image_pdf

 

Lezione 14 – 1° Cronache

Dr. Joe Morecraft III

La lezione di oggi è presa da 1 Cronache 28.

Davide è una figura talmente chiave nella rappresentazione storica della bibbia che almeno 65 capitoli della bibbia raccontano la sua storia. Il suo nome compare più di 1000 volte nel VT. E compare più di 65 volte nel Nuovo. E senza dubbio è il cantante e compositore più famoso della storia umana. La storia di Davide si trova in 1 e 2 Samuele, in una porzione di 1 Re e in 1 Cronache. Ora, se avete letto tutta la bibbia saprete che ci sono un sacco di ripetizioni tra 2 Samuele che racconta la storia del regno di Davide e la stessa storia in 1 Cronache.

E non vorrei dirlo a nessuno, ma una volta mi chiedevo per quale motivo fosse ripetuta due volte. Quasi con le stesse parole. Così cominciai a comparare le due storie e i due resoconti in 2 Samuele e 1 Cronache. 1 Samuele ci racconta dettagliatamente la prima parte della storia di Davide. La sua ascesa al potere e la sua persecuzione da parte di re Saul, mentre 1 Cronache meramente allude a questi due eventi.  Samuele registra il governo di Davide come re a Hebron per sette anni prima che divenisse re d’Israele. E anche 2 Samuele racconta tutti gli svariati dettagli che riguardano l’elevazione di Davide al trono d’Israele mentre 1 Cronache nemmeno registra questi eventi. Ambedue 2 Samuele e 1 Cronache parlano dell’incoronazione di Davide a Re d’Israele e della scelta di Gerusalemme come sua città capitale. Ambedue registrano due guerre difensive vinte contro i Filistei, quanto quattro guerre offensive vinte sempre contro i Filistei e le sue vittorie nelle guerre contro gli Ammoniti e gli Assiri come anche la sua vittoriosa guerra sui Moabiti e l’assoggettamento di Damasco, Siria ed Edom. Ambedue 2 Samuele e 1 Cronache elencano i potenti uomini valorosi di Davide. Ambedue elencano gli ufficiali dell’amministrazione di Davide. Ambedue descrivono l’evento del trasporto dell’arca dell’Alleanza a Gerusalemme facendo di questa città il centro del culto di tutta la nazione d’Israele. Ambedue danno un resoconto del patto davidico che Dio fece con Davide. Ambedue menzionano il peccato del censimento. Ambedue descrivono la preparazione che Davide fece per la costruzione del tempio. Ed ambedue ci danno una descrizione di come Davide organizzò la società Israelita.

Ma ci sono alcune importanti differenze tra la storia di Davide in 2 Samuele e la storia di Davide in 1 Cronache. Ho detto differenze, non contraddizioni. Non ci sono contraddizioni in queste due storie. Ma ci sono significative differenze. Per esempio, 2 Samuele registra l’incidente che riguarda Davide e Bath-Sheba. Ora, sfortunatamente, tutti sanno di Davide e Bath-Sheba e 2 Samuele racconta come Davide commise adulterio con Bath-Sheba e poi fece uccidere suo marito per poterla sposare. E 1 Cronache non dice niente di tutto questo.

2 Samuele registra gli svariati dissensi interni e le tragedie della famiglia di Davide. 1 Cronache non li menziona nemmeno. 2 Samuele descrive dettagliatamente le guerre civili e il tradimento da parte di suo figlio Absalom. 1 Cronache racconta il peccato di Davide nel censimento che fece per vedere quanto grande fosse la sua nazione per potersene gloriare. Ma 2 Samuele spende molto più tempo sulle varie calamità nazionali che risultarono da questo di quanto faccia 1 Cronache.

Ora, cosa stiamo osservando nelle differenze tra 2 Samuele e 1 Cronache? Cosa impariamo da questa comparazione? Noi vediamo che 1 Cronache omette, non dice assolutamente nulla dei peccati più biechi e delle tragedie nella vita di Davide. Racconta la sua storia, ma lascia fuori i suoi grossolani peccati. Inoltre, in 2 Cronache non leggiamo nulla di Salomone che prende centinaia di mogli e cade nell’idolatria. Questo lo si legge nel libro dei Re. Ma non si legge nulla della caduta di Salomone in 2 Cronache. Perché queste omissioni e queste differenze? L’autore di 1 e 2 Cronache fu probabilmente Esdra dopo la cattività babilonese. Fu Esdra così imbarazzato di come 1 e 2 Samuele e 1 e 2 Re registrarono i peccati della vita di Davide e di Salomone che pensò fosse meglio ripulire la figura di Davide? E ripulire la figura di Salomone tracciata in 2 Samuele e 1 Re? Certamente no! Gli autori della bibbia non esitarono mai a indicare la peccaminosità, i fallimenti, le debolezze degli eroi biblici. Di fatti, come ho detto, 1 Cronache racconta il capriccio di Davide nel contare il popolo d’Israele. Dunque perché queste omissioni in 1 Cronache? C’è qualcosa di significativo in questo? C’è qualcosa che ci aiuti a comprendere da queste omissioni perché 1 Cronache con tutte le sue ripetizioni sia nella bibbia? La risposta è questa. Le varie omissioni dei lampanti peccati di Davide e poi di Salomone ha a che vedere col tema e lo scopo di 1 e 2 Cronache paragonato al tema e al proposito di 1 e 2 Samuele e di 1 e 2 RE.

Ora torniamo indietro e rivediamo ciò che abbiamo imparato circa gli scopi di questi libri. E vedrete perché sono state fatte queste omissioni. Non per proteggere Davide, ma perché in 1 e 2 Cronache c’era uno scopo diverso da quello degli altri libri. Per esempio, lo scopo di 1 e 2 Samuele, vi ricorderete, è d’insegnare ad Israele che per poter raggiungere il destino che Dio aveva progettato per loro dovevano avere un buon re. Un re buono e giusto che li avrebbe condotti dentro al futuro. Un buon re come Samuele il profeta e Davide il re, non come il patetico sacerdote Eli o il caparbio autocrate Saul. Così, per aiutare la gente d’Israele a guardare oltre questi uomini che furono tipi e figure del Signore Gesù Cristo, al compimento finale della promessa fatta a Davide, che Dio avrebbe provveduto loro un buon re ed un regno eterno nel Signore Gesù Cristo, il figlio di Davide e il figlio di Dio, Samuele si fissò di enfatizzare queste debolezze perfino di questi buoni tipi e figure regali di Gesù, in modo che la fede degli uomini non sia mai posta sull’uomo, per insegnarci che l’uomo, perfino i tipi e le figure, deludono sempre. Ma in arrivo c’è il compimento di queste grandi promesse nel Signore Gesù Cristo il quale non ci deluderà come fece il grande re Davide.

E poi, cosa abbiamo detto degli scopi di 1 e 2 Re? Ebbene, c’è un tono sinistro in entrambi questi libri perché la ragione per cui sono nella bibbia è per rivendicare la fedeltà di Dio spiegando le cause della caduta e della distruzione d’Israele e di Giuda. Vi ricordate che si divisero dopo il regno di Salomone e il regno del nord alla fine fu distrutto dagli Assiri nel 721. E quello di Giuda fu distrutto nel 586 dai babilonesi. E questo era il popolo di Dio. Perciò ci doveva essere qualche ragione che rivendicasse la  giustizia di Dio. E così, 1 e 2 Re dimostrò che la ragione per cui queste nazioni fallirono non fu per fallimento da parte di Dio ma a motivo del fallimento da parte dei capi d’Israele d’essere fedeli al patto di Dio e a condurre il popolo a maggior fedeltà al patto di Dio. Che la ragione per cui queste nazioni fallirono fu l’aumento della disobbedienza da parte dei capi, del re quanto del popolo, che risultò in una completa apostasia, e perciò, ancora una volta, in questi libri sono evidenziati i peccati dei re.

