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ChiesaEffeminata

di  John W. Robbins

Nota dell’Editore: Questo saggio è apparso per la prima volta ne The Church Effeminate and Other Essays, curati da John W. Robbins e pubblicati nel 2001 dalla Trinity Foundation.

Q U A R T A   E   U L T I M A    P A R T E

Il Cristianesimo Americano Primitivo

Dato che i primi Americani erano Calvinisti, ovvero Cristiani Biblici, la teologia Americana era una religione mascolina. Lo storico Moses Coit Tyler così scrisse dei Calvinisti del New England:

“Al tempo del suo insediamento il New England non era una comunità agricola, né una comunità manifatturiera, né una comunità dedita al commercio: era una comunità pensante, un’arena e un mercato di idee, essendo il suo organo caratteristico non la mano, non il cuore, non la tasca ma il cervello… Probabilmente nessun’altra comunità di pionieri ha mai così tanto onorato lo studio… La loro era una struttura sociale la cui pietra angolare era riposta su un libro…”1

L’effeminazione della teologia nel diciannovesimo secolo fu fondamentalmente un attacco all’intellettualismo cristiano e una difesa del ruolo dei sentimenti nella religione. Nel 1726 Cotton Mather aveva scritto le sue Direttive per un Candidato al Ministerio in cui sosteneva che una preparazione generale era il secondo importante requisito per un ministro, secondo solo alla pietà. Egli raccomandava che un ministro ben formato doveva avere una buona conoscenza di Latino, Greco, Ebraico, Retorica, Logica, Filosofia Naturale, Matematica, Astronomia e Teologia.

Il Decimonono, il Secolo degli Errori

Ma le signore del diciannovesimo la pensavano diversamente. Catherine Beecher, figlia di Lyman Beecher e sorella di Henry Ward Beecher e Harriet Beecher Stowe2,credeva che le donne dovessero controllare l’educazione, e le donne sono inevitabilmente contrarie alle “teorie teologiche [Calviniste]… dato che sembrano opporsi al senso morale e al senso comune dell’umanità”.3 Ann Douglas, una moderna femminista che ha sagacemente analizzato l’alleanza tra i pastori liberali e le donne della classe media del diciannovesimo secolo, ha fatto notare che il fratello di Catherine, Henry Ward Beecher, “come tutti i suoi fratelli, fece della sua madre defunta la ragione fondamentale e l’asse centrale di una teologia effeminata… [Egli] disse ai suoi ascoltatori che l’amore materno è ‘una rivelazione dell’amore di Dio’”4Nel 1853 Bela Bates Edwards dell’Andover Seminary notò che la gente considerava “un pastore intellettuale… carente in pietà e un ministro squisitamente pio… carente nell’intelletto”5

Questo anti-intellettualismo non era una caratteristica propria solo dei liberali, ma lo era altrettanto dei conservatori. Molti Cristiani professanti oggi riguardano i vari risvegli religiosi nella storia Americana come restaurazioni della vera religione. Ma una più accurata valutazione di questi la troviamo in una biografia di Mary Baker Eddy6:

“La cosa importante del movimento del risveglio che percorreva l’America rurale fu lo spostamento del fondamento dalla logica inesorabile all’emozione indisciplinata, dalla dottrina alla pietà, da un ministero istruito a predicatori laici e a evangelisti itineranti che si sentivano mossi da “’O Sc’pìrit” ma che potevano essere benissimo analfabeti. C’era un sentimento generale che credeva che nell’allontanarsi dalle fondamenta intellettuali del passato facesse ritornare alle condizioni del Cristianesimo primitivo e così riappropriarsi dell’entusiasmo religioso”.7

I teologi liberali ed effeminati, eretici com’erano, non erano pensatori originali. Attinsero le loro idee dai filosofi laici che li avevano preceduti e di cui erano circondati. Prima che la pietà potesse essere opposta alla conoscenza e all’intelletto, ne doveva essere separata. Questo distacco fu compiuto dai filosofi laici, alcuni dei quali erano romantici, altri materialisti, e altri ancora positivisti.

