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LE ISTITUZIONI DELLA LEGGE BIBLICA

Il Sesto Comandamento

5. L’Ibridazione e la Legge

Il giornale studentesco di un college fondamentalista portava l’attacco degli studenti a certi atteggiamenti comuni. Una delle posizioni condannate fu riassunta così: “Non posso immaginare l’avere un omosessuale per amico.” La risposta fu: “Puoi onestamente immaginare qualcuno dei tuoi amici che non viva con qualche complesso terribilmente serio?” L’articolo continuava:

“Gli studenti di Westmont dovrebbero sapere la risposta cristiana alla marijuana.” R. (Già, qual’è la risposta “cristiana”? O c’è la possibilità che ci siano posizioni diverse? L’uso della marijuana è male in se stesso? È sbagliato perché illegale? Cosa succede se viene cambiata la legge?)

“Provo repulsione al pensiero dell’omosessualità, della dipendenza da droghe, e della prostituzione.” R. (Alcune persone provano repulsione per l’ignoranza riguardo a condizioni sociali, ipocrisia, falsa pietà, e volontario distacco dalla realtà.)

“Non posso permettermi il tempo di fermi coinvolgere nei problemi della comunità di Santa Barbara. Dopo tutto, la mia prima responsabilità è di essere uno studente.” R. (Come posso permettermi di non farmi coinvolgere? Cosa significa essere uno studente? Potrebbe mai escludere l’essere una persona con tutto ciò che significa?)1

Tale atteggiamento di permissività e di antinomismo colpì molti in modo scoccante, specialmente perché proveniva da circoli cosiddetti evangelici. Ma la realtà è che in circoli fondamentalisti, e in circoli luterani, calvinisti, anglicani, battisti, cattolici romani e altri tali opinioni stanno diventando la regola anziché l’eccezione. Quelli che li oppongono sono in minoranza e usualmente sono privi del fondamento teologico per essere efficaci nella loro opposizione perché quando la legge è accantonata, prende il sopravvento l’etica dell’amore. Dove prevale l’antinomismo, l’amore diventa la nuova “legge” e il nuovo salvatore: diventa a quel punto la risposta ad ogni problema, alla perversione, alla criminalità, all’eresia, e a ogni altra cosa. Dove l’amore sia la risposta, ogni legge ed ordine devono lasciare il passo all’imperativo dell’amore. Quanto ampiamente la gente creda nell’amore come panacea divenne manifesto nel processo a un medico di Bel-Air, California, che era coinvolto nella truffa del Friars Club, benché non rinviato a processo dopo che fu accusato, e che si dichiarò colpevole di falso nella sua dichiarazione fiscale del 1964.

Il Dr. Land supplicò il Giudice Gray: “Mi rimandi a casa dalla mia famiglia e dal mio cane — almeno lui so che mi ama.”
Il medico dichiarò: “Mi sento come un orfano di madre — non amato e non voluto.”2

Amore senza legge è permissività totale: in ultima analisi è la negazione del bene e del male in favore di una supposta via più alta. L’etica dell’amore porta all’etica situazionale, nel fatto che, al posto della legge assoluta di Dio, la moralità di una situazione è determinata dalla situazione stessa e dall’azione amorevole che richiede. Dovunque sia negata la legge, la logica di quella posizione porta inevitabilmente all’etica situazionale se lo stato di diritto non viene restituito alla vita e al pensiero. Quei circoli evangelici che, avendo negato la legge, non sono ancora nell’etica situazionale, rappresentano meramente dei casi di arrestato sviluppo: un ordine amministrativo, come un’enciclica papale, blocca il progresso logico verso l’etica situazionale.

La legge pertanto è necessaria e basilare alla fede cristiana. L’amore, nel pensiero biblico, non è antinomico: è l’adempimento della legge (Ro. 13:8-10). I papà all’antica sono perciò scritturalmente corretti quando dicono di amministrare la loro disciplina come atto d’amore.