Ma ora siamo in 1 e 2 Cronache. 1 e 2 Cronache furono probabilmente scritti da Esdra dopo l’esilio babilonese per insegnare a questi esuli israeliti che erano stati in cattività per 70 anni a Babilonia e che erano tornati a Gerusalemme per ricostruire la nazione, per insegnare loro la vera gloria della nazione d’Israele quale popolo pattizio di Dio. Per imprimere in loro la centralità del tempio per la vita, il culto e la teologia, e per mostrare loro l’importanza messianica della linea regale di Davide. Tutte queste cose definivano l’eredità e il destino d’Israele. Avevano bisogno di sapere queste cose. E così, con l’insegnare al popolo di Dio dove risiedesse la loro vera gloria, lo scopo del tempio, l’importanza della linea messianica di Davide, l’autore di 1 e 2 Cronache voleva incoraggiare la gente a comprendere che il loro benessere e la loro prosperità futura, la loro benedizione e il raggiungimento del destino che Dio aveva per loro erano tutti impacchettati insieme con la loro fedeltà alla loro vocazione quale popolo di Dio in questo mondo.

E dunque perché le omissioni? Perché in 1 Cronache sono evidenziate in massima parte solo le cose buone della vita di Davide? A motivo dello scopo dell’autore nello scrivere 1 e 2 Cronache, questa è la ragione per cui omette cose che sono incluse in 2 Samuele, ed include altre cose. Infatti, se avete letto 1 Cronache, e non vi chiederò di alzare la mano, non voglio imbarazzarvi, ma se avete letto 1 e 2 Cronache avrete notato che trascura quasi completamente la storia del regno del nord, del regno d’Israele. Nella vita di Davide, l’autore tratta principalmente quegli eventi che hanno a che vedere col trasporto a Gerusalemme del centro del culto e le preparazioni per la costruzione del tempio. Nella vita di Salomone che è raccontata qui, l’enfasi centrale non è su alcun episodio personale della vita di Salomone, ma l’attenzione è posta sul lavoro che fa nel costruire e nel dedicare il tempio. E poi, quando l’autore di 1 e 2 Cronache  comincia a raccontare la storia dei vari re del regno di Giuda, egli sottolinea l’opera di quei re che si sono particolarmente opposti all’idolatria, come Asa, e Geosafat, ed Ezechia e Giosia. E per la stessa ragione gran parte del libro risulta noioso al pubblico moderno. Perché include genealogie, include dettagliate descrizioni del culto formale di Dio nel tabernacolo, dei cantori del tempio, i sacerdoti leviti, le loro funzioni e qualsiasi altra cosa avesse a che vedere col culto nel tempio. E poi, insieme con questa enfasi sul tempio, l’autore di 1 Cronache collega  l’importanza della continuità della linea davidica per il regno di Davide e la casa di Dio come inseparabili nella promessa di Dio. E sarebbe stato il più grande figlio di Davide, il Signore Gesù Cristo che avrebbe edificato su questa terra un enorme regno e una casa in cui Dio avrebbe vissuto.

E così, nello scrivere 1 e 2 Cronache l’autore non distorce i fatti, non cerca ipocritamente di ripulire l’immagine di Davide. questi libri furono scritti con un proposito nobile, e raccontano storia vera, e la cosa che risalta quando si legge 1 Cronache è che è tutto riguardo al tempio, fino a dentro il secondo libro di Cronache. Il primo libro è su Davide che avrebbe voluto costruire il tempio a Gerusalemme, Dio non lo permise perché Davide era stato un uomo di guerra. Ma lasciò il compito a suo figlio. E Davide perciò fece i preparativi. Dio diede a Davide un disegno, un dettagliato disegno di cosa voleva nel grande tempio a Gerusalemme proprio come aveva dato a Mosè il disegno per il tabernacolo nel deserto. L’argento, l’oro, fenomenale questo edificio, e così Davide impegna la sua intera vita a mettere insieme ricchezze e a provvedere la creazione di vari utensili e forniture e aspetti della costruzione del tempio; così che quando Salomone lo costruisce, tutto quel che deve fare è costruirlo. Tutto era lì fin dal regno di Davide.

Il punto è che l’attenzione è tutta concentrata sul tempio. Tutto in questi libri è centrato intorno al tempio. La relazione di chicchessia con Dio di 1 e 2 cronache è determinata dalla sua relazione col tempio a Gerusalemme. E la relazione col tempio a Gerusalemme di una persona determinava il suo futuro. In altre parole, la volta scorsa, studiando il tempio e il tabernacolo abbiamo imparato del suo simbolismo: Cristo ne è il compimento. E perciò il punto focale di 1 e 2 Cronache è Cristo. Dio che tabernacola tra gli uomini. Emmanuele, Dio con noi. E così vedendo come Dio si relaziona con la gente attraverso, per mezzo di, e nel, tempio, impariamo come Cristo si relaziona al suo popolo nella storia. E vediamo come il popolo risponde a quel tempio, in modi buoni e in modi cattivi, impariamo come il popolo di Dio debba rispondere a Cristo. E come dobbiamo non rispondere a Cristo. E così, ancora una volta, quando Gesù disse: Il Vecchio testamento parla di me, lo intendeva in modo molto diretto. E così, il tempio è il centro focale di 1 e 2 cronache, il tempio è compiuto in Cristo, Cristo è il centro di questi libri. E come Dio si relazione col popolo mediante il tempio, questo è il modo in cui Cristo si relaziona a noi. Come le persone si mettono in relazione al tempio è come noi dobbiamo o non dobbiamo metterci in relazione al Signore Gesù Cristo.

Ma c’è un altro modo in cui Cristo si rivela nei libri di 1 e 2 Cronache, 1 Cronache in particolare è la tipologia della vita di Davide. E vi ricordate che la bibbia dice che ci sono stati varie pre-figurazioni; che ci sono state persone  e accadimenti nel VT che furono effettivamente storia, che ebbero come scopo indicarci il Cristo. Insegnare al popolo del Messia quando sarebbe venuto. E Davide è il re della teocrazia. Davide era della tribù di Giuda che è la tribù che ere stata destinata a diventare quella da cui sarebbe nato il regale Messia conquistatore. Il Messia nelle profezie è chiamato il germoglio di Jesse, il padre di Davide. E nel NT il Messia è chiamato il figlio di Davide, la radice e il germoglio di Davide, che nacque nella città di Davide. Come Gesù, Davide era un re pastore di un vasto e potente regno che conquistò tutti i nemici di questo regno, e che diede al suo popolo riposo e pace e sicurezza e prosperità straordinari. Davide usò il suo potere e la sua ricchezza per edificare questa casa a Dio sulla terra, perciò Davide fu un re potente, come Gesù.

