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Lezione 16 — Esdra

Dr. Joe Morecraft III

Esdra capitolo 9:

1 Ultimate queste cose, i capi vennero da me, dicendo: «Il popolo d’Israele, i sacerdoti e i Leviti non si sono separati dai popoli di questi paesi, per quanto riguarda le abominazioni dei Cananei, degli Hittei, dei Perezei, dei Gebusei degli Ammoniti, dei Moabiti, degli Egiziani e degli Amorei.

Essi infatti hanno preso in moglie alcune delle loro figlie per sé e per i propri figli mescolando cosí la stirpe santa con i popoli di questi paesi. Purtroppo i capi e i magistrati sono stati i primi a commettere questo peccato».

Quando udii questa cosa, mi stracciai le vesti e il mantello, mi strappai i capelli della testa e della barba, e mi sedetti costernato.

Allora tutti coloro che tremavano alle parole del DIO d’Israele si radunarono presso di me a motivo del peccato di quelli ritornati dalla cattività; e io rimasi seduto e costernato fino all’oblazione della sera.

All’oblazione della sera mi alzai dal mio digiuno, con la veste e il mantello stracciati; poi caddi in ginocchio e stesi le mani verso l’Eterno, il mio DIO,

e dissi: «O mio DIO, io sono confuso e mi vergogno di alzare la mia faccia a te, o mio DIO, poiché le nostre iniquità si sono moltiplicate fin sopra il nostro capo, e la nostra colpa è giunta fino al cielo.

Dai giorni dei nostri padri fino al giorno d’oggi siamo stati grandemente colpevoli, e a motivo delle nostre iniquità noi, i nostri re e i nostri sacerdoti siamo stati dati in mano dei re delle nazioni straniere, in balìa della spada, dell’esilio, del saccheggio e dell’obbrobrio, come è al presente.

Ma ora l’Eterno, il nostro DIO, ci ha fatto grazia per un breve istante, lasciandoci un residuo e dandoci un asilo nel suo santo luogo, e cosí il nostro DIO ha illuminato i nostri occhi e ci ha dato un piccolo risveglio nella nostra schiavitù.

Infatti noi eravamo schiavi, tuttavia il nostro DIO non ci ha abbandonati nella nostra schiavitú, ma ci ha ottenuto il favore dei re di Persia, risvegliandoci per rialzare la casa del nostro DIO, restaurandone le rovine e per darci un muro di protezione in Giuda e a Gerusalemme.

10 Ma ora, o nostro DIO, che diremo dopo questo? Poiché abbiamo abbandonato i tuoi comandamenti,

11 che ci avevi ingiunto per mezzo dei tuoi servi, i profeti, dicendo: “Il paese in cui entrate per prenderne possesso è un paese impuro per l’impurità dei popoli di questi paesi, per le abominazioni con cui l’hanno riempito da un capo all’altro con le loro contaminazioni.

12 Ora dunque non date le vostre figlie ai loro figli, né prendete le loro figlie per i vostri figli; non cercate mai la loro prosperità né il loro benessere, perché cosí diventerete forti, mangerete i migliori prodotti del paese e lo lascerete in eredità ai vostri figli per sempre”.

13 Ma dopo tutto quanto ci è venuto addosso a motivo delle nostre azioni malvagie e delle nostre grandi colpe, poiché tu, o DIO nostro, ci hai punito meno di quanto meritavano le nostre colpe e ci hai lasciato un residuo come questo,

14 torneremo noi di nuovo a violare i tuoi comandamenti e a unirci in matrimonio con i popoli che commettono queste abominazioni? Non ti adireresti contro di noi fino a distruggerci senza lasciare piú alcun residuo o superstite?

15 O Eterno, DIO d’Israele, tu sei giusto, e perciò oggi siamo rimasti noi, un residuo di scampati. Eccoci davanti a te con la nostra colpa, benché a causa di essa nessuno può reggere davanti a te!».

Il Libro di Esdra è di dieci capitoli. È un piccolo libro unico e affascinante, con un messaggio molto rilevante per noi. È unico per il fatto che la storia del libro ruota attorno a diversi documenti ufficiali, alcuni dei quali scritti in linguaggio giuridico persiano di facile comprensione. Ed è affascinante scorrere attraverso alcuni di questi documenti o dichiarazioni ufficiali, memorandum di re persiani, di governatori locali, di satrapi, del grande impero persiano. Per esempio, nel capitolo 1 abbiamo il proclama di Ciro il Grande di Persia. Nel capitolo 4 abbiamo una lettera d’accuse di un governatore locale di una provincia contro i giudei di Gerusalemme. Nello stesso capitolo c’è un’ingiunzione contro gli ebrei da parte del re Artaserse. Nel capitolo 5 abbiamo un’altra lettera d’informazioni di un governatore locale chiamato Tattenai a Dario il re. Nel capitolo 6 un memorandum di Ciro fu scoperto negli archivi di Persia. Più avanti nel capitolo 6 c’è il decreto di Dario I di Persia, col quale permetteva la ricostruzione del tempio. Nel capitolo 7 abbiamo un decreto di Re Artaserse che autorizza Esdra a prendere il comando di ciò che avviene a Gerusalemme. E nel capitolo 10 abbiamo un proclama ufficiale di Esdra stesso. Così, il libro intero si concentra intorno a queste particolari dichiarazioni ufficiali.

Esdra visse durante il regno di Re Artaserse di Persia che regnò dal 465 al 424 a.C. . Riassumiamo ora la storia. Dopo Salomone ci fu una divisione tra il regno del nord e quello del sud. Il regno del nord, d’Israele, apostatò e nel 721 fu imprigionato e sparso su tutta la terra dagli assiri. Il regno del sud, Giuda, proseguì fino al 586 quando i babilonesi vennero e distrussero il tempio e Gerusalemme. E poi portarono gli abitanti in cattività a Babilonia per 70 anni. Ora Esdra e Neemia sono stati scritti dopo che la cattività ara terminata. I persiani hanno conquistato Babilonia ed ora sono loro a controllare l’impero. E sotto questi re persiani è concesso ai giudei di tornare a Gerusalemme dopo essere stati via per 70 anni e di riedificare il tempio e Gerusalemme.

Ora, ciò che è straordinario di questo ritorno a Gerusalemme, poco meno di 500 anni prima di Cristo, è che questo fatto era stato profetizzato attraverso tutto il Vecchio Testamento. Per esempio, 1000 anni prima di Esdra e del ritorno degli ebrei a Gerusalemme, Mosè stesso profetizzò in Deuteronomio 30 che il popolo sarebbe stato disperso a causa dei loro peccati, ma poi Dio li avrebbe raccolti di nuovo nella loro terra. Quasi 100 anni prima del loro ritorno, prima che il regno di Giuda fosse distrutto, Geremia, il grande predicatore, profetizzò sotto l’ispirazione dello Spirito santo che Dio sarebbe venuto e avrebbe punito il regno di Giuda portandolo in cattività a Babilonia. E poi si spinse fino a dire quanto tempo sarebbe durata la cattività, 100 anni prima che ciò accadesse. E disse: sarete in cattività a Babilonia per 70 anni e poi sarete messi in libertà. È stupefacente come la profezia di Dio di sia avverata con estrema precisione. Ma la profezia più stupefacente si trova in Isaia 44, e se ci andiamo insieme vedrete una profezia che fu fatta 200 anni prima di Esdra e del ritorno del popolo ebraico a Gerusalemme.

Isaia 44: 26 fino a 45:1 Stupefacente profezia. Ricordate, questo viene detto 200 anni prima della situazione reale.

Confermo la parola del mio servo e do successo al consiglio dei miei messaggeri; io dico a Gerusalemme: “Sarai abitata” e alle città di Giuda: “Sarete ricostruite” e io riedificherò le sue rovine. Dico all’abisso: “Prosciugati” io prosciugherò i tuoi fiumi. Dico di Ciro: “Egli è il mio pastore!” e compirà tutti i miei desideri, dicendo a Gerusalemme: “Sarai ricostruita!” e al tempio: “Sarai stabilito!”.’Cosí dice l’Eterno al suo unto, a Ciro, che io ho preso per la destra per atterrare davanti a lui le nazioni: Sí, io scioglierò le cinture ai lombi dei re, per aprire davanti a lui le porte a due battenti e perché le porte non rimangano chiuse.’

Quì c’è una profezia sulla ricostruzione di Gerusalemme dopo che era stata distrutta dai babilonesi. Ma ecco la cosa stupefacente;  “Dico di Ciro: ‘Egli è il mio pastore!’ … Cosí dice l’Eterno al suo unto, a Ciro …”  Ora, ciò che stupisce di questa profezia è che  200 anni prima dell’evento Isaia non solo profetizzò che ci sarebbe stato un grande re persiano che avrebbe rilasciato Israele dalla cattività babilonese, ma 200 anni prima che nascesse disse che il nome di questo re persiano sarebbe stato Ciro. Ora, questo per i liberali è veramente troppo, un colpo troppo duro da incassare.