L’antinomismo è distruttivo della discriminazione e dell’uso intelligente delle cose, ed è proibito. Certa legislazione in quest’area è estremamente interessante:

Osserverete i miei statuti. Non accoppierai bestie di specie diverse; non seminerai il tuo campo con tipi diversi di seme, né indosserai alcun vestito tessuto con materiali diversi (Le. 19:19).

Non seminerai nella tua vigna semi di specie diverse, perché il prodotto di ciò che hai seminato e la rendita della vigna non siano contaminate.

Non lavorerai con un bue e un asino insieme.

Non porterai vestito di tessuto misto, fatto di lana e di lino (De. 22:9-11).

Il commento di Ginsburg su Levitico 19:19, malgrado alcuni dettagli, è sul punto:

Il Dio santo ha fatto ogni cosa “secondo la sua specie” (Ge. 1: 11,12, 21, 25, 25 ecc.) ed ha così stabilito una distinzione fisica nell’ordine della creazione. Per l’uomo, introdurre un’unione di cose dissimili è introdurre una dissoluzione delle leggi divine e agire contrariamente agli statuti di Colui che è santo, e la cui santità dobbiamo raggiungere. …

Non seminare il campo con tipi diversi di semi — Secondo gli amministratori della legge durante il secondo Tempio, la proibizione è applicabile soltanto a semi diversi per cibo umano, mescolati insieme allo scopo di raccoglierli nello stesso campo, come ad esempio, frumento e orzo, fagioli e lenticchie. Questi un israelita non deve mai seminare insieme né permettere che un non israelita lo faccia per lui. Semi di frumento e semi di alberi, quanto semi di alberi diversi, possono essere seminati insieme. Le parole d’apertura della parabola: “Un uomo aveva un fico piantato nella sua vigna” (Lu. 13:6), non contravviene questa legge. Semi che non erano intesi per cibo umano, quali erbe amare, o verdure intese come spezie, erano esenti da questa legge, e come gli ibridi di genitori diversi, le sementa seminate con tipi diversi erano permesse all’uso … Benché qui gli alberi non siano menzionati, la legge era applicata agli innesti. Perciò era proibito innestare un melo in un albero di cedri, o erbe dentro ad alberi … secondo gli amministratori della legge durante il secondo Tempio, un israelita non doveva rammendare una vesta di lana con filo di lino e viceversa.3

Certe conclusioni giuridiche sono chiaramente evidenti da queste leggi: Primo, il comandamento: “Non ucciderai” è una legge che favorisce chiaramente la fertilità. Danneggiare o distruggere le fertilità di uomini, piante e animali è violare questa legge. Gli ibridi sono chiaramente una violazione di questa legge, come queste leggi specifiche di Levitico 19:19 e Deuteronomio 22: 9-11 rendono chiaro. Piante e animali ibridi sono sterili e frustrano il proposito della creazione perché Dio ha fatto tutte le piante con il loro seme “in se stesse” (“contenente il proprio seme” ND). L’ibridazione cerca di apportare miglioramenti all’opera di Dio tentando di ottenere le qualità migliori di due cose diverse; non c’è dubbio che alcuni ibridi dimostrino certe qualità vantaggiose, ma è anche fuor di dubbio che ciò viene ad un costo, portando alcuni seri svantaggi. Soprattutto, porta alla sterilità e perciò viola l’ordinamento creazionale di Dio.

Secondo, il comandamento chiaramente richiede un rispetto per la creazione di Dio. Se Dio è il creatore di tutte le cose, allora tutte le cose hanno uno scopo e sono buone nella loro funzione creata. Se tutte le cose si sono evolute, allora ogni cosa, uomo incluso, ha al massimo dimostrato la capacità di sopravvivere ma nell’ipotesi peggiore è un errore dell’evoluzione e perciò destinato a scomparire. Non c’è alcun accertato bene in nessuna cosa in un mondo in evoluzione. La legge, comunque, ci richiede di rispettare l’integrità di ogni cosa vivente astenendoci dall’ibridazione. Un uomo può uccidere e mangiare piante e animali sotto la legge: questo avviene all’interno della legge. Ma cercare di alterare o trascendere una delle “specie” create da Dio mediante l’ibridazione è contro la sua legge.