Davide fu un guerriero trionfante, come Gesù. Vi ricorderete che nel libro di Apocalisse egli è chiamato non solo Re dei re e Signor dei signori, ma è descritto anche come un potente guerriero che avanza sul suo cavallo bianco con gli eserciti del cielo dietro di sé, che cavalca sopra il capo dei suoi nemici. Davide, come Cristo era un re potente, un guerriero trionfante, un amorevole insegnante. Leggetevi 2 Samuele e 1 Cronache e vedrete tutte le sfide e le istruzioni che Davide diede a suo figlio Salomone. Siamo ancora oggi istruiti da Davide ogni qualvolta cantiamo uno di suoi salmi in chiesa. Egli era un insegnante amorevole. Ed era un amico fedele. In tutta la storia ci sono i resoconti di grandi amicizie, e probabilmente il più famoso di tutti è quello della grande, amorevole amicizia tra Davide e Jonatan.

Ora, in queste quattro descrizioni della vita di Davide, re, guerriero, insegnante, amico, vediamo ciò che un libro ha chiamato “Quattro Pilastri della Vera Mascolinità”. I quattro pilastri della vera mascolinità che si trovano nella vita e nel carattere di Davide. L’autore di quel libro dice: “Ci vogliono quattro pilastri per fare un uomo che porti il peso, affronti le tempeste e mantenga intatta quella civilizzazione in miniatura che è una casa e una famiglia in un mondo che fa di tutto per distruggerla. E quando questi quattro pilastri sono presenti e bilanciati nella vita di un uomo pace e tranquillità prevarranno nel nostro matrimonio, nella nostra famiglia, nella nostra  chiesa, nella comunità e nella nazione. Che tipo d’uomo edifica una civiltà? Una piccola civiltà che  gli sopravviva? Che tipo d’uomo ha spalle abbastanza larghe  da costruirci una vita? Un uomo con quattro pilastri. Un uomo di visione e di carattere. Un uomo di cuore e d’amore, un amico.

Diamo un’occhiata adesso a questi pilastri della vera mascolinità che vediamo tutti nella vita di Davide. E in modo supremo, naturalmente, nella vita del Signore Gesù Cristo. Un uomo pio deve essere un re pastore sotto Dio. Un re pastore, un vero uomo, deve essere un re pastore sotto Dio. Gesù Cristo è chiamato il Re dei re, e Signor dei signori. È chiamato anche il buon pastore che ha dato la sua vita per la protezione e il benessere della sue pecore affinché potessero avere vita, e l’avessero in abbondanza. Davide fu chiamato alla corona dal gregge. Anch’egli era un pastore. Così, un vero uomo unisce in sé la posizione di re che governa e dirige e assume la guida e obbedisce e fa osservare la legge di Dio col cuore di un pastore che conduce e guida e nutre e guarisce e salva e riassicura. Questo re pastore deve essere un buon provveditore, non solo di cibo e di necessità materiali di una famiglia, ma è anche un buon provveditore perché provvede per per tutti i bisogni del gregge e del regno che è stato affidato alla sua supervisione. Fisici e materiali, di sicuro, ma c’è molto di più che fisico e materiale. C’è bisogno  sociale, emotivo, intellettuale e spirituale. E così, poiché questo re pastore ha la visione di provvedere le risorse per tutti i bisogni della sua famiglia, e di non lasciarne alcuno di non soddisfatto, egli lavora sodo ogni giorno della sua vita. In qualsiasi vocazione Dio lo collochi. Così, un re pastore potrebbe anche essere chiamato un re servitore e lavora sodo per provvedere per tutti i bisogni di quelli affidati alla sua cura. Egli è pure colui che provvede direzione per il suo regno. Un re pastore indica la strada al gregge affinché segua. È un modello di vita. Egli insegna col suo operato  lo standard biblico di comportamento. E non abbandona mai il suo gregge, in nessun senso. Egli comprende che governa il proprio castello e nel proprio regno come rappresentante di Dio con l’autorità di Dio. Ed egli cerca di obbedire e di far obbedire la parola di Dio nella propria famiglia.

Vi ricorderete in Genesi 18:19 un verso molto importante che i padri dovrebbero anche memorizzare: “Io infatti l’ho scelto, perché ordini ai suoi figli e alla sua casa dopo di lui di seguire la via dell’Eterno, mettendo in pratica la giustizia e l’equità, perché l’Eterno possa compiere per Abrahamo ciò che gli ha promesso” e cioè che sarebbe diventato una nazione grande e potente e in lui sarebbero state benedette tutte le nazioni del mondo. Ma, noterete, se queste promesse abbiano da essere compiute nei discendenti di Abrahamo egli deve avere i suoi figli in obbedienza. Deve avere il comando della sua casa e nella sua casa ognuno osserva la via del Signore senza borbottare o protestare. Deve insegnare, con la propria sottomissione al Signore, a produrre rettitudine e giustizia, in modo che il Signore possa portare su quella famiglia le cose che ha promesso loro. Non è sufficiente essere capaci di recitare il catechismo. Non è sufficiente che i tuoi figli frequentino una scuola cristiana, ma un uomo che sia un re pastore è uno che si assicura che la sua casa, quelli sotto la sua autorità, quelli che dipendono da lui, conoscano e amino le vie di Dio. Troppe famiglie cristiane perfino nelle chiese riformate stanno allevando ribelli contro Dio perché i padri si comportano più da codardi rammolliti anziché essere re pastori.

Ascoltate questa citazione dal libro “The Four Pillars”. “Se i pilastri non sono bilanciati penderà da un estremo o dall’altro. Diventerà o un tiranno che usa la propria forza per obbligare la gente a fare quello che vuole, o un abdicatore che è debole, passivo o assente nei fatti o nei risultati. Il regno di un uomo così è ripieno di disordine, caos, disfunzioni familiari o oppressione. Quando i pilasti del re sono bilanciati nella vita di un uomo, armonia e tranquillità sono possibili nella casa e nella comunità. Come un re egli governa se stesso, governa la sua famiglia, il suo denaro, governa il suo tempo e governa la sua energia. Un vero uomo è un re pastore” Un vero uomo è anche un santo guerriero per Dio. Abbiamo sentito parlare dei  Mujahedin. E questa è la parola arabica per guerrieri di Allah che sono coinvolti nella jihad, la guerra santa. Ma ci sono santi guerrieri anche nella fede cristiana. C’è però una gran differenza tra i due. I Mujahedin sono inclini propagare morte e distruzione. I Mujahedin nella guerra santa del Signore Gesù Cristo sono operatori di pace, vita e libertà alla gente. Il dovere principale di un guerriero e difendere e custodire il suo regno e il suo gregge. Vede sé stesso come il protettore della propria famiglia e della propria chiesa, degl’inermi e dei bisognosi della sua nazione.

Il libro dice ancora: “Il guerriero in un uomo pio non significa che egli ama la guerra, ma poiché è un uomo di alti principi morali è disposto a vivere per questi principi morali e spendere sé stesso nell’adempierli, e se necessario a morire per essi. Il prezzo di essere un guerriero è alto, ma il premio è grande. Egli è un difensore, un vero uomo, un protettore. È preparato ed equipaggiato per proteggere la propria famiglia da pericoli reali ed invasioni” Uomini, siete preparati a fermare un intruso a casa vostra? Egli protegge la propria famiglia dai pericoli e dalla seduzioni del male. Anziché  sedere tutto il giorno guardando la televisione egli custodire la televisione, custodisce i libri. Custodisce i giornali, custodisce la musica e i film che la sua famiglia guarda, non lascia loro ascoltare qualsiasi cosa, guardare qualsiasi cosa, leggere qualsiasi cosa. È un guerriero, deve proteggere.