Quando frequentai il seminario liberale dicevano: “Ebbene, sappiamo per certo che Isaia non ha scritto il capitolo 44 di Isaia, e che infatti neppure ha scritto i capitoli 40-66. Infatti, nessuno può predire il nome di un re di un impero straniero 200 anni prima che nasca come ha fatto Isaia. Poiché, vedete, i liberali non credono nella profezia divina. E così, qui abbiamo Isaia che profetizza il nome di Ciro che avrebbe rilasciato i figli d’Israele perché andassero a ricostruire il loro paese. E così qui vediamo ancora una volta come la parola di Dio governa la storia. La parola di Dio governa ciò che accade nella vita. La parola di Dio governa ciò che accade nella tua vita. Egli fa muovere re a nazioni per compiere i suoi propositi per il bene del suo popolo.

Esdra e Neemia furono ambedue figure centrali di un grande rinnovamento e riforma del popolo pattizio di Dio che abbe luogo 70 anni dopo la cattività babilonese. Ambedue furono coinvolti nella ricostruzione della città di Gerusalemme e delle sue mura. E in particolare nella ricostruzione del tempio a Gerusalemme al tempo di Esdra. E la ricostruzione della nazione stessa di Giuda. Esdra scrisse il suo libro, come Neemia che lo segue, per dare un resoconto della restaurazione del popolo di Dio nella terra promessa, per registrare i loro combattimenti e dare un resoconto dell’opposizione che trovarono. E per raccontare del rinnovamento spirituale che sperimentarono in quella terra come popolo di Dio e di come furono chiamati da Dio non solo ad entrare in una relazione di comunione con Dio ma anche a mantenere quella comunione vivendo in sottomissione alla sua legge e in obbedienza a Lui.

Vi ricordate che abbiamo visto molte volte che Gesù ha detto che il Vecchio Testamento parla di Lui. Che benché Egli abbia vissuto nel tempo del Nuovo Testamento disse che il Vecchio Testamento additava a Lui. E così, c’è nel libro di Esdra molto che possiamo imparare riguardo al Signore Gesù Cristo. Per esempio, quando i figli d’Israele ritornano a Gerusalemme, la prima cosa che fanno (c’è ogni sorta di cose da fare, ricostruirsi una casa per abitarvi, è necessario avere un tempio, un sacco di cose da fare dopo che sei stato via 70 anni). La prima cosa che fanno è costruire l’altare delle offerte fumate. Questa è la prima cosa. Non cominciano col tempio. Non cominciano con gli edifici amministrativi. Non ne necessitavano tanti quanto noi. Non cominciarono ricostruendo le loro case. Cominciarono costruendo l’altare degli olocausti. Che cos’era? Era dove si offriva un sacrificio che veniva totalmente consumato col fuoco e quell’offerta simboleggiava la totale consacrazione del Signore Gesù Cristo, l’agnello di Dio, nostro vicario, per togliere i nostri peccati e riconciliarci con Dio.

Infatti le offerte e le festività giocano un ruolo molto importante e se il tempo permetterà vi parlerò di alcune di queste grandi offerte che sono fatte. L’olocausto; l’offerta di purificazione, le offerte di riparazione. Le varie festività come la Pasqua. Quando tornarono a Gerusalemme furono gioiosi nel celebrare la Pasqua, perché la Pasqua indicava al passato quando nella loro primiera storia Dio liberò Israele dall’Egitto e li fece entrare nella terra promessa e lo fece mandando l’Angelo della morte ad uccidere i primogeniti degli Egiziani mentre quelli d’Israele non furono toccati a motivo del sangue asperso sugli stipiti e l’architrave. Quando l’Angelo dell’Eterno vedeva il sangue passava oltre. Ebbene, ora stavano sperimentando un secondo esodo. Erano stati in cattività a Babilonia, Dio li ha liberati e riportati indietro. E così abbiamo queste gigantesche celebrazioni che additano in avanti al Signore Gesù Cristo il quale è la nostra pasqua; il quale, mediante la sua vita, morte e resurrezione ci ha liberati da qualsiasi catena ci tenesse prigioni e ci ha messi in libertà affinché viviamo una vita di servizio e dedicazione a Lui.

Anche il tempio gioca un ruolo importante perché Esdra è infatti preoccupato della costruzione del tempio. Se vi ricordate qualche settimana addietro quando abbiamo studiato il tabernacolo del Vecchio Testamento, il tempio ed il suo simbolismo, abbiamo visto che il tempio era un simbolo che puntava a Cristo e alla sua chiesa. E così Esdra c’insegna un bel po’ sull’edificazione e la restaurazione della chiesa. Su ciò che Dio vuole che ella sia. Ciò che Esdra affrontò lo affrontiamo anche noi. Gli strumenti che egli usò sono quelli che anche noi dobbiamo usare. Le opposizioni e i fallimenti che affrontò li affrontiamo anche noi. Ma, malgrado tutto questo, il punto fatto dal libro di Esdra è che la vera e fedele chiesa di Dio sarà edificata su questa terra indipendentemente da quanti l’oppongano o da quanto spietata possa essere l’opposizione. Torneremo su questo, Dio volendo, alla conclusione del messaggio.

Ora, prendiamo visione della storia di Esdra. Questo è un altro di quei libri dei quali non si può prendere solo un testo e dire: parleremo solo di questo testo, dimenticate il resto della storia. Voglio dire che la storia raccontata è qui il messaggio stesso. Prendete perciò la vostra bibbia e torniamo indietro e faremo una panoramica della storia del libro di Esdra. Comincia con un decreto di Ciro, uno di questi importanti documenti politici di cui abbiamo parlato. Vediamo i versi 1-4: Nel primo anno di Ciro, re di Persia, affinché si adempisse la parola dell’Eterno pronunciata per bocca di Geremia l’Eterno destò lo spirito di Ciro, re di Persia, perché facesse un editto per tutto il suo regno e lo mettesse per Iscritto dicendo:

«Così dice Ciro, re di Persia: L’Eterno, il DIO dei cieli, mi ha dato tutti i regni della terra. Egli mi ha comandato di edificargli una casa a Gerusalemme, che è in Giuda. Chi di voi appartiene al suo popolo? L’Eterno, il suo DIO, sia con lui, salga a Gerusalemme, che è in Giuda, e ricostruisca la casa dell’Eterno, DIO d’Israele, il DIO che è in Gerusalemme. La gente di ciascun luogo, dove qualche sopravvissuto giudeo ancora risiede, lo fornisca d’argento, d’oro, di beni e di bestiame oltre alle offerte volontarie per la casa di DIO che è in Gerusalemme».

E noterete che la ND usa la parola “l’Eterno” mentre la NR ha Signore con la esse maiuscola e il resto in maiuscoletto: sta usando il nome di Yahweh. Yahweh sia con lui, salga  a Gerusalemme…” Ora questo è il decreto ufficiale del re di Persia che aveva conquistato Babilonia, che dice: Ora i figli d’Israele sono liberati e liberi di tornare alla loro terra natìa e di ricostruire Gerusalemme. Ora, ero uso pensare: ragazzi, Ciro capisce cose che i nostri moderni politici non capiscono. Il verso 2 dove disse, sì, perfino Ciro un re pagano disse: “L’eterno, il Dio dei cieli, mi ha dato tutti i regni della terra e mi ha comandato di edificargli una casa a Gerusalemme.” Pensai che c’era qualche spiritualità nel vecchio Ciro. Eccetto per il fatto che faceva così con tutti gli dèi, e i persiani avevano una politica, che in modo da mantenere la pace e l’unità quando conquistavano un popolo lasciavano che la gente ritornasse alla terra d’origine e adorasse i propri dèi. Così ci sono documenti nei quali Ciro dice cose come: “E Marduk il dio del cielo mi ha dato tutti i regni della terra, e così via. Così, Ciro era un gran politeista, e sta solo giocando una partita politica qui. Ma era un uomo coraggioso e lasciò che gl’Israeliti tornassero al loro paese.

E notate nel capitolo 2: 1-7 abbiamo una lunga lista di tutti i nomi delle famiglie della prima ondata di esuli che tornarono a Gerusalemme. Ora, questi erano pionieri della fede. Voglio dire, erano veramente pionieri. Erano persone di grande coraggio e di grande fede perché il viaggio era molto lungo, arduo, pericoloso e pieno d’incognite. 1400 chilometri, a piedi, naturalmente, e ci sarebbero voluti alcuni mesi, e molte di queste persone della prima ondata erano anziani. E quindi qui Dio elenca i loro nomi nel suo libro per onorarli per il loro coraggio, la loro fede e il loro amore per la loro terra e la loro fiducia in Dio, li erge ad esempi per muovere i loro discendenti a seguirli. E c’insegna che veramente Dio onora quelli che lo onorano.

