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Greg Bahnsen

Legge di Dio e Magistrato Civile

Lo stato, proprio come la chiesa, è “un ministro di Dio” da lui ordinato per servire il proprio scopo, che in questo caso è vendicare la sua ira contro quelli che violano la sua legge. La separazione di chiesa e stato non può essere intesa dal cristiano biblico minare questa verità rivelata. Se l’intendimento generale della separazione tra chiesa e stato nella cultura attuale è in conflitto con l’insegnamento della parola di Dio riguardo agli oggettivi requisiti morali del magistrato civile, allora il cristiano sa quali debba rigettare: le tradizioni degli uomini non possono annullare la Parola di Dio. La legge di Dio deve essere promossa pubblicamente e non semplicemente nelle nostre vite private, la sua legge deve essere fatta progredire tra re e nazioni. I cristiani sono in obbligo di riprovare le opere infruttuose delle tenebre con la luce della legge di Dio; quando non lo fanno, condividono la colpa di peccati commessi attraverso il consenso. Nel momento in cui i credenti diventano compiacenti nei confronti dei perversi peccati della loro società hanno cominciato a mollare la loro presa sulla santità della volontà di Dio. I valori sociali e civili dei credenti non sono fissati dal mondo non credente ma dalla rivelata legge di Dio. Non tutti i peccati sono crimini, ma quelli che che la Parola di Dio definisce crimini (punibili dal magistrato civile) devono essere trattati come tali nella società. Perciò, non è inappropriato ma richiesto che il credente riconosca il criterio della legge di Dio quando indica quali peccati debbano essere puniti in quanto crimini dal magistrato civile. Il cristiano, che cerca di trasformare tutte le aree di vita per mezzo della Parola di Dio, insegnerà che Dio non abdica mai la propria giustizia sovrana per sottomettere le proprie leggi all’approvazione del voto popolare. Egli continua a richiedere giustizia nella società — come definita dalla sua legge — anche quando gli uomini non amano la sua invasione nella loro libertà. Quando gli uomini assumono un atteggiamento sprezzante verso le proibizioni civili espresse nella legge di Dio e cercano di evadere la sua rivelata richiesta d’intolleranza civile verso certi atti, essi devono concludere che Dio giudichi con indebita severità  e che essi stessi possono essere più amorevoli o umani del Creatore.  Non tutte le nostre convinzioni morali dovrebbero essere incorporate nella legge civile, ma certune richiedono applicazione legale —perfino dettano che “le vedute di uno siano imposta sugli altri” quando il loro comportamento sia da Dio considerato talmente brutale da richiedere contro di esso sanzioni civili (come assassinio, stupro, sequestro, furto). Appelli alla nostra società “pluralistica” sono semplicemente irrilevanti in tali contesti.

-Greg L. Bahnsen

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