Deve proteggere la chiesa da pericoli e assalti dal di dentro e dal di fuori. Custodisce la sua chiesa da dissensi interni rifiutando di essere parte di pettegolezzi e maldicenze. E rimproverandoli con coraggio quando alzano la loro orrenda testa. Egli custodisce la pace e la purezza della chiesa, non ipocritamente o per motivi personali, ma rimanendo nel dritto e nello stretto. E in un modo amorevole pratica coraggiosamente Matteo 18. E come protettore protegge la purezza della chiesa e custodisce quel ricco tesoro che le è stato affidato: il tesoro della sana dottrina. La impara egli stesso e la conosce in lungo e in largo. Sviluppa un discernimento riguardo alla dottrina in modo da essere capace di distinguere la verità dall’errore, egli difende da quegli assalti e refuta le falsità, e coraggiosamente si erge contro la falsità a qualsiasi costo personale.

Fa il possibile per proteggere la sua comunità e società dalla corruzione del male. E così questo santo guerriero è uno che si trova in prima linea sotto fuoco intenso contro i mali prevalenti del suo tempo, lavorando per ricostruire la società. È in prima linea; è qualcuno su cui puoi sempre contare, qualcuno che corre sempre verso il campo di battaglia e tu puoi stare sicuro che lo troverai sempre là a combattere sempre contro il male. Prenderà posizione contro l’aborto e la gente sa che è contro l’aborto, non devono chiederglielo; egli sarà sempre contro la decadenza e la perversione di questa cultura. Egli sarà acerrimo nemico del socialismo e del fascismo che dominano questo sistema tirannico del welfare che domina la nostra terra oggi. La gente sa che egli è per la libertà. La gente sa che è per la santità della vita; è un santo guerriero.

È anche un insegnante di Dio. Questo è il terzo pilastro. Insegna col suo esempio, addestrando e insegnando sistematicamente. Trasmette i segreti della vita alla propria famiglia e agli amici: lezioni dalle proprie esperienze di vita filtrate attraverso la profonda conoscenza della parola di Dio, e di una vita vissuta per Gesù Cristo. Istruisce la propria famiglia, non lascia quel compito ad altri. Istruisce la propria famiglia ed istruisce compagni cristiani a casa sua. Istruisce amici e conoscenti non quando ne ha l’opportunità, ma creando opportunità. E ci insegna ancora nei Salmi.

E il quarto pilastro della vera mascolinità, essendo il vero uomo un pastore re, un insegnante da Dio, e un santo guerriero per Dio, è che un uomo pio deve essere un amico come Dio. Come abbiamo detto poc’anzi, una delle amicizie più famose, più tenere di tutta la storia fu quella tra Davide e Gionatan. Sentite cosa un libro che fa la recensione de “I Pilastri” dice sull’uomo come amico: “La funzione primaria di un amico è di connettere, cioè di congiungere cuori. Uno è un vero amico se ama connettere o concatenare un cuore con un altro. Un vero amico, che a volte malgrado le proprie necessità del momento, si connette deliberatamente con un altro che abbia un bisogno o un peso. Non si mette in relazione solo quando sia convenevole, o quando se la sente. Se un uomo è incapace o mal disposto a relazionarsi ha mancato il primo proprio dovere come amico. Per relazionarsi veramente in profonda amicizia o ministrare a persone che sono in sofferenza non dobbiamo aver timore di una ricca varietà di emozioni, che siano le emozioni di un altro o le proprie. È proprio qui che molti uomini hanno difficoltà. Noi raramente esprimiamo collera, ma altre emozioni sono anche più dure. L’autore del libro crede che essersi un giorno permesso di piangere fu la pietra miliare della sua vita.” Pertanto, essere un vero uomo è essere un uomo che è amico.

E, naturalmente, nessuna discussione sull’amicizia sarebbe completa senza fare riferimento al migliore a al più fedele amico che una persona possa avere nel Signore Gesù Cristo. Perfino il migliore degli amici umani ci deluderà e ci disattenderà. Ma una volta che i nostri cuori sono collegati al cuore di Cristo, egli non ci deluderà e abbandonerà mai. Ricordate il grande inno:

One there is above all others, well deserves the name of friend. His is love beyond a brother’s. Costly, free and know no end. They who once his kindness prove, find it ever lasting love. Which of all our friends to save us, could or would have shed his blood. But our Jesus died to have us reconciled in him to God. This was boundless love indeed. Jesus is a friend in need.” “When he lived on earth abased, Friend of sinners was his name. Now above all glory raised, he rejoices in the same. Still he calls them brethren, friends. And to all their wants attends. Could we bear from one another, what He daily bears from us? Yet this glorious friend and brother, loves us though we treat him thus. Though for good we render ill, He accounts us brethren still. Oh, for grace our hearts to soften. Teach us Lord at length to love. We alas forget too often, what a friend we have above. But when home our souls are brought, we will love as we ought.

La vera mascolinità è basata su questi quattro pilasti. Come Davide e Gesù Cristo, l’uomo come re, l’uomo come sacro guerriero, l’uomo come educatore, l’uomo come amico.

Ma ora voglio spendere il resto del tempo ad esaminate due versetti inusuali che ci danno la personale valutazione di Dio del carattere di Davide. Ora, Dio sa tutto, giusto? Voglio dire che nulla è nascosto da Dio. E quindi quando Dio in questi due versetti fa la valutazione di Davide, Egli sa tutto dell’adulterio di Davide con Bathsheba. Sa tutto della complicità di Davide nell’assassinio del marito di lei Uriah. Dio sa tutto di tutte quella volta che Davide ha permesso che fossero e sue emozioni a controllarlo piuttosto che la sua fede. Ma benché Dio sapesse tutte queste cose di Davide, voglio che notiate cosa dice di lui. In 1 Samuele 13 e Atti 13. Se andate a questi due passi, in 1 Samuele 13: 14-14 leggiamo queste parole: “ Allora Samuele disse a Saul: «Tu hai agito stoltamente; non hai osservato il comandamento che l’Eterno, il tuo DIO, ti aveva prescritto. L’Eterno infatti avrebbe stabilito il tuo regno su Israele in perpetuo. Ora invece il tuo regno non durerà. L’Eterno si è cercato un uomo secondo il suo cuore, e l’Eterno lo ha stabilito principe del suo popolo, perché tu non hai osservato ciò che l’Eterno ti aveva comandato»”. Andate ora a Atti 13: 22-23: “Poi Dio lo rimosse e suscitò loro come re, Davide, a cui rese testimonianza, dicendo: “Io trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore, il quale eseguirà tutti i miei voleri”. Dalla sua discendenza Dio, secondo la sua promessa, ha suscitato ad Israele il Salvatore Gesú.” Malgrado i suoi peccati e le sue mancanze, e alcune erano molto grandi, c’era qualcosa di Davide che Dio amava. Dio amava il cuore di Davide perché Davide aveva un cuore come il cuore di Dio. Nel cuore di Davide c’era qualcosa che Dio amava caramente. Che cos’era? In che senso Davide il peccatore era un uomo secondo il cuore di Dio? Ebbene, guardiamo dentro alla vita di Davide per la risposta.