Ebbene, nel capitolo 3 vediamo l’inizio dei lavori di ricostruzione dell’edificio. Questa è la prima cosa nella loro mente. Hanno l’altare adesso, e naturalmente vogliono ricostruire il tempio a Gerusalemme. E così, nei versi 1-7 cominciano ricostruendo l’altare delle offerte:

Come giunse il settimo mese e i figli d’Israele erano nelle loro città, il popolo si radunò come un sol uomo a Gerusalemme. Allora Jeshua, figlio di Jotsadak, assieme al suoi fratelli sacerdoti e a Zorobabel, figlio di Scealtiel con i suoi fratelli, si levarono e costruirono l’altare del DIO d’Israele, per offrirvi olocausti, come sta scritto nella legge di Mosè, uomo di DIO. Ristabilirono l’altare sulle sue basi, benché avessero paura a motivo dei popoli delle terre vicine, e su di esso offrirono olocausti all’Eterno, gli olocausti del mattino e della sera. Celebrarono pure la festa delle Capanne, come sta scritto, e offersero giorno per giorno olocausti, in base al numero richiesto per ogni giorno. In seguito offersero l’olocausto perpetuo, gli olocausti dei noviluni e di tutte le feste stabilite dall’Eterno, e quelli di chiunque faceva un’offerta volontaria all’Eterno. Dal primo giorno del settimo mese cominciarono a offrire olocausti all’Eterno, ma le fondamenta del tempio, dell’Eterno non erano ancora state gettate. Diedero quindi denaro ai tagliapietre e ai falegnami, e viveri, bevande e olio a quelli di Sidonea e di Tiro perché portassero legname di cedro dal Libano, secondo la concessione ottenuta da parte di Ciro, re di Persia.

Così, come abbiamo detto nell’introduzione, la prima cosa che avevano nella mente era costruire un altare. Sicuramente sapevano cosa significasse avere vari tipi di adorazione in sinagoga probabilmente a Babilonia. Sapevano cosa fosse avere studi biblici informali sotto persone come Esdra lo scriba a Babilonia. Ma non avevano potuto offrire sacrifici perché i sacrifici non si offrivano in sinagoga, solo nel tempio. Così, adesso possono tornare.

Ritornano e non offrono solo un olocausto. Notate la frase qui. Dice, nelle ultime parole del verso 3:  olocausti mattina e sera. Verso 4: Offersero olocausti giorno per giorno, Verso 5 . L’olocausto perpetuo … Voglio dire che continuarono a offrire questi sacrifici. Potete immaginare il privilegio? Cosa c’era nella loro mente: finalmente possiamo essere qui e offrire sacrifici che additano verso il Signore Gesù Cristo il cui sangue ci purifica dai nostri peccati e ci riconcilia a Dio. E dice nel vs.4 che nel mezzo di tutto questo celebrarono la festa delle capanne. Celebrarono pure la festa delle capanne! Sono tornati! Sono stati lontano 70 anni e più. Hanno offerto sacrifici al Signore. Sanno di essere stati riassicurati del favore di Dio. Sono stati riassicurati della fedeltà di Dio perché ha fatto in modo che tornassero. E quindi ora, poiché sono ripieni di gioia e di lode, celebrano quella che era stata la più gioiosa delle festività d’Israele.

Israele aveva ricevuto l’ordine di celebrare diverse festività religiose durante l’anno. E la festa delle capanne, o dei tabernacoli era la più gioiosa, la più divertente. Tutti aspettavano la festa dei tabernacoli perché c’era sempre tanto da mangiare e tanta esultanza e offerte fatte al Signore. La festa delle capanne o dei tabernacoli era una celebrazione di ringraziamento per la guida e la salvezza del Signore durante il viaggio nel deserto quando dovettero vivere in tende nel loro percorso dall’Egitto a Canaan. Ed è la festa appropriata da celebrarsi adesso perché sono usciti dal viaggio nel deserto e sono di nuovo in Canaan per la prima volta dopo 70 anni. E così celebrano questa grande festa che simboleggia il completamento della salvezza, il pieno godimento della salvezza che abbiamo nel Signore. E, naturalmente, la festa dei tabernacoli fu compiuta per noi nel Signore Gesù Cristo. Quella festa in fondo indicava il compimento di tutte le cose e la completa salvezza di tutto il popolo di Dio alla seconda venuta del Signore Gesù Cristo quando il vero Israele di Dio giunge alla sua destinazione finale e gioisce per sempre alla presenza del suo Dio pattizio con tutto il popolo pattizio per sempre soddisfatti con la pienezza delle benedizioni di Dio.

Andate a Rivelazione 7: 9-17. Qui si vede una grande rappresentazione nei nuovi cieli e nuova terra che vi ricorderà della gioia e delle celebrazioni della festa dei tabernacoli. Rivelazione 7: 9-17

Dopo queste cose vidi una grande folla che nessuno poteva contare, di tutte le nazioni, tribú, popoli e lingue; questi stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, coperti di vesti bianche e avevano delle palme nelle mani. E gridavano a gran voce, dicendo: «La salvezza appartiene al nostro Dio che siede sul trono e all’Agnello». E tutti gli angeli stavano in piedi intorno al trono e agli anziani e ai quattro esseri viventi, e si prostrarono sulle loro facce davanti al trono e adorarono Dio, dicendo: «Amen! La benedizione, la gloria, la sapienza, il ringraziamento, l’onore, la potenza e la forza appartengono al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen!». Poi uno degli anziani si rivolse a me, dicendo: «Chi sono costoro che sono coperti di bianche vesti, e da dove sono venuti?». Ed io gli dissi: «Signore mio, tu lo sai». Egli allora mi disse: «Costoro sono quelli che sono venuti dalla grande tribolazione, e hanno lavato le loro vesti e le hanno imbiancate nel sangue dell’Agnello. Per questo essi sono davanti al trono di Dio e lo servono giorno e notte nel suo tempio; e colui che siede sul trono dimorerà tra di loro. Essi non avranno piú fame né sete non li colpirà piú né il sole né arsura alcuna, perché l’Agnello, che è in mezzo al trono, li pascolerà e li guiderà alle vive fonti delle acque; e Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi».

Un’immagine di perfezione e di esultanza in una celebrazione senza interruzioni o turbative alla presenza di Dio attraverso tutta l’eternità. E il punto è che i credenti nel Signore Gesù Cristo trascorreranno l’eternità in una grande festa dei tabernacoli col Dio trino nel suo tempio con una grande celebrazione del completo godimento della salvezza in cielo con tutti i salvati del popolo di Dio. Quello sarà un tempo meraviglioso, una grande festa e una grande celebrazione. Spero che ci sarete. Prego che ci sarete. Non datelo per scontato. Molte persone che conoscete non ci saranno. Ma io prego che voi ci sarete.

Dopo che ebbero ricostruito l’altare, notate nel capitolo 3: 8-13, cominciarono la ricostruzione delle fondamenta del tempio. Questo avviene due anni dopo e il fondamento è terminato adesso, sono pronti ad edificarci sopra. Notate cosa dicono quando hanno finito le fondamenta nel verso 11

Essi cantavano, celebrando e lodando l’Eternò, «Perché egli è buono, perché la sua benignità verso Israele dura in eterno». Tutto il popolo mandava alte grida di gioia, lodando l’Eterno, perché erano state gettate le fondamenta della casa dell’Eterno.

Eccetto i più vecchi. Tutti i più giovani erano in estasi quando videro queste fondamenta, potevano immaginare cosa vi sarebbe stato costruito sopra perché probabilmente sarà stato secondo le specifiche del tempio di Salomone, ma neppure lontanamente altrettanto adorno. Ma i più vecchi, che avevano visto il tempio di Salomone nei suoi ultimi tempi, quando era già in declino, i più vecchi cominciarono a piangere quando si resero conto che questo tempio non sarebbe stato neppure lontanamente paragonabile al tempio di Salomone che avevano visto.

Capitolo 4, non appena le fondamenta del tempio furono costruite, ci fu un tentativo da parte di quelli del posto per fermare i lavori. I nemici locali del popolo di Dio. E ciò che abbiamo qui in questo quadro non è nulla di inusuale. Fu profetizzato nelle Scritture. In questo capitolo stiamo vedendo un quadro di quell’ostilità che esiste in questo mondo lungo tutta la storia tra la progenie della donna e la progenie del serpente. La bibbia ha detto che fin dal principio della razza umana sarebbero stati l’una contro l’altra. Sarebbero stati in un combattimento mortale l’una contro l’altra. Avremmo avuto la progenie della donna, e questo è il popolo di Dio, contro la progenie del serpente, cioè i figli del diavolo. E lungo tutta la storia ci sarebbero sempre stati questi tentativi della progenie del serpente di rovesciare e sconfiggere i propositi del popolo di Dio. E lo vediamo qui. Ogni qual volta il tempio di Dio è in costruzione, e amati miei, ricordatevi questa cosa, ogni qual volta il tempio di Dio è in costruzione Satana s’infuria contro il progetto e solleva i suoi figli ad opporvisi. Potete contarci. Non siate ingenui. Non lasciate che vi colga di sorpresa.

