RISORSE:

 

Non stiamo affrontando un’era post-cristiana. Stiamo affrontando la più grande opportunità per la Chiesa

di R. J. Rushdoony

Non è un’era post-cristiana quella che dobbiamo affrontare, ma un mondo post-umanistico. Ogni pensatore che evita questo fatto è orientato al passato e cieco; non è capace di preparare nessuno alla realtà della nostra situazione attuale. L’umanesimo è impegnato da ogni parte a commettere harakiri; si sta sventrando con passione e fervore; non ha bisogno di nemici, perché l’umanesimo è ora il propio peggior nemico. Finora abbiamo vissuto in un’era post-cristiana, ed ora questa sta morendo. La domanda importante è: cosa dobbiamo fare?

Dobbiamo riconoscere che questa è una delle più grandi, se non la più grande opportunità che stia per venire al cristianesimo. Questo è un periodo di gloriose opportunità, un punto di svolta nella storia, e i saggi si prepareranno per questo. È vero, la chiesa è notevolmente incompetente e sterile di fronte a questa crisi. Si è largamente unita al nemico. Tuttavia, questo è già accaduto. Nel IV secolo, la chiesa condannò ripetutamente Sant’Atanasio, poiché lo stato lo elencava come un fuorilegge ricercato. Era stato accusato (da uomini di chiesa) di aver tentato di fermare l’approvvigionamento di cibo alla capitale. Era stato accusato di omicidio (ma fu dimostrato che il morto era vivo). Fu accusato di magia e stregoneria, e molto altro, e la sua vita fu vissuta da fuggitivo, con cinque periodi di esilio. Tuttavia, fu Atanasio e non i suoi nemici, né i potenti uomini di chiesa del suo tempo, a plasmare il futuro. La storia, allora come oggi, non è plasmata da maggioranze ma da uomini che forniscono la fede e le idee per vivere .

Ogni giorno il nostro problema è sempre meno l’umanesimo e sempre di più noi stessi. La nostra vita e le nostre azione sono produttive di un nuovo ordine sociale? Siamo governati da principi e idee che aiuteranno a determinare la nuova direzione della storia? Il nostro pensiero è ancora guidato da uno statalismo sterile e crediamo che la risposta ai problemi dell’uomo sia catturare la macchina dello stato, o riconosciamo che dobbiamo prima di tutto essere comandati da Dio prima di poter comandare efficacemente noi stessi e il nostro futuro?

Questa generazione farebbe bene a ricordare le parole di Cristo riguardo al Regno di Dio, parole troppo raramente se mai predicate: “ Poiché la terra produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga.”(Marco 4:28). C’è una spontaneità di crescita che non dipende dall’uomo: la terra produce crescita. Ma l’uomo deve seminare il seme coltivare il campo e lavorare per produrre il raccolto. Ci deve essere, in primo luogo, la fede che i risultati arriveranno e, in secondo luogo, lavoro: piantare e coltivare per quel raccolto. Gli uomini oggi dubitano che Dio produca i risultati che si propone e si rifiutano di lavorare per qualsiasi obiettivo. Viviamo in un’epoca in cui gli uomini vogliono raccogliere il grano prima di averlo piantato. In breve, viviamo in un’epoca politica o statalista, un tempo in cui gli uomini credono nella capacità dello Stato e dei suoi politici di risolvere i problemi per mezzo del loro abracadabra legislativo, quando il bisogno disperato è invece di fede e lavoro. La questione importante per la “generazione attuale” diventa la ricerca di un politico con il giusto abracadabra.

Ma “prima lo stelo”, e lo stelo non può spuntare senza una semina. Questo è il momento di creare scuole nuove e libere, ospedali cristiani, società professionali indipendenti con principi biblici e nuove imprese di ogni tipo. Il momento è adesso. Ricordo le parole di un uomo apparentemente intelligente, che nel 1939, sostenne che era “troppo tardi”. Senza dubbio quelle parole sono vecchie quanto l’uomo, e ancora un segno di disfattismo e stupidità, ancora un segno di attesa di risposte preconfezionate, da ottenere premendo pulsanti. Ricordo vividamente quando da studente mi veniva detto di sistemi di riscaldamento automatici controllati da termostato, al tempo una cosa nuova, come i precursori, si riteneva, di un mondo automatico a pulsanti, in cui tutte le risposte sarebbero venute pigiando un dito. Nulla è stato detto sul lavoro svolto per produrre il termostato, né sulle nuove industrie che ha promosso, né sui nuovi tipi di lavoro che ha reso possibile. Era visto solo come un passo avanti verso il sogno del paradiso istantaneo in un mondo già pronto. Allora non lo sapevo, ma quegli insegnanti stavano preparando la strada per il ritorno di una fede nella magia e nella stregoneria.

Ma, nostro Signore ha detto, “prima lo stelo”! Hai piantato ultimamente? O stai aspettando qualcuno con l’abracadabra giusto? Se è così, morirai con questa era morente non cristiana. Non contare sul fatto che inviamo fiori.


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