Il Clima Filosofico

August Comte, colui che sviluppò quello che definì il Nuovo Cristianesimo, fece una netta distinzione tra il metodo teologico del pensiero, che doveva essere respinto, e il sentimento religioso, senza il quale la società non può essere unificata. Si può trovare la stessa separazione tra teologia e sentimento in Ludwig Feuerbach, uno dei più tenebrosi materialisti Inglesi del primo diciannovesimo secolo. John Tyndall, un fisico e filosofo naturale Britannico, probabilmente il più lucido esponente del materialismo nell’Inghilterra del diciannovesimo secolo, dichiarò esplicitamente, e si possono trovare dichiarazioni simili in molti altri materialisti, inclusa la popolarissima novellista americana Ayn Rand8, che “i fatti del sentimento religioso sono per me certi come i fatti della fisica”. La religione, secondo Tyndall, è “una forza nociva se viene lasciata introdursi nella regione della conoscenza… ma capace di essere guidata per nobili propositi nella regione dell’emozione, che è la sua propria elevata sfera”9

Thomas Henry Huxley [il “mastino” di Darwin, ndt], che non era certamente cristiano, attaccò il dogma teologico perché voleva mettere l’uomo in grado di cominciare ad “accarezzare la più nobile e più umana delle emozioni dell’uomo, adorando… all’Altare dell’Ignoto”.10

Agli inizi del ventesimo secolo, lo psicologo Americano William James sosteneva che

“Quando esaminiamo l’intero campo della religione, troviamo una grande varietà di pensieri che vi sono prevalsi; ma i sentimenti, da un parte, e la condotta, dall’altra, sono quasi sempre gli stessi, perché le vite dei santi, siano essi Stoici, Cristiani o Buddisti sono praticamente indistinguibili. Le teorie generate dalla Religione, essendo in tal modo variabili, sono secondarie; e se volete afferrare la sua [di lei nell’originale, NdT] essenza, dovete considerate i sentimenti e la condotta in quanto ne sono gli elementi più costanti”.11

Il lettore avrà notato, ovviamente, che James fa riferimento alla “Religione” con un aggettivo femminile. Egli continua il passaggio usando pronomi e aggettivi femminili. William James era il figlio di Henry James Senior, che abbandonò gli studi al Princeton Seminary. Padre e figlio ben illustrano l’effeminazione della teologia nel diciannovesimo secolo.

Ma ritorniamo al principio della nostra storia: alla fine del diciottesimo secolo e all’inizio del diciannovesimo, le fondamenta filosofiche e teologiche per l’effeminazione della teologia vennero gettate da due filosofi tedeschi e da un teologo tedesco, Immanuel Kant, Friedrich Jacobi, e Friedrich Schleiermacher. Kant sostenne che Dio non è un oggetto di conoscenza; secondo Kant, noi possiamo conoscere solo gli oggetti della sensazione così come vengono formati dalle categorie della mente. Noi non possiamo conoscere nulla in sé e non potremo certamente mai conoscere Dio, dato che Egli non è un soggetto della sensazione. Con Kant, la disgiunzione tra teoria e pratica diventa uno scisma. L’esistenza di Dio non può essere provata, ma noi dovremmo agire come se Dio esistesse. La sua esistenza ha valore pratico, ma nessuna importanza essenziale. L’immortalità dell’anima non può essere provata, ma noi dovremmo agirecome se noi fossimo immortali. Invece di avere la moralità basata sulla teologia, come è nel Cristianesimo, Kant insistette che è la teologia a dover essere fondata sulla moralità. La pratica morale viene prima, e la teologia si accoda, senza mai raggiungere il livello di conoscenza12

Dopo Kant, l’intelletto apparteneva alla scienza, non alla religione; scienza e religione non parlavano più dello stesso universo. Dopo Kant, se uno desiderava conoscere, doveva rivolgersi alla scienza. Il Cristianesimo non poteva offrire la conoscenza di Dio, perché Dio non è conoscibile. Il ruolo che Kant ha lasciato alla religione è quello di stampella per l’etica. L’uomo religioso divenne l’uomo etico, non l’uomo colto e preparato. Quelli che dicono che il Cristianesimo non è un credo o una dottrina, ma un modo di vivere, anche se sono certamente ignoranti di questo fatto e probabilmente orgogliosi della loro ignoranza, sono discepoli del falso Emmanuel, Kant, non Cristo.