Che una volta che la chiesa di Dio comincia ad essere forte, Satana cercherà di abbatterla. E negli ultimi anni il movimento di ricostruzione cristiana, Chalcedon Presbyterian Church, e altre chiese come la nostra in tutta la nazione sono sotto l’attacco di Satana più severo che si sia sperimentato in decenni. E questo è ciò che sta avvenendo qui, a Gerusalemme. Noterete che nel capitolo 4: 1-3 c’è un’offerta, e uso questa parola per delicatezza, un’offerta da parte dei locali per aiutare i giudei nella ricostruzione: 

Quando i nemici di Giuda e di Beniamino vennero a sapere che quelli che erano stati in cattività stavano ricostruendo il tempio all’Eterno, il DIO d’Israele, si avvicinarono a Zorobabel, e ai capi delle case paterne e dissero loro: «Lasciateci costruire con voi, perché anche noi cerchiamo il vostro DIO, come voi; a lui abbiamo offerto sacrifici dal tempo di Esar-Haddona, re di Assiria, che ci condusse qui». Ma Zorobabel, Jeshua e gli altri capi delle case paterne d’Israele risposero loro: «Non avete alcun diritto di costruire con noi una casa al nostro DIO, ma noi soli la costruiremo all’Eterno, il DIO d’Israele, come ci ha comandato il re Ciro, re di Persia».

Ora qui c’è una situazione interessante. Queste persone del luogo vennero per aiutare con la costruzione del tempio e il popolo di Dio e il governatore risposero: Non siamo interessati. Ora perché dei nemici vorrebbero aiutarti nella costruzione del tempio? Chi erano questi nemici? Chi erano queste persone del luogo? Ricordate che Babilonia aveva deportato i giudei e poi poi ripopolato il paese con gente d tutto il mondo, perciò questi erano pagani di Babilonia e di varie altre aree del mondo inclusi alcuni rimasugli delle dieci tribù d’Israele, con la loro religione meticciata con le religioni pagane, che erano stati trapiantati in Samaria e altre parti della nazione.

E ovviamente volevano collaborare per ulteriori motivi. Se qualcosa di così grande viene costruito rafforzerà sicuramente le mani di questi Israeliti. La nostra religione è una di superstizione, ed è eclettica, tollerante di tutte le religioni. Se questo tempio viene costruito e c’è un rinnovamento della religione, ci sarà un massiccio rifiuto della superstizione e dell’idolatria e del politeismo e dell’eclettismo in tutto il paese. Così dobbiamo entrarci al piano terra e aiutarli a costruire l’edificio così che in qualche modo possiamo farli compromettere fin dal principio e stroncare questa cosa nella culla.

E così dicono nel verso 3 “Anche noi cerchiamo il vostro Dio” Ora perché non vorreste qualcuno che dice così? Voglio dire, questi pagani dicono: noi abbiamo adorato il Dio che voi adorate nel mondo in cui voi lo adorate. Oh, certo! Ebbene, andiamo a 2 Re 17:33 e vediamo il resto della storia. Hanno adorato Yahweh. Gli anno offerto sacrifici, questo è vero. Ma notate 2 Re 17:33. Dice: “Cosí essi” parlando delle stesse persone di Esdra 4,  “temevano l’Eterno” cioè Yahweh, “e servivano i loro dèi, secondo le usanze delle quali erano stati deportati.” Voglio dire che stavano dicendo il vero solo a metà, e cioè, noi adoriamo Dio, ma adoriamo anche ogni altro tipo di dèi. Noi non vogliamo rischiare, noi adoreremo tutto lo spettro delle divinità. Noi temiamo Dio e ciascuno adora i propri dèi.

Non dimenticherò mai la conversazione con un indiano dall’India all’aeroporto. C’erano dei buddisti  che andavano attorno cantando e cercando di fare proseliti. E così, questo indiano coraggioso andò da uno di questi buddisti e gli chiese: sei un cristiano? E il buddista rispose: Sì. L’indiano chiese: perché ti vesti in questo modo? Questi rispose: Perché sono anche buddista. E l’indiano lo guardò dritto negli occhi e gli disse: Non c’è nessun ‘anche’ nella fede cristiana. E così, qui vedete questa gente che dice: Noi adoriamo Dio, e anche tutti questi altri dèi. Ebbene, Zorobabele ci vide dentro e rispose: Grazie, ma No! Grazie.

Ma Zorobabel, Jeshua e gli altri capi delle case paterne d’Israele risposero loro: «Non avete alcun diritto di costruire con noi una casa al nostro DIO, ma noi soli la costruiremo all’Eterno, il DIO d’Israele, come ci ha comandato il re Ciro, re di Persia».

Queste persone del luogo  avevano una religione sintetica, eclettica, volevano cioè mescolare un po’ di questo con un po’ di quello dentro un grande arazzo in modo da fare felici tutti gli dèi. La religione degli ebrei era antitetica. Era di natura esattamente opposta alle religioni degli uomini. Questa religione rivelata diceva: ecco la sola vera religione. Tutte le altre sono false. Non ci possono essere compromessi con nessun altra religione. Che comunione c’è tra la luce e le tenebre? Zorobabele lo comprendeva. E questo era abominevole per i nemici di Dio allora come lo è oggi. E Zorobabele disse: Grazie, non vogliamo nessun aiuto. C’è un’antitesi su questo. La religione rivelata, o potremmo dire la fede cristiana è completamente diversa. E se noi manchiamo di mantenere quella diversità non abbiamo più nulla da offrire. Non siamo diversi da voi. Saremmo giudicati insieme con voi. E così declinò l’offerta.

Potete immaginare la situazione, e a proposito, questa antitesi è difficile da mantenere in tempi d’apostasia. Cerchi mai di farlo? Noi viviamo in tempi d’apostasia. E quando cercate di mantenere quella differenza e renderla chiara ai vostri amici sarete odiati per questo. Sarete condannati come settari, bigotti, e intolleranti se rifiutate di compromettere la luce con le tenebre. Ebbene, notate la risposta dei nemici d’Israele nei versi 4 e 5. “Allora la gente del paese si mise a scoraggiare il popolo di Giuda e a spaventarli, perché non costruissero. Inoltre assoldarono alcuni consiglieri contro di loro per frustrare il loro intento, e ciò per tutto il tempo di Ciro, re di Persia, fino al regno di Dario, re di Persia.” Ora, sembra ovvio che questa gente non prese bene il rifiuto di Zorobabele perciò si presero un avvocato perché ottenesse un’ingiunzione da re di Persia per frustrare gl’israeliti e farli desistere dal costruire il tempio. Così scrissero questa lettera ed ecco che abbiamo un altro di questi documenti a partire dal verso 6. Scrissero ad Assuero e poi un altro documento ad Artaserse. A proposito, ci sono qui quattro re e bisogna che li teniate in ordine cronologico per non creare difficoltà.

Per primo venne Dario, poi Ciro, poi Assuero, che è il re del tempo di Ester, e infine c’è Artaserse. Abbiamo qui dunque la lettera di accuse contro il popolo di Dio inviata ad Artaserse nel tentativo di far sì che il re fermasse i lavori. Ora, c’era una potenza dietro questi accusatori. Ogniqualvolta il popolo di Dio è accusato e calunniato siate consapevoli del fatto che dietro a tutte le accuse degli uomini c’è l’accusatore dei fratelli, Satana stesso, il quale non solo sta alla presenza di Dio e ci accusa ma che anche muove le sue pedine e i suoi servi perché ci accusino davanti ai magistrati e ai re, per renderci odiosi a quante più persone possibile e ripugnanti ai potenti e influenti. Qui si vede Satana fare ciò che ancora oggi fa dietro a questi uomini che lanciano accuse.

Ora, cosa rivelano di se stessi questi accusatori? Voglio dire, cosa pensereste se questo fosse stato scritto oggi? Stanno scrivendo ad Artaserse cercando di far sì che fermi i lavori. E notate cosa dicono di se stessi a questo grande re nei versi 13-14: “Ora sia reso noto al re che se questa città viene riedificata e le sue mura terminate, essi non pagheranno piú alcun tributo, imposta o pedaggio, e il tesoro del re ne soffrirà.” Furbi, oh se sono furbi! “Non pagheranno piú alcun tributo, imposta o pedaggio.”  E questo danneggerà le entrate del re. “Ora, poiché noi riceviamo sostentamento dal palazzo” erano in welfare, a libro paga del re,  “non ci sembra giusto vedere il disonore del re, perciò mandiamo questa informazione al re.” “perché si facciano ricerche nel libro delle memorie dei tuoi padri, e nel libro delle memorie troverai e verrai a conoscere che questa città è una città ribelle, perniciosa ai re e alle province, e vi si fomentano ribellioni fin dai tempi antichi. Per questa ragione la città fu distrutta.” Noi siamo il popolo che ti è più leale in tutto l’impero, Artaserse, tu non hai soggetti più fedeli di noi, e non c’è nessuno più sensibile di noi riguardo agli obblighi che abbiamo verso di te. Infatti siamo sul tuo libro paga perciò sappiamo quanto obbligati siamo, dipendiamo da te per la nostra sicurezza sociale. E perciò sollecitarono il re a fermare la costruzione paventando che se ne avesse permesso la continuazione ciò si sarebbe rivelato disonorevole per lui. Ma in realtà pensavano che avrebbe diminuito le entrate e i loro salari sarebbero stati diminuiti. Così, da buoni parassiti cercarono mellifluamente di convincere il re, e il re si lasciò manipolare.