Tornate al passo di 1 Samuele che abbiamo appena letto. L’occasione è è questa: Re Saul era stato rigettato da Dio. Dio mandò  Samuele per fare due cose. Per dire a Saul che era finito. E per dire a Saul che Dio ungeva Davide re d’Israele. Ora notate nei versi 13 e 14 perché Saul fu rigettato da Dio. La stessa ragione due volte. Una nel verso 13 e una nel verso 14. “non hai osservato il comandamento che l’Eterno, il tuo DIO, ti aveva prescritto…” “Perché tu non hai osservato ciò che l’Eterno ti aveva comandato”. Pertanto, Saul fu rigettato perché non aveva ubbidito a Dio dal cuore. Non si era sottomesso alla volontà rivelata di Dio. Per questo era finito e Dio avrebbe messo al suo posto un uomo che era disposto a fare ciò che Dio gli comandava dal cuore, indipendentemente dal costo. E perciò quell’uomo era un uomo secondo il cuore di Dio. Dire che era un uomo secondo il cuore di Dio è dire che in contrasto con Saul c’era nel cuore di Davide una grande inclinazione a piacere e a ubbidire a Dio che lo consumava.

Notate che questa distinzione tra Davide e Saul è fondamentale. Saul era un uomo che non aveva nessuna inclinazione interiore a ubbidire Dio. Il suo cuore era pieno di tenebre, cecità spirituale, ostilità verso Dio, amore per sé stesso, determinazione di seguire la propria volontà. E ogni tanto, impulsivamente ubbidiva Dio e faceva le cose giuste, o per il proprio interesse o per sopravvivenza. Ma era un uomo che nel proprio cuore era orientato alla ribellione contro Dio. Faceva le cose giuste ogni tanto, superficialmente. Ma nel suo cuore non c’era l’inclinazione a fare quelle cose. Così, dunque, quando veniva posto davanti alle sue malefatte e quando veniva confrontato col proprio carattere passava la patata bollente, cercava di svicolare. Biasimava sempre qualcun altro. Parlava sempre di circostanze estenuanti ed attenuanti.

Davide era un uomo che aveva nel cuore una forte inclinazione  a fare ciò ch’è giusto. Ad obbedire Dio malgrado tutto. Qualsiasi cosa Dio dicesse di fare lo faceva con tutto il suo cuore. E ogni tanto per impulso o per passione peccaminosa disobbediva Dio. Non era un uomo perfetto. La vita di Saul era una di disobbedienza eccetto qualche volta. La vita di Davide era una d’obbedienza eccetto qualche volta. E la differenza risiedeva in ciò che c’era dentro ai due cuori. Il cuore di Saul era in ribellione contro Dio. Il cuore di Davide era cuore che era stato rinnovato da Dio stesso. E come risultato Davide fu un uomo secondo il cuore del Signore. La sua vita fu vissuta in obbedienza a Dio in contrasto con quella di Saul. Con accessi di passione, ma che furono perdonati in Cristo.

Ora tornate a Atti 13. Paolo cita il passo che abbiamo appena letto che Davide era un uomo secondo il cuore dell’Eterno. E poi dà la sua dichiarazione esplicativa. Dice, nel verso 22: Poi Dio lo rimosse e suscitò loro come re, Davide, a cui rese testimonianza, dicendo: “Io trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore, il quale eseguirà tutti i miei voleri”. Il quale eseguirà tutti i miei voleri! Che spiegazione semplice. Com’è difficile da emulare! Davide era ben disposto a fare qualsiasi cosa Dio gli avesse chiesto. Come abbiamo visto, Davide ebbe le sue cadute ma Dio conosceva il suo cuore, sapeva che Davide lo amava e avrebbe fatto qualsiasi cosa gli avesse chiesto.

Se vogliamo realmente essere uomini e donne secondo il cuore di Dio dobbiamo cominciare a fare ciò che Egli ci chiede nella sua parola. Non è sempre facile e non è sempre divertente, ed è spesso senza ricompense umane o ringraziamenti o riconoscimenti. Ma chi vogliamo servire? L’uomo o Dio? A chi vogliamo piacere? All’uomo o a Dio? Di chi vogliamo avere la massima stima, dell’uomo o di Dio? Queste sono domande cruciali che ciascuno di noi deve onestamente chiedersi. È a motivo di questa disposizione di Davide a obbedire Dio a qualsiasi costo, che Dio più avanti criticherà il re di Giuda Abijah. (I Re 15). E la critica fu questa, che il suo cuore non era completamente devoto al Signore suo Dio come il cuore di suo padre Davide. Cos’ho contro Abijia? Il suo cuore non era completamente devoto al Signore suo Dio come il cuore di suo padre il peccatore Davide

E prosegue: “Tuttavia per amore di Davide, l’Eterno, il suo DIO, gli lasciò una lampada in Gerusalemme, innalzando suo figlio dopo di lui e rendendo stabile Gerusalemme, perché Davide aveva fatto ciò che è giusto agli occhi dell’Eterno e non si era allontanato in nulla da ciò che il Signore gli aveva comandato per tutto il tempo della sua vita, eccetto nel caso di Uriah lo Hitteo.” Non sapete che Davide si rammaricò tutta la vita per quella parola: “eccetto” nel caso di Uria lo Hitteo. Tutta la sua vita aveva obbedito Dio; eccetto… E come quella parola “eccetto” lacera una coscienza tenera. Oh, se non ci fosse stata quell’eccezione! E ogni eccezione nella nostra vita dovrebbe lacerarci se abbiamo un cuore secondo il cuore di Dio.

Andate a 1 Cronache 28. È una convocazione nazionale e Davide sta istruendo la gente riguardo le preparazioni per la costruzione del tempio. Sta pregando e sta dando consigli. Ma notate cosa cosa si dice di lui nel verso 1: “Or Davide convocò …. Verso 2 …io avevo in cuore di costruire una casa di riposo per l’arca del patto dell’Eterno … e avevo fatto preparativi per costruirla” Dio non gli permise di costruirla ma egli fece i preparativi per costruirla. Perché? Perché aveva avuto in cuore di costruire un tempio al Signore. Davide era devoto e consumato da questo progetto. Era ossessionato dal pensiero di costruire un tempio al Signore. E notate cosa più tardi dirà Salomone di suo padre in II Cronache 6:7, 9. Egli dice di suo padre: “Ora Davide, mio padre, aveva in cuore di costruire un tempio al nome dell’Eterno il DIO d’Israele, ma l’Eterno disse a Davide mio padre: “Tu avevi in cuore di costruire un tempio al mio nome, e hai fatto bene ad avere questo in cuore ma non sarai tu che costruirai il tempio, sarà invece il figlio che uscirà dai tuoi lombi, sarà lui che costruirà il tempio al mio nome”.

Ma  il punto è, ciò che voglio vediate volta dopo volta in questi libri, è che era nel cuore di Davide costruire una casa per il nome del Signore. Cosa ci dice della vita di Davide questa pia e totale ossessione col tempio. Egli impiegò tutta la sua vita e tutte le sue ricchezze per farne le preparazioni. Egli amava il Dio al quale apparteneva quel tempio. Amava la teologia di quel tempio. Egli comprese che era la casa dove il Signore dimorava sulla terra. Egli comprese che era il santuario dove Dio doveva essere adorato; che sarebbe stato il luogo dove le persone sarebbero andate per essere istruite dal loro Re. E che Dio s’impegnava ad essere sempre presente col suo popolo fedele. La sua ossessione con la costruzione di quel tempio significava che egli amava adorare Dio con l’assemblea del popolo di Dio più di qualsiasi altra cosa nella sua vita. E fece praticamente tutto. Questo è il regno più potente di tutto il Medio Oriente e Davide amava l’adorazione comunitaria più di qualsiasi altra cosa. Amava il popolo di Dio. Voleva che essi avessero un pio lascito e un fondamento nella vera adorazione su cui poter costruire il loro futuro.