Ma Kant, che scavò il solco, o meglio l’abisso, tra la conoscenza e la religione, compreso il Cristianesimo, non portò a termine il lavoro. Friedrich Jacobi, che descrisse sé stesso come pagano nella sua mente ma cristiano nel suo cuore, fu colui che sviluppò la separazione tra testa e cuore così comune nella religione moderna, e insegnò che Dio lo si poteva comprendere mediante il sentimento. Friedrich Schleiermacher fu un devoto discepolo sia di Kant sia di Jacobi in un modo molto significativo, anche lui negò che la religione avesse a che fare con la conoscenza. Tuttavia, diversamente da Kant e similmente a Jacobi, egli basò la religione completamente sul sentimento, il sentimento di assoluta dipendenza.

Schleiermacher emerse dal romanticismo Tedesco nel 1799 pubblicando il suo famoso Sulla Religione: Discorsi alle Persone Colte che La Disprezzano. Parlando ai “colti dispregiatori” della religione, Schleiermacher disse “La religione è per voi per un verso un modo di pensare, una fede, un modo peculiare di contemplare il mondo, e di coniugare ciò che ci affronta nel mondo; per l’altro, è un modo di agire, un desiderio e un amore peculiare, uno speciale tipo di condotta e carattere”13 Con questa dichiarazione Schleiermacher ripudiava sia la concezione ortodossa del Cristianesimo come sistema di verità, sia la concezione Kantiana della religione come sussidio alla moralità. Schleiermacher negò che la religione fosse pensiero o azione, essa era sentimento. “I sentimenti sono esclusivamente gli elementi della religione, e nessuno ne è escluso… Idee e principi sono tutti estranei alla religione… Se le idee e i principi devono mai esser parte di qualcosa, essi devono appartenere alla conoscenza, che è un dipartimento della vita differente dalla religione.”14

Se la religione consiste in sentimento, allora Schleiermacher aveva pienamente ragione a istruire i suoi lettori a diventare introspettivi: “Ma ora devo farvi rivolgere verso voi stessi. Voi dovete afferrare un movimento vivente. Voi dovete sapere come ascoltare voi stessi davanti le vostre coscienze… Così, come una persona che sente, voi potete diventare un oggetto a voi stessi e potete contemplare i vostri sentimenti.”15 Sia la sentimentalità sia il soggettivismo scaturiscono da Schleiermacher, queste sono le eresie gemelle della moderna religione che si travestono da Cristianesimo. Esse pervadono le chiese sia Cattoliche sia Protestanti, sia conservatrici sia liberali, sia liturgiche sia carismatiche.

Schleiermacher credeva che “Cercare e trovare questo fattore infinito ed eterno, ed avere e conoscere la vita stessa solo in un sentimento immediato, questa è religione”16. Se la religione è un sentimento, segue che “le dottrine Cristiane sono resoconti degli affetti religiosi Cristiani messi per iscritto”. Le dottrine, che Schleiermacher chiama simboli, possono variare da religione a religione, persino tra persona e persona. “Le moltitudini potrebbero essere sospinte religiosamente nello stesso modo, ed eppure ciascuno, magari guidato dalla propria inclinazione, come da circostanze esterne, può stabilire i suoi sentimenti mediate differenti simboli”.17 A quelli preoccupati con le dottrine, le persone che Schleiermacher sprezzosamente chiama “sistematizzatori”, Schleiermacher scrisse: “Nulla è di minore importanza per la religione, perché essa non sa nulla di deduzioni e connessioni”.18

Schleiermacher non credeva che la religione potesse essere imputata di alcun delitto. Quel che poteva esser accusato di misfatti non era la religione, ma il dogma che l’aveva corrotta.