Terzo, la legge dichiara un principio morale generale di totale astensione e di ripugnanza per qualsiasi violazione di “specie”. Perciò la legge dichiara:

Non avrai relazioni carnali con un uomo, come si hanno con una donna: è cosa abominevole. Non ti accoppierai con alcuna bestia per contaminarti con essa; né alcuna donna si accosti ad una bestia per accoppiarsi con essa; è una perversione ripugnante (Le. 18:22, 23).

Omosessualità e rapporti sessuali con animali erano pratiche religiose dei culti del caos, e il loro persistere e spandersi nel mondo moderno è strettamente associato con impulsi anti-cristiani e rivoluzionari. La pena per tali reati era la morte per tutti quelli coinvolti, animali inclusi (Le. 20:13, 15, 16: Es. 22:19). La natura antinomica del fondamentalismo traspare nel fatto che Merrill F. Unger nel suo dizionario evita di citare la pena di morte per l’omosessualità.4 Il Nuovo Testamento rende chiaro che l’omosessualità è il bruciarsi (consumarsi col fuoco) dell’uomo, il culmine dell’apostasia (Ro. 1:27; cf. Ga. 5:19; I Ti. 1:10), e che quelli che la praticano sono fuori dal regno di Dio (I Co. 6:9, 10; Ap. 22:15).

Le leggi della Nuova Inghilterra Puritana richiedeva la pena di morte nei termini delle Scritture. Perciò, John Winthrop registrò: “Un certo Hackett, un servo in Salem … fu trovato nell’atto con una mucca, nel Giorno del Signore”; in accordo con la legge biblica ambedue furono messi a morte.5

Quarto, San Paolo fece riferimento al più ampio significato di queste leggi contro l’ibridazione, e contro il porre sotto uno stesso giogo un bue e un asino per un’aratura (De. 22:10), in II Co. 6: 14: “Non vi mettete con gli infedeli sotto un giogo diverso, perché quale relazione c’è tra la giustizia e l’iniquità? E quale comunione c’è tra la luce e le tenebre?” Giogo diverso significa chiaramente matrimoni misti tra credenti e non credenti che è chiaramente proibito. Ma Deuteronomio 22:10, non solo proibisce il giogo religioso ineguale per deduzione, e come esempio di legge, ma anche il giogo ineguale in genere. Questo significa che un matrimonio ineguale tra credenti o tra non credenti è sbagliato. L’uomo fu creato ad immagine di Dio (Ge. 1:26), e la donna nell’immagine di Dio riflessa nell’uomo (I Co. 11:1-12; Ge. 2:18, 21-23). “Aiuto convenevole” significa il riflesso in uno specchio, un immagine dell’uomo, a indicare che una donna deve avere qualcosa di religioso e culturale in comune con suo marito. La preoccupazione della legge è perciò contro i matrimoni inter-religiosi, inter-razziali e inter-culturali per il fatto che questi normalmente vanno contro quella stessa comunità che il matrimonio è designato a stabilire.

Giogo ineguale significa più che matrimonio. Nella società nel senso più ampio significa l’integrazione forzata di vari elementi che non sono congeniali. Il giogo ineguale non produce armonia in nessun ambito, anzi, aggrava piuttosto le differenze e ritarda la crescita dei diversi elementi verso un’armonia e un’associazione cristiana.

Per tornare ora al nostro secondo punto, il rispetto per la creazione di Dio richiesta dalla legge: le Scritture acclarano che Dio, nel creare tutte le cose, le dichiarò “buone” (Ge. 1:4, 10, 12, 18, 21, 25, 31). L’uomo perciò non può trattare i suoi consimili o qualsiasi parte della creazione con disprezzo.