Notate cosa dissero del popolo di Dio. Guardate il verso 15: “Perché si facciano ricerche nel libro delle memorie dei tuoi padri, e nel libro delle memorie troverai e verrai a conoscere che questa città è una città ribelle, perniciosa ai re e alle province, e vi si fomentano ribellioni fin dai tempi antichi. Per questa ragione la città fu distrutta.” Fecero ciò che ancora fanno. Rappresentarono il popolo di Dio come sleale, come una minaccia pericolosa alla pace e alla stabilità del governo civile; come nemici dello stato. Aspettatevi che i nostri nemici facciano altrettanto con noi. Lo fecero con Daniele, lo fecero con Elia, lo fecero con gli apostoli, lo fecero con Cristo stesso il quale fu effettivamente accusato di “Sovvertire la nazione e di aver proibito di dare il tributo a Cesare.” Perciò, ora, se i nostri nemici ci faranno del male e la faranno franca, devono prima di tutto farci un cattivo nome. Devono appiopparci una cattiva reputazione perché quando le loro accuse siano credute e la nostra reputazione distrutta possono trattarci come immondizia e possono fare e dire di noi ciò che vogliono.

Mattew Henry disse questo: “Non dobbiamo pensare che sia strano se lo tesso giochetto viene fatto oggi. I nemici della chiesa non potrebbero fare alla chiesa le malvagità che disegnano contro di essa se non le danno prima una cattiva nomea.” Cose fecero? Esagerarono e stravolsero vari eventi del passato d’Israele per fare le proprie ragioni. C’era un’infarinatura di verità nel loro resoconto della storia d’Israele, ma prendendola fuori dal contesto era un travisamento di ciò che era veramente avvenuto, e le loro accuse erano nette falsità e mezze verità atte a produrre nella mente del re un’interpretazione preconcetta della storia d’Israele. Ebbene, convinsero il re.

Nei versi 17-24 vediamo il re che si lascia manipolare e così ordina al popolo d’Israele di fermare la costruzione del tempio. Ora la costruzione del tempio fu fermata e rimase ferma per parecchi anni. Perché? Questa è una lezione molto importante per noi da imparare. Perché dopo che erano stati in cattività, e che non stavano nella pelle dalla voglia di tornare e di ricostruire il tempio, poi finalmente lasciati tornare, dopo che avevano gettato le fondamenta, si fermarono per anni? Credo ci siano tre o quattro ragioni.

La prima ragione si trova nel capitolo 3:3: “Ristabilirono l’altare sulle sue basi, benché avessero paura a motivo dei popoli delle terre vicine.” I nemici del luogo li stavano  costantemente intimidendo. Poi. Nel capitolo 5 abbiamo il successo del complotto volto a fermare i lavori per legge. E inoltre penso anche che abbiamo della nostalgia da parte dei più anziani, e sappiamo quanto paralizzante possa diventare la nostalgia. Gli anziani piansero, ricordarono cos’era stato il tempio ai vecchi tempi, e questo non è paragonabile, perciò, tutto quello che riuscirono a fare fu alzare le mani al cielo e lamentarsi. Ma anche Aggeo, che fu profeta nel periodo di Esdra, porta dentro al quadro qualcosa che Esdra non evidenzia. Così, se vogliamo il quadro intero del perché questi rimpatriati, dopo essere coraggiosamente tornati in Israele in modo pionieristico, aver cominciato i lavori, si sono poi fermati per tanto tempo dobbiamo consultare Aggeo.

Andiamo ad Aggeo 1:1-4, è un brano così pertinente:

Nel secondo anno del re Dario, il sesto mese, il primo giorno del mese, la parola dell’Eterno fu rivolta per mezzo del profeta Aggeo, a Zorobabel, figlio di Scealtiel, governatore di Giuda, e a Giosué, figlio di Jehotsadak sommo sacerdote, dicendo: «Cosí dice l’Eterno degli eserciti: Questo popolo dice: “Il tempo non è ancora giunto, il tempo in cui la casa dell’Eterno dev’essere ricostruita”».  Allora la parola dell’Eterno fu rivolta loro per mezzo del profeta Aggeo, dicendo: «E’ forse questo il tempo per voi di abitare nelle vostre case ricoperte, mentre questo tempio giace in rovina?».

Ecco la ragione! Volevano costruire per se stessi delle case di pregio. Costruire il tempio sarebbe costato un sacco di soldi e l’investimento di un sacco di tempo. Noi vogliamo affrettare la costruzione delle nostra case. Prima costruiremo le nostre splendide dimore e poi torneremo alla costruzione del tempio. E così la costruzione del tempio fu fermata e fu fermata per anni, perché ciascuno volle costruire la propria bella casa. Questo è ancora il tipo di persone con cui la chiesa ha a che vedere nel nostro mondo materialista. Impegniamo i nostri sforzi e il nostro denaro per costruire belle case e possedere auto di prestigio mentre il tempio del Signore langue per mancanza di fondi e di coinvolgimento. Non è cambiato molto, non vi sembra? Ascoltate Mattew Henry: “In certi periodi la chiesa ha sofferto di più per la freddezza dei suoi amici che per il calore dei suoi nemici.”

Ebbene, nel capitolo 5 Dio manda 2 grandi predicatori e due grandi magistrati. Manda Aggeo e Zaccaria i predicatori e manda Zorobabele, che era della linea di Davide, e Giosuè il sommo sacerdote perché prendessero il popolo per mano. E avviene un rinnovamento, e la loro predicazione nei versi 1 e 2 del capitolo 5 muove il popolo a tornare al lavoro e a continuare a lavorare finché sarà finito.

E così, nel capitolo 5:3-27 vediamo un rinnovato tentativo da parte della gente del luogo di fermare la costruzione per la seconda volta. Non appena lo Spirito ha usato la predicazione della parola per spingere il popolo a finire l’edificio, Satana spinge i suoi per cercare di fermarne il completamento. Ma questa volta non funzionò. Il popolo fedele di Dio non si sarebbe lasciato intimidire perché sapeva dal verso 5 che l’occhio del loro Dio vegliava sui loro anziani. E così continuarono a lavorare. Tattenai, un governatore locale scrive una lettera al re cercando di fare in modo che egli fermasse di nuovo i lavori, ma il re non acconsentì. Fu fatta una ricerca negli archivi e si scoprì che i giudei stavano dicendo il vero: c’era un decreto da parte di Ciro il Grande, re di Persia, che effettivamente permetteva al popolo di Dio di tornare. Così Dario risponde a Tattenai  e a questi nemici del luogo, gli ebrei hanno le basi legali per quello che stanno facendo, lasciateli fare. Non ostacolateli. È buffo il verso 13 del capitolo 6, ma prima leggiamo i versi da 6 a 12 perché la risposta di Dario merita la lettura.

«Ora dunque, Tattenai, governatore della regione oltre il Fiume, Scethar-Boznai e vostri colleghi, Afarsekiti, che sono oltre il Fiume, tenetevi lontani da quel luogo!

7 Lasciate proseguire il lavoro di questa casa di Dio; il governatore dei Giudei e gli anziani dei Giudei ricostruiscano questa casa di Dio nel suo luogo.

8 Inoltre emetto un ordine riguardo a ciò che dovete fare per questi anziani dei Giudei nella ricostruzione di questa casa di Dio: a questi uomini siano pagate le intere spese delle entrate del re provenienti dalle tasse raccolte oltre il Fiume, affinché i lavori non siano interrotti.

9 Le cose necessarie per gli olocausti al Dio del cielo: torelli, montoni, agnelli, assieme al frumento, sale, vino, olio, siano consegnate loro giorno per giorno, senza mai venir meno in base alle richieste dei sacerdoti che sono in Gerusalemme

10 affinché offrano sacrifici di odore soave al Dio del cielo e preghino per la vita del re e dei suoi figli.

11 Ho pure dato ordine che se qualcuno altera questo decreto, si tolga una trave dalla sua casa, la si rizzi ed egli vi sia appeso, e la sua casa sia ridotta in un immondezzaio a motivo di questo.

12 Il Dio che ha fatto dimorare là il suo nome distrugga ogni re e ogni popolo che osa stendere la sua mano per alterare questo o per distruggere la casa di Dio che è in Gerusalemme! Io Dario ho emanato questo decreto; sia eseguito con accuratezza».