“Di ciò dovete incolpare quelli che corrompono la religione, che la inondano di filosofia e vogliono ridurla nei ceppi di un sistema. Su cosa, infatti, si è combattuto, sono nati partiti, sono scoppiate guerre? Qualche volta sulla morale e sempre sulla metafisica, l’una e l’altra estranee ad essa… la religione non vuole portare sotto un’unica fede e un unico sentimento quelli che credono e che sentono… ogni veggente è un nuovo sacerdote, un nuovo mediatore, un nuovo organo” 19

Quelli che dicono che i credi e le confessioni dividono e distruggono l’unità della chiesa sono inconsapevolmente discepoli di Schleiermacher. Uomini ignoranti, che si definiscono “pratici” e sono orgogliosi della loro sapienza pratica e del loro senso comune, sono sempre gli inconsapevoli schiavi di qualche teologo o filosofo defunto.20

Ne Sulla Religione Schleiermacher scrisse, “Vi chiedo quindi che, astraendo da tutto ciò che normalmente si chiama religione, facciate attenzione soltanto a queste particolari suggestioni e disposizioni…”21

donnecuoreSignificativo è il fatto che Schleiermacher fece notare che questi sentimenti, questa pietà, la religione stessa, dimora particolarmente nelle donne: “Il sentimento può dimorare negli integri e nei forti, come per esempio in tutte le donne, senza mai essere stato un soggetto speciale di contemplazione”22

Quel che consegue da tutto questo, e quello che Schleiermacher ardeva evidenziare, è che se la religione è differente dalle sue espressioni, allora quelle espressioni possono essere cambiate, e la religione rimanere indenne. Le peculiari espressioni dottrinali dei sentimenti religiosi, le espressioni che noi chiamiamo teologia Cristiana, non sono parte dell’essenza del Cristianesimo, e le dottrine possono pertanto essere cambiate ogni qualvolta sia necessario o desiderabile. Le dottrine riguardano la testa, ma la religione riguarda al cuore. Con Schleiermacher, l’antitesi tra la testa e il cuore, che pervade virtualmente tutta la teologia odierna, tanto quella conservatrice che quella liberale, divenne la base fondamentale per la religione. Schleiermacher ben comprese la natura rivoluzionaria dei cambiamenti che stava proponendo, infatti si riferiva a sé stesso come l’”ostetrica di un nuovo Cristianesimo”.23 Comte, come si ricorderà, aveva fatto la stessa affermazione, ma la pronunciò in francese, non in tedesco.

L’influenza di Schleiermacher e del romanticismo si diffuse rapidamente per tutta l’Europa e gli Stati Uniti. A metà del secolo Charles Finney, l’eretico revivalista Presbiteriano, attaccò i seminari perché questi cercavano di “dare ai giovani uomini forza intellettuale, a quasi totale detrimento dei loro sentimenti morali… l’intelletto [dello studente] migliora, mentre il suo cuore va in rovina.”24

La Testa e il Cuore

Nel maggio del 1850 Edward A. Park, un professore all’Andover Theological Seminary in Massachussetts, tenne un discorso ai ministri Congregazionalisti del Massachussetts riuniti a Boston. Intitolato “La Teologia dell’Intelletto e Quella dei Sentimenti”, il discorso di Park suggerì che vi fossero due tipi di Teologia, e due tipi di verità. Park cominciò il suo discorso così illustrando il suo tema: Un padre dice ai suoi bambini la verità letterale sull’astronomia, ma questi non “imparano nulla da lui se non falsità.”25 “Ma”, continuò, “ho anche saputo di una madre che, con il tatto di una donna, così bene espose gli aspetti generali della scienza astronomica che, sebbene le sue affermazioni fossero tecnicamente errate”, i suoi figli comunque aveva imparato più verità di quelli del padre che disse la verità letterale. “La teologia del cuore”, scrisse Park, “… non ha sempre bisogno di adeguarsi ai mutamenti scientifici, ma può spesso usare le sue vecchie nozioni, anche se, quando comprese letteralmente, possano essere scorrette…”26