Egli sapeva cosa il tempio simboleggiasse. Sapeva che simboleggiava Cristo e la sua chiesa, ed aveva nel proprio cuore questo desiderio di onorare Cristo, di cercare la comunione con Lui, e di assicurarsi, per quanto fosse umanamente possibile, in totale dipendenza dallo Spirito santo, che la chiesa di cui era membro fosse forte. Ci dice molto del cuore di Davide: il suo cuore era consumato dal tempio di Dio.

Notate il consiglio e la preghiera di Davide al suo figlio e per suo figlio Salomone. S’impara molto del cuore di Davide. Torniamo di nuovo a 1 Cronache 28:9. Egli s’era rivolto ai capi dicendo loro di essere obbedienti al Signore, e verso 7 dice: “Renderò stabile il suo regno per sempre, se persevererà fermamente nei miei comandamenti e nei miei decreti, come fa oggi”, li esorta all’obbedienza al Signore, ma ora si rivolge a suo figlio e lo consiglia pubblicamente: “Salomone figlio mio, riconosci il DIO di tuo padre e servilo con cuore integro e con animo volenteroso, perché l’Eterno investiga tutti i cuori e comprende tutti gli intenti dei pensieri. Se tu lo cerchi, egli si lascerà trovare da te; ma se lo abbandoni, egli ti rigetterà per sempre.” Notate le due cose su cui ammonisce il figlio, dice: Riconosci il Dio di tuo padre. Conosci ed ama il Dio a cui tuo padre fu devoto. Conosci ed ama il Dio di tuo padre per il quale ti ho educato. Non abbandonare mai l’amico di tuo padre. Vedete, il cuore di Davide era ripieno della conoscenza di Dio: innamorata, intima, consulente conoscenza del Dio vivente. E disse a suo figlio: Conosci il Dio di tuo padre. Sii devoto al Dio al quale tuo padre fu devoto.

Uomini, uomini, non perdete i vostri figli a questo mondo. Non perdete i vostri figli a piccoli patetici dèi  da quattro soldi. Non perdete i vostri figli a dei che sono fuori dalla bibbia e fuori dalla fede riformata. Assicuratevi che i vostri figli amino il Dio che voi amate. Assicuratevi che conoscano quel Dio. E assicuratevi che nella vostra vita manifestiate che conoscete e amate questo Dio. E nessun altro. Stiamo perdendo i nostri figli, perché non conoscono il Dio dei loro padri. Davide disse: Figlio, conosci il Dio di tuo padre. E poi disse: Servilo con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Servilo con un cuore indiviso, un cuore intero con una sola mente. Con la volontà nella tua mente e nel tuo cuore fai qualunque cosa Dio ti dica di fare, anche se sarai il solo a farlo.

E poi corrobora la sfida che ha fatto al figlio con questi due argomenti. Disse: Dio sa cosa c’è nel tuo cuore, figlio. Il Signore scruta ogni cuore e comprende ogni intenzione dei pensieri del cuore. Non è solo ciò che mettiamo in mostra. Dio vede attraverso tutta quella facciata, fin dentro al cuore. Egli sa cosa siamo. Sa di cosa siamo fatti. E Davide disse a suo figlio: “Tu, Salomone figlio mio, riconosci il DIO di tuo padre e servilo con cuore integro e con animo volenteroso, perché l’Eterno investiga tutti i cuori e comprende tutti gli intenti dei pensieri. Se tu lo cerchi, egli si lascerà trovare da te; ma se lo abbandoni, egli ti rigetterà per sempre.” La tua felicità o la tua tristezza saranno determinati da se conoscerai e servirai il mio Dio oppure no. Se lo cerchi, si lascerà trovare. Ma se lo abbandoni e diserti il suo culto e il suo servizio per un dio più piccolo, se ti volgi dal seguire il Dio di tuo padre, ti rigetterà per sempre. Questa è una raccomandazione forte, una raccomandazione che ogni padre deve dare ai suoi figli e alla sue figlie del continuo.

Voglio che notiate cosa Davide pregò per suo figlio. Leggete 1 Cronache 29. Notate i versi 17-19. Cosa chiede che il Signore dia a suo figlio? Dice: “lo so o mio DIO, che tu provi il cuore e ti compiaci della rettitudine. Perciò nella rettitudine del mio cuore ti ho offerto spontaneamente tutte queste cose, e ora vedo con gioia il tuo popolo, che è qui presente fare le sue offerte spontaneamente. O Eterno DIO di Abrahamo, di Isacco e di Israele nostri padri, mantieni sempre queste disposizioni e pensieri nel cuore del tuo popolo e dirigi i loro cuori verso di te; e da’ a Salomone, mio figlio, un cuore integro, perché osservi i tuoi comandamenti, i tuoi precetti e i tuoi statuti, perché faccia tutte queste cose e costruisca il tempio per il quale ho fatto i preparativi.” Questo prega per suo figlio! E questo è ciò per cui anche noi dobbiamo pregare. Il Signore prova il cuore e sa cosa c’è dentro di noi. E si delizia nella rettitudine perché è Lui che ve l’ha messa. E così prega per suo figlio: Signore, dagli un cuore perfetto. Dagli un cuore che è completamente devoto a te e non a mezzo servizio. Questa è una preghiera che anche noi come padri dobbiamo costantemente pregare per i nostri figli. Signore, dà loro un cuore perfetto, un cuore che è completamente assorbito nella tua adorazione a nel tuo servizio.

Ci sono diversi incidenti nella vita di Davide che rivelano molto del suo cuore. So che questa predicazione sta diventando lunga, ma non posso fare a meno di continuare. Andate a 2 Samuele  e qui nel capitolo 6 ce n’è una di curiosa, ma che ci dice molto del cuore di Davide. L’arca del patto, che era un pegno della presenza del Signore e della salvezza che dà al suo popolo nella riconciliazione veniva trasportata a Gerusalemme. E Davide è tutto emozionato. E notate quale situazione c’era in 2 Samuele 6: 12-23.

”Allora fu detto al re Davide… Allora Davide andò e trasportò l’arca di DIO dalla casa di Obed-Edom nella città di Davide con gioia … Davide danzava con tutte le sue forze davanti all’Eterno, cinto di un efod di lino. Cosí Davide e tutta la casa d’Israele trasportarono l’arca dell’Eterno con grida di giubilo e a suon di tromba. Or avvenne che, mentre l’arca dell’Eterno entrava nella città di Davide, Mikal, figlia di Saul, guardando dalla finestra, vide il re Davide che saltava e danzava davanti all’Eterno, e lo disprezzò in cuor suo.