E giusto en passant, molti secoli dopo Roma cadde con un editto simile. E qui c’è il versetto buffo, il 13: “  Allora Tattenai, governatore della regione oltre il Fiume, Scethar-Boznai e i loro colleghi fecero esattamente come il re Dario aveva mandato a dire.” Non volevano essere impalati perciò fecero esattamente quello che gli era stato comandato. E nei versi 13-15 il tempio fu ricostruito a motivo della predicazione di Aggeo e di Zaccaria e in ragione della benedizione del Dio sovrano che aveva mosso il cuore del re.

E così, nei versi 16-22 abbiamo la celebrazione di ringraziamento del popolo. Guardate i versi 16 e 17: “ Allora i figli d’Israele, i sacerdoti, i Leviti e gli altri reduci dalla cattività celebrarono con gioia la dedicazione di questa casa di Dio. Per la dedicazione di questa casa di Dio offrirono cento torelli, duecento montoni, quattrocento agnelli e dodici capri, secondo il numero delle tribú d’Israele, come sacrificio per il peccato per tutto Israele.” E fecero tutto ciò che Dio aveva comandato negli scritti di Mosè. E poi, nel verso 19 celebrano la pasqua perché questa è un’altra liberazione dalla schiavitù e la restituzione della loro terra. Ma nel mezzo di tutto questo dice nell’ultima parte del verso 17 che oltre le numerose offerte sacrificarono dodici capri come “sacrificio per il peccato d’Israele.” Avevano fatto olocausti che simboleggiano la  propiziazione, cioè l’allontanamento dell’ira di Dio mediante il sacrificio di un sostituto. Ed ora stanno offrendo un sacrificio per il peccato o di purificazione. Questa è un altro tipo d’offerta. E lo scopo è di purificare la contaminazione che la ribellione e la disobbedienza portano al popolo di Dio in modo da essere restaurati ad una condizione di amicizia e di servizio. E pertanto sacrificano questi dodici capri, uno per tribù, cioè per tutta la nazione d’Israele, con la preghiera che Dio li purificasse e lavasse dalla corruzione e dalla sporcizia e dalla contaminazione che li avevano condotti in cattività perché sapevano che se la contaminazione non fosse stata rimossa avrebbe presto distrutto tutti i loro sforzi presenti.

Ora, nel capitolo 7 entra nel quadro Esdra. Questo avviene 60 anni dopo la prima ondata. La prima ondata di esuli rimpatriati fu di circa 50.000. Ora siamo 60 anni dopo ed Esdra arriva con una seconda ondata di 5.000 persone. Vogliamo notare cosa la bibbia dice di Esdra. Guardate il verso 6. Egli è descritto come uno scriba esperto nella legge di Mosè che il Signore Dio d’Israele aveva dato. Esperto, ben documentato, sapeva dove trovare le leggi, sapeva cosa dicevano, sapeva come correlarle. A proposito, c’è una tradizione giudaica che dice che Esdra raccolse a assemblò tutte le copie della legge di quel tempo e pubblicò la prima edizione accurata della bibbia inclusi tutti i libri della legge, i libri profetici e quelli storici e gli scritti ispirati da Dio a Esdra e al suo tempo. Osservate la seconda parte del verso 6: “Il re gli concesse tutto ciò che egli domandò, perché la mano dell’Eterno, il suo DIO, era su di lui.” La seconda parte del verso 9 dove dice: “Poiché la benefica mano del suo DIO era su di lui. Infatti Esdra si era dedicato con il suo cuore a ricercare la legge dell’Eterno, a metterla in pratica e a insegnare in Israele statuti e decreti.” Non ne fece solo un passatempo, questa era la decisa determinazione della sua vita: studiare la legge di Dio, conoscerla, e non solo conoscerla ma anche metterla in pratica. E non solo metterla in pratica ma anche insegnarla ad altri affinché potessero anche loro godere le benedizioni di Dio.

Nel verso 11 si dice che era un sacerdote della linea di Aronne, “uno scriba esperto nei comandamenti dell’Eterno e nei suoi statuti dati a Israele” Il re di Persia nel verso 12 fa riferimento a lui come “Uno scriba esperto nella legge del Dio del cielo” e lo incarica a motivo della sapienza che era in lui, di stabilire magistrati e giudici per governare il popolo. Esdra ritorna in Israele con una lettera da parte del re Artaserse che dice: quest’uomo è il mio uomo, quest’uomo mi rappresenta, ha la mia autorità. Fate ciò che dice, ecco come deve essere costruito il tempio. Ed ecco come deve essere la copertura finanziaria. E così quest’uomo ha la piena autorità del re e con quell’autorità Esdra ritorna in Israele per cercare di portare qualche forma di organizzazione e di rinnovamento alla gente di Gerusalemme.

Nel capitolo 8 vediamo il rimpatrio di questa seconda ondata di persone. Nella seconda ondata vediamo una lista di famiglie. Ritornarono solo in 5.000. 5.000! C’erano centinaia di migliaia di persone della Giudea a Babilonia. 50.000 erano tornate con la prima ondata con Zorobabele. Perché non tornarono tuti? Perché molti rimasero a Babilonia? Molti anni fa andai a Goose Creek Park e lì c’era un tipo con la kippa, il tipico copricapo ebraico e il tizio effettivamente era un ebreo. E gli chiesi: “Da dove vieni?” Mi rispose: “Dall’Iran.”  “Dall’Iran?” Gli chiesi sorpreso. “Cosa ci fa un giudeo nello stato mussulmano dell’Iran?” Gli chiesi.  Mi guardò come fossi un cretino, cose che in effetti mi sentii in quel momento perché rispose: “La mia famiglia è sempre stata lì dai tempi di Nebukadnetsar. Ci sono migliaia di giudei che sono lì dal tempo in cui  Babilonia ci deportò. Noi non siamo tornati a casa.” Ora, perché non sono tornati a casa? Facciamo rispondere Mattew Henry: “Amarono la loro agiatezza più di quanto amassero la loro religione. Pensarono che stavano bene dove stavano e, o pensarono che Gerusalemme non avrebbe migliorato la loro condizione, o semplicemente non vollero affrontare le difficoltà coinvolte nel trapiantarsi a Gerusalemme.

Così, ritornano in 5.000 ed Esdra proclama questa grande festa al Signore. Ora qual era lo scopo della festa? Verso 21a:

Per umiliarci davanti al nostro Dio, per chiedergli un viaggio sicuro per noi, per i nostri bambini e per tutti i nostri beni.

Nell’ultima parte del capitolo 8 da le disposizioni per il trasporto di questi preziosi utensili sacri per il tempio, e quando giunge a Gerusalemme si assicura che tutto l’oro e l’argento siano pesati scrupolosamente. Offre sacrifici al Signore. Consegna l’editto del re ai governatori locali in modo che smettano le ostilità. Ma anche se non lo vogliono, dovranno sostenere Esdra. E poi, nel capitolo 9 abbiamo quella grande preghiera che abbiamo letto qualche tempo fa. Andiamo al capitolo 9.

Esdra ha udito delle notizie che lo hanno turbato, e fu quel turbamento che lo mosse a pregare. E nei primi quattro versi vedete quali fossero le notizie. Rimase basito. Non riusciva a darsi pace. Egli si rese conto che questo popolo pattizio era talmente in declino moralmente e spiritualmente, e stavano diventando pericolosamente infedeli al proprio Dio al punto che avrebbero subito il giudizio di Dio. E così sedette attonito, inorridito che una cosa simile fosse potuta accadere dopo tutto quello che era successo. Non avevano imparato niente nei secoli passati? E poi piange, si lamenta, e prega. Di che peccato si trattava? Leggete la seconda parte del verso 1: Il popolo d’Israele, i sacerdoti e i Leviti non si sono separati dai popoli di questi paesi, per quanto riguarda le loro abominazioni. Voglio dire che si comportavano come i loro nemici del luogo. Erano sintetici, si erano dimenticati che la loro religione era antitetica. La differenza doveva essere mantenuta e difesa. Se non c’è una chiara distinzione e una chiara separazione tra il popolo di Dio e il resto del mondo, non sarebbero sopravvissuti in quel mondo. Ora lo dico a voi e a me: se non c’è distinzione nel modo in cui noi e le nostre famiglie viviamo, allora ben presto le nostre famiglie intese come unità cristiane non sopravviveranno.

E notate nel verso 2, si unirono in matrimonio con non credenti, con quelli al di fuori del patto di Dio. Non mettetevi sotto un giogo diverso (ineguale) coi non credenti. Battiamo continuamente questo tasto fin da subito, ma quando i vostri figli sono ancora piccoli bambini e bambine, insegnate loro: non sposate un non credente e non sposatevi al di fuori del patto. Che comunione c’è tra la luce e le tenebre? Benché possiate essere emotivamente attaccati a qualcuno che non è cristiano, se siete cristiani e quella persona non lo è, voi siete così diversi e così distanti che non troverete mai nessuna vera soddisfazione per il vostro cuore in quella relazione. E avrete rinunciato alle benedizioni di Dio sulla vostra vita.