Charles Hodge del Princeton Seminary rispose a Park in una serie di tre articoli nei quali sostenne che c’era una sola teologia Cristiana, e non due, e che l’elaborazione di Park, che Hodge insisteva fosse simile a quella di Schleiermacher, insidiava l’infallibilità e l’autorità delle Scritture.27 Ma mentre Hodge attaccò la facoltà psicologica presupposta dalla teoria di Park di due teologie potenzialmente in contraddizione tra di loro, egli non fece l’esegesi degli insegnamenti della Bibbia sulla natura dell’uomo. L’antitesi tra la testa e il cuore, sulla quale sia Schleiermacher che Park così saldamente si appoggiavano, non è derivata alla Bibbia.

heartheadPurtroppo, anche alcuni tra i più conservatori tra i teologi Cristiani ne hanno parlato con superficialità, come se il cuore, col quale essi sembrano intendere le emozioni, fosse più importante della testa. Questo errore fu rafforzato dal movimento Romantico, che credeva che la vita fosse più profonda della logica, e dai materialisti, che insegnavano che le emozioni religiose sono fatti, mentre le dottrine religiose sono favole. Oggi l’antitesi tra la testa e il cuore, e l’ovvia superiorità del cuore, è accettata in tutte le chiese.

Ma la Bibbia non fa affatto una tale distinzione: “Come un uomo pensa nel suo cuore, così egli è” (Proverbi 23:7) “Perché pensate il male nei vostri cuori?” (Matteo 9:4) “Ogni immaginazione dei pensieri del suo cuore era solo male continuamente (Genesi 6:5) “Il mio cuore fu rattristato” (Salmo 73:21) “’L’immaginazione del cuore dell’uomo è male sin dalla sua gioventù” (Genesi 8:21) “e quando ti vedrà sarà felice nel suo cuore” (Esodo 4:14). Ci sono più di 750 occorrenze della parola cuore nel solo Vecchio Testamento. Molti di questi versi non avrebbero alcun senso se la parola fosse tradotta con “emozione”.

Dovrebbe essere ovvio a tutti coloro che studiano diligentemente le Scritture invece della psicologia secolare, che il cuore di una persona pensa, vuole, ricorda, immagina, progetta e soffre emozioni. Il cuore è semplicemente il nome Scritturale per il sé unitario, la persona, l’uomo interiore, colui che fa tutte queste cose. Ed è il pensare a rendere tutte queste cose possibili. Come un uomo pensa nel suo cuore, cosi egli è.

L’antitesi non Biblica tra il cuore e la mente plasmò la religione popolare nel diciannovesimo secolo e ancora la plasma oggigiorno. La componente maschile, la testa, è stata subordinata alla componente femminile, il cuore. Il revivalismo era basato su questa subordinazione, dato che una sua premessa era che non fosse sufficiente credere con la propria testa, ma anche confidare con il proprio cuore. Quando chi scrive era adolescente, il ministro della chiesa che frequentava si deliziava nel dire che alcuni avrebbero mancato il paradiso per 30 centimetri, ovvero la distanza tra il cuore e la testa, perché credevano con le loro teste, ma non con i loro cuori. Qualche volta questo viene espresso in un modo leggermente diverso: per poter esser salvati bisogna confidare in una persona, e non credere in un credo.

Ma la contrapposizione Biblica non è tra la testa e il cuore, ma tra il cuore e le labbra, tra quello che uno pensa o crede e quello che professa con le labbra. Isaia 29:13 dice, “Questo popolo si accosta a me con la loro bocca, e con le loro labbra mi onora, ma hanno allontanato il loro cuore da me”.

Nell’ambito della chiesa, e nella società in generale, la disgiunzione tra la testa e il cuore è stata applicata agli uomini e alle donne: gli uomini erano freddi, razionali, logici, intellettuali; le donne erano ferventi, amorevoli, emotive, confidanti, sensibili, affezionate e compassionevoli. Questa naturale superiorità delle donne le rese le depositarie naturali della virtù e della religione.

