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PROFESSARE LA FEDE OGGI

Temiamo che i “sola” della Riforma o i “cinque punti del Calvinismo” ai quali aderiamo completamente siano oggi bandiere molto logore e talmente sbiadite, non in sé esse, ma nell’uso che ne viene fatto, talché non sono più sufficienti ad indicare un modo peculiare di credere e di vivere la fede.

Queste bandiere sono utilizzabili solo in antagonismo ad altre forme e piattaforme ecclesiali mentre la religione principale con cui la chiesa è chiamata a confrontarsi oggi è l’Umanesimo e la sua forma più organizzata che si esprime nello stato totalitario il quale, con la ritirata della chiesa nell’ambito della “spiritualità”, ha invaso tutte le realtà di vita neglette dai cristiani.

Crediamo di avere il privilegio, e di dover avere il coraggio di vivere in un periodo della storia in cui l’ordinamento sociale si va rapidamente sgretolando primo a causa dell’individualismo, del relativismo e dell’egoismo intrinseco al primo peccato (Gen 3:5). L’ordine sociale cristiano, con la sua dottrina del peccato tratteneva il dilagare di questi mali, ma già da tempo il mondo Occidentale è in transizione verso un ordine sociale umanista, che con la sua dottrina della ‘normalità’ dell’uomo tende sempre meno a punire chi fa il male e premiare chi fa il bene.

Secondo, si sta sgretolando a causa delle mire babeliche della elite politica soprattutto in Europa e all’ONU, alla totale cancellazione di ogni caratteristica cristiana che la società ancora conservi, e, terzo, per mezzo dalle varie religioni che stanno migrando nel nostro Paese e che trovano nella pretesa “laicità” dello stato un humus adatto alle loro mire di stravolgimento dell’ordinamento sociale e che a loro volta sono utilizzati dalla classe politica per la loro utopia di un nuovo politeismo sotto lo stato in cui ci sarà spazio per qualsiasi religione eccetto quella cristiana (sarebbe meglio dire quella cristiana che non si lascerà inglobare).

Riteniamo che il Signore ci chiamerà a gettare le basi per un diverso modo di vivere comune e che tali basi vadano trovate nella roccia della Bibbia e non in un collaborazionismo col mondo (Ap.2-3; 13) coperto dalla “Grazia Comune” come sviluppata recentemente in alcuni ambiti riformati ed evangelicali a scapito dell’Antitesi. Crediamo che Dio abbia già iniziato tale procedimento e che questo si manifesti in modo più costruttivo nella Teonomia e nel Ricostruzionismo. Vivere la fede oggi è riconoscere e obbedire la Signoria di Cristo su tutte le sfere della vita ed estendere questa signoria a tutti gli ambiti di vita che Dio ha voluto fossero nostra vocazione.

Dio ci ha dato la Sua Parola, la Bibbia. La Bibbia non è un libro per i soli cristiani e non parla solo della salvezza. Poiché è la parola del Creatore è autoritativa, è la Sua Parola-Legge ed è rivolta a tutte le persone in tutto il mondo. Anche se la cosa più importante di cui parla all’uomo caduto è la salvezza in Cristo, e la storia di questa salvezza è il filo conduttore di questo libro, la Bibbia parla con autorità anche di politica, economia, relazioni famigliari, sociali, lavorative, commerciali e bancarie, istruzione, scienza, agricoltura, igiene, salute, ecc. La parola ‘salvezza’ non significa solamente certezza di vita eterna, ma per mezzo dello Spirito Santo anche salute, vittoria, successo, potenza, la capacità di vincere il peccato e di vivere la vita in modo significativo e pieno nel regno di Cristo qui ed ora seguendo i dettami della Parola di Dio e in libertà sotto di essa.

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