La legge fa specifici riferimenti agli animali. Questi riferimenti sono come segue, cioè riferimenti che richiedono gentilezza nei loro confronti:

      1. Esodo 20:8-11; 23:10-12 e Levitico 25:5-7 fanno riferimento al bisogno di riposo o di un sabato per gli animali. Gli animali selvatici

mangiano del frutto della messe dell’anno sabbatico, e gli animali domestici sono inclusi nel riposo settimanale del sabato. L’anno sabbatico è un riposo anche per la terra.

     2. Il bue che trebbia è incluso nei fruitori del raccolto (De. 25:4). Questa legge stabilisce il il principio che l’operaio è degno del suo salario o ricompensa (I Co. 9:9; I Ti. 5:18).

     3. La legge contro l’uccisione di ambedue, la madre e il piccolo è diretta contro la distruzione di una specie (Le. 22:28; Es. 34:26b; De. 22:6,7).

     4. È richiesto di riportare al padrone animali smarriti (Es. 23:4,5; De. 22:1-4), questo significa gentilezza verso il proprio prossimo e anche verso l’animale, che deve essere liberato se trovato sotto un carico troppo pesante.

Ma il rispetto per la creazione significa molto di più che gentilezza verso gli animali. Significa riconoscere che, poiché Dio è il creatore, tutte le cose hanno scopo nei termini di Lui. In anni recenti, una fondamentale mancanza di rispetto per il mondo è stata basilare a molta della scienza. Alcuni di noi possono ricordare di essere stati istruiti nelle scuole e nei licei che un giorno, grazie alla scienza, l’uomo vivrà in un mondo sterile, totalmente libero dai germi. Questa prospettiva degenere, ha già causato molto scompiglio, come ha rivelato lo studio della Carson.6 Lewis Mumford ha richiamato l’attenzione sulla nuova scienza e sul suo disprezzo per la vita:

“Cosa rimarrà del mondo delle piante,” dice il Dr. Mumford, “se permettiamo che la basilare cultura del villaggio, fondata su una stretta collaborazione simbiotica tra l’uomo e le piante, scompaia … Ci sono un sacco di persone che lavorano oggi in laboratori scientifici i quali, benché possano ancora chiamarsi biologi, non hanno conoscenza di questa cultura se non per vago sentito dire e nessun rispetto per i suoi conseguimenti.”

“Questi sognano di un mondo composto di sintetici e plastiche nel quale nessuna creatura di rango superiore all’alga o al lievito verrebbe incoraggiata a crescere”.

Un fattore biologico di sicurezza esisteva quando tra il 70 e il 90 per cento della popolazione mondiale era impegnata nella coltivazione di piante. “Nel secolo scorso questo fattore biologico di sicurezza si è ristretto. Se i nostri leader fossero sufficientemente consapevoli di questi pericoli non pianificherebbero urbanizzazione ma ruralizzazione”.

…quando si eliminano insetti, sottolinea il Dr. Mumford, le piante che dipendono da essi per la fertilizzazione sono condannate.7

L’incauta interferenza dell’uomo nell’equilibrio della natura sta creando seri problemi. Francoise Mergen, direttore della Scuola Forestale all’Università di Yale, ha scritto:

Una più piena comprensione dei processi naturali è un obbligo assoluto se vogliamo evitare calamità ambientali capitali. Alcuni dei passati disastri ambientali si possono attribuire al nostro abuso dei sistemi naturali …

L’Organizzazione Mondiale della Salute ha portato avanti estesi programmi di controllo degli insetti per la gente del Borneo. Per eradicare le zanzare, considerate un parassita di serie dimensioni, l’Organizzazione ha spruzzato ingentemente i villaggi col DDT. Poco dopo le applicazioni i tetti rivestiti di palme delle case dei villaggi cominciarono a collassare. Accadde che un certo bruco che si ciba delle fronde delle palme era improvvisamente moltiplicato. In ragione del suo habitat il bruco non era esposto al DDT ma una vespa predatrice che generalmente tiene sotto controllo la popolazione dei bruchi a livelli bassi non distruttivi era vulnerabile al veleno e conseguentemente fu annichilita.