Il Moderno Gnosticismo

In perfetto stile eterodosso, alcuni religiosi del diciannovesimo secolo erano ben disposti a integrare questa falsa disgiunzione e incomprensione del Cristianesimo direttamente nella dottrina di Dio stesso. Albert Benjamin Simpson (1843-1919), il fondatore del primo Istituto Biblico in Nord America nel 1883, il Missionary Training College for Home and Foreign Missions, e cofondatore della chiesa della Christian and Missionary Alliance, scrisse un articolo chiamato “Dio Nostra Madre”. Nell’articolo Simpson dichiarò:

Il cuore di Cristo non è solo il cuore di un uomo ma ha in sé anche la tenerezza e la gentilezza di una donna. Gesù non fu un uomo nel rigido senso della mascolinità come distinta dalla femminilità, ma, come Figlio dell’Uomo, il completo Capo dell’Umanità, Egli racchiuse in Sé Stesso la natura sia dell’uomo sia della donna… Nel Vecchio Testamento troviamo Dio che Si rivela sotto la dolce figura della maternità… e questo aspetto del Suo carattere benedetto trova la sua perfetta manifestazione nello Spirito Santo, Dio Nostra Madre”28

Mary Baker Eddy, la già citata fondatrice della Scienza Cristiana, intratteneva opinioni simili e gli “Scientisti Cristiani” oggi pregano allo/a “Dio Nostro/a Padre-Madre.” La Eddy scrisse: “Non abbiamo l’autorità, nella Scienza Divina, di considerare Dio mascolino, così come non ne abbiamo per considerarlo femminile, perché è l’Amore a conferire la più elevata idea di Deità.”29 Un’altro culto fondato da una donna, gli “Shakers” (i “Tremolanti”), “credevano in un Dio Unico, non tre esseri maschili in uno, ma Padre e Madre.”30

Un secolo prima un Presbiteriano Scozzese di nome James Fordyce aveva pubblicato i suoi Sermoni alle Giovani Donne nei quali opinava che “lo spirito di devozione dipende dal sentimento invece che dal raziocinio; dai sentimenti di gratitudine e meraviglia, gioia e dolore, trionfo e collaborazione, speranza e timore, piuttosto che dalla disquisizione teologica comunque profonda…” La Donna, così sentiva, era stata posta dalla provvidenza “in circostanze peculiarmente vantaggiose per gli esercizi della devozione…”31 Il famoso Dr. Benjamin Rush, un firmatario dellaDichiarazione di Indipendenza, dichiarò che “il seno femminile è il suolo naturale del Cristianesimo.”32

Questa concezione, così estranea alla Bibbia, implicava che una religione così naturale per le donne era in qualche modo innaturale agli uomini. Proprio come le emozioni, che a differenza dell’intelletto non erano state macchiate dalla caduta di Adamo, così il cuore delle donne è il “suolo naturale” della fede Cristiana. Questa negazione della dottrina della totale depravazione incoraggiò le donne a essere aggressive nelle attività e negli esercizi religiosi, e esigettero dagli uomini che relegassero la religione alle loro madri, mogli, sorelle e figlie.

Ulteriori Sviluppi

Ma le nature di Dio e dell’uomo non furono le sole dottrine influenzate dall’effeminazione della teologia. Una volta cominciato, il processo di effeminazione, si propagò in molte differenti dottrine: Il revivalismo del diciannovesimo secolo, in particolare il lavoro di Charles Finney, trasformò la teologia dal Calvinismo all’Arminianesimo, dalla Sovranità di Dio al libero arbitrio dell’uomo. Un Dio che sovranamente progetta e onnipotentemente agisce è troppo mascolino da poter sopportare. Un Dio che implora che si strugge è molto più gradevole alla mente moderna.

