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ISTITUZIONI DELLA LEGGE BIBLICA

16. Appendice

2. Le Implicazioni di I Samuele 8

I Samuele 8 è diventato un capitolo popolare da quando la società occidentale ha rigettato la monarchia come forma di governo ed è stato usato come prova della prospettiva anti-monarchica della bibbia. I dissenzienti da questa opinione vagliano le Scritture in cerca di un punto di vista a favore, o vedono prove di ambedue le opinioni.

Ma è proprio la monarchia in punto importante di questo capitolo? Non è piuttosto il rigetto del governo di Dio per quello dell’uomo? Il Signore disse a Samuele: “essi non hanno rigettato te, ma hanno rigettato me, perché io non regni su di loro” (I Sa. 8:7). Pertanto, è molto chiaro che Dio vide la decisione d’Israele primariamente ed essenzialmente  come un rigetto del suo governo. Inoltre, il rigetto era essenzialmente religioso ed era un rigetto qualsiasi fosse la forma di governo che Israele avesse potuto scegliere. “Si comportano con te, come hanno sempre fatto dal giorno in cui li ho fatti uscire dall’Egitto fino ad oggi: mi hanno abbandonato per servire altri dèi” (I Sa. 8:8). È chiaro che, sia che Israele avesse scelto una monarchia, una repubblica, una democrazia, una dittatura, o qualsiasi altra forma di governo civile, si trattava di un abbandono di Dio. Nel scegliere un re, stavano apertamente facendo ciò che avevano ripetutamente fatto nel periodo dei Giudici. Un re pio avrebbe potuto ripristinare il governo di Dio, come fecero Davide e altri, ma lo scopo essenziale della richiesta di un re da parte della nazione era d’essere governati come le altre nazioni (I Sa. 8:5, 20). Le rimostranze contro i figli di Samuele non erano una richiesta di riforme (vv. 1-5); la corruzione dei figli di Samuele fu un pretesto per richiedere un governo centralizzato e un governante-guerriero professionista e i suoi uomini armati (v. 20). Si trattava della resa dell’ordine giuridico di Dio in favore di un ordine giuridico umanistico.

Al comando di Dio Samuele fece una rassegna delle implicazioni del nuovo ordine (vv. 11-17). Il punto centrale di questa rassegna è primo la nuova forma di tassazione, che sarebbe consistita nella coscrizione di figli e figlie, campi, prodotti, bestiame, e servi. Secondo, la decima è citata e vengono informati che la tassazione del nuovo ordine sarà una spietata decima di capitale quanto di reddito.

Qui abbiamo il nocciolo della differenza tra i due ordini. Il governo di Dio esigeva solo il testatico per il governo civile (Es. 30:11-16), e forse le multe; il resto delle funzioni di governo erano coperte dalla decima, assicurando con ciò una società decentralizzata quanto una governata sia da principi pii sia dalla tassa di Dio.

Se non vediamo questo capitolo come il rifiuto formale dell’ordine giuridico di Dio per un altro ordine giuridico, manchiamo il significato di questo evento centrale e rivoluzionario. La gente rigettò chiaramente il governo di Dio (vv.19-20) di fronte al chiaro avvertimento di Dio che egli avrebbe rigettato loro (v. 18). Mentre tentarono di mantenere un formale vassallaggio a Dio, in realtà lo avevano rigettato. Era possibile per loro avere un re e mantenere la legge di Dio, come acclarò Samuele (I Sa. 12:14-15); la chiave era non ribellarsi “ai comandamenti del Signore” ovvero ritenere la legge di Dio quale legge dell’ordine sociale.

Geremia dichiarò che la cattività sopraggiunse perché la nazione aveva abbandonato la legge di Dio, e settant’anni di cattività furono decretati per dare alla terra i sabati che le erano stati negati (Gr. 25:9, 10; 29:10). Ball scrisse della simile dichiarazione di II Cronache 36:21:

In ogni caso non abbiamo il diritto di forzare le parole del sacro scrittore, nel senso di assumere che intenda dire che quando Gerusalemme fu presa dai Caldei erano stati negletti esattamente settant’anni sabbatici — cioè che la legge a questo riguardo non era stata rispettata per 490 anni (70X7), o a partire dall’istituzione della monarchia in Israele (490+ 588= 1.078) [1].

Contrariamente a Ball, non abbiamo diritto di negare che questo sia esattamente ciò che Geremia e lo scrittore di Cronache ci stiano dicendo, dato che lo dicono espressamente. In questo modo, siamo informati che con la monarchia furono abbandonati i sabati della terra L’implicazione di I Samuele 8 è che la decima pure stava per essere abbandonata perché erano stati avvertiti che la tassa statale avrebbe costituito un’altra decima, e una ben più ingente.

È chiaro dunque che, mentre Israele intendeva essere “morale”, ovvero deplorare adulterio, omicidio, e furto, intendeva anche abbandonare la legge di Dio quale regola assoluta e di governo per l’uomo e la società. Lo scrittore di Cronache ci racconta il prezzo che pagarono per questo.

Note:

1 C. J. Ball. “II Crinicles” in Ellicott, III, 453.

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