Ora, cosa c’è di così odioso in questo peccato? Verso 2. La progenie santa è stata compromessa. I discendenti, il fedele popolo di Dio, è stato compromesso in matrimonio con la gente del luogo. E ciò ch’è peggio ancora nella fine del verso 3: i capi e i magistrati sono stati i primi a commettere questo peccato. Quale fu la reazione di Esdra? Si stracciò le vesti e si strappò la barba e i capelli e si sedette costernato. Come avevano potuto disobbedire a Dio? Come avevano potuto mettersi in questo rischio peccando così odiosamente e ponendosi sotto il giudizio di Dio? E piange e grida e siede costernato. Piangete mai in questo modo per il declino spirituale della chiesa nel 21° Secolo?

Quale fu la reazione dei pii di Gerusalemme? Verso 4:

Allora tutti coloro che tremavano alle parole del DIO d’Israele si radunarono presso di me a motivo del peccato di quelli ritornati dalla cattività; e io rimasi seduto e costernato fino all’oblazione della sera.

È caratteristica del popolo di Dio tremare alla parola di Dio, stare in soggezione e sottomissione all’autorità della parola di Dio nei suoi comandi, nella severità dei suoi avvertimenti. E inoltre, quelli che tremano alla parola di Dio non possono che tremare al peccato degli uomini che infrangono la legge di Dio e  incorrono nell’ira di Dio su se stessi. Perciò Esdra prega. E, notate nel verso 5 che prega al tempo dell’oblazione della sera. Quello è il momento in cui era fatta la propiziazione, il momento in cui l’animale sacrificato veniva ucciso come sostituto per il peccatore colpevole. Ed Esdra è qui, in concomitanza con l’oblazione della sera, che prega, idealmente ponendo le sue mani sul capo del grande sacrificio, il Signore Gesù Cristo, mentre prega. Questa preghiera, se sarà ascoltata sarà solo in ragione di Cristo.

E così si alza dal suo umiliarsi col digiuno e cade in ginocchio e stende le sue mani verso Dio con sincera aspettativa. E poi prega la sua commovente, commovente preghiera. Mi piacerebbe che avessimo il tempo per considerare ogni parola. Vedete quanto è convinto di peccato. Include anche se stesso, si rende conto di essere uno con loro, e benché non abbia egli stesso commesso quel peccato, condivide nella loro colpa a motivo dell’unità del corpo di Cristo. Dio ha fatto su di noi azione disciplinare su azione disciplinare, ma questo ha solo aggravato i nostri peccati.

E poi voglio che notiate i versi 8-9. Questa preghiera è rilevante nell’insegnarci come pregare e come vedere noi stessi.

Ma ora l’Eterno, il nostro DIO, ci ha fatto grazia per un breve istante, lasciandoci un residuo e dandoci un asilo nel suo santo luogo, e cosí il nostro DIO ha illuminato i nostri occhi e ci ha dato un piccolo risveglio nella nostra schiavitù. Infatti noi eravamo schiavi, tuttavia il nostro DIO non ci ha abbandonati nella nostra schiavitú, ma ci ha ottenuto il favore dei re di Persia, risvegliandoci per rialzare la casa del nostro DIO, restaurandone le rovine e per darci un muro di protezione in Giuda e a Gerusalemme.

Imparate a pregare da questi versi. Dice che abbiamo avuto un breve momento di grazia. Un breve intervallo di benedizione di Dio tra il rilascio di Ciro e il tempo presente, quando Esdra sta pregando. Noi siamo un residuo scampato. Siamo un piccolo gruppo, ora. Siamo una minoranza. Eravamo una grande nazione e i profeti dicono che nel futuro saremo di nuovo una nazione grande e potente. Ma per il momento, lodiamo Dio che ci sia un residuo, che ci sia un piccolo gruppo di persone fedeli che sono passate attraverso il fuoco, che sono sfuggite al suo giudizio a causa del loro pentimento. E Dio ci ha dato un piolo, un chiodo a cui stare appesi per il futuro. Questo tempio è un pegno della presenza di Dio ed è il fondamento della nostra speranza per il futuro fintantoché Dio è con noi.

Noi preghiamo che Dio illumini i nostri occhi e ci dia vitalità spirituale e vista per vedere, e che ci imparta una piccola rivitalizzazione nei nostri corpo in modo che anche durante questa presente schiavitù ci sia un po’ di vita, un po’ di movimento, che ci faccia diventare un po’ più come Gesù. Che porti un po’ più di fuoco nella chiesa mentre siamo in catene. E un giorno ci liberi dalla schiavitù stessa. Noterete che il digiuno e la preghiere di Esdra ebbero un forte impatto sul popolo, e così, quando lo videro piangere e lo udirono pregare furono mossi a pentimento e confessarono: Esdra, siamo stati infedeli a Dio, abbiamo sposato donne straniere della gente del luogo. E la nostra sola speranza è che ci pentiamo. Finché c’è pentimento c’è speranza. Se si smette di pentirsi non c’è speranza. Ma fintantoché c’è pentimento c’è speranza. E Scekaniah dice che c’è speranza, quando sento i profeti Zaccaria e Aggeo predicare, quando vedo la differenza che fanno in me, c’è speranza per il futuro, c’è speranza che Dio ci porti a pentimento. Sarà dura, Esdra, sarà come lacerare la carne viva, sarà come strapparci le ossa, ma comprendiamo che  se dobbiamo mantenere chiara la differenza dobbiamo separarci non solo dalla gente del luogo ma anche da queste mogli pagane che ci siamo presi.

Potete immaginare questa situazione? Non fu cosa da poco. Tempi straordinari richiedono misure straordinarie. E così i popolo fece ciò che Esdra richiese loro. E poi nell’ultimo capitolo abbiamo un registro dei colpevoli. Oh, sarebbe terribile che il vostro nome comparisse  lì nella bibbia, nell’ultimo capitolo del libro. Qui c’è una lista di tutti quelli che compromisero l’antitesi. Qui c’è una lista di tutti quelli che avevano sposato una donna pagana non credente. Voglio dire, finché dura il mondo i loro poveri vecchi nomi saranno qui su questo elenco in modo che possano essere considerati con riprovazione. Voglio dire: pregate che il vostro nome non compaia mai in un elenco del genere. Ma, tenete  a mente che questi uomini che furono colpevoli furono anche quelli che si pentirono e si strapparono il cuore. Voglio dire: alcune di queste donne erano l’amore della loro vita e questi uomini si strapparono il cuore per mantenere chiara la differenza e in modo da preservare la santa progenie dal mescolarsi coi pagani. Questa non è un’affermazione genetica. Non è un’affermazione razziale. È un’affermazione pattizia, che il popolo di Dio non si sarebbe perduto tra i popoli di questo mondo a causa di matrimoni misti.

Da questo libro impariamo molte cose. Impariamo molte cose sull’essere umano. Quando leggiamo Esdra ci rammentiamo quanto siamo debitori alla grazia, quanto questa lega i nostri cuori così facili a smarrirsi, così pronti a lasciare il Dio che amiamo. Solo la grazia fa sì che ritorniamo in noi e ritorniamo a Dio.

Nel libro di Esdra impariamo molte cose di Dio. Impariamo prima di tutto che è un Dio di grazia. Che è fedele. Che continua a far diventare vere le sue promesse nella vita del suo popolo malgrado la nostra patetica infedeltà e disobbedienza a Lui. Dio li liberò. Dio li restituì alla loro terra proprio come aveva promesso. Non lo meritavano. Poi, alcuni anni più tardi ricominciarono a vivere da pagani. E Dio li ristora di nuovo. E da quella restaurazione proviene il Salvatore del mondo. E Dio è ancora fedele a noi a questo punto della storia. Nel leggere 1 e 2 Samuele, 1 e 2 Re, 1 e 2 Cronache ed Esra, vi devo confessare l’impressione che ne ho ricevuto. Israele non era un popolo molto impressionante, voglio dire era tutto un sù e giù, sù e giù, su e giù. E la seconda cosa che mi ha colpito è che il Dio d’Israele è un Dio impressionante.

Amati miei, voi ed io non siamo una chiesa molto impressionante, ma Dio è un Dio impressionante, ed è fedele, ed è sovrano. Voglio dire: il libro di Esdra potrebbe essere un’illustrazione del proverbio che dice: “Il cuore del re in mano all’Eterno è come i corsi d’acqua; lo dirige dovunque egli vuole” (21:1). Dirige il cuore del re pagano Ciro; il re pagano Assuero; il re pagano Dario; il re pagano Artaserse. Dirige il cuore di decine di migliaia di giudei a lasciare Babilonia per tornare nella terra promessa, che Dio è in controllo del suo popolo, e per questa ragione noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio.

Impariamo della dedicazione. La passione e la dedicazione di Esdra dovrebbe essere e deve essere anche la nostra. Nel capitolo 7:10 leggiamo: “Infatti Esdra si era dedicato con il suo cuore a ricercare la legge dell’Eterno.” Un commentatore ha detto questo: “Dovremmo dedicarci allo studio della parola di Dio. Le letture devozionali quotidiane vanno bene. Ma sono lungi dall’essere sufficienti. Noi dovremmo fare l’obbiettivo della nostra vita conoscere Dio mediante la parola. Una vita di studio diligente non esaurirà le profondità della parola rivelata di Dio. Il fervente studio della parola di Dio non è abbastanza. È un eccellente inizio, ma non deve mai essere fine a se stesso. Dobbiamo anche dedicarci a praticare la parola, e ad insegnarla.