Dio promette a Davide di stabilire per sempre la sua casa e il suo regno Ora, tenete presente che quando dice che Davide danzava non stava parlando di una sala da ballo. Danzava con tutte le sue forze, saltellando attorno all’arca, un turbinio di danza infuocata. E dice fin dall’inizio che era vestito. Ora avete presente ciò che gli dice sua moglie, che era vestito nei suoi abiti regali e si spogliò di alcuni di quei paramenti, non è che rimase nudo. “Or avvenne che, mentre l’arca del patto dell’Eterno giunse alla città di Davide, Mikal, figlia di Saul, guardando dalla finestra, vide il re Davide che danzava e saltava, e lo disprezzò in cuor suo.” Che disgustoso! “Portarono dunque l’arca di DIO e la collocarono in mezzo al tabernacolo, che Davide aveva eretto per essa; poi offrirono olocausti e sacrifici di ringraziamento davanti a DIO.” Davide era entusiasta lodando Dio per tutto ciò che l’Arca simboleggiava. “quindi distribuí a tutti gli Israeliti, uomini e donne, a ciascuno di essi, una focaccia di pane, una porzione di carne e una schiacciata di uva passa.” “

Poi stabilí davanti all’arca dell’Eterno alcuni fra i Leviti a prestare servizio, per far ricordare, per ringraziare e per lodare l’Eterno, il DIO d’Israele:

Asaf il capo, Zaccaria il secondo dopo di lui, poi Jeiel. Scemiramoth, Jehieh, Mattithiah, Eliab, Benaiah, Obed-Edom e Jeiel. Essi suonavano arpe e cetre, mentre Asaf suonava cembali. sacerdoti Benaiah e Jahaziel invece suonavano del continuo la tromba davanti all’arca del patto di DIO.

In quel giorno Davide affidò per la prima volta ad Asaf e ai suoi fratelli l’incarico di cantare le lodi dell’Eterno.

Celebrate l’Eterno, invocate il suo nome; fate conoscere le sue opere fra i popoli.

Cantate a lui, cantate lodi a lui, meditate su tutte le sue meraviglie.

Gloriatevi nel suo santo nome; si rallegri il cuore di quanti cercano l’Eterno!

Cercate l’Eterno e la sua forza, cercate del continuo la sua faccia!

Ricordate le meraviglie che egli ha fatto, i suoi miracoli e i giudizi della sua bocca

voi, o progenie d’Israele, suo servo, o figli di Giacobbe, suoi eletti!

Egli è l’Eterno, il nostro DIO; i suoi giudizi sono su tutta la terra. 

Ricordatevi sempre del suo patto, della parola da lui comandata per mille generazioni,

del patto che stipulò con Abrahamo, del suo giuramento fatto a Isacco.

che confermò a Giacobbe come uno statuto e a Israele come un patto eterno.

dicendo «Io ti darò il paese di Canaan come porzione della vostra eredità».

quando non eravate che un piccolo numero, pochissimi e stranieri nel paese.

Quando andavano da nazione a nazione, da un regno a un altro popolo,

egli non permise che alcuno li opprimesse; anzi puní dei re per amor loro,

dicendo: «Non toccate i miei unti e non fate alcun male ai miei profeti».

Cantate all’Eterno, o abitanti di tutta la terra, annunziate di giorno in giorno la sua salvezza!

Proclamate la sua gloria fra le nazioni e le sue meraviglie fra tutti i popoli!

Poiché l’Eterno è grande e degno di somma lode; egli va temuto sopra tutti gli dèi.

Poiché tutti gli dèi delle nazioni sono idoli, ma l’Eterno ha fatto i cieli.

Splendore e maestà sono davanti a lui, forza e gioia sono nella sua dimora.

Date all’Eterno, o famiglie dei popoli, date all’Eterno gloria e forza.

Date all’Eterno la gloria dovuta al suo nome, portategli offerte e venite davanti a lui. Prostratevi davanti all’Eterno nello splendore della sua SANTITA’;

tremate davanti a lui, o abitanti di tutta la terra! Sí, il mondo è stabile e non sarà smosso.

Si rallegrino i cieli e gioisca la terra e dicano fra le nazioni: «L’Eterno regna».

Rumoreggi il mare e tutto ciò che è in esso

allora tutti gli alberi della foresta manderanno grida di gioia davanti all’Eterno, perché egli viene a giudicare la terra.

Celebrate l’Eterno, perché egli è buono, perché la sua benignità dura in eterno.

Dite: «Salvaci, o DIO della nostra salvezza! Raccoglici e liberaci dalle nazioni, affinché celebriamo il tuo santo nome e ci gloriamo nel lodarti».

Benedetto sia l’Eterno, il DIO d’Israele, d’eternità in eternità! E tutto il popolo disse: «Amen», e lodò l’Eterno.

Cosí Davide lasciò Asaf e i suoi fratelli là davanti all’arca, del patto dell’Eterno, perché prestassero continuamente servizio davanti all’arca, secondo le necessità di ogni giorno. …

Infine tutto il popolo fece ritorno ciascuno a casa sua, e Davide ritornò per benedire la propria casa.

Mikal che aveva un cuore più simile a quello di Saul suo padre che a quello di Davide suo marito o di Gionatan suo fratello, Mikal, la figlia di Saul uscì ad incontrare Davide e disse:  «Quanto degno di onore è stato oggi il re d’Israele a scoprirsi davanti agli occhi delle serve dei suoi servi come si scoprirebbe un uomo del volgo!». Hai fatto proprio una bella figura, oggi, ballando in mutande! Mikal era veramente imbarazzata che il proprio marito avesse danzato attorno all’arca con quella foga e quell’abbigliamento così poco regale. “Allora Davide rispose a Mikal: «L’ho fatto davanti all’Eterno che mi ha scelto invece di tuo padre e di tutta la sua casa per stabilirmi principe d’Israele, del popolo dell’Eterno; perciò ho fatto festa davanti all’Eterno. Anzi mi abbasserò anche piú di cosí e mi renderò spregevole ai miei occhi ma, in merito alle serve di cui tu hai parlato io sarò onorato proprio da loro». Alla gente comune è  piaciuto, Mikal, non sono degli altezzosi come te.

Tu non hai ancora visto nulla, cara mia. Mikal, figlia di Saul, non ebbe figli fino al giorno della sua morte. Davide dice: Sono così innamorato del Signore e così entusiasta delle benedizioni che verserà su di noi, se questo mi fa sembrare un pazzo, mi sta bene. Non m’imbarazza comportarmi come un pazzo. Davide era disposto ad abbassarsi per la gloria del suo grande Dio. Dice molto del suo cuore.

2 Samuele 15: 24-30. Absalom ha dichiarato guerra a suo padre. Sta montando una rivoluzione per rovesciare il governo di suo padre e farsi re. Davide è costretto a fuggire da Gerusalemme, la capitale. “Ed ecco venire anche Tsadok con tutti i Leviti, i quali portavano l’arca del patto di DIO. Essi deposero l’arca di DIO e Abiathar offrí sacrifici, finché tutto il popolo finí di uscir dalla città.” Tsadok provava affetto per Davide. Sapeva quanto Davide amasse l’arca de Dio. Sapeva quanto centrale essa fosse per la teocrazia, così, quando Davide dovette fuggire, questo coraggioso sacerdote disse: io porterò l’arca fuori dal tabernacolo con Davide. Davide disse nel verso 25 “Riporta in città l’arca di DIO! Se io trovo grazia agli occhi dell’Eterno, egli mi farà tornare e me la farà rivedere insieme con la sua dimora.”  Tsadok, devo fuggire dalla città per un po’ a motivo della sollevazione di Absalom. Prendi l’arca e portala indietro, perché se il Signore vuole io tornerò a Gerusalemme. Questa è una cosa temporanea. Spegnerò la rivolta. Ma se la rivolta spegnerà me, e non vedrò mai più la preziosa arca davanti alla quale ho danzato, Dio faccia di me ciò che sembra bene ai suoi occhi.  Questo ci parla del suo cuore.