Harrison procede a collegare ulteriori reazioni ecologiche allo spruzzamento. Per debellare le pulci all’interno delle case del villaggio, i lavoratori dell’Organizzazione Mondiale della Salute spruzzarono il DDT all’interno. Fino a quel momento le pulci erano tenute sotto controllo da una piccola lucertola che vive in molte case del Borneo. Le lucertole continuarono a mangiare le pulci che erano adesso pesantemente contaminate dal DDT, e poi le lucertole cominciarono a morire. Le lucertole a loro volta venivano mangiate dai gatti domestici e questi a loro volta morirono avvelenati dal DDT. Come conseguenza dell’annichilamento dei gatti, i ratti cominciarono a invadere le abitazioni. Come tutti sappiamo, i ratti non solo si cibano di alimenti umani ma pongono anche una seria minaccia di spargere malattie come la peste.

I ratti comparvero in numeri così elevati che l’Organizzazione Mondiale della Salute dovette paracadutare una fornitura fresca di gatti nel Borneo nel tentativo di ristabilire un equilibrio che aveva operato con successo ma che non era stato riconosciuto dai tecnici che erano venuti ad aiutare. Racconto questa storia vera e recente perché mostra l’interrelazione tra gli esseri viventi e il loro ambiente. Per vivere in armonia col suo ambiente l’uomo deve modificare molte delle sue azioni e conoscere la natura. In realtà noi possiamo considerarci fortunati che nessuna delle “scoperte scientifiche” sembra aver interrotto i procedimenti della catena alimentare al punto di causare gravi catastrofi.

Fin qui ho parlato di fatti molto elementari che sono ben noti agli ecologisti. Se, però, queste cose siano a conoscenza degli amministratori ed ingegneri che pianificano manipolazioni dell’ambiente, raramente questi lo rendono evidente. Il mito che la tecnologia sia la soluzione a tutti i nostri problemi, comunque, è messa sempre più in discussione dai pianificatori, quanto dal pubblico in genere. Noi non abbiamo più la sensazione che le fonti della scienza e della tecnologia siano senza fondo e stiamo cominciando a riconoscere che ci sono limiti biologici imposti sulle nostre culture. C’è un maggior apprezzamento del fatto che l’uomo è parte integrante di quesi sistemi molto complessi e che una mancanza di comprensione può causare perdite serie.8

Mergen è fin troppo ottimista. Fintanto che l’uomo si considera un dio in un mondo in evoluzione, cercherà la manipolazione tecnologica di quel mondo. In molte aree oggi vengono creati problemi mediante l’interferenza pianificata: la popolazione degli scoiattoli cresce enormemente quando vengono uccisi i coyote; i moscerini si moltiplicano quando uccelli, rospi e altri controlli naturali vengono distrutti, e così via.

Nella Pennsylvania occidentale, la spruzzatura ha causato danni considerevoli, sterminando le api e spazzando via le attività degli apicoltori. La perdita della api ha le sua conseguenze: può portare a problemi d’impollinazione.9

Dall’altro lato, un rispetto per la creazione di Dio può condurre a risposte molto positive. A Griggsville, nell’Illinois, è partito un movimento nel 1962 che intende riportare a soluzioni naturali per il controllo di parassiti:

La campagna di Griggsville ebbe un modesto avvio nel 1962. I Jaycee (Associazione di giovani leader e imprenditori) di Griggsville installarono 28 casette per rondini purpuree lungo le strade principali. Le rondini purpuree presero dimora e la città ebbe dei risultati sorprendenti. I cittadini trovarono che il loro problema zanzare era risolto! Finalmente gli abitanti furono in grado di godere prati, giardini e terrazzi senza fastidi. Quello fu solo l’inizio. Per la fiera annuale cittadina, erano stati soliti spruzzare con pesticidi chimici per controllare gli insetti dalle fastidiose punture. Ma quell’anno, per qualche circostanza fortuita, la solita spedizione finì in un’altra città e non arrivò a Griggsville in tempo. Ma le rondini purpuree erano arrivate e avevano fame. Poiché questi uccelli vivono solo di insetti vivi, alla fiera prosperarono. Quando lo specialista della ditta di pesticidi giunse in città e si scusò per il ritardo nella consegna, la commissione della fiera gli rispose che non avevano più bisogno di pesticidi. Raccontarono: “Gli dicemmo che se fosse stato capace di trovare una zanzara in volo gli avremmo fatto un ordine decuplicato. Non ci riuscì e cancellò il nostro ordine”.

L’esperienza di Giggsville si allargò agli agricoltori vicini, i quali riconobbero il valore economico di attrarre rondini purpuree. Gli allevatori, per esempio, impararono che le scatole di nidificazione per questi uccelli, collocate presso i recinti, rappresentavano una risorsa perché meno insetti infastidivano il bestiame. Questo produsse un guadagno maggiore.

Il progetto iniziale di usare le rondini purpuree a Griggsville ebbe tale successo che presto i locali Boy Scout, scolari, guardiani comunali dei parchi, il Comitato delle Fiere dell’Illinois, imprenditori, contadini, frutticultori, funzionari municipali, conservazionisti, la protezione civile di tutta la nazione, e la palla di neve sta ancora rotolando ingrossando sempre più. La promozione delle rondini purpuree si allargò a molta altre comunità. Per esempio, in La Verne, Iowa, era già stato acquistato insetticida per 200 dollari, ma dopo aver attirato le rondini purpuree non dovettero usarne neppure 25 centesimi! Ancora, a Danville, Kentucky, fu fatto partire un progetto con le rondini per la preoccupazione della municipalità riguardo alla pericolosità degli insetticidi chimici. La loro azione face sì che un giornalista scrivesse: “L’utilizzo di controlli naturali sugli insetti ci colpisce come di gran lunga superiore alle pratiche di abbattimento di zanzare nei distretti spruzzando indiscriminatamente insetticida su vaste aree residenziali … Pensiamo che la maggior parte delle persone preferirebbero la vista delle rondini che si slanciano nel cielo e il loro cinguettio al sibilo del nebulizzatore. Tale programma salverebbe inoltre denaro del contribuente ora speso in costosi prodotti chimici e probabilmente provvederebbe un maggiore controllo. Come minimo merita di essere messo alla prova”.

Nel pubblicizzare questo uccello, è spesso stato detto che una sola rondine purpurea può divorare circa 2.000 insetti volanti al giorno. Il signor Wade pensa che sia una stima fortemente in difetto. Una ricerca dice che la media reale sia tra le 10.000 e le 12.000 zanzare al giorno quando ci sia abbondanza! La rondine purpurea mangerebbe anche mosche, maggiolini, falene, locuste, calandre del grano e altri insetti che consideriamo dannosi o fastidiosi. Contrariamente alla credenza popolare, tra altri insetti, la rondine purpurea non mangia api. Il tiranno, che a volte viene confuso con la rondine purpurea, è il vero colpevole di mangiare api, mentre la rondine purpurea non mangia neppure bacche o semi. La sua dieta è costituita al 100% di insetti vivi.10

Tutti gli insetti e gli animali hanno la loro collocazione data da Dio nel ciclo della vita; la distruzione di quel ciclo fa diventare parassiti animali e insetti altrimenti utili. Il lavoro di lombrichi, scoiattoli, bruchi, e citelli nel prevenire l’erosione del terreno rendendo possibile il necessario assorbimento d’acqua nella terra è molto importante. Ma bisce e coyote, tra gli altri, trattengono il loro incremento dallo sfuggire di mano, e sono essi stessi tenuti sotto controllo da altre creature.