La morte di Cristo, nelle mani di un uomo come Horace Bushnell, divenne la maniera di Dio di influenzare i sentimenti degli uomini, invece di soddisfare la giustizia di un Dio irato. Dio era un Dio d’amore, non di verità, giustizia o santità. La sua principale caratteristica divenne la misericordia, non la sovranità o la giustizia. Egli non aveva un’ira da placare. La dottrina dell’Espiazione venne trasformata, dalla propiziazione all’influenza morale.

Sotto il processo di effeminazione, l’importanza della dottrina cedette il passo alla centralità dell’esperienza. Questo può essere notato tanto negli inni Americani scritti durante il diciannovesimo secolo, quanto nella teologia. A differenza degli inni del diciottesimo secolo di Isaac Watts, gli inni del diciannovesimo secolo di Fanny Crosby, Frances Havergal, Philip Bliss e altri, compreso un crescente numero di donne, enfatizzavano i sentimenti e le emozioni del cantante piuttosto che la maestà di Dio. Gli Unitariani furono particolarmente prolifici, pubblicando 15 diversi innari tra il 1830 e il 1865. Austin Phelps dell’Andover Seminary, dove aveva insegnato Edwards Park, scrisse assieme a questi e a Daniel Furber il più importante libro sull’innologia in America di tutto il diciannovesimo secolo. Portando avanti la teoria di Park delle due teologie dell’intelletto e dei sentimenti, Phelps spiegò che gli inni esprimono il “cuore della chiesa”. Essi agiscono come una sorta di “tonico per l’adoratore”. Quello che si doveva evitare negli inni, secondo Phelps, era “un eccesso dell’elemento analitico”33 Soggetti spiacevoli come la morte, la punizione e l’Inferno, dovevano essere ridotti ai minimi termini.34

L’effeminazione della teologia nel diciannovesimo secolo sostituì con un nuovo Messia il Cristo storico. Dato che la religione consiste in sentimenti, e non in conoscenza, il Gesù storico scomparve assieme al Gesù in Cielo che intercede per il suo Popolo, e il Gesù nel proprio cuore divenne il nuovo Salvatore. Il Verbo scritto venne eclissato dai sospingimenti dello Spirito Santo, e il movimento carismatico del ventesimo secolo non è altro che uno sviluppo logico della teologia del sentimento, che la si trovi in Schleiermacher, o in Finney o in Parks.

Le idee filosofiche e religiose, Arminianesimo, revivalismo, modernismo, Kantianesimo, che incorporavano tutte un anti-intellettualismo virulento, operarono assieme per plasmare la Chiesa Effeminata del diciannovesimo e ventesimo secolo. Per la metà del diciannovesimo secolo le due più grandi chiese degli Stati Uniti erano la Chiesa-Stato Romana e la Chiesa Metodista, i Calvinisti erano stati sconfitti. L’antica religione virile del cui trapasso Henry James si lamentava, declinò sempre più nel decadente ventesimo secolo, i sé dicenti discendenti di Hodge e Warfield appaiono sempre più simili ai modernisti del tardo diciannovesimo secolo. Ciò nonostante, possiamo essere fiduciosi che l’insegnamento della verità di Dio otterrà il preciso effetto che si prefigge, che sia per la distruzione o per l’edificazione. Quando Dio vorrà, l’apostasia della presente epoca sarà giudicata e la sua Verità ancora una volta compresa e creduta. Allora la Chiesa Effeminata scomparirà e la Chiesa tornerà a essere la Chiesa Trionfante.

(C) 2001-2014 The Trinity Foundation 

1Moses Coit Tyler, A History of American Literature, 1607-1765 (Ithca, 1949), 85-86; come citato in Richard Hofstadter,Anti-Intellectualism in America Life (New York, 1962), 59.

2L’autrice de La Capanna dello Zio Tom, NdT.

3Catherine E. Beecher, Common Sense Applied to Religion, xii and Letters on the Difficulties of Religion (Hartford, 1857); come citato in Douglas, 104.