Ancora una. 2 Samuele 12: 13-23

Allora Davide disse a Nathan: «Ho peccato contro l’Eterno». Nathan rispose a Davide: «L’Eterno ha rimosso il tuo peccato; tu non morrai. Tuttavia, poiché facendo questo tu hai dato ai nemici dell’Eterno occasione di bestemmiare, il figlio che ti è nato dovrà morire». Poi Nathan tornò a casa sua. L’Eterno quindi colpí il bambino che la moglie di Uriah aveva partorito a Davide, ed egli si ammalò. Allora Davide supplicò DIO per il bambino e digiunò; poi entrò in casa e passò la notte giacendo per terra. Gli anziani della sua casa insistettero con lui perché si alzasse da terra ma egli non volle e rifiutò di prendere cibo con loro. Or avvenne che il settimo giorno il bambino morí e i servi di Davide temevano di fargli sapere che il bambino era morto, perché dicevano: «Ecco, quando il bambino era ancora vivo, noi gli abbiamo parlato ma egli non ha ascoltato le nostre parole. Come faremo ora a dirgli che il bambino è morto? Potrebbe procurarsi del male». Quando Davide vide che i suoi servi parlavano sottovoce, comprese che il bambino era morto; perciò Davide disse ai suoi servi: «E’ morto il bambino?». Essi risposero: «E’ morto». Allora Davide si alzò da terra, si lavò, Si unse e cambiò le sue vesti, poi andó nella casa dell’Eterno e si prostrò; tornò quindi a casa sua e chiese che gli portassero del cibo, e mangiò. I suoi servi gli dissero: «Che cosa hai fatto? Quando il bambino era ancora vivo, hai digiunato e hai pianto; dopo invece che il bambino è morto, ti sei alzato e hai mangiato». Egli rispose: «Quando il bambino era vivo ancora, digiunavo e piangevo, perché dicevo: “Chi sa che l’Eterno non abbia pietà di me e lasci vivere il bambino?”. Ma ora egli è morto. Perché dovrei digiunare? Posso forse farlo ritornare? Io andrò da lui, ma egli non ritornerà da me!».

Cosa vedete nella figura di Davide in questo racconto? Si vede un uomo la cui vita è totalmente consegnata nelle mani del Signore. Voleva questo bambino. Amava la madre di questo bambino. Avrebbe voluto che vivesse. Si mise a digiunare, stette prostrato a terra sette giorni supplicando il Signore. E quando il bambino invece è morto i suoi servi pensarono: che cosa farà adesso? Si ammazzerà? Davide si accorse dai loro bisbigli che il bambino era morto, si alzò, si rasò, si unse d’olio e disse loro: di che vi preoccupate? Ho pregato Dio che lasciasse vivere mio figlio. Ma quella non è stata la sua volontà. Mio figlio è morto ed è andato con Lui. La sua promessa a me è che sarebbe stato il mio Dio e il Dio dei miei figli dopo di me, lungo le generazioni. Perciò, il bambino non può tornare indietro, ma io andrò da lui, e un giorno ci sarà una riunione.

Cosa vedete nel cuore di quest’uomo? Quest’uomo credette le promesse di Dio in un momento in cui era quasi impossibile credere in tali promesse. Ed egli consegnò se stesso completamente a qualsiasi cosa Dio avrebbe voluto fare di lui e della sua famiglia. Questa è la ragione per cui Dio amò il suo cuore. Dio non amò il suo cuore perché ogni azione della sua vita fu quello che avrebbe dovuta essere. Non lo fu. Dio amò il cuore di Davide perché aveva creato quel cuore Egli stesso. Un cuore che era pieno d’amore per Dio. Di un desiderio di obbedire Dio. Non perfettamente in questa vita, ma un desiderio di sottomettersi a Dio a motivo di quell’amore e di quella fiducia che Davide aveva in Lui.

Ed infine, in ultima analisi, Davide trovò favore presso Dio a motivo di quello che Dio fece per lui, non per quello che lui fece per Dio. Ricordate nel Nuovo Testamento, in Romani 4 Paolo ci dà la testimonianza di Davide e cita dalla vita di Davide. E in Romani 4 citando Salmo 32 Paolo dice: “Davide stesso proclama la beatitudine dell’uomo a cui Dio imputa la giustizia senza opere, dicendo: «Beati coloro le cui iniquità sono perdonate e i cui peccati sono coperti. Beato l’uomo a cui il Signore non imputerà il peccato.” Mi chiedo cosa Davide stesse pensando in quel momento? Beati coloro le cui iniquità sono perdonate e i cui peccati sono coperti. Beato l’uomo a cui il Signore non imputerà il peccato. “Eccetto” l’adulterio con Bath-Sheba? “Eccetto” l’assassinio di Uriah? No. Anche questi odiosi peccati sono stati perdonati. Dio se li è gettati alle spalle. Dio Non terrà contro di me l’adulterio con Bath-Sheba, l’assassinio di Uriah, i cedimenti della mia fede in tempo di battaglia, non terrà contro di me nessuno di questi peccati. Dio mi imputerà la giustizia di Cristo, e sulla base di Cristo mi accetterà, e non sulla base che sono un uomo secondo il suo cuore. È a motivo di Cristo che Dio accettò Davide. E avendo accettato Davide e avendogli mostrato il suo favore, Dio ha operato nel suo cuore per dargli il tipo di cuore che Dio voleva che egli avesse.

Così vi ricordo, mentre concludiamo oggi, che Dio guarda non meramente alla vostra vita esteriore, cosa mettete nel piatto delle offerte, come vi relazionate con le persone lungo tutto il giorno, perché farete ogni sorta di sbagli. E se la gente dovesse guardarci, certi giorni della nostra vita, noi non sembreremmo loro tanto cristiani, vero? Questa è la ragione per cui Dio guarda al cuore; non dimenticatelo mai. 1Samuele 16 dice: “Non badare al suo aspetto né all’altezza della sua statura, poiché io l’ho rifiutato, perché l’Eterno non vede come vede l’uomo; l’uomo infatti guarda all’apparenza, ma l’Eterno guarda al cuore”

A volte questa cosa ci turba. A volte ci spaventa. Ma il più delle volte questo è uno dei  versetti più confortanti di tutta la Bibbia. Dio non guarda alla vita esteriore piena di sbagli, ma Dio guarda al cuore. E Dio amò il cuore di Davide. Ama anche il tuo? Come si ottiene un cuore che Dio ama?

Ebbene, prima di tutto dovete comprendere che solo Dio può darvi tale cuore. Perciò imploratelo che ve lo dia. Dovete bramare quel tipo di cuore, un cuore che Dio ama, un cuore che è come quello di Dio. Dovete bramare quel tipo di cuore più di ogni altra cosa nella vostra vita. E dovete cominciare amando Gesù Cristo che Dio ama; e voi e Dio amate la stessa persona, il solo figlio generato e amato da Dio, e affidatevi a Lui solo per la vostra salvezza e sarete accettati da Dio per tutta l’eternità. Amare il suo tempio, adorare col popolo di Dio devono essere centrali nella vostra vita. Essere ossessionati con l’idea di adorazione nel tempio davanti al Dio vivente. E se volete mantenere questo tipo di cuore “tutte le cose che sono veraci, tutte le cose che sono oneste, tutte le cose che sono giuste, tutte le cose che sono pure, tutte le cose che sono amabili, tutte le cose che sono di buona fama, se vi è qualche virtú e se vi è qualche lode, pensate a queste cose.”

Share
Share