Similmente, le erbacce hanno il loro posto nel piano di Dio, perché penetrano in profondità nel terreno e portano in superficie minerali necessari. Trattare le erbacce semplicemente come nemiche piuttosto che come alleate date da Dio è disprezzare la creazione. Le erbacce sono state giustamente definite “le guardiane del terreno” per il loro lavoro corroborante.11

Pasteur una volta disse che, nel contagio di malattie, la terra è tutto, cioè la salute fisica del percettore è il fattore determinante. Sir Albert Howard, nei suoi esperimenti in India, dimostrò la resistenza alle malattie di bestiame appropriatamente nutrito con mangime coltivato su terreno sano e ben bilanciato:

I miei animali da lavoro furono selezionati molto attentamente e fu fatto il necessario per fornirli di stalle adatte e di foraggio verde fresco, insilato, e cereali, il tutto prodotto in terra fertile. Naturalmente fui intensamente interessato nell’osservare la reazione che questi buoi ben scelti e ben nutriti avrebbero avuto con malattie quali peste bovina, setticemia, e malattie di piede e bocca che spesso devastavano le campagne. Nessuno dei miei animali era segregato, nessuno era inoculato, venivano spesso in contatto con bestiame malato. Poiché la mia piccola fattoria a Pusa era separata solo da una siepe bassa da un’altro, enorme allevamento nel territorio di Pusa nel quale spesso avvenivano accessi di malattia piede-e-bocca. Vidi diverse volte i miei buoi strofinare il naso con animali infetti. Non successe nulla. Gli animali sani e ben nutriti reagirono a questa malattia esattamente come adeguate varietà di raccolti, quando coltivati correttamente, facevano con insetti e parassiti fungosi — non avvenne nessuna infezione.12

La terra stessa deve essere trattata con rispetto. La pazza distruzione dei micro-organismi che sono basilari alla fertilità del suolo sta operando danni estesi in molte aree. Lo stesso vale per l’imprudente manomissione delle aree di drenaggio naturali.13 L’introduzione di nuovi animali in un territorio produce un danno considerevole, come testimoniano i conigli in Australia, dove mancano i nemici naturali dei conigli, e probabilmente ora l’asiatico pesce-gatto che cammina (Clarias batrachus) in Florida.14

Il cristiano, mentre si confronta col mondo mondo intorno a sé, deve rendersi conto di tre cose: Primo, il mondo non è un nemico, né un elemento ostile, ma è l’opera di Dio e l’area in cui Dio ha destinato che l’uomo eserciti il dominio sotto Dio. L’uomo perciò deve lavorare in armonia con la creazione, non aggredirla come fosse una forza aliena e ostile. Secondo, benché il mondo sia essenzialmente buono per natura, è con tutto ciò un mondo decaduto. Ascrivergli la perfezione e assumere che la via “naturale” sia la via perfetta non è cristiano ma umanistico. Poiché il mondo è decaduto, e la terra stessa è sotto una maledizione (Ge. 3:17-18), ciò ch’è naturale non è necessariamente buono. L’uomo ha un’opera di guarigione e di restaurazione da compiere. Non può cercare l’ibridazione, ma può cercare di migliorare una specie di bestiame. Deve rispettare la forma basilare della creazione e lavorare all’interno di quella cornice, ma ciò che esiste non è per lui la norma o lo standard. Egli non può mai dire, insieme all’umanista: “qualsiasi cosa esista, è giusta”. Perfino in Eden, prima della Caduta, il lavoro di Adamo era sottomettere, utilizzare e sviluppare la terra sotto Dio.

“Far vivere” è pertanto non un ritorno all’Eden, né un ritorno allo standard passato, ma un movimento in avanti nei termini del regno di Dio e del dominio dell’uomo sopra la terra.

