di Dio per la vostra vita? Anzi, del proponimento di Dio, punto. Non solo per la vostra vita ma il proponimento per la creazione intera. Verso 29: “Poiché quelli che egli ha preconosciuti, li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del suo Figlio affinché egli sia il primogenito fra molti fratelli.” Quello è il proposito ultimo di Dio per l’intero universo: che Gesù abbia la preminenza; che Gesù sia primo di tutto, che Gesù  specificamente sia glorificato ed onorato come il primogenito di molti fratelli. Ora, riflettete su questa cosa per un minuto, perché qui c’è la certezza della nostra salvezza. Questo è il modo in cui puoi avere la sicurezza che se ami Dio essendo stato chiamato da Lui non sarai mai perduto. Perché l’obbiettivo ultimo del proponimento di Dio è che Gesù sia il Primogenito tra molti fratelli. Ora, per raggiungere quest’obbiettivo, il piano di Dio per noi deve giungere a compimento. Perché il piano che Dio vuole compiere per Cristo non può essere compiuto senza che lo sia anche il piano di Dio per noi. La supremazia di Gesù e la sua infinita dignità tra molti fratelli deve essere manifestata pienamente. Se ciò ha da accadere, se la sua supremazia e la sua superiorità tra molti fratelli ha da essere pienamente manifestata, allora Egli deve avere molti fratelli salvati. Dio compie sempre i suoi proponimenti. Dio non è mai deluso o frustrato. Pertanto ciò che ha pianificato lo farà. Perciò, se è il piano di Dio che Gesù abbia molti fratelli e sorelle salvati, allora Gesù avrà molti fratelli e sorelle salvati. Questo obbiettivo ultimo, pertanto, è il fondamento per il più solido tipo di sicurezza della nostra salvezza in Cristo. Ne vedete la forza? Dio non sta parlando del proponimento ultimo per voi, ma il proponimento ultimo per l’universo intero è che che Cristo sia il Primogenito tra molti fratelli, preminente nell’universo insieme a molti fratelli. Perché possa essere il Primogenito tra molti fratelli deve avere molti fratelli salvati. E Dio fa sempre ciò che predestina di fare. E perciò la glorificazione di Cristo e la sicurezza eterna del credente sono impacchettate insieme perché Dio non raggiungerà il suo proponimento per Cristo senza raggiungere i suoi propositi per noi che siamo chiamati secondo il suo proponimento. E questo è il modo in cui sai di essere salvato. Puoi sapere di essere salvato se ami Dio e sei chiamato secondo il suo proponimento, perché l’obbiettivo di Dio è che Gesù Cristo sia il Primogenito tra molti fratelli e per fare questo Gesù deve avere molti fratelli e sorelle salvati.

Ora, questo titolo “Primogenito” che significato ha in riferimento a Cristo?

Ebbene, se qualche Testimone di Geova o qualche mormone suona alla vostra porta, cercherà di provare da questo verso che Gesù non è veramente  Dio. Egli è primogenito. Egli è nato per primo. È superiore a te, ma è un essere creato. E questa è la deduzione che fanno dalla parola primogenito. Ebbene, i testimoni di Geova e i mormoni fanno l’errore commesso da molti e cioè assumono che  si consulti lo Zingarelli Dizionario della lingua Italiana per trarne definizioni per parole della bibbia anziché permettere che la bibbia definisca da sé le proprie parole. E la parola “primogenito” è una parola molto ricca, particolarmente nell’Antico Testamento: fa riferimento a quel membro dei figli che è supremo sopra gli altri; ha la priorità sugli altri. In Colossesi 1:15 ci è detto che il mondo fu creato in modo che Cristo fosse sopra ogni creatura. La parola primogenito implica di più che la supremazia di Cristo nel Vecchio Testamento. Il primogenito non è una parola che significa semplicemente che è nato per primo. In primogenito espletava un ruolo molto importante nella famiglia nell’Israele del Vecchio Testamento, perché come abbiamo visto in altre occasioni il primo nato di una famiglia doveva essere consacrato a Dio. Doveva essere dedicato ad una vita di servizio nel tabernacolo e nel tempio a meno che uno dei Leviti prendesse il suo posto. Ma il primogenito, consacrato a Dio, rappresentava la famiglia. E tutti i primogeniti della nazione d’Israele rappresentavano Israele. I primogeniti d’Egitto furono uccisi, che significò che Dio stava distruggendo l’Egitto. I primogeniti d’Israele erano consacrati a Dio che significava che tutta la nazione era consacrata a Dio mediante patto. Cristo, come primogenito rappresenta i suoi molti fratelli. C’è una solidarietà tra il primogenito e i molti fratelli. Questo sta alla base della salvezza dei fratelli: ciò che avviene al primogenito avviene a i fratelli. Qualsiasi cosa valga per il primogenito vale per i fratelli. Il primogenito era esaltato e glorificato dal padre, così lo saranno anche i fratelli. Vedete così che lo stesso titolo di primogenito è un’altra cosa da credere per edificare la vostra sicurezza di salvezza. Il primogenito rappresentava la famiglia. Tutti i primogeniti rappresentavano la nazione. Qualsiasi cosa accadesse al primogenito accadeva alla nazione. Qualsiasi cosa accade a Cristo accade a noi. Il primogenito era esaltato e glorificato dal padre. E così sarà per tutti i fratelli e le sorelle di Cristo. E nel verso 30, che non facciamo in tempo a trattare oggi, notate i vari passaggi che avvengono nell’espletarsi del proponimento di Dio. E quelli che ha predestinati, li ha pure chiamati, e quelli che ha chiamati, li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati, li ha pure glorificati. Così, in conclusione, assicuratevi che siate uno di questi fratelli, assicurati di essere uno di questi fratelli. Sei tu conformato sempre più, giorno dopo giorno, ad immagine di Cristo?  I desideri del tuo cuore riflettono sempre più i desideri del cuore di Gesù? Ti trovi ad odiare sempre più ciò che Cristo ha odiato e ad amare ciò che Cristo ha amato? Il tuo comportamento, il modo in cui ti esprimi, vedi qualche somiglianza con Cristo in queste cose? Se sì, sono solo minuscoli, piccoli inizi. Tutti noi manchiamo di molto il bersaglio. Ma se ci sono questi minuscoli, piccoli inizi nella vostra vita, questa è l’evidenza che siete stati chiamati da Dio perché è solo lo Spirito santo che vi rende capaci di somigliare a Cristo in qual che sia piccola misura. Assicuratevi di essere uno dei tanti fratelli di Cristo perché la vostra vita e il vostro futuro sono impacchettati insieme a questo.

Preghiamo.

Signore, queste verità noi le faremo depositare nella nostra mente e le mediteremo per tutta l’eternità. Ti ringraziamo che le comprendiamo per la tua grazia e per il tuo Spirito, e al contempo non riusciamo mai a scandagliarne la profondità. Ma ti ringraziamo per il tuo proponimento, ti ringraziamo che ci hai resi capaci di amarti perché siamo stati chiamati secondo il tuo proponimento, che il tuo proponimento per noi è che siamo come Cristo, che siamo uno dei suoi fratelli, e l’assoluta certezza della nostra salvezza si fonda nel compimento del tuo obbiettivo ultimo e questo è che Cristo possa essere il primogenito tra molti fratelli. Grazie per aver fatto di noi uno di questi fratelli e sorelle. Per amore di Cristo. Amen.

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