4Douglas, 110
5Douglas, 144

6La fondatrice della Scienza Cristiana, NdT

7Robert Peel, Mary Baker Eddy, The Years of Discovery, 1821-1875 (New York, 1972), 48.

8Ayn Rand è stata una popolarissima novellista americana emigrata dalla Russia comunista negli anni ’20 del XX secolo. Massima esponente del pensiero libertario, le sue opere hanno venduto milioni di copie e sono state portate su pellicola a Hollywood. Della sua opera più nota, La Rivolta di Atlante, è possibile trovare alcuni brevi brani in rete, il più rappresentativo dei quali è l’Elogio del Denaro, che si può leggere ad esempio qui https://libertyfighter.wordpress.com/2013/05/16/elogio-del-denaro-repost/

9John Tyndall, Address Delivered Before the British Association in Belfast (New York, 1875), 63-64; come citati in Maurice Mandelbaum, History Man, and Reason (Baltimore, 1971), 29.

10Mandelbaum, 30

11William James, Le varie forme dell’esperienza religiosa: uno studio sulla natura umana; introduzione di Giovanni Filoramo, Morcelliana, (Brescia, 1998), p 430.

12Si veda Gordon H. Clark, Thales to Dewey: A History of Philosophy.

13Friedrich Scheiermacher, On Religion: Speeches to Its Cultured Despisers (New York, 1958), 27.

14Schleiermacher, 46. NdT Sia l’opera filosofica completa di Schleiermacher della UTET del 1998 che comprende I Discorsitradotti da Gaetano Durante nel 1947, sia l’edizione della Queriniana del 2005 tradotta da Salvatore Spera, apparentemente basate entrambe sullo stesso testo critico, mancano di ampie porzioni quantomeno del Secondo Discorso presenti invece nell’edizione inglese. Le citazioni mancanti in italiano sono state tradotte direttamente dall’edizione inglese.

15Scheiermacher, 41, 46

16Schleiermacher, 40

17C.W. Christian, Schleiermacher (Waco, 1979), 89.

18Christian, 52-53.

19Friedrich. D, E.. Schleiermacher, Sulla Religione: Discorsi a quegli intellettuali che la disprezzano. Queriniana, (Brescia, 2005), p 81.

20N.d.T.  Qui Robbins cita da La teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta di John Maynard Keyens. “Gli uomini pratici, che si ritengono completamente liberi da qualunque influenza intellettuale, in genere sono schiavi di qualche economista defunto. I pazzi al potere, che odono voci nell’aria, distillano le proprie frenesie da qualche scribacchino accademico di pochi anni addietro”

21Friedrich. D, E.. Schleiermacher, Sulla Religione: Discorsi a quegli intellettuali che la disprezzano. Queriniana, (Brescia, 2005), p 59.

22Christian, 47

23Christian, 65

24Charles Finney, Lectures on Revivals of Religion, 435-436 come citato in Hofstadter, 94

25Edward A. Parks, “The Theology of the Intellect and That of the Feelings”, Bibliotheca Sacra, 1850, 45-46.

26Park, 39

27Charles Hodge, “The Theology of the Intellect and That of the Feelings,” Essays and Reviews (New York), 539-633.

28A.B. Simpson, “Our Mother God”, in When the Comforter Came; come citato in Janette Hassey, No Time for Silence(Grand Rapids, 1986), 16.

29Reuther and Keller, 65.

30Anna White and Leila Taylor, Shakerism: Its Meaning and Message (Columbus, 1904), 255-258; comecitato in Reuther and Keller, 64.

31Blauvelt, in Reuther and Keller, 13.

32Blauvelt, in Reuther and Keller, 3.

33Austin Phelps, Edwards A. Park, and Daniel L. Furber, Hymns and Choirs (Andover, 1860), 52, 80-81, 79, 123; come citato in Douglas, 219.

34Sandra Sizer, nel suo Gospel Hymns and Social Religion (Philadelphia) ha quantificato la tendenza dell’innodia del diciannovesimo secolo verso il soggettivismo analizzando i temi espressi negli inni. I suoi risultati confermano queste conclusioni.

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