La logica della visione perfezionista della natura non esige solo cibi crudi e veganismo, ma anche nudismo e l’evitare tutte le invenzioni e costruzioni, case incluse. Se la natura è perfetta, allora un ritorno al modo naturale di vivere richiede l’abbandono di tutti gli artifici e le costruzioni umane. Cucinare, vestirsi e abitare una casa diventano tutti innaturali migliorie e quindi logicamente tabù. Ad ogni modo, pochi di quelli che perorano un ritorno alla natura sono così logici.

In ogni caso, credere che la natura sia normativa è anti-cristiano e chiaramente anti-biblico. È Dio ad essere normativo, e la sua legge che governa sia l’uomo che la natura talché il mondo attorno a noi è completamente opera sua e, benché decaduto, ha da essere completamente governato dalla legge di Dio quanto l’uomo.

Terzo, ibridazione e giogo ineguale implicano un fondamentale irriverenza per l’opera di Dio che porta a futile sperimentazione, come trapianti di organi, che rappresentano guadagni sterili e limitati in qualche area, e una basilare perdita di prospettiva morale in ogni area. Per l’evoluzionista, il mondo è fertile di potenzialità perché non è fissato e collocato in una forma. Per il creazionista, la fertilità e la potenzialità del mondo risiedono precisamente nelle sue forme vitali, nella sua fissità, per cui l’uomo può lavorare produttivamente e con piena certezza di successo. Conoscenza e scienza richiedono una base di legge, fissità e forma. Senza non può esserci né scienza né progresso. L’ibridazione è un tentativo di negare la validità della legge. La sua pena è la sterilità imposta. In ogni area, dove l’uomo cerchi la potenzialità mediante la negazione della legge di Dio, la pena rimane la stessa, guadagni limitati e sterilità nel lungo termine.

Note:

1 Kathi Robinson: “Questionable quotes,” in Horizon (Student paper, Westmont College; 30 Gennaio, 1969, p. 3.

2 “Doctor Gets 10 Days, Fine for Fales Tax statement,” Van Nuys, California The News; Venerdì 7Febbraio, 1969

3 Gisnburg: “Leviticus” in Ellicott, I, p. 425.
4 Merrill F. Unger: Unger’s Bible Dictionary; Chicago: Moody Press, 1957; p. 1035.

5 Gerald Carson: The Polite Americans, A Wide Angle View of our More or Less Good Manners Over 300 Years; New York: Willima Morrow, 1966, p. 7.

6 Rachel Carson:Silent Spring; Boston: Houghton Mifflin, 1962.
7 “Plant Dominion Key to Man’s Survival,” Oakland, California, Tribune, Domenica, 18 agosto,1968, p. 13CM.

8 Francois Mergen: “When it Rained Cats in Borneo,” in American Forests, vol. 75, n° 1; Gennaio 1969, p. 29.

9 Robert Rodale: “Things Here and There” in Prevention; Dicembre, 1968, p. 12.

10 Beatrice Trum Hunter: “The Book Hunter,” in Natural Food and Farming, nov., 1968, una recensione di J. L. Wade: What You Should Know about the Purple Martin, America’s Most Wanted Bird; Griggsville Illinois: Griggsville Wild Bird Society.

11 Josepf A. Cocannouer: Weeds, Guerdians of the Soil; New York: Devin-Adair, 1964. Vedi anche Cocannouer: Water and the Cycle of Life; New York: Devin-Adair, 1962; e Farming With Nature; Norman: University of Oklahoma Press, 1954. Vedi anche William A. Albrecht: Soil Fretility and Animal Health; Webster City, Iowa: Fred Hahne Printing Co., 1958; Friend Sykes: Modern Humus Farming; Emmaus, Pennsylvania: Rodale Books, 1959; Sir Albert Howard: An Agricoltura Testament: London: Oxford University Press, 1940, 1956.

12 Sir Albert Howard: An Agricoltural Testament; p. 162.
13 Vedi Ron Taylor: “The Lake that Comes and Goes” in Westways, vol. 59, n° 10; ottobre, 1967, pp. 6-9.
14 “Fish Bites Dog,” in Time, vol. 92, n° 8; 23, agosto 1968, p. 56 s.

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