Impariamo molto riguardo al patto di Dio. Noi siamo chiamati il popolo pattizio di Dio. Impariamo che comunione e amicizia con Dio sono inseparabili dall’obbedienza a Dio. Abbiamo imparato che la fede nel vangelo del Signore Gesù Cristo inevitabilmente evidenzia se stessa nell’obbedienza alla legge di Dio. E ogniqualvolta per negligenza o apostasia o compromesso abbiamo infranto il patto con Dio, quel patto deve essere rinnovato perché il nostro peccato ha pervertito ogni cosa e rovesciato ogni cosa sottosopra. E deve esserci confessione di peccato e pentimento del peccato e rinnovamento del patto e un rinnovato desiderio di obbedire il Signore in tutti gli ambiti di vita.

Esdra dedicò la propria vita alla costruzione della chiesa di Dio, per farla diventare forte e fedele, lottando per la sua purezza e la sua pace. Sì, la stessa chiesa di cui voi ed io siamo membri oggi. Pur tenendo in considerazione le differenze di amministrazione tra il Vecchio e il Nuovo testamento abbiamo comunque da imparare da verità molto utili per l’edificazione e la rivitalizzazione della chiesa. E su come adempiere i nostri voti come membri di chiesa lottando per la purezza e la pace della chiesa.

Lasciate che ne menzioni alcuni.

Primo, il principale interesse di Esdra e il suo obbiettivo fu il rinnovamento dell’adorazione comunitaria nel tempio contrariamente alle mode popolari nella chiesa oggi, il culto della congregazione è al cuore della vita della chiesa. È la cosa più importante che facciamo. Qualsiasi altra cosa la chiesa faccia è sussidiario e subordinato all’adorazione di Dio la domenica. Se vogliamo essere tutto ciò che Dio vuole che siamo come chiesa dobbiamo recuperare questa centralità dell’adorazione collettiva. Dio ci salvi dal perderci in programmi diversi in modo tale da perdere di vista il valore di queste due ore che passiamo qui.

Secondo, l’obbiettivo secondario di Esdra fu l’istruzione del popolo nella legge di Dio e poi in qualsiasi altra cosa potessero pensare attraverso le lenti di quella legge. Per questo motivo abbiamo sermoni lunghi. Per questo motivo abbiamo studi biblici. Per questo abbiamo la scuola domenicale per adulti e piccini. Per questa ragione spendiamo tutto questo tempo cercando d’istruire, insegnare, educare noi stessi, adulti, giovani e bambini. Perché senza istruzione biblica in tutta la parola di Dio in modo che possiamo guardare a tutta la vita nei termini di quella legge e quella parola, la chiesa non ha futuro.

Terzo, Esdra conosceva la potenza della parola di Dio predicata e insegnata. Questo fu il suo strumento principale nell’edificare la chiesa. Se il residuo di scampati fosse mai dovuto diventare nuovamente una grande e potente nazione, se deve crescere, allora voi ed io dobbiamo dedicarci ad assicurare che le nostre famiglie siano sotto l’influenza della parola di Dio predicata regolarmente. E dobbiamo ri-dedicarci a portare altre persone con noi alla regolare predicazione della parola di Dio e non lasciare la crescita della chiesa agli anziani. Tutti gli altri ministeri della chiesa sono ministeri corollari e di sostegno al ministero di adorazione e istruzione della chiesa.

Quarto, Esdra conosceva certamente la potenza della preghiera perché sapeva che il Dio al quale pregava è un Dio sovrano, un Dio onnipotente, un dio fedele, un Dio misericordioso. E così versava il proprio cuore davanti a Dio in preghiera. E le cose avvenivano.

Quinto, il suo cuore si spezzò quando vide il declino spirituale e morale nella chiesa. Quando vide la frantumazione dell’antitesi. Sapeva quanto disonorasse Dio. Sapeva quanto pericolosa fosse per il popolo e perciò si strusse nel dolore per il peccato e in lacrime quando vide come s’era ridotta la chiesa.

Sesto, permise che il governo civile proteggesse la costruzione della chiesa. Oggi noi non approveremmo tutte le cose che i re persiani fecero per aiutarli a costruire il tempio. Noi non vogliamo denaro dal governo civile. Ma vediamo questi re pagani, di fatto diversi re pagani, di governi civili pagani, che ne fossero consapevoli oppure no, quali che fossero le ragioni politeiste che avevano, fare ciò che Dio ha inteso che il governo civile faccia: essere il custode della sua chiesa, il suo scudo, il suo protettore da chiunque volesse interferire col suo mandato di conquistare il mondo col vangelo di Cristo. Amati miei, se poterono farlo questi pagani persiani, allora voi ed io dovremmo pregare che i nostri governi civili, volenti o nolenti fossero i custodi della vera chiesa del Signore Gesù Cristo e custodi della sicurezza della famiglie della chiesa anziché essere i nostri schiavizzanti.

Settimo, Esdra non si fece dissuadere dall’opposizione esterna o dal compromesso interno. Non si sarebbe lasciato paralizzare dallo scoraggiamento. E voi ed io possiamo attenderci che vengano anche per noi situazioni come questa, opposizione da fuori, compromesso da dentro perché noi veramente siamo in guerra con le porte dell’inferno. Voglio dire che se la chiesa è un qualche posto dove andare la domenica mattina perché quella è culturalmente la cosa da fare, voi siete lungi dal comprendere cosa sia la chiesa. Noi siamo in una guerra e questa cultura si è schierata per distruggerci. Dietro ad essa c’è Satana stesso. E, sicuramente, anche noi siamo schierati per distruggere le porte dell’inferno. E le porte dell’inferno non prevarranno su di noi.

Ottavo, Esdra comprese che per sopravvivere ed essere efficaci nella nostra missione mondiale, per piacere a Dio, la chiesa dovunque sia deve mantenere quella differenza tra sé e il mondo chiaramente e totalmente ed essere sempre in guardia contro i più piccoli inizi di sintesi e di compromesso. Tali sforzi di rendere chiara la differenza tra noi e il mondo non ci isolano. Ci separano e proteggono e ci rendono più efficaci nel vincere la nostra cultura per Cristo quando la nostra cultura comincia a vedere le reali differenze tra loro e noi.

Nono, Esdra collocò la sua fede non nella chiesa né nello stato e neppure nei grandi sovrani, ma nella grazia, nella misericordia e nella fedeltà di Dio. Non pose la sua fede nell’uomo poiché l’uomo, chiunque egli sia, vi deluderà sempre. Ma Dio non vi deluderà mai.

Decimo, Esdra non ebbe timore a fare pesanti richieste al popolo e ai capi e a se stesso se i tempi e le situazioni lo richiedevano. Disse: volete che Dio vi benedica? Disfatevi delle vostre mogli straniere. Le vostre spose pagane miscredenti. Fratelli, questo costa caro, ma Esdra non temette di fare pesanti richieste al popolo e ai capi e a se stesso se i tempi e le situazioni lo richiedevano.

Undicesimo, la fede di Esdra si fondava su Cristo solamente per la salvezza. Non sulla sua devozione per la legge di Dio. Non sulla sua diligenza nell’edificare la chiesa, ma su Cristo. Quando pregò, pregò davanti all’altare. Quando celebrò la Pasqua, la celebrò con esuberanza. Perché questi erano i simboli di Cristo suo salvatore e Signore. Esaminate voi stessi. Siate certi che mentre vi ergete per il Signore, mentre siete coinvolti nell’istruzione, nell’istruzione dei vostri figli, e mentre fare le cose che fate non cominciate a pensare che queste cose conteranno qualcosa presso Dio e che faranno sì che Dio vi ami di più di quanto già faccia. Amati miei, ciò che voi fate come servizio a Dio non conta nulla con Dio. Cristo conta tutto.

Ed infine, Esdra perseverò nel costruire la chiesa malgrado tanta opposizione perché aveva una visione di vittoria concernente il futuro della chiesa. Conosceva la parola di Dio e la credeva. Conosceva le promesse di Dio che la sua chiesa sarebbe stata restaurata sulla terra e che la nazioni l’avrebbero inondata per adorare Dio e perché la sua parola fosse loro insegnata. E benché Esdra non avrebbe visto accadere tutto questo nell’arco della sua vita non disprezzò il giorno dei piccoli inizi. A anche se queste cose che egli vide nel futuro non si sono ancora adempiute totalmente, niente l’avrebbe trattenuto dal fare la sua parte nel piano complessivo di Dio. O, per dirlo con le parole di Paolo: “ Perciò, fratelli miei carissimi, state saldi, irremovibili, abbondando del continuo nell’opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore.”

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